Anno scolastico 2005-2006 - mese di settembre
Peppe Sini - 30-09-2005
A Varie persone e associazioni impegnate per la pace e i diritti umani ad alcuni mezzi d'informazione

Gentili signore e signori,

vi inviamo la seguente proposta di ordine del giorno da approvare nelle istituzioni italiane a sostegno della campagna per il disarmo in Brasile, con preghiera di farla circolare e di promuoverne la presentazione ovunque possibile.
Utilissime informazioni sulla Campagna per il disarmo e sul referendum brasiliano del 23 ottobre 2005 sono nel sitowww.referendosim.com.br


PROPOSTA DI ORDINE DEL GIORNO DA APPROVARE NELLE ISTITUZIONI ITALIANE A SOSTEGNO DELLA CAMPAGNA PER IL DISARMO IN BRASILE

[La seguente proposta di ordine del giorno e' stata elaborata dal "Centro di ricerca per la pace" di Viterbo (per contatti: nbawac@tin.it) sulla base delle indicazioni pervenute da vari promotori brasiliani della Campagna per il disarmo e del Referendum del 23 ottobre 2005 per la proibizione del commercio delle armi. Essa e' stata redatta altresi' sulla base sia di una prolungata esperienza amministrativa in piu' istituzioni italiane, sia di una trentennale esperienza di organizzazione di campagne di solidarieta']

Premesso che

- il Brasile e' un paese in cui sono in circolazione piu' di 17 milioni di armi da fuoco, di cui soltanto il 10% appartengono alle forze armate e alle forze di polizia, mentre il resto e' nelle mani di civili;
- ogni giorno in Brasile circa cento persone muoiono uccise da armi da fuoco;
- nel 2003 39.325 persone in Brasile sono morte uccise da armi da fuoco;
- le istituzioni brasiliane hanno promosso una Campagna di disarmo volontario attraverso cui e' stato chiesto ai cittadini in possesso di armi di consegnarle alle autorita' affinche' venissero distrutte;
- nel 2004 grazie a questa Campagna di disarmo piu' di 450.000 armi da fuoco sono state tolte dalla circolazione, e per la prima volta in 13 anni il numero dei morti uccisi da armi da fuoco in Brasile e' diminuito: rispetto ai dati del 2003 nel 2004 sono state salvate 3.234 vite umane;
- il 23 ottobre 2005 si svolgera' in Brasile il primo referendum della storia di quel Paese, referendum in cui ai cittadini verra' posto il
quesito: "Il commercio di armi da fuoco e munizioni deve essere proibito in Brasile?";
- intorno alla Campagna per il disarmo vi e' stato un grande coinvolgimento
popolare: l'associazionismo democratico, imprenditori, sindacati, chiese, movimenti, personalita' della cultura, dello sport e dello spettacolo, operatori sociali e sanitari, docenti universitari, si sono uniti alle istituzioni nell'impegno di salvare quante piu' vite umane possibile;

il Consiglio [Circoscrizionale, Comunale, Provinciale, Regionale] di ...

1.
esprime solidarieta' all'impegno delle istituzioni e della societa'
civile del Brasile per ridurre il numero delle vittime di uccisioni da armi da fuoco;

2. esprime apprezzamento per la scelta di civilta' di chiedere ai cittadini di disarmarsi volontariamente e di decidere democraticamente ed umanitariamente di salvare quante piu' vite umane sia possibile;

3. sollecita che l'esempio brasiliano si estenda quanto piu' possibile, e che anche altri paesi ed altre popolazioni scelgano la via del disarmo e del rispetto per la vita umana;

4. auspica che l'intera umanita' abbia un futuro di pace e convivenza, ed a tal fine si impegna a promuovere la cultura della pace, del dialogo, della solidarieta', della legalita', del disarmo, della nonviolenza;

5. esprime un convinto e coerente si' alla difesa della vita di ogni essere umano, si' alla pace tra le persone e tra i popoli, si' alla sicurezza di tutti nel rispetto dei diritti umani di tutti gli esseri umani, si' alla legalita', si' al disarmo della societa', si' alla civile convivenza.
Carmelo Palella - 30-09-2005
Ovvero: è la somma che fa il totale!

Gent.ma Dott.ssa Letizia Brichetto Moratti,

torniamo sull'argomento già affrontato sul sito www.anplazio.it sia in passato che alcuni giorni fa, non certo per amore della polemica ma perché Domenica mattina ...
Maria Grazia Pierluca - 30-09-2005
Nella scuola secondaria dell'Istituto "R.Sanzio" di Porto Potenza Picena finalmente, dopo anni di rischieste inutili, è stato relizzato un ascensore per disabili, ma al momento tanto atteso da una bambina gravemente disabile di entrarci per salire al ...
Ufficio Stampa on. Sasso - 29-09-2005
Interrogazione parlamentare

Di seguito, trasmettiamo il discorsivo dell'interrogazione svolta oggi 28 settembre 2005 alla Camera dei Deputati in sede di Question Time, rivolta al Ministro dell'Istruzione e avente a oggetto "Misure per garantire ...
Angelo Verpelli - 28-09-2005
Il 12 settembre 1938 veniva pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia nr. 209 il Regio Decreto Legge 1390 " Provvedimenti per la difesa della razza nella scuola fascista." ; a 67 anni di distanza la Scuola Islamica di via Quaranta viene ...
Alba Sasso - 28-09-2005
La vicenda della scuola araba di Milano parla di noi. Della miopia dell'occidente, della difficoltà di coniugare, qui e subito, l'emergenza quotidiana con la scommessa di "un altro mondo possibile", con i pensieri lunghi sul nostro futuro.
La ...
Laura Tussi - 27-09-2005
La scuola, come tutti i sistemi sociali complessi, è attraversata da conflitti che di volta in volta interessano diversi soggetti e si presentano sotto varie forme. Riconoscere questi conflitti, delinearne possibili sviluppi, gestire costruttivamente gli andamenti e le conseguenze rappresentano alcuni dei compiti professionali di coloro che lavorano nella scuola e nei servizi educativi. Allo stesso tempo tali compiti costituiscono la condizione sine qua non per costruire relazioni positive all'interno di contesti formativi, una didattica volta a favorire gli apprendimenti e scelte istituzionali condivise che vadano incontro il più possibile ai bisogni non solo dell'utenza, ma anche di insegnanti ed educatori.

