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Sanare l'anomalia genetica dell'Invalsi
di Enrico Maranzana - 21-05-2013


Il mondo della scuola è in fermento: i test Invalsi scaldano gli animi delle fazioni in campo. I contendenti analizzano settorialmente il problema e, privilegiando il proprio punto di vista, sacrificano l'approccio sistemico e dimenticano la genesi dell'istituto.

L'Invalsi è nato nel 2003 per onorare gli impegni che l'Italia aveva assunto in Europa: è stata bypassata l'esigenza di validare le politiche formative, educative e dell'istruzione delle singole scuole. Questa la ragione del suo esser percepito come un corpo estraneo.

Si tratta di un vulnus che si annida nella stessa legge costitutiva.

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Le buone intenzioni e le cattive compagnie
di Francesco di Lorenzo - 18-05-2013


Dallo Speciale Notizie dal fronte 2012-2013



Mentre questo governo vive sotto il ricatto continuo di una parte dei suoi stessi componenti, nella scuola si vivacchia, come sempre. L'infantilismo congenito di chi dice 'o si fa così o il governo cade', per molte persone passa per grande politica, per ottima strategia. Non si sa però a chi giova tutto questo, se non a mantenere nei posti di potere persone che negli anni hanno gonfiato di sola aria gli spazi della politica e delle decisioni. Altrimenti, il calcolo è semplice, non ci troveremmo nello stato pietoso nel quale ci troviamo.
E mentre le notizie sulla scuola sono monopolizzate dai possibili metodi per non far copiare all'esame di Stato (ma perché prima è ammesso?) e dall'arresto di una dirigente e un'insegnante di una scuola materna romana per violenze sui bambini, arriva ancora una denuncia contro l'Invalsi. Sembra proprio che questo istituto non riesca a combinarne una buona. Ora, docenti e genitori denunciano l'Invalsi per aver discriminato gli studenti disabili, escludendoli di fatto dalle prove che si sono svolte in questi giorni nei tre ordini di scuola.

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Scuola e Costituzione
di Giuseppe Aragno - 18-05-2013


Per giustificare le dissennate e arbitrarie scelte dei più recenti governi in tema di finanziamenti statali alle scuole private, si è adottato un metodo nuovo e peregrino: un principio costituzionale si interpreta in relazione alle discussioni avvenute in sede di formulazione, avendo presente il contesto storico, culturale e politico in cui fu sancito. Ne consegue che il testo definitivo, il suo contenuto, il suo stesso significato linguistico, cedono il passo alle interpretazioni di parte e non c'è più nessuna certezza. Per quanto riguarda il terzo comma dell'articolo 33, che qui c'interessa, la sua formulazione è lapidaria: "Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato". Si condivida o no, la prescrizione è inequivocabile: fatevi tutte le scuole private che volete, soldi lo Stato non ve darà. Non può darvene, perché finanziare le scuole private coi soldi ricavati dalle tasse pagate dai cittadini è incostituzionale.

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Ma ci si rende conto di come sono oggi le scuole italiane?
di Lorenzo Picunio - 18-05-2013


Un'edilizia scolastica che non solo è inadeguata agli standard di sicurezza, ma che anche è al di sotto del minimo di decoro richiesto dalla società di oggi (e questo non solo per i tagli, ma anche per la mannaia del "patto di stabilità" che impedisce a Province e Comuni di spendere anche i soldi che hanno in cassa).

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Tempi malati
di Laura Alberico - 17-05-2013


Società, individuo, ambiente, parole che il tempo lega in una morsa stringente che toglie il respiro. C'è un tempo malato che lascia i segni dell'impotenza e dell'immobilismo di fronte alla necessità di reagire e di guardare oltre il presente. Violenza ed emarginazione, solitudine di gesti estremi, granì di un rosario che recita il dramma di verità e disamore, compagne del dolore incompreso.

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Il bambino con la maestra che gli tiene la mano sulla spalla
di Cosimo De Nitto - 17-05-2013


Per tanto tempo ho cercato nella mia mente un'immagine, un'istantanea che potesse rappresentare la scuola italiana, la sua peculiarità, la sua identità, le sue radici e il tratto distintivo rispetto agli altri sistemi formativi ai quali ormai cercano di convincerci che dobbiamo assolutamente conformarci. Non mi veniva assolutamente, mi occorrevano molte parole per raccontare la scuola italiana, troppe per una situazione comunicativa che sembra anch'essa improntata ad una sorta di spending review imposta dagli stili comunicativi del web e dei social network in particolare. Quando ormai cominciavo a disperare di poter trovare questa immagine, questa figura, improvvisamente, per una serie di combinazioni forse astrali, l'ho trovata.

