Anno scolastico 2008-2009 - mese di gennaio
Giuseppe Limone - 31-01-2009
Cerchiamo
nelle vostre viscere l'ultimo buio
che ci liberi il foro della luce.
Dal profondo della nostra peste noi vi ringraziamo.
Non chiedeteci per chi suona la campana, voi,
alchimisti affermati
che scambiate i figli con l'oro,
trasformando la loro fame di futuro
in un futuro di fame.
Maurizio Tiriticco - 31-01-2009
Francesco d'Esposito ha intervistato il Ministro della Pubblica Istruzione (sul "il Riformista" ) e... credibile dictu, perché ormai da questo ministro possiamo aspettarci di tutto, la Gelmini gli dichiara testualmente: "Sul voto in condotta non c'è nessun passo indietro, quella circolare vale solo per il primo quadrimestre, che abbiamo considerato come una fase di rodaggio. Ma nel giro di una settimana presenterò al Consiglio dei ministri un regolamento per disciplinare il voto in condotta". E tutti noi che, invece, avevamo pensato che quella cm avesse un più ampio respiro! Ma siamo noi che non sappiamo leggere? Nella cm si dice: "Nelle more dell'iter di approvazione del regolamento, si ritiene opportuno fornire alle scuole elementi essenziali di informazione, con particolare riferimento alla valutazione intermedia di imminente scadenza, a conferma ed integrazione di quanto già contenuto nella C.M. n. 100 dell'11 dicembre 2008". Perché invece dell'aggettivo particolare lo scrivente non ha usato l'aggettivo esclusivo? Mah! I misteri dei ministeri, come quel bel libro di Augusto Frassineti... anni Cinquanta!
Paolo Citran - 31-01-2009
Credo chiaro che il tema del relativismo, che non va necessariamente letto come bolsa espressione delle voglie dell'io, da questo momento storico nel nostro Paese è diventato il tema all'ordine del giorno della filosofia filosofata, che trova una
materializzazione significativa sia in libri seriosi che in pamphlets irridenti, come quello di Odifreddi.
L'ineluttabilità del relativismo - o, meglio, del pensiero relativo - non è una novità: quel che vi è di nuovo oggi mi pare il suo essere nell'occhio del ciclone; molti assumono in qualche modo il relativismo come proprio e molti lo contestano (a mio avviso senza troppi argomenti probanti) .
Vincenzo Andraous - 31-01-2009
Bullismo in percentuale accettabile, sento dire da qualche tempo, trasgressione da ragazzi, devianza che non è ancora diventata un dato esponenziale, insomma si tratta di una violenza addomesticabile, è tutto sotto controllo, come se la scuola innanzitutto e la famiglia in coda, avessero deciso di stendere un velo su questo argomento.
Bullismo che non è più riconducibile al solo disagio relazionale che assale gli adolescenti e pure qualche adulto idiota, ormai bisogna parlare di una vera e propria contrapposizione culturale: una parte non troppo marginale dei nostri giovani ha deciso di intraprendere un tragitto di vita senza servirsi degli strumenti salvavita che la prudenza e la pazienza impongono, l'esperienza che il mondo adulto gli mette a disposizione.
Giuseppe Aragno - 30-01-2009
Se affermo che la Repubblica garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, non esiste alcun motivo che giustifichi una disparità di trattamento tra ragazzi italiani e figli di immigrati. Tradotto in termini costituzionali, questo vuol dire che non c'è governo che possa imporre a un insegnante di entrare in una classe composta ope legis da soli bambini stranieri o di accettarne una formata solo da italiani perché ne sono stati esclusi i figli di immigrati. Una legge che sancisce discriminazioni di questa natura è semplicemente - e tragicamente - razzista e ripugna alla mia coscienza di uomo libero e civile.
Omero Sala - 30-01-2009
Ai colleghi (dirigenti e docenti) che non vogliono essere più realisti del re in occasione delle prossime iscrizioni alla scuola primaria.

L'hanno capito anche i sassi che la restaurazione del maestro unico della controriforma Gelmini serve, con effetti deleteri, a risparmiare. Per limitare i danni della legge, in attesa di cancellarla prima che produca effetti irreversibili, non si può far altro che smussarne gli spigoli e ridimensionarne l'attuazione.

