Anno scolastico 2010-2011 - mese di gennaio
Giuseppe Aragno - 31-01-2011
Il prossimo anno scolastico in Molise mancheranno all'appello 600 studenti. Lo riconosce con disinteressato distacco Miur e lo conferma la Cgil, che rincara la dose: il calo è ben più grave, più di 2000 sono gli alunni "persi" negli ultimi anni. La faccenda non interessa nessuno: Viale Trastevere dorme, Gelmini, presa dalla crociata per la "terra santa", s'è messa in adorazione del signore e il celebre giravite di Fioroni lavora per smontare il partito di Bersani, che attraversa come può lo scandalo delle primarie.
Il centro della vita politica ormai non è il Parlamento. Si vive di telefonate. Masi a Santoro per mettere in mora la libertà d'informazione, dio padre onnipotente a Gad Lerner per censurare i "postriboli" televisivi - da quale pulpito viene la predica! -, Emilio Fede per far la cresta sulla spesa e procurare prestiti d'onore a Lele Mora, la falsa nipote del dittatore Mubarak per gli inviti a cena a Villa Certosa, il Presidente del Consiglio alla Questura di Milano per risolvere il caso d'una sua amica minorenne accusata di furto e un eletto stuolo di fanciulle per il rituale passaggio dai riti di Dioniso all'impegno politico.
Vincenzo Pascuzzi - 31-01-2011
Chiunque, in vicinanza delle scuole e negli orari di ingresso o di uscita, può vederli. Sono i ragazzi delle elementari e delle medie carichi di bagagli: cartelle, zaini, borsoni, mini-trolley, cestini. Portano a scuola libri, quaderni, squadre e righe di plastica (che spuntano fuori), indumenti per educazione fisica, a volte anche colazioni esaustive. Può anche capitare che un ragazzino intorno ai 10 anni porti contemporaneamente tre colli: zaino sulle spalle, cartella o borsone con una mano e mini-trolley con l'altra. Sia insomma "caricato a ciuccio". L'andirivieni dei piccoli facchini è dovuto al fatto che la maggior parte delle scuole sono sprovviste di armadietti per gli alunni che pure sarebbero utilissimi se non necessari per custodire libri ed altro evitando trasferimenti casa-scuola-casa.
Francesco Di Lorenzo - 29-01-2011
Dallo Speciale Notizie dal fronte



Anche gli studenti degli Stati Uniti non raggiungono risultati brillati nelle discipline scientifiche. La notizia non è di per sé importante e comunque non serve a fare degli inutili raffronti.
Un'indicazione di rilievo ci viene, invece, per quanto riguarda il dopo, il cosa fare, il come affrontare un problema di questo genere.
Ebbene, gli esponenti governativi degli Stati Uniti, a quanto pare, sono preoccupatissimi. È intervenuto anche il presidente Obama. Ha detto che metterà mano ai programmi del 2002 elaborati dal governo Bush che, guarda caso, prevedevano meno ore da dedicare alle scienze. Poiché l'alto livello di competitività anche nell'istruzione è una delle priorità del governo americano attuale, è certo che si interverrà per cambiare la vecchia legge del 2002. Peccato che da noi, invece, la tendenza sia quella di tagliare le ore per risparmiare. E, quindi, ci tocca solo un po' di invidia.
Marisa Fazio - 28-01-2011
Da qualche mese in molte scuole pubbliche italiane viene distribuita, una volta a settimana, frutta fresca per incoraggiarne il consumo fin dalla più tenera età, progetto patrocinato dal Ministero delle Politiche Agricole e dal Ministero della Salute con l'obiettivo di educare ad una sana alimentazione, al rispetto dell'ambiente e della biodiversità...
In una gelida mattina di gennaio nelle scuole aderenti al progetto, dal Nord al Sud d'Italia, vengono distribuite le susine angeleno, che maturano da giugno a ottobre, e i maggiori produttori sono: Piemonte e Emilia, confezionate a Forlìmpopoli, in provincia di Forlì - Cesena...
Francesco Mele - 27-01-2011
Dal rapporto del CENSIS salta agli occhi un dato eclatante: il contributo volontario non è inevitabile, ci sono scuole e non poche (il 43,5% delle intervistate) che non lo richiedono e anche le cifre richieste oscillano davvero molto partendo da pochi miseri euro, cosa che fa aumentare il numero delle scuole che di fatto non chiedono nulla ...

