Anno scolastico 2010-2011 - mese di febbraio
Salvatore Nocera - 28-02-2011
Sono un cattolico praticante, sono stato presidente nazionale del Movimento apostolico ciechi e stimo molte scuole cattoliche per la loro serietà ed impegno culturale, oltre che per l'accoglienza di qualità che rivolgonoda tempo all'inclusione degli alunni con disabilitàed ora anche a quelli stranieri.
Però non posso accettare l'abominevole disprezzo con cui il Presidente del Consiglio ha, in questi giorni, ingiuriato la scuola pubblica italiana e quanti operano con professionalità ed impegno in essa.
Gianfranco Pignatelli - 28-02-2011
Gratificato ed onorato.
Le ingiurie che i guitti della vita politica ed istituzionale rivolgono alla scuola pubblica sono, per un docente orgoglioso e valoroso, un premio, una lusinga. Se m'avessero individuato come uno di loro mi sarei sentito diffamato.
Questa feccia non a caso dileggia la scuola pubblica ed esalta quella privata nella quale si è formata. E, infatti, i riscontri non mancano. Come? Nel dispregio per il bene comune e nella insofferenza per la legge uguale per tutti che ne fanno esseri socialmente disturbati e politicamente depravati.
Però è opportuno che chi ha giurato sulla Costituzione sappia un paio di cose.
Severo Laleo - 26-02-2011
Anche se la ministra socialdemocratica dell'Istruzione dell'Austria, Schmied, è intenzionata ad abolire la "bocciatura", anche perché "non aiuta alla competitività, utilizzando, quindi, un argomento "sensibile" per una vasta platea politica, a me piace, al contrario, immaginare una scuola, a partire da un domani prossimo futuro, al centro, per quantità e qualità di risorse da investire, della programmazione di un nuovo governo, una scuola dell'obbligo, per tutte/i, fino a 18 anni e senza "bocciature", una scuola pronta a intervenire per dare a ogni persona studente quanto è giusto per il "suo massimo sviluppo", a prescindere dalla quantità/qualità dei risultati in termini di competenze settoriali.
Per quale obiettivo? Perché le persone nate "libere e eguali in dignità e diritti" possano, anche durante la propria vita, acquisire tutta la strumentazione necessaria per continuare a vivere "libere e eguali in dignità e diritti".
Lorenzo Picunio - 25-02-2011
Con tante emergenze che riempiono i giornali, questa appare "soltanto" una cosa quotidiana. Eppure modifica la vita quotidiana delle famiglie, cambia il futuro dei figli, toglie "spazio sociale" alla cultura.
Che poi la cultura si riprenda il suo spazio, con fatti di massa, come la lotta degli universitari, o con luci che emergono nell'ombra del mondo mediatico, come la lectio magistralis di Benigni sull'Unità d'Italia, è qualcosa che fa piacere.
Ma intanto le famiglie fanno i conti con i tagli alla scuola pubblica.
Vincenzo Pascuzzi - 24-02-2011
Il ministro dell'istruzione austriaco Claudia Schmied (partito socialdemocratico) ha annunciato l'abolizione delle bocciature scolastiche nel suo Paese a partire dal 2012. Così l'Austria intende unirsi ai pochi paesi europei che già adesso non adottano il sistema della bocciatura: Islanda, Norvegia, Gran Bretagna (forse ce n'è anche qualche altro).

In attesa di dettagli e approfondimenti sul caso austriaco, può essere utile discutere - come già si sta facendo - l'ipotesi dell'abolizione delle bocciature anche in Italia. Intanto, a coloro che potrebbero equivocare, ridacchiare, nutrire illusioni, accampare pretesti o strumentalizzare, va chiarito che l'abolizione delle bocciature non significa affatto promozione sicura e senza studio oppure diploma certo e automatico per tutti cioè una sorta di "successo formativo" certificato, sicuro, gratuito e senza sforzi. Tutt'altro.
Giuseppe Aragno - 22-02-2011
Dallo Speciale Racconti



Quasi sera. Ombre sempre più lunghe. Dante imbronciato nel suo mantello di marmo fluente, tracce di volantini calpestati e l'eco dell'ultimo intervento che ancora batteva sul tasto morale:
- Donne di nuovo in campo, ripeteva, donne per dire no a questo scempio e ricordare: si lavora, si suda, si vive e tutto si conquista. Dignità!
