Anno scolastico 2005-2006 - mese di dicembre
Vincenzo Andraous - 31-12-2005
Forse quest'anno la Natività ci consegna la speranza di un universo che da infinito diventa la strada più vicina dove accogliere l'altro.
Il Santo Padre ci ha benedetto tutti, indistintamente, turisti per caso e navigatori del mondo, come quello ...
Vittorio Delmoro - 30-12-2005
Concludevo il precedente intervento (secondo della serie) esprimendo un certo divertimento man mano che procedo nella lettura delle FAQ del MIUR sul portfolio (circolare 84).

In effetti queste FAQ evidenziano situazioni esilaranti e drammatiche al ...
Grazia Perrone - 27-12-2005
Nei mesi scorsi avevo riferito - in un assordante silenzio del ceto politico e sindacale che scrive su Fuoriregistro - di una estemporanea quanto inconcepibile presa di posizione del sindacalismo confederale (emiliano/romagnolo) finalizzato ...
Maurizio Tiriticco - 24-12-2005
Un presente difficile...

L'avvio del nuovo millennio per la nostra scuola è stato veramente funesto! Abbiamo avuto un ministro che, pur non avendo nulla a che fare con la cultura dell'istruzione e della scuola, con il suo Punto e a capo ha avuto la pretesa di varare una riforma...epocale! Ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti! Sono cinque anni che le scuole sono in assoluta sofferenza! Sono vittime sacrificali dell'improvvisazione e dell'approssimazione da parte di un'amministrazione che, giorno dopo giorno, si è fatta sempre più proterva e arrogante! Più dalle scuole si sono avanzate domande, dubbi, perplessità, più dall'amministrazione si è risposto con insofferenza, se non addirittura con tracotanza!
Tutti fummo sorpresi quando la signora Moratti venne preposta al dicastero dell'Istruzione. Taluno pensò che, essendo una valida manager, in una situazione così nuova per la nostra amministrazione pubblica, in cui si incrociano ormai delicatissimi processi di privatizzazione e di devoluzione, una persona simile - una donna per di più - avrebbe dato una buona prova di sé! Tutto sarebbe andato bene se il nuovo ministro, da esperto manager, si fosse limitato a metter mano alle tante disfunzioni amministrative ed organizzative di cui la nostra scuola soffre da tempo! Del resto, che cosa ti aspetti da un manager? Ma... non è stato così!
Il ciabattino è voluto andare oltre la scarpa, come ammonivano i Latini! Infatti, l'intenzione del ministro era ben altra! Era quella di lasciare il suo nome alla storia! Il novello Gentile - edizione della nuova destra democratica - si è detto: la nostra Costituzione è stata riscritta nel suo Titolo V, ed occorre renderlo esecutivo, per cui quale migliore occasione per riformare la nostra scuola, pardon, il Sistema Educativo di Istruzione e Formazione, dall'A alla Zeta? E a ciò si è aggiunta tutta la prosopopea berlusconiana del faccio tutto mi, per cui... diocenescampielibberi, come si suol dire! Invece, purtroppo, il padreterno non ci ha né scampati né liberati!
Per una operazione così complessa come un processo di riforma sarebbe stata necessaria una persona di ben altro ed alto profilo! Il quale, comunque, avrebbe promosso la più ampia consultazione possibile per verificare la bontà del suo disegno! Ma, quando un illuminato da dio sa di essere nel giusto, chi lo può fermare? Il ministro ha marciato come un panzer! Che necessità c'è di ascoltare le scuole, gli insegnanti, le associazioni, i sindacati, la ricerca pedagogica, tutti quei soggetti che la scuola la studiano, la vivono, la fanno, quando c'è un uomo, pardon, una donna della provvidenza che per divinazione sa solo lei come procedere? Così sono saltati tutti quei correttivi, quegli equilibri che, invece, sono l'anima e la forza di una democrazia. E che sono quanto mai necessari quando si innesca un processo di riforma di un settore così importante dell'intero sistema pubblico.
Così, se oggi le statistiche ci dicono che una gran parte dei giovani fugge dall'iscriversi all'istruzione tecnica, professionale, regionale per correre ai licei classici e scientifici, non c'è da meravigliarsi! Sono cinque anni che il ministro dell'istruzione va predicando che non tutti sono portati per la scuola, che non tutti ce la fanno, e che, piuttosto che perdere i meno dotati, è bene predisporre un canale formativo tutto per loro! E allora, perché un giovane dovrebbe sentirsi da meno? Perché dovrebbe scegliere un percorso di studi che lo stesso ministro definisce "diverso"... anche se "di pari dignità"? Il fatto è che la pari dignità ha poco senso a fronte di una concreta e tangibile diversità.
Così il ministro con un sol colpo ha stravolto due principi: la Costituzione del 2001, che non parla affatto di due canali, ma solo di due competenze legislative; e l'eguaglianza della istruzione, sancita dalla Costituzione del 47!

