Anno scolastico 2007-2008 - mese di agosto
Forum Insegnanti - 31-08-2008
Lo stato d'animo dei lavoratori della Scuola oscilla dallo sconforto alla rabbia nel rilevare la persistente inadeguatezza del sindacato e delle opposizioni nel contrastare il processo di privatizzazione dei beni comuni in generale e dell'istruzione in particolare, come se non esistesse da parte di tali soggetti la consapevolezza che ci si stia avviando precipitosamente ad un punto di non ritorno, ragion per cui occorre ora e subito senza alcun indugio una massiccia mobilitazione per contrastare un attacco senza precedenti ai principi della Costituzione, ai diritti dei lavoratori e al loro salario e all'etica stessa della convivenza civile. Consapevoli che per evitare il baratro e rompere lo stato di assedio che vede alleati governo, poteri forti e mezzi di informazione occorre una risposta immediata, determinata e sinergica di tutti, ci rivolgiamo a quanti sentono l'importanza del ruolo svolto nella società dalla Scuola dello Stato e, in particolare, a tutte quelle persone, quei movimenti, quei soggetti politici, sindacali e associativi che in questi giorni hanno già elevato la loro protesta o comunque in passato hanno lottato contro lo sfascio prodotto dagli scorsi governi per iniziare a far sentire la nostra voce di protesta.

Riccardo Ghinelli - 30-08-2008
Per certi versi il cinque in condotta non farebbe grossi danni agli studenti. Come è sempre successo nessuno verrà bocciato per la condotta: è come usare il cannone per sparare alle allodole. La media dei voti conta poco fino alla seconda superiore. Da lì in poi sarà un voto fra gli altri che difficilmente modificherà il credito scolastico. La sufficienza portata al sei potrebbe anche essere positiva, consentendo al consiglio di classe un maggior numero di opzioni rispetto alle due (otto e nove) che sono in pratica disponibili oggi.
Miha - 30-08-2008
Devo ammettere che quando verso ferragosto ho visto l'agenzia sull'intervista a Padania contro voti e '68 ho pensato fosse solo una confidenza buttata lì tra un grappino e l'altro in vacanza tanto per far parlare di sé durante le olimpiadi. Adesso me la sono andata a leggere e sono rimasto di stucco.
Il Tremonti non è evidentemente una mascotte, un nanetto portaborse: di questo governo rappresenta un po' l'eminenza grigia, è presidente dell'Aspen Istitute Italia ( una associazione nata in USA che privilegia il confronto e il dibattito" a porte chiuse...") e membro fisso del gruppo Bilderberg, insomma è uno che conta.
Claudia Fanti - 30-08-2008
Veramente di corbellerie non se ne può più, non se ne può più di se stessi e della propria dabbenaggine, di aver studiato, scritto, lavorato fino a rinunciare a se stesse, non se ne può più...fate di noi ciò che volete, ma non nascondete le vostre intenzioni...sarebbe più onesto e comprensibile...Cara Ministra non tiri fuori la figurina di riferimento per i cuccioli che noi amiamo senza bamboleggiamenti e parli chiaro di tagli e di disprezzo per la scuola e per ciò che ha realizzato con il sudore del corpo e della testa.
Cosimo De Nitto - 29-08-2008
Tenendo dietro alla mia curiosità di spigolare tra vecchi libri mi è capitato di leggere una relazione finale scritta nel giugno 1902 da un maestro-supplente a Pieve Saliceto, piccola frazione di Gualtieri, provincia di Reggio Emilia. Riporto alcune parti che mi sembrano interessanti per gli spunti di riflessione che mi suggeriscono (scusandomi per la lunghezza)
Giuseppe Aragno - 29-08-2008
Ogni volta che parla, ministro, lei diventa la prova provata delle sue mille ragioni e non ci sono dubbi: se è giunta a farsi governare da una personalità della sua statura politica e culturale, lei ha perfettamente ragione: la scuola ha irrimediabilmente fallito. La rifondi, perciò, per favore. Trovi il coraggio di farla a sua immagine e somiglianza. Animo.
Claudia Fanti - 28-08-2008
Ma che razza di Paese è questo in cui ci si diletta a parlare e scrivere di cose che non si conoscono!
Quando le mie colleghe e io leggiamo i quotidiani o ascoltiamo la Ministra Gelmini fare esternazioni, rimaniamo letteralmente a bocca aperta.

