Anno scolastico 2012-2013 - mese di aprile
Enrico Maranzana - 30-04-2013
La formazione scientifica del nuovo ministro dell'istruzione dovrebbe favorire la percezione e la rimozione di uno dei "bug" che sbarra all'istituzione la via al successo: un lessico specifico disarmonico rispetto al sistema di regole in cui la scuola è immersa.
L'indeterminatezza terminologica è l'infezione che ha snaturato, sterilizzandoli, i decreti delegati del 74, la qualità, l'autonomia delle istituzioni scolastiche .... Si propone una piattaforma per la ricerca di un lessico condiviso.
Maurizio Tirittico - 29-04-2013
La saggezza del "nonno", l'intelligenza del "nipote"

Investire in istruzione, in ricerca, in cultura significa investire sui cervelli, che sono l'acciaio e il carbone della società della conoscenza. E' un impegno, è un dovere, a fronte di chi sostiene che con la cultura non si mangia. Nulla di più idiota! Maria Chiara Carrozza è una garanzia! Il mio augurio, il mio sostegno, il mio impegno!
Il mio ultimo pezzo sui test e sui reattivi terminava così: "Voglio sperare che il nuovo ministro faccia un po' di chiarezza sui compiti dell'Invalsi e sui limiti 'oggettivi' delle prove 'imposte' alle scuole! Ormai sono anni che mi auguro la nomina di un ministro di alto profilo, all'altezza di una situazione difficile e complessa! Ma non sono mai ascoltato!!! Vogliamo sperare? Mah!!!"
Ebbene! Oggi penso di avere una buona ragione per sperare, e non solo per il ministro Carrozza, persona di alto profilo, ma per l'intera compagine ministeriale in cui figurano volti nuovi, persone giovani e tante donne! Anche una nera!!! E' la fine di Borghezio!
Giuseppe Aragno - 29-04-2013
Dopo Milano e il Palazzo di Giustizia assalito con furia giacobina come fosse la Bastiglia, anche Roma è caduta. Il Parlamento è in mano a una destra autentica e alla sua dozzinale imitazione di sinistra. Qualcuno domani titolerà che l'Italia ha un nuovo governo e molti, ingenui, speranzosi o compromessi col potere, andranno a cercare nel nome dei ministri la dignità delle Istituzioni violate. Si può esserne certi purtroppo: chi ama la scuola troverà nei molti e prestigiosi titoli della ministra dell'Istruzione, professoressa Maria Chiara Carrozza, ragioni di speranza che Profumo, Rossi Doria e Ugolini non potevano offrire e per un po' molti lavoratori traditi sogneranno di certo impossibili miglioramenti, solo perché tra i ministri non troveranno più la tragica figura della Fornero. La verità però è diversa e veramente amara: nonostante l'aperto rifiuto manifestato dagli elettori, oggi un Parlamento commissariato ha votato la fiducia a un nuovo governo Monti. Identica maggioranza, coincidenti priorità - anzitutto i mercati, poi l'umanità dolente in lotta con la disperazione - e una legittimità democratica ancora più impalpabile.
Claudia Fanti - 27-04-2013
Ancora una volta sosterrò che nulla può portare alla guerra contro la dispersione se non un'attenzione totale ai soggetti, a una reale personalizzazione fatta di gesti, parole e collaborazione in relazione e in apprendimento, e non di piani scritti e poi lasciati morti sulla carta. Ma la personalizzazione va pensata tenendo in massima considerazione il soggetto dentro la collettività nella quale vive. Infatti non ha senso nella scuola fingere che le relazioni fra pari siano ininfluenti all'apprendimento e alla costruzione della propria personalità.
Cosimo De Nitto - 27-04-2013
La cosa che più colpisce nella parte del documento dei "saggi" dedicata alla scuola è il linguaggio. Un perfetto euroburocratese. Sembra di leggere un brano dei vari documenti, "raccomandazioni", analisi che l'euroburocrazia dedica alla scuola.
