Anno scolastico 2006-2007 - mese di maggio
Grazia Perrone - 31-05-2007
Confesso che provo disagio nell'intervenire a ventiquattro ore da un accordo giunto "senza dare battaglia".

E che battaglia non ci sia stata (né tentata) lo dimostra sia la fretta con la quale i sindacati (tutti) si sono affrettati a revocare le forme di lotta annunciate sia la tempestività con la quale è stato formulato l'atto di indirizzo.

Ai lettori il gusto di leggerlo e di commentarlo in tempo reale.

A me una piccolissima soddisfazione.

Dopo averlo subito e denunciato, per anni, ora il mobbing non è più un tabù ed entra - a pieno titolo - tra le materie oggetto di contrattazione.

Il testo consegnato alle parti sociali - nel riconoscerlo implicitamente - prevede - e sarà probabilmente questa la parte normativa del biennio/triennio - l'adozione di strumenti di tutela del mobbing...
Coordinamento nazionale RSU - 31-05-2007
Cgil Cisl Uil cantano vittoria per aver firmato il 29 maggio un accordo che di fatto prevede in termini economici quanto già era stato ottenuto in accordi firmati solo qualche settimana prima e sui quali già Cgil Cisl Uil avevano cantato vittoria.

Il fatto è però che per ottenere quanto già ottenuto si è infine accettato l'ennesimo pasticcio, cioè quello dell'allungamento della contrattazione da biennale a triennale, che non è cosa da poco.

Già questo basterebbe a descrivere l'inconsistenza delle segreterie nazionali trattanti (categoriali e confederali), pronti ad accettare qualsiasi peggioramento sia in corsa che a traguardo raggiunto, ma c'è ben altro.
Comitato Scuola Repubblica - 31-05-2007
Il Ministro della Pubblica Istruzione ha deciso di ricorrere al Consiglio di Stato invece di recepire l'ordinanza del TAR Lazio che sospendeva l'art. 8, parr. 13-14, dell'Ordinanza Ministeriale n. 26 del 15 marzo 2007 perché "sul piano didattico, l'insegnamento della religione non può a nessun titolo, concorrere alla formazione del "credito scolastico" di cui all'art. 11 del D.P.R. n. 323/1988, per gli esami di maturità, che darebbe postumamente luogo ad una disparità di trattamento con gli studenti che non seguono né l'insegnamento religioso e né usufruiscono di attività sostitutive" (Ord. TAR Lazio n. 2048 del 24 maggio 2007).

La situazione è grave ed imbarazzante.
Giuseppe Aragno - 30-05-2007
Se s'è data battaglia - e onestamente non mi pare - il risultato è chiaro. Poi, certo, ognuno le cose le legge come crede e a Lissa, dopo la disfatta, l'ammiraglio Persano dichiarò di "essere rimasto padrone del mare".
Lo so. C'è stato chi ci ha creduto e s'è posto il problema: che faccio, sciopero? Qui tra noi s'è discusso, tra teste calde e gelo di sapienti, ma l'esperienza insegna e non mi appassionavo al tira e molla governo-sindacati. Ne ho fatto da tempo una questione di metodo e parto da un principio che non chiedo sia condiviso: non credo che abbiamo un governo nel senso pieno e politico della parola, non ritengo che i Panini di turno facciano davvero un sindacato. La vicenda delle grandi organizzazioni politiche e sindacali appartiene al passato e sarà un problema storico comprendere i meccanismi che ne hanno determinato la prematura scomparsa, anche se non me lo nascondo: ne nasce un serio problema di assetti costituzionali.
Gabriele Boselli - 30-05-2007
Anche in questo caldissimo (metereologicamente) maggio buona parte della gente comune (senza potere e con pochi soldi) tace o chiacchiera vanamente, si ammala nelle fabbriche, schiatta tranquillamente nei cantieri, s'intorda sulle autostrade, s'intontisce nelle discoteche, s'imbecillisce alla televisione, legge rotocalchi; al nord vota entusiasta i potenti e i ricchi nel segno di lega o forzitalia; è indifferente alla depredazione e al depotenziamento dello Stato, alla povertà della scuola e alla demolizione della giustizia. Si guarda il "teatrino" programmato in TV, il reality che ha sostituito realtà, e tanto basta ai più.
La politica pura (conoscenza e progettualità fondazionalmente disinteressate e orientate a una gamma di fini eticamente condivisibili) non è morta ma è sempre più percepita -e spesso effettivamente i suoi professionals corrispondono alla percezione- come denotata da insignificanza (Bauman 2001). L'educazione dei figli e la stessa sicurezza sociale sono cercate non con la garanzia del collettivo ma - chi può - per via privata (ancora Bauman, 2004). Vi è ancora spazio per un pensiero a trascendentalità illimitata, universale della democrazia pensante o solo per quello della plutocrazia? Ovvero, quanto spazio ha un pensiero non-propagandistico ed effettivamente al servizio della cosa pubblica?
Certo, il nostro ragionare di insegnanti e ispettori (da concorso pubblico per esami e titoli) nel loggione della politica non è sereno; è scritto da un punto di coscienza alto ma politicamente infelice. Tuttavia, mentre i filosofi (comprendendo in questa categoria, come all'inizio del sapere occidentale, ogni soggetto di ricerca disinteressata) discutono in libertà, dominano saperi di mascheramento asimmetricamente normativi, ovvero ingiusti, e produttivi di smisurati risultati economici per pochi conseguiti ad altissimi costi umani e ambientali. La ricerca e l'insegnamento di qualsiasi sapere -dalla politica alla fisica- sono ormai promossi all'interno del sintagma finanziario e dunque dell'etica utilitarista (culto delle competenze), delle metodologie di tipo programmatorio (obiettivi etc) e dei sistemi valutativi oggettivanti. Scompare dall'orizzonte della visibilità l'idea di senso, mentre tutta l'intenzionalità personale e collettiva è risucchiata dagli obiettivi, o sensi nani, che del senso sono la caricatura. Mentre la rendicontazione è accuratissima in riferimento a obiettivi di ordine economico (salvo casi Enron- Arthur/Andersen o Parmalat) non si rende conto di nulla rispetto ai grandi valori dell'umanità, ai costi spirituali delle trasformazioni economiche. Ne sono manifestazione in ambito scolastico il trionfo della competenza sulla conoscenza, del criterio di utilità sulla purezza (gratuità), del risultato sul principio, della didattica del dio Mercato sulla paideia della tradizione ebraico-cristiana.
L'approccio minimalista comporterebbe la rinuncia a trasformare tutto il mondo, la speranza nella (propria e di chi altri voglia salvarsi) salvezza. E niente altro. Ma che tristezza, per noi soggetti politici e pedagogici consapevoli, pensare dalla collina della scienza alla città ove infuria la peste mediatica e miliardi di ex-cittadini incretiniscono e s'insudditano alla luce azzurrina di tubi catodici o schermi LCD!
Cosimo Scarinzi - 29-05-2007
I lavoratori della scuola, come tutti quelli del pubblico impiego, dopo diciassette mesi dalla scadenza del contratto si trovano di fronte ad un accordo fra governo e sindacati istituzionali che:

- fa scattare gli aumenti retributivi, peraltro miserabili, dal febbraio 2007 con il conseguente ratto di oltre un anno di arretrati;

- ripete lo scambio indecente fra tagli degli organici e aumenti retributivi nella, ormai tradizionale, logica dei contratti cannibale;

- impone la triennalizzazione dei contratti, un vecchio obiettivo confindustriale, con l'effetto di ridurre, in tendenza, ancora di più le retribuzioni dei lavoratori e della lavoratrici;

- non recupera, nei fatti, nemmeno quanto ci ha sottratto l'inflazione....
Gianfranco Scialpi - 29-05-2007
I sindacati si sono definitivamente "piegati" al volere del governo amico.
La "Caporetto" inizia con l'accettazione che gli aumenti partano dal Febbraio '07. Mi chiedo: i 12 mesi del 2006 e il primo mese del 2007? Regalati!!!
Altra "Caporetto" è la triennalizzazione del contratto. Se il governo amico non riesce ad " adeguare" i nostri stipendi nei due anni, probabilmente la "sperimentazione triiennale" ci riserverà altre sorprese...
Gennaro Carotenuto - 28-05-2007
La Repubblica e l'Unità mentono spudoratamente sul Venezuela

COCHABAMBA - Mi arrivano qui a Cochabamba (Bolivia), dove sto partecipando al "V incontro mondiale di intellettuali e artisti in difesa dell'umanità" e potrei anticipare le cose dette da Evo Morales stamattina, o la ricchezza del dibattito, o la forza e la ricchezza comunicativa dei comunicatori boliviani (Evo ha un'approvazione del 66%in crescita ma nei media ha l'80% contro). Ma amici di GennaroCarotenuto.it mi inviano i pezzi di Repubblica e l'Unità sulla fine della concessione di RCTV. E alle balle bisogna rispondere con le notizie. Ci sarà tempo per parlare di cose serie.

Vediamo...


Precariscuola - 28-05-2007
I docenti precari sono sconvolti ed infuriati dopo la lettura della vergognosa bozza del nuovo regolamento per le supplenze.
Grazie a queste pessime decisioni del Ministero si rischia un avvio di nuovo anno scolastico all'insegna del caos più completo per via dei "balletti" dei supplenti: cosa accadrebbe infatti se, come appare molto probabile, le nuove graduatorie d'istituto e di circolo non fossero pronte all'inizio del nuovo anno scolastico? Si dovrebbe fare ricorso alle vecchie graduatorie d'istituto.....A questo punto la stragrande maggioranza dei docenti impegnati in supplenze temporanee sarebbe costretta ad accettare di lavorare in istituzioni scolastiche che non gli sarà stato possibile riconfermare per via della riduzione delle sedi esprimibili. Il tutto con gravi conseguenze sull'efficienza del servizio scolastico ed inevitabili disagi per gli studenti e le loro famiglie.
Vincenzo Andraous - 26-05-2007
Sono stato invitato a un incontro con gli alunni delle scuole secondarie di 1° grado, con la presenza degli insegnanti e di alcuni medici di base.
Ho raccontato la mia adolescenza da bullo, da prevaricatore: un cancellino lanciato alle spalle della maestra, la gomitata sulla testa del compagno più debole, il gioco del capro espiatorio che ingiustamente patisce le pene dell'inferno, e calcio dopo calcio, silenzio dopo silenzio, il gruppo si rafforza, tutti dentro quel territorio ben delimitato.
I ragazzini stanno fermi sulle sedie, ascoltano la mia storia raccontata piano, comprendono che non è quella dei videogames, dei violenti scambiati per eroi, bensì è la storia della vergogna.
Alternativa Sindacale (USI) - 26-05-2007
Fiom, Fim e Uilm chiedono 117 Euro di aumento lordo per il 5° livello e non dicono quanto e quando incasserà la stragrande maggioranza che è al terzo livello.

L'altra volta l' "aumento" ( si fa per dire ) è stato di Euro 35,oo + 14,oo + 9,oo e con l'impennata dei prezzi nessuno se ne è accorto .

- Alternativa Sindacale, insieme agli altri Sindacati di Base, chiede 250 Euro lordi, uguali per tutti ed al massimo in 2 rate, per recuperare il reale aumento del costo della vita .
Grazia Perrone - 25-05-2007
Cade un tabù. Per la prima volta i sindacati confederali minacciano di estendere le iniziative di lotta alle operazioni di scrutini ed esami, ovvero minacciano di far ricorso ad un classico mezzo del sindacalismo di base. Un "mezzo" - sia detto per inciso - che sul finire degli anni '80 ha prodotto risultati lusinghieri strappando al governo di turno concessioni stipendiali mai più eguagliate (nella scuola) nei quindici anni successivi.

Il comunicato sottoscritto, nei giorni scorsi, dai sindacati confederali è sorprendente nel tono ma chiarissimo nella sostanza: non solo conferma lo sciopero del 4 giugno, ma annuncia che "in assenza di risposte concrete e immediate le iniziative di lotta continueranno anche dopo il 4 giugno e investiranno le attività di fine anno scolastico compresi scrutini ed esami ".

Perbacco!

I sindacati, si legge nel comunicato unitario, "dicono basta al festival degli annunci e dei proclami da parte dei diversi esponenti del Governo e rivendicano l'integrale rispetto degli impegni assunti e sottoscritti ".

