Anno scolastico 2011-2012 - mese di novembre
Giuseppe Aragno - 30-11-2011
I segni della drammatica continuità sono evidenti. A far da scorta a Profumo, in un governo che sulla scuola è dichiaratamente schierato su posizioni gelminiane, ecco Elena Ugolini e Marco Rossi-Doria, il filo rosso tra l'inizio e la fine della tragedia che sembra ormai consumata. Chi ha memoria ricorda ma, se non fosse così, i percorsi parlano da soli.
Nel 1998 Elena Ugolini fu chiamata a far parte della "Commissione dei saggi" voluta dall'allora ministro Luigi Berlinguer, un esponente di primo piano di quella sinistra che, prima di giungere al "Partito Democratico", ha attraversato tutte le possibili trasformazioni del panorama zoologico e ortofrutticolo dell'Italia politica. Il cambio della guardia con la destra non riguardò la Ugolini.
Francesco Paolo Catanzaro - 29-11-2011
"I ruoli e le competenze dei dirigenti e degli insegnanti per quanto riguarda i DSA": è stato l'argomento di studio di una giornata presso l'I.P.S.S.A.R. Piazza di Palermo nel giorno 26 novembre 2011, organizzata da DIRSCUOLA in collaborazione di GIUNTI SCUOLA. Gli interventi sono stati autorevoli e ben calibrati da parte di Paola Pasotto della Giunti Scuola, di Mariangela Fontanesi dell'ANP, di Maurizio Gentile dell'USR Sicilia e del prof. Giacomo Stella, Responsabile del Centro Regionale per le disabilità linguistiche e cognitive in età evolutiva, Professore associato di Psicologia Clinica presso la Facoltà di Scienze della Formazione Corso di Laurea in Psicologia. Università di Urbino, Presidente dell'Associazione Italiana Dislessia.
Lucio Garofalo - 24-11-2011
Dalle dichiarazioni programmatiche ancora vaghe e generiche, al punto che Monti è stato definito un "democristiano", si evince un'assenza di discontinuità rispetto alla linea del precedente governo, mentre si coglie un nesso con la politica berlusconiana sul fronte economico e sociale, in particolare sul tema dell'istruzione. Non a caso, nel discorso di insediamento, Monti ha richiamato l'istituto dell'INVALSI, indicato come base di un presunto meccanismo "meritocratico" da introdurre nel mondo della scuola per determinare la carriera economica e professionale degli insegnanti.
Giuseppe Aragno - 23-11-2011
In principio era il caos, ma se ne venne fuori in qualche modo, narrano le sacre scritture, le memorie degli storici antichi e i più lontani pensatori. C'è chi dice che accadde per volontà d'un Dio e chi per passione civile d'una bestia che, evasa dagli antri ferini, scoprì le lacrime e il sorriso, l'amore che fa guerra all'odio, il bisogno di regole e di patti, si riconobbe umana e lottò per diventare padrona di se stessa. Se intorno alla cause il dissenso permane, filosofi, scienziati, annalisti, cronisti, tutti concordano ormai sull'esito del percorso e la memoria è oggi patrimonio universale: tra catastrofi ricorrenti, arche, diluvi, torri di Babele, isole remote di Atlante, sommerse di là della Colonne d'Ercole, e l'inesausto conflitto tra istinto e ragione, nacque così la storia: dall'orgogliosa ribellione di bestie che si scoprirono dentro la dignità dell'uomo.
Maurizio Tiriticco - 23-11-2011
Lettera aperta al ministro Francesco Profumo

Gentile Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca,
parlare di valutazione di sistema oggi non è affatto una cosa facile, non solo perché alcuni luoghi comuni in negativo agitati da alcune parti ne snaturano le finalità, ma anche perché il concetto stesso si è venuto maturando con difficoltà nel corso degli ultimi decenni e, a mio giudizio, non è ancora giunto a un suo definitivo ubi consistam.
Enrico Maranzana - 19-11-2011
Per incidere sulla qualità dell'istruzione è necessario agire nella fase di ideazione e di specificazione dei risultati attesi, in quelle dello svolgimento e dell'applicazione delle strategie gestionali, della misurazione e della valutazione degli scostamenti dei risultati conseguiti con gli obiettivi programmati e, infine, collocando l'assetto generale nel lungo periodo per valutarne dinamica e adeguatezza.
