Anno scolastico 2005-2006 - mese di luglio
Gianfranco Pignatelli - 31-07-2006
100 giorni, lunghi e sconcertanti. Sono quelli del nuovo governo. Proprio quello tanto atteso di centro-sinistra. Il mondo della scuola l'ha a lungo invocato ed in forza votato. In questo s'è distinto il suo emisfero precario, quello in espansione ...
Francesco Sola - 30-07-2006
Alla Stampa e TV - Loro Sedi -


Oggetto: Nuova pronuncia del TAR Campania sez. di Napoli che accoglie ricorso, patrocinato dal SAB, al fine del riesame della valutazione a tre punti invece di due dei corsi di perfezionamento universitari nella ...
Rete per l'amnistia - 30-07-2006
Promosso da Oreste Scalzone, Paolo Persichetti e altri

L'Ottocento e il Novecento sono stati secoli di amnistie che hanno seguito, in modo spesso contraddittorio e parziale, rivolgimenti e traumatismi civili e politici. L'Italia post-unitaria è ...
Vincenzo Andraous - 28-07-2006
Ci sono guerre dimenticate, alcune sottilmente retrocesse, altre spettacolarmente pubblicizzate.
Guerre appena fuori l'uscio, ma lontane dalle nostre tavole ben imbandite di sapori e di colori vivaci.
Eppure c'è un'altra guerra con la residenza a ...
Ilaria Ricciotti - 27-07-2006
In questi giorni di fortissima calura, gli animi e le menti di molti di noi sono stravolte non solo dall'afa, ma anche da ciò che sta caratterizando la torrida estate 2006.

In primis la guerra.

Ancora bombe, ancora stragi, ancora sangue, ...
Lucio Garofalo - 26-07-2006
"La religione è l'oppio dei popoli", asseriva Karl Marx; "la religione è l'acquavite dello spirito", incalzava un certo Lenin... E oggi?

Oggi la religione esprime un significato marginale e secondario, almeno per le masse che vivono nelle società secolarizzate dell'occidente, fatta eccezione per alcune esigue minoranze.

Nonostante l'offensiva scagliata dai teocons, malgrado il vento di restaurazione teologica e politico-ideologica che soffia dagli Stati Uniti di Bush e che ha trovato nel pontefice tedesco e nel cardinale Ruini i due massimi rappresentanti all'interno delle gerarchie vaticane, nonostante ciò la religione (nella fattispecie quella cattolica apostolica romana) è destinata a diventare un punto di riferimento sempre più blando ed esteriore, almeno rispetto al passato. Oggi la religione non rappresenta più "l'oppio dei popoli", ma lo è solo per alcune ristrette frange integraliste, ultraconservatrici ed ultratradizionaliste presenti negli stati occidentali e per quei settori oltranzisti e fondamentalisti dei paesi islamici.

Ormai la religione non occupa più il posto centrale, non ha più l'importanza ossessiva e dominante che ricopriva nell'esistenza degli uomini delle epoche trascorse, anche in Europa. Oggi quel valore prioritario, pervasivo, onnipresente che la religione esprimeva in passato, sembra essere assunto dal calcio, che è appunto il vero "surrogato" della religione, è il nuovo "oppio dei popoli". Se qualcuno nutrisse qualche dubbio in merito, credo che le recenti manifestazioni di follia collettiva a cui abbiamo assistito durante i campionati mondiali disputatisi in Germania e soprattutto dopo la finale vinta dagli "azzurri", abbiano rimosso e sgombrato il campo (non di calcio) da qualsiasi dubbio e perplessità.