...e un futuro possibile

Il nuovo anno ci porterà un altro governo e un altro ministro dell'istruzione! Abbiamo tutti da chiedergli molto, ma in primo luogo di avviare una larga consultazione con le scuole e con tutti i soggetti che contano, perché sono loro che fanno giorno dopo giorno educazione, istruzione e formazione - come vuole il dpr 275/99, articolo 1 - pur se tra mille difficoltà!
In secondo luogo, poniamo al ministro che verrà alcune priorità...
Anna Pizzuti - 23-12-2005
Mercoledì 21 dicembre, collegio tesissimo e partecipe, come mai era avvenuto negli ultimi anni.
L'ordine del giorno - discussione sul decreto del 17/10/2005 - è apparentemente neutro, ma tutti sanno che il reale scopo della convocazione è la ...
Arturo Ghinelli - 23-12-2005
Caro Babbo Natale,
l'anno scorso ho scritto a tua moglie, ma quest'anno ho pensato di scrivere direttamente a te, prima che anche tu sia travolto dalle polemiche e magari venga messa ai voti, al Consiglio dei ...
CIP Direttivo Insegnanti precari - 23-12-2005
Dopo il 9 aprile ci ritornerà in mente. Cosa? La ricorrente storiella di Berlusconi su Prodi ed il baratro. Quella secondo cui Silvio ci ha portato sull'orlo e Romano ci farà fare un passo in avanti. Ma non ci sarà di che divertirsi. A cadere nel ...
Gennaro Capodanno - 22-12-2005
Una buona notizia per gli studenti napoletani. Con circolare prot. 22984/P del 2 novembre scorso il direttore generale scolastico per la Campania, Bottino, ha emanato le disposizioni indirizzate a tutti i Dirigenti scolastici della scuole statali e ...
Pino Patroncini - 22-12-2005
E viva anche la sua Ministra dell'Educazione. Maria Jesus de San Segundo, la quale nonostante il nome ( o forse proprio per questo) sa bene quale è la differenza fra potere civile e potere religioso.
Viva! perché nonostante che il Partido Popular, ...
excursor - 19-12-2005
Bollettino dei DS (Democratici di Sinistra) dedicato ai DS (Dirigenti Scolastici)...Bollettino n. 59 del Dipartimento Sapere Formazione e Cultura dei DSNel bollettino, tra le altre cose, troverete il proclama ulivista di un gruppetto di dirigenti ...
Vittorio Delmoro - 19-12-2005
Nel giro di una settimana le FAQ che il MIUR ha istituito per fornire delucidazioni sul portfolio sono quasi raddoppiate : crescono i quesiti e crescono le risposte del Ministero, che a volte esce addirittura dal seminato per fare incursioni su altri ...
Ass. La Scuola della Repubblica - 19-12-2005
La CGIL Scuola di Olbia aderisce alla proposta di legge per l'immediata abrogazione delle leggi Moratti

1^ Congresso FLC-CGIL Provinciale di OLBIA-Tempio

Ordine del Giorno approvato all'unanimità dal Congresso

Il 1^ Congresso FLC-CGIL ...
Alba Sasso - 19-12-2005
Un segnale di scarsa sensibilità istituzionale

Non intendo entrare nel merito della decisione del Ministro Moratti di candidarsi a sindaco della città di Milano: sicuramente, i cittadini milanesi saranno in grado di valutare la qualità e i ...
Fiore V. - 16-12-2005
Roma, 8 dicembre 2005

TAV A ROMA:

Lettera aperta al Sindaco di Roma

Walter Veltroni, un sindaco impegnato...forse troppo.

Siamo contenti di avere Walter Veltroni come sindaco di Roma.
Abbiamo un sindaco multiforme. Viaggia, il nostro ...
Francesco Mele - 16-12-2005
Dopo l'appello dei docenti di Langhirano si vedono i primi effetti ...

Al Dirigente
Direzione Didattica
Langhirano (PR)

e p.c.: ai docenti ed alle RSU
Direzione Didattica
Langhirano (PR)

Parma, 16/12/2005

Oggetto: problematiche su ...
Vincenzo Andraous - 16-12-2005
Il governatore della California ha negato la grazia a quel detenuto che fu candidato al premio nobel.
Ora è stato giustiziato.
In Italia a Adriano Sofri è stata negata la grazia.
Ora versa in fin di vita in un ospedale.
Entrambi a distanza di ...
Virginia Mariani - 13-12-2005
"Ahi, quanto ci costò l'averti amato!"
Non ho sbagliato e non c'è nessun errore di stampa: è una strofa del celebre "Tu scendi dalle stelle", composto dal vescovo napoletano, e ormai santo vissuto del XVIII secolo, Alfonso M. de' Liguori, canto che ...
Oscar Peroglia - 12-12-2005
Quello che è successo quella notte è un chiaro segnale che siamo in un paese privo di democrazia.
In quella notte siamo stati picchiati, maltrattati e derisi... In quella notte siamo stati trattati come delinquenti.... In quella notte siamo stati trattati come bestie (volevano a tutti i costi rinchiuderci nella baracca-presidio, anche se fisicamente non ci stavamo e dentro c'erano già alcune persone ferite gravemente dalle manganellate... e loro spingevano e urlavano per farci entrare.... come alcuni farebbero con le bestie... o anche peggio)....