Intendiamoci, Lei la si può anche comprendere: inesperienza, assoluta lontananza dalle aule, il fatto che ignori gli ultimi 200 anni di pedagogia, incarico del ministero più rognoso..., ma giornalisti e opinionisti ci lasciano interdette...
Rosanna Vittori - 26-08-2008
Bravo il Ministro che lotta contro i fannulloni! Discriminare quei lavoratori che debbono prendersi cura di persone disabili fa parte di questa lotta? Mi spieghi il ministro che ha dichiarato guerra al malcostume pubblico: non pensa che sottraendo ai dirigenti la responsabilità di intervenire su quei lavoratori che abusassero del loro 'privilegio' di assistere ad un congiunto gravemente disabile, li offende e depotenzia in una delle loro prerogative? Non ci dovrebbero essere i dirigenti a garantire efficienza e motivazione del personale ? Perché chiamarli dirigenti se no?
Forum Precariscuola - 26-08-2008
Poco importa se un ragazzino del nord insulta un coetaneo chiamandolo "terrone".
Questo come lo chiama lei, bullismo o razzismo?
Lei vuole sconfiggere il bullismo proponendo un 5 in condotta, ma nel contempo offre un mero esempio di come sia possibile essere incivili e anticostituzionali usando parole a dir poco disdicevoli.
Le sue parole, infatti, generano pregiudizi, e questi a lungo andare si consolidano e si trasmettono da una generazione all'altra sfociando in quei comportamenti che lei definisce bullismo.
Repubblica Salentina - 26-08-2008
Non conosciamo in prima persona e a menadito la situazione di tutte le scuole meridionali ma conosciamo le scuole e, soprattutto, i docenti della nostra area, ci riferiamo sia ai docenti di scuola inferiore e superiore che ai docenti universitari. Sono in gamba, sono preparati e, malgrado negli ultimi anni sia venuta sempre meno l'immagine della scuola italiana e dei suoi insegnanti, essi sono sempre impegnati in prima linea nello svolgere con credo, orgoglio e determinazione il loro compito. Naturalmente ci guardiamo bene dal dire che i "nostri" docenti sono più "bravi" di quelli settentrionali, non esiste, come non esiste a nostro avviso nemmeno una motivazione per porre un simile confronto.
Stella Carfora - 25-08-2008
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Garantire il diritto allo studio è una legge dello stato italiano.

Gentilissima Ministra, mi rivolgo a Lei, in quanto rappresenta il Ministero dell' istruzione.

il diritto allo studio è garantito nel nostro paese dalla nostra carta costituzionale, tanto che se un genitore disattende questa norma è perseguito penalmente.

Io mi chiedo, e Le Chiedo, se uno stato che disattende a questa norma non garantendo il diritto allo studio, possa essere perseguito penalmente dai genitori che detengono la potestà genitoriale
I genitori delle scuole d'Italia ,e specie del sud, sono preoccupati dalle norme che si avvicendano nelle e per la scuola.
Francesco Di Lorenzo - 25-08-2008
In questo inizio di anno scolastico c'è bisogno di ottimismo, di grande fiducia e di entusiasmo. C'è bisogno di leggere, scrivere, dibattere, scambiare opinioni, ricercare, comunicare, spiegare, farsi spiegare, avere un progetto e portarlo avanti. Ma ci vuole forza, molta forza, perché non lo scoramento - che quello non esiste - ma una punta di tristezza ti prende.
È vero, ammettiamolo, anche chi capiva di scuola ( o almeno si circondava di quelli che di scuola ne capivano) ha fatto poco e niente o ha avuto difficoltà a fare qualcosa di serio, tra aperture inutili e riforme mai applicate, soggezioni ataviche e veti incrociati, difficoltà strutturali e ostilità culturali.
Ma qui tocchiamo punte altissime...
Maristella Curreli - 25-08-2008
Il delirio politico dell'estate 2008 abita tra Ponte di legno e Cortina. Lo dimostrano il dito medio di Bossi e le affermazioni della Gelmini sui professori meridionali bisognosi di "corsi intensivi" perché abbassano il livello della scuola nazionale. Giudizi arbitrari e gratuiti. Certo. Frutto di inesperienza, superficialità ed ignoranza. Si spera.