Allo stesso modo in cui in passato le divinità religiose simboleggiavano i valori supremi dell'esistenza umana, oggi il calcio costituisce un totem assolutamente sacro ed inviolabile per vaste moltitudini di persone, evidentemente espropriate di autentici valori umani, estetici e spirituali. Il calcio è diventato il culto pagano per antonomasia della nostra epoca senza più culti, senza più divinità, senza più idoli, senza più riferimenti culturali o principi etico-morali, senza più passioni spirituali, artistiche o politiche che siano in grado di accendere ed impreziosire la vita terrena degli individui, strozzati da una brutale alienazione socio-economica. In tal senso il calcio è diventato una vera e propria valvola di sfogo, una via di scampo e di evasione dal soffocante grigiore del vivere quotidiano. Esso è una sorta di acquavite spirituale in cui le masse annegano le angosce e le inquietudini, le frustrazioni e i dolori che le affliggono, così come un tempo si faceva ricorso alla religione.

I calciatori sono dunque i nuovi eroi, i moderni gladiatori, i miti incarnati del nostro tempo, le divinità terrene oggetto di un culto pagano secolarizzato, sono la vera metafora dei guerrieri e dei cavalieri medievali: belli, onesti, forti e coraggiosi, temuti e rispettati, ricchi e potenti, senza macchia e senza paura. Ma, per l'appunto, si tratta di una mitologia estetizzante e falsa.

Infatti, come in passato (e ancor oggi) si combattevano (e si combattono) sanguinose guerre di religione, così oggi si combattono negli stadi di calcio veri e propri conflitti bellici sublimati, a tal punto che il calcio viene definito, a ragione, come una "metafora della guerra". Non a caso il gergo calcistico, il lessico abitualmente usato dai telecronisti specializzati, dagli addetti ai lavori e dai semplici e comuni tifosi di calcio, rievocano e scimmiottano lo stile tipico del vocabolario guerresco. Volete alcuni esempi? Eccoli: si dice "cannonata" per indicare un forte tiro in porta; "bomba" con analogo significato; "bomber" per definire un forte attaccante; "attacco" e "difesa", eccetera eccetera. Credo che gli esempi menzionati bastino allo scopo.

Non è un caso, infine, che la retorica usata dopo il "trionfo berlinese" per celebrare l'apoteosi nazional-popolare del Circo Massimo, sia da parte della carta stampata e dei vari mass-media, sia da parte dei numerosi politici nostrani che ne hanno approfittato per mettersi in mostra e speculare sull'evento (non più solo e semplicemente di natura sportiva), è una retorica di chiaro stampo sciovinista, militarista e populista....

Fillis - 23-07-2006
Questa pubblicità è andata in onda una sola volta. Poi il Governo americano l'ha censurata. Grazie a Internet può essere diffusa. Per via della solidarietà. Buona estate.



...accendi le casse, clikka sull'immagine, attendi un attimo, unzippa, ...
Bruno - 22-07-2006
Da una conversazione tra amici, nel caldo di una sera estiva, di quelle in cui ci si ritrova a fare bilanci...(frg)

Mio figlio è stato promosso alla maturità.
Bella forza, direbbe qualcuno, non è stato bocciato nessuno, basta leggere i ...
Giuseppe Limone - 21-07-2006
Ad Alessandra Ricciardi di "ItaliaOggi", con viva cordialità