In quella notte ho sentito comandanti della polizia urlare "massacrateli!!!" e mentre urlavano avevano gli occhi pieni di odio.... Ho visto sguardi di poliziotti che erano chiaramente sotto stato di anfetamine o coca.... ho visto inveire su chi fotografava e picchiarli violentemente (un giornalista che fotografava è stato ricoverato in ospedale).... Ho visto una ragazza con un collare al collo essere picchiata fino a spaccarle letteralmente il naso... In quella notte ho visto la polizia che con odio devastava tutto ciò che incontrava nel passaggio.... Ho visto distruggere con i calci tende da campeggio con dentro persone che dormivano..... Ho visto un anziano con barba grigia trascinato a terra per metri e poi abbandonato urlando "è solo un vecchio!"....

Ma ho anche visto che tutti noi presidianti ci siamo mossi in maniera TOTALMENTE NON-VIOLENTA....
Vittorio Delmoro - 12-12-2005
Complice un incidente (che mi trattiene a casa) e lo sciopero dei giornalisti (che mi regala tempo), ho voluto andare a leggere queste famose FAQ di cui si comincia a favoleggiare nel mondo della scuola; perché il MIUR, consapevole della grana che ha di nuovo innescato con la circolare n. 84 sul portfolio, ha pensato bene di istituire un servizio per rispondere punto su punto alle domande e contestazioni dei tanti che non capiscono e non si adeguano.
Siamo dunque passati dal comunicato stampa per controbattere quelle che lì sono definite menzogne sindacali su tutta quanta la riforma, ad un servizio quotidiano volto a far digerire quest'ultimo boccone indigesto.
A quando una linea diretta (radiofonica o televisiva) con le scuole, per tentare di convincere anche i più restii ad assaggiare questa riforma considerata immangiabile, in quest'ultimo scorcio di amministrazione?
A leggere le precise, circostanziate e realistiche domande che insegnanti e genitori pongono e le rigide, pervicaci e autoreferenziali risposte del MIUR, vien quasi voglia di inventarsi una nuova professione, da svolgere come secondo lavoro, magari per divertimento : fare le pulci ai testi ministeriali.
Perché bisognerà decidersi prima o poi (senza ricorrere allo spoils system) ad assegnare questi funzionari a mansioni più utili per la collettività, distogliendoli da un'istituzione che vorrebbe essere addirittura una comunità.
Ma limitiamoci, per ora, alle pulci, che sono tante, quasi una per FAQ (e abbiamo già superato la quarantina...).
Il funzionario che risponde alle domande tradisce il suo intento governativo (non di aiuto, non solidale, non comunitario) fin dalla prima risposta, che si riferisce alla obbligatorietà del portfolio.
Luigi Piotti - 11-12-2005
In Italia come nel resto del mondo si assiste, oggi in modo lampante, a questo vuoto di potere, a questo potere vuoto, o meglio, svuotato. Come un serpente nel periodo di muta lascia indietro la pelle vecchia, intatta, - un serpente, vuoto -, così il potere tira dritto per la strada già decisa dagli interessi che lo costituiscono lasciando sul suo percorso le "teste di legno", maschera tanto funerea quanto carnevalesca, a presidio delle particolari incombenze del mantenimento dell'ordine costituito. Ci troviamo quindi di fronte a uno sdoppiamento del potere: un potere formale (quello vuoto, svuotato) che si offre come quinta grottesca e paludosa tra la tragedia del quotidiano e le macchinazioni del potere reale (sovrastruttura) e appunto questo potere reale, che esiste e vuoto non è, che si fonda su strutture vecchie come il capitalismo che macina strada come una locomotiva incurante di tutto inscenando quel quotidiano e incomprensibile spettacolo che è arrivato all'atto della precarizzazione assoluta.

