Anno scolastico 2010-2011 - mese di giugno
Giuseppe Aragno - 30-06-2011
Naturalmente, chiosano i benpensanti, s'è trattato d'un caso, forse d'una distrazione, e i più "saggi" e "moderati" - quelli che di solito si strappano i capelli per le vittime del terrorismo, per i "nostri ragazzi" uccisi in "missione di pace" mentre, armati fino ai denti, danno una mano a truppe d'occupazione, quelli che, di moderazione in moderazione, ormai chiudono gli occhi su tutto, sui lager che chiamiamo CIE, sui richiedenti asilo rispediti al mittente, sui cimiteri nei fondali meridionali, su Aldovrandi, su Cucchi e chi più ne ha più ne metta. I più "saggi" e "moderati" invitano a non strumentalizzare. E va bene, non strumentalizziamo. Notizia secca:

"Ieri pomeriggio, 29 giugno, un mezzo blindato antisommossa dei Carabinieri diretto a Chiomonte ha investito e ucciso una pensionata a Venaria. Si chiamava , Anna Reccia e aveva 65 anni".
Giuseppe Aragno - 29-06-2011
Dopo l'accordo sindacale di ieri, Vico trova una clamorosa conferma e la civiltà fa luogo nuovamente alla barbarie. Sacconi non vale Bottai, ma la lezione l'ha appresa bene: l'interesse nazionale coincide con quello dell'impresa e nel mondo del lavoro c'è una scala di valori. Meglio di lui, lo disse Mussolini: in azienda c'è solo la gerarchia tecnica. Oggi come ieri, in vista delle manovre "lacrime e sangue" di Tremonti, i colpevoli del disastro annunciato prodotto da un mercato che specula su stesso e mette la vita e i diritti della povera gente al servizio del Pil, si trova modo di vietare lo sciopero, si affida agli imprenditori il compito di certificare le deleghe e si riduce il Contratto nazionale a una pantomima messa in scena per oscurare il peso decisivo di una contrattazione aziendale che potrà legittimamente stravolgerne il contenuto a seconda degli interessi delle aziende. Si apre così l'era nuova del "sindacato aziendale".
Peggio del peggiore corporativismo. Certo, manchiamo ancora di una "Carta del Lavoro" e beffardamente sopravvive a se stesso lo Statuto dei lavoratori, ma Susanna Camusso dà voce ad un sindacalismo di classe mummificato: contenta di una rinnovata collocazione "privilegiata", non capisce, o finge di ignorare, che si è voltata pagina alla storia.
Maurizio Tiriticco - 27-06-2011
Tutti concordano: se il prossimo anno scolastico non si vuole andare a un'altra débacle, con prove sbagliate, insegnanti inviperiti, un Invalsi e un Miur impallinati, occorre cominciare subito a cambiare le cose.
In primo luogo occorre essere convinti di due circostanze:
a) della necessità di una valutazione esterna degli apprendimenti, che si coniughi con la valutazione interna esercitata dagli insegnanti e che si rende quanto mai necessaria almeno per due ragioni: conoscere ciò che i nostri studenti sanno e sanno fare al termine di dati percorsi di studio, anche perché ce lo chiedono il mondo del lavoro e l'Europa; ricondurre ad unità di sistema obiettivi terminali di apprendimento per sostenere le scuole le cui offerte educative, stante il regime di autonomia, sono estremamente diversificate;
b) della necessità di riorganizzare tutto l'assetto istituzionale che riguarda i rapporti tra Miur e Invalsi e, soprattutto, di mettere in grado l'Invalsi di adempiere ai propri compiti con successo: il che si riassume in tre parole: indipendenza, adeguate risorse finanziarie; elevata professionalità degli addetti.
Maria Antonia Stefanino - 27-06-2011
Che tristezza per chi ha avuto la sventura di leggerla, l' intervista parodia del Corriere del Mezzogiorno diretto da Marco de Marco. Lettieri si erge a salvatore della patria e propone la sua ricetta per superare l'emergenza con le seguenti mosse: A) chiedere in esclusiva il funzionamento per la città di Napoli di una linea dell'inceneritore di Acerra, suggerendo cosi la improrogabile necessità di attivare nuovi appalti per altri inceneritori. Peccato che quello di Acerra sopportato dai Napoletani, ieri avesse solo una linea in funzione
B) chiedere un intervento straordinario (legge speciale) con cui inviare i rifiuti in altre nazioni (Spagna e Olanda), quelle in cui, facendo la differenziata, gli inceneritori sono inutilizzati o sottoutilizzati (a volte essere in ritardo permette di correggere gli errori).
Fuoriregistro - 23-06-2011
In quest'ultimo periodo riceviamo, a commento di articoli ormai piuttosto datati, commenti ed interventi sul tema delle bocciature.
Li abbiamo pubblicati all'interno del thread corrispondente, ma temiamo che la loro dispersione disperda lo stesso problema, sul quale, in settimana, anche Mari Cavalli ci ha fatto riflettere.