Le teorie del conflitto e i risultati della ricerca psicopedagogia possono fornire alcuni interessanti strumenti di analisi per leggere ed interpretare le situazioni conflittuali, offrendo inoltre alcune strategie o linee di intervento per la prevenzione e la gestione dei conflitti stessi.

La mediazione è il processo attraverso il quale un terzo neutrale tenta, attraverso l'organizzazione di scambi tra le parti, di permettere a queste stesse di confrontare i loro punti di vista e di cercare con il suo aiuto, una soluzione al conflitto che le oppone.

Il progetto di mediazione scolastica integra obiettivi specifici a quelli più generali che derivano dalla nota definizione di mediazione quale "processo attraverso il quale un soggetto esterno alla situazione conflittuale, crea un contesto che facilita la comunicazione fra le persone, permettendo loro di gestire e trasformare positivamente la condizione di rottura nella quale si trovano, alla ricerca di un accordo che soddisfi i soggetti coinvolti" (J. P. Bonafé Schmitt ,1992)
Con questo si intende specificare l'obiettivo della mediazione nella restituzione ai soggetti del potere e della responsabilità di assumere una decisione in ordine allo scontro che li oppone, utilizzando modalità di risoluzione dei conflitti alternative rispetto a quelle tradizionali di "risoluzione dall'alto" (arbitraggio, giudizio...).
Di conseguenza, la mediazione sociale e scolastica tenta di trasformare l'esperienza di rottura relazionale in un occasione di apprendimento, attraverso la promozione di una maggiore autonomia e responsabilità nello stabilire e negoziare soluzioni possibili ai propri conflitti.
Cub scuola Torino - 27-09-2005
Riforma Moratti: la storia infinita