Il quotidiano incombere del potere formale

Il potere formale ha forma lunga e stretta, colore nero, lucido e liscio, cala dall'alto in basso con fischio d'aria fessa, i compagni del movimento studentesco bolognese ne hanno fatto ripetuta esperienza nelle ultime settimane: lunedì 24 ottobre, mentre chiedevano di partecipare a quell'assemblea pubblica che è il consiglio comunale e a Roma il giorno seguente, mentre, in coda alla manifestazione nazionale, se ne tornavano verso la stazione Termini. Il volto del potere formale è sempre quello, per Pasolini trent'anni fa come per noi oggi, i doppiopetto democristiani. Qualcuno obbietterà che la Democrazia Cristiana non esiste più, ma il linguaggio, lo sguardo politico e fisico dei politici attuali è il medesimo di quegli anni (a volte anche i politici stessi): lugubri figuri che usano parole incomprensibili, che trattano temi lontani fingendo di non comprendere la realtà del mondo. È l'istituzionalizzazione della rissa parlamentare al di là di ogni contenuto mentre fuori dal palazzo il popolo muore di precarietà. Ma il potere tira dritto, il domani non lo riguarda perché vive nel passato, nel mantenimento dell'ordine costituito, come una ragnatela avvolge chi si dimena e poi sono mazzate.
Escalation di attentati terroristici ad hoc da quando è diventato ministro degli interni il piduista Pisanu, destra e sinistra che in una idilliaca alternanza lanciano il futuro del paese tra le braccia del mercato, un sindaco di sinistra, Cofferati, che fa dell'ordine e la disciplina la sua bandiera ricevendo il plauso di AN e Lega, un esercito mandato in guerra contro la volontà popolare, un passato di stragi che non ha ancora avuto le risposte che merita (Dili-berto dei Comunisti Italiani una volta ministro di Grazia e Giustizia scelse di non togliere il segreto di stato dai documenti a riguardo), queste sono le tracce del potere formale: confusione e manganelli. Ma il potere reale dov'è?
Chiara Loda - 10-12-2005
Periferia milanese. Un ragazzo tira calci ad un pallone. E' tutta la mattina che va avanti e in ogni colpo ci mette rabbia, troppa rabbia. E' in ferie forzate, poiché la sua classe è in gita. Ma lui non è andato: troppo costoso. E aiuti dalla scuola zero.
Cambio lo scenario. Un'auto costosa. Madre, padre e figliolo a rimorchio ben vestiti e pettinati. In tasca hanno un assegno di circa 500 euro e sono indecisi su come investirlo. Le proposte in lizza sono o una cena fuori tutti insieme o un nuovo cappotto per il pargolo (poverino, non può andare sempre in giro con gli stessi tre). Non ci sarebbe nulla di male se il sopraccitato assegno non fosse un "buono scuola", quindi soldi pubblici, costituiti anche dalle imposte del ragazzo che non va in gita. Di questo equo e simpatico trattamento possiamo ringraziare il presidente della Lombardia Formigoni (e tutte le regioni che hanno seguito il suo esempio) che ha istituito i fantomatici buoni scuola, ossia un rimborso per le spese scolastiche alle famiglie. Da questo conteggio sono esclusi libri, mense, trasporti, materiale didattico e gite d'istruzione. Insomma, per farla breve, rimangono solo le tasse scolastiche e le rette delle scuole private. Ma la spesa minima, almeno in Lombardia, per avere diritto a un rimborso è di 206 euro e, ricordando che le tasse d'iscrizione alle scuole pubbliche raramente arrivano a queste cifre, indovinate un po' a chi vanno tutti i fondi? La colpa di chi è? Della Moratti, solo e soltanto sua. E invece no, vi è un altro imputato, una persona che prima di lei ha avviato il processo di finanziamento agli istituti privati. E si tratta di un uomo della sinistra: Luigi Berlinguer, precedente ministro della pubblica istruzione. Con l'inizio del suo mandato, infatti, la finanziaria aveva previsto un taglio sull'istruzione pubblica di 4.600 miliardi di lire in tre anni e, allo stesso tempo, si inserivano finanziamenti di simile entità per le scuole private. Questa manovra è piaciuta così tanto alla destra che, arrivata al governo, ne ha fatto uno dei suoi cavalli di battaglia. Del resto ad un bacino di elettori appartenenti ad un ceto medio-alto, costituito prevalentemente da imprenditori e liberi professionisti, piace l'idea di ricevere, di tanto in tanto, qualche regalino extra.

Grazia Perrone - 09-12-2005
Nei mesi scorsi il ministro Moratti - nel totale silenzio dei media - ha fatto passare una nota intranet che prelude alla riduzione degli organici nella scuola (ex) elementare. Ne aveva già parlato - in una interessante nota - sia Reginaldo Palermo ...
Laura Tussi - 08-12-2005
L'educatore si assume la responsabilità di un ruolo scomodo finalizzato all'esecuzione di un compito disgregante, perturbatore, che infastidisce, creando momenti di frattura che disorientano, frangenti di scarto, situazioni di intolleranza, condizioni di pesante disagio, sentimenti di recondita insofferenza e ostilità, provocando laceranti e dannosi incidenti di percorso, affinchè il gruppo si attribuisca finalmente una nuova identità, una rinnovata configurazione che acceleri il processo di crescita...
La scuola della repubblica - 08-12-2005
In coerenza con l'intero impianto della riforma la recente CM n. 84/05 relativo al portfolio aggiunge ulteriori elementi di stravolgimento dei principi costituzionali; già con il D.Lgs. n. 59/04 relativo al I ciclo dell'istruzione il Governo aveva ...
redazione scintilla - 06-12-2005
Le prime agitazioni operaie agli albori del XIX secolo venivano represse nel sangue: per il discorso dominante gli impertinenti «distruttori di macchine» del Nottinghamshire costituivano una inaccettabile insubordinazione, una devianza da sopprimere ...
Marianna Cavalli - 06-12-2005
«Ma voi, che solitari, o perseguitati su le antiche sciagure
della nostra patria fremete,
perché non raccontate alla posterità i nostri
mali. Alzate la voce in nome di tutti, e dite
al mondo, che siamo sfortunati, ma né
ciechi, né vili. Scrivete. Perseguitate con la
verità i vostri persecutori
».

