Anno scolastico 2007-2008 - mese di gennaio
Alberto Biuso - 30-01-2008
Una delle condizioni di ogni totalitarismo è il controllo capillare dei media. Anche nelle democrazie televisive contemporanee è diventato questo, ormai, l'obiettivo primario di chi intende guidare governi e società. È quindi drammatica la prospettiva che alla Presidenza del nostro Esecutivo vada per l'ennesima volta il padrone della tv commerciale italiana, che della televisione -oltre che di molta stampa e della tv pubblica- fa da sempre un uso spregiudicato e personalistico. Una situazione che non ha confronti in Europa.

Evitarlo non sarà facile...
Varie associazioni di precari - 29-01-2008
Nella Finanziaria 2006 era previsto un piano triennale di 150000 immissioni in ruolo che avrebbe attenuato in modo decisivo la piaga del precariato della scuola, unico settore della Pubblica amministrazione con lavoratori precari di 40, 45 anni con più di 15 anni di servizio. Di questo piano triennale è stata effettuata la prima tranche di 50000 assunzioni.
Molti precari temono che a causa della caduta del governo e delle turbolenze politiche svaniscano definitivamente le altre due previste tranche di 100000 immissioni in ruolo.
Giuseppe Aragno - 28-01-2008
Sarebbe un'amara e inutile soddisfazione stare qui a rivendicare oggi ciò che è sotto gli occhi di tutti: la facile profezia s'è avverata. Il governo Prodi apre la via a un sistema autoritario di cui non è possibile prevedere i connotati o la durata, ma che ha la sua ragione d'essere nella convergenza d'interessi tra quelle forze politiche eversive che, sia pure secondo stili diversi, dal 1994, si sono dimostrate il braccio armato del capitale nel nostro paese. Dietro - si potrebbe obiettare - non c'è una dottrina politica. Ed è probabilmente vero. Non è meno vero però che nei primi anni Venti c'erano i fascisti benché non ci fosse il fascismo.
Lucio Garofalo - 28-01-2008
In classe non bisogna mai cercare di plagiare o manipolare le fragili menti (sempre aperte e ricettive) dei ragazzi, ma occorre assumere una posizione il più possibile lucida, serena e distaccata, per abituare le nuove generazioni ad esercitare l'arte benefica del dubbio e della critica. Una dote che in genere manca alle menti già formate, quindi chiuse e poco ricettive, degli adulti.

Questo è il compito precipuo delle istituzioni educative che concorrono alla formazione del libero cittadino, per mettere l'individuo in condizione di esprimere autonomamente i propri giudizi e compiere le proprie scelte. La scuola assume un ruolo che è ancora centrale e privilegiato in questa opera educativa, malgrado le enormi pressioni e la spietata concorrenza esercitata dai mezzi di comunicazione di massa, a cominciare dalla televisione e da Internet. Le cui potenzialità espressive, comunicative ed informative devono essere abilmente e sapientemente sfruttate dagli insegnanti.
Lucio Garofalo - 26-01-2008
All'incirca un anno fa scrissi il seguente articolo che vi propongo. Rileggendolo, io stesso mi sono impressionato per la mirabile ed inquietante "virtù" profetica (degna della mitica Cassandra o del geniale Pasolini) che ho dimostrato di possedere.
Spero che non venga scambiata per altro, ovvero per iettatura.
Cosimo De Nitto - 25-01-2008
Ci mancava anche la crisi di governo per aumentare il senso di precarietà, approssimazione, transitorietà che attanagliano i docenti ed il mondo della scuola tutto.
Ci mancava anche l'esempio edificante di senatori della Repubblica che si insultano, si menano come scaricatori di porto, alla fine brindano come all'osteria, l'esempio del loro eloquio alto, solenne, misurato sia in aula che nelle telefonate private o nelle trasmissioni televisive... Grande modello educativo per ogni generazione di Italiani. Genitori e figli.
Ilaria Ricciotti - 25-01-2008
Stimatissimo Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano,

