Anno scolastico 2010-2011 - mese di maggio
Sottogruppo Officina - 31-05-2011
Una vera e propria furia demolitrice ha investito il modello di scuola più innovativo degli ultimi 30-40 della scuola italiana. Con i tagli pesantissimi agli organici delle scuole sono state abolite le compresenze, sono aumentati gli alunni per classe fino a 27-28, non vengono nominati i supplenti per le assenze brevi, gli alunni vengono "sparpagliati" nelle classi, i disabili non trovano più il sostegno necessario allo sviluppo delle proprie potenzialità . Per mantenere ad ogni costo il monte-orario settimanale a 40 ore per gli alunni, i dirigenti scolastici sono costretti a far operare nelle ex classi a tempo-pieno da 4 a 7 insegnanti senza alcun coordinamento programmatico: un vero e proprio spezzatino pedagogico di tipo sostanzialmente assistenziale, che nega in radice gli elementi qualitativi introdotti nel modello di scuola che a Milano ha conquistato la fiducia di oltre il 90% della popolazione scolastica. Può rendersi necessario un intervento riparatore del Comune di Milano per ripristinare, con risorse umane e materiali, i cardini qualitativi della scuola a tempo pieno. Sembrerebbe inoltre utile per il Comune accedere ad un concetto largo di diritto allo studio, allo scopo di realizzare un progetto educativo ricco e articolato affinché l'offerta formativa della scuola non si limiti alle sole attività curricolari e assuma un più ampio ruolo di promozione culturale e sociale.
Monica Capezzuto - 30-05-2011
Oggi la città c'è. E vuole cambiare. Lo ha detto. Lo ha gridato. La maggioranza silenziosa che vive, lavora e si fa i fatti suoi, ha scelto finalmente di far sentire la propria voce. E ognuno di noi deve fare la propria parte, perché solo collaborando tutti insieme si può cercare di migliorare le cose. D'altronde, abbiamo scelto di restare qui, lancia in resta a difendere le nostre radici, il fortino da tanti abbandonato, ascoltando il "fuitevenne" di ecclesiastica memoria.
Chi non è scappato, ha aspettato il momento della rinascita.
Il momento è arrivato.
Giuseppe Aragno - 28-05-2011
Bocce ferme. Dopo risse, aggressioni e concerti, tacciono finalmente i candidati, ma il rantolo della politica vive nel delirio di Berlusconi: "Mister Obama, ho una nuova maggioranza". Dietro le luci psichedeliche, due liberismi a confronto; a Milano un ex comunista si volge ai "moderati" e una sinistra tutta belle maniere e società civile promette di sterilizzare il conflitto e ripristinare le regole del gioco. A Napoli, la voglia di riscatto si affida a un magistrato messo fuori dalla magistratura, una sorta di "perseguitato politico" che fa da argine allo strapotere della criminalità organizzata, ma non va oltre le cicliche e storicamente sterili "campagne morali" d'una borghesia sorpresa dalla sua stessa miseria morale. A completare il quadro, le bandiere rosse, che non hanno scelta, dopo la storica Caporetto della sinistra alternativa, si schierano a mezz'asta sul terreno del liberismo progressista.
Vincenzo Pascuzzi - 26-05-2011
In considerazione di indagini effettuate e delle scarse risorse economiche e di personale disponibili, l'Invalsi avrebbe eventualmente dovuto operare testando specifiche e selezionate problematiche e questioni complementari a quelle già indagate, sempre con modalità a campione, possibilmente rimanendo all'esterno della attività didattica e della valutazione/votazione, senza condizionare questa e senza angosciare, intimorire o insospettire alunni e docenti. Al contrario Invalsi, indirizzato dal Miur, ha attuato indagini a tappeto (2.200.000 alunni testati) in sovrapposizione e all'interno della didattica (potenzialmente distorcendola e impoverendola) ed ha anche espresso valutazioni che hanno integrato la valutazione tradizionale dei docenti. Insomma un intreccio pasticciato.