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Riflessione sulla prova Invalsi 2013 per la classe seconda primaria
di Maurizio Tiriticco - 17-05-2013


Un brano di 48 righi che, per di più, richiede continui 'ritorni indietro' è troppo lungo e faticoso per un bambino di quella classe d'età. Le Indicazioni nazionali prevedono la padronanza nella lettura-comprensione e individuazione di informazioni principali e loro relazioni al termine della classe terza e solo per brevi testi!!! Mi chiedo: perché la rilevazione Invalsi non si fa alla fine delle classe terza? Solo perché lo prevede la norma? Mah!!!

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I test, Elena Ugolini, le patate bollenti e i lavori forzati
di Vincenzo Pascuzzi - 16-05-2013


"Si può migliorare la scuola senza conoscerla? " si chiede oggi Elena Ugolini, preside ed ex sottosegretario al Miur. "Claro que no!" Certo che non si può! Ma non basta conoscerla per migliorarla, occorrono poi scelte e azioni. E magari anche risorse economiche, partecipazione e consenso diffusi e durevoli.

E poi non è vero che non si conosce la scuola: la conoscono molto bene e a fondo 800.000 docenti e 10.000 presidi! Basta o basterebbe chiedere a loro. Anzi non serve nemmeno chiedere, qualcuno scrive regolarmente in rete, e c'è chi ha già scritto anche dei libri disperati e validissimi e - potenzialmente - utilissimi se solo il Miur li leggesse e ne tenesse conto!

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Siamo tutti in attesa: riflessioni
di Stefania Buosi - 13-05-2013


Qualche tempo fa pubblicai in "Fuoriregistro" un articolo, lamentando la deplorevole situazione della scuola italiana a livello dello scarso riconoscimento sociale (ed economico) della figura dell'insegnante e raccontando di come gli insegnanti di liceo si convertano a volte in baby-sitter di ragazzini viziati sempre più protetti da genitori incapaci di insegnare loro le più basilari regole dell'educazione e pronti a gettare la responsabilità del loro fallimento educativo sulla scuola e sui poveri insegnanti.
Ora, sono giunta, a questo proposito a una nuova scoperta...

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Quei pasticciacci brutti di viale Trastevere che si trova ad affrontare il ministro Carrozza
di Francesco Masala - 11-05-2013


Qualche giorno fa Giorgio Israel scriveva così al ministro:
"...Il primo augurio che le si deve quindi fare è che riesca a esercitare pienamente la sua funzione di ministro, e a non farsi ridurre al ruolo di "re Travicello" dal prepotere di una burocrazia e di una dirigenza che ha sempre detto, neanche sottovoce, che "i ministri passano e noi restiamo"; e da enti cui è stato dato un ruolo smisurato e fuori controllo come l'Anvur, l'Invalsi e l'Indire.

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Siamo tutti in attesa
di Francesco Di Lorenzo - 11-05-2013


Dallo Speciale Notizie dal fronte 2012-2013



Dalla lettura delle notizie circolanti sulla scuola si evince che siamo tutti in attesa dì capire cosa succederà. Se questo governo e la sua anomala maggioranza sbatteranno contro uno scoglio e si frantumeranno, oppure se si farà finta di niente e si continueranno a prendere mezze misure che non porteranno da nessuna parte. Su questo terreno neanche i politologi più accreditati riescono a fare previsioni, quindi siamo tutti in attesa di sapere di che morte moriremo. Sì, perché nell'uno e nell'altro caso, il tempo perso, il continuo rimandare l'avvio della soluzione dei problemi, farà male a tutta la scuola. E se questa non è propriamente una morte fisica, saremo più o meno accanto o già dentro alla morte cerebrale. La nostra unica speranza è che crescano sempre di più le proteste dal basso, che lo scuotimento arrivi da chi i problemi quotidiani della scuola li vive sulla propria pelle. Il caso delle maestre di Bologna o delle mamme di Roma che protestano per il mancato tempo pieno, sono appunto ancora solo casi. Certo è che gli scontri a Napoli tra studenti e polizia, per la visita del ministro dell'Istruzione Carrozza, non sono un ottimo segnale.