E allora, come la mettiamo con l'ineluttabilità del contributo volontario?
Come la mettiamo col ricatto che i genitori si sentono fare ogni anno sulla qualità della scuola dei propri figli che sarebbe annullata senza il loro contributo?
Giocondo Talamonti - 27-01-2011
L'Ipsia S. Pertini è la scuola che fa della cultura strumento imprescindibile per l'affermazione della dignità dell'uomo, non solo nella sua genericità ma anche nella specificità e unicità della dinamica evolutiva che interessa il vissuto di ognuno. Come modello di riferimento per ogni generazione, la scuola non manca mai di riunire i suoi studenti per celebrare il "Giorno della Memoria" e riflettere sullo Shoah, uno spartiacque tra barbarie e civiltà, guerra e pace, assolutismo e democrazia.
Se ci fosse consapevolezza della Shoah l' "altro", il "diverso", non sarebbe definito tale, ma persona con la quale coesistere pacificamente su una terra e un universo che è di tutti e di ciascuno.
Fuoriregistro - 25-01-2011
Quando questo governo se ne andrà - e dovrà accadere - di Maria Stella Gelmini rimarranno indelebili, nel ricordo di chi l'ha vista all'opera, l'immagine più concreta e completa della crisi morale, prima ancora che economica, di questi anni bui. Una donna che ha governato la scuola senza poter spiegare in virtù di quali titoli sia giunta al governo, che per quasi tre anni ha continuato a confondere tempo pieno e tempo scuola e non ha mai distinto tra propaganda e progetto politico.
Da qualche giorno, poi, mentre difende il "suo" premier da quello che, a suo modo di vedere, è il "fango" rovesciatogli addosso da comunisti e congiurati annidati nella Procura di Milano, il "ministro ha completamente dimenticato quanto pure aveva solennemente promesso ieri e fa di tutto per meritare una menzione particolare nell'albo dei venditori di tappeti che occupano il banco di questo sciagurato governo.
Tommaso Caldarelli - 25-01-2011
Il ministero, su pressione dei sindacati, ripristina gli aumenti salariali per il periodo di servizio. Ma li posticipa, e di molto.
Per capire - anzi, per provarci, visto che la materia è complicata e dispersiva - cosa sta succedendo nella scuola pubblica, in materia di trattamento economico dei docenti, bisogna appoggiarsi a quanto ricostruito da Repubblica, che denuncia quella che, sugli scatti di anzianità agli insegnanti italiani, appare come una vera e propria truffa.
Giuseppe Aragno - 25-01-2011
Venerdì' prossimo, 28 gennaio, sciopero generale della scuola e dell'università con la Fiom. E sarà bene dirlo: è sciopero politico. Non sarà la Procura di Milano a chiudere la partita col neoliberismo all'italiana e, assente in Parlamento un'opposizione pronta a una battaglia di democrazia, la piazza fa supplenza.
Semaforo rosso per ogni soluzione autoritaria d'una crisi economica e sociale, che chiude nell'unico modo possibile la seducente "età dell'oro" promessa dal capitale dopo la caduta del muro di Berlino.
C'è un filo diretto tra il massacro di Marchionne alla Fiat e la decimazione del Ministro Gelmini. Si vede chiaro e bisogna far fronte, reagire e scompaginarlo: è un pericoloso progetto politico.
Francesco Masala - 24-01-2011
Cosa si fa per non aderire a uno sciopero indetto da Cub e Cobas, sciopero che la Cgil non ha avuto il coraggio di indire, nonostante i colpi terribili che subisce tutto il mondo del lavoro .