(Ugo Foscolo)

Se la rabbia e la ricerca di un senso comune non prevalessero su ogni altro sentimento al riguardo, molti motivi mi spingerebbero a restarmene in silenzio, e rinunciare: il potere inattaccabile di questa riforma, la passività di chi ne è vittima, l'assenza di giustizia, l'impotenza a cui sembra che siamo ridotti.
Un'occupazione è pur sempre solo un'occupazione, la ricerca del contesto nazionale è tanto appropriata quanto poco sentita. Ci si aggira per i corridoi, in un'occupazione, si sente qualche volta la ribellione che prende l'aria, rende palpabile l'atmosfera, infervora gli animi. Qualche altra volta ti ritrovi seduto appoggiato ad un muro, ti guardi intorno, vedi la gente che si complimenta con qualcuno per questa occupazione che sta procedendo benissimo, e ti chiedi desolato che cosa stai ottenendo, ti chiedi per quale motivo sei lì, alzi lo sguardo verso uno striscione che annuncia ad un mondo consistente nella tua piccola città che la tua scuola è occupata, e questo significa certo che sul giornale cittadino verrà annunciato l'evento, un evento che dunque cambierà le sorti della città, dell'Italia, con un po' di fortuna anche quelle del mondo.
L'accorato grido che poco prima sentivi rimbombare nel cuore sembra essersi spento, e più lo cerchi, più ti stupisci della sua scomparsa.
Ma la notte in sogno guardo cosa rimane delle macerie della scuola fatta a pezzi dai nostri stessi coltelli «perché non ci avete ascoltato», rispondiamo sorridendo stringendoci le mani, ora non più di nascosto sotto il banco, ora apertamente, forse addirittura di fronte alla polizia «guerrieri, giochiamo a far la guerra?»
E' stato ripetuto: non scadete nell'illegalità. Ma guardiamoci bene negli occhi, si accettano tutte le smorfie che volete fare, ma questa legge uguale per tutti, questa legge della democrazia e della parità ci è scoppiata a ridere in faccia mentre con i nostri poveri muscoli atrofizzati abbiamo tentato in qualche modo di occupare una scuola credendo che sarebbero successe grandi cose. O forse no, forse non lo credevamo affatto: in ogni caso ora siamo lividi di rancore.
Io vi prego di sublimarci nell'illegalità.
Che ci buttino fuori a manganellate da queste scuole, noi toglieremo l'insegna dell'azienda e ci rimetteremo seduti in cortile. «Una rivoluzione senz'armi? Non funzionerebbe!»: le parole messe in bocca ad Ernesto Guevara in «I diari della motocicletta».
Se ci attaccano con la violenza, non ci tireremo indietro dal rispondere: non è questione di non credere nella violenza, perché se non si vuole soffrire in silenzio, è la strada che sembra ci stiano chiedendo di seguire, in un'istituzione pubblica dove necessitiamo per diritto di manifestare la nostra libertà.
Forse solo così avremo speranze di voce. Ma sembra che abbiamo paura di gente a cui dovremmo fare paura noi.
I bambini della TERZA E - 05-12-2005
C'era una volta Giuseppe, un uomo buono e sensibile, ma "diverso" dalle persone "normali".
Non riusciva ad esprimersi e dalla sua bocca uscivano parole incomprensibili, perciò i suoi compaesani lo prendevano in giro. Nessuno lo aveva mai chiamato per nome, per tutti era lo "scemo del villaggio".
Giuseppe si sentiva umiliato, offeso, infelice, solo, tra gente nemica.

Un giorno, dispiaciuto e triste perché nessuno lo amava, abbandonò la sua casa e il suo paese e si avviò verso la montagna.
Trovò rifugio in una grotta tra le rocce. Fu lì che ebbe inizio la sua nuova vita.
Scoiattoli, volpi, cervi, lupi, uccelli, farfalle, api e tutti gli altri animali, che vivevano su quella montagna, erano diventati suoi amici. Sapevano comprendere il suo linguaggio e lui aveva imparato a capire il loro, Trascorrevano insieme gran parte della giornata. Dialogavano, scherzavano, soprattutto si prendevano cura dei prati, degli alberi e della pulizia del bosco, che diventò una favola.
Adesso non si sentiva più solo, in verità non era mai stato così bene.

In una fredda e gelida mattina, Giuseppe se ne stava rannicchiato vicino al fuoco, quando arrivò di corsa un cerbiatto che, ansimando, gli disse: "Vieni con me, presto, per favore! C'è una fanciulla distesa sulla neve! Certamente si sarà sentita male. Non sappiamo spiegarci se è morta o se è svenuta".
Giuseppe immediatamente seguì il suo piccolo amico.
Lo spettacolo che apparve ai suoi occhi era incredibile: un lupo, una volpe, due cervi, due scoiattoli e un camoscio cercavano di riscaldare una bellissima ragazza con il loro fiato. Si avvicinò. La giovane cominciava a muovere le palpebre. Si stava svegliando.
Matteo Pati - 03-12-2005
Perché privatizzare il sistema scolastico, se ciò lede un fondamentale diritto costituzionale? La riforma Moratti, come la Berlinguer-Zecchino ideata dal centrosinistra, risponde a esigenze profonde di riorganizzazione sociale per creare isole di privilegio e nuove servitù nel tentativo di risolvere le contraddizioni del capitalismo liquido contemporaneo. Non è possibile illudersi che la prossima legislatura dia un senso diverso al sapere e alla scuola se non affronterà il nodo dell'accettazione o del rifiuto del neoliberismo.