Antonio Vigilante - 24-08-2008
Questa, che potremmo chiamare fase 2 della caccia al diverso, è probabilmente già cominciata. Ne abbiamo avuto qualche anticipazione già anni fa. Tra poco, con ogni probabilità, quelle anticipazioni appariranno rose e fiori. Il diverso diverso, il diverso di seconda generazione, è il meridionale. Perché in Italia le cose vanno male? Colpa dei meridionali. Risposta facile ed efficace. "Nel Sud alcune scuole abbassano la qualità della scuola italiana. In Sicilia, Puglia, Calabria e Basilicata organizzeremo corsi intensivi per gli insegnanti", dichiara il ministro dell'istruzione Gelmini. Comodo, no?
Monica Capezzuto - 22-08-2008
Pochi giorni fa, ho assistito ad un'intervista ad uno dei pugili italiani che partecipano alle Olimpiadi.
Il pugile è di origine campana.Campania. Italy. Non è un' imitazione made in China. Prodotto italiano esportato dignitosamente e candidato a vincere una qualche medaglia. Ma la giornalista non entra nel merito sportivo ma subito la butta sul sociale.
Parla del riscatto del ragazzo venuto dal sud, che è riuscito ad uscire da una situazione disagiata - cosa non vera- che può essere una speranza, il simbolo del riscatto per tutti i ragazzi campani che annegano nella camorra in salsa savianese, che la Campania, fino a ieri invasa dall'immondizia, può finalmente vantare una stella in tutto quello scempio sociale in cui è sommersa. Premesso ciò, chiede al silenzioso atleta se la sua partecipazione alle Olimpiadi possa essere la chiave di volta per l'ennesimo riscatto -tutti ostaggi senza saperlo - di un' intera società martirizzata e degradata. Una nuova icona della speranza dopo Gomorra nella fogna campana disertata dai turisti .
Neanche un cenno ai meriti sportivi di un ragazzo che si è allenato ore ed ore per centrare un obiettivo.
Vincenzo Andraous - 22-08-2008
Ritengo non più dilazionabile l'urgenza di coniugare in modo autentico teoria e prassi, sicurezza e risocializzazione, in quanto entrambe le istanze sono elementi costitutivi della nostra collettività.
Forse, oltre la condivisione dei principi morali, i quali sono logicamente immutabili, sarebbe più consono e umano condividere le modalità e le sfumature, che invece purtroppo cambiano sovente.
Doriana Goracci - 20-08-2008
Il libretto-fumetto leghista, strumento di cultura per la scuola media inferiore, tra le frasi più emblematiche che accompagnano le vignette, scrive: "Tutti i libri di testo insegnavano i valori del fascismo che dovevano formare gli italiani del domani, disciplinati e fieri allo stesso tempo". Avanzano 1300 copie nei depositi della casa editrice del suddetto e quindi a settembre, grembiulini e attenti alla condotta, le scolaresche potranno godere nelle scuole lombarde di questa ulteriore distribuzione di tesoretto culturale, dove fanno chicchirichì i galli che cantano "we are the padan cocks" e che beccando hanno inghiottito Garibaldi, scomparso dall' unità d'Italia.
Maurizio Tiriticco - 20-08-2008
La società della conoscenza?

