Anno scolastico 2011-2012 - mese di maggio
Maria Pennetta - 31-05-2012
Chissà se coloro i quali ragionano di scuola sui media hanno mai riflettuto su quel provare a condurre in porto tutti quanti gli alunni, di cui parla Lodoli, cercando di non perderne nessuno (nemmeno il pirata con l' uncino), chissà se hanno qualche volta sospettato l'esistenza di quella cipolla fatta di paura, preoccupazione, insoddisfazioni varie, con cui i ragazzi entrano in classe e che, secondo la metafora di Pennac, deve essere pelata prima di iniziare la lezione.
Questo dubbio si alimenta leggendo certi articoli, pubblicati da quotidiani anche a larga diffusione, in cui capita di vedere sovrapposto alla scuola di oggi il ricordo della belle classi di un tempo: improbabile paragone con una realtà assai remota, che ben poco ha da spartire con quella attuale.
Anche prescindendo da essi, però, sui giornali si parla quasi sempre di scuola con superficialità : si pubblicano notizie orecchiate, si privilegia il folclore o la nota di colore, si riportano senza alcuna analisi critica, o tentativo di contestualizzazione, i dati di ricerche internazionali.
Cosimo De Nitto - 29-05-2012
Mentre leggevo l'articolo "Nessun abuso nell'asilo di Rignano. Gli imputati assolti con formula piena", la mente mi è tornata alla lapidazione mediatica cui maestre e bidella di quella scuola sono state sottoposte anni fa e per molto tempo. Cosa hanno provato a passare per mostri. Ricordo l'abominio e il disprezzo suscitato contro il più esecrando dei delitti, quello di chi viola dei bambini innocenti. Non c'era spazio per il dubbio. La giustizia sembrava troppo lenta e cauta con i mostri, occorreva un rogo purificatore di delitti, veri o presunti non importava, e soprattutto di coscienze. Si aveva terrore a sostenere che forse bisognava aspettare la giustizia, si rischiava di passare per simpatizzanti dei mostri, difensori di una categoria nella quale c'è tanto marcio, forse è tutta marcia. Un clima contro la scuola, contro gli insegnanti, a generalizzare si fa presto, a strumentalizzare ancora più presto, soprattutto da parte di coloro (Brunetta, Gelmini, Tremonti &C.) che si preparavano a sferrare un attacco alla scuola pubblica senza precedenti. Complici buona parte dei media, quasi silenzio da parte di chi avrebbe dovuto strillare, ribellarsi a tale abominio.
Lia - 28-05-2012
Ho girato un sacco di scuole, nella mia zingaresca carriera, e qualche volta mi è capitato di avere cattivi presidi, o presidi così così. Poche volte, ché la scuola continua ad essere un'istituzione fondamentalmente sana nonostante tutto, ma qualche volta è capitato. Mi è successo di vedere cose brutte, di sentirmi chiedere di dichiarare cose non vere, di ricevere pressioni fatte di quieto vivere e non solo. Non mi è successo solo nella scuola di Stato, bada bene: mi è successo lì come nella scuola privata come all'università. La differenza, quando mi è successo nella scuola statale, sta tutta in quello che ho pensato guardando il dirigente che avevo di fronte: "Tu non sei il mio datore di lavoro. Il mio datore di lavoro è lo Stato." Non si ha idea di quanta forza - e di quanto senso di responsabilità - ti dia un pensiero del genere, fino a quando non lo si prova.
Giuseppe Aragno - 28-05-2012
Dallo Speciale Racconti



- Basta con le vostre maledette menzogne - gridò Ernesto, saltando su dal divano con impensabile agilità - BASTA!
L'urlo liberatorio sembrò calmarlo e tornò a sedersi, mormorando:
- Eccola la bomba più terribile di tutte, la televisione. Bell'idiota che sono a darti retta ...
A poco a poco, nella solitudine del vecchio salotto, il desolato soliloquio riusciva in qualche modo a diventare dialogo col mondo virtuale che aveva di fronte; come l'avesse davanti in carne ed ossa, l'uomo faceva il verso alla giovane cronista che, microfono in mano e tono di allarme commosso, ripeteva il suo mantra: "Mai accaduto! Una bomba davanti a una scuola... mai!"