Ma per un lavoratore scuola della Cgil è più dignitoso andare in piazza con la sua bandiera col trucchetto del permesso sindacale (quando tutti gli altri lavoratori presenti stanno rinunciando a un giorno di paga), non aderire allo sciopero, come ha deciso il suo sindacato, o scioperare coi Cub e i Cobas e rischiare la scomunica dal suo sindacato?
Lorenzo Bussi - 24-01-2011
Io non nego che scuola e università avessero bisogno di essere riformate, ma razionalizzando le risorse ed appianando le differenze tra nord e sud, non sforbiciando alla cieca! Che strano modo di avviare delle riforme (leggasi tagli) partendo da slogan che eccitano l'emotività popolare.

Adesso scopriamo che le incompetenze dei nostri quindicenni non erano poi così gravi, che la scuola tutto sommato, quella pre-riforma, ha retto alla prova. Potremo dire lo stesso quando verranno presentati i dati della prossima indagine Ocse-Pisa?
Enrico Maranzana - 22-01-2011
Il progetto sperimentale per premiare i docenti meritevoli ha originato un dibattito che ha messo in piena luce la confusa situazione in cui vive il nostro sistema educativo, di istruzione e formazione: il problema non ha trovato definizione perché è stato affrontato in astratto, decostestualizzandolo: le argomentazioni sono figlie di un sentire individuale, indeterminato e non oggettivo. È stato trascurato il fatto che le prestazioni di un lavoratore sono da vincolare a parametri puntualmente enunciati, descritti in mansionari o in matrici di responsabilità.
Per i ministeriali il management è prassi sconosciuta: la gestione delle risorse umane avviene come se complessità e visione sistemica fossero concetti marginali, come se il tempo si fosse fermato all'inizio del '900.
Re Felix - 21-01-2011
I nostri padri ci hanno consegnato un mondo peggiore di quello che avevano ricevuto: oggi noi paghiamo il loro egoismo ma non siamo in grado di opporci a coloro che ci governano alla vecchia maniera e che continuano a comportarsi come coloro che ci hanno rovinato il Paese, mangiando quel che c'è da mangiare piuttosto che amministrare la cosa pubblica (è questo il significato di Res Publica, no?) nel nome del popolo (democrazia non significa forse potere al popolo?). Anzi costoro si comportano addirittura peggio dei loro predecessori. E noi cosa facciamo? Restiamo solo a guardare... tanto prima o poi «adda passà 'a nuttata»!
Matteo Tuveri - 21-01-2011
Mentre leggo tutti questi titoli, investito da raffiche di opinioni, più o meno giuste, più o meno sbagliate, mi accorgo anche che dalle prime pagine sono scomparsi i problemi reali, non leggo più dei tanti disoccupati, dei migliaia di precari in attesa di un futuro e nemmeno di una notizia alquanto minacciosa, quella di un paese che vede sfumare, forse, il diritto-dovere lavorativo alle otto ore e al contratto sindacale in favore di un "contratto aziendale", mentre la Sinistra non fa molto e la destra ancora meno. Tutto questo mi suona come un complotto, ma non un complotto di palazzo contro un'altra fazione di palazzo (in cui personaggi cattivi ma dalla sostanziosa cultura si sarebbero mossi bene, penso al cardinale Mazarino o alla intelligente Caterina de Medici), bensì un complotto del "Palazzo" verso chi dentro il palazzo non è mai entrato, verso la gente che si alza alle sei, che guarda il calendario, che aspetta un futuro migliore...
Vincenzo Pascuzzi - 20-01-2011
Parliamo del rapporto numerico medio alunni/docenti calcolato su scala nazionale.

È stato il cavallo (a dondolo?) di battaglia dell'attuale ministro e della sua parte politica (eletti ed elettori) nelle battaglie per le riforme, le razionalizzazioni, i tagli conseguenti (140.000 licenziati fra i quali qualcuno si è pure suicidato).

