Anno scolastico 2006-2007 - mese di febbraio
Rosanna Vittori - 28-02-2007
'Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge' ...'E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitano di fatto la libertà e ... impediscono il pieno sviluppo della persona ...
Antonio Monarca - 28-02-2007
Bravi compagni, bisogna riconoscere che ce la state mettendo tutta per vanificare quel risicato consenso ottenuto alle ultime elezioni. Intanto siete riusciti a mettere in crisi il governo, facendolo rinviare alle camere. Probabilmente Prodi otterrà ...
Anna Pizzuti - 26-02-2007
Michele, per ora, ha poco più di due mesi e i suoi unici impegni sono quelli di tutti i bambini nati insieme a lui: il biberon ed i grandi sorrisi di meraviglia e gioia con i quali salutare tutto ciò che capita sotto i suoi occhi vispi ed attenti. ...
Assemblea Nazionale Comitati Buona Scuola - 26-02-2007
Intervento letto (quasi) da Giovanni Cocchi al Convegno di Modena "L'Ulivo cambia la scuola" a nome dell'Assemblea Nazionale

Solo una piccola premessa. Con un tempismo che ci ha stupiti, a Giovanni è toccato di parlare nel momento in cui il ...
Francesco Mele - 26-02-2007
La vice ministro Bastico in preparazione del convegno di Modena ha allestito una tabella in cui mette a confronto i punti del programma dell'Unione e, in corrispondenza, quanto a quel proposito è stato realizzato dal suo ministero.

Proprio come ...
Giocondo Talamonti - 26-02-2007
Diciamolo com'è: la vita fa schifo.
E per farcela piacere un po' di più ci siamo inventati la virtualità: virtuale è il benessere sociale, virtuale l'economia, virtuale la democrazia e la libertà individuale.
Insomma, facciamo finta che tutto vada bene ed ognuno di noi dà il suo contributo quotidiano a mistificare la realtà, a indorare le pillole che volenti o nolenti ci tocca inghiottire.
In questo sforzo sovrumano c'è chi eccelle, abbattendo i confini del vero per catapultarsi nella fantasia, anzi nel delirio.
La palma spetta ai politici, obbligati per scelta o punizione divina ad illustrare agli elettori un mondo che non esiste.
Giuseppe Aragno - 24-02-2007
Annunciato con largo anticipo, l'otto settembre s'è presentato improvviso e la storia sembra ripetersi: di nuovo truppe sbandate, senza un ordine o uno straccio di piano che impedisca alla ritirata di farsi rotta disordinata.
"Volerò alto" aveva dichiarato, spocchioso come solo lui sa essere, Massimo D'Alema, ma ciò ch'è alto per uno può esser basso per altri e un dato infine è certo: in questo alto volare sulla plebe parlamentare nominata e non eletta, raccolta tra tende e bivacchi nell'aula sorda e grigia, ha scelto abilmente la quota, ed ha reso volutamente il governo facile bersaglio del tiro incrociato della Conferenza Episcopale, di Confindustria e del padrone nordamericano. L'unico modo per sbandare la sinistra e costringerla alla resa: armi e bagagli prigioniera dei clerico-moderati o messa alla porta con la nomea di Giuda.
Fuoriregistro - 24-02-2007
I 12 punti che Prodi sottopone alla sinistra per continuare a governare sono un diktat di stampo fascista. Nessun accenno ai temi dell'immigrazione, al conflitto d'interesse, alla giustizia, ai Dico, alla redistribuzione dei redditi e a quanto altro possa dar fastidio all'eventuale campagna acquisti di centristi.

Meritano di essere citati alcuni punti, in particolare...
Noemi S. - 24-02-2007
Ispirata da recenti avvenimenti mi improvviso regista teatrale e decido di scrivere un copione di corrente surrealista. Ci vuole un po' di fantasia, me ne rendo conto, e una buona dose di concentrazione.
Si apre il sipario...

La scena si svolge in una grande aula circolare con file e file di scranni intrisi di storia su cui siedono file e file di personaggi che la stessa storia ha voluto lì porre, più o meno ragionevolmente. Tra questi, tre in particolare: il Signor S.R., il Signor D.C. e il Signor X, attori principali.