Perché far chiudere ad Angela, col suo cappotto rosa e il basco di sghimbescio, nessuno saprà mai, ma un ingegno acuto, di quelli che vanno dritto al sodo, aveva commentato con amarezza tagliente:
- Questa qui nella sua vita non ha mai lavorato. Io me la ricordo sempre "amica" di chi contava molto. E che scalata! Le manca il Parlamento, ma verrà.
Maurizio Tiriticco - 22-02-2011
Sta suscitando scalpore e interesse il fatto che l'Austria abbia deciso per legge di abrogare le bocciature. In attesa di conoscere meglio i dettagli del provvedimento, non possiamo fare a meno di avanzare alcune considerazioni che riguardano il nostro Sistema educativo nazionale di istruzione e formazione ...
... è possibile non bocciare in una scuola di base il cui ordinamento è quello che tutti conosciamo?...
Non è affatto detto che le classi di età anagrafiche corrispondano puntualmente con la progressiva maturazione di un soggetto. In effetti bocciare significa far ripetere un anno ...
Di qui la proposta. Le classi d'età dovrebbero e potrebbero essere sostituite da gruppi di interesse e di motivazione...
Lucio Garofalo - 21-02-2011
Il principale problema della scuola italiana è costituito dal corpo docente, dalla svalutazione della professionalità degli insegnanti, dallo stato di insoddisfazione, demotivazione e avvilimento che li attanaglia. Occorre rivalutare in modo concreto la professionalità didattica. Il potere d'acquisto degli stipendi è crollato vertiginosamente, come è in caduta verticale il sistema scolastico che vede nei docenti il perno centrale da ricostruire con iniziative tese a stimolare ed accrescere la loro professionalità.
Pertanto occorre rivalutare la posizione economica degli insegnanti italiani, che risultano i più sottopagati d'Europa.
Laura Alberico - 21-02-2011
Una canzone non cambia la vita ma allarga gli orizzonti, riesce a far volare più in alto il pensiero critico laddove questo non riesce più a trovare una ragione per crescere ed evolversi. Il professore, che esercita tuttora il suo mestiere, ha usato per la prima volta il mezzo televisivo per esprimere il suo personale senso della vita, parole e non solo per raggiungere il cuore e l'anima della gente. Nella ricorrenza dell'unità d'Italia mi sembra questo un primo passo verso un nuovo " risorgimento" in cui il messaggio televisivo ha fatto un salto di qualità che può offrire a tutti l'opportunità per riflettere e mettersi in discussione.
Vincenzo Andraous - 19-02-2011
Il tema trattato con i ragazzi di una scuola lombarda spaziava dall'uso e abuso di sostanze stupefacenti, al bullismo dalle classi alla strada, la violenza come strumento identitario, di consenso, di riconoscimento sociale.
Quando si hanno di fronte tanti giovani in punta di piedi o con gli anfibi, occorre giocare pulito, raccontare il proprio vissuto fino in fondo, condividendo le emozioni di un cuore in tumulto, ma senza manipolare la loro testa e il cuore per tentare a tutti costi la meta.
Giocondo Talamonti - 19-02-2011
Viviamo un contesto sociale, oltre che sportivo, in cui arrivare secondo o ultimo non fa molta differenza. Gli sponsor, i fan, i giornali e le tv ti spalancano le braccia solo se arrivi primo o se sei in grado di lottare, sbagliando al massimo per il 50%, per il podio più alto. Sono pochissimi, fra gli sportivi, quanti sanno chi è arrivato secondo al Giro d'Italia del 2010, oppure al Tour de France, o alla Vuelta di Spagna. E' materia da statistiche, utile ai commentatori TV per passare un po' di tempo in attesa dei corridori. Non c'è sponsor disposto a cacciare un euro per una squadra che, in un modo o nell'altro, non sia in grado di garantire un minuto di pubblicità televisiva al marchio che la sostiene finanziariamente. Ad assicurare la visibilità della maglia concorrono direttori sportivi, massaggiatori, allenatori ma, soprattutto medici. Farmacologi professionisti, maghi della provetta, studiosi di chimica, ladri di sogni e di passioni in grado di far scomparire le prove di lenti omicidi e alimentare illusioni nei giovani atleti.