È stato uno slogan suggestivo, efficace, incombente, penetrante, pervasivo, verosimile ma falso.
Francesco Masala - 20-01-2011
Certo non potevano prevedere tutto, i padri della Costituzione, che magari ci sarebbero stati ministri fascisti e non solo. Quando ascolto il dolore vero del ministro La Russa per la morte dei militari italiani in missione di pace (solo per loro, non per altri) e intuisco la sua invidia per i genitori che hanno offerto i loro figli alla Patria, ecco, in momenti così penso che nella Costituzione manchi un comma importante all'articolo 11.
Cosimo De Nitto - 19-01-2011
Vorrei svegliarmi da un cattivo sogno che ormai è divenuto un incubo.
Vorrei svegliarmi in un paese normale in cui le cose, le persone, le istituzioni, i comportamenti sociali possano essere chiamati col loro nome.
In un paese in cui quando si parla di scuola si intende soprattutto dell'apprendere e dell'insegnare, dell'educazione e della formazione, di pedagogia e di didattica, di conoscenze e competenze, di decondizionamento e integrazione, di contenuti, saperi e istruzione.
E invece da anni, da troppi anni, la parola scuola è ormai divenuta sinonimo di economia, tagli all'occupazione e alle spese necessarie di funzionamento, spreco. Da anni siamo perseguitati dall'incubo che si manifesta sotto forma di teorema: la cultura è un peso economico,,,
Enrico Maranzana - 19-01-2011
Le tre "i" che hanno caratterizzato tutti i programmi elettorali dell'attuale maggioranza di governo prefiguravano la modernizzazione della scuola attraverso la valorizzazione dell'informatica, della cultura d'impresa e dell'inglese.
In questo scritto la promessa elettorale sarà accostata alle indicazioni nazionali relative agli obiettivi specifici dell'apprendimento che il ministero ha consegnato alle scuole nel maggio 2010 per vagliare la loro rispondenza agli impegni assunti.
Maurizio Tiriticco - 18-01-2011
Nel prossimo mese di giugno i consigli delle classi seconde del secondo ciclo di istruzione dovranno procedere alla certificazione delle competenze culturali acquisite dai loro studenti al termine del percorso obbligatorio decennale. Com'è noto, già da alcuni anni si procede alla certificazione delle competenze alla conclusione della scuola primaria e della scuola media, ma tra le operazioni relative alla conclusione dell'obbligo e quelle già in atto nel primo ciclo corre una differenza non da poco. In queste ultime viene lasciato alle scuole il compito di scegliere sia quali competenze certificare che le relative modalità operative; invece, nel secondo ciclo le operazioni dovranno tener conto sia delle competenze definite e descritte dal Ministero dell'Istruzione con il dm 139/07, che del modello di certificazione che il medesimo Ministero ha predisposto con il dm 9/10.
Carmilla - 18-01-2011
Riassunto delle puntate precedenti, che, per nostra scelta, non sono andate in onda su Carmilla. Volevamo entrare nella vicenda in medias res, ed è proprio dove ci troviamo ora, dopo 48 ore convulse, orribili, spassose. Due giorni di iniziative, proposte, discussioni e primi risultati.
Partiamo dalla sintesi fatta da Giap l'altroieri:

«[...] L'assessore alla cultura della provincia di Venezia, l'ex-missino-oggi-berlusconiano Speranzon [ foto a sinistra, N.d.R.], ha accolto il suggerimento di un suo collega di partito [si veda questa lettera] e intimerà alle biblioteche del veneziano di:
1) rimuovere dagli scaffali i libri di tutti gli autori che nel 2004 firmarono un appello dove si chiedeva la scarcerazione di Cesare Battisti [promosso da noi di Carmilla e tuttora presente su questo sito, N.d.R.];
2) rinunciare a organizzare iniziative con tali scrittori (vanno dichiarati "persone sgradite", dice).
Il bibliotecario che non accetterà il diktat "se ne assumerà la responsabilità".
Si allude forse al congelamento di fondi, al mancato patrocinio delle iniziative, al mobbing, a campagne stampa ostili?
La proposta ha avuto il plauso del COISP, un sindacato di polizia. Così il bibliotecario ci pensa due volte, prima di mettersi contro l'ente locale e le forze dell'ordine.
Una cricca di "sinceri democratici" si sta già muovendo per estendere la cosa a tutto il Veneto, ed è probabile che l'iniziativa venga emulata oltre i confini regionali [...]»