Alessandro Montesi - 26-05-2012
Li ha citati anche Monti nel suo primo discorso al Senato: uno strumento per «identificare i fabbisogni» in relazione alla «valorizzazione del capitale umano». Ma cosa sono e come funzionano i test Invalsi? Sopratutto, perché i dati scuola per scuola non sono pubblici, ma solo le medie regionali? Riguardano quasi tre milioni di studenti e sono indispensabili per capire a che punto è la scuola italiana, ma le ombre non mancano. A cominciare dalla trasparenza, visto che solo poche scuole pubblicano i risultati ... Una seconda questione riguarda la presenza di un corpo ispettivo esterno alla scuola.
Carla Giulia - 26-05-2012
Devi saper fare le sottrazioni: confronto tra lo scientifico tecnoilogico "Brocca" el il niuovo Liceo delle scienze applicate che lo sostituisce (Riforma "Gelmini"). Quanto tempo rimane per aiutare a crescere i "giovani italiani", dal punto di vista culturale, del cittadino e della persona?
Tavolo regionale - 24-05-2012
La Regione Lazio propone di inserire un articolo finalizzato a stornare risorse (1 milione di euro per l'anno 2011 !!) per rimborsare le famiglie che pagano rette nelle scuole paritarie, fino al 25% delle spese sostenute, da 300 a 1.300 euro di contributo, raddoppiabili in caso di alunni disabili. La proposta, firmata della consigliera Tarzia, stava per passare attraverso l'assestamento di bilancio, senza alcun dibattito in Commissione o in Consiglio. Le forze politiche dell'opposizione, che si stanno battendo perché le modifiche non siano approvate, chiedono che i Consigli di Circolo e di Istituto e i genitori si mobilitino, insieme alle OOSS e alle Associazioni, in difesa dei diritti, già indeboliti, degli studenti che frequentano la scuola pubblica statale, scuola di tutti, sottoposta da anni a cattive riforme e a tagli mortificanti che ne stanno peggiorando la qualità.
Claudia Fanti - 24-05-2012
Le prove strutturate Invalsi nella scuola primaria come possono dar conto di alcunché quando proprio gli/le insegnanti di classe attenti alle sfumature e ai cambi repentini di atteggiamento dei loro studenti ogni giorno hanno più di una sorpresa sui cosiddetti livelli di apprendimento?
Molti di noi pensano che la scuola né formi né istruisca proprio quando è fatta della triade "programmi, programma, test"; tale triade ci sembra "utile" soltanto al fine di far rientrare risultati parziali ed estemporanei in schemi prestabiliti. Perché questa mania di etichettare, di mettere nero su bianco ogni respiro, puntando il dito sulle difficoltà, sulle mancanze, sulle lacune?Non ci sono forse i lavori quotidiani a rendere già conto dei risultati raggiunti da ognuno/a in base alle proprie risorse e ai percorsi intrapresi? Si è sicuri che prove strutturate in tempi e modalità decise da altri che non siano gli/le insegnanti possano portare alla conoscenza effettiva dei livelli delle scuole?
Monica Capezzuto - 24-05-2012
Sono passati 20 anni da Capaci. Che cosa è cambiato? Hanno incarcerato i boss-che continuano a dirigere dal carcere-, trovato i mandanti, ma i veri responsabili dove sono? Le facce ai funerali dell'epoca erano le stesse di oggi: meno rughe ma sempre gli stessi gessati. Gli stessi colletti bianchi. In realtà siamo solo più vecchi di vent'anni, noi che abbiamo avuto la possibilità di invecchiare . E guardiamo quei volti per sempre giovani. Sorridenti. Chiedendoci come sarebbe stato se ...
Enrico Maranzana - 23-05-2012
Le resistenze frapposte alla laboriosità dell'INVALSI derivano dal fatto che l'organo di valutazione è un corpo estraneo al mondo della scuola, concepito per rispondere a una sollecitazione europea che richiedeva di controllare dall'esterno i risultati conseguiti. La sua costituzione è viziata da una grave carenza: l'assenza di una visione sistemica. Ben diversa sarebbe stata la situazione se la legge costitutiva fosse stata elaborata come risposta alle esigenze delle scuole e, in particolare, alla valorizzazione e al sostegno dell'autonomia che "si sostanzia nella progettazione e nella realizzazione di interventi di educazione, formazione e istruzione".
Gennaro Tedesco - 23-05-2012
Il nostro territorio sia come docenti che come allievi non può che essere il distretto planetario. Anch'io in passato ho prodotto lavori che partivano dal livello locale. Ma adesso è nostro dovere fissare la nostra attenzione e quella dei giovani sulla dimensione planetaria e cosmopolitica.