Giuseppe Aragno - 25-05-2007
Dunque è così: se i killer hanno la mano che trema, a sparare ci pensa da solo il capobanda e non se ne parla più. Con buona pace di chi ancora s'ingegna a credere nei miracoli, la scuola ha bisogno del colpo di grazia. Da troppo tempo dura l'agonia e - Bagnasco capirà - è il caso di evitare l'accanimento terapeutico, dopo il coma irreversibile prodotto dalle mazzate dei riformisti berlinguermorattisti e dagli svitamenti clerico-artigianali dei giravitisti.
Il caudillo ora c'è. Cordero Luca di Montezemolo, l'uomo Ferrari non intende governare per delega e si delega a governare. Ha programma chiarissimo: dopo l'Azienda Italia ecco il Progetto Paese. Guarda lontano la freccia rossa di Maranello e pone una scadenza: per il 2015 - è sicuro di esserci e certo che ci saremo - per il 2015 vuole un'Italia protagonista, alla quale regala la sua capacità di leadership.
Signori ringraziamo.
Oltre il nuovo confine, che passa trasversale tra gli schieramenti, oltre una frontiera che si chiude persino alle maggiominoranze e cambia le regole del gioco - qui comando io - l'uomo nuovo del fato ha la ricetta giusta: basta chiacchiere sulle pensioni - si va all'abolizione - basta tolleranza con l'immigrazione - il marcio è quello e occorre la maniera forte - giusta è la legge Biagi e occorre potenziarla.
Davide Vancini - 24-05-2007
Il lavoro dei docenti è da troppo tempo sottoposto a critiche da parte di chi non conosce il mondo della scuola.
E' sicuramente lesivo per la categoria continuare ad essere additati come coloro che lavorano solamente 18 ore la settimana. Anche in sede di rinnovo contrattuale le richieste di aumenti devono fare i conti con il mito delle 18 ore di lavoro settimanale.

Come rappresentante RSU vorrei sottoporre alla discussione di tutti i colleghi la seguente proposta.

Giuliana Monguzzi - 23-05-2007
Il 4 giugno io sciopererò perchè credo che l'unico modo per ottenere qualcosa, in questo momento, sia la trattativa, che deve essere sostenuta, perchè il governo, qualunque governo, non possa sbattere in faccia, a chi tratta per noi, un penoso numero di partecipanti allo sciopero (a Bologna il 18%!). Visti i risultati di Bologna, ritengo che avrebbero fatto bene a non indire alcuno sciopero, ma visto che, all'interno dei sindacati, ha vinto chi l'ha voluto, non facciamoci ridere dietro...Io mi sentirò "a posto" se contribuirò, pur fallendo, magari, a far sì che ciò non succeda, ma naturalmente ognuno è libero di prendere le decisioni che crede e ad assumersi l'onere morale delle conseguenze.
Francesco Mele - 23-05-2007
Sono d'accordo con te Giuliana, l'unico modo per ottenere qualcosa è la trattativa, aggiungo io, con una buona capacità di mobilitazione che la sostenga.

Due cose quindi, la trattativa e la mobilitazione.

Bene, se guardiamo l'operato dei nostri in questi 17 mesi ci accorgiamo che non hanno fatto né l'una né l'altra.

La trattativa poteva partire già dalla finanziaria 2006 (l'ultima di Berlusconi) che doveva contenere i fondi per la copertura dell'inflazione per il 2006, ma conteneva invece solo la vacanza contrattuale.

Mobilitazione? 1 ora di sciopero!
Vincenzo Andraous - 22-05-2007
Come è possibile in un paese progredito, dove a democrazia sta giustizia, dove a società sta solidarietà, che un fatto di cronaca, sebbene assordante per disumanità, ammutolente per indicibilità, possa diventare uno spazio ove fare convergere le attenzioni più morbose, a tal punto da relegare di lato quelle doverose garanzie di tutela appartenenti a ogni cittadino?
I mostri pedofili di Rignano Flaminio sono stati tutti scarcerati, "inspiegabilmente " sono ritornati in seno alle proprie famiglie, vicino ai propri figli.
Donne e uomini liberati dalle catene, e soprattutto, dalla infamia più grande, quella di avere abusato di bambini inermi.
Barbara Pianta Lopis - 22-05-2007
Caro Ministro Fioroni,

la prego non parli di tempo pieno a Napoli, ma soprattutto di tempo pieno a Scampia.
Se non lo sa, allora glielo dico io, perché a Napoli il tempo pieno è quasi inesistente. Tre le motivazioni principali:

1. Strutture inadeguate,
2. Alta disoccupazione
3. disincentivazione all'atto delle iscrizioni.

Io mi ricordo ancora, quando ho iscritto il mio primo figlio a tempo pieno la prima volta, era l'anno scolastico 1998/1999. L'unica scuola più vicina con il tempo pieno, non quella di fronte casa, a circa 1,5 km, mi ha costretto ad accompagnare mio figlio per ben 5 anni ogni mattina con la macchina.
La scuola non ha refettori sufficienti per garantire una qualità di mensa decente, per cui a turno si mangia in classe, la palestra non è sufficiente a garantire le due ore di attività motorie (programmi dell'85) a tutte le classi, non ci sono laboratori, non ci sono sufficienti computer per tutti.
All'atto dell'iscrizione si è fatto di tutto per dissuadermi da questo tipo di iscrizione, elencandomi tutti i difetti del tempo pieno. Solo dopo mia insistenza, hanno accettato l'iscrizione.
Non c'era nemmeno il POF, all'atto dell'iscrizione!

Non abbiamo cortile, che viene invece usato come parcheggio, non abbiamo un'aula di musica, non abbiamo una biblioteca degna di essere chiamata tale. I bambini passano tutto il giorno in classe, con attività frontali, interrotte qualche volta da lunghe ricreazioni. Non abbiamo più le compresenze, e abbiamo sempre sopperito noi genitori per i materiali didattici, per non parlare di carta igienica e sapone.

A volte ho pensato di essere una madre troppo caparbia e ingiusta, nel scegliere un T. P. così poco "tempo pieno" e tanto "tempo vuoto" per i miei figli.