Le scrivo perché come cittadina, pur avendo sino ad ora cercato di sopportare le indecorose esternazioni proprie di alcuni parlamentari della Repubblica, oggi non le tollero più.
Queste azioni, indegne e cariche di violenza verbale e fisica, che stanno facendo il giro del mondo ed offendendo la dignità di milioni di cittadini che ogni giorno, nel loro piccolo, cercano di far progredire il nostro Paese, sono intollerabili ed illegittime.
L' ASS. " Per la Sinistra Unita e Plurale" di Firenze esprime la più profonda preoccupazione per l'inqualificabile campagna di criminalizzazione messa in atto nei confronti del Prof. Cini e dei suoi colleghi da parte dei più alti rappresentanti istituzionali del Paese e dal consueto coro mediatico, e dichiara la più incondizionata solidarietà ai docenti che, in coerenza con la funzione che svolgono, hanno giustamente e con pieno diritto manifestato la loro valutazione sull'inopportunità di un intervento del Pontefice in occasione dell'inaugurazione dell'Anno Accademico dell'Università della Sapienza.
Roberto Renzetti - 22-01-2008
E' datata 17 gennaio la notizia del Corriere della Sera che riporto per intero:

Avrebbe dovuto essere ratificata ieri nella commissione cultura del senato. Ma la nomina del fisico Luciano Maiani alla presidenza del Cnr è stata sospesa: troppe le polemiche per la lettera sul Papa.
Maiani, infatti è stato uno dei 67 firmatari della lettera che ha definito "incongrua" la visita di Benedetto XVI alla Sapienza, facendo esplodere le proteste.
"Sono stato io stesso a chiedere una pausa di riflessione" ha spiegato Giuseppe Valditara, Senatore di Alleanza Nazionale e segretario della commissione. E ha spiegato: "Ho pensato fosse importante questa pausa per rasserenare gli animi e consentire al professor Maiani di chiarire la sua posizione"....


Marino Bocchi - 22-01-2008
Memoria di che? Di un giorno d'inverno del '45 in cui una pattuglia a cavallo dell'Armata Rossa entro' ad Auschwitz e vide stracci striscianti nella neve, torrette vuote, perche' le SS se n'erano andate con i deportati sani, per farli crepare lungo l'inverno di freddo, fame e gelo, verso una Germania distrutta. Lo sapevano gli alleati che i nazi stavano sterminando milioni di persone. Per ragioni strategiche, di tattica militare, finsero di non leggere le foto scattate dagli aerei. Per poi riconoscere, dopo 63 anni, che si', lo sapevano, come ha ammesso il devoto cristiano Bush qualche giorno fa in Israele. Non se ne puo' piu' di questa memoria a tratti, che rammemora la Shoah e si scorda degli armeni, degli indios massacrati dai re cattolici, di Beziers distrutta e violentata, le donne, i bambini, i "puri" catari, da Simone di Monfort, uno dei tanti avventurieri sanguinari al servizio della Chiesa. E gli zingari? E gli omosessuali? E gli infiniti genocidi perpetrati dall'idolatria, dal fanatismo e dal capitalismo?
Alberto Filippo Capria - 21-01-2008
Qualcuno potrebbe spiegarmi qual'è la logica che ha animato la diversità di trattamento nel concorso ordinario per dirigenti scolastici?

Qualcuno potrebbe spiegarmi per quale recondito motivo i "salvati" vincitori di concorso, sono stati collocati - giustamente - in coda alla graduatoria: quelli che, sempre salvati o sanati sulla via di Damasco, non hanno vinto il concorso (non sono rientrati cioè in graduatoria utile), hanno mantenuto il posto che occupavano in graduatoria.
Giocondo Talamonti - 21-01-2008
Nato a Terni nel 1911, caduto a Terni il 20 gennaio 1944, operaio specializzato, Medaglia d'oro al valor militare. Comandante di un distaccamento partigiano combatté contro i nazifascisti nella zona montagnosa che va dalla Prata a Cesi, fino a Giuncano. I tedeschi occupanti, messi in difficoltà dalla combattività degli uomini di Cimarelli, il 20 gennaio 1944 attaccarono di sorpresa e in forze sul Monte Torremaggiore: L'operaio antifascista cadde per consentire ai suoi compagni di sganciarsi e di mettersi in salvo.
Bruna Bassi - 19-01-2008
In molte scuole si sono definiti tempi e modi per l'organizzazione dei corsi di recupero voluti dal Ministro Fioroni. Lo scenario che ne scaturisce è avvilente per diversi aspetti. Il primo riguarda i finanziamenti. Nella mia scuola, ad esempio, bastano appena per pagare 12 ore di corso per ogni classe per tutte le materie. Significa canzonare le famiglie, far credere che la scuola può risolvere un problema che in realtà resterà tale quale.
L'altro problema che sfiora l'etica professionale riguarda il corpo docente. E' inammissibile che chi ha la facoltà di promuovere o rimandare (scusate il termine desueto, ma di questo si tratta) possa trarre un vantaggio economico dalle sue decisioni.
Francesco Mele - 19-01-2008
Vi giro questo breve comunicato nel quale mi riconosco.
Vi chiedo di aderire e di diffonderlo se ne condividete lo spirito.