Francesco Paolo Catanzaro - 18-02-2011
Nell'ambito delle strategie educativo - didattiche, che possano portare gli alunni ad un apprendimento efficace, tante parole, tanti modelli si sono spesi e sperimentati. Uno degli errori, che purtroppo ancora oggi è possibile riscontrare in docenti di formazione passata, è quello di considerare il discente una lavagna, non sicuramente interattiva (LIM), su cui scrivere i contenuti delle varie discipline.
Nell'ambito delle strategie educativo - didattiche, che possano portare gli alunni ad un apprendimento efficace, tante parole, tanti modelli si sono spesi e sperimentati. Uno degli errori, che purtroppo ancora oggi è possibile riscontrare in docenti di formazione passata, è quello di considerare il discente una lavagna, non sicuramente interattiva (LIM), su cui scrivere i contenuti delle varie discipline.
Francesco Di Lorenzo - 17-02-2011
Dallo Speciale Notizie dal fronte



Se la tendenza fosse confermata, poiché i dati delle iscrizioni alle secondarie superiori sono solo quelli della Lombardia, continuerebbe ad essere il liceo la prima scuola scelta dai nostri adolescenti. È una tendenza in atto già da qualche anno, che lo sbandierato e atteso rilancio dell'istruzione tecnica e professionale avrebbe dovuto frenare. Ma così non è. Anzi, gli istituti professionali perdono terreno, come qualche cattivo consigliere aveva profetizzato. Qualcosa non è andato bene: la riforma degli istituti tecnici e professionali per ora è un mezzo fallimento. Naturalmente non è una situazione definitiva, i dati relativi alle iscrizioni nelle altre regioni italiane non sono ancora pronti. La questione è da tenere sotto controllo.
Emanuele Rainone - 16-02-2011
Il DM 249 sulla Formazione iniziale docenti è un documento davvero molto strano: ad una prima lettura sembra non dire nulla di particolare ma più lo si legge, più sorgono domande inquietanti sul passato e sul futuro della scuola, in particolare della scuola secondaria di primo e secondo grado.
Una prima osservazione sembra imporsi fin da subito con una certa cogenza: i docenti che hanno frequentato le Ssis per abilitarsi sono stati letteralmente truffati: di quel percorso di formazione di 2 anni compreso tirocinio si poteva fare a meno. Su questo l'evidenza testuale del DM 249 è incontrovertibile: l'art. 15 sulle norme transitorie infatti dice espressamente che sono ammessi al solo tirocinio attivo coloro che avevano i requisiti per l'accesso alle Scuole di Specializzazione o i possessori di una laurea magistrale.
Vittoria Menga - 16-02-2011
C'è fame di educazione. Se i giovani sono inadeguati, non possiamo buttarli via. Non serve il rimpallo delle responsabilità tra scuola e famiglia. Serve un'alleanza forte tra scuola, famiglia e tutti gli adulti educatori. Quando c'è una guerra, ognuno deve dare il meglio di sé per contribuire a salvare il maggior numero di vittime potenziali. Il problema è che molti adulti non hanno capito che c'è una guerra in corso, e se qualcuno dà l'allarme non sempre viene ascoltato.
Virginia Mariani - 15-02-2011
Appoggio pienamente la manifestazione del 13.
Anche perchè non ce la faccio più a vivere in un Paese che butta tutto in caciara...
Cosa c'entrano i puritani nella nostra indignazione, in un Paese a prevalenza cattolica poi! Questa è mistificazione, ...
Maurizio Tirittico - 15-02-2011
E' stata tutta un'altra cosa la grande festa del 13 febbraio, organizzata dalle donne ma aperta a tutti coloro che hanno inteso avanzare una potente domanda di cambiamento! E' nato il partito rosazzurro perché anche noi maschietti eravamo tanti tanti! Perché il partito rosa, il femminismo è diventato qualcosa di più... di molto di più rispetto al suo nascere di tanti anni fa! E' diventato un nuovo umanesimo! Perché abbiamo tutti capito che non c'è il riscatto della donna se non c'è il riscatto dell'uomo. La liberazione della donna non era e non è dalla dominanza del maschio, ma dalla dominanza di un sistema socioeconomico e culturale che nel corso di millenni ha sentenziato quella separazione dei sessi che tanto male ha arrecato non solo alle donne, ma anche agli stessi maschietti, resi schiavi della loro arroganza e della loro pretesa superiorità.
