Anno scolastico 2008-2009 - mese di ottobre
Giuseppe Aragno - 31-10-2008
E' una truffa. Disinformazione organizzata dalla sinistra.

video.corriere.it

Poche parole, dott. Berlusconi, quante ne meritano la tracotanza cilena con la quale lei truffa e si dichiara truffato e l'abituale piroetta con la quale domani sosterrà che a raccontare frottole ai suoi danni sono stati giornalisti rossi, Fede, Liguori, Giordano e Mimun, noti sovversivi di sinistra e, ad un tempo, direttori dei suoi numerosi telegiornali.
Francesco Masala - 31-10-2008
Adesso inizia la parte difficile. Entro qualche settimana avranno distrutto tutto il sistema della formazione pubblica e poi? E' vero, ci vorranno anni per applicare tutte le norme che hanno approvato e approveranno, e lo faranno una per volta, ci sarà l'illusione del referendum che fra un anno avrà un numero di votanti sotto il 50%, le televisioni avranno tempo di addomesticare le coscienze, è una gara di fondo e il rischio che il tempo sia dalla loro parte è una certezza.
La questione fondamentale è una sola, come tenere vivo il movimento che è cresciuto nelle ultime settimane.
Miha - 31-10-2008
Il sistema è come un proprietario del supermercato: non gli interessa se noi compriamo la pasta di marca o quella sottoprezzo perchè lui, evidentemente, ci guadagna comunque. La cosa che gli interessa, eventualmente, è la nostra motivazione, il nostro stile di vita frutto evidentemente della nostra cultura. Similmente nel calderone delle spese dello stato gli otto miliardi tagliati alla scuola sono bazzecole, circa il 2% della spesa totale, che assolutamente non giustificano l'accanimento con il quale vengono perseguiti.
Franco Labella - 31-10-2008
Lo posso confermare perchè cero (ero in gita scolastica con i miei studenti, quelli seri che non fanno tutte ste cose strumentalizzate):

a) non erano più di 1.000-1.500 persone, di stazza gigantesca (quindi ognuna ocuppava almeno 3 mq a Piazza del Popolo, solo che si spostavano quando vedevano le tellecamere, insomma "facevano ammuina" come i marinai di Franceschiello, si spostavano per far credere che fossero di più, sè visto bene questa cosa a TG2 e TG4);

a) non erano più di 1.000-1.500 persone, di stazza gigantesca (quindi ognuna ocuppava almeno 3 mq a Piazza del Popolo, solo che si spostavano quando vedevano le tellecamere, insomma "facevano ammuina" come i marinai di Franceschiello, si spostavano per far credere che fossero di più, sè visto bene questa cosa a TG2 e TG4);
Danilo Sbarriti - 31-10-2008
Vi domando se non sia il momento di chiedere uno

SCIOPERO GENERALE UNITARIO DI TUTTE LE CATEGORIE AL FIANCO DEGLI STUDENTI

Al fianco di tutte quelle ragazze e ragazzi che ci stanno dando ogni giorno un esempio ed un insegnamento di democrazia, chiediamolo tutti insieme, ai nostri compagni di lavoro, alle nostre rappresentanze Sindacali.
Silvia Maiorani - 30-10-2008
E ritorna la stessa sensazione di impotenza che ho avuto per molto tempo dopo essere stata a Genova, al G8. La polizia guarda, aspetta. Aspetta. Aspetta. Aspetta. Dopo che qualche infiltrato ha dato il via, i FASCISTI, quelli di sempre, protetti, hanno cominciato a fare piazza pulita. Allora mi chiedo quante volte ancora dovremmo vedere scene simili. Quante volte ancora la democrazia risulterà essere una dittatura?
Diletta Basini - 30-10-2008
Questo è un mio sfogo che io ipoteticamente rivolgo al Ministro Istruzione

Onorevole Ministro,
Le scrivo la presente lettera per denunciarLe il furto del mio futuro. Sicuramente starà sorridendo di questa mia affermazione, ma come Lei sa il futuro non è un bene materiale, concreto di cui possa denunciare il furto alle autorità competenti; il futuro è un'immagine, un pensiero, un progetto che cresce nella mente giorno dopo giorno, dunque non esiste in questo particolare momento storico, di conseguenza posso rivolgermi solo a chi sta compiendo il furto, cioè Lei (ma non penso che sia l'unica a cui mi dovrei rivolgere...).
Le spiego perchè La ritengo "colpevole".
Io ho vent'anni e da qualche anno mi frulla nella testa un'idea balzana: fare l'insegnante, precisamente la professoressa di italiano e di storia perchè penso di sentire dentro quella che si chiama vocazione, a cui Lei nei suoi discorsi fa spesso rifermento.
Libero Tassella - 30-10-2008
Credo che questa maggioranza oggi abbia fatto un gravissimo errore.
Siamo solo all'inizio e lo sciopero del 30 è solo una tappa del nostro lungo cammino.
La società civile è in movimento, c'è un fenomeno nuovissimo: la presa di coscienza degli studenti che si esprimono contro modelli culturali sociali ed economici peraltro in crisi .
Colleghi, non domandatevi per chi suona la campana essa suona per tutti noi e siamo tutti coinvolti, ora nessuno si senta escluso o si escluda.
Michele Corsi - 30-10-2008
Il governo ha convertito in legge il decreto 137. Lo ha fatto a gran velocità, come sta accadendo per tutti i provvedimenti che riguardano la scuola e l'università. Si è giustamente condannata quest'arroganza, ma non ci si è soffermati sul perché: perché coartare tempi, porre la fiducia, impedire dibattiti? Per disprezzo nei confronti delle Camere? Ma se dispongono di una maggioranza larghissima! La risposta mi pare semplice: discussioni parlamentari prolungate avrebbero facilitato la circolazione di informazioni tra genitori e insegnanti, e dunque avrebbe aumentato la loro capacità di reazione. Hanno sbagliato i calcoli? Direi di sì.
Ilaria Ricciotti - 30-10-2008
In occasione dello sciopero alcuni dirigenti
hanno minacciato con eleganza gli sudenti:

" Chi domani a scuola non verrà
una sanzione in condotta riceverà!"
Maria Antonia Stefanino - 30-10-2008
Ieri, 29 ottobre 2008, un giornale, organo ufficiale della destra della mia città, titolava "Aggrediti gli studenti che vogliono studiare".Solo il giorno prima un articolo di Repubblica con relative interviste rendeva noto ai più il pensiero dei figli della a-borghesia napoletana .Uso questo termine perché non è mai esistita una borghesia napoletana, essa è in gran parte, nella sua parte migliore, composta da bottegai e artigiani che, se di buona levatura, conquistano posizioni di mercato durature, da pregiudicati o più o meno tali che diventano imprenditori e spesso in seconda e terza generazione si riqualificano come professionisti, e boiardi di stato a vario titolo .
Cosimo De Nitto - 29-10-2008
Costituendo la mozione votata alla Camera un vincolo formale per il Governo, mi chiedo: può il ministro ritenere praticamente carta straccia la stessa mozione che il governo e le forze di maggioranza e lei stessa hanno solennemente votato? E lei, la ministra, può fare quello che le pare e piace, tanto che a distanza di appena 18 giorni smentisce tutto e dice di voler fare altrimenti (niente classi separate, solo corsi magari pomeridiani di rinforzo linguistico), degradando, si fa per dire, la questione a mero problema didattico di cui, sa bene, non è competente il governo, ma i docenti e le scuole?

Con buona pace dell'on Cota che ci rimette la sua faccia, che ha prestato in diverse trasmissioni televisive, rimediando anche cattive figure, per compiacere il suo popolo (così si dice oggi) che altrimenti si chiederà cosa sta a fare la Lega nel governo, se almeno nelle questioni degli "stranieri" non ci mette il becco e fa sentire la sua voce.
Gli insegnanti del liceo-ginnasio statale Caro - 29-10-2008
Confermiamo, oltre ogni singola appartenenza politica e sindacale, il nostro unanime e forte dissenso rispetto alle direttive portanti del Piano programmatico, poiché siamo certi che un indiscriminato taglio delle risorse non può rappresentare una risposta adeguata alle urgenti necessità di modernizzazione e riqualificazione del sistema scolastico e poiché siamo onestamente orientati ad offrire un serio e adeguato servizio agli alunni e alle loro famiglie.
Crediamo che la scuola sia lo strumento con il quale uno stato civile ha il dovere di garantire a tutti i suoi cittadini il diritto all'istruzione e non un settore improduttivo su cui operare indiscriminati tagli di spesa, senza alcun riguardo per la qualità dell'insegnamento.
Salvatore Lucchese - 29-10-2008
La fase storica che stiamo vivendo rappresenta un passaggio cruciale per la tenuta democratica del nostro Paese. Non possiamo rassegnarci alla dittatura della maggioranza. Ora è giunto il momento decisivo di puntare su nuove forme di lotta e partecipazione. Non disperdiamo le forze e le energie che in queste settimane si sono risvegliate in tutto il paese.
Il decreto 137/08 è stato approvato definitivamente dal Senato
Giuseppe Aragno - 28-10-2008
Domenica sera. I Tg danno spazio a tutte le scemenze possibili sul Circo Massimo, la fanno lunga sull'immancabile omicidio, s'incantano sulla conversione di Michele Placido che, fiutato il vento come un cane da tartufo, s'è buttato a destra e, senza sapere di che parla, come un cane recita a soggetto per difendere Pansa e le sua "Resistenza riveduta e corretta. Berlusconi ha appena smesso di delirare sul consenso bulgaro che lo accompagna, mentre non si sa se si ispira a Videla o Pinoschet, quando il cellulare annuncia un messaggio e l'Italia che lotta, cancellata dalla televisione, appare sul minuscolo display:
Docenti dell'ITC Caruso - 28-10-2008
I docenti dell'Istituto Tecnico Commerciale Caruso di Napoli esprimono un netto dissenso per gli interventi normativi emanati e proposti nel settore scuola ed istruzione di ogni ordine e grado.
Provvedimenti che non scaturiscono da un serio esame dei bisogni della società e dei giovani di oggi ma hanno solo lo scopo di ridurre la spesa nel settore nevralgico dell'istruzione di circa 8 miliardi di euro.
Essi ritengono che una riforma seria ed efficace dovrebbe comportare il coinvolgimento attivo di chi nella scuola vive e opera quotidianamente e con passione: studenti, personale ATA, docenti e dirigenti.
Basta con pseudoriforme a costi zero: vogliamo una scuola rispettata come organo istituzionale di uno stato democratico, adeguatamente finanziata e democraticamente amministrata. Cominciamo con investire più risorse nella scuola statale, offrendo periodicamente la possibilità di un vero aggiornamento professionale e migliorando le strutture scolastiche.
Claudia Fanti - 28-10-2008
Ebbene tutto è accaduto in un battibaleno. Un colpo di bacchetta, e la scuola elementare - primaria si avvia verso la sua scomparsa. Al suo posto, come per magia, nascerà uno scenario di dealfabetizzazione senza precedenti. L'invisibile ragione della pedagogia ha lasciato il posto alle ragioni dei ragionieri.

Il mondo avrebbe avuto bisogno anche dell'Italia per far fronte alle sfide della globalizzazione o no? Lo si credeva. Sì, si pensava a un'immensa scuola moderna nella quale bambine e bambini, senza o con i grembiulini, sarebbero stati i primi a far sognare un futuro affollato di cittadine e cittadini consapevoli, preparati, pronti alla creazione di qualcosa che ancora non c'era: l'inclusione, la solidarietà, gli scambi di ricerca fra popoli, l'innalzamento planetario del sapere.
Libero Tassella - 27-10-2008
Facciamo che la frase di Derek Bok (presidente emerito dell'Università di Harvard) diventi lo slogan della nostra protesta:
"Se l'istruzione è un costo, provate l'ignoranza"
E il 30 i sindacalisti diano l'esempio: scioperino con trattenuta.