Ciao
Francesco

Il gruppo di docenti dell'Università La Sapienza di Roma, che aveva manifestato al Rettore ...
Giuseppe Aragno - 18-01-2008
Non rischierò di apparire anticlericale e qualunquista perché colgo nelle intese extraparlamentari tra Berlusconi e Veltroni una commistione spuria che non riguarda, come ci si fa credere, le regole del gioco, ma la filosofia che le ispira e che si pone, nel suo insieme, contro i principi della Carta costituzionale. Sarebbe sin troppo facile replicare che, fino a quando l'omicidio Matteotti non diede la misura esatta dell'abisso in cui era precipitato il Paese, di "qualunquismo ante litteram" furono accusati i pochi che ebbero mente e cuore per dichiarare che, di fatto, la collaborazione di De Nicola e Croce con Balbo, Bottai, De Vecchi e Mussolini, apriva la via a un regime. Sarebbe facile, ma non serve: tutti sanno come andò a finire. I fatti compiuti, ci si può poi dividere sulla loro interpretazione, sono, per chi osserva la realtà, ciò che i "corollari" rappresentano per la matematica: una verità condivisa, una proposizione che risulta logicamente da una verità dimostrata in precedenza e che non esige, quindi, una nuova dimostrazione.
Si può discutere sull'opportunità "tattica" di criticare un papa invitato ad inaugurare l'anno accademico di una università pubblica e si può condividere l'opinione che meglio sarebbe stato attaccare a fondo il rettore che ha ritenuto d'invitarlo. Si può convenire sulla valutazione negativa d'una protesta laica che, sbagliando obiettivo, consente ai clericali un'offensiva mediatica micidiale e chiaramente vittoriosa. Tutto questo si può e si deve fare in un dibattito serio tra cittadini che discutano sul sistema di valori che è alla base della Repubblica. Meglio ancora, tuttavia, e direi anzi doveroso, sarebbe sforzarsi di inserire il fatto nel contesto che lo determina.
Giocondo Talamonti - 18-01-2008
44 secondi e 9 centesimi è il tempo minimo richiesto ai quattrocentisti per maturare il diritto di partecipare ai giochi olimpici di Pechino. La miglior prestazione di Oscar Pistorius, l'atleta privo delle gambe, è di 45 secondi e 9 centesimi, ottenuta grazie a protesi in carbonio con le quali si misura negli stadi di tutto il mondo.
Gli addetti ai lavori sanno che annullare quel secondo di differenza è impresa ardua, quasi impossibile, specie quando sono state utilizzate tutte le strategie per ridurre il gap e affinati i metodi di allenamento.
Pistorius ha avanzato la richiesta alla federazione mondiale di atletica di poter accedere con le sue protesi ai giochi, nell'ipotesi di raggiungere il limite di tempo fissato.
La risposta è arrivata: Oscar non potrà schierarsi in pista...
Ernesto De Fazi - 17-01-2008
A me sembra incredibile, non so se è successo solo nella mia scuola, ma non credo, ieri sono arrivati dei nuovi insegnanti di sostegno e un nuovo docente di Ed. Fisica (per un totale di 5 docenti) a sostituire altri colleghi che non hanno potuto continuare il lavoro perchè sono uscite le nuove graduatorie. Vi rendete conto che danno per gli alunni, specialmente i diversamente abili, con cui il docente instaura una "relazione particolare" per riuscire ad ottenere il massimo. Bene ora dopo circa 4 mesi di lavoro il docente cambia e la difficoltà per il nuovo che subentra è veramente tanta, l'alunno è disorientato e deve ricostruire quella "relazione particolare" che finalmente aveva trovato.
Pierangelo - 16-01-2008
Ai tempi in cui il celebrante dava le spalle, le bigotte, che si annoiavano come noi e non conoscevano il latino, ammazzavano quei minuti con la preghiera individuale biascicata sottovoce contenuta in quei libriccini consunti. Ma la preghiera personale non è liturgia, che è invece azione collettiva della comunità riunita intorno a Cristo.

