Anno scolastico 2012-2013 - mese di gennaio
Cosimo De Nitto - 31-01-2013
Quello della scuola non è mai stato un argomento di facile approccio e di facile "consumo" nella comunicazione sociale e nei media. Soprattutto in tempi di campagna elettorale come questi in cui ognuno ha impacchettato la propria "Agenda"-manifesto con su scritte le "cose" che si vogliono realizzare. Le "cose" sono elencate e gli elenchi formano i "programmi". I programmi, si sa, sono una scommessa, sono una carta di intenzioni buone sempre, ma nessuno può scommettere che saranno realizzate tutte-in parte-per niente. Specialmente i "programmi" elettorali la cui finalità prima e ultima è quella di avere il massimo dei voti possibili. Ma allora cosa dovrà fare il povero malcapitato cittadino che di ingegneria istituzionale non si intende, capisce poco di geometria variabile degli ordini di scuola spesso enunciati come schemi di formazioni di calcio (5-3-5, oppure 5-3-4, oppure 4-3-5, oppure 10-3, oppure 5-5-3, oppure ancora 8-5 anticipato ecc. ecc.)? Cosa dovrà fare se si imbatterà nella "dematerializzazione", lui, che non ha neanche il materiale, e gli dicono che ha un figliolo "nativo digitale"?
Enrico Maranzana - 31-01-2013
La formazione dei giovani è una priorità che tutti i partiti enunciano; una dichiarazione d'intenti che esaurisce il loro impegno programmatico: nessuna proposta significativa è stata elaborata, anzi ..
I tratti che accomunano le promesse elettorali sono molti: l'assenza d'una visione d'insieme, la confusione fini/mezzi, la genericità, il mancato riconoscimento dell'inconciliabilità della mission dell'università con quella della scuola. Svarioni che sarebbero stati evitati se le ordinarie metodologie progettuali fossero state applicate e se la formulazione delle promesse ai cittadini fosse stata preceduta dallo studio dello spazio in cui nascono i problemi educativi.
Severo Laleo - 30-01-2013
E' bastata una stupidaggine, un'idea cioè senza un serio costrutto, e senza un fine chiaro, chissà da chi costruita nell'area Monti, per aprire in campagna elettorale il fronte della scuola.
Senza questa stupidaggine, di restringere a un solo mese le ferie degli insegnanti con chiusura degli edifici, oggi di scuola non si parlerebbe.
Grazie quindi alla proposta stupidaggine, da Brunetta, sempre tempestivo, definita proposta giusta, di scuola ora si può parlare.
Bersani, in verità, dal suo punto di vista, utilizza la stupidaggine per dare subito qualche sensata riposta, in questi termini: "Prima di parlare di allungare o accorciare vacanze estive, teniamo le scuole aperte tutto il giorno per attività didattiche.
Le scuole devono stare in piedi. Per questo allentare Patto Stabilità sui Comuni per un grande piano di piccole opere locali...
il primo giorno di governo ci mettiamo coi comuni, facciamo una deroga al patto di stabilità, e facciamo manutenzione straordinaria delle scuole, così diamo anche un po' di lavoro in giro".
Carlotta Cini - 30-01-2013
Il problema, gravissimo, del mancato contributo ai tirocinanti del TFA (il Tirocinio Formativo Attivo, ex SISS) in Toscana sta davvero diventando un'assurdità.
Siamo di fronte al non riconoscimento di un diritto fondamentale sancito dalla Costituzione, quello allo studio e alla formazione. Infatti in Piemonte, diversamente da quanto avviene in Toscana, per il TFA la borsa di studio è riconosciuta: la formazione di docenti, d'altronde, è una risorsa importante per il Paese.
E' vero che in Toscana la tassa di immatricolazione è leggermente più bassa rispetto a quella di altre regioni, ma si tratta di ben poco rispetto all'aiuto che un tirocinante riceverebbe con una borsa di studio.
Mario Piatti - 28-01-2013
