Anno scolastico 2011-2012 - mese di settembre
Cosimo De Nitto - 29-09-2011
La crisi per tutte le caste dei ricchi e privilegiati è un'occasione, un'opportunità per accentuare le insopportabili e ingiuste differenze sociali, scaricando i costi su chi non ha voce e forza per difendersi. I pensionati, chi ha bisogno di assistenza e solidarietà, i disabili, i lavoratori e le lavoratrici, i precari, i giovani, i disoccupati...
Ci dicono Confindustria, economisti a vari livelli, giornalisti ossequiosi e zelanti, direttori di giornali, ministri e cortigiani di vario tipo che per uscire dalla crisi ci vogliono "subito riforme strutturali". Alla fine questo plurale si riduce al singolare e l'unica "riforma" che sanno invocare è quella che vede penalizzati i pensionati di oggi e quelli che verranno, se mai ce la faranno. Insomma se c'è la crisi la colpa è di quei "parassiti" dei pensionati che hanno la spudoratezza di vivere più a lungo e, poiché non è troppo elegante accorciare loro la vita, gli si accorcia la pensione, gli si allunga la vita lavorativa cercando di raggiungere il più possible il traguardo finale e ottimale che sarebbe quello di far coincidere la fuoriuscita dal lavoro con la fuoriuscita dalla vita, che consentirebbe il massimo risparmio.
Francesco Masala - 29-09-2011
Le società di rating (moderni oracoli) abbassano il rating di un po' di banche in Italia e Francia.
I potenti del mondo decidono di regalare una marea di soldi alle banche (tremila miliardi di euro), per aiutarle a non fallire...
E' arrivato il momento di rovesciare il tavolo ed essere antipatici e politicamente scorretti, ma vivi, oppure continueremo a subire fino alla fine. Oppure saremo come quell'uomo che cade da un palazzo di 50 piani?...
Corrado Mauceri - 28-09-2011
Ieri l'altro, concludendo la Festa regionale di SEL, Nichi Vendola nel suo appasionato intervento ha, tra l'altro, affermato la centralità della scuola pubblica, contestando la dissennata politica dei tagli alla scuola pubblica, attuata da questo Governo (sarà bene ricordare che i tagli per circa nove miliardi sono stati disposti nel 2008, cioè prima dell'esplosione dell'attuale crisi finanziara)

Questo passaggio dell'intervento è stato molto applaudito dall'affollata platea; Vendola ha anche proposto con forza l'esigenza di un profondo rinnovamento della politica che deve trovare il suo fondamento nella chiarezza delle scelte e nella coerenza dei comportamenti; condividendo in pieno questa esigenza, vorrei da Vendola una risposta a queste domande.
Monica Capezzuto - 28-09-2011
Ci sono talmente tante cose su cui scrivere. Riflettere. E cercare di formarsi un'idea priva di estremismi, priva di quegli inevitabili condizionamenti che ti girano intorno, diventano ostacoli e intralciano il cammino. Sono tanti gli ostacoli che impediscono a Napoli di risorgere o, perlomeno, di risollevarsi un poco. Le difficoltà sono in ogni cosa ed ogni cosa diventa problema. L'ultimo, riguarda l'inizio della refezione scolastica sul territorio napoletano. Infatti, visto che in fondo l'emergenza rifiuti - perché è sempre ancora emergenza - non è stata ancora risolta, sono state emanate dalla giunta delle disposizioni in base alle quali è stato fatto divieto nelle scuole dell'uso di bicchieri, piatti e posate monouso per ridurre il volume dei rifiuti che la referezione scolastica - inizierà dalla settimana prossima nelle scuole comunali napoletane - inevitabilmente causerà.
Claudia Fanti - 27-09-2011
Non ci sono più parole per definire lo sfascio economico, morale, valoriale a cui stiamo assistendo praticamente impotenti.
Questo è un Paese nel quale riescono a campare soltanto gli ammalati di potere, delirio di onnipotenza, menzogna, i giornalisti lacchè che scrivono articoli divertenti (per loro) sulle "cazzate" del Cavaliere, mentre l'Italia per gli ultimi, per i "disgraziati" si fa dare gli alimenti base per la sopravvivenza dalla Comunità europea!
Gli unici spazi di giornalismo-documentario vengono pressati, minacciati, palesemente accerchiati. Come si può mandar giù tutto? Come si può credere che questa in cui viviamo sia un'effettiva democrazia? Che cosa è la democrazia? Ci vogliamo ripensare in modo serio?
Corrado Mauceri - 26-09-2011
... che oggi, a fronte di un Governo irresponsabile, la scuola pubblica si difende anche con le occupazioni