Quando si vuole sottolineare una delle caratteristiche di queste società ad alto sviluppo, tecnologicamente avanzate, terziarizzate, si ricorre spesso all'espressione "società della conoscenza". E non è errato! In effetti, una delle ragioni per cui si è giunti a tale grado di sviluppo - e che procede con ulteriori accelerazioni - va ricercata nel fatto che le conoscenze hanno raggiunto livelli mai toccati nella storia dell'uomo. E' quasi un tormentone constatare che negli ultimi trent'anni si sono raggiunti livelli tali di saperi a fronte dei quali è ben poca cosa ciò che l'uomo ha prodotto nelle migliaia di anni precedenti!
Ed è chiaro che al concetto di "società della conoscenza" si associano buone dosi di ottimismo per il nostro futuro: malattie debellate, lo spazio a portata di mano, beni prodotti a iosa e così via. Se poi più della metà del pianeta non fruisce di tali vantaggi, se il clima va degenerando, se nuove e sempre più massicce migrazioni rischiano di sconvolgere assetti culturali che nel corso dei secoli si sono venuti consolidando, l'ottimismo non manca: la "società della conoscenza" porrà rimedio a tutto! A meno che...
Antonio Vigilante - 18-08-2008
La pars construens della pedagogia istituzionale di Lapassade (istituzionale nel senso che considera la scuola una istituzione modificabile dagli studenti) consiste nella proposta del metodo dell'autogestione pedagogica, che intende restituire agli studenti il potere e il diritto di gestire la propria formazione culturale. Il docente molla la presa, lasciando alla classe il compito di organizzarsi e diventando una sorta di consulente, che interviene per fornire materiale di lavoro e per animare il gruppo. Dopo lo smarrimento iniziale, il gruppo si organizza, si dà una struttura interna, impara a prendere decisioni all'unanimità. I risultati sono rilevanti su almeno due piani.
Cosimo Scarinzi - 17-08-2008
In sintesi, per quanto riguarda la scuola, un paio di misure condivisibili, quelle previste dagli articoli 4, al comma 1, e 7, i primi tre articoli ed il sesto che danno una risposta d'immagine alle difficoltà che attraversa la scuola pubblica: un po' di rigore e qualche ipotetica convenzione, le borboniche "festa, farina e forche" e, soprattutto, una pesante azione del ministero nella materia del reclutamento e della mobilità che vengono sottratte, scelta interessante per un governo che si pretende liberale, alla contrattazione.
ASLO Sezione di Napoli - 11-08-2008
Tutti buttati fuori su due piedi e senza salario dalle fabbriche. Il padrone non ha alcun timore di esercitare la sua dittatura. Nella peggiore delle ipotesi per lui, sarà costretto a riassumerli per via legale, avendo ottenuto il vantaggio di avere allontanati delle avanguardie scomode e combattive dai loro compagni per mesi o addirittura anni. L'unico modo per impedire quest'operazione della Fiat era una risposta di lotta massiccia della massa degli operai. Risposta che non c'è stata, come era prevedibile, visto l'attuale livello di disorganizzazione degli operai.
Cosimo De Nitto - 09-08-2008

Fare una legge contro i "fannulloni" colpendo poi tutti, anche quelli che non sono fannulloni ma sono solo ammalati che, oltre il danno della malattia si beccano pure la beffa della decurtazione economica, è cosa obiettiva, o molto di parte? Come se, ad esempio, per ridurre il fenomeno delle cosiddette morti del sabato sera si decretasse il coprifuoco. Alla fine succederà che i veri fannulloni troveranno le vie per aggirare la legge e se la caveranno, e dentro la morsa della penalizzazione resteranno i veri ammalati.
In questo modo matura la convinzione che tutti i dipendenti pubblici vengano penalizzati per una "parte", oppure che tutti siano considerati "fannulloni" (follia istituzionale!).
Il problema, a mio avviso, si pone così: nessuno può negare che ci siano persone che approfittano dell'istituto che garantisce il diritto costituzionale alla salute e soprattutto delle leggi e disposizioni che lo regolano, ma da qui alla messa in discussione dello stesso diritto, o comunque al suo forte ridimensionamento, ne corre di strada.
Giuseppe Aragno - 05-08-2008
Dallo Speciale Racconti



Dove hai messo radici lasci sempre qualcosa di te stesso e i distacchi sanno essere spesso dolorosi. La "promozione sindacale" a responsabile di zona mi strappò alla Siberia dopo quindici anni di sogni, speranze e delusioni. Come spesso accade, però, le "terre di confine"ti entrano nel sangue e, quando te ne vai, ti smarrisci, come a mare talvolta, se una nebbia improvvisa cancella le luci del porto nel buio della notte.