Domani comunque proverò a scuola a tenere una lezione "frontale" di spalle. Poi vi faccio sapere se riesco ad essere ugualmente chiaro e convincente
Florenti - 14-01-2008
Egregi colleghi, mi stupisco come non si parli del problema creato dal ministro Fioroni con l'OM 92.
In vari istituti, soprattutto tecnici (Padova, Lucca, Ascoli, Verbania), è stata approvata una mozione COBAS , che chiede al ministro i l ritiro dell'ordinanza,per una serie di fattori che allego.
M'interesserebbero informazioni su come nei vari istituti si sia affrontato il tema...
Michele Bonicelli - 14-01-2008
Il rinnovo e il pagamento degli arretrati a docenti e ATA sta assumendo ogni giorno che passa toni sempre più paradossali. Non solo gli aumenti che dovevano essere corrisposti dal gennaio 2006 sono stati contrattati solo il 29 novembre 2007 con inclusa con un'indegna "vacanza contrattuale" che da sola avrebbe meritato barricate e scioperi a ripetizione.
Non solo il ri-rinnovo 2008-09 naviga nelle nebbie cimmerie nelle quali l'unica cosa certa è che il governo vuole triennalizzarlo e che quindi chissà quanto dovremo attendere prima di vederlo in busta paga.
Come ciliegina veniamo a sapere che al Tesoro di questi cambiamenti epocali non sanno niente: cosa abbiano fatto nei 40 giorni a disposizione i geniacci dell'Aran-Miur viene lasciato all'intuito del milione di lavoratori che rimarranno ancora senza aumenti dopo 25 mesi di attesa.
Allora io faccio una proposta per una protesta di base: magari non serve a nulla ma almeno ci proviamo.
Lucio Garofalo - 12-01-2008
La questione dei rifiuti non riguarda solo Napoli e la Campania, anzi. Il problema non è semplicemente locale o regionale, e nemmeno solo nazionale, ma è di portata globale. Esso investe la natura e la struttura stessa di un intero modo di produzione, eccessivamente energivoro e consumistico, un sistema economico imposto a livello planetario che, per produrre merci di consumo su scala industriale e soddisfare le richieste di un mercato di massa in costante crescita (basti pensare, ad esempio, al mercato cinese in fase di netta espansione), brucia e divora ogni giorno ingenti risorse energetiche, alimentari ed ambientali che non sono inesauribili, generando una quantità abnorme di rifiuti, scarti, ciarpame, ma anche scorie e sostanze altamente tossiche che l'ambiente stenta a smaltire.
Giuseppe Aragno - 12-01-2008
La giornata è livida. Il cielo non può essere indifferente e la pioggia sottile che viene giù invisibile è la sua maniera di partecipare alla tragedia corale che buona parte delle televisioni e dei giornali raccontano come impone il potere, oscurando la furia cilena delle forze dell'ordine, ingigantendo le pattuglie sparute di facinorosi per farne il simbolo d'una protesta che si fa di ora in ora più consapevole e civile e tacendo su veleni e milioni gestiti dalla camorra per conto di "civilissimi" imprenditori di mezza Italia nel silenzio connivente di politici buoni per ogni stagione.
- A Pisani non è facile andarci. I pullman tornano indietro prima della "Montagna Spaccata" o fanno inversione sulla collina dei Camaldoli; da Montesanto, i treni della "Cumana", passata la "Trencia" e si fermano a Pianura. Oltre non va, ripetono cortesi e sconsolati gli immigrati dai loro banchetti variopinti, intrappolati tra file d'auto incolonnate e montagne di spazzatura imputridita. Sono certi: a Pisani è l'inferno, neanche a piedi si passa.
Vincenzo Andraous - 12-01-2008
Con cadenza trimestrale fa capolino la consueta battaglia civico-educativa, per stabilire una volta per tutte chi sporca e chi pulisce le nostre strade, e intanto si notano giovani e meno giovani, attraversati dal disagio di vivere, nella rinuncia di convivere con se stessi e gli altri, se non con droghe, alcol, e la solitudine di un ponte o di una copertura di fortuna per tentare di riposare, all'addiaccio, in balia dell'accidente che non perdona, spesso accompagnati da un cane.
Enzo Rosato - 11-01-2008
Ci risiamo!!! Non era bastata la confusione generata lo scorso anno quando a fatica il ministero è riuscito a comporre le commissioni d'esame, per le quali, soprattutto al classico, si è dovuto ricorrere a nominare neo-laureati o insegnanti del ginnasio per reperirne i componenti, dal momento che il decreto assegnava al commissario esterno soltanto il latino e poteva essere nominato indifferentemente dalle classi di concorso A051 o A052.
Lorenzo Picunio - 11-01-2008
Una proposta per affrontare il tema del copyright educativo,consentendo a scuole ed associazione educative di utilizzare materiali cartacei od informatici per i loro scopi didattici.