Così, forse con qualche ritardo, li riproponiamo qui alle vostre riflessioni e alle vostre reazioni.

Vincenzo Pascuzzi - 22-06-2011
E' vero ora si chiamano Esami di Stato e poi non si tratterebbe di abolirli del tutto. Ma di semplificarli moltissimo sì! Ridurli drasticamente, anche come onere economico, temporale ed emotivo, a circa 1/6 dell'attuale, al 15%. Uno scrutinio un po' più completo, approfondito e impegnativo forse con un paio di prove scritte decise a livello di istituto e da esaurire in 2, 3 giorni, con vantaggio e sollievo per tutti.

Vediamo perché. Esponiamo alcune motivazioni, pronti a confrontarci con chi la pensa diversamente. E sicuramente sono tanti.
Giuseppe Aragno - 22-06-2011
Va in scena l'Occidente, "faro" di civiltà e "bussola" del pianeta. La dottrina è chiara, mentre un brivido "umanitario" corre la schiena inconsapevole e prona del popolo sovrano. Emozioni antiche nelle piazze per un attimo minacciose e subito imbrigliate nella "ribellione elettorale" che tutto cambierà per non cambiare nulla. Va in scena l'Occidente e, insieme alla guerra per la pace, alta si leva ormai, e non a caso simmetrica, la bandiera della "rivoluzione pacifica". Si completa così un inganno sottile e già evidente nella "contraddizioni in termini" che forza il lessico dei saltimbanchi del potere: assieme alla guerra, ora diventa pacifica la rivoluzione e non c'è altro da dire.
Come vuole l'antica tradizione dei teatranti, la commedia è finita, se v'è piaciuta applaudite.
Gianfranco Pignatelli - 20-06-2011
"È la pulce d'acqua che l'ombra ti rubò", così cantava, nel 1977, Angelo Branduardi. In quegli stessi anni, un'altra pulce, nana ed ignota ai più, saltellava di calle in calle, in laguna, nella sua Venezia. Era alla ricerca di una maschera, di un impresario e di un copione. Nella città di Goldoni, da grande, sognava di essere guitto, di recitare a soggetto. Non crebbe e non fu mai grande, ma guitto sì. Si ritagliò la parte del castigatore di mascalzoni e fannulloni, assenteisti e pagnottisti. Di suo la pulce d'acqua, però, saltava dal cronico assenteismo parlamentare al randagismo politico, dall'abusivismo immobiliare al parassitismo istituzionale. Un niente, si direbbe. Una tipica maschera del carrozzone politico italiano, un saltimbanco per tutte le compagnia di ventura, dal psi al pdl.
Vincenzo Pascuzzi - 16-06-2011
Di sicuro senza volerlo e anche senza nemmeno immaginarlo, Mariastella Gelmini ha dato un contributo importante al raggiungimento del quorum.

L'affermazione non viene da una soffiata o da uno scoop ma si può ricavare osservando e collegando fra loro alcuni fatti noti e ragionando su di essi. A volte la verità, pur appena nascosta e latente, è proprio sotto i nostri occhi basta solo saper guardare, leggere e interpretare.

Due le situazioni da considerare: 1) la popolazione (elettori e non) coinvolta a vario titolo nel sistema scuola e 2) i messaggi indirizzati, dal Miur (cioè Gelmini) in tempi diversi, a questa popolazione.
Cosimo Scarinzi - 16-06-2011
Apprendiamo in queste ore, della volontà del Ministero di inserire nuovi titoli valutabili nel prossimo Decreto Ministeriale, che stabilirà i criteri per l'aggiornamento delle Graduatorie d'Isitituto per l'assunzione dei docenti per le supplenze.