Ieri l'atro i giornali locali hanno dato ampio spazio ad una lettera aperta di alcuni Presidi fiorentini che continuano a non voler capire che gli studenti sono cittadini al pari di tutti gli altri e che pertanto hanno pieno diritto di manifestare, nel modo che ritengono più opportuno ( anche con le occupazioni), la legittima protesta contro la politica dei tagli alla scuola pubblica.
Giampaolo Nonnis - 26-09-2011
Il ministro della Pubblica Istruzione, ci ha informato che tra Ginevra e il laboratorio del Gran Sasso è stato realizzato un tunnel lungo 730 chilometri per la realizzazione del quale l'Italia ha speso circa 45milioni di euro.
Non è ammissibile che ...
Fuoriregistro - 23-09-2011
Durante la trasmissione condotta da Corrado Formigli in onda ieri sera su La7, una giovane donna precaria spiega di che cosa vuole fare "piazza pulita" e perchè.
Un pò con l'aiuto della Rete, un pò a memoria, ricostruiamo il suo discorso, forse non esattamente uguale nella forma, ma certo nella sostanza. Apporteremo le debite correzioni non appena il video sarà disponibile online.
Condividiamo le parole ascoltate e ringraziamo questa "lavoratrice della conoscenza", come si definisce, per l'analisi e la denuncia, ma soprattutto per la conclusione. Non c'è altra strada che ripescare, riscoprire, rivivere la nostra umanità: così non abbiamo trovato titolo migliore da regalare al suo intervento.
Emanuela Cerutti - 22-09-2011
C'è da chiedersi cosa davvero bolla in pentola.
La notizia è disarmante: aboliamo gli asili statali per tornare al privato.
Durante un recente convegno pidiellino il consigliere regionale veneto Serragiotto non abbassa fino in fondo la mannaia, ma di una cosa è certo: il privato farà risparmiare.
Sul "chi" mi pare si possa aprire un confronto.
Le famiglie? Attualmente le scuole materne private chiedono quote d'iscrizione e gestione più alte delle pubbliche e, generalmente, proporzionali al servizio offerto, alla numerosità della classe, all'orario. Generalmente le famiglie spendono meno nel pubblico.
Le scuole private? Le scuole private lamentano da tempo la fatica del vivere quotidiano e chiedono insistentemente contributi statali in nome della parità. Se aumenteranno gli iscritti e il servizio dovrà essere realmente potenziato forse più del risparmio crescerà la spesa.
Lo Stato, ossia le scuole pubbliche? Lapalissiano: se un "datore di lavoro" toglie lavoro certamente ci guadagna. A scapito, ovviamente, degli insegnanti, cioè dei lavoratori pubblici dipendenti. A meno che non debba riversare quel risparmio su altro settore analogo.
Fabrizio Valli - 21-09-2011
L'Unione Europea è disegnata per portare avanti politiche neoliberiste.
Per soddisfare i parametri prima di Maastricht e poi del patto di stabilità e crescita gli stati sono costretti a politiche economiche restrittive (privatizzazioni, tagli all'occupazione ed allo stato sociale) per ottenere gli avanzi di cassa necessari (è il patto stesso che indica la necessità di avere bilanci prossimi al pareggio o positivi).
Quello che possiamo fare è partire dai bisogni delle persone e dall'ambiente, ribaltando l'ordine delle priorità e delle compatibilità. Su questo il livello nazionale non è sufficiente, abbiamo bisogno di rilanciare la lotta per un'altra Europa, a partire dalla costruzione di movimenti europei che si battano contro le politiche di massacro sociale che la UE sta mettendo in campo. Emerge una sempre maggiore incompatibilità tra profitti da una parte e soddisfacimento dei bisogni delle persone, della necessità di una vita dignitosa, della tutela dell'ambiente dall'altra.
Enrico Maranzana - 20-09-2011
Il 10 settembre il MIUR ha diramato due comunicati in cui "sottolinea l'importante ruolo che le università sono chiamate a ricoprire in questa fase di attivazione dei TFA transitori e dei futuri percorsi abilitanti" e in cui prefigura un "Tirocinio da svolgere direttamente a contatto con le scuole e col «mestiere» di insegnante, perché insegnare non può essere solo teoria ma anche pratica".
I laboratori costituiscono l'architrave dell'intero impianto formativo delineato dal ministero: riflettendo sul suo significato si realizza il primo foro del crivello di cui si parla nel titolo.
La scelta di far gravitare la formazione iniziale dei docenti sui laboratori è obbligata e ha una duplice origine.
Giuseppe Aragno - 20-09-2011
Organici inchiodati alla consistenza del 2011-2012, senza tener conto dell'aumento degli alunni, obbligo eluso di fatto da percorsi di istruzione e formazione professionale che sono lavoro a tutti gli effetti, docenti inidonei all'insegnamento per motivi di salute costretti a soffiar posti ATA a precari destinati al licenziamento, docenti non specializzati dirottati sui posti di sostegno, con grave danno per l'integrazione degli alunni disabili, istituti comprensivi che aggregano scuole secondarie e primarie private dell'autonomia se non hanno almeno 1.000 alunni o 500 nelle zone disagiate: lo sfascio, desolante e per molti versi irrimediabile, è sotto gli occhi di tutti. Non c'è ordine e grado di scuola statale a cui l'avvocato Gelmini non chieda ulteriori sacrifici, a cui non riduca il già risicato fondo d'istituto, rendendo sempre più difficile finanziare visite culturali, corsi di recupero e ogni attività progettuale extra-didattica.
Giuseppe Licandro - 19-09-2011
Primo giorno di scuola in un liceo del profondo Sud. Il docente della prima ora entra in classe e ha l'infausta sorpresa di trovarsi di fronte trentadue alunni, stipati dentro un'angusta aula, che lo guardano attoniti: parecchi di loro sono in piedi, perché mancano molte sedie e vari banchi!