Atto 1

Tutto pare cominciare con l'uscita di scena del Signor S.R.
Ma come? Il primo atto inizia con un'uscita di scena?
Ebbene sì, ve l'ho detto che questa è una storia surreale, no?
Dunque, il Signor S.R. è un gran testardo, uno di quelli che se fa un accordo vuole che sia rispettato (strana gente al giorno d'oggi, troppo rigido e oltretutto gran rompicoglioni). Solo che è un po' ingenuo e non pensa che potrebbe diventare facilmente un bel pezzo da scacchi. Insomma, il Signor S.R. si arrabbia perché il Signor X ha fatto con lui un patto dicendo e scrivendo delle cose molto chiare ma poi non le rispetta, per non scontentare troppo i suoi amici che però (ve l'ho detto che è una storia stramba) hanno sottoscritto quello stesso patto quindi dovrebbero essere d'accordo. Questa cosa ve la dovete ricordare, perché la si dimentica facilmente, ma è un po' alla base della storia, tipo quel piccolo particolare all'inizio della puntata di Colombo che alla fine non lo ricordi più ma era proprio l'indizio che incastra il colpevole.
Quindi, dovendo purtroppo gestire una coscienza (sfortunato, eh, che ce l'ha), ed essendo oltretutto stato ripetutamente esasperato dalla chiusura (lungimirante?calcolata?) che il Signor X ha dimostrato in un Vicentino prologo che vi risparmio, decide di andarsene dal palcoscenico (a onor del vero non è detto che se ne andrà perché a dare il via libera c'è la Giunta delle Comparse e a molti fa comodo che resti -essendo per l'appunto un gran rompicoglioni che non sta troppo attaccato alle gonnelle del Signor X- e forse lui questo lo sa e ingenuo fino in fondo non lo è).
Però prima di andarsene fa un ragionamento: "Tanto comunque lo spettacolo non finisce, perché se anche si va in minoranza non è stata posta la fiducia. Quindi io me ne vado, sarò pazzo ma resto coerente con il patto che abbiamo fatto tutti insieme". E lo fa, peccando di miopia magari, (e di poca consapevolezza che in quella stanza c'è come rappresentante della sua famiglia e non come Signor S.R punto e basta) ma che è ben diverso dal peccare di folle impazzito estremismo.
Emanuela Cerutti - 23-02-2007
Qualcuno, da sinistra, ritiene di essere stato schiaffeggiato dai recenti comportamenti dei cosiddetti compagni che hanno provocato la crisi.
Leggo, non posso fare altro, leggo e ascolto, certamente non entro in meccanismi più intimi e sottili, mi limito, come tutti, a partire da dati di fatto o per lo meno di cronaca.
Franco Turigliatto, oggi "imputato" e forse escluso dal partito (anzi, dalla "comunità del Prc", come la diretta di Repubblica riporta) , qualche giorno fa, annunciava che non avrebbe partecipato al voto sulle comunicazioni di D'Alema. Sulle cronache giravano notizie relative alla sua dimissione dal Senato. "Sono contrario alla guerra in Afghanistan e al raddoppio della base di Vicenza'" , sono parole sue, a detta dell'agenzia Ansa di due giorni fa.
In accordo con Fini, già a gennaio D'Alema chiedeva l'accordo della maggioranza, che in politica estera deve essere autosufficiente, cioè senza sbavature.
Ai primi di febbraio gli ambasciatori di Usa, Regno Unito, Canada, Australia, Paesi Bassi e Romania constatavano, e di nuovo su Repubblica " che, con l'aiuto dell'Italia, la comunità internazionale ha potuto avviare un processo di stabilizzazione e di ricostruzione che ha migliorato le condizioni di vita di milioni di Afghani. I passi in avanti sono innegabili. Per la prima volta da decenni, gli Afghani possono realisticamente aspettarsi un governo rappresentativo, un futuro economico migliore, servizi sanitari più efficenti e un sistema di istruzione aperto sia agli uomini che alle donne.".
Poco tempo prima, su Peacereporter, qualcuno si domandava "quanti ospedali, scuole e orfanotrofi si potrebbero aprire in Afghanistan con le decine di milioni di euro spesi per pagare gli stipendi dei nostri soldati e i pieni di benzina dei nostri blindati? " e ricordava le parole della parlamentare afghana Malalai Joya, poco tempo fa a Montecitorio: "Gli Stati Uniti hanno abbattuto un regime criminale solo per sostituirlo con un altro regime criminale. La comunità internazionale deve smetterla di sostenere quei signori della guerra che per vent'anni hanno bombardato le nostre case, ucciso la nostra gente, calpestato i nostri diritti e rovinato le nostre vite, e che ora siedono al Governo e in Parlamento".

Mi chiedo che cosa avrei fatto al posto di Turigliatto.
Lucio Garofalo - 23-02-2007
Sono opportune, e necessarie, alcune riflessioni sullo straordinario evento della manifestazione di Vicenza, che ha mobilitato oltre 200 mila persone, anche alla luce di un altro avvenimento straordinario, ma non certo imprevedibile - o inevitabile -, vale a dire la rocambolesca e fantozziana caduta del governo sulla mozione dalemiana in materia di politica estera e le doverose dimissioni presentate al Quirinale dal ragionier Fracchia/Prodi.

Anzitutto, va fatta una considerazione positiva sull'esito della manifestazione.