In teoria, nulla di male. Nei fatti una seria difficoltà per quanto riguarda il controllo del valore effettivo dei titoli, il rischio di incentivare l'industria, sin troppo estesa, dei titolifici, il fatto comunque che l'informazione viene data a babbo morto.

Fuoriregistro - 13-06-2011
Era una scommessa, si poteva perderla, ma bisognava provarci. Non siamo usciti quando avremmo dovuto. L'ultima di quest'anno di scuola e di vita scolastica, mai facile e spesso preoccupante, poteva e doveva attendere un po'. Questione di ore, ci siamo detti, poi, chissà, il saluto sarà ben diverso.
Era una scommessa, si poteva perderla, ma bisognava provarci. Non siamo usciti quando avremmo dovuto: niente news domenica. L'ultimo appuntamento di quest'anno di scuola e di vita scolastica, mai facile e spesso preoccupante, poteva e doveva attendere un po'. Questione di ore, ci siamo detti, poi, chissà, il saluto sarà ben diverso.
Ora sì, ora si può dirlo senza temere d'essere di parte e senza farne una questione di politica spicciola che non ci riguarda: c'è un abisso tra la temuta indifferenza "balneare" che qualcuno s'augurava e la partecipazione di massa, che era nell'aria, ma ha assunto proporzioni inattese, a quesiti essenziali per la vita del Paese e il futuro dei nostri figli e delle generazioni che verranno. Sì, bisognava ritardare l'uscita dell'ultima news e sperare di far festa. E festa è, festa per tutti, anche per la pattuglia minoritaria che s'è schierata legittimamente per il no. E' sempre festa, quando un Paese trova dentro di sé l'orgoglio della partecipazione, prende in mano il suo destino e sceglie con forza una via.
Franco Buccino - 13-06-2011
Ventimila ragazzi delle superiori erano a rischio bocciatura a causa delle assenze. Anche a Napoli un bel po'. Con l'inettitudine di sempre, il Ministero ha rimandato alle scuole autonome la decisione di applicare o no le proprie direttive. A marzo aveva scritto che con cinquanta assenze, un quarto dei canonici duecento giorni minimi di lezione, si era bocciati. Ora sono le scuole a stabilirlo. Per esempio, decidendo esse se le occupazioni sono giorni di assenza o di presenza. Sembrerebbe che l'orientamento dei consigli dei docenti sia di bocciare con misura per le assenze, e di lanciare un messaggio del tipo: quest'anno vi perdoniamo, ma l'anno prossimo pensateci bene. Sostiene il Ministro Gelmini che come al solito non abbiamo capito niente. "Vogliamo solo invogliare i giovani alla partecipazione" ripete. Questo sarebbe il senso del provvedimento.
Giuseppe Aragno - 10-06-2011
Ai politici non va giù, ma la storia, a scuola, la insegniamo com'è: gli italiani non sono "un popolo di poeti, di artisti, di eroi, di santi, di pensatori, di scienziati, di navigatori, di trasmigratori". La grottesca definizione, che si legge ancora sul Palazzo della Civiltà del lavoro, a Roma Eur, la inventò Mussolini nel 1935, mentre "civilizzava" gli etiopi, sepolti sotto nuvole d'iprite, in nome di Roma antica e di un colonialismo straccione di retroguardia.
L'Italia non ha una gran storia e all'estero lo sanno. Il biglietto da visita fu la "piemontesizzazione" del Regno, ottenuta dopo massacri, processi sommari, deportazioni e domicilio coatto. Si disse che la "giovane unità" poteva andare in pezzi, ma si trattò di scontro d'interessi, i dissidenti furono macellati e il mondo civile ne fu nauseato.
Gianfranco Pignatelli - 07-06-2011
... chiamata scuola...

Due politici hanno condizionato la seconda repubblica.
Il primo, subordinando l'attività legislativa ai propri interessi.
Il secondo - una sorta di cinghiale verde, specialista in porcate normative - inaugurando un modus operandi riconoscibile, ormai, in tutti i provvedimenti governativi.
Un esempio? Il Decreto Legge 13 maggio 2011, n. 70, all'esame delle Commissioni Parlamentari.
Un minestrone normativo, che contempla tutto - dall'edilizia alla nautica da diporto, dalla sanità all'istruzione - ma non risolve nulla.
Scritto, vagliato e approvato, naturalmente, con somma urgenza.
Così si riflette poco e si truffa tutti. Tanto.
Laura Alberico - 06-06-2011
Il presente della scuola è affidato purtroppo solo alla volontà e alle energie di chi crede ancora che fare cultura significa ridare il significato all'esperienza, alla collaborazione, alla condivisione, le pietre miliari di viaggio di scoperta che incontra spesso ostacoli e impedimenti.