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Perchè siamo contro le prove Invalsi
di Associazione Scuola Viva - Forlì - 11-05-2013


In queste settimane si somministrano agli studenti, in tutti gli ordini di scuola, i test standardizzati denominati Prove Invalsi, dal nome dell'istituto che le elabora.
Come Associazione di insegnanti, genitori, studenti esprimiamo la nostra netta contrarietà nei confronti di queste prove, dovuta in particolare all'uso che se ne fa o che se ne intende fare.
Esse riguardano solo una piccola parte degli apprendimenti dei ragazzi, mentre ne restano esclusi molti altri che, almeno per quanto riguarda la sfera delle competenze linguistiche, sono anche di livello superiore.

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I pois dell'ispettore
di Giuseppe Aragno - 10-05-2013


Statemi a sentire e datemi una risposta se vi riesce. Vediamo che idea vi siete fatti della valutazione e, per favore, non fate quella faccia. Sono discorsi all'ordine del giorno. Partiamo dalla cronaca e stiamo ai fatti. Com'è andato lo sciopero dei Cobas per boicottare il primo giorno dei test Invalsi? Non lo sapete? Ma allora non leggete l'Huffington Post! Se l'aveste letto, il 10 maggio, lo sapreste: "Invalsi, boicottaggio fallito a scuola". E' così, credeteci, basta coi dubbi e non tirate fuori la storiella dei punti di vista e del sistema di valori di riferimento. Il valore di riferimento lo decide il valutatore e se v'hanno insegnato a leggere i fatti in un contesto, se avete imparato che esistono obiettivi minimi e massimi, che si può avere i numeri contro e vincere moralmente, se state appresso alla favola di Silvio Pellico che con le "sue prigioni" costò all'Austria quanto Waterloo a Napoleone, beh, snebbiatevi il cervello e prendete atto: Pellico era un "perdente", un contestatore da tre soldi che non seppe evitare la galera. E anche con Gramsci, piantatela per favore.

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Uscire dall'Aula del racconto della storia: Andreotti e Ambrosoli
di Severo Laleo - 08-05-2013


Andreotti e Ambrosoli sono la storia d'Italia.
L'Italia di Andreotti. L'Italia di tutti noi, clienti senza memoria,
e sempre alla ricerca di un uomo della Provvidenza,
capace di guidare e distribuire i giochi della Politica.
Da Mussolini a Grillo, da Bossi a Berlusconi,
e, forse, a un nuovo capo, scalpitante, in un lato, a sinistra,
di una panchina, a bordo campo.
L'Italia, per dirla ancora con Piero Gobetti,
dove tutti "hanno bene animo di schiavi".
E dove i potenti non smettono mai di essere potenti.
Dovunque siano collocati: a destra, al centro, a sinistra.
Perché è mancata, e ancora manca, la regola fondamentale
della democrazia reale: il limite di durata nelle cariche istituzionali, a qualsiasi livello, centrale e periferico.

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 sponde 




 Il Maresciallo dei RR. CC.
 Redazione - 02-03-2013
 mappamondo 
E' difficile dubitarne: l'esito delle elezioni politiche è uno di quegli eventi di cui si parlerà nei libri di storia. Oggi, a caldo, mentre il Paese, scosso, si interroga sul suo futuro, i riflettori si accendono sul "nuovo" e la valanga sembra giungere inattesa, imprevedibile e tutto sommato slegata dalle radici storiche della Repubblica. Probabilmente, quando il tempo lo consentirà, un filo rosso che lega passato e predente emergerà e il punto focale della discussione non sembrerà più il cambiamento che si prospetta, ma il rinnovamento che non c'è stato quando poteva e doveva esserci. Oggi prevale l'idea che siamo al salto nel buio e il Movimento di Grillo sembra sbucare dal nulla. A ben vedere però, i meriti del "nuovo" terminano là dove iniziano le gravi responsabilità del vecchio. In questo senso, il naufragio della sinistra italiana appare davvero storico e inquieta molto più dell'avanzata tutt'altro che imprevedibile di una rabbia che per fortuna non è sfociata in rivolta e si indirizza ancora su una via istituzionale.

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 brevi di cronaca 


Consulta qui altre rassegne


  Le nuove rotte dell'impegno. Geografia e legalità
 Miur - 18-05-2013

Oltre 800 scuole, 20 mila studenti e 13 Paesi europei con le loro delegazioni di giovani tornano a Palermo per commemorare il XXI anniversario delle stragi di Capaci e via D'Amelio. Il 23 maggio costituisce una data simbolo nel segno della memoria e per ribadire con forza il "No alla mafia" da parte degli studenti italiani attraverso le Navi della legalità che salperanno da Civitavecchia e da Napoli.