Per salvare il salvabile è necessario muoversi SUBITO con estrema circospezione, cominciando a curare con particolare attenzione le ISCRIZIONI da cui poi, a catena, deriveranno tutti gli altri atti amministrativi, organizzativi e gestionali che potranno o affossare la "nostra" scuola o consentirne la sopravvivenza in attesa di tempi migliori...
Omero Sala - 30-01-2009
Consigli per chi ha un figlio di sei anni

Voglio dare a tutti, pur se non richiesto, un consiglio: anche se avete la possibilità di stare con vostro figlio tutti i santi pomeriggi, anche se potete "sistemarlo" da qualche parte, anche se 28 ore vi sembrano troppe, ... non scegliete le 24 ore e la scuola del mattino. Scegliete le 28 o le 30 ore: distribuite su sei giorni con due o tre pomeriggi se lavorate di sabato, oppure su cinque giorni, con quattro o cinque pomeriggi, con o senza mensa, purchè siano almeno 28 in prima e seconda elementare e 30 dalla terza alla quinta.
Se mi chiedete le ragioni di questa raccomandazione, ve ne offro tre ...
Libero Tassella - 29-01-2009
Oggi possiamo dire che il sindacalismo scolastico è largamente in crisi e l'associazionismo professionale degli insegnanti è collassato se non defunto, proprio in un frangente in cui avremmo bisogno, di parti sociali forti e coese.

Noi, però, non siamo cambiati e rivendichiamo sempre le stesse cose: il riscatto della nostra condizione lavorativa, una migliore considerazione sociale, uno stipendio più dignitoso, il rispetto per la nostra professione.

Ma dobbiamo essere anche onesti con noi stessi fino in fondo, cari colleghi: se siamo come siamo la colpa è anche nostra.
Ci siamo illusi per anni che altri ci potessero rappresentare tout court, ma sbagliavamo.
Francesco Mele - 29-01-2009
Il mio DSGA ha fatto due conti e nella nostra scuola (scuola superiore) risulterebbero circa 22.000 euro in sede di previsione (sia docenti sia ATA e comprensivi degli oneri fiscali, cioè per chi ne capisce, il cosiddetto "lordo Stato"). Come si legge nella nota, tale somma iniziale potrà essere integrata in sede di monitoraggio con una nuova assegnazione che può essere al massimo il 50% di quella iniziale; nel caso della mia scuola sono 11.000 euro che aggiunti ai 22.000 iniziali fanno 33.000 euro per le supplenze brevi e saltuarie. Per le stesse supplenze, lo scorso anno abbiamo speso 101.000 euro!!!
Paola Piu - 28-01-2009
Al termine di una giornata di lavoro: al mattino lezione e la sera attività di programmazione con le colleghe del "quasi ex modulo" rientro a casa, con la speranza di potermi riposare.
Ma siccome oltre ad essere una fannullona sono anche una "masochista dell'aggiornamento", mi sono collegata al sito internet del MIUR, ex MPI, ex MIUR, ex pinco pallino - non ricordo più quante volte sia stato cambiato il nome, naturalmente tutto senza oneri per lo Stato suppongo! - e cosa vi trovo? la Circ. n°10 del 23.01.09 sulla Valutazione degli apprendimenti e del comportamento!!!
Che dire? Sarei potuta restare senza parole, ma invece mi sono adirata per l'ennesima volta!
Forum Insegnanti - 28-01-2009
Riproponiamo alla vostra attenzione le rivendicazioni contenute nell'appello sottoscritto ad oggi da oltre 15.500 cittadini, che risultano drammaticamente attuali, soprattutto in riferimento ed in previsione dell'ormai prossima discussione in Parlamento del Disegno di Legge Aprea, che sancirà in via definitiva la privatizzazione del sistema pubblico dell'istruzione.