Il divenire pertanto è un desiderio che alimenta il presente, un modo per guardare al futuro avendo ancora la capacità di discernere e valutare criticamente ciò che di buono ancora resta e che può diventare la risorsa sostenibile e credibile di un vero rinnovamento.
Francesco Di Lorenzo - 04-06-2011
Dallo Speciale Notizie dal fronte



In sintesi:

- l'Italia non è esplicitamente un paese per vecchi, ma è sicuramente un paese di vecchi;

- vicenda sempre più complicata sulle prove Invalsi. Al dibattito che si era aperto, anche su 'Fuoriregistro', sulla utilità o meno delle prove, si aggiunge un altro tassello;

- chiedere soldi ai genitori per il funzionamento delle scuole pubbliche è illegittimo.

- "rumors" dell'ultima ora indicano Mariastella Gelmini come probabile ministro della giustizia. Al suo posto verrebbe a guidare il ministero dell'Istruzione, sempre secondo i 'rumors', Maurizio Lupi...
Giuseppe Aragno - 03-06-2011
Stefano Esposito e Mario Pittoni sono stati "nominati" rispettivamente deputato e senatore nell'aprile del 2008. Il primo l'ha imposto agli italiani il segretario del Partito Democratico, il secondo ce l'ha regalato il padre padrone della Lega Padana. Negli anni vituperati della "prima repubblica" non sarebbero mai entrati alle Camere, in quelli nostri, che politologi, pennivendoli e velinari definiscono della "transizione", godono di laute prebende, vasti privilegi e conseguenti onori. Accomunati dalla fede liberista, Esposito è pagato per far l'opposizione al governo, Pittoni, per sostenerlo, ma la fatica che fanno per dimostrare le contrapposte appartenenze ricorda Sisifo e il suo impossibile macigno.
Lorenzo Picunio - 03-06-2011
Abbiamo una primogenitura, noi insegnanti e genitori della scuola pubblica, specialmente primaria, nella crisi del sistema di potere. Quando sembrava che tutto andasse bene, quando .. quello che tutti ci ricordiamo, noi dicevamo che si stava strozzando il maggior valore di tutti noi italiani, l'istruzione pubblica per tutti i cittadini.

Bene, oggi la politica ha modo di sdebitarsi con noi. Ai vari Pisapia, De Magistris, ecc. , ai nuovi sindaci, anche quelli che non appartengono al centrosinistra ma amano le scuole dei loro comuni, chiediamo due cose...
Lucia Marcaccio - 02-06-2011
Non ho valori da inculcare se non quelli della Costituzione italiana, ai quali sono tenuta come dipendente statale e nei quali mi riconosco come cittadina italiana.

Chiedo al Presidente del Consiglio: "Lei ha valori alternativi da suggerirmi? Ed eventualmente, mi legittima ad insegnare agli studenti il valore della mercificazione del proprio corpo? Dell'insulto a chi lavora? Della bugia? Dello scambio di favori? Del trasformismo? Della fuga dalle proprie responsabilità?"

E al Ministro dell'istruzione (piuttosto dov'è in questo attacco alla scuola statale-pubblica?): "Sono valori da inculcare l'ipocrisia e l'opportunismo (es: proclamare di voler ripristinare il merito e cercare scorciatoie nel privato)? E la liquidazione spicciola di ogni giusta ribellione, segno di autonomia di giudizio e di coraggio civico, di responsabilità e di speranza, con frasi fatte e insulti? Devo inculcare agli studenti l'obbedienza inconsapevole o l'esercizio del pensiero (il "Sapere aude" che il curriculo disciplinare, peraltro, mi impone)?"
galassia scuola
Spazio aperto alle riflessioni e alle opinioni personali su quanto avviene nella scuola in generale, nella nostra scuola in particolare, nelle piazze e nei palazzi in cui la scuola è all’ordine del giorno. Insegnanti, ma anche studenti, operatori, genitori … possono dar vita a un confronto su tematiche attuali, a patto che la discussione sia corretta.
Astenersi anonimi e perditempo!
La Redazione
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