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| L'eufemismo al potere |
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| di Cosimo De Nitto - 02-02-2012 |
Quando il linguaggio segue l'evoluzione del quadro politico.
Prendete ad esempio l'espressione così in voga in questa era montiana-forneriana: "flessibilità in uscita". Non si tratta di una flessibilità qualsiasi, cioé di una capacità di flettersi (piegarsi) in generale, ma solo in uscita. Magari uno sprovveduto potrà pensare che si tratti di qualcuno molto alto, che ha un uscio di casa troppo basso ed è costretto a flettersi-piegarsi per poter uscire. E invece no. "Flessibilità in uscita" sta, lo giuro sul mio onore, per "licenziamento".
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| La noia |
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| di Claudia Fanti - 02-02-2012 |
Non credere signore che noi non ti capiamo quando ci parli con quel tono pacato, sereno, distaccato, a volte rotto da qualche cedimento che fa tanto umano.
Tu e l'altro potere che è quello dei media che ti danno voce concedendo a volte un contraddittorio dove tu non sei più e non potrai sentire, siete le due facce della medaglia di una sirena moderna che usa le parole come un refrain inestinguibile, martellante per ottundere le coscienze, per annichilire la capacità di discernere dei tanti che stanno lì appesi a una speranza di cambiamento.
E dite e dite e dite sempre le stesse cose fino a farle entrare non soltanto nel lessico quotidiano, ma addirittura nel sogno di un cambiamento agognato: quello di un' Italia più giusta.
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| Non esiste crescita sociale disgiunta dalla storia |
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| di Giocondo Talamonti - 31-01-2012 |
I temi della tolleranza e della comprensione nel contesto di ogni moderna democrazia non possono cancellare la memoria degli eventi drammatici legati alla discriminazione razziale nazista; anzi, il riproporli, nella loro crudezza, alla sensibilità dei giovani di oggi, indica la strada per evitare altri errori e per trasmettere i valori della vita e della fraternità nelle differenze etniche ed ideologiche.
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| Tremonti tardo no-global |
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| di Lucio Garofalo - 30-01-2012 |
"Una volta il pronunciamiento lo facevano i militari - così scrive Giulio Tremonti nel suo ultimo libro "Uscita di sicurezza" - Occupavano la radio-tv, imponevano il coprifuoco di notte eccetera. Oggi, in versione postmoderna, lo si fa con l'argomento della tenuta sistemica dell'euro (...) lo si fa condizionando e commissariando governi e parlamenti (...) Ed è la finanza a farlo, il pronunciamiento , imponendo il proprio governo, fatto quasi sempre da gente con la sua stessa uniforme, da tecnocrati apostoli cultori delle loro utopie, convinti ancora del dogma monetarista; ingegneri applicati all'economia, come era nel Politburo prima del crollo; replicanti totalitaristi alla Saint-Simon".
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| Viva l'umanesimo |
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| di Claudia Fanti - 28-01-2012 |
Quante volte si legge che i ragazzi sono un problema: qualunque sia il modo in cui lo si dice, la sensazione che i bambini e i ragazzi avvertono è quella di essere un problema. Effettivamente tutto ruota intorno al "problema" giovani, dai più piccoli ai più grandi! E', la nostra, una civiltà di vecchi che pensano sui e intorno ai giovani, anziché pensare con i giovani. Anziché lasciarli liberi di farsi male con i propri pensieri e di metterli alla prova. La nostra è una civiltà della sicurezza: le emozioni fanno male, le esperienze fanno male, il dolore vero fa male (meglio quello rappresentato in tv!), parlare della morte fa male, il sapere "difficile" fa male, la filosofia fa male, la storia fa male, perfino le fiabe fanno male, il compagno "difficile"fa male... la vita va tenuta in naftalina.