La manifestazione di sabato 17 febbraio a Vicenza si è svolta senza il minimo incidente. L'unico scontro registrato, è stato un litigio tra cani (esattamente un "feroce" mastino napoletano - sempre i soliti meridionali - e un piccolo, ma combattivo esemplare di razza bastarda - un extracomunitario), visto che in tanti, tra i manifestanti, sono stati accompagnati, non solo dalle rispettive famiglie, ma altresì dall'amico più fedele dell'uomo (che non è Emilio Fede).

Inoltre, qualcuno ha sparato un rumoroso petardo... Ma cosa si pretendeva, il clima era anche un po' carnevalesco, per cui qualche botta e qualche scherzo, lazzi e frizzi, erano proprio adatti all'occasione! Eppure, le vere, tragiche buffonate e mascherate, sarebbero ancora dovute venire, ma altrove, in altre sedi e in altre circostanze, che non hanno nulla a che spartire con la piazza e con l'esperienza vicentina. Mi riferisco alla farsa e alla tragicommedia messa in scena al Senato il 21 febbraio, giorno delle Ceneri, data di inizio della Quaresima, che è tempo di digiuni e penitenze (per noi comuni mortali, non certo per loro, immortali, nel senso che non si staccheranno mai dallo scranno su cui hanno appoggiato i loro "sacri" deretani) fino alla Pasqua, secondo i precetti sanciti dalla chiesa cattolica apostolica romana.
Gianfranco Pignatelli - 22-02-2007
Scuola: si salvi chi può.

Sono 55.000 gli insegnanti che anticiperanno il loro pensionamento a quest'anno. Una vera e propria fuga figlia di tante cause. Tra queste, il panico seguito alle recenti norme pensionistiche. A tener banco, inoltre, il disorientamento per le pseudoriforme volute da ministri incompetenti in cerca di notorietà a buon mercato e formulate da burocrati lontani da decenni dalla scuola militante. Riforme sempre giocate al ribasso, per risparmiare risorse, per tagliare classi e cattedre, per ridurre tempi e prospettive. Riforme vendute con etichette patinate ed accattivanti dietro le quali c'è poco o nulla. Così, in rapida progressione: i rimandi e gli esami di riparazione sono stati rimpiazzati con la promozione per tutti, col 6 nero o quello rosso; il business delle lezioni private col mercimonio dei corsi di recupero e degli sportelli didattici; il rispetto del programma con la libertà di fare di tutto e niente; a cui corrisponde il travaso delle risorse dalle attività didattiche ordinarie ai più bizzarri progetti extracurriculari, spesso utili solo al profitto dei dirigenti scolastici e dei loro protetti; e molto altro ancora.
Grazia Perrone - 22-02-2007
Confederali & SNALS preso atto che l'unica Associazione di soli insegnanti è riuscita a mantenere la rappresentatività (nonostante i mezzucci meschini utilizzati per cancellarla dal panorama sindacale) non si danno pace e le stanno provando tutte per escludere GILDA dalle contrattazioni decentrate (regionali e a livello di singola istituzione scolastica), ma l'ARAN ha riconosciuto il diritto della Gilda degli insegnanti a partecipare a pieno titolo a tutti i tavoli di trattativa. Con buona pace di tutti. . .
Monica Capezzuto - 22-02-2007
In riferimento alle notizie apparse sul sito della UIL, relative all'incontro al M.P.I. del giorno 20 febbraio 2007 avente quale oggetto il regolamento delle supplenze e le tabelle relative alle graduatorie ad esaurimento, si esprime profondo sconcerto per le indicazioni secondo le quali "gli spezzoni orario fino a sei ore devono essere attribuiti ai docenti in servizio nella scuola, fino ad un massimo di 24 ore". Lo stupore nasce, in particolar modo, nel momento in cui una tale politica viene perseguita con tenacia da una associazione sindacale, quale la UIL, che dovrebbe tutelare quella parte del corpo docente più debole, vale a dire i precari. Affidare, infatti, i cosiddetti "spezzoni" a personale già in servizio nella scuola, vuol dire permettere un cospicuo aumento dell'orario di lavoro di personale per lo più già assunto a tempo indeterminato con un forte aggravio di spese per l'amministrazione, visto che gli spezzoni devono essere retribuiti in base allo stipendio percepito, ma soprattutto significa necessariamente rendere vane le speranze dei moltissimi precari presenti in III fascia di istituto, che vedrebbero ridotte al nulla le possibilità di ottenere una così sospirata cattedra.
Giocondo Talamonti - 21-02-2007
La "Clericus Cup" ha avuto la benedizione del Vaticano.
Partirà il 21 febbraio con 16 squadre composte da seminaristi, parroci e vice parroci provenienti da tutto il mondo cattolico di stanza In Italia.
Il lungo lavoro di formazione delle rose è già compiuto: brasiliani, africani e spagnoli hanno avuto vita facile nel trovare spazio nei vari team, ma anche italiani e francesi non hanno faticato un granché.
Finora i media hanno ignorato la materia, ma presto se ne dovranno occupare, perchè quest'iniziativa voluta dal Cardinale Bertone è di portata strategica, non tanto per le fortune del calcio vaticano, quanto piuttosto per il richiamo che avrà fra i giovani di comunità più o meno povere e per gli effetti educativi della pratica del calcio.
Non è escluso che le parrocchie tornino ad essere fucina di campioni, in sostituzione di sofisticate Scuole-Calcio, sempre più allineate agli standard imposti dalle Società locali.
Sarà anche un'opportunità per tanti giovani seminaristi per continuare ad alimentare le loro disposizioni atletiche.
Francesco Mele - 20-02-2007
Il collegio docenti dell'IIS "Meucci" di Carpi, riunito il giorno 19 febbraio 2007, esprime il proprio profondo disagio e la propria indignazione:

• per i recenti provvedimenti sulla scuola pubblica
• per la campagna mediatica contro i docenti e contro il sistema pubblico statale di istruzione - cui non è stata data adeguata risposta da parte del Ministero della Pubblica Istruzione, che dovrebbe constatare nelle scuole quali siano le reali condizioni di lavoro e quali le risorse assegnate, oltre che riconoscere e valorizzare le buone pratiche che sono presenti grazie all'impegno, spesso non riconosciuto, di molti docenti.

Dopo aver creduto nella possibilità di una crescita qualitativamente uniforme del servizio di istruzione pubblica sul territorio nazionale, nel definitivo accantonamento del processo di aziendalizzazione delle scuole e nella possibilità di un sensibile miglioramento delle condizioni di lavoro, ci troviamo di fronte a....
Precari scuola - 19-02-2007
Sicuramente nessuno di noi ha dimenticato quanto il governo di centro-sinistra ha promesso in sede di campagna elettorale: un piano di immissioni in ruolo che avrebbe ben presto posto fine al problema del precariato scolastico. Tali promesse, però, si sarebbero ben presto scontrate con le dichiarazioni, provenienti dal Ministero della Pubblica Istruzione, le quali più che a risolvere l'annoso problema del precariato sembravano mirare all'eliminazione dei precari stessi attraverso l'abolizione delle graduatorie permanenti (chi non ricorda quel "pasticciaccio brutto"?!).
Rientrato il problema dell'abolizione delle G.P., resta in piedi quello dei pesantissimi tagli che stanno per colpire la scuola pubblica: pare infatti che il Ministro della P.I. Fioroni e quello dell'Economia Padoa Schioppa, dopo un lungo braccio di ferro, si siano accordati per una riduzione degli organici pari ad almeno 11.500 unità. E questo nonostante sia previsto per i prossimi anni un notevole aumento della popolazione scolastica, in numero pari a circa 28.000 alunni.
I tagli non solo sono in contrasto con il programma con cui l' Unione ha vinto le elezioni, ma testimoniano una mentalità chiusa e ristretta che, invece di pensare alla scuola come una grande risorsa per il futuro del Paese su cui investire, la concepisce come uno spreco di risorse.
Antonio Vigilante - 19-02-2007
Da molto tempo penso e dico che i docenti devono diventare protagonisti dell'insegnamento. Questo per me vuol dire, tra l'altro, dominare pienamente gli strumenti della propria professione; essere autori (magari insieme agli studenti) dei manuali che adoperano e di qualsiasi altro strumento didattico. Mi piace pensare che le scuole possano diventare luoghi in cui si crea cultura, si elaborano testi e multimedia privi di copyright, si condividono esperienze. Dal mondo dell'informatica ci viene quella che è con ogni probabilità l'ultima evoluzione significativa nel concetto di cultura: la filosofia del software libero, del copyleft, dell'open source. Una filosofia che può provocare una vera rivoluzione nel nostro modo di concepire e diffondere opere culturali, combattendo attivamente quella concezione mercantile e consumistica della cultura che è un aspetto significativo dell'attuale degrado della cultura stessa. Anche il Ministero pensa che i docenti devvano diventare "protagonisti del processo di evoluzione del mondo scolastico". Purtroppo, concepisce questa evoluzione come uno sviluppo di quella concezione mercantile e consumistica della cultura che la scuola dovrebbe combattere.
Paolo Bertolani, classe 1931, sin dagli anni Sessanta ha scritto versi di rara bellezza, alternando la sua poesia in lingua con quello che lo renderà famoso a livello nazionale: il dialetto della Serra (piccolo borgo collinare alle spalle di Lerici) che egli per primo aveva consacrato ad una tradizione letteraria. Bertolani era approdato a questa lingua, segreta e domestica allo stesso tempo, dopo un lungo percorso di riflessione artistica, che derivava, in parte, anche dalla assidua frequentazione di grandi personalità letterarie: Attilio Bertolucci, Vittorio Sereni e Mario Soldati.