La nuova, catastrofica riforma della scuola, negli ultimi anni, è stata ampiamente criticata nei suoi contenuti espliciti, che minano alle fondamenta tutto il sistema scolastico italiano, facendolo regredire di decenni. Ma ancora più sconvolgente è conoscere le reali finalità, le cause e le conseguenze, implicite e taciute, di questa aberrazione ministeriale.
Il problema più grave della Riforma Moratti riguarda la sua incostituzionalità: essa, promuovendo una politica di privatizzazione, contravviene al fondamentale diritto all'istruzione espresso dall'articolo 34 e il principio eguaglianza sancito dall'articolo 3 della Costituzione. Ma a questo punto una domanda sorge spontanea: perché privatizzare il sistema scolastico, se ciò lede un fondamentale diritto costituzionale? Ebbene ciò è un'inevitabile conseguenza del grado di sviluppo economico raggiunto dalla nostra società.
Federico Repetto - 03-12-2005
I principali media italiani hanno manipolato un discorso del Presidente della Repubblica, inventando di sana pianta un riferimento al tav che nel suo discorso non esiste in nessun modo. Non si tratta di interpretazione tendenziosa, ma, ripeto, di un'invenzione. Chiunque sappia leggere, trae dal discorso del Presidente, qui citato correttamente, la conclusione che egli, parlando di tecnologie e di grandi reti europee, non solo non si riferisse al tav e alla Valsusa, ma nemmeno al problema dei trasporti internazionali, dall'Italia all'estero. Stava parlando del collegamento tra i quattromila comuni montani italiani e il resto del mondo.

"Una politica di sostegno a favore degli oltre quattromila piccoli comuni montani è condizione indispensabile per la "salute" del territorio nazionale e per un suo sviluppo equilibrato. Le politiche nazionali in questo campo devono integrarsi con quelle dell'Unione europea, che nei suoi Trattati afferma l'impegno nei confronti delle aree meno favorite, includendo tra queste le regioni di montagna. La strategia di sviluppo deve essere lungimirante, equilibrata. Salvaguardare le nostre montagne non significa certo isolamento. NON POSSIAMO PERMETTERCI DI ESSERE TAGLIATI FUORI DALLE GRANDI RETI EUROPEE: DOBBIAMO USARE I PROGRESSI DELLE TECNOLOGIE E DELLE CONOSCENZE SCIENTIFICHE PER GARANTIRE LA TUTELA DELL'AMBIENTE. Il turismo, tema della giornata di quest'anno, rappresenta una risorsa per la piena valorizzazione dei parchi, delle aree naturali protette e delle attività economiche tradizionali."
Prof. Pier Luigi Menegatti - Prof.ssa Mirca Buttazzi - 03-12-2005
Nell' ambito del Progetto di Riforma della Scuola Superiore portato avanti dal Ministro Moratti, che come è noto prevede una estesa licealizzazione degli Istituti di Istruzione Secondaria, il Liceo delle Scienze Sociali, già vigente nell' attuale ordinamento, vede per l' occasione il suo nome mutato in quello di Liceo delle Scienze Umane, e subisce una profonda trasformazione, che ad opinabile giudizio di chi scrive, rappresenta dal punto di vista della offerta formativa un netto regresso rispetto alla situazione attuale, di per sé già non proprio del tutto soddisfacente.

Non si tratta infatti di un mero cambiamento di denominazione, come potrebbe forse apparire di primo acchito ai non addetti ai lavori. Quantunque Scienze Umane e Scienze Sociali non siano esattamente la stessa cosa, purtuttavia risulta evidente anche ai profani che per loro natura sono strettamente imparentate; il cambiamento di denominazione potrebbe quindi indurre a pensare, che per quanto attiene alla caratterizzazione del Corso di Studi, il cambiamento riguardi essenzialmente aspetti marginali, lasciando sostanzialmente inalterata la sostanza. Le cose non stanno così, come ora cercheremo di illustrare, ad uso sopratutto di coloro che in futuro, come studenti, come docenti o come genitori, saranno i fruitori del nuovo Liceo delle Scienze Umane.
Francesco Mele - 03-12-2005
Leggo con stupore la notizia passata da Luca Castrignano sulla posizione assunta dalla FLC CGIL di Bologna, nella persona della sua segretaria provinciale, riguardo ai test INVALSI.
A tale proposito segnalo che negli ultimi mesi sono apparsi sul sito della FLC CGIL nazionale vari interventi di segno diametralmente opposto e di fonte decisamente sovraordinata rispetto alla segretaria provinciale di Bologna.
Provo ad elencarveli:

28.9.05
In risposta ad una sollecitazione dell'INVALSI alle scuole che non avevano ancora segnalato i propri dati per la partecipazione alle prove. Enrico Panini in persona scrive al direttore dell'INVALSI sostenendo e motivando la NON OBBLIGATORIETA' dei test e chiedendo una rettifica da parte sua.