PROPOSTA DI LEGGE SUL "NO COPYRIGHT EDUCATIVO"

Art. 1: Le ...
Carla Andreolini - 09-01-2008
...mi piacerebbe ci fosse coerenza tra i criteri di scelta dichiarati e la scelta realmente effettuta

Insegno in uno scientifico tecnologico Brocca; una delle due materie che insegno (SCIENZE DELLA TERRA) è stata affidata al commissario esterno sia nell'anno sc. 2007/2008 che per gli esami di questo anno scolastico!
A tale materia sono dedicate 2 ore di lezione a settimana.

MI SEMBRA EVIDENTE CHE NON SIANO STATI RISPETTATI I CRITERI DI SCELTA DICHIARATI DAL MINISTERO.
Monica Capezzuto - 09-01-2008
Giro e rigiro tra i media e mi ritrovo sempre a fare i conti con l'emergenza rifiuti, che tale non è perchè si protae da oltre un decennio. E' la normalità, dunque.
E di seguito i soliti commenti accusatori, poco obiettivi e molto qualunquisti di chi vive fuori da qui e ci indica come "Vergogna d'Italia".

E' facile voltarsi e lasciare tutto nelle mani di chi non vuole il bene della città.
Dunque ho scelto. Ho scelto di restare qui, in trincea. Per cercare di cambiare qualcosa; portare il mio contributo - con tanti impegnati in prima linea - al riscatto della città.
Lucio Garofalo - 08-01-2008
Ormai non si può più restare inerti e indifferenti di fronte allo scandalo e al raccapriccio che inevitabilmente suscita in tutte le coscienze libere e normali il paesaggio orribilmente sfigurato da montagne di spazzatura che invadono ed appestano le strade della città di Napoli e dintorni.

Ho sempre associato la nozione e l'immagine dell'intellettuale a figure scomode e destabilizzanti, mosse da una profonda e coraggiosa passione civile autenticamente rivoluzionaria, che li ha indotti ad assumere sovente posizioni fermamente critiche e controcorrente, sempre schierate dalla parte dei soggetti più deboli e indifesi, gli "umili" di Manzoni, i "vinti" di Verga, insomma i reietti e i diseredati della nostra società (ecco come si manifesta il vero anticonformismo), rispetto alle scelte e agli schemi di giudizio e di condotta predominanti.