Prima di ogni altra priorità, è necessario portare il mondo a scuola non solo tra gli allievi, ma anche e forse soprattutto tra i docenti e gli attori sociali che non sono solo i genitori.
Proprio e soltanto la cosmopolitizzazione delle conoscenze e delle competenze può creare la necessaria dialettica non solo epistemologica ed educativa, ma anche e soprattutto sociale.
Laura Alberico - 23-05-2012
L'attentato alla scuola di Brindisi e le sue conseguenze ci fanno pensare che l'ultimo baluardo delle istituzioni civili è stato violentato senza pietà. La cultura, la scuola, quel territorio ricco di ideali e progetti per un futuro migliore sono diventati un bersaglio fragile e indifeso in un clima politico confuso e privo di certezze. Non esiste una guerra e una bandiera, un nemico riconoscibile e identificabile per poterlo combattere. Esiste ed è quasi tangibile l'istinto reazionario che vuol far tacere la libera espressione, le parole con le quali e sulle quali si costruisce il domani, la trasmissione della cultura che aiuta a comprendere il passato e da esso gli insegnamenti per il futuro.
C. De Nitto, V.Pascuzzi - 22-05-2012
Gentile Ministro,

le considerazioni che seguono si riferiscono alle prove Invalsi che si sono appena concluse.

Intervista puntuale. Il 15 maggio scorso - proprio il giorno prima delle prove Invalsi al superiore - il Corriere della Sera pubblicava una intervista a Roberto Ricci (Invalsi). Significativo il titolo tra virgolette «Misurare la scuola serve a migliorarla» e anche il sottotitolo con due frasi anch'esse virgolettate: «Gli insegnanti non abbiano paura dei test», «E' l'Europa che ci chiede di misurare la scuola».
Maurizio Tiriticco - 21-05-2012
Così si è espresso Piero Grasso! E nessuno tocchi la scuola! Il cordoglio del Ministro Profumo, indubbiamente sincero e sentito, non è sufficiente! E' necessario avviare una politica seria e costruttiva nei confronti del nostro Sistema Educativo nazionale di Istruzione e Formazione! Se si vuole veramente far bene alla scuola, si sospendano immediatamente tutte le scellerate iniziative che la stanno distruggendo ormai da anni, giorno dopo giorno! Alludo ai tagli indiscriminati, agli accorpamenti assurdi, alla moltiplicazione degli alunni per classe, alle condizioni di estrema precarietà in cui viene costretta a vivere oggi ogni nostra istituzione scolastica.
I ragazz* di Villa Roth occupata - 21-05-2012
Abbiamo preferito tacere per qualche ora. Non volevamo scrivere un'ulteriore inutile lettera di sgomento, tristezza o vicinanza per la morte di una ragazza innocente. Né volevamo lanciare slogan o proclami più o meno ideologici sulla vicenda di Brindisi. Per noi Melissa rimarrà per sempre ragazza, e la rabbia per i suoi occhi strappati via alla vita non è esplosa in grida o giudizi dissennati. Non abbiamo voluto farlo per il rispetto del dolore, di quella soglia oltre la quale non vogliamo andare per "restare umani" (che è un imperativo difficilissimo da mantenere nell'Italia di oggi).
Severo Laleo - 19-05-2012
il tuo sacrificio, cara Melissa, con l'infinito dolore dei tuoi cari, la tua sofferenza, cara Veronica, le vostre ferite, care/i ragazze/i, siatene certi, costringeranno noi tutti, Resistenti del 2000, ad aprire gli occhi, definitivamente, perché anche al nostro Paese sia data la possibilità di costruire una via nuova, la vostra, verso la civilizzazione. E toccherà di nuovo alla scuola, con i suoi poveri mezzi e strutture, ma con la generosa e misconosciuta serietà larga dei suoi operatori, seguendo l'intuizione, pedagogica, di Dalla Chiesa, un generale, e di Caponnetto, un magistrato, difendere, contro la violenza mafiosa, la civiltà della mitezza.
Fuoriregistro - 19-05-2012
Il dolore e l'indiginazione per quanto accaduto stamattina a Brindisi sono i nostri. Colpita una scuola, i suoi ragazzi, il loro presente e il loro diritto a un futuro percorribile. Non ci sono scuse, non ci sono giustificazioni di nessun tipo. ...
Redazione - 19-05-2012
Attentato: iniziative spontanee :

Dopo il vile attentato di Brindisi la popolazione reagisce e nascono spontanee le inziative. Qui un elenco provvisiorio.

Preghiamo di segnalare nei commenti altre iniziative.