Fuoriregistro - 25-05-2011
La notizia, postata su Aetna scuola, merita rilievo. Proviene dalla Direzione Didattica "Alfredo D'Andrade", del Circolo di Pavone Canavese, e riguarda una scelta particolare Si tratta infatti, pare, dell'unica adesione, in provincia di Torino, al Progetto "Valorizza", istituito lo scorso novembre dal Miur per "premiare" la professionalità docente. Un Progetto di scarso successo, come in molti hanno raccontato. Ma forse nessuno aveva ancora avuto l'idea dei colleghi piemontesi. Una buona idea?
Marco Magni - 24-05-2011
Il giudizio sull'impatto dei test Invalsi non può fondarsi semplicemente sul giudizio di valore attribuito allo "strumento" test. Stabilire se esso sia un buono o cattivo strumento per determinare il livello di rendimento, se produca migliori informazioni oppure riduca la didattica ad una serie di quiz non è sufficiente per comprendere il ruolo svolto dai test nel modificare la realtà della scuola. Il senso dei test va compreso a partire dalla loro collocazione nei contesti determinati, politici, sociali, economici, della loro utilizzazione. Da questo punto di vista, l'ambito della loro comprensione è senza dubbio il processo di intensificazione dello sviluppo di un "mercato scolastico", animato dalla concorrenza tra gli istituti (per accaparrarsi gli alunni migliori) e delle famiglie (per conquistare le posizioni che promettono un meggior rendimento degli investimenti scolastici).
Francesco Maria Toscano - 24-05-2011
Sono passati 19 anni esatti dall'eccidio di Capaci nel quale persero la vita Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli uomini della scorta.

L'Italia non è più quella di allora, tutto è cambiato. Gli impresari dell'epoca oggi fanno i politici e la politica tutta è ridotta a triste cabaret. La morte di Falcone turbò le coscienze dei giusti e quel sangue servì, specie in Sicilia, per dare il via alla riscossa sociale e civile di un popolo, quello siciliano, che trovò su quei corpi straziati la forza di ribellarsi al giogo mafioso e alle sue regole perverse.

Ma la domanda è un'altra. Al netto della retorica, delle parate e delle frasi fatte, chi ha per davvero raccolto gli insegnamenti testimoniati in vita dal giudice Falcone? Pochi, o forse nessuno.
Mauro Artibani - 23-05-2011
A noi, orfani della domanda, non resta che acquistare fino allo stremo; fino a confondere la fisiologia dello stare nel mercato per produrre ricchezza, con la patologia del consumare che ci alberga come Fine.
Fino a generare patenti diseconomie: sprechi, monnezze, debito in eccesso, allucinate solitudini.
Non è un bel vedere, dobbiamo cambiare registro.
Lorenzo Picunio - 21-05-2011
Non possiamo esimerci dal lottare, ancora, per la scuola pubblica, e in particolare contro i tagli, per garantire un servizio che è di tutti.

Sugli organici delle scuole di ogni ordine e grado si misura infatti quanto conti, per l'attuale governo italiano, il desiderio di cultura, di democrazia, di solidarietà, di futuro, di quei valori, cioè, che la scuola pubblica rappresenta.
Erich Battistin e Antonio Schizzerotto - 20-05-2011
La raccolta sistematica di basi informative sulle competenze scolastiche non si configura come una forma di soffocamento della ricchezza culturale della scuola con ignobili quiz. Né come un tentativo di limitare la libertà di insegnamento. Al contrario, è uno strumento necessario per mettere a punto politiche scolastiche in grado di utilizzare nel modo migliore il denaro pubblico e garantire una maggiore efficacia dei processi di apprendimento, una più equa distribuzione delle risorse educative e una riduzione delle disuguaglianze sociali.
Centro Studi Erickson - 19-05-2011
Intervista a Tullio De Mauro

La scuola ha affrontato in questi decenni problemi difficili di vario tipo, bisogna starci dentro per capire quello che si sta facendo e quello che si può fare. Riassetto dei contenuti degli insegnamenti, problemi di revisione profonda dei modi in cui si può alimentare nelle ragazze, nei ragazzi, nei bambini l'interesse per il sapere, per lo studio. Parlo di questi grandi problemi, ma chi vive la vita della scuola, e in questo includerei anche l'Università, conosce anche gli altri problemi che vanno dai modi deficitari del reclutamento, della formazione, fino all'edilizia scolastica.