Chiediamo ai destinatari della presente di enunciare la posizione nel merito delle nostre richieste e quali forme di lotta le rispettive organizzazioni sindacali intendono intraprendere nell'immediato.
Gianfranco Pignatelli - 28-01-2009
La persona giusta al posto giusto. Avevamo un genio e lo abbiamo messo proprio dove ce ne era più bisogno. Dove si governa l'istruzione, la conoscenza e la sapienza. Da otto mesi a questa parte ne ha fatte tante. Occorre ammetterlo: ha stupito tutti. Non si è confrontata con nessuno ma è apparsa ovunque. Ha scelto le platee di comodo e le tribune virtuali. Internet e You tube su tutti. Visto che quelle sono le nuove frontiere della comunicazione, perché non utilizzarle per avvicinare le famiglie alla scuola?
Mario Menziani - 27-01-2009
Premiare gli insegnanti più bravi e dare più finanziamenti alle scuole migliori è facile a dirsi ma complicato, molto complicato a farsi. Oltre che costoso: in media dai 31 agli 81 milioni di euro l'anno, tanto ci vuole a mettere in piedi un sistema di rating efficiente. A stilare il piano di fattibilità della valutazione scolastica è stata una commissione di esperti, incaricata dall'Invalsi, l'ente nazionale per la valutazione. Che nel giro di qualche settimana dovrà prospettarne i risultati al ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini. Una proposta per rendere finalmente operativa la differenziazione dei salari per il personale e quella finanziaria per gli istituti scolastici, a cui hanno inutilmente lavorato in passato altri ministri a viale Trastevere.
Claudia Fanti - 26-01-2009
Il valutatore insegnante può tentare di cambiare strada anche rispetto alle scelte di valutazione del legislatore, se queste non prevedono attenzione alle persone imparanti. Se ne trova una o più che rendono la classe e gli alunni e le alunne forti, pronti ad autocorreggersi, sereni nell'atto di apprendere, felici di condividere gioie e dolori nell'atto della conoscenza è un insegnante insegnante. Se poi le famiglie lo/la seguono, cambiano esse stesse modalità nel sistema dei premi e delle punizioni e dei giudizi anche in casa, se si aprono ad abbracciare i figli e le figlie per come sono, molto più facilmente ne avranno un ritorno positivo a 360 gradi.
Paolo Citran - 26-01-2009
... apri per caso la TV e ascolti che si discute di come e qualmente sia opportuno rifarsi il seno, ovviamente con annessa ostensione fin appena sopra il capezzolo di mostruose tette debordanti con protesi siliconiche, ovvero si discetta di argomenti "cruciali" che affrontano il dilemma se sia il caso di "vendere" la propria verginità per pagarsi un buon master...

Altro che Paoli, altro che De André (di tempi ancor controriformistici quando il prete ti diceva che baciare è peccato). Questi sono i modelli (vergognosi non perché peccaminosi, ma perché cretini) che si fanno assorbire non mitridaticamente, ma in dosi massicce, ai nostri studenti, giovani insegnanti, figli, nipoti, ecc. ecc.
gruppo professione insegnante - 24-01-2009
Con l'odierna sottoscrizione del contratto biennale economico 2008-2009, si consuma l'ennesima nefandezza dei sindacati concertativi, omni-rappresentativi e firmaioli, nei confronti dei docenti e, più in generale, di tutto il personale della scuola.
Come ampiamente dimostrato, il contratto indecente, non solo riconosce un misero adeguamento retributivo pari allo 0,4% per il 2008 e al 3,2% per il 2009, a fronte di un tasso di inflazione che è già consolidato al 3,3% per il solo 2008, ma non rispetta nemmeno l'Accordo sulla politica dei redditi del luglio '93.
A fronte di questa inconfutabile realtà, i sindacati concertativi, omni-rappresentativi e firmaioli non solo sottoscrivono definitivamente il contratto, ma cercano di giustificare con uno spassoso volantino che con lapsus freudiano presenta uno sgargiante sfondo "giallo", ciò che non è giustificabile in alcun modo.
Ma vediamo di confutare quanto sostenuto dai sindacati concertativi, omni-rappresentativi e firmaioli...
Paolo Citran - 24-01-2009
Sviluppare le maschie (anche per le ragazze?) virtù con sport e disciplina, educazione motoria e sportiva (ma perché poi l'educazione fisica non faceva media? Oggi si scopre che sì), magari (mi permetterei di suggerirLe) ogni sabato (tanto ormai il sabato non fa scuola quasi nessuno), per combattere lo spettro del bullismo.