Forum Insegnanti - 27-10-2008
Il disegno che oggi colpisce pesantemente Scuola ed Università fa parte di una più vasta strategia d'attacco ai beni comuni che questo regime sta portando alle estreme conseguenze, ma che altro non è se non il continuum delle politiche sull'istruzione che si sono susseguite negli ultimi quindici anni con governi di diverso colore.
Il P.d.L Aprea attualmente in discussione in Parlamento è la summa di questo devastante progetto politico sviluppatosi nel tempo con complicità trasversali ed irrespondabili negligenze.
Toccherà al mondo della scuola militante e al grande movimento studentesco sorto e sviluppatosi in misura esponenziale in questi giorni, del quale cogliamo l'enorme portata e le notevoli potenzialità, il compito storico di organizzare una opposizione sociale, aggregando attorno alle Scuole e alle Università i lavoratori, i genitori e quanti intendono resistere e difendere il bene comune dei luoghi dove si forma la conoscenza libera.
Lavoratori del Pacinotti - 27-10-2008
Il progetto Tremonti-Gelmini prevede una politica costituita esclusivamente da pesantissimi tagli che colpiscono la Scuola pubblica di ogni ordine e grado.
Ciò avviene in controtendenza con quanto si verifica negli altri Paesi avanzati ed emergenti.
Emblematico l'intervento sulla Scuola elementare, ritenuta il fiore all'occhiello dell'intero sistema scolastico e vista come modello da imitare a livello internazionale.
Di fronte a questo attacco indiscriminato alla scuola pubblica in tutta Italia sono in atto proteste sempre più estese che coinvolgono tutte le componenti della vita della scuola e dell'università: docenti, alunni, personale ATA, rettori, ricercatori, famiglie....
Riteniamo di dover prendere posizione aderendo a questo movimento di protesta...
Doriana Goracci - 27-10-2008
in una terza elementare di Viterbo, una maestra, con delle difficoltà personali, ha picchiato un bambino romeno, di otto anni, da pochi mesi in Italia, con personali difficoltà di capire e parlare l'italiano. I testimoni e "delatori" sono i suoi stessi compagni, che vedendolo finire contro un muro e cadere a terra, si sono spaventati e l'hanno raccontato, a casa.

Le pagine dei Media, con ben altra diffusione, parlano di Frottole e Frottolieri, Malvagi e Governatori , nonchè di "facinorosi" studenti e loro agitprop: "il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri.... " così il saggio picconatore, nonno Cossiga.
Ottaviano Molteni - 25-10-2008
Ieri sera ho seguito una parte di Matrix. Argomento, naturalmente, la scuola. Un professore, intelligente a parer mio, formulava un' obiezione interessante. Non è tagliando i fondi che si eliminano gli sprechi o i parentelismi. Presentava l'esempio eclatante dell'Università di Bari dove sono perfettamente collocati nei vari dipartimenti e facoltà molteplici (ed è il termine esatto credo visto che si tratta di 10/15 elementi) vari componenti della stessa famiglia. Pensare ad un caso è quantomeno dubbioso. Ma ad ogni buon conto il ragionamento proposto diceva che al posto di tagliare a caso sarebbe meglio incentivare, premiare la sperimentazione comprovata di alcuni atenei. Solo chi effettua una ricerca sperimentata e comprovata ha i contributi dallo stato. Fondi inviati ad Università come quella sopracitata non farebbe altro che permettere di nuovo una nuova divisione delle sovvenzioni sui titolari presenti che, al limite, se necessario, potrebbero organizzare un corso nuovo di laurea ed incamerare ulteriormente altre risorse. Un'idea. Se ne potrebbe parlare.

Ma il punto cardine di tutto è la scuola Primaria.
Cosimo De Nitto - 25-10-2008
Ero in tutte altre faccende affaccendato la sera del 21 ottobre scorso. Sapendo che, nonostante la pensione, continuo ad appassionarmi ai problemi della scuola, mio unico e immenso amore professionale, sono stato chiamato: corri, corri a vedere; una trasmissione sulla scuola.
Gad Lerner conduceva la puntata dell'Infedele dal titolo "Scuola e stranieri: un muro tra i banchi?".
Cosimo De Nitto - 24-10-2008
Io mi sentirei di accampare solo una piccola osservazione: se sono 44 gatto-comunisti, se i sondaggi (ah!, i sondaggi come sono comodi ed utili, si potrebbe governare anche senza elezioni, senza confronto con fastidiose minoranze e riserve indiane, basterebbero solo i sondaggi in combinato disposto con l'auditel televisivo) dicono, affermano, sanciscono, minacciano, legiferano accordandogli il 70, 80, 100, anche 120% dei consensi, perché mai mandare la polizia?
No, falso! Mai detto che faremo intervenire la polizia "Polizia negli atenei? Mai detto. Sono i giornali che, come al solito, travisano la realtà".
Ma dai Cavaliere! Tra poco dovremo allungare l'Italia per contenere il tuo naso! Ci fai il ponte che ci congiunge alla Libia, altro che sullo stretto.
Doriana Goracci - 24-10-2008
La Maria Stella dialoga, come le borse, con cifre leggere da sù a giù, quasi fossero manganelli Gelmini. I titoli dei giornali che ho potuto scorrere sono lontani dalla realtà: parola di Silvio, a Pechino. Ascoltatevi, lo dice anche Giorgio, il nonno Napolitano. Non è mai troppo tardi...anche se Epifani, non osa neanche pensare e Veltroni, finalmente se pò fà la sua giornata, fuori dall'Ombra: il 25 ottobre. I sempreverdi non temono cadute, di foglie e di stile.
Ottaviano Molteni - 24-10-2008
Oggi abbiamo partecipato alla prima, dopo lungo tempo, assemblea sindacale unita. Il momento cosi' grave ha fatto sì che tre sindacati diversi tra loro abbiamo, finalmente, promulgato un "qualcosa" di unitario. La situazione è stata ben espletata, chiarita nei dettagli di ciò che ci aspetta e cosa si va a distruggere. Mai vista cotanta adesione. Nemmeno un posto libero nella platea. Somma gioia. Ma se si pensa che l'assemblea era rivolta ad almeno 5 IC, scuole dell'infanzia e primaria, il numero è comunque risicato....
Doriana Goracci - 24-10-2008
Il tappeto rosso, disteso a terra, per far passare VIP, dignitari, reali, celebrità, a Roma, al Festival del Cinema, è stato calpestato per pochi istanti, per poco pochissimo, dai meravigliosi facinorosi...
Nel mentre, la Stella Maria, della Gelmini Pubblica Istruzione, ha "ricevuto" e "comunicato" agli studenti che il decreto resta: gli altri erano fuori. Da giorni sono nelle piazze italiane, a gridare, a sentire lezioni del Libero Sapere, ad improvvisare cortei, organizzati da loro stessi: sanno quanto la precarietà non libera e nobilita nessuno. Nelle piazze degli Affari, ci sono facce sconvolte, da Tapis Roulant, che ti buttano a picco gli indici delle borse e fanno emergere la Paura, il Gran Buco, il Deficit, la Recessione, il Rosso.
Maria Grazia Fiore - 23-10-2008
alle nostre voci insistenti e alle nostre denunce. Ciò per cui si sta protestando è il futuro del nostro sistema formativo e della nostra nazione. Se volete radere al suolo tutto, con la scusa che tutto è marcio ed inutile, non permetteremo che questo accada di soppiatto mentre la platea elettorale fa zapping tra un reality ed un Porta a porta.