Giuseppe Aragno - 19-05-2011
Quando lo capiranno sarà tardi. E' un territorio vasto e incontrollato. Naufragano tra gli scogli di Lampedusa, il Canal di Sicilia e le aule delle scuole e delle università di tutto il Paese. Li batte la cultura e non lo sanno. E' la storia già scritta che decide, i fatti già avvenuti e i crimini consumati, contro i quali non c'è forza che tenga. Berlusconi, Bossi, La Russa, Gasparri, Tremonti, D'Alema, Veltroni, Casini. Non si tratta solo della paccottiglia plastificata del berlusconismo. E' un suicidio di massa. Muore di leggi razziali l'abbozzo di genocidio tentato da Maroni, si spegne per rigetto il segregazionismo di Fini, Turco e Napolitano. Cede di schianto la pretesa che una banda di mercanti formi un Parlamento, che la libera coscienza dei popoli si sottometta agli interessi di un potere che pretende di decidere persino sulla vita e sulla morte.
Maurizio Tirittico - 18-05-2011
Premessa "politica" - Suggerii a suo tempo di soprassedere alla prova Invalsi per le classi seconde del secondo ciclo, nonostante la norma lo prevedesse (si veda la Direttiva 74 del 2008), in quanto impegnate a giugno nella certificazione di fine obbligo. Sarebbe stato più opportuno che l'Invalsi si fosse attivato fin dall'anno scolastico 2007/08, anno di avvio del nuovo obbligo, eventualmente insieme all'Ansas, a sostenere le scuole a fronte di un impegno assolutamente nuovo per il nostro sistema di istruzione. Non è stato così! Anche per l'assoluto silenzio del Miur, indifferente a fronte di un'operazione che, invece, avrebbe dovuto "rivoluzionare" i nostri bienni! Transeat! Così le scuole sono state investite a maggio di un adempimento, come se nulla di nuovo fosse stato loro imposto per il mese di giugno!
Giovanni Pontillo - 17-05-2011
È stata una delle più cruente battaglie del XXI secolo. Si è combattuta a pochi chilometri da Milano, nel territorio in cui è stato localizzato il quartier generale del leader maximo, presso la cittadina di Waterloo-ArcoreK.
Il combattimento durò complessivamente circa 36 ore, nelle quali morirono oltre 65.000 Soldati PRECARI a cui vanno sommati tutte le migliaia "falciati" nei tre anni precedenti la battaglia finale.
Belusconius il Napoleone voleva attaccare le scioperate forze PRECARIE alle 8.10 del mattino, detta l'ora della Campanella...
Enrico Maranzana - 16-05-2011
Il dibattito e le resistenze che si sono frapposte all'accertamento delle competenze, curato dell'Invalsi, hanno consentito di rilevare la distanza dei punti di vista dei soggetti in campo, divario originato della confusione che regna nell'amministrazione della scuola.
In questo scritto si prospettano alcuni interventi volti a superare la parcellizzazione del gestione e, di conseguenza, a portare a unità il servizio scolastico.
Marta Gatti - 14-05-2011
Nel caos delle prove Invalsi (test con cui si valuta la preparazione dei nostri studenti) forse la notizia è sfuggita. Eppure la circolare ministeriale una volta tanto è scritta a chiare lettere.

Al punto "Alunni con disabilità intellettiva" dice esplicitamente che questi non possono né devono partecipare ai test di valutazione nazionale. (Il loro handicap abbasserebbe la media, soprattutto delle classi campione).
Se però i genitori in questi giorni li vogliono proprio portare a scuola, e i prof e i maestri non vogliono che si sentano esclusi, ebbene, quei bambini e ragazzi potranno sì fare il test, purchè in un "locale differente da quello utilizzato dagli altri allievi", al fine di non disturbare la prova dei "normodotati". Non solo. Lo stesso trattamento è riservato ai bimbi ipovedenti, e a quelli con i disturbi dell'apprendimento: per loro, che utilizzano strumenti speciali, la prova è prevista, ma, appunto, in locali diversi da quelli dei loro compagni di classe...