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| Associazioni e dissociazioni mentali |
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| di Cosimo De Nitto - 28-01-2012 |
Caro ministro Profumo, come pensa che reagiranno i suoi studenti di ingegneria del Politecnico di Torino, del quale è (ancora?) Magnifico Rettore, alla notizia che Lei è per l'abolizione del valore legale del titolo di studio? Come pensa di "motivarli" allo studio, a spendere sempre più soldi, a affrontare disagi di ogni tipo (specie i fuori sede), a studiare con applicazione fatica rigore, sapendo che alla fine del percorso di studi c'è una laurea che non vale niente? Con l'abolizione del valore legale dei titoli di studio, pensa che aumenterà o diminuirà il numero dei laureati in Italia?
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| Succursale Italia |
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| di Emanuela Cerutti - 28-01-2012 |
Inizialmente mi è parso strano: la proposta di abolizione del valore legale del titolo di studio avviene a poca distanza dall'introduzione di una nuova certificazione, che ha compiuto il suo primo anno di vita proprio in questo mese di gennaio 2012.
Mi riferisco al "Livello A2 di conoscenza della Lingua italiana", necessario agli stranieri che fanno richiesta di permesso di lungo periodo, secondo la normativa europea. Ne abbiamo trattato su queste pagine e non mi dilungo.
Mi soffermo invece sull'apparente contraddizione. Da un lato il mercato del lavoro si apre a forme di reclutamento liberalizzate, nelle quali conta di più il contenitore del contenuto e il prestigio dell'ente certificatore garantisce meglio di quanto possa la dichiarata competenza del laureato.
Dall'altra la stessa competenza mantiene invece il suo valore tout court e se il titolo non c'è il foglio di carta è messo in attesa.
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| Questa normalità fa male |
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| di Vittoria Menga - 28-01-2012 |
Siamo nel periodo dell'anno che vede il pullulare di iniziative per il giorno della memoria. Giustamente cerchiamo di non dimenticare quella banalità che ha reso il male un compagno quotidiano, accettato e quasi normale per tanti contemporanei di quella tragedia. Mi chiedo se basti riflettere sulle azioni che riguardano il passato. Chiediamoci che cosa può fare danni enormi, oggi, senza suscitare nessuna critica, nessun rigetto o nessuna ribellione. Io penso che il silenzio diventi consenso o forse incapacità di individuare il veleno che passa attraverso i canali mediatici, capaci di produrre assuefazione.
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| Sfigati per sempre |
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| di Francesco Di Lorenzo - 28-01-2012 |
Sulla vicenda, ormai stranota, dell'essere sfigati se non si è laureati a ventotto anni, vengono in mente alcune cose. Una, in particolare, forse avrebbe bisogno di essere presa un po' più di petto ed approfondita. È questa. La constatazione che i bocciati a scuola e nella società sono sempre gli stessi. Come sono sempre gli stessi a comandare. Siamo fermi, quindi, alla denuncia che don Lorenzo Milani fece cinquant'anni fa. I privilegiati si autopromuovono e si permettono di dire quello che vogliono, tutti gli altri devono capirli. Don Milani si chiedeva se non fosse un po' strano che gli sfigati nascessero sempre nelle stesse famiglie (una volta povere, poi disagiate, adesso povere e disagiate insieme). Qualcosa non quadra, concludeva il prete scomodo. E continua ad essere così.
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| Non aveva studiato alla Bocconi |
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| di Giuseppe Aragno - 27-01-2012 |
Non sappiamo e non sapremo mai se, in Paradiso, Gabriele sia l'angelo meglio riuscito alla divina fabbrica del Creatore. Se la maiuscola sia d'obbligo, chiedetelo a bruciapelo al ministro Profumo e alla sua scienza dell'ortografia, ma si lasci a chi pensa il diritto del dubbio, perché non c'è rimedio: non ci sono certezze, se non permangono dubbi. Se gli angeli siano uguali tra loro, se l'impegno lavorativo del Padreterno abbia tenuto costante il livello della produzione nei fatidici "sei giorni" in cui s'è generata questa "valle di lacrime", non siamo in grado di dire. Come un indocile ribelle, ognuno nella vita una volta almeno s'ostina a capire ciò che capire non può e, di fronte ai suoi mille dubbi, sta lì, a rovesciare invano col secchiello in un buco scavato sulla sabbia tutto l'Oceano mare.