In merito alla proposta di modifica del regolamento DM 249/2010 (atto Camera n. 535), con riferimento alla classe di abilitazione A077 (Strumento musicale nella scuola secondaria di I grado) - classe per la quale dalla sua istituzione (DM 201/1999) oltre alla sanatoria ex Legge 143/2004 sono state garantite diverse opportunità abilitanti - pare opinabile sul piano della correttezza formale la nota ministeriale A00DIPT Prot. n. 206, del 25.01.2013, con la quale sono forniti chiarimenti in base a una normativa indicata in "corso di perfezionamento" e non già approvata ai sensi di legge. Nota di cui l'estensore dovrà assumersi ogni responsabilità a fronte del possibile nocumento arrecato a coloro che, sulla base di mere previsioni, dovessero rinunciare alla prova d'accesso del biennio a indirizzo didattico (a numero programmato) fissata dallo stesso MIUR per il giorno 28 gennaio 2013.
Lucio Garofalo - 28-01-2013
Al di là delle disfunzioni e delle problematiche che investono le componenti interne al mondo della scuola, ossia le varie categorie professionali impegnate nell'educazione dei giovani (dirigenti, docenti, personale amministrativo ed ausiliario), uno degli aspetti più detestabili della vita lavorativa nella scuola è costituito dall'eccessiva ingerenza esercitata con arroganza e supponenza dai genitori sul terreno dell'autonomia didattica, una prerogativa che compete, per definizione e vocazione istituzionale, agli insegnanti.
Giuseppe Aragno - 26-01-2013
Mettiamola così, per farla breve: se non soffre di vocazione al suicidio, non c'è malato al mondo disposto ad affidarsi al medico che ha sbagliato diagnosi e l'ha mezzo ammazzato di farmaci inutili e rimedi peggiori del male. Fa eccezione l'Italia che studia, ma non è cosa normale perché il medico s'è imposto al malato. Al capezzale della scuola politici e tecnici hanno chiamato tutti tranne gli insegnanti. Riuniti a consulto, si sono visti all'opera maghi della comunicazione, economisti ed esperti di marketing e, in quanto ai vertici dell'equipe, in sala rianimazione è stato il trionfo dei dilettanti: un'esperta di razionalizzazioni d'azienda, un medico, un avvocato e un ingegnere con la vocazione del manager, per fermarsi al più recente passato. Uno dopo l'altro, da Moratti a Profumo, tutti neoliberisti: privatizzazione, libero mercato, mercificazione del sapere. Un disastro annunciato, ma alla paziente sempre più malmessa nessuno ha mai chiesto lumi e persino adesso che siamo al collasso e si rischia il funerale la ricetta non cambia.
Umanità Nuova - 26-01-2013
"Porrajmos" (in romanì, divoramento) è la parola con la quale lo studioso rom Ian Hancock ha definito lo sterminio nazista degli "zingari", mentre per i Sinti è il "Samudaripen": un genocidio pianificato che ha causato la morte di circa mezzo milione - in una forbice oscillante tra 300 e 800 mila, data la scarsa documentazione - di Rom e Sinti, solo in parte eliminati nei lager e ben più frequentemente uccisi in modo sommario nei territori occupati dai nazifascisti.
Uno sterminio quasi sconosciuto e praticamente ignorato durante il processo di Norimberga, anche se per percentuale di vittime (circa la metà delle popolazioni rom e sinti in Europa, anche se Simon Wiesenthal ipotizzò persino il 75%) non inferiore a quello della Shoah degli ebrei, anch'essi sterminati per motivi razziali.
Vincenzo Pascuzzi - 24-01-2013
"Verso le elezioni. Si chiude l'era dei tagli all'istruzione" così titolano Eugenio Bruno e Claudio Tucci sul Sole24Ore del 22 gennaio. E proprio all'inizio dell'articolo leggiamo: "Se c'è un aspetto che accomuna tutte le coalizioni in gara per le politiche del 24 e 25 febbraio è proprio l'intenzione di tornare a investire su scuola, università e ricerca".