Giuseppe Aragno - 12-05-2011
La logica, se di logica si può parlare senza coprirsi di ridicolo, è quella dello Stato autoritario o, se preferite, di una repubblica delle banane. Gli estremi spesso si toccano e Fabio Garagnani, con la sua criminale proposta, conferma la regola: "Professori politicizzati sospesi per 3 mesi". Ognuno la prenda come vuole. Chi spera in un miracolo che non verrà, chi si trincera dietro il "delirio" di una minoranza di estremisti che forza le regole del gioco, per affidarsi ai lamenti generosi e impotenti del Capo dello Stato, si accomodi. Meglio sarebbe però dirsi le cose per quello che sono e regolarsi di conseguenza. E' ora di piantarla. Siamo stanchi di subire e non abbiamo paura.
Laura Alberico - 11-05-2011
Oggi ho apprezzato il piacere del silenzio: pochi alunni in classe per paura (?!) del giorno che le improbabili previsioni hanno decretato catastrofico. Il giorno x, variabile indipendente, ha fatto strage di presenze e questo fenomeno, per contrasto, ha creato un clima sereno e ovattato, cosa che nelle classi ormai è diventato un desiderio spesso impossibile da realizzare.
Enrico Maranzana - 10-05-2011
Premiare il merito, riconoscere le eccellenze, elevare il livello qualitativo delle prestazioni sono
problematiche che implicano lo studio del rapporto obiettivi .. risultati conseguiti.
Nessuno dovrebbe sottrarsi a tale accertamento: il ritornello: "il merito dei politici è giudicato dalle urne"
non ha fondamento razionale in quanto efficacia e consenso sono aspetti che muovono in dimensioni
differenti.
Gianfranco Pignatelli - 09-05-2011
Dopo il pestaggio morale e professionale dei docenti e l'invito a iscrivere gli alunni alle scuole private, viaggia un'altra falsità: la prossima manovra di aggiustamento dei conti pubblici prevista per giugno, naturalmente ad urne chiuse, sarà lacrime e sangue. Magari perché la finanza creativa aveva i conti truccati? O perché la scilipolitik, col suo stuolo di inutili sottosegretari, scarica sulla fiscalità pubblica i costi del pizzo politico al quale è sottoposta la maggioranza che non c'è? Macché, tutta colpa degli insegnanti da immettere in ruolo.
Per la verità gli insegnanti sono i più malpagati nel nostro pubblico impiego e sono terzultimi tra i loro colleghi europei. Ma nell'etere delle verità nascoste questa non passa.
Lorenzo Picunio - 09-05-2011
Chi va a scuola, chi ha dei figli che vanno a scuola, si accorge di come si faccia di tutto per soffocare la scuola pubblica. Nessuna bugia può nascondere le classi di 27 alunni, il taglio dei laboratori, le supplenti non chiamate, le scuole strozzate dai costi di funzionamento non finanziati.
Occorre ribellarsi come cittadini, darsi da fare perchè nell'istruzione è il nostro futuro, il futuro di tutti.
Giuseppe Aragno - 05-05-2011
"Studenti e centri sociali: ecco il patto del terrore". Così titolava la stampa nel dicembre scorso, ma chi se ne ricorda più? La "Rete 29 aprile", i sovversivi travestiti da ricercatori, annidati nelle università massacrate dalla pregiata ditta Gelmini & Co, sono spariti dalle pagine dei giornali. Un nuovo "terrorismo" ruba la ribalta a Giavazzi e Abravanel e l'allarmante democrazia italiana dà il meglio di sé nei cimiteri d'acqua mediterranei, nelle guerre umanitarie tra alleati svergognati e nei pruriti alla Tinto Brass sui disordini sessuali dei nostri arzilli nonni. Non è uno spettacolo politico edificante per i nostri giovani, tutti più o meno disoccupati nella repubblica fondata sul lavoro, ma saremmo negli standard della nostra "libera stampa" e della neoliberista "democrazia dei nominati", se in tanto buio, non fosse così chiaro che l'apparenza inganna.
galassia scuola
Spazio aperto alle riflessioni e alle opinioni personali su quanto avviene nella scuola in generale, nella nostra scuola in particolare, nelle piazze e nei palazzi in cui la scuola è all’ordine del giorno. Insegnanti, ma anche studenti, operatori, genitori … possono dar vita a un confronto su tematiche attuali, a patto che la discussione sia corretta.
Astenersi anonimi e perditempo!
La Redazione
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