In tali condizioni e con un alto tasso di disoccupazione femminile, quale genitore sceglierebbe 40 ore, invece di 30? (Pardon, 27+3 opzionali e facoltative!)
Francesco Mele - 22-05-2007
Ciao a tutti e tutte,

sollecitato da più parti ho deciso di estendere un'iniziativa che ha già preso avvio nella città di Carpi.
Infatti, dopo le assemblee del 4 maggio a Carpi, il senso di delusione e frustrazione per l'azione dei Sindacati Confederali si è fatto molto profondo.

Per questo motivo alcuni lavoratori della scuola hanno deciso di lanciare un segnale autosospendendo la propria iscrizione a tali sindacati e sottoscrivendo collettivamente una lettera che verrà inviata loro e agli organi di stampa. Contestualmente ciascun firmatario ha compilato e firmato una disdetta della delega sindacale da consegnare in segreteria per essere poi inviata al Tesoro e all'organizzazione sindacale interessata.

Abbiamo definito questa iniziativa "autosospensione" proprio per far capire che non si tratta del passaggio ad altro sindacato ma di uno stimolo al proprio a cambiare politica nella difesa dei diritti dei lavoratori.
Ciascuno poi deciderà quando e se rientrare seguendo le proprie convinzioni personali.
Il testo della lettera è il seguente:
Michele Borrielli - 21-05-2007
Non nel numero di ore di lezione

Dal Disegno di Legge del Governo e dai lavori della Commissione Istruzione della Camera sulla riforma della scuola secondaria, mi pare evidente (e inquietante) l'orientamento, anche da parte del centro sinistra, verso una decisa riduzione degli organici mediante taglio del numero di ore di lezione curricolari per gli alunni: vedasi la parte "monte ore annuale delle lezioni, nei limiti del monte ore complessivo annuale già previsto per i licei economico e tecnologico dal decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, e successive modificazioni, e del monte ore complessivo annuale da definire ai sensi dell'articolo 1, comma 605, lettera f), della legge 27 dicembre 2006, n. 296" La riforma Moratti esce dalla porta per rientrare dalla finestra???
Vittorio Delmoro - 21-05-2007
Qualche giorno fa il mio ex collega RSU (lui ANP, io CGIL), incrociandomi in corridoio, mi chiede come mai quest'anno nei confronti dei tagli all'organico non faccio come gli anni passati e dal suo sorrisetto ironico capisco che mi attribuisce già prima della risposta intenzioni differenti rispetto a quelle dei tre anni nei quali io spingevo per la mobilitazione e lui frenava.

Ho dovuto faticare non poco per provare a convincerlo che la mia apparente incoerenza era dovuta solamente ad un cambio di tattica su cui non voglio in questa occasione soffermarmi; non credo d'esserci riuscito.

Il fatto è però stato occasione per pormi seriamente la domanda : cosa mi sta succedendo?

Seppure io non miri ad alcuna poltrona e non possa essere sospettato di tradire la causa per separatezza di ruolo, come tutti quelli accusati da Roberto, Isa e compagni (perduti), cui ora voglio aggiungere anche Francesco, se non altro per la sua posizione sullo sciopero, qualcosa deve essere successa nella mia testa per farmi promotore di un (piccolo) dibattito nel quale ho assunto lo scomodo ruolo di difensore di una sinistra accusata di nefandezze tali da necessitare di un certo stomaco per digerirle.
Cristel - 19-05-2007
Poco dopo l'uccisione di Kurt in America ci fu una vera e proprio catastrofe: tantissimi fan del cantante decisero di imitarlo e nel seguirlo...si tolsero la vita.
E anni dopo la sua morte Kurt, riesce ancora ad affascinare, la morte lo ha reso immortale.
E noi giovani siamo sempre più arrabbiati con il mondo che ci delude, questo mondo che talvolta ci prende a calci in bocca e a pugni in faccia troppo presto, e abbiamo perso i valori, e abbiamo perso i veri eroi, e abbiamo perso la nostra identità come singoli e come giovani che un giorno cambieranno il mondo...
Kurt Cobain è stato definito da molti critici l'ultimo EROE del Rock....ma cosa c'è di eroico nel rinunciare alla vita, senza spenderla in un credo?!?
Gianfranco Zavalloni - 19-05-2007
Diciamolo. Uno dei nodi fondamentali da sciogliere della scuola italiana è la situazione che vivono i ragazzi che la frequentano dagli 11 ai 14 anni. È la stagione della loro maturazione. Germina il loro corpo. Si avverte la fame di relazioni interpersonali profonde e autentiche. L'amicizia diventa la questione capitale. Si scopre la sessualità. Si vivono i primi conflitti forti con i genitori.

Il gruppo dei pari diventa il vero punto di riferimento. In tale contesto, l'attuale scuola media italiana (o secondaria di 1° grado), anello logoro e tagliente, mostra tutta la sua inadeguatezza. I contenuti restano prioritari, diventando perfino la ragion d'essere di ogni "prova di verifica".

Prima di conoscere i ragazzi, si prevedono batterie di "prove di ingresso". Gli insegnanti spesso - loro malgrado - finiscono per ridurre la loro funzione a quella di informatori. È così che la logica dei contenuti si trasforma, facilmente, nella somministrazione di nozioni e di test di valutazione, specialmente ai ragazzi segnalati dalle certificazioni.

Quale logica? Mentre i ragazzi continuano a nuotare nel mare del non-senso, la centralità dei programmi fa capolino ad ogni proposta riformatrice. La scuola media appare fondata sulla frattura fra lezioni e vita reale. I ragazzi non comprendono quale sia l'incidenza - e, dunque, l'importanza - della formazione scolastica per il loro futuro!

La centralità del ragazzo necessita di percorsi rallentati e, soprattutto, di uno spazio ben più ampio da conferire all'ambito affettivo-relazionale. Non è un caso che il cosiddetto 'bullismo' cresca a vista d'occhio e faccia seguaci principalmente nella fascia d'età della prima adolescenza e vada a colpire i più deboli.

Non abbiamo dedicato un punto esclusivo per gli alunni disabili, i giovani stranieri, i portatori di culture e religioni diverse, perché, dal punto di vista dell'inclusività, auspichiamo che tali alunni siano considerati una risorsa e parte attiva del processo educativo, il quale non può essere delegato alla sola insegnante di sostegno.
Doriana Goracci - 18-05-2007
Il gergo usato sopratutto nei settori del credito di alto profitto come gli uffici Mutui è quello della guerra.