Napoli, 8.7.2006



Oggi la Scuola, di ogni ordine e grado, fino al livello universitario e post-universitario, è diventata, anche per una paradossale congiura bipartisan fra le forze politiche, un'urgenza nazionale. E' necessario, pertanto, che qualcuno abbia il coraggio di dire alcune cose scomode e inattuali.
Occorre, per essere adeguati veramente alle sfide, riuscire a far propria una vera epistemologia della complessità, pensata in modo rigoroso (si guardi, per un puro riferimento, agli scritti di Edgar Morin): un'epistemologia capace di muoversi oltre alcuni cronici vizi: il provincialismo dell'antiprovincialismo, la separazione fra i saperi e l'inconsapevolezza delle radici.
Non occorre ricordare quello che già Elio Vittorini una volta sottolineava, ossia che la cultura vera deve riuscire a superare la vecchia contrapposizione fra saperi ('umanistici' e 'scientifici') per avviarsi a una nuova articolazione, capace di realizzare un autentico salto di qualità. Ma quello che certamente Vittorini non intendeva dire, era che i saperi 'umanistici' dovessero essere accantonati per privilegiare i saperi 'scientifici'. Esistono, oggi, insieme col sapere tecnoscientifico, scienze epistemologiche e scienze dei valori. Chi se ne accorge? Eppure, una tale robusta verità dovrebbe essere lampante, sol che si riuscisse a guardare con intelligenza a due precise vicende: si pensi, da un lato, all'emergere incontenibile di discipline etico-valoriali e filosofico-epistemologiche dal seno stesso del sapere tecnico-scientifico, che ne avverte il bisogno per un'imperiosa necessità endogena (si pensi, solo per un esempio, ai saperi bioetici, alle discipline epistemologiche, ai nuovi saperi trans-disciplinari ben più che 'interdisciplinari', ai nuovi bisogni epistemologici di reciproche contaminazioni fra scienze), e si pensi, dall'altro lato, al moltiplicarsi di fatti sociali inquietanti che indicano non tanto la 'crisi di valori', ma la crisi nella domanda di valori.
La scuola sembra oggi sottoposta a un quadruplice paradossale assedio: da parte del sistema massmediatico, da parte del sistema tecnico-economico, da parte del sistema burocratico (quanto tempo inutile viene sottratto in carte al tempo della formazione e della ricerca!), da parte del sistema politico. Occorre saper reagire con intelligenza a questa sfida. Sfida che deve essere raccolta soprattutto da un altro attore, quello della società civile pensante, che deve restare il vero alimento - ma indipendente - del sistema dei partiti.
Oggi assistiamo quasi rassegnati al grave scadimento culturale in cui versano i giovani che arrivano all'università. Ciò, mentre i loro docenti sembrano di fatto destinati a una strana simbiosi fra l'autodisistima e la rassegnazione, oltre che a un accelerato burn-out. Tutto ciò non è una sciagura meteorologica. La scuola non può essere trasformata in una 'macchina di servizi': essa è un centro di formazione, di inculturazione, di educazione, destinata a rigenerare in ognuno le condizioni culturali e simboliche in cui la società è storicamente pervenuta. La presenza e invadenza del sistema massmediatico non può e non deve intimidire la scuola, né metterla sulla difensiva, ma farla partire per un più serrato confronto con esso - e al suo livello. Ma una tale scuola può agire a tale livello solo se ha le risorse adeguate per farlo (un personale altamente motivato e mezzi congrui).
La scuola, trascurata, è una bomba all'orologeria, i cui danni, devastanti, esplodono a distanza di tempo. Sicchè può ben dirsi che qualsiasi potere politico, per quanto concerne la scuola, riesce di fatto a operare in una situazione di sostanziale irresponsabilità.
Occorre, a tal fine, snidare - oggi - alcuni pericolosi equivoci, insidiosamente nascosti anche nel lessico della classe dirigente. Vediamone alcuni.
Si dice che investire nel sapere scientifico è importante perché è investire nella capacità d'innovazione del sistema e nella sua crescita (economica). Si gioca, in realtà, sul significato multiplo di 'sapere' e di 'società civile'. Dimenticando di dire che il 'sapere' è importante non solo perché, in quanto sapere tecnico-scientifico, serve a far crescere il sistema economico, incrementandone il PIL, ma anche, e forse soprattutto, perché, in quanto sapere valoriale ed epistemologico, dà strumenti critico-filosofici di fondo per orientare e dirigere la società degli uomini, le sue scienze e le sue scelte. Una scuola non deve generare solo operatori per la produzione, ma persone che pensano. La scuola non deve dare solo la competenza sui significati, ma l'educazione alla ricerca del senso. E non si parla di questo o di quel tipo di scuola, ma di qualsiasi scuola. E' la complessità della società contemporanea che l'impone. Se la scuola, con i suoi curricula concreti, non dà gli strumenti per pensare, avrà fallito il suo fine. Gli specialismi maturi non possono non mirare a una nuova frontiera, fatta di una rottura orizzontale e verticale. Rottura orizzontale, perché i saperi si aprono a nuovi nessi, che ritrasformano i saperi stessi di partenza. Rottura verticale, perché i saperi si aprono a nuove consapevolezze di orizzonte e di senso: metodologiche, epistemologiche e valoriali. Uno sfondamento orizzontale e uno sfondamento verticale che spalancano un nuovo modo di pensare - uno sguardo più profondo e più alto. Che non è più un lusso, ma una necessità.
Oserò dire, in un tale contesto, di più: la scuola deve essere una funzione e un 'potere' della Repubblica e non un 'servizio'; e - perciò - è lo Stato che deve essere al servizio della scuola e non la scuola dello Stato. Perché la scuola è un grande strumento della società civile e della sua necessità di generare uomini civili.
La scuola, insieme con un certo sistema massmediatico, sta diventando, invece, un paradossale modo per investire nell'incultura. Perché produrre silenziosamente 'incultura' è far crescere una rendita preziosa, con la quale si potrà, prima o poi, con un sol tratto di penna, cancellare ogni democrazia, o renderla un simulacro. Chi investe nell'incultura, oggi, lavora, senza lasciar tracce, per la tirannia.
Ci sono, nel nostro tempo, alcune tendenze che vanno identificate e tarate. Occorre, ad esempio, contrastare criticamente e con forza, una certa retorica dei numeri pensati come misuratori neutri. Si rende necessaria, in proposito, una critica epistemologica del 'numerare', che sappia epistemologicamente contrastare quella che forse Vico avrebbe denominato, a suo modo, la 'boria dei numeri'. L'enfasi acritica consegnata al 'sistema dei crediti' ne è un'ottima spia. Si misura tutto (anche le pagine ...) presupponendo che la misura sia oggettiva e neutra, laddove può essere angolata e faziosa, se non sviante. Non solo. Altra cosa da contrastare con forza è l'enfasi acritica attribuita a un'informatica pensata solo in senso dirigista (si dà di fatto mano libera a elaboratori di software centrali che diventano i veri sovrani)....