Sono passati pochi giorni dal passo indietro del governo sulla controriforma Moratti e dal rinvio della sperimentazione della stessa nella scuola secondaria e questi signori già sembrano decisi a dimostrare ...
Anna Pizzuti - 26-09-2005
Gli esiti della Conferenza Stato-Regioni del 15 settembre si dispongono su due livelli: uno pratico, l'altro istituzionale. Il primo, con il rinvio dell'inizio dell'attuazione della riforma del secondo ciclo, rimanda ad un momento in cui tutti speriamo che l'attuale maggioranza non sia più al governo. Il secondo, proprio grazie all'espressione del parere - per quanto negativo - consente al decreto stesso di continuare il suo cammino e di andare, in qualche modo, ad "incitarsi" nell'insieme dei decreti previsti dalla legge 53/2003.
Un passaggio, quest'ultimo, che a mio avviso è molto pericoloso considerare solo come atto burocraticamente dovuto. Mi sembra importante, al contrario, mantenere viva l'attenzione sui documenti ufficiali, sugli interventi in sede di Commissioni Parlamentari, sulle dichiarazioni del Ministro. Perchè le trappole sono sempre possibili ed altrettanto possibile è caderci dentro per eccessivo ottimismo.
Chiara Loda - 26-09-2005
Voci assonnate.
Qualcuno con la musica nelle orecchie.
Il gelo pungente delle cinque e cinquanta ad ottobre inoltrato.
E poi la corriera, a volte un po' in anticipo altre lievemente in ritardo.
Sono i ragazzi di S.Demetrio che, come ogni mattina, aspettano l'autobus per arrivare in città, quindi a scuola. Si arriva alle 7.10 per entrare alle 8.00. Col pullman delle sette riuscirebbero ad essere lì per le 8.10 ma il vice-preside ha detto no: l'istituzione ha determinate regole e non si fanno eccezioni per far poltrire "certa gente" più a lungo. Del resto lui "i paesani" non li ama in particolar modo: tra loro, e spesso anche con gli altri, parlano in dialetto strettissimo, fanno gazzarra nel cortile di prima mattina e poi, i loro genitori, chi li ha mai visti a qualche riunione? E neppure sono così diligenti, visto che lunedì (giorno dell'interrogazione-consegna del tema-compito in classe-etc.) sono bloccati dalla neve o da cataclismi vari, martedì c'è lo sciopero dei mezzi e per mercoledì ne hanno inventate un altro paio per proseguire il supplemento di feste. Ma a tutto c'è rimedio: un quattro a destra, una nota a manca e a giugno il motto è "bocciare il bocciabile".
Del resto lì a S.Demetrio di "sfaticati"ce ne sono tanti. E così, magari dopo un anno perso, andranno ad arricchire qualche "diplomificio", che in questo periodo sono più numerosi che mai, oppure smetteranno, tanto qualcosa da fare si trova sempre. Meglio ancora se al paese, tra novecentoquarantasette anime, piccole imprese di costruzione, la cava di marmo ad un tiro di schioppo e, opportunità soprattutto per i fanciulli, una firma nell'esercito e la pappa è assicurata. Una vita tranquilla: di giorno al lavoro, la sera al bar o, se c'è da festeggiare, tutti in pizzeria a parlare del cappello di Melissa, che sembra un gatto morto o di Stefano che per la centesima volta è caduto dalla moto, ovviamente senza possedere una patente né, soprattutto, l'età per ottenerla. E lasciate, per piacere, che gli altri facciano gli ingegneri, gli astronauti e le prime ballerine alla Scala: se non siete del tutto idioti l'avrete capito che idonei agli studi o ci si nasce o è meglio lasciar perdere. Certo che a S.Demetrio sono in tanti i cretini che non riescono a scuola. Chissà, forse lì, attraverso l'acqua o il cibo, passa il virus della "non-voglia-di-lavorare". O forse è un problema genetico a cui non si è ancora trovato rimedio.
Torno indietro nel tempo, esattamente nell'ufficio del poco comprensivo vice-preside. Ma la sedia si gira e al suo posto c'è un'altra persona. Qualcuno che capisce che la scuola non è uguale per tutti, perché Francesco, che abita dietro l'angolo ed è figlio di un ragioniere e di una maestra, e Alessandro, cittadino di S.Demetrio con genitori muratori non sono e non si può far finta che siano la stessa persona. E la scuola, l'istituzione, non dovrebbe avere un occhio di riguardo per quello più svantaggiato? Se ciò non accade, l'imputazione è grave: disillusione di minore. Ed è triste che nel 2005 questo crimine sia ancora socialmente accettato, ossia che un quattordicenne, spesso per fattori ambientali (non ci vuole una mente superiore per capire che il clima culturale di città sia più stimolante di quello di paese), non trovi nella scuola un luogo per sviluppare le sue vere potenzialità. Ricordo il brano "Il preferito", tratto da "Lettera ad una professoressa" di don Milani: si dice che lì, alla scuola di Barbiana, la disciplina era assai dura ma che l'ultimo della classe, quello che di solito veniva relegato all'ultimo banco, veniva circondato di attenzioni e il programma della classe si fermava fino a che anche lui non fosse riuscito ad apprendere. Faccio notare che questo libro risale agli anni sessanta, ma si vede che, affinché alcuni concetti prendano piede, si necessitano tempi molto dilatati. O forse, insinuo con una punta di delusione, sono gli insegnanti che preferiscono arrivare alla fine del programma e portarsi dietro l'anno dopo solo chi raggiunge senza sforzi la sufficienza, lasciando al palo con tanti saluti i più bisognosi. E qualcuno adesso potrebbe obbiettare: bisognosi proprio per niente, visto che a S.Demetrio (come in tante altre migliaia di paesini isolati) non esistono appartamenti bensì ville, molti hanno investimenti immobiliari e conti in banca fiorenti e svolgono tutti le loro attività, chi in modo onesto chi meno (lampante il caso di un agriturismo costruito coi fondi della regione e, grazie ad una truffa, mai aperto). Che ambiente piacevole, una società priva di cultura e dedita all'accumulo, dove a nessuno viene in mente di
concedersi un viaggio o un corso di storia dell'arte, ma solo di guadagnare ed ostentare "roba". E così vedi sfilare al bar ragazzi di sedici o diciassette anni che indossano tre stipendi di un operaio, cellulare escluso, e non si sono mai allontanati di duecento chilometri dal loro paesino, assecondando la logica del "tanto si sta tanto bene a casa, a che serve andare a spasso?".
L'unico momento nella vita in cui ci si concede un bel viaggio sono le nozze, perché se prima la gara a "chi sposa meglio" i figli si limitava al costo dell'abito da sposa, al numero degli invitati al ristorante e alla durata dei fuochi d'artificio, adesso il parametro aggiunto sono i chilometri di lontananza e i giorni d'assenza (alla faccia di due cuori ed una capanna).
Di chi è la colpa di questa situazione? Dell'ignoranza dilagante, mi risponderebbero con viso afflitto presidi e docenti.
Bene, cari i miei benpensanti, questa società è costituita dai ragazzi "di paese" che trovavate molesti, che non vi siete fatti nessuno scrupolo a bocciare ritenendoli più adatti a zappare o ai diplomifici, i genitori di questi sono i ragazzi degli anni sessanta che la scuola a loro tempo ha respinto e che adesso sono privi di mezzi culturali, non certo perché "sono nati male" ma a causa della scarsa attenzione e dell'insensibilità di "qualcuno". Ed è inutile mettere la testa sotto la sabbia e dire "non è colpa mia, sono stati vari fattori, io non ho potuto agire altrimenti". Se fate o avete fatto parte della catena che ha portato a questo risultato siete colpevoli, senza attenuanti.
Anche Alessandro, il figlio del muratore, è stato bocciato e a scuola non ci vuole più tornare. Si è stancato di orari impossibili e della professoressa che lo guardava schifata ogni volta che diceva per sbaglio una parola in dialetto senza comprendere che, se quella è la lingua che parli in casa, è impossibile non confonderti ogni tanto. Non ce la fa più a sentirsi il "paesano" di turno e ha deciso di ritirarsi.
Questa è una storia, per qualcuno nuova e per qualcun altro sentita troppo spesso. Magari c'è chi si immedesimerà nei ragazzi di S.Demetrio e vedrà questa istituzione scolastica che non facilita i ragazzi che da un lato hanno difficoltà a raggiungere l'istituto e dall'altra vengono da contesti socio-familiari di bassa istruzione. Un ragazzo che non viene stimolato, incoraggiato ad intraprendere sempre nuove mete è destinato, nella maggior parte dei casi, ad accontentarsi di quello che c'è, a guardare il suo piccolo interesse, senza mai domandarsi " Che cosa c'è dopo l'orizzonte?".
Ma perché la scuola, che non dovrebbe essere il festival del nozionismo bensì il posto dove si sviluppa una coscienza socio-politico-culturale di cittadino attivo, non gli ha insegnato a guardare oltre?
Brunella Presbiteri De Lassis - 24-09-2005
20 Settembre. Le pagine dei giornali si aprono con la difesa, da parte del nostro Presidente della Repubblica, della laicità dello Stato, della memoria storica e con il ricordo dell'emigrazione e dei popoli del Mediterraneo. Grandi valori...eterni: ...
Redazione - 23-09-2005
Riceviamo e volentieri diffondiamo - Frg