Il bullismo va combattuto, ma lo studente dev'essere al centro, anzi - dice Maria Stella intervistata da un foglio berlusconese - il problema sta nel mettere al centro lo studente, rivisto nella sua formazione a 360°.

Ma come metterlo a 360°?
Gianni Cerasoli - 23-01-2009
Il mondo di numeri è davvero un universo magico ed affascinante. La nostra capacità di comprendere la realtà che ci circonda si serve spesso di loro per descrivere e manipolare in modo astratto quantità, misure, relazioni. Ma spesso i numeri non ci aiutano affatto, anzi ci portano decisamente fuori strada ... Credere che i processi di apprendimento possano essere descritti con una scala numerica decimale è uno di questi casi, come pure cercare di misurare la nostra capacità di immaginare, pensare o imparare. Ci sono voluti anni di riflessione e di elaborazione teorica e pratica tra pedagogia e psicologia per capire che un processo così delicato e complesso come quello dell' insegnamento - apprendimento non poteva essere registrato "schiacciandolo" in un sistema di cifre poco adatto a coglierne la natura dinamica e fluida. Con i numeri si misurano bene distanze, durate, volumi ... ma non si riesce a cogliere un fenomeno che non procede in senso lineare, per gradi o scalini, che non ha un inizio e una fine precisi, che insomma sfugge per sua definizione ad ogni tentativo di ridurlo entro i confini di una logica rigida e preordinata.
Giuseppe Aragno - 22-01-2009
Una scuola è larghezza di mezzi, scienza d'insegnanti e rifiuto di credi religiosi, filosofici o politici, che non siano liberamente formati nella consapevolezza critica, come frutto di ricerca razionale. Lo so, se la scrivo, se mi ostino a sostenerla questa idea balzana", l'avvocato Gelmini la prenderà per una delle tante perniciose utopie sessantottine" e non servirà spiegarle che l'utopia indica quasi sempre "un certo disagio sociale"e "l'imminenza più o meno prossima di un certo mutamento politico destinato a soddisfarlo"
Edoardo - 22-01-2009
Ai miei studenti, nel giorno della memoria farò vedere Private di Saverio Costanzo.
Questo per sottolineare che la memoria del passato deve servire ad evitare la ripetizione degli stessi errori nel presente, altrimenti è solo vuota retorica propagandistica, e, nel momento in cui viene usata come tale, deve (se siamo coscienze pensanti) metterci in allarme. Spiegherò quali parallelismi esistono tra gli atti discriminatori dei nazisti nei confronti degli ebrei e quelli degli israeliani nei confronti dei palestinesi...
Omero Sala - Brescia - 21-01-2009
Oggi tutti invocano le "regole": si è sparsa la voce e si è diffusa a tutti i livelli l'idea che il mondo vada a rotoli perché non ci sono modelli educativi forti, manca la severità, l'autorità vacilla, il vecchio ordine si dissolve; per farla breve non c'è più disciplina.
Lo dicono tutti: baristi e avvocati, impiegati e casalinghe, genitori e giornalisti, professori e bidelli, poliziotti e magistrati, vecchie zie e uomini politici.
La colpa del dilagante permissivismo viene attribuita - ovviamente - al Sessantotto che ha segnato l'inizio del disfacimento di tutti i valori. Forse per questo si è diffusa una nostalgia per il presessantotto e si va dicendo che per risolvere questa degenerazione inarrestabile basti il ritorno al passato, ad alcuni sistemi antichi, quali il voto in condotta, il maestro unico e il grembiule; e qualcuno invoca anche la bacchetta e i sacrosanti ceffoni.
Per nostra sfortuna la pensa così il ministro dell'istruzione, che ha una cultura pedagogica da Bar Sport.
Vincenzo Andraous - 19-01-2009
Quando la trasgressione diventa così feroce e sorda da divenire violenza e quindi devianza, si corre il rischio di banalizzare ogni cosa, anche le persone, le vittime, gli stessi aggressori, affermando che le ragioni sono evidenti e riconducibili a fattori noti.
Eppure nei tanti fatti di cronaca violenta che attraversano il paese, nelle tragedie e nelle ruvidità della realtà che ci scuote, c'è la pretesa di una spiegazione, che vada oltre le solite pantomime elargite a piene mani ...