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| Emergenza Cesio 137: un naufragio a vista |
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| di Andrea Tornago - 27-01-2012 |
A quattro mesi dalla relazione di Arpa Lombardia in cui si legge: "Non si può escludere l'assenza di contaminazione da Cesio 137 della matrice acque sotterranee" dell'ex cava Piccinelli di via Cerca 45. a Brescia, ancora non sappiamo se tale contaminazione sia effettivamente avvenuta.
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| I 276 Militi Ignoti |
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| di Vincenzo Pascuzzi - 25-01-2012 |
Alcune schiarite. Forse per la scuola è davvero "fernuta 'a nuttata" gelminiana, si intravedono schiarite. La prima è che il ministro Profumo, dopo una settimana di surplace, ha fermato il "progetto" della riduzione di un anno del percorso di studi, la c.d. maturità a 17 anni. E non era un'indiscrezione dubbia ma un progetto con tanto di d.d.l. già pronto! Ma lo stop vale "per il momento", perciò non c'è da stare tranquilli e bisogna vigilare almeno per due motivi: primo, l'esistenza - non smentita - del d.d.l. e, secondo, le modalità poco chiare con cui se ne è venuti a conoscenza. Su questo stop ministeriale hanno avuto importanza le posizioni contrarie esternate soprattutto tramite internet. Se è così, è un fatto nuovo e positivo: il ministro ascolta.
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| E la nave va... |
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| di Laura Alberico - 23-01-2012 |
Le categorie servono a darci un ordine mentale, ad avere una visione della vita il più possibile giusta e priva di ambiguità. Così da piccoli si impara a distinguere il bene dal male, poi si cresce e, purtroppo le due sponde si avvicinano ed è sempre più difficile riconoscere chi sta da una parte o dall'altra. In questa situazione, spettatori o protagonisti di una realtà confusa il mondo continua a mostrare uno scenario multiforme in cui le vicende diventano un pasto obbligato da consumare, in solitudine o in compagnia.
Ogni tanto però si verificano eventi tragici ...
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Un appello che ci sentiamo di condividere, assieme alle riflessioni che lo introducono e alle domande che lo accompagnano. Domande che hanno il sapore di uno stupore indignato: "... E' mai possibile che in questo paese nel 2010 abbiamo speso per la difesa ben 27 miliardi di euro? ...E' mai possibile che a nessun politico sia venuto in mente di tagliare queste assurde spese militari per ottenere i fondi necessari per la manovra invece di farli pagare ai cittadini? ... E da cristiani come possiamo accettare che il governo italiano spenda 27 miliardi di euro in armi, mentre taglia 8 miliardi alla scuola e ai servizi sociali? ..."
Si potrebbe continuare, e sperare che le risposte arrivino. Per lo meno da parte di chi, coma Alex Zanotelli, intuisce, tra l'altro, relazioni silenziose tra il crollo delle borse e i prestiti necessari ai Governi per sostenere le spese di guerra.
Ma lasciamo a lui la parola e il richiamo findamentale a un senso di rispetto della vita che, davvero, pare latiti da troppe parti.
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Cacciato di casa il custode di una scuola torinese Cub scuola Torino - 02-02-2012
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Può un dirigente scolastico sfrattare un custode dalla sua abitazione dandogli trenta giorni per andarsene senza alcune motivazione?
Parrebbe una cosa impossibile ma succede.
Pochi giorni addietro la dirigente dell'Istituto Tecnico Economico Statale Russell-Moro di Torino lo ha fatto.
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Clini e Profumo solo ministri Corriere politica - 31-01-2012
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Si sono dimessi dal loro doppio incarico. In contemporanea. Corrado Clini, ministro dell'Ambiente, ieri sera ha lasciato la poltrona della presidenza di «Area Science Park» di Trieste. Francesco Profumo, ministro dell'Istruzione, si è dimesso da presidene del Cnr, il Consiglio nazionale delle ricerche. I due ministri hanno voluto rilevare che, prima delle dimissioni, si erano autosospesi dai rispettivi incarichi al momento della nomina di governo.