Una "trovata", certo. Ma una trovata molto grave...
Giuseppe Aragno - 17-01-2011
Anche oggi, la "libera" stampa cuce, scuce e rattoppa il quadro d'un Paese che non c'è. Ci hanno detto mille volte che la riforma Gelmini è passata, ma hanno "dimenticato" che ci sono centinaia di statuti da approvare e, al primo tentativo, ecco il CNR occupato. Se per ogni statuto si fanno barricate, la notizia vera non è che la legge è passata, tanto più che nelle scuole di Napoli e Torino la meritocrazia pezzente e la strisciante gerarchizzazione del personale docente sono fallite. Chi si ricorda di Roma il 14 dicembre, lo capisce bene: la notizia vera è che la prova di forza continua.

Se un governo la forza ce l'ha, e pensa di usarla, può andargli anche bene. Ma la forza governa un Paese?

Mario Agostinelli - 17-01-2011
Ho già espresso una valutazione complessiva sul ricatto a cui sono stati esposti i dipendenti Fiat, lasciati in grande solitudine, ma sostenuti con altrettanto coraggio dalla FIOM che ha rigettato l'accordo. Queste donne e questi uomini in carne ed ossa hanno capito la posta in gioco ed hanno sorpreso la grande stampa e la classe dirigente nazionale - tranne poche eccezioni - con un numero imprevisto di NO. Io ne sono contento, perché la vita delle persone non è merce di scambio col diritto al lavoro e sono grato a questa prova di autonomia della gente che fatica, che non si fa strappare la dignità dai padroni della fabbrica, del governo, dei media schierati sempre dalla stessa parte. Un duro richiamo per l'arroganza di Marchionne, esibita anche nei numeri scandalosi del suo "stipendio". Quando tracciava il segno sulla scheda l'operaia del montaggio avrà avuto bene in mente questa vergogna.
Lorenzo Picunio - 15-01-2011
Le scuole italiane sono nell'insieme in cattive condizioni edilizie: gli edifici sono vecchi e mostrano tutti i segni della loro età. Spesso, nelle grandi città, si tratta di edifici storici, dai restauri costosi. È difficile applicare a questi edifici le norme di sicurezza. Anche strutture più moderne sono state costruite con appalti al risparmio, spesso usando amianto. La tragedia di due anni fa a Torino, ma anche la scuola crollata nel terremoto di San Giuliano di Puglia, sono esempi evidenti di una cattiva costruzione e gestione del patrimonio pubblico.
Giocondo Talamonti - 14-01-2011
La sensazione dominante di chi mostra un minimo di attenzione al panorama attuale della nostra società, è che i legami e i rapporti che la costituiscono si stanno gradualmente dissolvendo.
Lo possiamo vedere nella spasmodica lotta per il consenso che si determina in quasi tutte le occasioni di confronto fra qualsivoglia soggetti, siano essi politici o commentatori sportivi, concorrenti di reality show o portatori di opinioni diverse.
Lucio Garofalo - 14-01-2011
Sarebbe giunta l'ora di sfatare alcuni luoghi comuni della politica nazionale. Ad esempio, una di queste persuasioni comuni, assolutamente banali e mistificanti, è l'idea secondo cui Silvio Berlusconi sarebbe un "populista". Non c'è nulla di più falso e becero.

Sempre a proposito di luoghi comuni, vale la pena di soffermarsi sugli stereotipi che già cominciavano a circolare per etichettare e stigmatizzare il nuovo movimento giovanile.
Francesco Mele - 13-01-2011
Ho preparato un vademecum per la scelta dell'IRC o delle possibili alternative, aggiornato a quanto previsto dall'ultima circolare sulle iscrizioni e dall'ultimo Bilancio dello Stato, oltre che facendo tesoro di quanto contenuto nelle comunicazioni dei vari USR che si sono pronunciati ultimamente su questo tema.
Ettore Masina - 13-01-2011
"Sono informato e dunque sono" : è la storia a suggerirci questa constatazione. Ancor più evidente è la versione negativa. E cioè: "Non sono informato e dunque non sono, non esisto". Penso ai milioni e milioni di persone che nel secolo scorso andarono a morire nel nome di ideali che in realtà erano traditi da chi li mandava al massacro: essi, i poveri soldati o i costruttori di opere faraoniche senza senso, o i lavoratori convinti che i padroni avessero sempre ragione e che dunque bisognava accettare salari di fame o che per andare in paradiso bisognava rassegnarsi alla miseria, tutti costoro furono vittime di mancanza di informazioni sulla realtà. La loro icona più celebre e più dolorosa è quella dei tre o quattro soldati giapponesi, che continuarono a vivere per trent'anni nelle giungle di qualche isola dell'Estremo Oriente, in una spaventosa solitudine e regrediti allo stato di uomini dell'età della pietra, perché mancavano di due informazioni essenziali; che il loro imperatore non era un dio invincibile e che la guerra era terminata.
Claudia Fanti - 12-01-2011
Nello schermo: c'è una donna che scuote il capo, fa risolini, parla agli orecchi del compagno politico alleato, lo fa dopo aver enunciato una serie di frasi che nulla hanno a che fare con la logica.