Abbiate il coraggio di spiegare le vostre decisioni e confutare le accuse, testi legislativi alla mano, articolo per articolo e comma per comma. Stanate fuori le nostre bugie non con le accuse demagogiche o con le minacce velate ai direttori di giornali ma con le argomentazioni politiche proprie di uomini di governo.
Cosimo De Nitto - 23-10-2008
Rapide note ispirate dalla patetica figura fatta dall'On. Cota della Lega Nord nel corso della trasmissione L'Infedele di Gad Lerner. Cota è l'autore dell'emendamento che prevede la formazione di classi speciali per i bambini stranieri.
Non le chiamo, come dovrei per esigenza di precisione, di "inserimento" perché mi sembra poco credibile che la Lega Nord si interessi e preoccupi dell'accoglienza e dell'integrazione dei cuccioli degli stranieri.
Giuseppe Aragno - 22-10-2008
Le ragioni profonde del suo crescente nervosismo, dott. Berlusconi, si posson anche capire: l'ei s'è illuso.
Un governo inesistente, l'acquiescenza dell'opposizione, un Parlamento costruito su misura da una legge elettorale liberticida, un Presidente della Repubblica che non ha la tempra del combattente, il dominio pressocché incontrastato su giornali e televisioni, il momentaneio consenso di larghi strati della popolazione, stanca della politica e intossicata dalla spazzatura televisiva, le avevano lasciato credere di avere in pugno il Paese.
Kenny Dalglish - 21-10-2008
Si narra che in Russia all'epoca della rivoluzione fallita del 1905 migliaia di contadini, che abitavano non lontano dalla residenza dello zar, cominciarono a nutrire seri propositi di rivolta...

Questa storia viene in mente in questi giorni quando si ha notizia di una fiumana di fax e di mail diretti al presidente della repubblica Giorgio Napolitano con la richiesta di non apporre la firma alle leggi Gelmini una volta uscite dal Senato.

Vittoria Menga - 21-10-2008
Negli ultimi giorni le occupazioni delle scuole, le manifestazioni e gli scioperi hanno portato alla ribalta il problema dei tagli agli investimenti nel settore istruzione-ricerca e il problema degli sconvolgimenti economici sul mercato mondiale. Temo che tutta questa agitazione mascheri e non permetta di vedere chiaramente la vera portata dello tsunami che sta investendo la società italiana e la scuola in particolare.

Tutti gli adulti consapevoli, educatori, genitori e insegnanti devono unire le loro forze per strappare i giovani a questa deriva, contribuendo, ognuno dalla sua trincea, a questa ricostruzione di senso di cui la scuola ha urgente bisogno.
Vittorio Delmoro - 21-10-2008
Caro segretario,

se le notizie che leggo sulla stampa sono vere, ti pongo una questione che ha bisogno di essere risolta nel più breve tempo possibile.

Leggo infatti che Cinzia Gelmini, sorella del Ministro Mariastella Gelmini, contrariamente a quanto dichiarato (dalla stampa stessa) non intende scioperare il prossimo 30 ottobre.

Ora, che Cinzia Gelmini si trovi in una situazione oggettivamente imbarazzante è facile da capire; che intenda sottrarsi al gioco mediatico che vorrebbe mettere le due sorelle una contro l'altra è un sentimento apprezzabile; che voglia bene alla sua ingombrante sorella e tenga alla famiglia in cui vive è un fatto strettamente privato che non mi interessa; ma che da iscritta alla FLC abbia deciso di non scioperare, be' questo mi interessa e pure tanto!
Gianfranco Pignatelli - 21-10-2008
Provate a digitate sussidiarietà e, sullo schermo del vostro pc, vedrete comparire una sottolineatura che evidenzia l'errore. Neanche i computer riconoscono questo termine come corretto. Figuriamoci l'umano buonsenso. Ciononostante questa espressione gergale è entrata nell'intercalare quotidiano dei nostri ministri. Indica l'affidamento ai privati di funzioni costituzionalmente spettanti allo stato. Leggi sicurezza, sanità ed istruzione. Servizi subappaltati a ronde di squadristi locali, cliniche politicamente lottizzate, diplomifici e scuole confessionali. Concessioni, più elargizioni pubbliche, in cambio di voti e, più spesso, di tangenti. Una partita di giro. Così il contribuente diventa cliente e non è più cittadino detentore di diritti. In tal modo paga due volte.
Libero Tassella - 21-10-2008
Ecco tutte le BUGIE del Ministro dell'Istruzione Gelmini, smentite puntoper punto con DATI certi e verificabili:

1) La spesa è fuori controllo. NON E' VERO !!!! In questi anni la spesa per la scuola è costantemente diminuita. Dati MPI dicono che negli anni '90 era il 4,0% del PIL, ora è del 2,8% del PIL!!!! L'ITALIA SPENDE PER L'ISTRUZIONE MENO DELLA MEDIA dei Paesi OCSE (dati CENSIS), IN ITALIA SPENDIAMO PER LA SCUOLA: il 9,9 % della Spesa Pubblica, contro il 13,3 OCSE, come ribadito da una recentissima inchiesta OCSE (PUBBLICATA DA TUTTA LA STAMPA.)....
Libero Tassella - 20-10-2008
In 5 giorni, quasi 5mila docenti hanno inviato poco più di 235.000 e-mail ai Senatori della Repubblica, chiedendo di bloccare la conversione del disegno di legge che reintroduce il "maestro unico". In conseguenza di ciò, molte caselle di posta elettronica del Senato risultano piene e non più in grado di ricevere ulteriori messaggi. Ringraziamo quei Senatori che hanno manifestato sensibilità verso il problema, rispondendo alle e-mail e confermando il loro impegno. Naturalmente questo non è sufficiente.
Francesco Masala - 20-10-2008
Quando ho letto che Raffaele Bonanni ha detto che la Cisl potrebbe rinunciare "volentieri" allo sciopero generale sulla scuola "alla condizione che il governo convochi noi e gli enti locali per discutere come si riorganizza la scuola" e "il segretario della Uil poi dà anche giudizi positivi della riforma Gelmini" e infine ''Confermo lo sciopero. Pronti al muro contro muro'', mi sono venuti dei pensieri e poi delle domande alle quali non trovo risposte definitive.

È un'idea francescana e antistorica che i sindacati siano più liberi se sono finanziati solo dai contributi dei lavoratori iscritti?
Forum Insegnanti - 20-10-2008
Il Presidente della Repubblica ha affermato che "La Scuola italiana ha certamente bisogno di alcuni cambiamenti sui quali si può essere d'accordo oppure no ma la cosa importante è che non bisogna dire solo no e farsi prendere dalla paura"

Vorremmo rispondergli che la nostra non è paura, semmai orrore per lo scempio della Scuola Pubblica che si sta compiendo.

In uno stato di diritto opporsi alle leggi ingiuste con tutti i mezzi legittimi è un dovere oltre che un diritto, soprattutto quando le stesse vanificano i principi della Carta Costituzionale o quando il governo attraverso l'abuso della decretazione d'urgenza e dello strumento della fiducia esautora il Parlamento del suo ruolo o quando legifera o agisce contro il libero esercizio del dissenso, per esempio proponendo inaccettabili limitazioni al diritto di sciopero, che (questo sì, ci fa paura!) fanno tornare in mente quel tragico ventennio della nostra storia con il quale il presente sotto molti aspetti evidenzia inquietanti analogie.
Elena La Gioia - 20-10-2008
Ci sono notizie che fanno notizia ed altre no. Il Corriere del 19 riporta questa dichiarazione del ministro Gelmini "Il mio fidanzato che mi vuole molto bene ha detto: se ti torcono un capello ci penso io". La notizia ci rincuora. Lassù - al nord - qualcuno ama Mariastella. L'ama talmente tanto da affrontare i 500.000 che le hanno sfilato contro il 17 a Roma. E qui la seconda notizia. Quel giorno, continua la ministra, "sono rimasta all'Eur. Mi hanno consigliato di evitare viale Trastevere". E allora che fa la ministra? Sceglie di visitare un museo? Entra forse in una biblioteca? No, il cronista ci informa che "se n'è andata da Renato, il suo parrucchiere".
Michelina Sirianni - 18-10-2008
Doppia docenza nella Scuola Primaria

La "Riforma" della Scuola promossa dall'attuale Governo e presentata dal Ministro della P. I . dott.ssa Mariastella Gelmini come Piano programmatico per gli interventi di razionalizzazione del sistema di Istruzione secondo l'art. 64 della legge 133/2008, ha suscitato, nel mondo degli operatori, sgomento, perplessità, sfiducia, disorientamento e tanta tanta preoccupazione. Ciò perché il Piano non tratta solo di ritorno al maestro unico nella Primaria e la riduzione degli orari di lavoro, ma investe anche altri aspetti con forte ricaduta sugli assetti ordinamentali ed organizzativi del sistema educativo, Scuola dell'Infanzia compresa.
È su questa premessa che noi Docenti dell'Istituto Comprensivo "G. da Fiore" di Carlopoli fondiamo la nostra disapprovazione e la ufficializziamo attraverso l'organo del Collegio dei Docenti di oggi Martedì 7 ottobre 2008, per indirizzarla al Ministro della P. I., e alle OOSS, convinti di promuovere una giusta riflessione: quella desiderata e sperata da noi docenti, consapevoli che la Scuola è un luogo di crescita e di promozione umana civile e culturale, realizzabile in ampi margini di tempo-scuola e con il contributo professionale di una pluralità di Docenti sempre ben disposta a confrontarsi secondo il criterio dell'interdisciplinarietà, per favorire ambienti di crescita culturale e sociale nei confronti dei soggetti in educazione.
Vittoria Menga - 18-10-2008
Vorrei sottolineare l'importanza di demistificare le scelte che sta compiendo questo governo: sotto la bella veste della riorganizzazione e della lotta agli sprechi e ai rami secchi (fannulloni e improduttivi), si nasconde la difesa di interessi particolari, di privatizzazione, di impiego delle nuove tecnologie per creare nuova disoccupazione anche nei settori della formazione/istruzione che fino ad ora sembravano colpiti marginalmente da questi processi.
Vittorio Delmoro - 18-10-2008
...per l'ordine del giorno votato a maggioranza alla Camera.


Qualche sera fa abbiamo saputo dai telegiornali che un nuovo provvedimento sulla scuola è stato approvato alla Camera; si tratta delle classe-ponte inventate per accogliere gli studenti che non sanno l'italiano, cioè gli stranieri.

Il provvedimento che - dicono - non è affatto una misura razzista, serve a non introdurre selvaggiamente in classi normali alunni appena giunti in Italia e che dunque non conoscono l'Italiano; una misura che serve - dicono - ad aiutare quegli alunni e a non far perdere troppo tempo ad insegnanti e classi normali.