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

Al Ministro dell'Interno

Premesso che:

nei primi giorni del mese di settembre, il Comune di Milano, con una lettera spedita dagli uffici del settore Educazione, ha ...
Aldo Ettore Quagliozzi - 23-09-2005
Se...

" Se il Cardinale Ruini dicesse la sua su quanto devono e non devono fare i cattolici, nessuno avrebbe niente da ridire.
Ma il cardinale Ruini dice la sua, testualmente, su quello che serve e non serve all'Italia, cioè anche a me e quanti ( ...
Giuseppe Aragno - 23-09-2005
Fine legislatura.
Tra destra e sinistra il cambio della guardia è già nei fatti. Ognuno, certo, spara come può le sue cartucce e c'è ancora battaglia, ma "il Manifesto" di oggi ha ragione a titolare: "C'era una casa".
Berlusconi ha voglia di ...
Redazione - 22-09-2005
Letteralmente strappato questo rinnovo contrattuale, siglato alle tre del mattino tra l'Aran e le organizzazioni sindacali CGIL, CISL, UIL, SNALS, GILDA UNAMS.
Nelle buste paga dei docenti andranno circa 120 euro lordi medi di aumento (119,83 - per ...
Laura Tussi - 21-09-2005
Il termine "conflitto" deriva dall'etimologia latina dal verbo fligo, fligere (urtare, percuotere, atterrare) ed il suffisso cum che indica una dimensione comune, gruppale, di coesistenza e compartecipazione. Il prefisso cum indica un'associazione, ...
Giuseppe - 20-09-2005
Cara Redazione,

sono un insegnante, ma mai come oggi ho visto mortificare la nostra professione. Mia moglie non ha mai insegnato pur avendone i titoli. Abilitazione per la scuola materna, per quella elementare e per le discipline economiche e ...
Alba Sasso - 20-09-2005
Con la presa di posizione della Conferenza Unificata Stato Regioni del 15 settembre, è finito in una bolla di sapone l'assurdo tentativo della Moratti di stravolgere il sistema dell'istruzione secondaria, con percorsi cristallizzati e rigidamente ...
Prometeo - 20-09-2005
Restituiamo la storia ai bambini perché possano avere una storia
Restituiamo i bambini alla storia perché la storia possa avere una storia.
Non rendiamo la scuola una azienda (l'autonomia è solo gestionale???) e rivendichiamo la libertà di ...
Gianni Mereghetti - 19-09-2005
Il rinvio della riforma nel secondo ciclo di istruzione al settembre 2007 ha un solo, evidente significato, la sconfitta del Ministro Moratti. Hanno ragione invece a cantare vittoria i suoi oppositori, perché rimandando di due anni l'applicazione ...
Lucio Garofalo - 19-09-2005
Salve. Sono un "servo", ma sempre ribelle, di madama Mor-Attila, la barbara devastatrice della Scuola Pubblica, titolare (sigh sigh) del dicastero della ex-Pubblica d-Istruzione...