Ma le cose non stanno proprio così. Due osservazioni si impongono. La prima è che nel programma del Pdl non si trova affatto indicata l'intenzione a tornare a investire su scuola, ecc., al più e solo implicitamente, non si prospettano nuovi ed ulteriori tagli dichiarati. La seconda è che, per il Pdl, l'intenzione di tornare a investire comporterebbe un'autocritica, un mea culpa pesante, cioè il riconoscere di aver sbagliato, e di grosso, con i tagli della non-rimpianta ministra Gelmini. Lo stesso operato della ministra andrebbe criticato, censurato, disconosciuto. Una simile duplice ammissione, finora, non c'è stata!
Giocondo Talamonti - 24-01-2013
La "Giornata della Memoria" vuole essere un invito ai giovani a riflettere su una delle pagine più buie della storia dell'umanità e nello stesso tempo serve per far prendere coscienza ai giovani della realtà triste e disperata dei lager nazisti nei quali si è consumato il più vile oltraggio alla dignità dell'uomo ed ai valori di libertà e giustizia.

I temi della tolleranza e della comprensione nel contesto di ogni moderna democrazia non possono rinunciare alla memoria di eventi drammatici, quali quelli legati alla discriminazione razziale nazista; anzi, riproporli nella loro crudezza alla sensibilità dei giovani di oggi vuole essere un monito ad evitare altri errori e trasmettere valori della vita e della fraternità nelle differenze etniche ed ideologiche.
Enrica Guidotti - 23-01-2013
Studenti sfiduciati, annoiati, con rapporti difficili in classe. In Italia sono sempre di più i ragazzi che manifestano i primi sintomi di un disagio che può portare all'abbandono precoce della scuola: si parla di due studenti su dieci (50mila su due milioni e mezzo) che lasciano i banchi prima di terminare le medie. Un fenomeno che investe in modo talora significativo le scuole del Tigullio e che anche gli insegnanti del territorio hanno imparato a riconoscere e a temere come punto di partenza di percorsi sbagliati, dalla microcriminalità al bullismo e all'abuso di alcol e droghe.
Gennaro Tedesco - 21-01-2013
Oggi più che mai crediamo che i problemi del Bel Paese siano strettamente intrecciati con quelli della sua Scuola e della sua Università.
Se volessimo un po' arbitrariamente scomporre la nostra storia nazionale e quella della nostra Scuola, potremmo forse individuare quattro fasi : dal Risorgimento alla Resistenza e alla Repubblica, dal Sessantotto alla Globalizzazione.
Tutte e quattro queste fasi determinanti nel processo di modernizzazione della Nazione e della sua Scuola oggi sono sottoposte a un tentativo, al momento ancora in corso e con esito ancora mal definito, di screditamento prima storico e poi politico ed educativo.
Claudia Fanti - 19-01-2013
Tutto è ormai virtuale, dalla politica nazionale a quella locale. Gli annunci di risoluzioni epocali, la politica delle belle parole sull'utilità della buona formazione, il longlife learning, la lotta che si dovrebbe fare agli abbandoni e alla dispersione sono appunto annunci e belle parole. La politica vorrebbe forse dematerializzare per non doversi più occupare di quisquilie come i bambini, le maestre, le loro scuole sgarrupate? La scuola sempre più femminilizzata è forse vittima pure essa del femminicidio?
Vincenzo Pascuzzi - 19-01-2013
L'Agenda Monti per tutte le stagioni