Il concetto utilitaristico è stato confermato il giorno dopo dal ministro Gelmini.

Non voglio parlare di apartheid, né di razzismo, né di classi differenziali; voglio invece prendere per sincere le dichiarazioni di chi ha approvato il provvedimento.

Facciamo il caso di Siham (nome di fantasia), una bimba giunta in Italia da pochi giorni, che non conosce una parola di italiano e che, data l'età, si iscrive alla prima elementare.
Miha - 18-10-2008
Ieri sera la ministra avrebbe dovuto intervenire ad un convegno a Carpi al quale aveva dato la propria adesione. Naturalmente non c'era ed è strano che una personalità pubblica che afferma di non capire le ragioni di chi sciopera rifiuti sistematicamente ogni occasione di confronto. Che abbia la coda di paglia?
Ecco il volantino che abbiamo distribuito all'ingresso.

Qualche domanda che avremmo voluto fare alla ministra Gelmini.

La scorsa settimana il World Econonomic Forum di Ginevra ha pubblicato la classifica della competitività mondiale, elaborata su 134 paesi tenendo conto delle caratteristiche strutturali delle loro economie. Non stupisce che l'Italia sia scivolata di altre tre posizioni piazzandosi al 49°posto dietro Porto Rico o la Tailandia: colpisce invece che questa ricerca salvi del nostro paese solo la scuola obbligatoria e la sanità. Che senso ha, o signora Ministra, il tagliare fondi ad uno dei pochi settori che ancora funzionano nella pubblica amministrazione?
Maristella Curreli - 18-10-2008
I "benpensanti", che guardano al bambino immigrato come un diverso da differenziare in apposite classi, nascondono dietro la discriminante linguistica un intento razziale. Un esempio? Come mai mandano i loro pasciutelli pargoli, bisognosi di assimilare l'inglese, a fare vacanze studio in Inghilterra? Giustamente, ritengono che la lingua non s'impari stando in Italia in classi di italiani. Sarà anche per questo che preferiscono il soggiorno in famiglia anglofone ai college per soli stranieri?
Francesco Di Lorenzo - 18-10-2008
Intanto bisognerebbe finirla con il raccontare in giro che i ragazzi di oggi non sono più quelli di una volta. Con questo intendendo dire che sono cambiati in peggio, che non hanno valori, che non si interessano a niente e tutto il rosario di stronzate che si sente in giro. Lo si dice, questo, come se non fosse una impressionante ed integrale stupidità. È talmente chiaro che non sono quelli di una volta che il solo dirlo dovrebbe generare l'orticaria, se solo fossimo in grado di capire ciò che diciamo, ma ancora di più, se capissimo ciò che andiamo vivendo.
Giuseppe Aragno - 17-10-2008
Entrando, mi ha guardato sorpreso e sconcertato: gli occhi di chi vede un fantasma. E se n'è andato poi troppo presto per offrire una chance alla memoria che ormai mi tradisce. Il titolo della tesi, una bibliografia, un saluto veloce e la porta s'è chiusa. Uno studente lavoratore, uno dei tanti, adulto, pochi capelli e occhi che, a pensarci, sembravano indagare. Sarebbe finita lì e non ci avrei più pensato, se non fosse riapparso sulla posta elettronica: poche parole, una foto ormai vecchia e un mondo ritrovato:

"Caro Professore,
do you remember? Era l'anno scolastico 1973/74 ...


Gianfranco Pignatelli - 16-10-2008
Una scuola per ricchi e una per poveri, una per meridionali ed una per padani, una per gialli ed una per neri, e così via. Di discriminazione in discriminazione. Con un emendamento alla riforma Gelmini, si differenziano le classi come si selezionano i rifiuti. Ogni categoria compressa nella propria aula, tutto in poche scuole, per poco tempo e con sempre meno operatori per il "trattamento". Perché la scuola è inutile e costosa.
Libero Tassella - 16-10-2008
Il Capo dello Stato, pressato dalle richieste di insegnanti e cittadini, che gli chiedevano di non firmare la legge Gelmini sul "maestro unico", ha risposto che un tale atto non rientra nelle sue prerogative costituzionali. A questo punto, gli unici che possono fermare la conversione in legge del decreto sono i senatori, quegli stessi senatori che nello scorso aprile abbiamo contribuito, con il nostro voto, a far eleggere. E allora perché non chiedere direttamente a loro di bloccare un provvedimento che la stragrande maggioranza degli italiani aborrisce?
Salvatore Lucchese - 15-10-2008
Dissero che volevano licenziare tutti i precari. Pensai non mi interessa, sono di ruolo!

Poi dissero che volevano ridurre l'orario della scuola d'infanzia e tornare alla maestra/o unica/o nella scuola elementare. Pensai, non mi interessa, non ho figli.

Poi dissero che volevano tagliare il 17% del personale A.T.A.. Pensai non mi interessa, sono docente!
Aldo Ettore Quagliozzi - 15-10-2008
A proposito di grembiulini, voto di condotta e quant'altro.

Pesco dai miei ricordi di scuola. Ricordi dell'insegnante-educatore che sono stato. Più educatore che insegnante, come ho cercato di essere. E ricordo di una mattinata di primavera inoltrata, di già abbastanza calda se non caldissima. E con la sensazione di stanchezza o di malavoglia di fare di fine d'anno che si coglieva e si coglie all'interno delle classi nella fase ultima dell'anno scolastico.
Teresa Carboni - 14-10-2008
Inversamente proporzionale a, puntini puntini. Al loro posto si potrebbe aggiungere di tutto di più. Questa locuzione matematica accompagna paradossi. Ma è anche la sola regola capace di sopravvivere ed imperare nel Paese occidentale più incontinente ed insofferente alle regole. Applichiamola ai politici italiani. Sono i più pagati ma i più sfaticati d'Europa. I più disprezzati e più pretenziosi. Costituiscono una casta tra le più bigotte e moraliste ma anche la più immorale e corrotta. Si sbilanciano in giudizi e decisioni tanto più radicali quanto meno competenze e conoscenze posseggono. Diventano tanto più autoritari quanto meno sono autorevoli.