Gennaro Tedesco - 18-11-2011
Come ridefinire, anzi trasformare radicalmente e necessariamente i programmi e i curricoli delle nostre Scuole, ma in questa trasformazione indispensabile, ineludibile e indilazionabile includere anche la nostra sgangherata e obsoleta Università? Mi pare di capire che il pendolo programmatorio oscilli dalla pletoricità delle discipline alla limitatezza culturale dei programmi. Come uscirne?
Maria Antonia Stefanino - 18-11-2011
Subito dopo il discorso di Monti, mi son dovuta chiedere cosa avessero da festeggiare coloro che sono scesi in piazza (invero mi ero da subito sentita estranea a ciò), ma ci siamo resi conto di cosa sia successo veramente??? Al netto delle resistenze che il cavalier banana e i suoi fidi commiss avevano a non lasciare i loro loschi affari di interessi privati e di case regalate, in comodato d'uso ecc., essi sono da oggi assurti a vera pratica politica. L'evaporato e variegato mondo di sinistra o presunta tale, fatta salva la voce di Luigi De Magistris, non osa respirare, mentre strumentalmente il solo Calderoli parla di macelleria sociale, di inasprimento delle tassazioni generali ed il cavalier banana tuona, facendo gli interessi della parte politica da lui rappresentata,"stacco la spina quando voglio se si osa pensare ad una patrimoniale" che Monti non neppure osato nominare.
Francesco Paolo Catanzaro - 15-11-2011
Le nuove direttive del governo tecnico dovrebbero orientarsi verso un recupero di tutti quei valori che il precedente aveva sacrificato e calpestato, pur di portare avanti la sua politica di "tagli". Valori che sono alla base della "felicitas civile" e del progresso della nostra Nazione.
Cosimo De Nitto - 15-11-2011
La società consumistica consuma anche le parole. Le usura, ne cambia il significato veicolando messaggi altri, che suscitano emozioni e sentimenti, i quali spesso poco riguardano il significato originario, che ne risulta a volte stravolto e comunque molto piegato nel senso. In questo periodo parole molto consumate sono: "spread" e "sacrifici". Queste due parole si sono disancorate dal loro significato originario abbastanza neutro, tecnico addirittura, e si sono caricate di senso altro, a forte connotazione sociale e di principio. Parole-mantra, si potrebbe dire, che evocano sentimenti e immagini ancestrali, di paura e di rabbia. Paura che quel poco che si ha diventi niente e non consenta di sopravvivere oggi; paura per ciò che accadrà ai propri figli. Rabbia perché si ha la convinzione che i "sacrifici", ormai sinonimo di ingiustizia, discrimineranno ancor più chi possiede ricchezza, mezzi e privilegi e chi, al contrario, non ne possiede e insieme a quel poco che ha dovrà rinunciare anche a quei diritti che si è faticosamente conquistato nel tempo.
Lucio Garofalo - 14-11-2011
Mediante un bombardamento incessante e quotidiano, i mass-media agitano lo spettro terrificante dello "spread" o del "default", in modo che l'opinione pubblica di una nazione sia messa nella condizione di accettare anche la soluzione più estrema e dolorosa. Si pensi al clima di "emergenza nazionale" provocato in modo puntuale da chi mira a legittimare e cavalcare "rivoluzioni" antidemocratiche che si inseriscono in un piano di ristrutturazione economica e ricomposizione del capitalismo su scala globale.
Giuseppe Aragno - 14-11-2011
Tragicommedia. Non poteva che finir così. C'è davvero l'Italia di oggi nei cori sprezzanti dei tifosi contrapposti, nei cortei che si schierano davanti ai palazzi d'un potere sempre più estraneo, come fedeli davanti agli altari, in attesa dell'immancabile "miracolo". Nell'incredibile confusione tra "liberazione" e "rito liberatorio", c'è la comica tragedia d'un Paese che non s'è mai veramente "liberato". Che il fascismo sia stato, come scrisse lucido Gobetti, l'autobiografia degli italiani, ora sì, ora si vede chiaro in questo surrogato di "liberazione", che ci fa più servi in un inevitabile crepuscolo della democrazia. E' vero, Berlusconi cade - e questo non è certo un male - ma a chi torna ai ritmi del poeta latino - "nunc est bibendum" - il vino va alla testa e tutto si confonde nel gioco delle parti.
Reginaldo Palermo - 12-11-2011
In attesa del formale conferimento di incarico per la formazione del nuovo Governo incominciano già le ipotesi e le illazioni sui nomi dei futuri possibili ministri.