Anche se ragioni anagrafiche non lo consentirono, Paolo in realtà era un partigiano, lo è stato per tutta la vita, nel significato che Gramsci dava a questa parola: Paolo infatti non stava a guardare dalla finestra, ma sentiva il dovere di parteggiare sempre, e soprattutto odiava l'indifferenza.
Questa è l'eredità che ci lascia il grande poeta e amico, ed è una eredità che riguarda tutti quelli che non vogliono essere insensibili ai destini dell'umanità. A noi di Archivi della Resistenza rimarranno anche i ricordi dei momenti bellissimi passati insieme, gli affetti condivisi, il continuare a coltivare l'idea di un mondo migliore.

Francesco Mele - 17-02-2007
Qualcuno mi ha criticato per l'eccessivo personalismo che ha caratterizzato la mia ultima uscita sulla latitanza delle organizzazioni sindacali in questo frangente.

Vedo allora di recuperare quello che di positivo e propositivo era contenuto in ...
Chiara Moimas - 16-02-2007
Il Ministro della Pubblica Istruzione ha scritto una lettera ai docenti annunciando l'avvio del processo di revisione delle Indicazioni Nazionali ereditate dalla passata legislatura e ritenute transitorie.
La lettera, in alcuni passi, vuole ...
Vincenzo Andraous - 16-02-2007
Sono tempi che non consentono cadute all'indietro, vuoti di memoria, amnesie culturali e generazionali.
Rivoluzione e brigate rosse, risoluzioni e comunicati.
Tanti anni fa, esisteva il ruggito proletario che mieteva vittime e speranze all'insegna ...
Giocondo Talamonti - 16-02-2007
Strano che nessuno ci abbia pensato prima! I "tornelli" come soluzione di tutti i mali del calcio, fino a ieri ciecamente ignorati, sviliti, beffeggiati.
Tornelli come cartine tornasole dell'ordine e della legalità; prova provata di fedina ...
Giuseppe Aragno - 16-02-2007
Mancavano e ci sono. Deformata tragedia, memoria grottesca nelle moltiplicate memorie imposte ope legis o a forza di reiterate campagne mediatiche del neoliberalismo made in Italy, fatto di tricolori a stelle e strisce, di servi sciocchi e cavalier ...
Lucio Garofalo - 16-02-2007
Oggi, in alcuni settori della borghesia più oltranzista e reazionaria italiana sopravvive ancora una sorta di idiosincrasia anticomunista, un coacervo di psicosi, di nevrosi, di umori e sentimenti antioperai ed antidemocratici che il bandito ...
Grazia Perrone - 15-02-2007
E' già successo.

In Spagna, sotto la dittatura franchista, in cui le "prove" (anche solo verbali) fornite dalla polizia erano sufficienti a condannare a morte degli innocenti.

In Italia, sotto la dittatura fascista, in cui la sola intenzione di attentare alla vita del duce era considerato un motivo sufficiente per decretare ed eseguire, una condanna a morte.

Ora la Storia si ripete. Quindici soggetti sono, a vario titolo, accusati di ... terrorismo. Per costoro non vale il principio giuridico della presunzione di innocenza (fino a prova, e sentenza, contraria) sempre tirata in ballo per tutelare Berlusconi & Co.

Per costoro il tribunale, mediatico, ha già deciso. Colpevoli.
Docenti precari - 15-02-2007
Salve, siamo un gruppo di docenti precari non abilitati e vi chiediamo di pubblicare la petizione che vi inviamo in allegato e che intendiamo rivolgere al Ministero della Pubblica Istruzione. Tale petizione è già on line su alcuni siti riguardanti il ...
Maria Zammitti - 14-02-2007
Tra pochi mesi gli insegnanti precari saranno chiamati ad aggiornare il proprio punteggio nelle nuove graduatorie ad esaurimento. Questa circostanza sarà occasione per il ripresentarsi di una stortura che da anni affligge la loro vita professionale: ...
Francesco Mele - 14-02-2007
... tutto tace, per scelta o per ignavia?


Oggi ho scoperto che la segretaria provinciale della FLC CGIL di Modena è in Messico per due settimane a godersi un meritato riposo, visto che la campagna politica negli ultimi tempi è stata oltremodo ...
Maria Antonia Stefanino - Bagnoli - 13-02-2007
Quello mediatico degli annunci e quello dell'inerzia programmata per farci digerire tutto.

Bisognava attendere 15 anni, vedere crescere e moltiplicarsi innumerevoli c.d.a. remunerati come non mai, denaro pubblico a iosa di cui ancora ci si chiede ...
Ilaria Ricciotti - 13-02-2007
Su questo governo stanno soffiando vari venti. Tutti forti e devastanti.

Non c'è un ministero che si salva!

Tutti protestano e sparano a zero: cittadini, associazioni, istituzioni, partiti, diplomatici stranieri, ecc...