Carla Giulia - 18-05-2012
Volevo fare l'insegnante
Q1, A, Q2, 3, Q4, F, Q5, C, Q6 , D, Q7, A 1, B2, C3, D4, Q8, A1,B3,C4,Q9,A,A,A, Q10,A1,B6,C5
Dimmi se sono troppo veloce
Mi raccomando non uscire dalla casellina con la crocetta
Male alla testa, dolore ai muscoli della schiena, nausea, vomito
Oggi è il 16 maggio 2012
Sto "correggendo" le prove INVALSI
Volevo fare l'insegnante
Gennaro Tedesco - 16-05-2012
Oggi nella Scuola si tende a identificare le ideologie educative con l'Educazione. Ma è proprio l'Educazione che nelle Scuole non esiste e tanto meno viene praticata. Al suo posto, appunto, ci sono sostituti ambigui, demagogici e pericolosi che si travestono e si spacciano per Educazione. Uno per tutti, per la sua forza devastante e dirompente, è il costruttivismo. Anche quando non conosciuto e neanche praticato consapevolmente nelle aule, anzi, più precisamente, nei laboratori d'apprendimento delle nostre Scuole, esso si riconosce per il suo presenzialismo tecnologico e per la sua retorica tecnologistica. Tale presenzialismo e tale retorica sono innanzitutto rielaborate, trasmesse e imposte dalla nave ammiraglia ministeriale che cannoneggia tutti quei "residuali" docenti che non si vogliono riqualificare e riconvertire al Verbo trinitario e sacramentale della così detta Rivoluzione informatica e elettronica.
Giuseppe Aragno - 14-05-2012
Le scrisse Pintor e sono parole che scuotono: «Non ci vuole una svolta, ma un rivolgimento. Molto profondo. Niente di manicheo, ma bisogna segnare un altro confine e stabilire una estraneità riguardo all'altra parte». Mi vengono in mente, mentre leggo sul Manifesto la lettera aperta a Rossi Doria, che quel confine lo ignora, e mi pare evidente: ci sono scelte che non puoi ignorare.
Voglio crederci: si può accettare di entrare in un governo come quello di Monti nella pia illusione di dare un qualche contributo positivo alla crisi che ci uccide. Non è giusto, ma è umano. Inaccettabile è, invece, conservare l'illusione dopo la riforma delle pensioni e del mercato del lavoro e la maniera scelta per affrontare la crisi e produrre così, tra l'altro, la catastrofe del nostro sistema formativo.
Emanuela Cerutti - 14-05-2012
Chi ritiene che i trascorsi di maestro di strada possano costituire elementi di credito e impegno per la funzione di Sottosegretario asll'Istruzione insegue, probabilmente, lo stesso romantico sogno di chi immagina che un ministro per l'integrazione cresciuto nell'ideale evangelico possa davvero cambiare le regole del gioco in cui è entrato.
Sogno lecito, ma ingenuo, probabilmente, e il risveglio qualche volta è brusco.
Francesco Mele - 12-05-2012
Alcuni studenti della mia scuola mi hanno chiesto informazioni sulle possibili opzioni che hanno riguardo a tali test. Ho deciso allora di rendere palesi le mie considerazioni in modo che ognuno possa decidere e scegliere in modo libero e consapevole, sulla base di quello che pensa di questi test. Quest'ultimo è l'aspetto che più mi sta a cuore come educatore: ogni volta che si deve operare una scelta è bene farsi un'idea propria sulla questione in modo che la decisione possa essere il più possibile personale e frutto di un confronto di idee a favore e contro una certa tesi. Per questo motivo vi invito a documentarvi sulla bontà o meno del metodo INVALSI leggendo pareri favorevoli e contrari, in modo da potervi fare un'idea vostra e scegliere nel modo il più possibile libero.
Girolamo di Michele - 10-05-2012
Lo scorso maggio gli studenti del secondo anno di istruzione superiore (licei e istituti tecnici e professionali) sono stati sottoposti alle prove dell'Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema educativo di istruzione e di formazione (INVALSI). Lo scopo di queste prove di "valutazione esterna" in italiano è di "accertare la capacità di comprensione del testo e le conoscenze di base della lingua italiana". Per verificare queste capacità e conoscenze è stato chiesto agli studenti di leggere dei testi e rispondere a un certo numero di "domande a risposta chiusa" . Uno dei testi era il racconto di Mario Rigoni Stern "Sulle nevi di gennaio". Rigoni Stern, forse per essere un salice nano nella foresta della letteratura, è un autore che non sempre si riesce ad affrontare a scuola: c'era quindi da rallegrarsi del fatto che, dovendo fare un test di misurazione, gli studenti avessero occasione di incontrarlo. Ma l'allegria ha ceduto il posto ad altri sentimenti, una volta esaminate le domande preparate dagli esaminatori, e le risposte indicate come "esatte".