Alla fine, ci si arrangia alla meno peggio: qualcuno recupera un paio di seggiole in altre classi e si ammassa attorno ai compagni già seduti, qualcun altro si rassegna ad ascoltare in piedi la lezione, in attesa che la direzione scolastica provveda a fornire l'occorrente. All'inizio, si respira un'aria surreale, ma dopo meno di mezz'ora... non si respira proprio più! Bisogna spalancare porte e finestre, altrimenti si rischia l'asfissia! Si tratta del solito caso di malfunzionamento di una scuola meridionale? No, perché stiamo parlando di una delle tante "classi pollaio" che la Riforma Gelmini ha prodotto: il fenomeno riguarda tutta la penisola, come testimoniano le recenti sentenze del Tar del Lazio e del Tar del Molise che hanno accolto i reclami, rispettivamente, del Codacons e di alcuni genitori molisani.
Giuseppe Altieri - 17-09-2011
Con quale coraggio i nostri ministri vogliono portare il wi-fi in tutte le scuole? Allego un' importante documentazione, mentre all'estero il wi-fi viene spesso eliminato. In mancanza di dati sicuri sulla tecnologia riguardo alla salute si richiede la sostituzione con il passaggio dei cavi per il collegamento dei registri elettronici.
Credo che su tale materia le forze sindacali della scuola debbano muoversi prima che vengano provocati danni irreversibili alla salute dei docenti e degli studenti. Per passare i cavi con attenzione architettonica è sufficiente qualche giorno di lavoro; tra l'altro il wi-fi spesso si intasa ed è meno sicuro per le possibili intercettazioni esterne.
Insomma coniughiamo ambiente, tecnologia e sicurezza...e saggezza italiana!
Doriana Goracci - 17-09-2011
Sabra e Shatila, raccontatela anche a scuola la storia di queste giornate.

Da Wikipedia:

"Sabra e Shatila sono due campi di rifugiati palestinesi alla periferia di Beirut. Vengono ricordati per il massacro di un numero di arabi palestinesi stimato tra diverse centinaia e 3500, perpetrato da milizie cristiane libanesi in un'area direttamente controllata dall'esercito israeliano, tra il 16 e 18 settembre del 1982 ..."