Corrado Mauceri - 20-07-2006
La giustizia amministrativa e la trasparenza della P.A. precluse ai non abbienti


Può sembrare inverosimile, ma purtroppo è la realtà; il decreto Bersani, oltre a prevedere la liberalizzazione dell'attività forense con tutti i rischi che sono ...
Giuseppe Aragno - 20-07-2006
A dar retta ai sondaggi del "Corriere della Sera", notoriamente vicino ai fondamentalisti islamici e tradizionalmente schierato coi terroristi dell'immortale Bin Laden, il 61% degli italiani sarebbe favorevole all'immediato ritiro delle nostre truppe ...
Redazione - 18-07-2006
E allora brindiamo, "rubando" a Reginaldo Palermo la sintesi dell'accordo su tutor e anticipi e a Francesco Mele il commento che prudenza suggerisce

Tutor e anticipi: vicenda conclusa
di R.P.

Chiusa la trattativa sull'art. 43. Disapplicate ...
Tuttoscuola Focus - 17-07-2006
La notizia sarebbe da "breve di cronaca", ma l'intreccio richiede una miglior attenzione. A quello che succede nella scuola, perchè di questo si tratta, e, più in generale, al senso dell'agire politico e sindacale. Il tutor stenta a passare, perchè ...
Maristella Curreli - 16-07-2006
Avere è di destra, sapere di sinistra. Parafrasando Celentano, la diversa attenzione per chi ha e chi sa dovrebbe misurare la distanza tra destra e sinistra. Tra privilegi da difendere e conoscenza da conquistare. Un governo che non pesca risorse in ...
Francesco Mele - 16-07-2006
Il Grande Bepy non risparmia gli effetti speciali ...