E' ora (finalmente) di mandare a casa gli unni e i vandali che ...
Salvatore Nocera - 17-09-2005
Si riaprono le scuole ed, a causa dell'immobilismo dell'amministrazione scolastica, i problemi vecchi e nuovi dell'integrazione rimangono insoluti.
Ai tradizionali problemi della mancanza di ore di sostegno, di insufficiente nomina di assistenti per ...
Fabrizio Dacrema - 17-09-2005
La vicenda della scuola islamica di Via Quaranta a Milano, al di là del caso specifico e dei connessi rischi di diffusione dell'estremismo fondamentalista, ripropone inevitabilmente il problema del modello di integrazione che la scuola e la società ...
Maurizio Tiriticco - 17-09-2005
A fronte dei numerosi nunc est bibendum che ho rilevato da più parti, relativi alle ultime vicende dello schema di decreto sul secondo ciclo, io sarei per un più cauto timeo Danaos!
Non nego affatto che non si tratti di una tappa importante circa il difficile processo di attuazione di quanto indicato dal novellato Titolo V in ordine all'istruzione e alla formazione, perché ho sempre considerato la legge 53/03 non l'applicazione di una norma costituzionale, bensì una ghiotta occasione per far passare una concezione della scuola assolutamente da respingere.
Ma stiamo ai fatti. Due sono gli obiettivi raggiunti: da questo anno scolastico non si sperimenta nulla; la "riforma" (ovviamente tra virgolette) non partirà più dal prossimo anno scolastico, ma dal 2007. A fronte di questi risultati, però, nulla di nuovo circa le sorti formali dello schema di decreto: entro il 17 ottobre, acquisito il parere delle Commissioni parlamentari, il Consiglio dei ministri può procedere al suo varo definitivo.
Le Regioni hanno detto la loro e la parola ormai è ai partiti dell'attuale maggioranza. Riusciranno questi a varare un ennesimo decreto a colpi di ulteriori emendamenti, aggiuntivi, soppressivi, sostitutivi? Penserei proprio di sì! Il governo farà il possibile per giungere ad un qualsiasi polpettone finale su cui tutte le varie componenti grandi e piccole che lo sostengono possano esprimere il loro definitivo Sì, anche perché, alla vigilia delle elezioni, questa maggioranza non si lascerà davvero sfuggire l'hatù di una ulteriore "riforma" (sempre tra virgolette) giunta in porto dopo le altre... pur se contestatissime!
Qual è il mio timore? Messe a tacere le Regioni, ormai il terreno è tutto della Moratti e di questa maggioranza. Ed è qui che, al di là di quanto ottenuto come dono grazioso, non mi fido dei Danai! Purtroppo, la delega di cui alla legge 53 è abbastanza ampia, va ben oltre le indicazioni del Titolo V. E' una legge che, per come è formulata, permette e autorizza ogni arbitrio in materia di istruzione e formazione. Questa maggioranza ha letto il Titolo V a suo uso e consumo, non con l'ottica che la nuova Costituzione intendeva aprire - anche perché siamo ancora un Paese ad alto sviluppo! - ma con l'ottica retrograda che vuole pur sempre una scuola per i dotati ed una per i non dotati! Queste cose le Moratti e i suoi apostoli le dicono quotidianamente, anche se chi si occupa di formazione non solo le contesta ma ne dimostra la vacuità scientifica e pedagogica e le respinge per le nefaste ricadute che avranno sul futuro dei giovani e del Paese!
Che cosa ci dobbiamo aspettare in questo scorcio di autunno? Un ripensamento? Non lo credo! Il decreto che sarà varato rafforzerà quell'ipotesi dualistica che, per nulla affatto gettata dalla finestra, ma solo nascosta sotto il tappeto, finirà con il consolidare ulteriormente il sistema dei licei, in attesa che in seguito, nel corso del biennio che seguirà, le Regioni avanzino le loro ulteriori proposte! Ma entro quali spazi? Con quali garanzie? E se le elezioni prossime non cambieranno qualcosa, si dovrà andare al confronto/scontro perenne tra Stato e Regioni? Non sono pochi i problemi! E le scuole continueranno a guardare?
Ed è proprio un'altra questione che mi preoccupa! La trovo sul comunicato dell'ANDiS. Vi si legge che il veto delle Regioni alla sperimentazione può anche essere letto come una iniziativa che, di fatto, infrange i legittimi spazi di autonomia delle scuole su di una materia, quella dei curricoli, che dovrebbe essere di loro competenza: la quale è garantita dal Dpr 275/99, che regolamenta l'autonomia delle istituzioni scolastiche, e dallo stesso articolo 117 del novellato Titolo V. Le Regioni hanno reso un "favore" alle scuole?!
Va ricordato che i coprotagonisti del "fare scuola", oggi, con il nuovo assetto costituzionale sono tre! Ciascuno con propri poteri:
a) il Miur, che dovrebbe dare linee di indirizzo, in ordine a finalità, obiettivi, contenuti di studio, indicare quei livelli essenziali delle prestazioni dai quali gli erogatori del servizio di istruzione e di formazione non possono prescindere (è la governance);
b) le Regioni, a cui spettano altri compiti, di governo sul territorio, di programmazione dell'offerta formativa integrata tra istruzione e formazione professionale nonché la competenza esclusiva in materia di istruzione e formazione professionale;
c) le istituzioni scolastiche e formative autonome, cui spetta il compito ultimo... ma primario di progettare e realizzare i curricoli, di educare, istruire e formare (sono i tre concetti chiave di cui all'articolo 1 del dpr 275/99) in ordine ai loro piani di offerta formativa.
Si tratta di un assetto del tutto nuovo, che discende da un equilibrio sistemico tra più poteri ancora tutto da costruire.
Grazia Perrone - 17-09-2005
Contro la legge 53 si sono schierate - a parole - tutte le Organizzazioni sindacali e tutte le forze politiche. Eppure è passata quasi in sordina la nota - a firma di Reginaldo Palermo - con la quale La Tecnica della scuola anticipa un'importante ...
Stefano Maschietti - 16-09-2005
Testimonianza del prof. G.

Nel corso del dibattito tenutosi il 10 settembre 2005 nello spazio conferenze della Festa di Liberazione (Roma, area ex-mercati generali), dedicato alla drammatica crisi del sistema scolastico e ai possibili scenari di ...
Virginia Mariani - 15-09-2005
Sono appena al quinto anno d'insegnamento, di cui quattro nella, come si dice ora, Scuola Secondaria di primo grado; i primi due sono stata nel tempo prolungato e con una diversabile e, perciò, la classe era di 21 alunni/e. Già due anni dopo, ...
Gennaro Capodanno - 15-09-2005
Dalle segnalazioni che ci stanno pervenendo, in totale contrasto con il quadro ideale che viene descritto dalle istituzioni preposte, emerge una situazione drammatica della scuola napoletana, che anche quest'anno apre i battenti con i problemi di ...
Augusto Cavadi - 14-09-2005
Da alcuni anni dedico l'ultima settimana di agosto alle Vacanze filosofiche per non filosofi, una originale iniziativa di riflessione filosofica, di conoscenza di luoghi, di profondo e amichevole contatto umano.
Quest'anno la Settimana filosofica ...
Bruno Moretto - 14-09-2005
Lettera inviata da 11 associazioni della nostra regione al Presidente per chiedere di bloccare il decreto in conferenza Stato Regioni del 15 settembre.