Dal documento del 23 dic. 2012 del promotore di "Scelta civica", leggiamo quanto segue: "occorre completare e rafforzare il nuovo sistema di valutazione centrato su Invalsi e Indire, basato su indici di performance oggettivi" e poco più avanti "occorre proseguire e affinare il progetto avviato dall'Anvur per il censimento e la valutazione sistematica dei prodotti di ricerca". Ciò indica fiducia sicura e acritica nella valutazione e negli istituti Invalsi e Anvur in particolare.
I collaboratori del presidente Monti si sono - molto probabilmente - basati sulla documentazione fornita direttamente da Invalsi, Anvur e Miur. Informazioni che forse sono un po' come la risposta scontata dell'oste a chi gli chiede se il suo vino è buono.
Conviene perciò fornire alcune notizie da parte di chi vive direttamente la realtà vera e concreta della scuola.
Presidenti Consigli Istituto provincia Bologna - 18-01-2013
Lei si candida al Parlamento della Repubblica Italiana, Repubblica che nel suo atto Costitutivo, all'art.3, assegna alla scuola il compito di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana.
Ebbene, negli ultimi anni, tali ostacoli non solo non sono stati rimossi, ma anzi sono accresciuti.
Si è smesso di pensare alla scuola come al luogo di formazione primario per garantire uguaglianza di opportunità e mobilità sociale, come risorsa ed investimento sul futuro.
Vincenzo Pascuzzi - 17-01-2013
Ieri mattina, ho letto sul sito del Pd il loro programma elettorale per la Scuola: "L'ITALIA GIUSTA SI PREPARA A SCUOLA".

L'inizio del documento mi ha confortato, recita così:

"SE TOCCA A NOI. La scuola non ha bisogno di grandi riforme, ha bisogno di stabilità, fiducia e risorse. Promuoveremo una"fase costituente" con una grande consultazione nazionale e riporteremo gradualmente l'investimento almeno al livello medio dei Paesi OCSE (6% del Pil), tagliando altrove la spesa statale. Il nostro obiettivo è dimezzare il tasso di dispersione scolastica e raddoppiare il numero di laureati, poiché le ricerche internazionali dimostrano che più istruzione significa più sviluppo."
Enrico Maranzana - 16-01-2013
Se un antivirus scandisse il sistema scolastico italiano individuerebbe il bug "confusione" e lo disinfesterebbe introducendo la scientificità del linguaggio: i concetti chiave sarebbero univocamente definiti.
Si tratta di una questione sgrossata in "Competenze: poche idee ben confuse" visibile in rete, in cui si mostra come il Miur non si sia curato di elaborare il significato di questo concetto prima di collocarlo all'interno del vigente sistema di regole. Si è limitato a copiare acriticamente una direttiva del Parlamento europeo. Non si è reso conto che le esigenze comunitarie non sono funzionali alla "mission" della scuola. Non ha rilevato che una traduzione frettolosa ne ha stravolto il senso.
Giuseppe Aragno - 16-01-2013
In queste iniziali scaramucce elettorali ho ascoltato i leader veri e quelli presunti, ho seguito i professori scienziati della Bocconi, i magistrati che parlano di diritti e legalità, i politici di lungo corso che, prodotto lo sfascio, si affannano a spiegarci i rimedi. Un pianto greco di acronimi, numeri, conti della spesa, previsioni allarmanti, promesse di future lacrime e sangue e di successive mirabolanti riprese... Tutto e il contrario di tutto. Sul diritto allo studio, il peggior venditore di tappeti uscirebbe certamente vittorioso.
Gennaro Tedesco - 15-01-2013
A chi scrive sembra evidente lo stretto rapporto tra assenza di un progetto politico nazionale di ampia e profonda apertura culturale e sociale, fobie xenofobe e chiusura totale e, per certi aspetti, violenta nei confronti di ogni riforma e innovazione educativa, che si può riscontrare in gran parte dei media, dei giornali e dell'opinione pubblica nazionale, del resto più cripticamente latente nella stessa Comunità Europea. Questa involuzione degenerativa è particolarmente evidente nel caso della Didattica della Storia.
Studenti in occupazione - 15-01-2013
Noi pensiamo che non ci vuole chissà che economista per evitare i tagli scolastici: si potrebbe come già detto risparmiare sulle armi, strumenti di morte, invece che sulla scuola - strumento per migliorare la propria vita - sulla politica (autoblu, stipendi enormemente abbondanti, ristoranti pagati dallo stato, riduzione di politici ecc...) invece che sugli insegnanti e sui diversi indirizzi. Sia chiaro non pensiamo che anche nella scuola non ci siano sprechi inutili, ma pensiamo che sia meglio abbondare/sprecare sulla scuola che su una politica malata e corrotta o sui giochi di guerre che fanno i potenti fra loro con le nostre vite.
Vorremmo rendere più ampio questo discorso, non vi vogliamo parlare solo della scuola, perché noi non occupiamo solo per quello.
Conbs - 14-01-2013
Proposta di nuove norme e procedure per l'ulitizzazione dei docenti inidonei all'insegnamento