26.10.05
Il carteggio continua, l'INVALSI risponde e glissa sul merito appellandosi proprio a quegli atti amministartivi ministeriali (nello specifico una nota della Direzione generale del 3 agosto 2005) che Panini sosteneva non fossero fonte normativa primaria. Allora Panini scrive all'INVALSI una seconda lettera in cui ribadisce i concetti e contestualemente una lettera al MIUR contenente osservazioni e commenti alla nota del 3 agosto. La posizione di Enrico Panini - segretario nazionale della FLC CGIL - che si evince dalla lettura di questa ulteriore lettera è inequivocabilemente contro l'obbligatorietà delle prove INVALSI.

Quindi tutto questo solo un mese fa e comunque prima dei fatti narrati da Luca.

Allora c'è da chiedersi:

chi decide in FLC CGIL quale posizione assumere sulle varie questioni?
Annetta Fazio - 03-12-2005
Oggi, 30 novembre 2005, mi hai deluso, Presidente.
È passato un mese da quando la protesta della Valle di Susa è finita sui giornali: veramente è molto di più che protestiamo, ma tu ci ha "scoperti" solo oggi.

Un ministro della Repubblica ci ha chiamati "nullafacenti" perché esercitiamo un diritto, dire no a ciò che riteniamo ingiusto, ma tu non l'hai sentito.

Non sei venuto nella nostra valle, non ci hai chiesto "perché?", non hai letto i documenti firmati dai nostri sindaci, tutti i nostri sindaci: sei in buona compagnia, anche la commissaria europea non ha ritenuto importante leggerli, anche se quello era il suo compito.

Non ti sei accorto che insieme alla bandiera bianca c'è sempre il tricolore perché qui è Italia, vogliamo un'Italia diversa, un'Italia per tutti, non per pochi.

Non ti sei accorto che diciamo no al Treno ad Alta Voracità, ma che chiediamo una ferrovia decente per tutti. Leggi davvero le tabelle di propaganda, su ogni tratta si risparmiano solo 40 minuti, ma intanto non ci sono soldi per carrozze pulite, locomotori nuovi, mantenere le stazioni nei piccoli paesi.
Concetta Centonze - 03-12-2005
A proposito del clima di razzismo che si diffonde sempre più in Italia e nelle scuole del nord Italia.

Gli insegnanti meridionali del mio liceo sono osteggiati fino a costringerli ad andarsene.
A ciò si uniscono innumerevoli fatti, ...
Vittorio Delmoro - 03-12-2005
Invio due documenti : in uno analizzo le prove INVALSI di scienze di classe seconda e nell'altro quelle di classe quarta elementare, con alcune considerazioni finali. Queste prove INVALSI testano soprattutto una mera comprensione linguistica e terminologica.
Queste prove INVALSI sono costruite più per stimolare l'errore, che per favorire la correttezza.
Queste prove INVALSI offrono un quadro desolate dell'educazione scientifica a chi non la insegna.
Se davvero noi insegnanti di scienze della scuola di base insegnassimo le cose che l'INVALSI chiede nei test, poveri alunni, povera scuola e povera Italia!
Laura Tussi - 02-12-2005
Il ruolo dello studente

Gli atteggiamenti e le modalità relazionali dello studente all'interno del contesto scolastico dipendono dal ruolo dell'insegnante. Il rapporto di insegnamento deve essere intriso di un clima di benessere, in quanto il ragazzo dovrebbe ideare e immaginare una versione ideale dell'insegnante (come per esempio l'idealizzazione della maestra da parte del bambino). Spesso nella relazione con il docente si avvertono anche involontarie differenze di trattamento, al contrario nei confronti del ragazzo occorre porsi in un atteggiamento coerente all'interno di un ruolo equilibrato, esercitando la cosiddetta giustizia distributiva per cui l'insegnante esercita un ruolo universalistico e pubblico (Palmonari; Piaget) per ottenere riscontri positivi caratterizzati da equilibrio nei confronti del ruolo dello studente, che così potrà dimostrare le autentiche qualità, probabilmente in parte già percepite dall'insegnante. Secondo un'ottica funzionalista, Parsons sosteneva il concetto di studentità, vale a dire la studentry in cui l'allievo doveva raggiungere uno status comportamentale con modalità adulte, dimostrandosi responsabile, capace, non dipendente dalle azioni altrui, allo stesso tempo imparando a competere in modo costruttivo, anche mettendosi in gioco sul controllo degli istinti e degli affetti, istanze considerate "lealtà primarie", per approdare a "lealtà nuove" di fiducia e solidarietà. In vista di tali atteggiamenti e comportamenti maturi, lo studente potrà relazionarsi anche con i livelli gerarchici dell'entità scolastica, secondo una differenziazione funzionale, ossia un utilizzo di ruoli e modalità relazionali a seconda delle funzioni e dei ruoli gerarchici rispetto a cui si orienta e si imposta la propria evoluzione cognitiva ed affettiva. Lo studente, soprattutto se maturo, adotta diverse modalità nell'assunzione del ruolo di tipo razionale o irrazionale, personale o impersonale, orientato a sé o alla collettività, universalistico, ossia dedicato all'andamento generale del contesto esosistemico, anche in relazione ai rapporti gerarchici, o particolaristico, ossia orientato verso la riuscita personale, al proprio studio, quello necessario, senza esternazione e divulgazione dei contenuti e dei valori acquisiti. Il rendimento scolastico rappresenta un gradiente di osservazione rispetto al livello di adeguatezza, di inserimento, di disagio dello studente nei confronti dei rapporti con la classe e con il docente. Il rendimento scolastico rappresenta una modalità emancipatoria grazie a cui è possibile conquistare una dimensione universalistica, mediatrice, collaborativa con la gerarchia scolastica, per raggiungere un posizionamento gerarchico.
Venceslao Boselli - 02-12-2005
Sono allibito.
Lo stupido e infamante articolo di Scintilla sul nostro Liceo mi ha lasciato senza parole.