Per quanto riguarda il Ministero dell'Istruzione sono circolati nelle ultime ore i nomi di Rocco Buttiglione e Maurizio Lupi che sembrano ormai fuori gioco dal momento che se il Governo sarà presieduto, come è ormai quasi certo, da Mario Monti non si sarà certamente posto per i politici.
Un altro nome che è stato fatto è quello di Francesco Profumo, presidente del CNR.
Più consistente appare invece la candidatura di Giorgio Vittadini, già fondatore della Compagnia delle Opere...
Giuseppe Aragno - 11-11-2011
Il governo è caduto all'estero, per mano straniera, in uno scontro tra capitalismi, ma l'opposizione fa festa. "Credevo che ci fosse un limite a tutto", ha scritto giorni fa, con sconsolato e stupefatto realismo Rossanda Rossanda, sotto un titolo che era un capolavoro d'ironica amarezza: "Perché non sciogliere il popolo?" La risposta l'ha data Napolitano, incoronando Monti che s'è portato in Senato il programma di governo dettato dalle banche. Il programma che fuori dal Parlamento non troverebbe un cane disposto a votarlo. Il popolo non si scioglie, cara Rossanda, ha spiegato così il presidente, lo si porta legato mani e piedi al macello e si dice che questa è democrazia.
Emanuela Cerutti - 11-11-2011
Retrovie.
Laddove le notizie arrivano impure, mediate, attraversate dal telefono senza fili del gossip, dello scoop, dei "salotti" buoni.
Nelle retrovie, ragazze e ragazze, ma anche donne e uomini, attendono.
Di capire.
Più o meno come la bella piemontese, vacca di alto lignaggio, attende il suo inevitabile carnefice.
Lo sapete voi cosa succede, voi, abitanti dell'urbe? Succede che la stalla si zittisce, i gatti si accoccolano e i cani da guardia guardano impotenti.
Lui arriva, fa il suo lavoro e voi, domani, voi mangerete: ottime costate non troppo al sangue.
"Mors tua vita mea": così è sempre stato. Il motore, dio volesse immobile, non ha mai smesso di agitare i suoi ingranaggi.
Collegio dei Dirigenti provincia di Arezzo - 10-11-2011
La situazione della scuola "reale" è da tempo preoccupante. Dopo gli ultimi tagli, accorpamenti e nuovi dimensionamenti, la sua destrutturazione appare evidente.
Di questo passo, a breve, la scuola pubblica, chiamata costituzionalmente a svolgere l'insostituibile funzione educativa e formativa delle nuove generazioni, sarà privata di ogni possibilità di futuro.
La pervasività dei guasti non appare ancora all'opinione pubblica nella sua profonda portata, ma chi vive nella scuola (nelle presidenze, nelle aule, nelle segreterie e negli uffici dell'amministrazione), chi è a contatto con la condizione giuridico-normativa, organizzativa e finanziaria e con la gestione quotidiana del sistema sente che gli scricchiolii e le crepe sono sempre più vasti.
Francesco Masala - 09-11-2011
Oggi si parla di confisca solo per i beni di origine mafiosa.
E se resuscitassimo questo istituto del diritto romano, anche per altri tipi di reato? Penso alla corruzione, ai reati di una certa gravità nell'esercizio del potere, al deposito di denaro nei paradisi fiscali, sottraendoli all'imposizione fiscale, all'aver causato diminuzioni al prestigio del paese (da parte dei governanti).
Per i primi reati decida la magistratura, per quest'ultimo reato decida il popolo, una votazione o un sondaggio, e via, in questi tempi di democrazia maggioritaria.
Laura Alberico - 08-11-2011
Fino a che punto la poesia, i sentimenti riescono ad essere reali, tali da essere visti, toccati con mano? La risposta è sotto gli occhi di tutti in questi giorni che assistiamo al fervore di tanti giovani che si sono impegnati per rimuovere macerie e fango nella città di Genova.
Angeli eppure ragazzi come tanti, quelli che sembrano tutti uguali in una società che non regala nè promette più di tanto per il loro futuro.
C'è una poesia che non segue regole metriche nè si impara a memoria, è quella che nasce dal cuore e dalle idee, dall'altruismo e dalla speranza, parole che nei momenti più critici possono essere ancora vere e significative.