Al Presidente della Regione Emilia Romagna
All'Assessore alla scuola, formazione ...
Giuseppe Aragno - 14-09-2005
Non tutte hanno vita facile, non ne dubito - e posso capire chi trova che sia deprecabile - ma scuole cattoliche ce ne sono un po' dovunque. E se questo vuol dire libertà di pensiero, mi pare che sia giusto: dai cattolici mi dividono mille cose, ma ...
Cosimo Scarinzi - 14-09-2005
Nell'ultimo periodo molte colleghe e colleghi trovano, nella propria busta paga, trattenute per le assenze per malattia avvenute fra il 1999 ed il 2001.
Nel contratto del 1999, infatti, i sindacati istituzionali avevano accettato di penalizzare i ...
Gianni Mereghetti - 13-09-2005
Lettera aperta ad un insegnante

Carissimo,

è arrivato il primo giorno di scuola dopo un'estate che sarà ricordata per la sua drammaticità. Prima il terrorismo ha dilaniato Londra e Sharm el-Sheik, per non dire dell'Iraq dove ...
Corrado Mauceri - 13-09-2005
PER LA SCUOLA CHE VOGLIAMO: ABROGARE SUBITO LE LEGGI MORATTI

L' Assemblea di Firenze promossa il giorno 10 settembre 2005 dall'Associazione nazionale "Per la Scuola della Repubblica" e dal Comitato toscano "Fermiamo la Moratti" con un'ampia ...
Silvana Vergnano - 13-09-2005
Approvo e concordo con quanto Lucio Garofalo sosteneva tempo fa a proposito di democrazia e scuola.
E forse io sarei ancor più dura per l'amarezza e lo sconforto generale che provo per la scuola ( di cui quella in cui lavoro debbo dire un po' si ...
Grazia Perrone - 12-09-2005
(...)"I supplenti non vanno licenziati (...)" tuona Gino Galati, segretario generale dello Snals-Confsal dalle colonne di Italia Oggi ... e mi riesce difficile non concordare con questa affermazione.

Eppure non mi convince ...

Sia ben chiaro. ...
Eliana Mori - 12-09-2005
Sono una maestra elementare, credo profondamente nel mio lavoro e nei valori della scuola di Stato. Sono assolutamente contraria alla scuola confessionale (di qualsiasi confessione si tratti) e privata, ma non posso, in una circostanza come questa, ...
Anna Pizzuti - 10-09-2005
"Non c´è nessun contenzioso in atto, è aperto un confronto che si concluderà entro il 15 settembre. Poi il decreto andrà in Consiglio dei ministri entro il 17 ottobre", ha dichiarato - piccata e nervosa, stando a quanto riferisce Mario Reggio su La ...
Francesco Paolo Catanzaro - 10-09-2005
Il tornado Katrina si è dissolto. New Orleans piange i suoi morti. Si tirano le somme . E ci si accorge che la maggior parte dei morti sono povera gente che non aveva i fondi necessari per fuggire. E' la sconcertante constatazione che disorienta. Ci ...
Lucio Garofalo - 10-09-2005
Premetto di essere un marxista di stampo eterodosso, di sincera formazione libertaria e democratica. In altre parole, non mi sono affatto convertito al veterostalinismo di marca cossuttiana.

Eppure sulla vicende cubane non mi convince quello che ...
Arturo Ghinelli - 10-09-2005
Come è noto, in Cina esiste una legge che vieta alle coppie di avere più di un figlio per limitare l'aumento demografico in un paese che conta già un miliardo e mezzo di persone.
Cosa succede a chi non rispetta la legge?
La guida del nostro viaggio ...
Gennaro Capodanno - 09-09-2005
Anche in questo afoso settembre, mentre le famiglie sono alle prese con i cospicui aumenti di libri ed attrezzature scolastiche, siamo costretti a subire, come per gli anni pregressi, i soliti rituali, da parte delle cosiddette autorità preposte, ...
Gianni Mereghetti - 09-09-2005
Cesare Pavese ha scritto che "l'unica gioia al mondo è cominciare", aggiungendo poi che "è bello vivere perchè vivere è cominciare, sempre, ad ogni istante". Questa affermazione di Pavese si ritrova spesso dentro la vita, ma vale anche per la scuola? ...
Ufficio Stampa Opam - 08-09-2005
Riceviamo e segnaliamo

COMUNICATO STAMPA

Opera di Promozione dell'Alfabetizzazione nel Mondo
"Chi adotta un bambino salva una vita,
chi adotta un maestro salva un villaggio intero"

Roma - Ricorrerà l'8 settembre la Giornata Mondiale ...
Gianni Mereghetti - 08-09-2005
Mi ha colpito il giudizio che ha dato lo scrittore Luca Doninelli sul fatto che le ragazze di Parigi abbiano appiccato il fuoco in un palazzo per gioco e lo abbiano confessato in modo così disarmante. Doninelli ha colto nel segno, questo grave episodio porta ancor più alla luce l'urgenza dell'educazione.
Giusto quindi che Doninelli ci sfidi, invitandoci a non fermarci solo a condannare il sistema educativo degli altri, ma a chiederci se anche i nostri figli o i nostri studenti siano capaci di un gesto di tanta incoscienza.
La domanda che pone Doninelli me la sono posta anch'io e m'è venuto un brivido perché non sono riuscito a rispondere di botto: "No! I nostri ragazzi, le nostre ragazze non sarebbero capaci di tanto!". Ho indugiato, il che è significativo di una incertezza educativa che presente dentro la nostra società prende anche chi come me ha sempre creduto nell'educazione e pur con i suoi limiti vi ci si è impegnato.
Una cosa allora è certa, è che, se i nostri giovani ne fossero capaci, la responsabilità sarebbe di noi adulti, genitori, insegnanti, della nostra resa di fronte alla realtà, di una preoccupante incapacità a considerarla secondo tutti i suoi fattori.
Le ragazze di Parigi, come del resto i nostri figli e i nostri studenti, è della realtà che sono state private. Abbiamo parlato loro di tante cose, abbiamo anche insinuato nelle loro teste valori di tutti i tipi, li abbiamo impegnati nel volontariato, ma la realtà è sempre stata un'altra cosa rispetto a ciò che abbiamo detto o fatto con loro, è stata nulla, tanto che si può appiccare un fuoco e uccidere delle persone per gioco.
Ricomincia un anno scolastico, c'è da ritrovare la realtà e la prima responsabilità è nostra, è ora che cominciamo a dire agli studenti che ci troveremo davanti parole intrise di reale.
Adaco - 08-09-2005
...libero da condizionamenti e incentrato sul merito