Bene. Come si fa in matematica, passiamo dall'enunciato alla dimostrazione.
Giocondo Talamonti - 14-10-2008
La chiamano sperimentazione culturale o performativa, ma in realtà è provocazione a tutto campo, per vedere fino a quanto lo spettatore sia gretto, oppure abile ad intessere grovigli verbali per giustificare quella che spesso è solo un'offesa all'intelligenza.
Il suo campo d'applicazione si estende alla pittura, alla scultura, al teatro....
Coordinamento organi territoriali - 14-10-2008
Il 4 settembre è stata emessa la Circolare Ministeriale 71/08 che ha fornito istruzioni in merito alle sole Elezioni degli organi collegiali a livello di istituzione scolastica stavolta senza l'ormai usuale rinvio alla CM 192/00.
Questa, come pure la circolare del '99, disponeva genericamente in merito alle "elezioni degli organi collegiali della scuola" e le precedenti alle "elezioni scolastiche". Ma ora la precisazione "a livello di istituzione scolastica" si riempie di pregnante significato perché depurata anche nei contenuti da ogni seppure indiretto riferimento alla territorialità.
L'effetto di quest'ultima circolare è semplicemente devastante nel suo silenzio.
Infatti essa sottace e dimentica gli organi collegiali territoriali, pur nella consapevolezza della vigenza di una norma e ciò nonostante totalmente indifferente ad essa.
Stefano Borgarelli - 12-10-2008
E' tornato Littorio per una sera. Off limits. Verboten. Come il 25 aprile del 1933, quando fu inaugurato dal duce in laguna. La questura di Venezia ha vietato il passaggio del corteo due giorni prima della manifestazione del dieci ottobre, "su disposizioni governative - dice la Rete dei docenti precari e Ata - con il chiaro intento politico di togliere visibilità ad una grande manifestazione del popolo della scuola pubblica."
Claudia Fanti - 12-10-2008
E ci vogliono convincere che si va avanti...!

BAMBINITA' E MAESTRONE (scritto il 30/04/03)

Certo qui è tutto più facile, più tranquillo e ce ne stiamo pacifici a lasciar che tutto scorra. Anzi, ci sembra quasi senza senso il recriminare su riforme e decreti di probabile applicazione mentre altrove infuriano i combattimenti e le lotte per la sopravvivenza.

D'altra parte qui si vede la morte in faccia generalmente per cause naturali, quando proprio il diavolo non ci mette lo zampino, quindi perché non sorridere filosoficamente e prendere le cose con calma?...
Ilaria Ricciotti - 12-10-2008
A quanto pare la CISL sta divorziando dagli altri due sindacati confederali, in quanto forse vuole dimostare agli italiani, in questo momento di crisi economica, quanto sia profondo il suo senso di responsabilità.
Ma, che c'entra la crisi con il decreto Gelmini?
A mio avviso non c'entra nulla. Tuttavia dato che stiamo vivendo in un paese dove si assistono a brusche virate quotidiane, non c'è da meravigliarsi più di niente.
Miha - 12-10-2008
Premetto di non avere alcuna tessera sindacale in tasca e di voler cercare semplicemente le soluzioni più logiche per un'istituzione basilare come la scuola. Sono perciò rimasto davvero sconcertato alle affermazioni del segretario generale Bonanni sullo sciopero del 30 e la riforma scolastica.
Doriana Goracci - 11-10-2008
"Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli, ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.
Allora che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di stato in scuole di partito?"
Gianfranco Pignatelli - 08-10-2008
Sembra di sentirli. La loro è una strategia netta e chiara: se la scuola va male, tanto meglio farne meno. Ma ci sarà qualcosa da salvare? Certo che sì: ci sono sempre le tre "i". Le ricordate? Le coniò la Moratti, ma le cinguetta anche la neo-ministra Gelmini. Messe una dietro l'altra "i-i-i" sembrano un ghigno beffardo contro la scuola statale. Stanno - anzi starebbero - per inglese, impresa, internet. Certo, non ci crede più nessuno. E, restituite al mittente, oggi, come ieri, le tre "i" sono l'acronimo di inganni, incongruenze, incompetenze.
Giuseppe Aragno - 08-10-2008
Se continueremo a ridurre l'intervento governativo sulla scuola a scelte economiche legate a problemi di bilancio, molto probabilmente non riusciremo a cogliere la reale portata di un progetto politico che, attirando l'attenzione su una fumosa volontà di "cambiare" la scuola, copre abilmente l'obiettivo più ambizioso e pericoloso di trasformare profondamente il Paese.
La scuola, così come la disegna il tandem Tremonti-Gelmini, è parte essenziale - forse è l'asse portante - del regime autoritario che ha in mente Berlusconi.
Francesco Masala - 07-10-2008
Esistono dei corsi che danno dei punti in graduatoria, sia ai precari che ai docenti di ruolo. Sento da anni che certe entità offrono un valido aiuto per la preparazione culturale dei docenti, con servizi, altamente professionalizzanti per i poveri docenti, magari disperati, che per un punto venderebbero la mamma. A me personalmente questo commercio di punti provoca schifo e ribrezzo, e vorrei chiedere come interrompere queste pratiche.
Maria Grazia Fiore - 06-10-2008
Con grande dolore apprendo delle dimissioni di Andrea Canevaro dall'Osservatorio sull'Integrazione scolastica del MPI. Ma non ne sono meravigliata. Sapevo che una sua presa di posizione non sarebbe potuta mancare. Ed è arrivata.

Gran parte di ciò che so e che faccio in materia di "bisogni speciali", lo devo a lui. Tutto è cominciato per caso, quando - adolescente un po' ribelle, lontanissima dalla sola idea di fare l'insegnante - mi capitò tra le mani un libro...