Ora anche altri due ...
Antonio Monarca - 12-02-2007
Fosse per la chiesa cattolica, il mondo sarebbe ancora fermo al medio-evo.
La sua battaglia contro il DdL della Pollastrini- Bindi sui diritti di convivenza ( DICO ), è ottusa e discriminante. Lo DICO da cattolico praticante.
In effetti la chiesa ...
Gianni Gandola - 12-02-2007
L'incontro organizzato dalla Margherita tra il ministro Fioroni e una rappresentanza di esponenti politici e sindacali e di operatori della scuola milanese, come Scuolaoggi ha già rilevato, è stato ampiamente deludente. Il ministro, lungi ...
Giuseppe Aragno - 10-02-2007
Nella nostra storia esistono anche le foibe. Sono un episodio tragico che ha radici lontane: affondano nella cosiddetta "grande guerra", una tragedia dalle dimensioni ben più feroci nella quale su seicentomila uomini persi, centomila furono uccisi ...
Lucio Garofalo - 10-02-2007
Da oltre un decennio la Scuola Pubblica, in modo particolare l'agibilità democratico-sindacale e gli spazi di libertà e legalità presenti al suo interno, stanno subendo colpi durissimi, inferti dai governi sia di centro-sinistra che di centro-destra, ...
Vincenzo Andraous - 10-02-2007
In questi giorni si sprecano lacrime, accuse, opzioni più o meno ardite per fare Giustizia di un accadimento tragico, culminato con la morte di un uomo.
Ucciso a margine di una partita di pallone, volutamente a margine, per significare la distanza ...
Gennaro Carotenuto - 08-02-2007
Olga D'Antona, deputata DS e vedova di Massimo, giuslavorista ammazzato dalle BR, si domanda perché Adriano Sofri, condannato in via definitiva a 22 anni per l'omicidio Calabresi, sia ospite d'onore e prenda la parola alla presentazione della ...
Ilaria Ricciotti - 07-02-2007
I fatti di Catania e di altre città italiane debbono farci riflettere ed anche agire, presto!

Sono troppe le vite uccise ogni giorno da mani assassine, abituate a far soffrire, forse perché non hanno mai incontrato l'amore.


Violenza: ...
Giocondo Talamonti - 07-02-2007
Se passa l'equazione calcio = violenza, rischiamo di andare fuori-gioco. Che il pallone abbia le sue colpe, è indubbio, ma addossargli tutte le sue colpe non aiuta l'analisi.
E' come dare l'aspirina al termometro che segue 40°, trascurando ...
Pino Nicotri - 06-02-2007
Abbiamo già pubblicato la scorsa settimana una petizione riguardante i diritti d'autore. Data la gravità dell'argomento, che tocca non solo uno dei principi cardine della comunicazione no profit in rete, ma vorremmo dire di un certo tipo di cultura - ...
Un gruppo di docenti precari - 06-02-2007
Siamo un gruppo di docenti precari della Scuola secondaria di 1° grado in servizio nella provincia di Reggio Emilia e vi raccontiamo una storia in perfetto stile italiano.
La storia inizia a sorpresa (e che sorpresa!) con il Decreto Legge del 7 ...
Giuliana De Tata - 06-02-2007
Fai conto che io bussi alla tua porta recando fiori, cioccolatini ed un bel sorriso stampato sulla faccia. Sono contenta, contenta per te che ce l'hai fatta.
Finalmente sei dirigente scolastico : la tua carriera ha raggiunto i vertici agognati e mi ...
Comitato Con la Palestina nel cuore - 05-02-2007
Riceviamo e diffondiamo - Red

Annunciamo con sgomento che attorno alle 18 di ieri (sabato 3 febbraio ndr) è improvvisamente morto nella sua casa romana Stefano Chiarini, giornalista del quotidiano Il Manifesto, portato via da un infarto. Con lui ...
Giocondo Talamonti - 05-02-2007
Noi siamo fatti così, siamo italiani. Siamo un popolo di santi, di politici, di navigatori. Non conosciamo cattiveria, neppure in guerra.

"Karashova", ci chiamavano i russi durante l'ultima campagna, per distinguerci dai nostri feroci alleati ...
Guglielmo La Cognata - 03-02-2007
Cercherò di essere sintetico, come i capelli di Pippo Baudo.
Nel sistema formativo italiano vige ancora l'ottocentesca divisione fra studenti di serie A, che godono del privilegio di studiare Filosofia e studenti di serie B, che sono totalmente ...
Rachid Khay - 03-02-2007
Riceviamo e volentieri diffondiamo. - Red

Quando gli argomenti "soffici" della democrazia hanno la meglio sulle armi.