Paola Arduini - 14-02-2011
Quando pensate ai rom, bisogna che pensiate a un popolo di bambini.
I bambini che vengono a scuola e ti raccontano dei loro 6, 7, 9 fratelli e quando disegnano la loro famiglia, hanno sempre bisogno di un foglio più grande degli altri. Invece se chiedi di disegnare la loro casa bastano due o tre linee e poi, quando gli chiedi: ma dov'è la cucina, dove fa la cena mamma tua? Loro dicono: fuori, con le zie, sul fornello.
Il fuoco fuori, pericolo costante per i bambini, e loro raccontano di scottature o di sgridate perché hanno rovesciato la pentola mentre correvano in bici. Ma peggio ancora il fuoco dentro, il braciere per scaldare la stanza dove dormono. Ogni tanto qualcuno arriva con una brutta ustione su una mano, le vesciche. E poi dicono: Fa male, mamma mi ha sgridato perché non sono stato attento al fornello. E allora lo mandi dalla bidella che gli sistema una fasciatura, perché pomate per le ustioni a scuola non le abbiamo. E noi maestre tremiamo. Perché gli incendi nelle baracche ci sono già stati.
Giuseppe Aragno - 12-02-2011
Che furba la Gelmini!
Il delirio di Pontida è al parossismo e Alberto da Giussano, scudo, elmo, celata, spadone e lancia in resta, ha minacciato: "nessuna festa per l'Unità d'Italia, sennò mandiamo a casa le mezze calzette del Parlamento di Roma ladrona!.
Se questo ritorno al Medio Evo non celasse un pericoloso progetto separatista e il germe d'una tragedia, ci sarebbe da ridere. L'avvocato Gelmini lo sa e ha paura. Il destino di Berlusconi non dipende dalla procura di Milano. Decide Bossi, filosofo del celodurismo, e l'avvocato tenta di mediare: il prossimo 17 marzo, piuttosto che festeggiare a casa, è «meglio stare in classe e parlare dei 150 anni dell'Unità d'I-talia». A ben vedere, l'idea non è malvagia. Articolando meglio l'argomento, la proposta è molto interessante.
Laura Ceccon - 10-02-2011
Credo di poter parlare a nome dei tanti genitori di bambini e ragazzi dislessici/dsa, ma anche dei molti insegnanti già sensibili al tema, nel ribadire ancora una volta che il problema non sono i nostri figli dislessici e non è la dislessia. Il problema è piuttosto l'incapacità di capire cosa essa sia e come si debba serenamente affrontare, senza pregiudizi, all'interno di un sistema didattico finalmente flessibile alle differenze.
I nostri figli non sono malati, stupidi, pigri, svogliati. Sono invece ragazzi intelligenti, capaci e creativi che hanno semplicemente modalità di apprendimento diverse da quelle rigidamente standardizzate e che hanno pertanto bisogno di metodologie didattiche flessibili nonché di strumenti consoni alle loro peculiarità.
Vincenzo Pascuzzi - 09-02-2011
La questione del merito (mai peraltro definito), e della sua sperimentazione, è però squisitamente politica ed economica e non ci si può sottrarre a questi due aspetti.
L'aspetto economico consta di due parti prevalenti. La prima è che per scelta spacciata come necessità, governo, Mef e Miur stanno tagliando selvaggiamente risorse e personale alla scuola. Nella Ue la percentuale media del pil destinata all'istruzione è pari al 5,2%, in Italia (ante Gelmini) era al 4,6%, con i tagli arriverà forse al 3,9%. Nel 1990, in Italia, la stessa percentuale era al 5,5% e le cose andavano ancora un po' meglio. È questo un particolare che i valorosi mentori dei danni del '68 tranquillamente trascurano.
Doriana Goracci - 08-02-2011
"Ora potrei morire anch'io, non ho più parole". A parlare è il padre di tre dei bimbi morti nell'incendio. "Aiutateci. Dateci assistenza". Hanno chiesto al sindaco di Roma Gianni Alemanno i genitori delle quattro giovani vittime. I genitori hanno riferito al sindaco che intendono celebrare i funerali in Romania. C'erano in tutto cinque baracche all'interno dell'insediamento abusivo a Roma. In passato l'insediamento era stato più volte sgomberato, ma i nomadi erano tornati con i loro accampamenti. Solo una baracca è stata distrutta dalle fiamme. All'interno di quest'ultima c'era un nucleo familiare composto da sette persone tra cui i quattro bambini morti."