Pertanto, lancio un accorato appello per invitare tutti gli intellettuali liberi e coscienti della nostra terra a prendere iniziative e posizioni assolutamente scomode e irriducibili rispetto alla linea imposta dai mass-media ufficiali assoggettati ai poteri dominanti che vogliono tacere le proprie atroci responsabilità, scegliendo la strada della repressione e della criminalizzazione a scapito delle comunità locali che si ribellano giustamente ad uno stato di "emergenza permanente" che dura ormai da oltre un decennio e che è funzionale solo a logiche occulte, prettamente affaristiche e criminali.
Francesco Di Lorenzo - 07-01-2008
Con la legge 40 del marzo 2007 si è finalmente stabilito che gli istituti professionali resteranno nel sistema dell'Istruzione Statale. È già qualcosa. Anche se, subito dopo, con la riduzione degli orari del biennio, che, stando alle motivazioni voleva essere un provvedimento a favore degli studenti e nei fatti, invece, si è rivelato un provvedimento per tagliare organici e ore di tirocinio e laboratorio, siamo finiti nel solco solito. Come se equiparare orari fosse un messaggio di uguaglianza di per sé e non una possibile ingiustizia, seppellendo il noto passaggio ( don Milani) del voler far parti uguali tra diversi. Ma non è questo il problema, o non solo questo. Se guardiamo alcuni dati sugli istituti professionali statali forse riusciamo a farci un'idea meno generica su questo strano soggetto di cui pochi parlano, ancora meno lo conoscono, altri non lo vogliono o meglio non lo volevano, tutti pretendono di riformarlo, quasi tutti ne sono scontenti.
Corrado Mauceri - 05-01-2008
La proposta di Franceschini (certamente concordata con Veltroni) al di là della sua realizzabilità, è un segnale del degrado politico e culturale che imperversa nel nostro Paese.
Tutti parlano di crisi della politica e di sfiducia nelle istituzioni e nel contempo le forze politiche dell'UNIONE, dopo avere assunto l'impegno con il programma elettorale di mettere in sicurezza la Costituzione con la modifica dell'art. 138, fanno a gara nel proporre modifiche con il pretesto della modernizzazione; celebrano il sessantennio della Costituzione, esaltandone i valori fondanti e nel contempo ne violano i principi fondamentali: la persistente precarietà del lavoro, lo sdoppiamento della base militare USA a Vicenza, centinaia di milioni sottratti alla scuola pubblica ed erogati alle scuole private, il quotidiano bollettino dei lavoratori morti; questa è la triste realtà di una Costituzione costantemente violata.
Alberto Giovanni Biuso - 05-01-2008
Una metafora

Un Paese meraviglioso. Una natura ricca di verde, di sole, di acque. Uno scrigno dell'arte universale. Città che hanno fatto la storia del Mediterraneo e dell'Europa. E dentro tante persone capaci, oneste, intelligentissime, generose. Questo è l'Italia.