C'è un grande e impellente bisogno di onestà intellettuale, di risposte condivise, per non assoggettarsi a trame più teatrali che sociali delle urgenze del paese, ai nostri figli è richiesto di esser ben preparati e formati per poter occupare i nostri scranni di buoni educatori, eppure la morale ricorrente è quella del piedistallo inamovibile, perché non c'è tempo da " buttare via" quello che rimane è asservito al raggiungimento di un benessere finanziario oramai sprovvisto di deroghe ...
Gianni Gandola e Federico Niccoli - 17-01-2009
Ritroviamo tutti l'entusiasmo del bel tempo che fu (in fondo, paradossalmente, la Moratti prima e la Gelmini poi ci hanno fatto l'enorme piacere di farci incontrare nuovamente migliaia di genitori ed insegnanti "di lotta e di governo") ed identifichiamoci nei piloti pazzi del "Comma 22" ("chi è pazzo può chiedere di essere esentato dalle missioni di guerra, ma chi chiede di essere esentato non è pazzo").
Torniamo ad essere quei pazzi-non pazzi che hanno rivoluzionato, a suo tempo, la vecchia scuola ossificata ed inventiamoci un modello più forte di Tempo pieno, in grado di resistere agli attacchi del "futuro ricco di passato" del modello Tremonti-Gelmini.
Miha - 17-01-2009
Chi ha ucciso il tempo pieno? Per rispondere credo sia bene contestualizzare le bizzarrie che stanno avvenendo nella scuola in un orizzonte più ampio.
Se consideriamo, ad esempio, che queste norme sono partorite da un governo sponsorizzato dai peggio interessi di mafia e massoneria, come Travaglio dimostra, e che tale governo se ne sta inzuppato come un babà in un contesto internazionale degenerato al punto di accettare supinamente un macello come quello di Gaza beh allora anche la follia di distruggere uno dei pochi settori pubblici ancora funzionanti in Italia, trova una sua ragione.
Può essere comunque istruttivo analizzare come questo sia avvenuto e prospettare, in tempi di scrutini, qualche forma di opposizione creativa.
Francesco Di Lorenzo - 17-01-2009
Ho un sentore, che ormai dovrebbe essere un convincimento, ma che mi trova comunque sempre spiazzato. Sono io che non mi adeguo. Alla scuola elementare di mio figlio, la maestra che già si sente unica, ha rispolverato Giosuè Carducci. Addio Pampini Bugiardi, il libro del 72' in cui si segnalava la realtà edulcorata presentata dai libri di testo e non corrispondente alla complessità e conflittualità di quei difficili anni '70. Figuratevi adesso.
Insegnante FP - 16-01-2009
Il Comune di Tivoli gestisce un istituto pubblico di Formazione Professionale che si chiama CFP "A. Rosmini", dove circa 800 studenti tra i 14 e i 18 anni assolvono all'obbligo di istruzione. Tale struttura sta per essere trasformata in una Srl, avete capito bene, UNA SCUOLA TRASFORMATA IN UNA SOCIETA' A RESPONSABILITA' LIMITATA per volontà della GIUNTA DI SINISTRA di questa cittadina che lo scorso 18 dicembre ha fatto approvare in consiglio una delibera in tal senso. Appena poche settimane prima, alcuni componenti di tale giunta, con in prima linea il sindaco Giuseppe Baisi, nonché alcuni consiglieri della maggioranza, hanno avuto l'ardire di presenziare ad una fiaccolata organizzata da alcune associazioni territoriali di cittadini, insegnanti, studenti tra i quali anche quelli del "Rosmini", contro il decreto Gelmini, in difesa della scuola pubblica.
Francesco Masala - 16-01-2009
... per salvare l'italianità dell'Alitalia, cioè per regalare dei soldi ad amici italiani (e chissà se i magistrati potranno un giorno seguire gli itinerari di quei soldi) , che poi coinvolgono i francesi, i soldi li sta pagando l'italianità dell'ignoranza, e 130.000 lavoratori della scuola a casa.
Qualunque governo, qualunque sondaggio, qualunque essere pensante, fra perdere 7.000 o 130.000 posti di lavoro avrebbe una risposta ...
Libero Tassella - 15-01-2009
L'11 dicembre 2008 con il ricordato accordo i concertativi hanno svenduto il più grande sciopero con una categoria ancora in mobilitazione e hanno confermato tale svendita la settimana dopo , sottoscrivendo ( CISL UIL SNALS FGU ex Gilda) con la sola eccezione della Flc CGIL un accordo contrattuale che definire infame è solo un eufemismo. Un contratto bidone che ora vorremmo che si ponesse almeno al vaglio della categoria , tanto mal rappresentata al tavolo della concertazione quanto a quello della contrattazione.
Sul precariato poi le OOSS si sono accontentate del solito tavolo tecnico, che in gergo politico, significa in pratica essersi accontentati di nulla.
Agostino Del Buono - 14-01-2009
Un nuovo anno per la Scuola italiana. Un anno decisivo per la riforma delle "superiori". Intanto i docenti, preoccupati per il loro futuro avanzano proposte di riconversione universitaria. Ma sarà veramente così oppure si ricorrerà a licenziamenti o a trasferimenti in altri dicasteri? Vi presentiamo un intervento da parte del presidente nazionale dell'ASSODOLAB, prof. Agostino Del Buono, che puntualizza la situazione venutasi a creare con la riforma Gelmini.