Miha - 06-10-2008
Saranno state le letture giovanili di Dick o Asimov o una certa atmosfera da "post-tutto" che aleggia dopo la crisi delle banche USA comunque mi sembra davvero che un po' troppe cose si stiano dematerializzando ultimamente.
Che il trio Gelmini-Aprea-Tremonti voglia virtualiuzzare la scuola italiana, la cultura, la nostra busta paga e il valore legale del titolo di studio pare evidente e, dal loro punto di vista, anche comprensibile.
Meno chiare sono le ragioni del PD e dei sindacati .
Gianfranco Pignatelli - 03-10-2008
Il piano Gelmini-Tremonti per la scuola si muove lungo tre direttici: "revisione degli ordinamenti scolastici", "dimensionamento della rete scolastica italiana" e "razionalizzazione delle risorse umane". Il burocratese non basta a nascondere i tagli come obiettivo esclusivo. Eccoli: 87.400 cattedre e 44.500 posti Ata (amministrativo, tecnico e ausiliario) cancellati che, sommati ai tagli già programmati dal precedente esecutivo, arrivano a 160 mila occupati in meno.
Claudia Fanti - 03-10-2008
La tipologia del gioco, chiamiamolo "tradizionale", necessita di tempi lunghi, nei quali i bambini coinvolti possano diventare protagonisti nella rielaborazione, nell'assoggettarsi o decidere regole condivise, nel condividere sbagli e trionfi, nel rispettarsi tenendo conto della specificità del momento ludico scelto assieme, nel provare e riprovare per riuscire a diventare padroni delle proprie performance...
Togliere ai due ordini di scuola, come vorrebbero imporre i provvedimenti dell'attuale Ministro, tempo e insegnanti che riflettono insieme sulle strategie d'attacco contro la mancanza di spazi e ore del quotidiano vivere dei bambini, è qualcosa che si pagherà alquanto cara nel futuro....
Gianni Gandola e Federico Niccoli - 03-10-2008
Ricordate Letizia Moratti quando, ministro del MIUR, nei dibattiti televisivi si sforzava di mandare un messaggio rassicurante alle famiglie e all'opinione pubblica dicendo che non era vero che la sua riforma aboliva il tempo pieno? State tranquilli - diceva la Moratti- tutto "rimane come prima", il tempo pieno a 40 ore resta. Ora, ministro la Gelmini, si sta un po' ripetendo lo stesso copione. Con una differenza di fondo. Mentre la riforma Moratti introduceva diversi modelli orari più l'insegnante prevalente e/o tutor ma non intaccava l'assetto di base della scuola primaria (i moduli, il gruppo docente), ora invece si stravolge definitivamente tutto l'impianto didattico-organizzativo con il ritorno al maestro unico. Un insegnante una classe, secondo la filosofia di Tremonti, che è di fatto il vero ministro dell'istruzione.
Francesco Di Lorenzo - 03-10-2008
Dobbiamo imparare di nuovo ( ma è eterno refrain) che cos' il riformismo. Allora, il riformismo è " la reale capacità di intercettare le aspirazione degli elettori e dei ceti sociali più dinamici e orientati alla modernizzazione del paese". E nella scuola, in breve, il riformismo significa ritornare al maestro unico, perché la sua abolizione fu dettata ( quando fu fatta) esclusivamente da ragioni sindacali.
Questo ci dicono i grandi intellettuali che fanno opinione sui giornali nazionali.
E allora via.
Anna Sarfatti - 03-10-2008
Le chiedo: se tutto ci porta a dire che a scuola il tempo è un fattore di qualità più che di quantità, come si fa a pensare di ridurlo?
Anzi, quantità e qualità stanno insieme: perché per tanti bambini ogni ora in più passata a scuola è un'ora in meno passata per strada o in casa, abbandonati passivamente davanti alla televisione.
Le posso raccontare una cosa che mi commuove ogni volta che si ripete? Alcuni dei nostri bambini, quando sono assenti, ci telefonano per salutare compagni e maestre e tenere ben tesi i fili dei nostri rapporti. Non è certo stata una nostra richiesta, ha cominciato uno di loro e gli altri hanno seguito l'esempio perché gli è piaciuto.
Giuseppe Aragno - 02-10-2008
La corruzione di ogni governo, ministro Maroni, comincia quasi sempre con quella dei principi e, scrive Montesquieu, una volta corrotte le fonti del diritto, le leggi migliori diventano cattive e si indirizzano contro lo Stato. Non è un caso perciò se, schierando in Campania l'élite delle nostre forze armata, lei annunci ai quattro venti la guerra civile e litighi col suo collega La Russa che, per suo conto, dopo l'otto settembre e l'apologia dei "Ragazzi di Salò", vorrebbe correggerne le intemperanze lessicali, ma non fa di meglio che annunciare a sua volta una guerra tra bande.
Forum Precariscuola - 01-10-2008
IL PROGETTO DI SCUOLA NASCOSTO DIETRO LE BUGIE DEL MINISTRO GELMINI

Un attacco feroce che non ha precedenti nella storia della Repubblica, sta per cambiare le sorti dei nostri ragazzi, e tutto ciò fra l'indifferenza e l'arroganza di un ministro che all' opinione pubblica racconta le "sue" verità, basate su un' interpretazione distorta e non veritiera di dati statistici.
Alle famiglie viene detto che i ragazzi trascorrono troppo tempo sui banchi di scuola, che ci sono troppi insegnanti e troppi bidelli a fronte di risultati modesti, che la scuola non può essere considerata uno stipendificio e un ammortizzatore sociale, deridendo una categoria, quella dei docenti, che opera con impegno e spirito di abnegazione al servizio dello stato e della società. Il tutto attraverso una campagna mediatica condotta ad hoc, volta a far credere ai cittadini che i problemi della scuola si risolvono con voti in pagella e grembiulini, tacendo invece su quello che è l'unica, vera volontà del governo: fare cassa a discapito della qualità dell'insegnamento offerto agli alunni senza tenere conto delle esigenze delle famiglie.
Infatti...
galassia scuola
Spazio aperto alle riflessioni e alle opinioni personali su quanto avviene nella scuola in generale, nella nostra scuola in particolare, nelle piazze e nei palazzi in cui la scuola è all’ordine del giorno. Insegnanti, ma anche studenti, operatori, genitori … possono dar vita a un confronto su tematiche attuali, a patto che la discussione sia corretta.
Astenersi anonimi e perditempo!
La Redazione
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