Lucio Garofalo - 07-11-2011
Il nostro è davvero un mondo i cui "eroi" sono per lo più figure mediocri e disilluse, pavide e pusillanimi? Così pare, purtroppo. Serve allora una risposta rassicurante, non consolatoria, un anelito di speranza che si può respirare nelle parole visionarie, dunque intelligenti e realiste, di un grande narratore come Paulo Coelho: "Il mondo è nelle mani di coloro che hanno il coraggio di sognare e di correre il rischio di vivere i propri sogni".

Sarà un caso, ma le proposte più concrete e sensate per reagire alla crisi del debito sovrano, provengono dalla società civile, mentre le ricette "lacrime e sangue" calate dall'alto, ossia le prescrizioni imposte dalle sedi politiche ufficiali, dai cosiddetti "Palazzi istituzionali" che fanno capo agli interessi delle oligarchie tecnocratiche e finanziarie, sono del tutto inefficaci e controproducenti, oltre che inique e impopolari.

Ecco alcune idee di buon senso avanzate dal basso...
Monica Capezzuto - 05-11-2011
Te li ritrovi dappertutto. Nelle sale d'attesa, per strada, mentre aspetti la metrò. E' un modo come un altro per rassicurare se stessi, condividere qualcosa con un estraneo per capire dove si sta andando a parare, se davvero negli altri c'è o non c'è la percezione della crisi, se davvero ci si deve preoccupare se quei quattro spiccioli conservati sul conto corrente ti saranno sottratti dalle banche. Ogni discorsetto dell'italiano medio sulla crisi vive di ciò che sente nel segno della più classica tradizione orale: ascolto, rielaboro e mi formo un'opinione. Che sia aderente ai fatti o meno è un altrodiscorso. Il tutto per esorcizzare il vento spettrale della bancarotta così come è vissuta nella vicina Grecia o negli States, con la gente finita a dormire sotto i ponti. Ma dov'è questa crisi?
Giuseppe Aragno - 04-11-2011
Nessuno se n'è accorto, ma i black bloc hanno cambiato colore. Ieri, come sempre irriconoscibili, avevano caschi azzurri e, invece del classico passamontagna, si coprivano il viso con una celata di plastica trasparente che ti fa vedere tutto senza che nessuno ti veda in viso. Non c'è dubbio: gente che sa il fatto suo. Abbandonati i sampietrini, si son portati appresso i più efficienti manganelli ed eccoli abilmente mimetizzati. A vederli, sembravano proprio tutori dell'ordine a cui d'un tratto aveva dato di volta il cervello: cariche violente contro cortei di studenti inermi che, a mani alzate e volto scoperto, urlavano il loro dichiarato pacifismo.
Gennaro Tedesco - 02-11-2011
Attraversiamo tempi in cui media e giornali, oltre a tanti politici non proprio aggiornatissimi sul mondo della Scuola - che continuano a immaginare come un eterno Liceo del quale magari si ricordano ancora perché da essi frequentato oltre mezzo secolo fa - propongono ad un'opinione pubblica frastornata e confusa dalla moltiplicazione infinita, ripetitiva e ossessiva di riforme inconcludenti, una Scuola e una Università irriformabili, nozionistiche e acritiche. E purtroppo tale presentazione negativa delle nostre due massime Istituzioni formative è aggravata da due fattori concomitanti: dalla formidabile e devastante crisi economica che si avvia a diventare nella Repubblica italiana anche istituzionale e politica e dall'ideologia sanfedistica di larghi strati popolari del Bel Paese.
Francesco Paolo Catanzaro - 01-11-2011
La magia del gruppo classe è qualcosa di indescrivibile. Stimolare continuamente gli alunni, irretendoli con le nuove tecnologie, accettare ogni sfida che ci propongono, collaborare alla loro crescita non solo culturale ma umana. E quei dissidi , e quegli incontri, la collaborazione, la prosocialità, il pettegolezzo, il conflitto...ed il docente che si ritrova a rivestire il ruolo di arbitro educativo. Poi, la sera, stanco di tale alchimia, ci si prepara per il giorno successivo...power point...lezione interattiva...attività da innescare in classe...e quelle per casa anche con il blog e il sito. Che bel mestiere fare l'insegnante quando i tuoi alunni crescono con te .
galassia scuola
Spazio aperto alle riflessioni e alle opinioni personali su quanto avviene nella scuola in generale, nella nostra scuola in particolare, nelle piazze e nei palazzi in cui la scuola è all’ordine del giorno. Insegnanti, ma anche studenti, operatori, genitori … possono dar vita a un confronto su tematiche attuali, a patto che la discussione sia corretta.
Astenersi anonimi e perditempo!
La Redazione
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