Giuseppe Aragno - 14-01-2009
Non c'è da farsi illusioni. Il 77° Cavalleggeri non interverrà. Non ci sono winchester e giacche blu, non si ascoltano squilli di trombe finali e il bene non prenderà il posto del male che trionfa, tirandosi fuori da nuvole di polvere. Piombo fuso, firmato da Tzipi Livni, non è un film e non riserva colpi di scena: è un oltraggio al pudore, un'oscenità inaccettabile, un programma di annientamento dei diritti umani realizzato dal governo d'un popolo che per i diritti umani, primo e più di tutti, dovrebbe lottare.
Flavio Cucco - 14-01-2009
Mai come in questi giorni ci ritorna alla mente la frase di iniziativa e di lotta" Non c'è educazione senza educazione fisica", che abbiamo coniato con L' "Eupea" l'associazione degli insegnanti di educazione fisica d'Europa, quando la riforma Moratti voleva tagliare 1 ora di EF alle superiori .

Mai ci saremmo aspettati che proprio la nostra disciplina e la categoria, unica delle poche che ha discusso e scritto, in questi ultimi tre anni, con " L'Educazione fisica che vogliamo" un curricolo verticale lavorando culturalmente dentro e oltre le Riforme Moratti e Fioroni, potesse correre il rischio di essere fuori dal curricolo: perchè questo è il pericolo reale!

Ma, come sempre, è nei momenti più difficili che la categoria ha dato il meglio di se e ancora una volta..... raccogliamo la sfida e rilanciamo alla grande....
Claudia Fanti - 13-01-2009
E ancora ha vinto la semplificazione sulla complessità.
Per chi ha sperato in un ravvedimento, ecco la beffa della pazzia dell'ultimo governo. La scuola elementare degli anni 80-2000 è definitivamente affondata come una barca senza valore, come un inutile fardello gettato al fiume del tempo che corre in senso contrario alla modernità. Che bella visione che si apre alla scuola del futuro: una scuola piccola piccola, meschinella, in cui ognuno/a sarà sempre più solo/a a coltivare il proprio orticello, dagli adulti ai bambini, dalle famiglie mononucleari a quelle allargate, dagli stranieri ai bimbi con disabilità, dalle direzioni didattiche ai bidelli sempre più in calo...

I Programmi dell'85 morti e sepolti, le miscelate Indicazioni Moratti - Fioroni confermate ipocritamente, ma annullate di fatto nella pratica quotidiana...meno ore per tutto e per tutti, meno tempo scuola di qualità, bensì tempi scolastici a richiesta (per poco)...quasi quelli di un centro estivo, ma senza il lusso dei divertimenti dello stesso, il quale almeno offre ai più piccoli proposte alternative alla sola istruzione-addestramento.