1. Modalità di utilizzazione presente e futura

L'inserimento positivamente sperimentato, più "riconoscibile" professionalmente e più richiesto, si è consolidato nella biblioteca scolastica [da ora: b.s.; n.d.r.] e/o mediateca, elementi decisivi per:
gestione ordinata della b.s., promozione della lettura, sostegno alla multiculturalità, supporto a situazioni di svantaggio nelle situazioni di "diversità" o emergenza educativa, alfabetizzazione multimediale. E' una situazione "strutturalmente protetta" per chi debba abbandonare il rapporto frontale a causa della salute.
Studenti Centro Asai, Torino - 14-01-2013
Siamo gli studenti di alcune scuole secondarie sparse qua e là per l'Italia. Cosa possiamo fare per cambiare la scuola? Molto, moltissimo, perché il cambiamento parte proprio da noi.
Abbiamo cominciato questo cammino già da qualche mese. Insieme agli insegnanti, abbiamo ragionato sulla nostra esperienza scolastica leggendo il libro Allora che ci faccio nel mare? Il libro raccoglie le riflessioni di un gruppo di ragazzi torinesi che, per tre anni, si sono incontrati per parlare di scuola. In seguito alla discussione generata dal testo, abbiamo stipulato un patto tra studenti e professori, basato su ascolto, rispetto e fiducia. Il patto è stato il punto di partenza per la progettazione e realizzazione di azioni di cambiamento, messe in atto nella nostra classe. Il prossimo obiettivo è il CONTAGIO.
Vincenzo Pascuzzi - 12-01-2013
L'Agenda Monti per tutte le stagioni


Riguardo agli insegnanti, leggiamo nella ben nota "Agenda Monti" del 23 dic. 2012, con la quale lo stesso Mario Monti è "salito" in politica e sceso (o ruzzolato) mediocremente nella competizione elettorale, la frase seguente: "Gli insegnanti devono essere rimotivati e il loro contributo riconosciuto, investendo sulla qualità". Espressione che dice - anzi promette - tutto e niente, perché confortante, rassicurante ma generica e indefinita. Poteva anche dire - Monti - "ci penseremo poi noi, per quello che possiamo o potremo; voi state tranquilli, fidatevi e intanto votateci a occhi chiusi".

Ma qualche considerazione sulla promessa montiana agli insegnanti - per quanto eterea e immateriale - si può ugualmente fare.
Cominciamo dalla coda, dove troviamo: "investendo sulla qualità".
Giuseppe Aragno - 12-01-2013
Sia lode al dubbio, penso,
mentre ancora preparo una lezione
tra le mille domande
che non hanno risposte.
Cosimo De Nitto - 10-01-2013
Stimolante l'articolo di Paolo Bertinetti sulla Stampa di oggi "Leggi romanzi se vuoi fare l'ingegnere"