E' un fatto positivo che si siano ricordati della scuola (di questi tempi), ma sono, a mio avviso, estremamente limitati, riduttivi, privi di un orizzonte progettuale i termini in cui l'hanno fatto.
D'altronde se chiamano a scrivere di scuola economisti o comunque esperti che adottano come unico approccio quello economicistico cosa ci si può aspettare d'altro se non parole-concetti-paradigmi come: produttività, capitale umano, performance, filiera, sostenibilità, (economica), ecc?
Che l'approccio sia economicistico lo dimostrano gli interventi a breve termine (ma come si fa a concepire un breve termine se non inserito in una visione strategica a "lungo termine"?) suggeriti: abbandono scolastico, merito, salute, digitale.
Maurizio Tiriticco - 26-04-2013
non è affatto detto che una prova Invalsi sia in grado di dare il coefficiente di produttività di una classe di alunni. Può dirci soltanto se il pensiero convergente di un alunno è in grado di operare correttamente su determinati dati. E non potremmo mai dire che un alunno "non conosce", se non ricorda la data della battaglia di Zama. Perché può darsi che sappia tutto dell'importanza delle guerre puniche, ma non ricordare quel fatidico 202 a.C.! Potremmo allora dargli zero in storia? E poi gli elefanti schierati da Annibale saranno stati veramente 80? Una data! Un numero! Sono sufficienti per promuovere o per bocciare?
Voglio sperare che il nuovo ministro faccia un po' di chiarezza sui compiti dell'Invalsi e sui limiti "oggettivi" delle prove "imposte" alle scuole! Mah!!! Ormai sono anni che mi auguro la nomina di un ministro di alto profilo, all'altezza di una situazione difficile e complessa! Ma non sono mai ascoltato!!! Vogliamo sperare? Mah!!!
Laura Alberico - 25-04-2013
L'anniversario della liberazione mi fa riflettere sul suo intrinseco significato e su come lo stesso sia diventato un simbolo, per molti, privo di valore. . Nel corso degli anni le ricorrenze storiche sono guardate con occhi miopi in nome della ...
Mauro Boarelli - 24-04-2013
A Bologna, alla fine di maggio, i cittadini saranno chiamati a votare per un referendum consultivo sulla scuola dell'infanzia. Dovranno esprimersi sul finanziamento di un milione di euro all'anno alle scuole private da parte del Comune, scegliendo tra il suo mantenimento o la sua abolizione.
Si tratta di una scadenza che non riguarda solo Bologna, e non riguarda solo la scuola dell'infanzia. Se ci allontaniamo per un momento dall'oggetto del referendum possiamo comprenderne meglio la portata.
Il finanziamento pubblico alla scuola privata ha il suo teorico più illustre nell'economista statunitense Milton Friedman, il principale esponente della "scuola di Chicago", le cui strategie economiche liberiste hanno influenzato le politiche di Margaret Thatcher e Ronald Reagan (e anche di Pinochet).
Friedman non si preoccupa di analizzare i rischi che la proliferazione di scuole private può provocare in termini di limitazione e condizionamento della conoscenza, né di valutare cosa comporti la riduzione delle scuole pubbliche dal punto di vista della costruzione della cittadinanza, anzi, fugge letteralmente di fronte al problema.
Gennaro Tedesco - 18-04-2013
La mia esperienza diretta e personale dell'Indonesia mi consente di affermare che anche in questo Gigante dell'Asia la Scuola e l'Università non sono all'avanguardia e soffrono anch'esse per il periglioso processo di globalizzazione che le attraversa e le scuote alle fondamenta. Ma, al contrario del perduto Occidente, l'Indonesia, pur con tutte le sue gravi e numerose contraddizioni, non esaurisce né limita alla sola Scuola e all'Università il suo sistema formativo. Un fattore importante della pedagogia indonesiana è la Comunità Educante , un concetto e una pratica, che, quando raramente presente in Europa e in America, rischia di essere frainteso perché interpretato come generico e avulso da qualsiasi contesto concreto, assimilandolo ad un significato quasi esclusivamente mediatico, per quel poco che ne rimane in Occidente. Non è così in Indonesia. Molto spesso in queste contrade la Comunità Educante si materializza nella Strada. Quello che direttamente e personalmente ha potuto constatare chi scrive con le sue persistenti visite "sul campo" è che la Comunità eterogenea e metamorfica della Strada nei quartieri delle città indonesiane si trasforma in una Rete non solo di informazioni e interconnessioni comunicative, ma anche e soprattutto di discorsi e pratiche educative.