Enrico Maranzana - 10-05-2012
L'apprendimento, inteso come comportamento intriso di capacità e di competenze, è il fondamento del servizio scolastico: la conoscenza non è più il fine ma lo strumento, l'occasione per il potenziamento delle qualità degli studenti. Si tratta di un cambiamento epocale che ha condotto a un nuovo modello d'organizzazione scolastica. Profonde e significative sono le conseguenze del nuovo assetto sul versante della professionalità dei docenti.
Mimmo Fusco - 07-05-2012
Riceviamo, ci associamo e volontieri diffondiamo l'appello dell'UDS e il breve, ma davvero efficace flimato che l'accompagna. Disobbedienza. Ci si preparano gli studenti e si rivolgono perciò ai loro docenti. Il Parlamento dei nominati, il Senato dei Cosentino, Ciarrapico, Tedesco, Milanese, Luzi e Dell'Utri, il governo dei milionari e dei banchieri che non ha nemmeno la foglia di fico di un mandato elettorale non ci lasciano scelta. La scuola è nostra, appartiene agli studenti, ai docenti e ai genitori. Decidiamo del nostro destino, partiamo dalla scuola per rispondere con la lotta a un potere che cancella i diritti. Facciamo nostro il no fermo all'invalsi e scendiamo tutti in Piazza coi nostri studenti..
Severo Laleo - 07-05-2012
Caro Presidente Monti, non è il caso questa volta di trovare le giuste parole per chiedere un Suo intervento. La situazione è drammatica, ora, e molto pericolosa diventerà, per il futuro, per l'effetto trascinante, verso l'estrema soluzione, definitiva, per i più fragili.Non so se esistono studi circa l'incidenza delle crisi economico-sociali sul numero dei suicidi, né so di studi circa le misure per bloccare il fenomeno. Ma so quante sono ad oggi le persone suicide per crisi, un numero inaccettabile per una società civile, e non solo, e sono imprenditori, lavoratori autonomi, dipendenti, disoccupati.
Vincenzo Pascuzzi e Lea Reverberi - 07-05-2012
E arriva il ministro. E arriva la scorta. E arriva la polizia con le sirene spiegate. E, non c'era da dubitarne, tutto è perfetto: la scuola italiana è "molto migliore di quanto non si dica".
E' vero, caro ministro. Ma la verità e le ragioni della verità, in questo come in altri casi, non coincidono.
Se vuole farsi un'idea realistica delle scuole italiane, signor ministro, faccia in modo di arrivare senza preavviso, possibilmente in incognito come il re della famosa favola, e, al di là di numeri, statistiche e delle parate, scopra qual è il mondo che è chiamato a dirigere: la sua ricchezza, la sua povertà, i suoi odori, i suoi rumori, la sua variegata umanità.
Giuseppe Aragno - 07-05-2012
In inglese, che, com'è noto, da novembre è la lingua ufficiale del governo italiano, si dice "spending review". Non è una novità del tecnici. Sta per l'ormai politicamente scorretta "razionalizzazione" e nel linguaggio corrente di chi non conosce gli agi della "Bocconi" e l'oro di Banca Intesa, significa semplicemente "tagli". Per l'ex ministro Gelmini - che delle sforbiciate di Tremonti fu la spietata esecutrice, la scuola non è in grado di sostenerne di nuovi, ma il governo è di parere contrario. Trincerandosi dietro cortine fumogene e miserevoli giochi di parole, dichiara di voler "valorizzare le risorse", ma si prepara di fatto a tagliare, dimenticando la sbandierata "centralità dell'istruzione". Nessuno è in grado di prevedere quanto ancora durerà la paralisi dell'intelligenza critica causata dall'uscita di scena di Berlusconi, ma il quadro è sempre più allarmante.
Mimmo Fusco - 05-05-2012
Caro Pier Luigi Bersani,

sta per essere approvata la legge sull'autogoverno delle istituzioni scolastiche. Il Pd, che è stato fin qui determinante per la stesura e l'accelerazione dell'iter del testo che unifica proposte di vari partiti, la giudica una buona legge. Per noi non lo è affatto.