All'Unicredit le agenzie immobiliari accreditate sono chiamate gli Alleati. Noi continuiamo infatti ad essere
in trincea, come clienti, dipendenti, pensionati.

Troppo spesso e luogo comune è il dichiararsi indifferenti, quasi con fare snobistico, a queste strategie di mercato e di borsa.

Chi è in rosso perchè
pensa che non ha nulla da investire e nel frattempo è "cravattato".
Chi ha un po' di risparmi perchè pensa di essere al riparo con i suoi fondi obbligazionari.
Chi ha un po' più tanto di risparmi perchè spesso crede di avere capito il sistema e azzarda qualcosa in più e poi il Sole 24 ore o Milano Finanza sono dei bei quotidiani da leggere, fa tendenza...

Poi ce ne sono tanti, tanti parecchi che non hanno neanche il conto e si ritrovano un giorno obbligati ad aprirlo dall'agenzia interinale o dal padroncino di turno.

Poi ci sono quelli che sono convinti che pagheranno ma intanto mangiano...hanno la carta a rate e nessuno li ferma il sabato. Il loro carrello è pieno: di debiti vertiginosi e ignorati.

A grandi passi il mondo delle banche e delle assicurazioni, aspetta il grande silenzio-assenso dei lavoratori per banchettare con il loro Tfr a fine giugno.
Slurp, sono ingordi, si sa . No anzi, bisogna dirlo a voce alta o con un passa parola, con ogni mezzo.

Di seguito una rassegna stampa ri-titolata dalla sottoscritta, esodata Banca Intesa volontariamente, con altri 6500, parecchi obbligati a fare le valige,
perchè la Banca navigava intorno al 2003 in cattive acque... E' vero, infatti il nostro Fondo pensione è andato a gambe all'aria.

Loro ridono ancora...
Fabio Mosca - 17-05-2007
Dallo Speciale Il tempo e la storia


Questo documento è l'ordine di disinfezione delle voragini (non si usava ancora il termine "foibe") usate dagli ustascia come "cimiteri provvisori" delle loro vittime.
E' stato pubblicato come allegato fotografico dell'autentico e tradotto in serbocroato nel 1988 a Belgrado dallo storico Ante Zemljar in "Haron i sudbine" (Aronne - nella mitologia greca il dio che transita i morti sullo Stige - ed i destini), alle pagg. 222-234.
Il documento porta la scritta "segreto". E tale è rimasto in Italia.
Io l'ho scoperto volendo controllare le note bibliografiche del libro "Serbia's secret war" di Philp Cohen.
Ottaviano Molteni - 17-05-2007
Cara Isa, dici qualcosa che racchiude una verità innegabile, purtroppo. Proprio negli ultimi tempi si è sempre più accentuata la richiesta nei nostri confronti di modulistica così incredibilmente variegata che, pur avendo come motivazione la QUALITA', non fa altro che renderci sempre più burocrati e sempre meno educatori.
Ti devo confessare che io sono uno degli ultimi dinosauri rimasti nella scuola elementare. Un uomo che aveva scelto di diventare un maestro perchè credeva fermamente nella "mission" del suo lavoro. credeva fermamente che la formazione degli alunni fosse veramente importante per la nostra società. E devo dire che di esperienze ne ho vissute tante.
Redazione - 16-05-2007
1) Potreste aiutarci ad avere un elenco delle regioni nelle quali tale qualifica di Operatore dei Servizi Sociali è stata riconosciuta?

2) Potreste farci sapere come è messo il nostro contratto e di quanto sarà l'eventuale aumento?
Francesco Mele - 16-05-2007
A oggi, 15 maggio 2007 ore 18:30, io sottoscritto dichiaro che non sciopererò il 4 giugno prossimo per le seguenti ragioni:

1) perché forse non sciopererà nessuno, visto che in questo senso si dichiara possibilista la stessa FLC CGIL che ha convocato un direttivo nazionale straordinario per sabato 19 maggio proprio per decidere nel merito (rimane fissato quello del 24 per varare la bozza definitiva di piattaforma contrattuale dopo la consultazione democratica "ampia e capillare");
Vittorio Delmoro - 15-05-2007
Cara Isa, Roberto e compagni... (perduti),

nella mia scuola ormai nessuno più aderisce alle lotte proposte da chicchessia - scrivi e lo dici per evidenziare la totale sfiducia dei tuoi colleghi (ma anche di tanti di noi) nei confronti dei politici e dei sindacalisti, a cominciare da quelli più vicini.

Meglio ancora : lo dici per far capire che per costoro (politici, sindacalisti, in particolare della sinistra più o meno radicale) le parole non contano più nulla, si dicono in un contesto e si negano in un altro, si utilizzano per catturare il consenso (e il voto) e poi si chiudono in un cassetto.

Come smentirti?

Ma forse non ti accorgi che così dicendo porti ancora di più alle estreme conseguenze il problema da me posto nell'intervento precedente : siamo (siete) compagni perduti.
Pierangelo - 14-05-2007
L'8 Dicembre 1965 Paolo VI chiudeva l'avventura del Concilio Vaticano II, consegnando alla Chiesa e all'umanità il mandato di dialogare a tutti i costi. C'era la Guerra Fredda, il terrore nucleare, e l'alternativa al dialogo era solo la fine del mondo. Ma leggendo quel testo, ci si accorge che non si trattava solo di una scelta di ragionevolezza, anzi si nota una passione per tutto ciò che è umano, anche se diverso e non ancora pienamente conosciuto, che fà la differenza tra chi costruisce ponti (e pontefice vuol dire proprio questo) e chi invece innalza muri sentendosi cittadella assediata. Il messaggio che la Chiesa affidava a se stessa e al mondo era che ogni uomo mi interessa, mi sta a cuore, perché è un mio familiare, perché fa parte della grande famiglia umana.
Retescuole - 14-05-2007
Le scuole di Bologna il 18 maggio, all'interno della mobilitazione nazionale, torneranno in piazza per richiedere il tempo pieno vero come diritto per tutti e i soldi per far funzionare le scuole e pagare i supplenti.