Nelle recenti discussioni che hanno avuto luogo su vari forum, relative alla situazione dei precari e all´ultima immissione in ruolo nella scuola, non è stata sufficientemente tenuta in ...
Leonardo F. Barbatano - 07-09-2005
Caterina Bonci, un'insegnante di religione di una scuola elementare della Repubblica italiana, è stata licenziata dal vescovo di Fano perché divorziata e perché portava la minigonna. Ora voi vi metterete a ridere perché penserete che vi sto ...
Massimo Nutini - 06-09-2005
Riceviamo da Massimo Nutini richiesta di diffusione di un suo articolo apparso su Scuolaoggi.org

1) La storia della "riforma" Moratti

Bisognerà pur iniziare a scrivere la storia della "riforma della scuola" voluta dal centro destra, nella vigente legislatura. È una storia alla quale rimangono coerenti la grande maggioranza degli atti adottati, fino alle più minute note ministeriali (compresa la n. 1622 del 3 agosto 2005 sull'anticipo e la generalizzazione, sulla quale ci soffermeremo più avanti) ed è una storia che si sviluppa principalmente su tre livelli: il livello mediatico, il livello della produzione normativa ed il livello della prassi amministrativa.

Al livello mediatico si è operato per "informare" il paese che è stato evitato il disastro che sarebbe derivato dalla precedente riforma, voluta dal centro sinistra (che aveva già prodotto "il dilagare del marxismo dogmatico nella scuola italiana" ) e che la scuola è cambiata, permettendo l'anticipazione dell'avvio dei percorsi d'istruzione, offrendo più tempo pieno, personalizzando i piani di educazione ed istruzione, dotando ogni alunno del portfolio delle competenze acquisite, realizzando un sistema di valutazione di livello europeo, etc.

Si è trattato un'operazione a doppia valenza: da un lato si è voluta portare, virtualmente, una bandierina sulla cima della montagna, per poterla mostrare come una delle tappe raggiunte tra quelle promesse nel "contratto con gli italiani" e, dall'altro, si è voluto dare alla scuola reale (a chi nella scuola vive, opera e lavora, verificando l'inconsistenza degli interventi annunciati e la consistenza dei tagli di risorse effettuati) il messaggio della totale restaurazione di un sistema che ha chiuso di fatto ogni rapporto con i protagonisti veri dei processi formativi, relegandoli in un ruolo gregario e marginale, con l'obiettivo di produrre sfiducia, disimpegno, ritorno ai "vecchi metodi".

Visto che di "storia" stiamo parlando rimangono emblematici il periodo del primo rapporto del prof. Giuseppe Bertagna secondo il quale "Il sistema educativo di istruzione e di formazione, sebbene desideri interpretare il ruolo di Davide, è, nel complesso, perdente davanti al gigante Golia dell'emarginazione sociale" e l'articolo dell'Ispettore Raffaele Iosa il quale, all'indomani dell'uscita del rapporto, affermava che "La natura vera del documento non è, infatti, nell'architettura degli anni di scuola, né nei disegnini che i giornali hanno abbondantemente diffuso. Il documento nasconde una ben diversa mission: è il primo esplicito manifesto pedagogico di una nuova destra reazionaria, rimasta carsica e rancorosa dagli anni 60 in poi, che riemerge approfittando di un 'ritocco' ad una legge, verso un nuovo modello pedagogico, oggi assente nel paese: la scuola come nuova e più raffinata selezione sociale".

Al livello della produzione normativa si è assistito ad una copiosa emanazione di norme senza la dovuta copertura finanziaria. Non è un caso se la legislazione di riforma scolastica è stata citata ad esempio dal Procuratore generale della Corte dei Conti, in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario 2004, per denunciare l'insorgere di "formule di copertura nuove e inconsistenti fondate su quantificazioni 'manifesto' e sul mero rinvio a successive decisioni di bilancio".

Al livello della prassi amministrativa l'elemento che maggiormente ha caratterizzato l'operato dell'attuale gestione del Ministero è stato il continuo tentativo di anticipare l'attuazione di provvedimenti in itinere, con l'invenzione di "sperimentazioni" inesistenti, nella realtà mai progettate, definite negli obiettivi, verificate. Ed è proprio al livello di tale prassi (le numerosissime circolari, note, lettere, etc., quotidianamente diffuse dal Ministero) che maggiormente si è potuta misurare la mancanza di un progetto vero, di un programma, di risorse, di un minimo di coerenza tra tali atti e le finalità generali indicate nella legge.
Corrado Mauceri - 06-09-2005
Vi faccio avere in allegato una locandina dell'incontro di sabato 10 p.v. con preghiera di farla girare e di fare in modo che possa esserci un'ampia partecipazione dalle diverse realtà sia territoriali che associative; hanno già prennunciato la ...
Centro di ricerca per la pace - Viterbo - 04-09-2005
Nei prossimi giorni e nelle prossime settimane si svolgeranno in Italia molte iniziative per la pace e la giustizia: la marcia Perugia-Assisi, convegni, seminari, conferenze, altre manifestazioni ancora. Ed e' certo cosa buona e giusta. Ma tutte ...
Gianni Mereghetti - 03-09-2005
La domanda se una scuola islamica possa diventare paritaria è legittima, la risposta è semplice.