Emanuela Cerutti - 15-09-2011
Ricevo da Jean Luc, pubblico dipendente francese, un'interessante metafora. Sarebbe bello, mi dice, che ci sentissimo "come una barca sbattuta dalle sue parole" e mi sfida a ritrovare la fonte della citazione. Sorrido, anche se "il cielo piange" di questi tempi: impossibile dimenticare il postino-poeta. Così, a metà tra malinconia e voglia di reagire, traduco il testo e penso che sarebbe bello passarlo ai nostri ragazzi a scuola, piccoli e grandi, italiani e stranieri, perché ne facciano un'analisi puntuale, ne riconoscano genere e struttura, ma soprattutto mettano in campo quella "lettura consapevole" che permette di cogliere, interpretare e contestualizzare i messaggi socio-culturali sottesi, come suggerisce qualche circolare ministeriale. In altre parole, perché cerchino, tra i fili della trama, le risposte possibili alle domande nascoste.
Giuseppe Aragno - 14-09-2011
Immagino che la sera spegnerebbe il televisore con un moto di ripulsa sconfortata, subito dopo i titoli del Tg3, nella penombra del suo studio che non ho più rivisto. La sera ci sorprendeva inattesa, come accade di questi tempi, quando il sole d'un tratto si inclina veloce all'orizzonte, per sparire in un preludio di autunno che il caldo micidiale non potrà fermare. Non so che direbbe e, per quanto profonda, non c'è amicizia che consenta di dare la parola a chi non c'è più. Di "libera stampa", Arfè s'intendeva come pochi e di cialtroni che vendono fumo la sera tra pubblico e privato non si stupiva più. E' singolare, diceva, l'ambigua passione per i dettagli e il disinteresse voluto per i problemi concreti. E come dargli torto, se in questo disastrato settembre di borse crollate e di vite tagliate, la prima pagina, parlando di scuola, è toccata all'abbraccio tra Lupi e Gelmini?
Giovanni Pontillo - 14-09-2011
Leggo quanto sotto virgolettato sul sito di "Orizzonte Scuola" che riporta una nota dell'Ufficio Stampa del MIUR; non riuscendo a capire il "senso logico" su quanto scritto sugli stipendi dei docenti italiani da parte di questi "signori/e illuminati/e", chiedo il vostro aiuto nel districare l'arcano!!!.....
Aiutamoci ed aiutateci se potete!!!..............................
Claudia Fanti - 13-09-2011
Tralascio di riferirmi ai tagli impietosi: ognuno che per un qualsiasi motivo e con un qualsiasi ruolo alberghi nella scuola li conosce bene. Voglio invece dire di scuola, di come la vorremmo, di quella buona che è stata ed è ancora in parte...essa è rimasta sconosciuta ai ministeri, i quali, ovviamente, come ogni ignorante che si rispetti, hanno gettato via il bambino con l'acqua sporca. Il non conoscere, anzi avere la presunzione di sapere a priori ciò che accadeva, e a volte ancora accade nelle realtà, li ha indotti nel grave errore di far politiche dissennate che hanno colpito soprattutto dove non dovevano, facendo trionfare viceversa la superficialità, il buon sensismo, la meccanicità dell'insegnamento, un cattivo utilizzo dei tempi, la fretta, sistemi di valutazione tranchant (comodi per la velocità, ma assolutamente riduttivi e inutili per fronteggiare la dispersione) e via dicendo.

Vorrei quindi fingere che i ministeri e i loro tagli a risorse e Programmi non siano mai esistiti e vorrei parlare della scuola dell'utopia che resiste ancora (per quanto?).
Giuliano Pisapia - 12-09-2011
Care ragazze e cari ragazzi,

Il primo giorno di scuola è sempre un'emozione. Tutti noi ricordiamo questo momento della nostra vita come un passaggio cruciale e decisivo, un ricordo che negli anni si riempie di tenerezza e affetto. Penso che il compito di tutte le istituzioni sia di impegnarsi con forza perché la scuola funzioni al meglio, è un nostro preciso dovere lavorare perché l'istruzione pubblica possa darvi una formazione moderna e completa in grado di aiutarvi nel percorso di crescita e di cittadinanza.

La scuola pubblica è infatti uno strumento fondamentale per la conoscenza dei diritti e dei doveri civici.
Tavolo regionale Toscana per difesa scuola statale - 10-09-2011
Con viva sorpresa di tutti la Vice-Presidente ha risposto che Regione Toscana non ritiene di impegnarsi in sede di conferenza Unificata per contrastare la politica dei tagli agli organici, perché non ritiene che ci siano prospettive concrete e che peraltro la Regione non può impegnarsi, in quanto istituzione, in una mobilitazionr contro i tagli (ed aggiungiamo noi) per la qualità della scuola.
Lorenzo Picunio - 08-09-2011
Centomila insegnanti in meno in quattro anni, 25 mila all'anno. E un calo altrettanto consistente del personale ausiliario, tecnico, amministrativo. Anche le poche assunzioni di quest'anno non modificano la sostanza di questo calo. Meno insegnanti, meno ausiliari, meno - anche - Dirigenti Scolastici (e quindi più reggenze, un preside per due istituzioni scolastiche)

Il governo Merkel, uguale schieramento politico di quello italiano, non ha toccato le spese per l'istruzione. Il governo inglese si è amaramente pentito dei tagli fatti negli ultimi anni. L'Europa non può salvarsi che con l'istruzione, la cultura, la ricerca. Tanto che - a suo tempo - l'Unione Europea aveva fissato l'obiettivo dell' 80% di diplomati nel 2020. La classe di età che avrà 18 anni nel 2020 è la classe 2002, quella che andrà in questi giorni in quarta elementare.
Sebastiano Busia - 07-09-2011
... quali sono i passi che ha fatto o sta per fare, dal momento che a tutt'oggi, dopo aver ottenuto una sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato i tagli agli organici della scuola statale, perchè determinati dalla Gelmini in modo illegittimo, ci aspettavamo una qualche iniziativa pubblica da parte della nostra Regione.