Faremo festa, ancora una volta, con i nostri bimbi: oltre al clown e alla musica saranno i bimbi stessi ad intrattenerci, con uno spettacolo organizzato dai bimbi di una scuola che ha ancora il "tempo pieno" per fare anche questo.

Infine "imbucheremo" a casa Prodi il maggior numero possibile di cartoline-ricordo dell'impegno a ripristinare "con urgenza" il tempo pieno con le compresenze, il doppio organico, per tutti coloro che ne facciano richiesta.

Diffondete l'iniziativa nelle vostre scuole e nei vostri indirizzari, tra i vostri amici e parenti, nei luoghi di lavoro... intasiamo il fax e la mail di Palazzo Chigi. Buona mobilitazione e buona cliccata a tutti!
Isa Cuoghi - 12-05-2007
Scrive Vittorio :

...Fondare io, assieme a Roberto, a Isa, ad altre teste calde il partito, o il sindacato, che davvero incarni le aspettative dei tanti che a nostro avviso non aspettano altro?

Vittorio.
Non sono una testa calda.

Sono una che, come tanti, si vorrebbe fidare delle parole che i vari sindacalisti e politici propinano ai media, e soprattutto durante le campagne elettorali.

Guarda caso ogni volta che si tratta di avere voti, e quindi posti (se vuoi non li chiamiamo poltrone..) tutti si mobilitano a cercare di convincere le varie basi, con parole anche invitanti, proprio quelle che vorremmo sentirci dire.. datela a noi la fiducia, datecela, esaudiremo i vostri sogni, con noi sarà ben riposta..
Sì, certo, adesso l'abbiamo capito.. sarà ben riposta, ma in un cassetto, e poi dimenticata.
Maria Antonia Stefanino - 12-05-2007
Il Consiglio Comunale di Napoli nel suo bilancio ha approvato gli aumenti alla refezione scolastica. Sarebbe fin troppo facile argomentare l'indignazione che si prova a fronte di tali aumenti con la comparazione dei costi e le tutele che la casta dei politici di professione ascrive a sé, ma la cosa in sé è talmente grave che si rischierebbe di banalizzarla con tali pur validi argomenti. La refezione scolastica è stata uno dei pilastri delle articolate risposte date alla scuola di classe, quella dei doppi turni, delle classi differenziali, delle scuole parrocchiali, il primo passo per quelle scuole a tempo pieno, di cui lo strapotere risorgente della chiesa e gli interessi e la miopia di una classe politica e dirigente (a Napoli le due cose coincidono: chi è politico trombato diviene classe dirigente part-time in attesa di tempi migliori) a tutt'oggi frena la diffusione.
Doriana Goracci - 12-05-2007
Non affrettatevi a vedere un video che gira in rete: non c'è Doaa, diciassettenne curda irachena, ci sono solo uomini che gridano, che sono molto eccitati nel loro lavoro. Si sente alla fine solo uno specie di grido
femminile, la fine dell'esecuzione, cosa rapida, premeditata e curata con la complicità delle guardie.
Vincenzo Andraous - 11-05-2007
Ci sono metropolitane che sembrano vicoli senza uscita, sentieri dimenticati di ogni giorno qualunque.
Ma quel che è accaduto a Vanessa, non è il risultato di un luogo abbandonato a se stesso, di una zona rossa da scansare, di uno spazio ove non esiste sicurezza.
Quel che è successo là sotto, poteva accadere nel bel mezzo di un viale cittadino, il problema non sta nella poca o assente illuminazione, o nell'insufficienza di tutori dell'ordine.
Giuseppe Aragno - 11-05-2007
Sono seriamente preoccupato. Un saggio, che ha il senso della misura, e conosce le colpe e i rimedi se la prende con teste calde e matti da legare - Napoleone è Renzetti - cosicché, voglia o meno, con Isa e Roberto tra gli illusi delusi mi ci trovo anch'io.
Non voglio esagerare e lo capisco: il mondo non cadrà se la mia testa bolle e andrebbe bene così, se assieme ai calori della testa non ci fosse quel "compagno perduto" così definitivo e conclusivo, così perentorio e irrimediabile, sicuro della sua verità come può e dev'essere il certificato mesto che il medico firma quando vince la morte. Se ci penso, ho certamente di che preoccuparmi.
Michele Borrielli - 10-05-2007
Non credono il Ministro Fioroni ed il vice Minisro Bastico che la politica del risparmio, mediante taglio degli organici da effettuarsi mediante taglio del numero di ore di lezione per alunno, faccia male alla scuola?

Non credono il Ministro Fioroni ed il vice Minisro Bastico che nella scuola bisogni invece investire, in particolare evitando tagli di ore di lezione in materie scientifiche ed evitando una assurda commistione tra di esse nella scuola secondaria, come avviene per la Chimica, insegnata sempre di più dai docenti "di scienze" (classe di concorso A060) e non da quelli "chimici" (classe di concorso A013)?
Roberto Renzetti - 10-05-2007
Caro Vittorio,

non voglio citarmi ma vi è tutta una storia lunghissima che non serve ad altri che al mio, come lo chiami tu, inutile rancore.
E' raccontata sul web ma non è questo ora il problema.
Rispetto a ciò che tu dici, voglio io dire che non ho mai fatto la rincorsa a privilegi sindacali. Sono stato segretario della CGIL Scuola Spagna per circa 15 anni e per il ruolo che occupavo, non potevo aspirare ai distacchi e ai comandi (all'estero questa cosa non esiste). La mia era pura militanza che ha aggregato una gran maggioranza degli addetti alle Istituzioni culturali italiane in Spagna. Lì avevo trovato la CGIL Scuola in mano ad un fascista del FUAN di Venezia (Franco Rossi). Venivo dall'Italia degli anni Settanta con una militanza sindacale di base molto forte e solo questo mi creò molti problemi. Lo comunicai a Roma ... niente. Questo solo per sgomberare il campo da mie pretese su distacchi e comandi (comunque sono benvenute tutte le domande si vogliano fare). Io sono stato iscritto al sindacato dal 1970 al 2003. Ero stato alla sua fondazione nel 1968 presso l'aula di Struttura della materia dell'Istituto di fisica. Era il 1968, io non ero ancora laureato ed ho dovuto aspettare due anni, quelli che mi hanno portato alla laurea e al primo incarico per iscrivermi.
Veniamo ora all'uso che del sindacato è stato fatto in modo sempre più volgare. E anche qui, deve essere chiaro che la corruzione, in modi diversi, è dovunque. Qui è sulle spalle dei lavoratori della scuola. Spiego riferendomi a fatti recenti, diciamo dal 1996, epoca in cui nasceva il primo centro sinistra.
Francesco Mele - 09-05-2007
Dopo lo svolgimento delle assemblee dei confederali tenute a Carpi il 4 maggio scorso


L'articolo che ho pubblicato prima era quello preparato in previsione delle assemblee che si sarebbero svolte a Carpi il 4 maggio.