Sì, lo può diventare se, come dice la legge sulla parità scolastica, tale scuola ha un progetto educativo in armonia con i princípi della ...
Laura Tussi - 03-09-2005
Riflessioni su anni di precariato


Nel contesto educativo occorre relazionarsi assiduamente con colleghi, con superiori, con ragazzi e con i loro genitori. Si è esposti al giudizio di tutti a 360 gradi con conseguenze spesso devastanti, sia a livello esistenziale che psicologico. Personalmente "forse" sono riuscita immune da sei pesanti anni di precariato perché mi sono sempre e costantemente posta il problema dell'educazione e della necessità di apprendimento, di crescita sociale, culturale e psicologica di ogni ragazzo.

Più volte nel corso della professione di insegnante mi sono trovata in situazioni disperate, in circostanze assurde che sembrano irrisolvibili anche da parte di tanta pedagogia scolastica e didattica.

Ve ne riporterò degli esempi.
Segreteria Cgil e Flc-Cgil Marche - 02-09-2005
LA CGIL E LA FLC-CGIL SU: L'INDIRIZZO METODOLOGICO MONTESSORI
DELLE CLASSI DI SCUOLA PRIMARIA SUL TERRITORIO DI CHIARAVALLE (ANCONA).



In riferimento alla vostra lettera pervenutaci in agosto all'inizio della quale ci ringraziate "per aver disatteso clamorosamente le promesse fatte", vi diciamo che, al contrario, siamo stati coerenti con gli impegni assunti.
Confermiamo che per la CGIL i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori non sono altra cosa rispetto alla difesa e alla promozione dei diritti di cittadinanza.
Confermiamo altresì che ci siamo adoperati, negli ultimi mesi, per trovare una soluzione (sinora mai individuata) che potesse garantire l'esigibilità del diritto dei docenti alla programmazione in cui si riconoscono e credono e dei genitori di avere risposte ad una richiesta alternativa di metodo d'insegnamento, nel caso specifico, del metodo Montessori.
Inoltre teniamo a precisare che nessun nostro legale ha sostenuto il ricorso al TAR delle Marche del 20.6.05 proposto da 56 insegnanti.
Questi hanno autonomamente e legittimamente intrapreso l'iniziativa, nel merito della quale la CGIL non è entrata (e neppure ne è stata minimamente investita).
Detto questo, evitando di commentare toni ed affermazioni della vostra missiva, che comunque respingiamo, teniamo a richiamare alcuni aspetti.
Non deve sfuggire che esistono luoghi deputati alle decisioni - istituzioni scolastiche ed enti locali - e altri ove si esercitano funzioni di orientamento.
Appare, quindi, pretestuoso attribuire alla CGIL entrambi i ruoli e le responsabilità.
La "vicenda Montessori" si protrae da molti anni e vede coinvolti diversi soggetti: i docenti, i genitori, le istituzioni pubbliche - quelle scolastiche e quelle istituzionali -oltre al sindacato.
La situazione che si è determinata nel tempo, probabilmente per responsabilità diverse, richiede una capacità di governo straordinaria , equilibrata, che esige tempo, disponibilità, affidamenti reciproci.
E' in questo senso che ci siamo mossi e proviamo a muoverci, con oggettiva difficoltà, ma con assoluta trasparenza e correttezza, che seppur in parte comprensibili, quanto ingiustificate reazioni e moralistiche affermazioni, non riusciranno ad appannare.
Per la CGIL è chiaro, perchè lo abbiamo sperimentato, che senza una reale volontà di ascolto, di rispetto, finora molto difficili da ottenere ed un pieno coinvolgimento di tutti i soggetti, in primis docenti e genitori, nessuno potrà mai risolvere una vicenda che si è avvitata su sé stessa e che coinvolge ormai l'intera comunità di Chiaravalle.
Con la necessaria pazienza e determinazione, noi pensiamo ad una soluzione praticabile, ispirata ai principi sopra citati, da proporre ai soggetti che dovranno poi condividerla e praticarla.
Tale soluzione noi la intravediamo nella costituzione - nell'ambito della scuola primaria - di un numero ben determinato di sezioni dedicate al metodo Montessori.
Ovviamente garantendo, nel contempo, l'esercizio delle altre diverse opzioni metodologiche che il Collegio dei docenti intenderà adottare.
E' ovvio che a un sindacato come il nostro compete la proposta, è altrettanto ovvio che le decisioni di merito competono ai soggetti istituzionali e professionali individuati dalle leggi di questo Stato.

Ancona, 31 Agosto 2005
Maurizio Tiriticco - 01-09-2005
E' con viva soddisfazione che ho letto il provvedimento che il Garante per la protezione dei dati personali ha adottato lo scorso 27 luglio nei confronti della "introduzione di un documento di valutazione e orientamento, denominato Portfolio (o ...
galassia scuola
Spazio aperto alle riflessioni e alle opinioni personali su quanto avviene nella scuola in generale, nella nostra scuola in particolare, nelle piazze e nei palazzi in cui la scuola è all’ordine del giorno. Insegnanti, ma anche studenti, operatori, genitori … possono dar vita a un confronto su tematiche attuali, a patto che la discussione sia corretta.
Astenersi anonimi e perditempo!
La Redazione
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