Non ho un'opinione ... solo idee
Matteo Tuveri - 21-01-2011
Mentre sui giornali e i mass media italiani impazza il Ruby Gate, con tanto di scommettitori sul cosa accadrà "dopo" (ma cosa dovrebbe accadere, mi chiedo io?) , sui giornali del mondo si legge di tutto al proposito: Libération ricorda che il Presidente del Consiglio italiano "a résisté à d'innombrables accusations de corruption, de fraude fiscale ou de «faux en bilan». Il a même survécu à des soupçons de complicité avec la mafia et politiquement surmonté deux défaites électorales", mentre Le monde regala titoli, a dire il vero nemmeno tanto esagerati, come, "Les filles invitées par Berlusconi étaient encouragées par leurs familles", o "Rubygate" : Berlusconi veut une loi pour garantir l'immunité judiciaire des élus".

Destroidi e Sinistroidi si accapigliano sulle tette e le natiche di questa o di quella: chi si ritrova improvvisamente femminista e perbenista e invoca l'ira dell'Agnello sul vecchietto concupiscente, chi, come la Chiesa cattolica, dopo anni e anni di favori e sorrisi (ben ripagati, come ci ha ricordato "Don Gallo in una bella intervista "), si riscopre madre della morale borghese, chi, invece, in nome della sana abitudine italiana alla scopata selvaggia, afferma che in fin dei conti meglio un politico sano, corrotto e eterosessuale piuttosto di un politico gay, divorziato e magari onesto (sia mai! In effetti "La voce del Pube", così simile a quel Cetto La Qualunque, mancava all'appello). Poi c'è chi corrotto da generazioni, in nome dell'assunto che "il mondo va così", e dunque si è raccomandato figli, nipoti e cugini (ma anche il canarino se avesse potuto), all'improvviso si butta nella mischia e invoca l'onestà globale che, forse come un virus, dovrebbe all'improvviso contagiare tutti.

Queste le forze in campo, e chi non ha un'opinione - continua, serrata e appassionata - sul fatto diventa un reietto, estraneo alla "vita politica" del paese, si ritrova a svegliarsi ogni giorno alle sei, magari odiando la sveglia, a prendere un autobus per andare sul posto di lavoro (ammesso che ne abbia uno...e non parlo dell'autobus!) e a contare sul suo calendario i giorni di vita che restano al suo contratto Co.Co.Co. Mentre di "sguincio" guarda suo figlio, il suo compagno, la sua compagna, l'anziana nonna o il suo gatto e pensa "cosa sarà di noi". «Ma d'altronde, l'importante è che si risolva questa faccenda della "puttane", una volta passata quella sarà tutto a posto» (questo viene da pensare e, giuro, l'ho sentita per strada davvero!).

Dunque, il Reietto si aggira nella sua vita, per la strade della sua città che, come deserte di notizie che non siano legate alla Grande Questione (e non me ne voglia Enrico VIII, la sua era una questione politica e teologica, qui ci sono di mezzo solo due peli di ...) si riempiono di urla, echi e rimbalzi di voci, senza alcuna parola, nemmeno un sinonimo, che suoni come "benessere del paese". Solo allora il Reietto capisce che il malessere è istituzionalizzato, è un cancro, senza Berlusconi non ci sono più facce, non ci sono più coperture, alla morte di questo Cristo, crocifisso con il Viagra, il sepolcro imbiancato apparirebbe in tutta la sua putredine. Cosa aspettarsi?

Mentre leggo tutti questi titoli, investito da raffiche di opinioni, più o meno giuste, più o meno sbagliate, mi accorgo anche che dalle prime pagine sono scomparsi i problemi reali, non leggo più dei tanti disoccupati, dei migliaia di precari in attesa di un futuro e nemmeno di una notizia alquanto minacciosa, quella di un paese che vede sfumare, forse, il diritto-dovere lavorativo alle otto ore e al contratto sindacale in favore di un "contratto aziendale", mentre la Sinistra non fa molto e la destra ancora meno. Tutto questo mi suona come un complotto, ma non un complotto di palazzo contro un'altra fazione di palazzo (in cui personaggi cattivi ma dalla sostanziosa cultura si sarebbero mossi bene, penso al cardinale Mazarino o alla intelligente Caterina de Medici), bensì un complotto del "Palazzo" verso chi dentro il palazzo non è mai entrato, verso la gente che si alza alle sei, che guarda il calendario, che aspetta un futuro migliore. Perché, intendiamoci, bloccare di fatto l'attività di governo e opposizione per questo motivo significa smettere di parlare di tante di quelle cose che rischiano di condannare il presente e il futuro di questo paese al nulla più totale. Significa "sbattersene allegramente".

Allora aspetto che le fazioni in lotta la smettano di avere un'opinione plateale e forzata su questo avvenimento (un "ci fa schifo" andava più che bene), che la dignità personale, se un grammo ne è rimasto in giro, riesca a riprendersi il suo spazio (e per molto meno, sovrani e politici "intelligenti" in passato hanno rinunciato a trono e poltrone!), che la Giustizia faccia il suo corso (dovesse essere a Milano o a Roma, tanto per dirne due a caso) e che il Parlamento, dalla maggioranza all'opposizione, si metta a discutere di cose serie.

Non ho un'opinione, solo idee su cose importanti, aspetto che gli altri, in Parlamento (e sui mass media schierati da una parte e dell'altra), tirino fuori le loro.

Tags: Berlusconi, Parlamento, problemi, disoccupazione, precariato, Ruby, prostituzione, opinione pubblica


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