Quelle che seguono sono le risposte - o le non-risposte - le considerazioni, le deduzioni ... che sono scaturite dalle assemblee di Carpi.

Innanzitutto è utile dire che c'erano 4 assemblee nella giornata, 3 al mattino (docenti superiori, docenti 1° ciclo-medie e ATA) e 1 al pomeriggio (docenti 1° ciclo del turno pomeridiano).

A differenza delle altre due del mattino (che erano dalle 11 alle 13) la nostra delle superiori, chissà perché, era dalle 11:30 alle 13:30. Questo è un fatto strano perché nessuna delle 4 scuole superiori finisce alle 13:30 - per cui molti vanno via tra le 13-13:15 - e , inoltre, le nostre 4e ore finiscono alle 11:35, per cui quasi tutte le scuole hanno chiesto ai docenti di fare lezione fino alle 11:35 e andare solo dopo in assemblea. Questo ha comportato che l'assemblea è iniziata sì e no alle 11: 50, che ¾ d'ora se li è presi la relazione iniziale, per cui possiamo dire che, realisticamente, la consultazione di base nel mio caso è durata si e no mezz'ora, con l'intervento di 4-5 persone delle poche (una 40 ina su 4 scuole) presenti.
Gianfranco Pignatelli - 09-05-2007
Tra dire e fare - si sa - c'è di mezzo il mare. Se decliniamo il proverbio al presente politico del ministro dell'istruzione Fioroni scopriamo che: tra Di.Co. e faccio ci dovrebbe essere la scuola. Ma di mezzo, in realtà, c'è la CEI. Proprio così. Torniamo al proverbio, al dire: appena insediato, Fioroni, dichiarò di voler essere il ministro della scuola di tutti e per tutti, per questo provvide a ripristinare la dizione Pubblica Istruzione del suo dicastero. In mezzo: un mare di dichiarazioni su tutto ed il suo contrario, una per ogni occasione, tutte per apparire ad ogni costo. Sulla sponda opposta del fare: poco o nulla, e non tutto "confessabile".

Iniziamo dalla dichiarata volontà di manifestare contro i Di.Co., varati dal Consiglio dei ministri al quale era assente solo Mastella. La posizione di Fioroni? Diserta per un giorno la poltrona ministeriale per protestare contro se stesso e contro il governo al quale appartiene. Si dichiara, insomma, contro le pseudo non famiglie. Lo fa contro i figli delle ragazze madri, dei divorziati, di quelli che - per libera scelta - non si sono mai sposati, dei tanti bambini e ragazzi in affido temporaneo a case famiglie o single, che pure affollano la sua scuola. Quella, per l'appunto, di tutti, quella pubblica, laica e pluralista. Quella statale, ma anche paritaria e confessionale, in una parola, pubblica. Complimenti.
Vittorio Delmoro - 08-05-2007
Caro Roberto, Isa e tanti compagni... perduti.

Non so più se sia possibile parlare di scuola senza parlare di politica e dunque non entrerò nel merito delle questioni poste da Roberto nel suo intervento sull'autonomia scolastica del 25 aprile: le prenderò in toto per vere, avendo letto molte delle sue analisi spiegate con dovizia da ormai diverso tempo, nella speranza (sua) di attrarre nel dibattito qualcuno di quelli che contano, dibattito invece rifuggito come la peste sia da Alba Sasso che da Tiriticco, che hanno oramai etichettato Roberto come un provocatore cui non vale la pena di rispondere.
Francesco Mele - 07-05-2007
BREVI RIFLESSIONI SULLA BOZZA DI PIATTAFORMA

Note e proposte dopo la lettura della bozza di piattaforma presentata - con grave ritardo - dai confederali

1) SULLA DEMOCRAZIA DELLA CONSULTAZIONE SULLA PIATTAFORMA

Come si pensa di procedere nella raccolta dei pareri?
Verranno recepiti tutti? Si voterà?
Si confronteranno i pesi delle assemblee svolte?
Ci sarà un momento provinciale collettivo in cui si tireranno le somme della consultazione in tutta la provincia? E così anche per la regione?
e tutto questo prima della scadenza nazionale in cui verrà approvata la piattaforma definitiva?
E cioè tutto entro l'11 di maggio come ci è stato detto il 12 aprile a MO?
Una democrazia espresso, direi, anzi "ristretta". Rapida e veloce come una saetta.
O dobbiamo pensare che, come diceva Renzo Arbore "Meno siamo meglio stiamo"?
Anna Maria Formisano - 05-05-2007
I bambini che esibiscono un mancato inserimento nella scuola, eclissano vissuti emozionali, affettivi e relazionali che producono, col tempo, una condizione di svantaggio.
Per siffatta causa, tali bambini sono designati, talora, quali bambini inferiori, anche dal punto di vista cognitivo.
Lo condizione sociale di svantaggio, cui essi rinvengono, non sempre è legata ad un disturbo fisico e /o psichico, validamente diagnosticato dagli operatori sanitari, essa potrebbe trarre origine, altresì, da occasioni di mancanza economica, affettiva, culturale e sociale.
Giuseppe Aragno - 04-05-2007
Troppo Stato, si osserva da più parti. Uno si guarda dentro e non capisce: ma lo Stato chi è? Lo Stato siamo noi gli hanno spiegato. E allora? Troppo noi si afferma da più parti. E che vuol dire? Nessuno sa, ma tutti son d'accordo.
Manca il lavoro, scrivono gli analisti, e si sa bene: l'Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro. E allora? Manca la repubblica democratica. Tutti lo sanno, ma nessuno lo dice.
Doriana Goracci - 04-05-2007
Mi ritrovo tra le mani una copia dell'Avvenire del 29 aprile 2007, oggi 2 maggio non sono usciti i giornali, si legge di tutto, soprattutto se si viaggia e allora ecco che ti trovo abbandonato da una parte, l'editoriale di tal Dino Boffo che riporta l'accorata lettera di un 29enne con vocazione a quanto pare negata e ostacolata anche dalla famiglia.
Precariscuola - 03-05-2007
PROPOSTE