Maurizio Tiriticco - 05-08-2008
In un quadro normativo così incerto in ordine ai curricoli - per non dire delle incertezze in ordine alla disponibilità delle risorse umane e finanziarie - il disegno di legge recentemente approvato dal CdM che, per quanto riguarda l'istruzione, introduce la valutazione del comportamento e la disciplina "Cittadinanza e Costituzione", risponde a necessità reali o vuole essere soltanto un segnale dell'avvio di un rinnovato rigore nei confronti dei soli studenti? In altri termini, le loro insufficienze sono attribuibili soltanto ad un loro disimpegno? O non vi sono altre ragioni, di struttura, di ordinamento, di metodologia?
Gianfranco Pignatelli - 04-08-2008
Delle verità taroccate e manipolate... Eccone una. Un ministro a caso - e per caso -, quello dell'istruzione, presenta un ddl con delle vecchie novità: grembiule, esami di riparazione e sette in condotta. Attenzione, però.
Dietro tutto questo c'è ben altro. Intanto, tutti a chiedersi se abbia un senso un bullo bello in divisa o se un alunno prepotente potrà essere fermato da un sette in condotta.
Forum Precariscuola - 04-08-2008
Gentile Ministro Mariastella Gelmini,

sappiamo che di lettere accorate di precari ne riceve tante e che, fino ad ora, la sua politica è stata della non-risposta, o comunque della risposta indiretta, però ancora una volta riteniamo di doverLa disturbare per sottoporLe un ennesimo punto di vista.
Ci auguriamo di avere una risposta, anche se sappiamo che la nostra lettera non è più toccante di quella della collega malata terminale o del collega diversamente abile o della madre dell'altro collega diversamente abile.
Paolo Citran - 01-08-2008
Valutare e valutazione non appartengono unicamente al lessico scolastico. Valutare indica un attribuire valore, spesso un valore etico, politico, civico ...
In questi ultimi anni si parla sempre più insistentemente de "i valori" con ingenuità talvolta, con protervia talaltra, con dogmatismo fideistico assai spesso, quasi che i valori fossero fatti e non valori, come tali soggetti a giudizio non dichiarativo - descrittivo, ma piuttosto basati su una scelta, su un dover essere non verificabile né falsificabile, non confermabile cioè né attraverso il ricorso al ragionamento né il ricorso all'esperienza (al nazista logicamente coerente possiamo manifestare la nostra ripugnanza ed il nostro rifiuto più radicale dei principi da cui attingono il suo pensiero e la sua azione, ma non possiamo contestare dimostrativamente su base logica o sperimentalmente su base empirica la non validità dei suoi principi).
Quindi valutare non è stabilire dati di fatto, ma attribuire un valore in base a principi rispetto ai quali si registra di fatto o per convenzione una qualche condivisione. Valutare è anche inevitabilmente un agire interpretativo (non mi limito a registrare un fatto, ma lo valorizzo o meno in base ad un accordo più o meno esplicito o ad una convenzione più o meno condivisa).
Parlare di valutazione scolastica non può prescindere - a mio parere - da tale precisazione di carattere generale.
galassia scuola
Spazio aperto alle riflessioni e alle opinioni personali su quanto avviene nella scuola in generale, nella nostra scuola in particolare, nelle piazze e nei palazzi in cui la scuola è all’ordine del giorno. Insegnanti, ma anche studenti, operatori, genitori … possono dar vita a un confronto su tematiche attuali, a patto che la discussione sia corretta.
Astenersi anonimi e perditempo!
La Redazione
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