Ma è anche il territorio controllato da mafie, n'dranghete, camorre. Sono anche le città devastate dall'abusivismo edilizio e da ogni pensabile bruttura. Il Paese dei furbi e dei fessi, dei fessi che si credono furbi. L'Italia è anche una classe dirigente tanto corrotta quanto incapace. È una politica che ruota tutta - in un gioco di interessi, ricatti, pigrizie, rassegnazioni, complicità - intorno a un imprenditore televisivo le cui fortune cominciarono coi soldi investiti a Milano dalla mafia palermitana. L'Italia è un'Università in mano ai baroni, ai raccomandati, agli asini. È una scuola moribonda, che promuovendo in massa riproduce tutte e ciascuna delle differenze di partenza, perché solo una scuola difficile permette il riscatto sociale. È una sanità controllata da politicanti locali che promuovono come primari ospedalieri non i più capaci ma i più amici. È la terra dell'Alta Velocità mentre un viaggio in treno da Catania a Palermo (190 km) dura sette ore. È una società i cui valori morali sono dettati dalla gerarchia di uno Stato estero che è anche l'unica monarchia teocratica ancora esistente al mondo. È il corpo sociale europeo più incollato al televisore, alle sue pubblicità, ai suoi quiz, ai reality. E con il minor numero di lettori di libri....
Vincenzo Andraous - 05-01-2008
Questo Occidente autonominatosi gendarme del mondo, soldato di pace e giustizia, custode delle ricchezze dell'universo, si è lasciato sfuggire l'occasione di difendere il valore per cui è nato, la libertà e le scelte di una nazione oppressa.
Questa perdita apparirà alla fine un incidente di percorso, un'assenza di rimbalzo, affinchè il Pakistan possa partorire un'era di riforme e di equità sociale.
Senza volere costruire castelli dietrologici, fantapolitici, già fin troppe le agenzie specializzate in questo campo, per rendere comprensibile il senso di questa macelleria d'accatto, basta pensare ai tanti investimenti, alla pubblicità, alle immagini e al consueto corollario di discorsi cattedratici, per favorire riscatto e dignità alle donne musulmane, a tutte le donne della terra, dal giogo di una religione che, mal interpretata, diffonde sottomissione e crudeltà.
Lucio Garofalo - 04-01-2008
Da più parti si paventa un nuovo, inquietante periodo di barbarie e di oscurantismo. Ma dobbiamo davvero preoccuparci e prepararci a un futuro apocalittico? Siccome non sono un profeta, né un mago, ma un semplice osservatore della realtà storica, consegno ai posteri l'ardua sentenza.
E' comunque un dato indiscutibile che l'attuale modello di sviluppo economico-capitalistico, imposto per secoli dall'occidente con la violenza delle armi, del ricatto alimentare, dell'inganno, della propaganda mediatica e via discorrendo, attraversa una fase di profonda crisi strutturale e ideologica, per cui non riesce più a convincere, essendo incapace di sedurre e attrarre la gente che abita sul nostro pianeta, in modo particolare i giovani e i popoli del Sud del mondo. Basti pensare a quanto sta accadendo negli ultimi anni in un vasto continente come l'America Latina, scosso e rinvigorito da forti spinte anticapitaliste ed antimperialiste. Si pensi a quanto accade altrove, in Africa, in Medio Oriente, nell'Estremo Oriente e via dicendo.
Ma cosa si potrebbe fare in concreto, nella nostra realtà particolare e locale, nel nostro vivere quotidiano?
Giuseppe Aragno - 03-01-2008
Non è vero che "la Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendono effettivo questo diritto". Non è vero nemmeno che ripudia la guerra e "promuove lo sviluppo della cultura provvedendo alla formazione dei cittadini e sostenendo le spese per la scuola dello Stato". Non è vero. La Repubblica sostiene ormai le spese delle scuole confessionali e lascia le università in balia dello strapotere dei "baroni".
Sessant'anni dopo la sua nascita, pochi o molti che siano, la Costituzione della Repubblica, mai completamente attuata, viene fatta passare dalle classi dirigenti come un ferrovecchio da rottamare.
Vittorio Delmoro - 02-01-2008
E noi pensiamo di vincere contro questo vasto ed enorme sentire, volere e potere?
Con una manifestazioncina di rito?


Così scrivevo due mesi fa, all'interno di un confronto fra alcuni di noi.
E infatti non abbiamo vinto : facile profeta.
Non occorrevano poteri particolari per prevedere come si sarebbe conclusa la Finanziaria : ancora tagli agli organici e niente soldi per rinnovare il Contratto.

La FLC ora scrive che il giudizio dei lavoratori della conoscenza è profondamente negativo.
E vorrei vedere!
Abbiamo perso su tutto il fronte : non una delle nostre rivendicazioni è stata accolta.
Grazia Perrone - 01-01-2008
1050 morti sul lavoro; 1.050.378 (oltre un milione!) di infortuni; 26.259 nuovi invalidi civili. Si tratta - come scrive l'ultimo editoriale di Altrenotizie - di (...)"Donne e uomini, italiani e stranieri che non festeggeranno più nessun nuovo anno, che non cresceranno, che non vedranno crescere i loro figli, che non vivranno una vita di coppia, che non arriveranno alla pensione, che non produrranno reddito per sé e per la società. (...)".
galassia scuola
Spazio aperto alle riflessioni e alle opinioni personali su quanto avviene nella scuola in generale, nella nostra scuola in particolare, nelle piazze e nei palazzi in cui la scuola è all’ordine del giorno. Insegnanti, ma anche studenti, operatori, genitori … possono dar vita a un confronto su tematiche attuali, a patto che la discussione sia corretta.
Astenersi anonimi e perditempo!
La Redazione
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