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Scuola e Viminale, partono i tagli Il Messaggero - 28-01-2012
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Si chiama spending review, revisione ragionata della spesa, e nei testi di contabilità (pubblica o privata) è l'alternativa ai dolorosi tagli automatici, a quegli interventi fatti in fretta e spesso un po' a casaccio che penalizzano una struttura e chi vi lavora senza magari riuscire a rimuovere sprechi e inefficienze. In Italia se ne parla da anni, e recentemente è stata inserita in ben due leggi dello Stato. Ora però si dovrebbe iniziare a fare sul serio: dalla prossima settimana partirà il lavoro concreto in due ministeri, Interno e Istruzione, e in un Dipartimento di palazzo Chigi, quello degli Affari regionali.
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Il ministro Profumo mantiene il doppio incarico a dispetto della legge Politica 24 - 27-01-2012
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I sindacati del pubblico impiego hanno incalzato il ministro Profumo, il quale ha risposto loro che "sta aspettando la risposta dall'Antitrust". Da un ministro tecnico, che conosce il suo mestiere e che, di solito, prende delle decisioni veloci, al contrario dei burocrati di Stato, ci si sarebbe aspettati un comportamento diverso. Le poltrone, evidentemente, fanno comodo a tutti.
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I partecipanti dovranno realizzare un breve racconto fantastico che abbia come personaggio o ambientazione un albero secolare, testimone e protagonista dei cambiamenti ambientali e sociali e della nostra storia unitaria. La storia potrà essere scritta in forma di fiaba tradizionale o moderna, di horror, di fantasy o in ogni altro genere letterario fantastico.
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Da oggi in vigore il "contributo per il rilascio e rinnovo" voluto dal precedente governo e non ancora modificato (nonostante gli annunci) dal governo Monti. Che ci farà lo Stato con questi soldi? Metà dei nuovi introiti servirà a finanziare il "Fondo Rimpatri", con il curioso risultato che gli immigrati regolari pagheranno le espulsioni dei clandestini, l'altra metà andrà al ministero dell'Interno per spese di ordine pubblico e sicurezza, per finanziare gli sportelli unici e l'attuazione dell'accordo di integrazione.
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Sia chiaro, non c'è nulla di politico in queste nostre considerazioni, il concetto è troppo semplice: quando ti viene un ladro in casa e ti ruba tutto non stai a guardare se era di destra o di sinistra. E' un ladro, un malvivente. Si tratta di un'opera pubblica di cui non si sa ancora nulla, neppure se è realizzabile, e nel caso non prima del 2030... Il Professor Angelo Tartaglia ha chiarito con una battuta: "Vogliono solo aprire il rubinetto, e tenerlo aperto all'infinito". La "Salerno - Reggio Calabria del Nord"....
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L'Università italiana sopravvive, difficoltosamente, in una condizione di disagio e di crescente emarginazione che ha pochi termini di confronto nella storia recente. Essa ha visto fortemente ridotte le risorse economiche per il suo funzionamento, molto prima che si manifestasse la crisi mondiale e malgrado le modeste dotazioni di partenza rispetto agli altri Paesi industrializzati. Tutti i saperi umanistici e buona parte delle scienze sociali sono da tempo sfavoriti, a beneficio di discipline che si immaginano più direttamente utili alla crescita economica, o genericamente al "Mercato".
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Ticonzero In queste pagine si intenderebbe dare un contributo alla nascita di una terza cultura (post-umanesimo) da più parti invocata, come riforma intellettuale e come rivoluzione antropologica; un post umanesimo necessario per superare le sfide e allontanare le minacce incombenti. Un intreccio forte e innovativo dell'indagine scientifica e del pensiero umanistico, che trova sostegno in una visione profondamente laica della Natura, e che è necessario per contrastare forme di vecchio e nuovo irrazionalismo.
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