Docenti I.C. via dell'Archeologia - 08-02-2011
I docenti dell'Istituto Comprensivo di via dell'Archeologia, in considerazione degli esiti dell'attuazione del piano nomadi del comune di Roma - che implica in particolare lo spostamento di famiglie di alunni frequentanti l'Istituto dal campo di via di Salone al CARA di Castelnuovo di Porto - si interrogano, nello specifico scolastico, sull'opportunità di una azione che vanifica i risultati positivi conseguiti negli anni e gli sforzi delle parti coinvolte nell'obiettivo di un progressivo miglioramento dell'integrazione.

Giuseppe Aragno - 08-02-2011
Bruciano i bambini rom. Non è fumo di camino, ma razzismo, e le parole del lutto diventano miseria e complicità morale. Gli storici domani documenteranno ciò che oggi fingiamo d'ignorare. Nei libri il capitolo s'aprirà col titolo prevedibile: L'Italia di nuovo razzista. Altro esito politico non poteva avere la serie di menzogne che i moderati chiamano revisionismo storico e non è una polemica tra studiosi, ma un crimine compiuto in nome del profitto.
Lucio Garofalo - 07-02-2011
Fracchia è l'espressione patetica e grottesca dell'Italia di oggi, una società che diventa sempre più assurda e mostruosa, crudele e disumana oltre ogni limite accettabile.
Nella fattispecie, la "belva umana" è un sindaco leghista che ha minacciato di far licenziare le maestre della Scuola dell'Infanzia di Fossalta di Piave, un piccolo comune in provincia di Venezia. Le insegnanti sono "colpevoli" di un gesto di elementare solidarietà umana nei confronti di una bimba africana di quattro anni, i cui genitori, a causa delle ristrettezze economiche, non potevano permettersi di pagare il servizio della refezione scolastica.
Emanuele Rainone - 07-02-2011
Il Decreto Ministeriale 249 del 10 Settembre 2010, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 31 gennaio 2011 che entrerà in vigore il 15 febbraio 2011, per quanto riguarda la formazione iniziale dei docenti delle scuola secondaria di I e II grado è un classico gioco di prestigio: rispetto alle Ssis, ovvero al precedente percorso abilitante, spariscono ben due anni di formazione. Ma di questo ennesimo colpo di mano alla Scuola Pubblica nessuno sembra effettivamente accorgersi: forse neanche gli addetti ai lavori.
Per smascherare l'arcano marchingegno che si cela nel cappello ministeriale basterebbe un piccolo calcolo: asettico, burocratico. Spesso le logiche ministerial-burocratiche si rivelano un buon viatico per orientarsi nei labirinti della imperscrutabile sapienza governativa: lasciano sempre una traccia.
Lorenzo Picunio - 05-02-2011
Il 17 febbraio il Tar del Lazio si pronuncerà - in via definitiva - sul ricorso presentato dal "Comitato Scuola e Costituzione" di Firenze contro i tagli del servizio scolastico imposti dai provvedimenti del ministro Gelmini. Al ricorso si sono associate numerose amministrazioni comunali e regionali di tutta Italia. E' il caso di ricordare che i tagli imposti dal governo hanno rappresentato una riduzione significativa dell'offerta formativa in tutti gli ordini e gradi della scuola italiana: e questo proprio mentre altri paesi, come la Germania, hanno evitato di estendere alla scuola i tagli previsti per il settore pubblico. la scuola è un investimento sul futuro, tanto più in questi tempi di crisi economica. L'Unione Europea prevede di arrivare entro il 2020 all' 80% di diplomati.
Vincenzo Pascuzzi - 05-02-2011
la scuola ha bisogno di un'anima. Ma perché quando c'è un problema o una difficoltà da affrontare o da risolvere nella scuola vengono chiamati in causa e tirati in ballo SUBITO i docenti e SOLO loro? Non c'è un ministro che dovrebbe operare? Non c'è un governo che dovrebbe provvedere? Non ci sono anche i presidi? Non dovrebbero loro - ministro, governo e presidi - indicare la direzione giusta e trasmettere per primi passione ed entusiasmo? Se no, che ci stanno a fare?