Università di Princeton:
"considerare lo studio letterario come «utile» per la formazione professionale nei settori scientifici, economici, medici."
"La letteratura è «utile» per fare bene cose che nulla hanno a che fare con la letteratura. "
Questo in America, e in Italia?
Tremonti: "con Dante non si mangia." Azz...che la Divina Commedia non fosse un panino ce ne eravamo accorti.
Monti continua la politica di Tremonti-Gelmini. Evidentemente anche lui non mastica Letteratura.
Dunque, mentre nelle più prestigiose università americane si scopre l'utilità dell'"inutile" (gli studi umanistici), in Italia che è la culla di quegli studi che si fa?
Maurizio Tiriticco - 08-01-2013
Di ritorno dalle vacanze ci siamo trovati questo bel regalino della Befana! E così pare che il miglior modo per far funzionare le nostre scuole, o meglio, per dirlo in forma più corretta, il nostro Sistema Educativo di Istruzione e Formazione (legge 53/03, art. 2)- e la differenza terminologica non è affatto cosa da poco, sperando che chi ci amministra ne sappia qualcosa - sia quello di "premiare i migliori"! Ebbene! Sono assolutamente contrario, essenzialmente per due motivi, uno teorico - se si può dir così - l'altro relativo al nostro... italico costume! In materia di educazione, formazione e istruzione - e si tratta di tre concetti forti su cui ci siamo impegnati a lavorare quando abbiamo optato per la scuola dell'autonomia (dpr 275/99, art. 1) [1] - le variabili in gioco sono molteplici e non tutte riconducibili a fattori oggettivamente rilevabili, accertabili e misurabili!
Giuseppe Aragno - 07-01-2013
Il "tecnico" Monti ha annunciato così tante volte il Monti politico che i casi sono due: chi si meraviglia delle stupidaggini che ha messo insieme da quand'è caduto con berlusconiana dignità, o è un idiota patentato o un bugiardo matricolato. Scelgano i numerosi paladini delle cause perse cosa preferiscono, ma quanti pensano di votare il politico, dopo aver cantato il peana del "tecnico", faranno bene a ricordare. Era solo agli esordi l'ormai celebre prof., quando ebbe la faccia tosta di ringraziare in Parlamento la piangente Fornero, scienziata dell'economia, riconoscendole il merito strabiliante di averlo informato che in Italia le pensioni minime si aggirano attorno ai 500 euro. Solo per questo, confessò candidamente, non erano state bloccate anche quelle, come aveva pensato di fare!
Vincenzo Pascuzzi - 05-01-2013
L'Agenda Monti per tutte le stagioni


Nell'Agenda Monti, la settima frase relativa alla scuola recita testualmente così: "Serve rompere uno schema culturale per cui il valore dello studio e della ricerca e il significato della professione di insegnante sono stati mortificati."

L'espressione "schema culturale" rappresenta un brevissimo giro di parole, una circonlocuzione, una specie di mascheratura o confezione elegante per imbellettare un contenuto ben più rozzo, grezzo, concreto, pesante e compromettente: niente altro che la politica scolastica deliberatamente scelta, adottata e seguita da Gelmini a partire dal 2008 (per tre anni e mezzo) e poi sostanzialmente proseguita da Profumo nel corso del 2012.

Francesco Mele - 03-01-2013
Mi chiedevo come farvi i miei auguri per il 2013, un anno a cui basta davvero poco per essere migliore di quello che l'ha preceduto ...
Nella situazione che stiamo vivendo, come persone, come cittadini, come lavoratori, non sono molti i "segnali" che ci facciano essere ottimisti e ci consentano aspettative positive nei confronti del futuro, prossimo e di più lungo respiro ...
In queste riflessioni di fine anno, quando il momento dei bilanci, più che in passato, ha il carattere dell'amarezza e della delusione, mi sono imbattuto in parole, semplici e pesanti allo stesso tempo, banali e fondanti insieme, parole dette da un uomo umile e grande, un fratello e un padre, parole che sembrano venire dal passato, eppure, invece, appartengono al presente di ognuno di noi, le parole di cui vorremmo fosse colorato il futuro dei nostri figli ...
galassia scuola
Spazio aperto alle riflessioni e alle opinioni personali su quanto avviene nella scuola in generale, nella nostra scuola in particolare, nelle piazze e nei palazzi in cui la scuola è all’ordine del giorno. Insegnanti, ma anche studenti, operatori, genitori … possono dar vita a un confronto su tematiche attuali, a patto che la discussione sia corretta.
Astenersi anonimi e perditempo!
La Redazione
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