Grazie Ministro, grazie davvero...
Claudia, Ilaria... - 13-01-2009

Non sapevi
Di dolore
Non sapevi
Di male
Sapevi di buono
Sapevi di pane
Fragrante
D'intelligenza
Di vita.
Gigi Monello - 13-01-2009
Per quanto sgradevole possa suonare, la proposizione "Hitler ha vinto la guerra", non ha meno plausibilità logica del suo contrario. La storia non è fatta di assiomi e teoremi. Muovendo dall'idea di una presunta forza eguagliatrice del Tempo, un recente disegno di legge del centrodestra vorrebbe equiparare combattenti di Salò e partigiani, assegnando ai superstiti medesima onorificenza e vitalizio. Un messaggio di devastante confusione, mandato a già sufficientemente "devastati" adolescenti. Forse non sarebbe male ricordare che tra il cadavere di Anna Frank e quello di Himmler, c'è una differenza. Come c'è tra quelli di Mussolini e Matteotti.
Marco Pagani & al - 12-01-2009
Ai lati opposti del palco ci sono due tavolini con due PC portatili, dove siedono un ragazzo e una ragazza che si sono incrociati casualmente in internet e si sono messi a chattare. Leggono ad alta voce le loro mail, mentre al centro del palco si alternano le scene delle varie classi che sviluppano i temi lanciati dai protagonisti. All'inizio c'è il narratore Modou che introduce la storia e presenta i due protagonisti.
Libero Tassella - 10-01-2009
Si vuole una graduatoria ad esaurimento che dia reali possibilità e garanzie di immissione in ruolo per chi in questi anni ha maturato una lunga, a volte pluridecennale, esperienza d'insegnamento, che va valorizzata e non limitata da anacronistici steccati territoriali, quali appunto sono ora le graduatorie ad esaurimento provinciali.
La nostra proposta ha la finalità di rispondere in modo efficace ed efficiente all'esigenza di stabilizzazione contrattuale del lavoro degli insegnanti e di lotta al precariato scolastico, attraverso l'azione congiunta sia dello scorrimento delle graduatorie ad esaurimento , trasformate da provinciali in graduatorie nazionali, sia della realizzazione di un piano programmatico pluriennale di immissioni in ruolo su tutti i posti vacanti, quindi non più solo su una parte di essi, come è accaduto finora .
Vittorio Delmoro - 09-01-2009
Leggo la seguente notizia sulla cronaca locale del Resto del Carlino :

Pesaro - 8 gennaio 2009

UCCISA DA UN'EMORRAGIA IMPROVVISA

Isabella, incinta di sette mesi
muore al funerale di uno zio
...

Al figlio di 7 anni, Daniele, il suo papà ha detto subito tutto: ''Non potevamo non dirglielo - spiega il padre - lui sa che la mamma continuerà a proteggerci e che la vita deve continuare. Il mio bambino è andato a scuola anche oggi perché è l'unico modo per superare questi momenti tremendi''.

...


Vincenzo Andraous - 08-01-2009
L'anno nuovo è alle porte, cosi la promessa di sostituire alla parola sopravvivenza la parola esistenza, ma nel frattempo un altro detenuto si è tolto la vita.
Certo è che del carcere tutti sappiamo tutto, ma a pochi importa qualcosa davvero.
Questo vale anche per chi in carcere muore, per chi in galera sopravvive e per chi ci lavora, perché ognuno parla, agisce, dimentica, per ideologia, per appartenenza, di conseguenza ognuno mira al proprio interesse personale, al rafforzamento della propria casta, al male minore da scegliere.
Gianfranco Pignatelli - 05-01-2009
Il nostro è un Paese di coccodrilli pentiti. I politici, talvolta, si pentono di quanto fanno. All'occorrenza piangono le loro vittime, oppure le scaricano sulle maggioranze precedenti. A Torino come a San Giuliano di Puglia. Oggi come ieri. Al momento, nelle scuole italiane, avvengono oltre centomila infortuni all'anno. L'incremento del 20%, negli ultimi otto anni, la dice lunga sull'accresciuta fatiscenza e pericolosità delle strutture e degli impianti dei nostri edifici scolastici. Tre su quattro sono fuori norma. Uno su due è sprovvisto di certificato d'agibilità statica. Più di un terzo non è fornito di impianti elettrici a norma.
Giuseppe Aragno - 03-01-2009
Mi scrivi, turbato, che la mancanza di lavoro e la precarietà della vita ti fanno sentire malato e anche la salute mentale ti pare vacilli. Se ti fermerai a riflettere con me, Lucilio, e ragionerai con animo sgombro da pregiudizi, capirai forse ciò che davvero ti accade e ricaverai una gran forza da questa apparente debolezza. Lo so cosa pensi: se un ostacolo ti si para davanti agli occhi e impedisce la vista, non servono precetti, ma rimedi. Per tornare a vedere, occorre rimuovere l'intralcio.
Controinformazione - 03-01-2009
Gaza: ecco le immagini che i grandi media non vi mostrano.