Insegnanti dei CTP di Milano e Provincia - 05-02-2011
I test di lingua italiana per i cittadini stranieri

Gli insegnanti dei CTP di Milano e Provincia, riuniti in assemblea sindacale il giorno 4 febbraio 2011 per discutere in merito al Decreto Ministeriale del 4/6/10 che fissa le modalità di svolgimento del test di conoscenza della lingua italiana per il rilascio dei permessi di soggiorno a tempo indeterminato ai cittadini stranieri,

considerano il DM 4/6/10 lesivo dei diritti fondamentali delle persone.
Lucio Garofalo - 04-02-2011
La storia dell'umanità non segue un percorso uniforme e lineare, cioè un andamento progressivo caratterizzato da corsi e ricorsi, come asseriva il filosofo napoletano Giambattista Vico. Al contrario, lo sviluppo storico si svolge attraverso una dialettica tra tendenze e forze contrastanti, che innescano cicli violenti e balzi rivoluzionari che non sempre procedono verso un miglioramento e un progresso del genere umano. Gli esempi non mancano, ma per rendersene conto basterebbe riflettere sul funzionamento del potere e sui meccanismi di riproduzione dei rapporti di forza, a cominciare dai rapporti di comando e subordinazione tra le classi sociali, che sono il vero motore della storia.
Francesco Paolo Catanzaro - 04-02-2011
La scuola che si apre al secondo decennio del 2000
porta a riflettere ai nuovi percorsi d'indagine relativi allo studio del processo d' insegnamento/apprendimento e si conforta grazie ai nuovi stimoli che arrivano dalle scoperte in ambito neurobiologico, neuropsichiatrico grazie all'ausilio delle nuove tecniche di osservazione e diagnostiche che scandagliano il cervello umano in ogni fase del suo sviluppo ed in ogni attività di interazione .
Enrico Maranzana - 02-02-2011
A partire dalla fine del corrente anno scolastico le scuole secondarie di secondo grado certificheranno le competenze raggiunte dai loro allievi.

Questo scritto scandaglia il significato di "competenza" e ne esplicita la correlazione con la progettazione scolastica.
Oliver - 01-02-2011
E' finito il tempo delle certezze, la classe insegnante deve prenderne coscienza.
Nella mia scuola, un istituto comprensivo, non sento mai nessuno porsi un qualsiasi problema rispetto i tagli nei confronti dei precari e quelli di tipo economico. Continua ancora l'andazzo dei bei tempi, molti vivono imbambolati e silenti, privi di informazioni utili aspettando l'arrivo del rinnovo contrattuale.
Ora non è più così, questo governo ha tagliato con una determinazione tale da poter essere paragonato a quegli imprenditori che evidenziando problemi falsi rispetto i costi del lavoro decidono di delocalizzare la propria azienda.
A scuola si sono delocalizzati migliaia di persone - invitandole a fare altro - e 8 miliardi di euro: vogliamo riflettere su questo dramma che è stato organizzato da questi governanti?
Francesco Mele - 01-02-2011
Tra luglio e dicembre del 2010, in due tranches distinte e successive, le scuole del paese hanno cominciato a ricevere una parte dei residui attivi accumulati negli ultimi 5 anni. Importi consistenti, anche se ancora poco rispetto a quanto avanzato dalle singole scuole.
Di fronte a questa inattesa liquidità io propongo che in quel 56,5% di scuole che richiedono soldi ai genitori per "sopravvivere" si dica: "cari genitori, fino ad oggi vi abbiamo chiesto un contributo volontario di tot euro per queste e queste altre spese, ma quest'anno dallo Stato abbiamo ricevuto crediti pregressi per un ammontare di tot euro che finora abbiamo contabilizzato come entrate, anche se virtuali. Questo ci consente per quest'anno di fare a meno del vostro contributo volontario sostituendolo con i fondi dei residui attivi che ci sono stati accreditati. Tutt'al più potremmo mantenere la voce di bilancio dei vostri contributi volontari e considerarla virtuale a meno di richiedervela successivamente se dovesse rivelarsi necessario".
galassia scuola
Spazio aperto alle riflessioni e alle opinioni personali su quanto avviene nella scuola in generale, nella nostra scuola in particolare, nelle piazze e nei palazzi in cui la scuola è all’ordine del giorno. Insegnanti, ma anche studenti, operatori, genitori … possono dar vita a un confronto su tematiche attuali, a patto che la discussione sia corretta.
Astenersi anonimi e perditempo!
La Redazione
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