Dall'altra parte c'è un anziano signore, dignitoso e severo, serio e compunto con una storia alle spalle diversa e complessa da quella della giovane signora senza storia che irride e fa mossettine irriguardose.

Ecco l'Italia spaccata in due che si fronteggia: un Ministro della Repubblica, la Gelmini, dalla parte dei vincitori e il Costituzionalista, Rodotà, con la Costituzione dentro l'anima, in bella mostra tra le mani dalla parte dei perdenti.
Giuseppe Aragno - 11-01-2011
In prima persona, con uno spirito apertamente "democratico". E se Pierino rivoluzionario, quello che più rivoluzionario proprio non si può, dirà che i "sacri testi" sono chiari e fatalmente la crisi stana l'anima mia borghese, sorriderò di Pierino, e della sua rivoluzionaria rivoluzione, perché il versetto di un'antica bibbia recita testualmente: "l'idea che sia possibile costruire il socialismo [...] senza l'aiuto degli esperti borghesi, è una puerilità [...] Nessun prezzo sarà troppo alto per istruirci, purché soltanto impariamo in modo intelligente". E' Lenin che lo sostiene, ma ho in sospetto le verità per fede e non ne ricavo una bibbia nuova - la teoria, del resto, non si sposò con la prassi dei Soviet - ed è stata spesso la borghesia a imparare dal socialismo, ma l'idea mi conforta: non mi manca la compagnia. E ci tengo molto: istruiamoci, riconosciamo il bisogno d'imparare dalla cultura dei padroni per criticarla, ma anche per penetrare i meccanismi della sua attuale e sorprendente capacità di egemonia.
Michele Corsi - 11-01-2011
Occorre essere degli ideologi del Complotto o accaniti dietrologi per affermare che quello contro Mirafiori e quello contro scuola ed università sono corni della stessa offensiva? Che la sola cosa ragionevole da fare è mettere insieme le forze, unendo le rispettive rivendicazioni, per fronteggiare la stessa offensiva? Nella fase in cui gli Stati sono appesantiti dai debiti e il mercato è sotto la pressione crescente della concorrenza mondiale, governanti e padroni (mi viene da chiamarli così: non decidono forse loro e solo loro se domani in quella fabbrica si lavora o no?) pensano ad alleggerire la mongolfiera buttando quella che considerano zavorra: via la scuola, via l'università, via i diritti. Nel mercato globale tocca essere leggeri, per sopravvivere. Il problema è chi rimarrà, di quel passo, sulla mongolfiera.
Giocondo Talamonti - 10-01-2011
Per il centrosinistra è ormai imprescindibile ricollocare il lavoro con tutte le sue implicazioni (sicurezza sul lavoro, tutela del posto di lavoro, diritto al lavoro, la tutela della maternità, i riposi etc.) in una configurazione più ampia che tenga conto delle sfide che l'assetto logistico mondiale ci sta prospettando, la nuova economia, la globalizzazione, la precarizzazione, il fenomeno dell'immigrazione, temi che non possono più essere affrontati in maniera frammentaria, ma inquadrati in un sistema che sta cercando di riequilibrarsi (competitività, risorse, investimenti, personale formato e qualificato ecc.).
Gianfranco Pignatelli - 10-01-2011