Stanchi di essere oggetto di decisioni altrui, spesso incomprensibili ed inique, e consapevoli dell'umiliante condizione che il mondo del precariato comporta, i docenti del forum Precariscuola chiedono, in previsione del prossimo regolamento delle supplenze nonché del futuro sistema di reclutamento dei docenti, di essere parte attiva nel mondo della scuola e in tutte le decisioni che su di esso verranno prese.
Pertanto, con la presente, l'intero gruppo di docenti del forum Precariscuola

CHIEDE ...
Lorenzo Picunio - 03-05-2007
Una proposta per affrontare il tema del copyright educativo,consentendo a scuole ed associazione educative di utilizzare materiali cartacei od informatici per i loro scopi didattici.
All'attenzione e alle modifiche di chi vuole occuparsene.
Lorenzo Picunio


PROPOSTA DI LEGGE SUL "NO COPYRIGHT EDUCATIVO"

Art. 1:Le scuole, gli istituti d'istruzione, gli enti locali in quanto operano come istituzioni educative o gestori di scuole o di strutture di supporto alle scuole, le associazioni Onlus aventi finalità educative esplicitamente citate nello Statuto o in documenti ufficiali, le persone che operano, a titolo professionale, volontario o in quanto allievi all'interno di tali strutture, possono utilizzare, per le loro necessità d'istruzione, contenuti telematici o testuali, opere cinematografiche o letterarie, senza commettere reato...
Fabio Mosca - 02-05-2007
Un commento a...commento: il pezzo che proponiamo qui per evitare che si perda nei meandri dell'archivio, si riferisce alla lunga nota con la quale Pino Patroncini chiosava ... Red

Nel suo articolo leggo con stupore : " ...Le deportazioni della "inferiore razza serba" furono massicce, e decine di migliaia di ex soldati o di cittadini serbi fu avviata ai campi di sterminio tedeschi o a quello della Risiera di San Sabba, a Trieste, assieme con ebrei ed altre minoranze..."
Isa Cuoghi - 02-05-2007
... chi discute di un argomento sulla scuola, a seconda del punto di vista, è molto ben riconoscibile.

C'è chi parla con distacco e con demagogia, si riempie la bocca di paroloni che parlano di responsabilità, di modernità, di tempi che cambiano, di scelte condivise, di pedagogia e di relazioni tra pari, che promette..promette...promette.. che dice che abbiamo ragione e che la scuola sarà la prima cosa a cui s metterà mano per risolvere i problemi e immettere finanziamenti e risorse : di solito sono i politici e i rappresentanti sindacali.

C'è chi parla di scuola arrabbiandosi, non certo per livore nè perchè psicopatico o terrorista dell'informazione, ma solamente perchè non ne può più di promesse mancate, di discorsi diversi a seconda della platea che c'è davanti, di parole che sono lontane anni miglia dalla scuola, dalle aule, dai problemi quotidiani.. ma sa già che non sarà mai ascoltato perchè chiede una cosa che non potrà avere mai : DIRIGENTI POLITICI E SINDACALI SCOLASTICI DIMETTETEVI UNA BUONA VOLTA SE AVETE CORAGGIO, USCITE DA UNA SCUOLA CHE NON CONOSCETE E CHE STATE PORTANDO AL COLLASSO.. VI ACCORGETE O NO CHE OGNI MOSSA CHE FATE E' UN PASSO IN PIU' VERSO LA FINE ANNUNCIATA DI UNA SCUOLA CHE NON ASSOMIGLIA NEMMENO LONTANAMENTE ALLA SCUOLA CHE DOVREBBE DARE OPPORTUNITA' DI STUDIO E DI CONOSCENZE, DI FORMAZIONE DI SPIRITO CRITICO E DI METODO D'INDAGINE, AD OGNI STUDENTE ??

Ilaria Ricciotti - 01-05-2007


Quest'anno mi sento più vicina
a chi lavora la sera e la mattina,
a chi svolge un lavoro intellettuale
a chi sa discernere il bene dal male
a chi è stato votato per governare
a chi canta la canzone popolare
a chi sogna ogni notte il cantiere
a chi vede il suo compagno cadere
a chi il lavoro lo ha abbracciato
a chi dopo un po' è stato licenziato
a chi si fa in quattro per lavorare
a chi le tasse ogni mese deve pagare
a chi non sa quanto il lavoro durerà
a chi lotta sempre per esso e la libertà...
Salvo Bascone - 01-05-2007
Lettera aperta all'on. Alba Sasso

Gentile onorevole,

sono ormai due o tre settimane che mi arrovello su di una questione che qui, molto umilmente e senz'altro con dubbia utilità, vado a sottoporre alla Sua cortese attenzione.
Davanti ai poderosi sconvolgimenti climatici che, a quanto pare, caratterizzeranno sempre più il nostro futuro, riuscirà il coccodrillo (dico coccodrillo proprio come specie animale) a sopravvivere?
Ora, sappiamo che, nell'eventualità di cataclisma naturale o nucleare, a resistere e a sopravvivere saranno proprio animali come lo scarabeo e simili e quindi, considerando la robusta natura del nostro, si direbbe proprio di sì.
Dunque scarabei, coccodrilli e simili, erediteranno la terra ma più che la terra, così come noi la conosciamo, erediteranno il deserto avendo loro, e di gran lunga, divorato praticamente tutto.
galassia scuola
Spazio aperto alle riflessioni e alle opinioni personali su quanto avviene nella scuola in generale, nella nostra scuola in particolare, nelle piazze e nei palazzi in cui la scuola è all’ordine del giorno. Insegnanti, ma anche studenti, operatori, genitori … possono dar vita a un confronto su tematiche attuali, a patto che la discussione sia corretta.
Astenersi anonimi e perditempo!
La Redazione
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