Giocondo Talamonti - 03-01-2009
L'equipe della trasmissione "Ulisse", il 17.12.2008, ha effettuato un servizio sul Centro Territoriale per l'Educazione Permanente dell'Ipsia (operante anche presso la Casa circondariale di Terni ), allo scopo di analizzare, nel contesto della lotta all'analfabetismo, le motivazioni che inducono gli adulti a tornare sui banchi di scuola. La trasmissione andrà in onda sul Canale televisivo nazionale "RAI 3" nel marzo 2009. La Prof.ssa Vincenza Depretis ha curato la giornata del gruppo incaricato delle riprese.
Francesco Mele - 03-01-2009
Sono stufo di questa campagna diffamatoria nei confronti di un'intera categoria, quella dei docenti, che avrà senz'altro al suo interno comportamenti non difendibili - come in qualsiasi altra del resto - e deprecabili, ma non per questo è accettabile una tale opera di criminalizzazione come quella a cui stiamo assistendo.

Occorre allora rispondere con una serie di informazioni che i più sembrano ignorare.

Maurizio Tiriticco - 02-01-2009
E' di questi giorni la polemica sulla opportunità o meno della matita rossoblù, o meglio della correzione degli errori in cui cade chiunque stia apprendendo qualcosa di nuovo, da una lingua straniera al nuoto, allo sci, al pianoforte. Io stesso che sto scrivendo questo pezzo, non posso sottrarmi ad una attività autocorrettiva, che è in itinere, ma che è anche successiva e si conclude con quella "pettinatura" - per dirla in gergo - per rendere il testo debitamente formattato e accettabile anche dal punto di vista grafico. La scrittura digitale in questo ci aiuta moltissimo: grassetti, corsivi, interlinee, taglia e incolla, sono sempre poco praticabili con l'uso della carta/penna...! Per non dire dell'aiuto che mi viene dal controllo ortografico automatico - che non mi vuole far mettere l'accento su rossoblù!!! E dalla funzione mostra/nascondi, ignorata dai più, ma che ti permette di redigere un testo senza quelle sgranature tra una parola e l'altra che ne rendono difficile anche il primo approccio visivo! Diavolerie della tecnologia! Benvenute, certamente!
Ma torniamo all'errore!
Libero Tassella - 02-01-2009
Io credo che il problema sia innanzitutto quello di rendersi visibile, ma di una visibilità attiva, politica; quindi quella che potremmo chiamare " avanguardia", politicamente più motivata, attiva e cosciente, a mio avviso, dovrà assumersi l'onere di realizzare azioni eclatanti, ovviamente per fare tutto ciò c'è bisogno di una consapevolezza politica che non è possibile pensare diffusa, anche in relazione alla caratteristiche del precariato. Ma queste azioni servono, come sapete, a svegliare la coscienza e a riattivare la mobilitazione.
galassia scuola
Spazio aperto alle riflessioni e alle opinioni personali su quanto avviene nella scuola in generale, nella nostra scuola in particolare, nelle piazze e nei palazzi in cui la scuola è all’ordine del giorno. Insegnanti, ma anche studenti, operatori, genitori … possono dar vita a un confronto su tematiche attuali, a patto che la discussione sia corretta.
Astenersi anonimi e perditempo!
La Redazione
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