I FATTI

Iskra abita non molto distante dall'istituto dove con un minimo sacrificio può recarsi anche a piedi. Spesso Iskra (che ha già avuto esperienze negative in altri due istituti della nostra città), prima di entrare in classe si ferma al bar dell'angolo e io "sergente istruttore Artman" la intravedo alle sette e trenta del mattino.
Spesso Iskra non rispetta l'orario d'inizio delle lezioni (7.55) ma la accetto comunque in classe quando giunge entro le otto e cinque per evitare di innescare polemiche.
Quella mattina Iskra , con un suo compagno, si presenta con dodici minuti di ritardo; entrambi sono invitatati ad entrare in classe all'inizio della seconda ora nel rispetto del regolamento d'istituto e con annotazione sul registro di classe.
Iskra forse non a sufficienza rinfrancata dal cappuccio offerto dal novello intervistatore ritiene di non presentarsi alle lezioni nemmeno all'inizio della seconda ora.
Del fatto avviso il preside dell'istituto, al quale inoltre comunico che la ragazza è maggiorenne, che si tratta di un caso da considerare con particolare attenzione, che non chiedo provvedimenti disciplinari.
Anche il preside non ritiene di doverne prendere.

L'ARTICOLO

L'articolo sembra scritto con la volontà di infangare un istituto, che compie da sempre enormi sforzi per accogliere nel migliore dei modi gli studenti.
Al di là delle affermazioni di un improvvisato intervistatore proveniente da un altro istituto e a caccia di facili scoop, centinaia di nostri studenti possono testimoniare il clima di tolleranza e fattiva collaborazione che si vive nel nostro liceo.
Solo menti immature possono scambiare la tolleranza e la democrazia con la possibilità di occupare un istituto per bivaccare nell'inedia senza produrre alcunché; possono scambiare l'impegno politico con la negazione del confronto, della mediazione.
Vincenzo Andraous - 02-12-2005
La strumentalizzazione che il caso Sofri alimenta, consente ancora di obiettare che sono stati impedimenti di ordine tecnico e giuridico a relegare a mezz'aria quella domanda di grazia?
Se è vero come è vero che gli uomini cambiano, colpevoli e innocenti, allora può un uomo redimersi? Potrà il crimine essere cancellato attraverso la pena espiata? E qual'è la pena che può rendere giustizia agli innocenti umiliati?
Sono domande che non consentono risposte certe, ma venti, trent'anni di carcere demoliscono certezze e ideologie, rendono l'uomo invisibile a tal punto da risultare difficile dialogare con un'identità scomposta, che occorre ritrovare e ricostruire, insieme agli altri.
Parlare adesso del caso Sofri è sin troppo facile, ma comunque giusto, non solo per l'uomo che tutt'ora si dichiara innocente, ma anche e soprattutto per la ricerca di una Giustizia giusta, una Giustizia equa, una Giustizia che è anche perdono, come ebbe a sottolineare il Papa, e che comprenda un granello di pietà, perché la pietà non è un atto di debolezza.
Giuseppe Aragno - 02-12-2005
Febbre alta. Influenza.
Forse la fatica, il veleno dello stress mescolato al vaccino. Non so e in fondo non me ne curo: filo via come un treno, scrivo.
Scrivo.
Scrivo.
Un saggio è questo: scrivere dopo tanto cercare.
- Cento anni compie la ...
galassia scuola
Spazio aperto alle riflessioni e alle opinioni personali su quanto avviene nella scuola in generale, nella nostra scuola in particolare, nelle piazze e nei palazzi in cui la scuola è all’ordine del giorno. Insegnanti, ma anche studenti, operatori, genitori … possono dar vita a un confronto su tematiche attuali, a patto che la discussione sia corretta.
Astenersi anonimi e perditempo!
La Redazione
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