  Sui test Invalsi
 Cesp-Cobas Bologna - 17-05-2013

La raccolta di firme avviata dal Cesp-Cobas e dal Coord Precari Scuola bolognese ha raggiunto un primo risultato facendo finalmente emergere nell'opinione pubblica la grave questione della discriminazione degli studenti disabili nell'ambito dei test invalsi.


  La Rai cancella La storia siamo noi
 Repubblica.it - 16-05-2013

Chiusa una delle trasmissioni chiave del servizio pubblico: in dodici anni ha rievocato numerosi episodi del passato. L'anno scorso aveva vinto a New York l'History Makers International. Minoli: "Non commento".


  La lotta della scuola nella Grecia martoriata
 Redazione - 14-05-2013

Atene Caling e Left.gr sono siti indipendenti, blog di informazione. Left.gr è scritto in greco, ma per capire ciò che scrive ci si può aiutare con gli strumenti di traduzione che circolano sul web, Non sono gli unici del genere, e il loro fine è più o meno comune tentare di dare visibilità e se possibile far circolare notizie sugli avvenimenti legati alla crisi politica, economica e sociale greca. Soprattutto Atene Caling fa circolare notizie sugli avvenimenti legati alla crisi politica, economica e sociale che ha devastato lo stato sociale, ha generato l'incontrastata violenza dei neonazisti, di cui è apertamente complice la polizia, la sistematica violazione dei diritti, la cancellazione delle regole democratiche. I gravissimi problemi della Grecia, culla della nostra civiltà, non si possono considerare un fenomeno locale. Essi riguardano tutti gli europei, perché cono state anzitutto le cosiddette "politiche dell'austerità" a produrre il dilagare di un razzismo ottuso e violento e la crisi delle Istituzioni democratiche.


 tam tam 




 Oggi i metalmeccanici
 Centro di ricerca per la pace e i diritti umani, Viterbo - 18-05-2013
 messaggio 

La manifestazione di oggi della Fiom a Roma ricorda finalmente a tutti l'esistenza dell'oppressione di classe, dello sfruttamento dell'uomo sull'uomo, della violenza del sistema del profitto che nega diritti e distrugge vite e natura.
I lavoratori metalmeccanici, come altre volte in momenti decisivi della storia del nostro paese, hanno detto una parola di verita', indicato un obiettivo di giustizia e liberta', condotto una lotta per il bene comune, convocato tutte e tutti a resistere alla violenza di un sistema di potere iniquo, rapace, criminale.


 E' mai possibile che le avventure in codesto reame debban risolversi tutte con grandi .......?
 Francesco Masala - 17-05-2013
 espressioni 

Esiste una legge, la 361 del 1957, che stabilisce che "non sono eleggibili (...) coloro che (...) risultino vincolati con lo Stato (...) per concessioni o autorizzazioni amministrative di notevole entità economica".
Negli ultimi 30 anni, nei quali le economie si sono sempre più finanziarizzate, e i mercati dei derivati sono sempre più importanti, infinitamente di più del credito alle piccole imprese, le banche e gli istituti finanziari sono sempre più una controparte, per non dire avversari, per i bilanci degli Stati.


 L'Ue: piccoli ortaggi fuorilegge, vietato prodursi il cibo
 Rete civica acqua Campania - 16-05-2013
 sociale 

Una nuova legge proposta dalla Commissione Europea renderebbe illegale "coltivare, riprodurre o commerciare" i semi di ortaggi che non sono stati "analizzati, approvati e accettati" da una nuova burocrazia europea denominata "Agenzia delle Varietà Vegetali europee". Si chiama "Plant Reproductive Material Law", e tenta di far gestire al governo la regolamentazione di quasi tutte le piante e i semi. Se un contadino della domenica coltiverà nel suo giardino piante con semi non regolamentari, in base a questa legge, potrebbe essere condannato come criminale.


 Paola Taverna M5S. Vergognoso l'accostamento di Berlusconi a Tortora
 Cado in piedi - 15-05-2013
 opinione 

Paola Taverna, senatrice del Movimento 5 Stelle, è tornata sulla polemica legata a Berlusconi e al suo accostamento a Enzo Tortora. Ricordiamo che i parenti del famoso conduttore televisivo, compresa la figlia, avevano già replicato al paragone fatto da Berllusconi tramite il famoso social network Twitter. E il cavaliere aveva risposto in maniera molto accesa, affermando che " La moglie e le figlie di Tortora hanno perso un'occasione per star zitte!".


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