Facce ringhiose. Calamai ricolmi di bile. Parole rabbiose scivolate da bocche viscide di bava e rancore. Appartengono al branco editoriale delle iene di famiglia. Nate in cattività. Aggrediscono, isolano, azzannano, sbranano. Si accaniscono finché ...
Vincenzo Andraous - 08-01-2011
C'è un collante misterioso che tiene insieme tragedie che in apparenza sembrano differenti.
Un cittadino detenuto si toglie la vita dentro un carcere sempre meno umano e vivibile.
Un ragazzo va in coma etilico alle nove del mattino, un altro in over dose nel pomeriggio.
Adolescenti in gruppo picchiano e rompono nasi e denti, devastano cose e proprietà, mettono sotto coetanei e coetanee con l'arma della violenza, della prepotenza, del sopruso, infagottati da un'omertà appresa qua e là.
Dimensioni che non possono essere relegate nei luoghi dell'invisibilità, neppure debbono suscitare e allargare indifferenze colpevoli, mentre moralità, etica e onestà intellettuale voltano le spalle alla coerenza e alla generosità per vestire i panni degli interessi di bottega, del consenso facile di partenza, antitesi, di quell'altro di arrivo, che invece comporta fatica, impegno e amore di Giustizia.
Lucio Garofalo - 05-01-2011
Non è lontano il tempo in cui i giovani erano accusati di essere frivoli e disimpegnati politicamente. Ora che iniziano a mobilitarsi e a battersi per i propri diritti e per ottenere un futuro dignitoso, sono temuti e stigmatizzati addirittura quali "terroristi" e "potenziali assassini". Come si fa a giustificare una simile discordanza di valutazioni?
E' evidente il disorientamento e l'incapacità di cogliere la reale natura di un fenomeno che in molti temevano, una sollevazione generazionale che finora ha raggiunto il suo culmine nelle agitazioni e nei tumulti di massa del 14 dicembre, lo spauracchio di una rivolta sociale contro la dannazione del precariato che incombe sull'avvenire dei giovani. E come si può biasimare chi tenta di rigettare la condanna ad un simile destino?
Enrico Maranzana - 03-01-2011
Marzo 2003 - la legge dello Stato definisce la finalità del sistema scolastico.

Giugno 2008 - la legge dello Stato assegna al MIUR il compito di razionalizzare il servizio per assicurarne l'efficacia e l'efficienza.

Marzo 2010 - un D.P.R. riordina l'istruzione secondaria di secondo grado.

Maggio 2010 - un decreto interministeriale elenca gli obiettivi specifici dell'apprendimento.


Alla scansione temporale dei provvedimenti corrisponde il livello gerarchico delle norme: i decreti interministeriali sono sottordinati ai DPR che, a loro volta, sono sottordinati alla legge.
Si tratta di un procedimento che, iniziando dalla specificazione del risultato, prosegue per successivi raffinamenti fino a identificare e a indicare la strategia risolutiva.
Giuseppe Aragno - 03-01-2011
Dallo Speciale Racconti



Michele Giraudo non sapeva molto di nulla e conosceva poco di quasi tutto ma, dopo anni di catena di montaggio, nessuno gli dava torto quando sosteneva che ormai l'unico modello di successo prodotto dalla Fiat, era la confusione.
-Ma quella non fa concorrenza! commentava.
Da tempo i discorsi di padroni e politici gli parevano tutti uguali e non li capiva. e, in quanto ai sindacalisti, se qualcuno glieli nominava allargava le braccia sconsolato: -Chi li capisce è bravo! Ripeteva. E peli sulla lingua non ne aveva. Per lui, dietro i toni polemici, i gesti teatrali e le reazioni sempre più scomposte, c'erano disaccordi che non capiva.
-Qui del lavoro non interessa niente più a nessuno.
galassia scuola
Spazio aperto alle riflessioni e alle opinioni personali su quanto avviene nella scuola in generale, nella nostra scuola in particolare, nelle piazze e nei palazzi in cui la scuola è all’ordine del giorno. Insegnanti, ma anche studenti, operatori, genitori … possono dar vita a un confronto su tematiche attuali, a patto che la discussione sia corretta.
Astenersi anonimi e perditempo!
La Redazione
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