Il Marocco abolirà la pena di morte prima del termine dell'attuale mandato parlamentare, ossia entro la fine di aprile: lo ha ...
Paolo Mesolella - 03-02-2007
Rilievi alla scheda tecnica della senatrice Capelli indicata a sostegno del comma 620

Perché il Coordinamento dei docenti "non Riservisti" non condivide le motivazioni al comma 620

Gentile senatrice Capelli,

A nome e per conto del ...
Gaetano Arfè - 03-02-2007
Gaetano Arfè non è solo un grande storico, ma anche una delle più lucide e coerenti intelligenze critiche dell'Italia del secondo dopoguerra. Quella che segue è la presentazione da lui scritta per un saggio di Paolo Bagnoli intitolato "La transizione incompiuta", ancora in corso di stampa. Fuoriregistro lo ringrazia per averne consentito la pubblicazione prima che il libro uscisse. Essa costituisce la testimonianza preziosa di un protagonista di sessant'anni della nostra vita culturale e politica, offre mille spunti di riflessione e mette di fronte alle proprie responsabilità la classe dirigente della cosiddetta "Seconda repubblica".
La Redazione




La Transizione incompiuta

Caro Paolo,
mi consentirai di dare alla mia presentazione delle tue pagine la forma inconsueta di una lettera.
La ragione c'è: si tratta di eventi amaramente sofferti, di una sofferenza che dura e che mi angoscia e sulla quale mi è difficile ragionare con la pacatezza che anche il giudizio politico esige e che ho sempre cercato di tenere a regola anche nella polemica quotidiana nei lunghi anni in cui ho diretto l'Avanti!
Non ho difficoltà ad ammettere che quando guardo al quindicennio passato e al presente del quale soffriamo, gli accenti che prepotentemente emergono sono quelli dell'invettiva.
Il titolo dei tuoi scritti è pacato: "la transizione incompiuta". Lo è meno il testo dove l'indignazione in più parti traspare e te ne faccio lode. Molta acqua è passata sotto i ponti da quando si constatò e si proclamò la crisi della nostra repubblica e si pose con grandi e stridenti clamori il problema della transizione a una fase nuova. Quali fossero i nodi tu lo ricordi con grande lucidità ma nessuno di quei nodi è stato sciolto e come il processo sia destinato a chiudersi è ancora nella più fitta nebbia, è impossibile non soltanto intuirne gli sbocchi ma neanche identificarne le tendenziali linee di sviluppo. E questo vale per me che porto sulle spalle l'esperienza intensamente e continuativamente vissuta di oltre un sessantennio, ma vale per gli stessi conduttori della manovra che si muovono - ti rubo l'aggettivo - con determinazione tutta opaca, ignorando i condizionamenti che provengono dalla storia e dai giochi di una dialettica politica aggrovigliata, convulsa, senza regole.
Il merito del tuo lavoro sta nell'avere analizzato, senza enfasi ma senza reticenze questa situazione e il merito è il frutto di un metodo quello di avere scelto gli strumenti della critica politica quale la praticarono i nostri padri alle estemporaneità della politologia che oggi si fregia del titolo di scienza della politica.
Liliana Criscuolo - 02-02-2007
Sono alla ricerca di qualcuno - sindacato, associazione in difesa dei lavoratori, avvocato - che aiuti la categoria degli insegnanti di scuola primaria, dapprima obbligati a versare mensilmente una quota a favore dell'Enam (Ente Nazionale Assistenza ...
Lucio Garofalo - 02-02-2007
RIFLESSIONI SUL TRAMONTO DELLA "CIVILTA' OCCIDENTALE"

Medio Evo prossimo venturo... Tempi di fanatismo, crudeltà, irrazionalità e intolleranza, incombono sia ad Occidente che ad Oriente.
Nuove profezie apocalittiche e nuovi timori millenaristici si affacciano all'orizzonte della storia. Qualcuno ha persino indicato e previsto con precisione matematica la data della fine del mondo che, a quanto pare, i Maya (che furono senza dubbio un popolo molto intelligente e progredito, capace di grandi scoperte astronomiche e matematiche) seppero già calcolare e individuare nell'anno 2012. Da più parti si paventa l'affacciarsi di un nuovo, inquietante periodo di barbarie e di oscurantismo, che parrebbe approssimarsi alle porte del nostro futuro. In tal senso, il catastrofismo, specie quello di origine ecologista e ambientalista, trova un terreno assai fertile per prosperare ed attecchire... e per terrorizzare la gente.

Ma dobbiamo davvero preoccuparci e prepararci ad un futuro apocalittico? Siccome non sono un profeta, né un mago, ma un semplice osservatore della realtà storica, consegno ai posteri l'ardua sentenza...

Di certo, affiorano alcuni segnali evidenti che inducono a fermarsi per ragionare e riflettere meglio sulla natura della crisi e sulla decadenza di un mondo costruito ed imperniato troppo sulle certezze (rivelatesi per quello che in realtà sono, ovvero fragili illusioni) della scienza e del progresso tecnologico, incentrato sui dogmi assolutistici della nuova religione pagana: il liberismo economico-capitalistico, il consumismo sfrenato di un'economia che ha divorato e dissipato tutte le risorse naturali e ambientali della Terra, depredando popoli ed ecosistemi che per millenni sono rimasti perfettamente integri e vergini... Fino a quando non è comparso l'uomo bianco occidentale!