Giuseppe Aragno - 17-04-2013
Il prossimo 25 aprile, in una città mobilitata contro il ricatto del debito e la distruzione dello stato sociale, Madrid celebrerà la «festa nazionale per la Liberazione da tutti i fascismi» e renderà omaggio alle donne e agli uomini accorsi in Spagna in difesa della Repubblica minacciata da Franco. Sarà l'occasione per una riflessione sulla lotta antifascista di resistenza, sull'attualità e il valore del 25 aprile in un'Europa paradossalmente «unita» eppure divisa come non pareva potesse più esserlo. E' difficile immaginare in quante scuole e università italiane ci sarà spazio per ricordare e quanti giovani, nel clima politico che viviamo, conoscano Rosselli, Pesce o Vincenzo Perrone, caduto per mano franchista a Monte Pelato, e le ragioni per cui migliaia di ragazzi e ragazze nel 1936 partirono dall'Italia per combattere una guerra che non pareva riguardarli. Tra presente e passato s'è ormai creato un pericoloso «corto circuito» e non c'è nulla purtroppo che somigli a un gregge quanto un popolo che ignora la sua storia.
Cobas - 13-04-2013
Dal 7 al 16 maggio prossimi nella scuola italiana, dalle elementari alle superiori, si ripeterà il distruttivo rito dei quiz-Invalsi, imposti come presunta misura della qualità del lavoro dei docenti e degli studenti e come valutazione, velleitaria e strumentale, del livello di istruzione fornita dai singoli istituti. In strutture inadeguate e in classi sovraffollate il MIUR (Ministero Istruzione, Università, Ricerca) cercherà di accelerare ulteriormente il percorso verso una distruttiva scuola-quiz, in un quadro generale di progressivo immiserimento dell'istruzione pubblica del nostro paese, che peserà come un macigno sulle future generazioni. La politica continua di tagli agli investimenti nella scuola e nell'Università dell'ultimo ventennio non poteva che determinare la situazione patologica attuale, che spiana la strada alle "proposte" private.
Lorenzo Picunio - 12-04-2013
Poniamo il problema dell'assegnazione di un numero sufficiente di classi prime a tempo pieno nella scuola primaria nel prossimo anno scolastico 2013-2014. Consideriamo il fatto che la richiesta è generalizzata nei grandi centri e molto ampia anche in quelli minori.

Il "lodo Gelmini-Berlusconi" prevedeva che ogni famiglia che ne faceva richiesta avrebbe avuto diritto al tempo pieno. Ma oggi sembra che la riduzione delle risorse impedirà di mantenere questa promessa.
Enrico Maranzana - 12-04-2013
Al convegno sull'Innovazione che si è tenuto a Bolzano nel settembre 2012 il ministro Francesco Profumo ha affermato che "in un momento come questo in cui si è più attratti dal contingente e quindi dal guardare indietro rispetto al guardare avanti, all'avere una strategia" è essenziale "individuare percorsi attraverso i quali si può migliorare la qualità della vita dei cittadini". Ha poi identificato nell'inadeguata preparazione dei docenti la causa delle diffuse e generalizzate carenze matematiche degli studenti italiani: il relativo insegnamento dovrebbe essere affidato solamente ai possessori della corrispondente laurea. Da cui la conclusione: le carenze che viziano la formazione dei giovani dipendono dalle procedure di selezione del personale docente.