Michele Mileto - 06-09-2011
Ieri, con Protocollo n. 6578 del 31 agosto 2011, il Dipartimento per la programmazione la gestione delle risorse umane, finanziarie e Strumentali Direzione Generale per la politica finanziaria e per il bilancio, Ufficio 7°, trasmetteva agli istituti che hanno in carico le unità di lavoratori Co.Co.Co che svolgono attività parzialmente riconducibili a quelle proprie degli assistenti amministrativi, una serie di indicazioni.
Dopo aver riportato integralmente quanto indirizzato alle Istituzioni scolastiche, crediamo di poter fare alcune dichiarazioni e denunce.
Giulia Bertelli - 06-09-2011
Questa mattina, durante lo sciopero nazionale contro la Manovra finanziaria indetto dalla CGIL e dal sindacalsimo di base, i precari della CUB scuola e del movimento Lavoratori e Precari Scuola Pubblica Torino, hanno dato vita ad una singolare contestazione. Utilizzando metaforicamente il pomodoro come riproduzione della realtà di molti ex precari della scuola, oggi disoccupati, hanno deciso di dimostrare come il Ministero della Pubblica Istruzione abbia inferto tagli talmente drastici alla categoria, da ridurla all'osso...
I "pelati della scuola" di questi anni, 86mila unità di personale docente e 42mila personale ATA, non sono stati per nulla aiutati dalle ultime immissioni in ruolo, le 67mila promesse di assunzione che non hanno nemmeno coperto tutti i posti vacanti, come alcuni sindacati e Ministero, avevano sbandierato.
Emanuela Cerutti - 05-09-2011
Troppi stranieri in prima elementare: a Milano la classe non parte. La crisi che viviamo sulla nostra pelle ci concede il beneficio del dubbio: siamo certi che il "chiudere", o ridurre, abolire, eliminare, licenziare, scacciare, trovate voi il sinonimo che preferite, sia una soluzione efficace? Da che mondo è mondo il segno meno si chiama negativo e toglie, senza scampo. Toglie opportunità, occasioni, crescita, benessere, felicità, pace. Nel gioco di sostituzioni delle paure che chi ci governa, a corrente alternata, propone, a perdere, alla fine, davvero non lo sappiamo chi è?
Maurizio Tiriticco - 05-09-2011
Gli errori nel test predisposto dagli esperti del Miur per il concorso DS non mi hanno assolutamente sorpreso! Era assolutamente nel conto, e ne evidenzio le ragioni. In primo luogo va sottolineato il numero eccessivo di item da produrre, anche se da parte di un congruo numero di esperti disciplinari, rispetto ai tempi; in secondo luogo l'assenza di un pretest, sempre necessario in quanto anche lo specialista più agguerrito in materia di test può sempre cadere in errore; in terzo luogo - ed è la carenza più pesante - la palese sine cura per quanto riguarda la confezione dei singoli item: di fatto, sotto il profilo della fattura docimologica, gli item non solo sono molto disomogenei, ma molti di essi sembrano tirati via... alla carlona ed è difficile riconoscervi la dignità di una prova.
Andrea Tornago - 02-09-2011
Dallo Speciale brace brace brace



Sono 116 profughi che vengono dalla Libia pre-rivoluzione. Deportati da Lampedusa a Montecampione, e abbandonati vicini agli impianti di risalita. Hanno problemi di salute, freddo, isolamento. Non hanno cure adeguate né contatti con il mondo. E tra poco, lassù, arriverà l'inverno.
galassia scuola
Spazio aperto alle riflessioni e alle opinioni personali su quanto avviene nella scuola in generale, nella nostra scuola in particolare, nelle piazze e nei palazzi in cui la scuola è all’ordine del giorno. Insegnanti, ma anche studenti, operatori, genitori … possono dar vita a un confronto su tematiche attuali, a patto che la discussione sia corretta.
Astenersi anonimi e perditempo!
La Redazione
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