Lo stato di irreversibile putrescenza in cui versa l'odierna società tardo-capitalistica su scala planetaria, è talmente palese da non poter essere negato da nessuno, nemmeno dai fautori più fanatici e incalliti della globalizzazione economica neoliberista. Le classi dominanti non sono più in grado di proporre, imporre e propugnare alcun serio e credibile valore etico-spirituale, nessuna visione o idea di società e di progresso che possa infondere nell'animo delle giovani generazioni una piena fiducia nell'avvenire, tranne l'esaltazione acritica del presente, eccetto l'offerta continua e crescente, ma destinata fatalmente ad esaurirsi, di valori e beni effimeri per antonomasia, legati al consumismo puramente materiale, all'usa & getta, per cui esse (le classi dirigenti) sono soltanto lo specchio più grottesco e patetico della crisi e della decomposizione sociale.

La realtà mostra in modo incontrovertibile che l'attuale modello di sviluppo capitalistico-borghese imposto per secoli dall'occidente con la violenza delle armi, del ricatto alimentare, della propaganda mediatica, ecc., attraversa una fase di profonda crisi strutturale e ideologica, per cui non riesce più a convincere, essendo incapace di sedurre ed attrarre la gente che abita sul nostro pianeta, in modo particolare i giovani e i popoli del Sud del mondo. Basti pensare a quanto sta accadendo negli ultimi anni in un vasto continente come l'America Latina, scosso e rinvigorito da forti spinte rivoluzionarie anticapitaliste ed antimperialiste. Si pensi a quanto accade altrove, in Africa, in Medio Oriente, nell'Estremo Oriente, in Nepal...

Ma cosa potrebbe fare ciascuno di noi? Non so gli altri, ma per quanto mi riguarda nutro alcune convinzioni e alcune speranze. Io sono un insegnante. Forse nel mio ambito specifico di competenza, potrei contribuire a promuovere e sollecitare una presa di coscienza critica da parte dei giovani? Non inseguo certo l'assurda pretesa, che sarebbe semplicemente ingenua e velleitaria, di cambiare il mondo con la mia professione quotidiana, anzi. Tuttavia, qualcosa si potrebbe cominciare a fare, anzitutto nelle scuole. Ecco un esempio concreto e praticabile.

Detto con molta franchezza, auspico che un bel giorno, anche nelle scuole pubbliche italiane si approdi finalmente all'adozione di un autentico e necessario spirito laicista, ovvero ad un approccio di tipo relativistico e interculturalistico nell'interazione dialettica tra docenti e discenti, vale a dire nel processo didattico-educativo che dovrebbe costituire il rapporto centrale e privilegiato all'interno delle dinamiche socio-relazionali esistenti nella scuola, sebbene prevalgano sempre più altri interessi e altre mansioni professionali, dunque altri momenti relazionali. Come, ad esempio, gli incarichi legati all'esecuzione delle cosiddette "attività aggiuntive", delle "funzioni strumentali", dei "progetti di arricchimento" (ma arricchimento per chi?). Tutti elementi e ruoli organizzativi che, nell'attuale stato, assolutamente osceno ed obbrobrioso, degli stipendi retribuiti agli insegnanti italiani (i più miserabili d'Europa), emanano inevitabilmente un subdolo fascino seduttivo derivante dal profumo-fetore dei fondi economici aggiuntivi, che attraggono i docenti distraendoli dal loro compito primario, ossia la crescita e l'educazione delle giovani generazioni. Questo spirito di apertura, di tolleranza e di liberalismo etico-spirituale e civile, rappresenta una preziosa linfa vitale, una forma mentis estremamente importante e proficua per la formazione culturale e per la piena emancipazione intellettuale e morale della personalità umana.
Giuseppe Aragno - 02-02-2007
Dallo Speciale Il tempo e la storia


Testimoni

Liberale si definisce il nostro Parlamento nel suo insieme. Questo tornare al vecchio è segno distintivo dei nostri tempi nuovi. Fatta l'Italia, abbiamo finalmente gli italiani: cattolici, ...
Maria Grazia Fiore - 01-02-2007
Quando, qualche anno fa mi ritrovai a scrivere questo articolo con dolore e con rabbia, pensavo ancora che ci fossero margini di miglioramento, che lo studio di nuovi paradigmi e la ricerca di nuovi alfabeti ci avrebbero salvato dalla deriva, che da ...
galassia scuola
Spazio aperto alle riflessioni e alle opinioni personali su quanto avviene nella scuola in generale, nella nostra scuola in particolare, nelle piazze e nei palazzi in cui la scuola è all’ordine del giorno. Insegnanti, ma anche studenti, operatori, genitori … possono dar vita a un confronto su tematiche attuali, a patto che la discussione sia corretta.
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La Redazione
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