Flavia Gasperetti - 11-04-2013
Gentile e prestigiosa Associazione Alumni NoiSapienza e così l'altrettanto gentile e prestigiosa Fondazione Roma Sapienza,

Vi ringrazio del vostro invito a prendere parte alla "Giornata del Laureato" da voi promossa, recapitatomi oggi per email. In esso mi si prega di RSPV la mia eventuale intenzione a partecipare e quindi vi scrivo per comunicarvi che, purtroppo, non mi sarà possibile essere con voi il 12 Aprile prossimo venturo ed è con sgomento che lo dico, perché non poter assistere con i propri occhi ad una manifestazione così battezzata, che col pensiero ci riporta a quelle di epoche passate quali la "Giornata del Balilla" o la "Befana Fascista", va chiaramente ad esclusivo detrimento di chi se la perde.

Ma abbiate pazienza, tenterò di spiegare qui le ragioni del mio diniego.
Giuseppe Aragno - 11-04-2013
E' vero. I soldi per le borse di studio sono spariti nei tagli e nell'insipienza della politica, ma non bisogna coltivare la disperazione. Il gusto forse è macabro, l'intento inconscio ha un vago sapore di sadismo, ma la notizia circola e nell'indifferenza generale che circonda la scuola occorre registrarla a futura memoria. Quando gli storici attoniti ricostruiranno la vicenda di questo impensabile codicillo di legislatura, occorrerà che si sappia: mentre il Paese annaspa nei vortici della peggiore crisi finanziaria che si sia mai registrata, Profumo, ministro scaduto e però prorogato, dà segni di vita e lancia, ineffabile, la sua tragicomica "Campagna di educazione finanziaria".

In società con Poste Italiane, prende il via così, per gli studenti della scuole secondarie di II grado, quello che l'Ansa, definisce, con impeccabile stile professionale lo "strumento di pagamento integrato alla 'Carta dello Studente IoStudio''.
Gennaro Tedesco - 08-04-2013
Dalla ricerca elettronica, per quanto certamente parziale, frammentaria e non esaustiva, condotta sulle fonti del Web in italiano e in inglese, relative alla Storia mondiale, alla Storia globale, alla nuova Storia globale e agli Studi post-coloniali e subalterni, emergono alcune indicazioni ed ulteriori ipotesi di lavoro che potrebbero e dovrebbero estendere, confermando o smentendo, quanto da noi faticosamente posto in essere più che in luce.
Innanzitutto i temi e i problemi di Storia mondiale e degli Studi post-coloniali e subalterni sono molto più presenti in ambito italiano nel Web di quanto non lo siano nell'editoria scolastica e soprattutto nella Scuola reale e militante, appena un po' di più nelle nostre Università che solo negli ultimissimi anni e con estremo ritardo e con grandi difficoltà rispetto al mondo anglo-americano stanno prendendo atto della Rivoluzione storiografica, economica e antropologica in corso da decenni sulle due sponde settentrionali dell'Atlantico, ma anche su quelle dell'Oceano Indiano e Pacifico.
Purtroppo questo ritardo culturale e educativo del Bel Paese non è un caso.
Lucio Garofalo - 04-04-2013
Nella mia carriera professionale ho incontrato soprattutto due generi di capi d'istituto.
La prima categoria, forse la più diffusa nel mondo della scuola, è quella del preside "hitleriano", o dispotico, che gestisce l'istituzione in modo autocratico e verticistico, scambiando l'autonomia scolastica per una tirannide individuale e considerando i rapporti interpersonali in termini di supremazia e subordinazione.
La seconda tipologia, forse la più pericolosa, è quella del dirigente affarista e demagogo, che spesso si sovrappone e coincide con il tipo assolutista. Tale soggetto concepisce la scuola come una sorta di proprietà privata, la sfrutta per scopi di lucro e prestigio personale, per cui la gestisce in modo da trasformarla nel più breve tempo possibile in un progettificio scolastico.
galassia scuola
Spazio aperto alle riflessioni e alle opinioni personali su quanto avviene nella scuola in generale, nella nostra scuola in particolare, nelle piazze e nei palazzi in cui la scuola è all’ordine del giorno. Insegnanti, ma anche studenti, operatori, genitori … possono dar vita a un confronto su tematiche attuali, a patto che la discussione sia corretta.
Astenersi anonimi e perditempo!
La Redazione
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