Non lo è perché, nonostante ci si sforzi di negarlo, è molto simile alla prima parte della proposta di legge Aprea presentata nel 2008, alla quale il Pd - finora - si era sempre dichiarato contrario.
Non lo è perché si basa su una distinzione tra funzioni di indirizzo e di gestione che determina uno svuotamento delle funzioni di quello che ora è chiamato Consiglio di istituto (e che nel nuovo testo si chiama Consiglio dell'autonomia) e un accentramento di potere nelle mani del dirigente.
Stefano Capello - 05-05-2012
L'accordo riguardante il settore educativo del Comune di Torino, raggiunto da Cgil-Cisl e Uil e Comune di Torino stesso, è un pessimo accordo.
Prevede, infatti, la privatizzazione di nove nidi la cui gestione verrà affidata alle cooperative sociali per l'anno 2012-13 e, forse, ad una fondazione ad hoc per gli anni a venire. Allo stesso tempo prevede il riassorbimento delle maestre ed educatrici comunali precarie da parte delle cooperative che avranno la gestione dei nidi .Il Comune di Torino ha ottenuto quello che voleva: infilare il cuneo della privatizzazione all'interno del corpo del settore educativo
AA.VV. - 05-05-2012
Come Presidente del Consiglio di una piccola realtà scolastica della periferia nord di Roma, ho sempre cercato di impegnarmi nella difesa dei diritti dei ragazzi, di tutti i ragazzi a ricevere insieme all'insegnamento curriculare un'educazione alla partecipazione civile nella società in cui viviamo. Credo che questo sia il senzo più profondo e la funzione più importante che dovrebbe perseguire la scuola: AIUTARE I RAGAZZI A MATURARE UNA AUTONOMIA DI GIUDIZIO CHE CONSENTA LORO DI AFFRONTARE LA VITA ESTERNA. Oggi, dopo tre anni di impegno, nel quale non mi sono mai tirata indietro, posso dire che questo fine è un fine utopico, assolutamente lontano dagli intenti e dai risultati reali. Parteciperò al convegno indetto dall'Associazione "Per la Scuola della Repubblica" in quanto credo fondamentalmente nel valore dell'istruzione accessibile a tutti e credo nell'impegno civico che ho deciso di assumere.
Emanuela Cerutti - 04-05-2012
Rubo una canzone che mi fa arrabbiare. Perchè sono donna e perchè so che non sempre le cose che ci circondano sono esattamente quelle che appaiono. E perchè, all'improvviso, mi è venuta in mente un'altra realtà, di genere femminile e di numero collettivo, che potrebbe starci con il testo. All'improvviso non è corretto, però: qualche giorno fa un genitore, straniero e ben integrato, riferendomi di episodi di bullismo locale in una classe di scuola media superaffollata, mi chiede se la scuola italiana è sempre stata così. Ecco, tutto si tiene. Domande e risposte si affollano come gli studenti tra i banchi e faticano a mettersi d'accordo. Però si muovono e cambiano interlocutore.
Giuseppe Aragno - 04-05-2012
Se il "Popolo d'Italia" non fosse ormai modello prevalente, avremmo caratteri cubitali: da Profumo a Gelmini siamo fermi a Berlusconi. Se prima, aperta una falla, provvedeva l'Invalsi, ora che la nave affonda c'è ancora l'Invalsi. La riforma è un Moloch.
Dopo i dotti bizantinismi su tecnici e politici dei soliti pennivendoli, folgorati dalla sostanza della forma, un silenzio complice e forse persino imbarazzato accoglie l'amara verità dei fatti: Profumo sposa la tesi politica di Gelmini ed ecco le prove Invalsi, tecnicamente errate, ma illuminanti sul terreno della politica. Il fine è scandaloso: imporre valutazioni dettate da un'idea di formazione omologante, che imprigioni la libertà d'insegnamento, produca un "Casellario Politico" delle scuole con tanto di schedatura, agevolando la disgregazione di una istituzione che rinneghi i principi di inclusione e solidarietà, per far spazio a una visione aziendalistica tutta competizione, concorrenza e discriminazione.
galassia scuola
Spazio aperto alle riflessioni e alle opinioni personali su quanto avviene nella scuola in generale, nella nostra scuola in particolare, nelle piazze e nei palazzi in cui la scuola è all’ordine del giorno. Insegnanti, ma anche studenti, operatori, genitori … possono dar vita a un confronto su tematiche attuali, a patto che la discussione sia corretta.
Astenersi anonimi e perditempo!
La Redazione
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