Non perché il Ministro abbia voluto farlo sapere alla nazione, ma abbiamo scoperto come vuol fare per modificare le tanto deprecate Indicazioni Nazionali in modo da renderle coerenti con una ...
Pasquale Almirante - 16-07-2006
"Questi muri parlano di noi. Ogni scritto, ogni singola parola fa parte dei nostri cuori. Ecco, anch'io voglio aprire il mio cuore, dire i miei sentimenti e l'unica cosa che ora penso sei tu". Sebbene questa frase abbia un sottile vena sentimentale, ...
Giuseppe Aragno - 15-07-2006
Con un lampo di tristezza che ci attraversò il petto, Pina uscì dalla mia vita come c'era entrata: per caso. Se ci penso però, nessuno mi toglie dalla testa che spesso la sorte non ha scampo e ci conduce là dove porta la via del tempo che abbiamo ...
Gianni Mereghetti - 14-07-2006
Carissimo ministro ,
ho letto che l'8 agosto presenterà al Consiglio dei ministri la sua proposta di riforma dell'esame di stato. Non so in che cosa consista questa proposta, ma dalle indiscrezioni sembrerebbe ...
Giuseppe Aragno - 13-07-2006
Quella che segue è una bella analisi politica. Non è di ieri, risale ai primi di giugno, ma le parole sono misurate, i toni pacati, acute le valutazioni. Per quanto mi riguarda condivido il rammarico per il destino del paese balcanico e il dispiacere ...
Gemma Gentile - 12-07-2006
Ha prorogato la legge 53/03 invece di abrogarla, ci ha presi in giro con la strategia del cacciavite, ci ha offeso quando abbiamo chiesto dialogo, ha ascoltato le richieste di banchieri ed imprenditori dell'Associazione Treelle prima dei sindacati: ...
Vittorio Delmoro - 11-07-2006
Ore 19 di domenica 9 luglio.

Nel giro di pochi minuti la spiaggia su cui trascorro le vacanze si svuota; eppure c'è ancora un bel sole, l'aria è gradevole, il mare calmo.

Sui dieci chilometri di litorale che amo percorre in leggero footing ogni ...
Gianfranco Pignatelli - 10-07-2006
La parcheggerei proprio lì, davanti a palazzo Chigi. Con i 120.000 precari colmerei di cattedre il Circo Massimo per - come cantava Iannacci - vedere l'effetto che fa. Sì, perché l'effetto dell'antico circo colmo di taxi bianchi c'è stato: titoli a ...
Coordinamento Veneziano - 10-07-2006
QUESTA LA LETTERA...

Alla Vice Ministro della Pubblica Istruzione Mariangela Bastico

Documento consegnato in occasione del suo intervento alla festa dell'Unità di Dolo (VE) sabato 8 luglio '06

Come genitori e insegnanti, facenti parte di ...
Francesco Mele - 09-07-2006
Io penso che occorrerà fare una grande opera di controinformazione per svelare ai più che non bastano le encomiabili dichiarazioni di principio (anche molte della Moratti lo erano) per qualificare l'operato di un governo, ma che è sulle azioni che ...
Clara Bianchi - 08-07-2006
Il decreto 59 sul primo ciclo non verrà toccato dal governo dell'Unione

Le cose non esistono se non vengono "nominate"; sono destinate all'oblio.

Ho letto e riletto con attenzione l'intervento del Ministro per trovare vie d'uscita alla situazione pazzesca in cui si trova in particolare il Tempo Pieno nella scuola elementare.
Motivi di speranza, appigli possibili. Nulla.
Non ho trovato una sola parola che possa dare fiducia a insegnanti e genitori che negli ultimi anni si sono battuti per difendere condizioni di benessere per adulti, bambini e bambine nella scuola elementare di tante aree del Paese.

Ho trovato parole generiche: si è critici nei confronti dello "spacchettamento" del monte ore nella somma delle attività diverse. Si è insomma critici nei confronti della separatezza tra tempo curricolare, tempo opzionale e facoltativo, tempo della mensa e del gioco.

Come si concretizza la posizione critica? Qual è la proposta alternativa?
La soluzione prospettata è: Nel "ripristinare le condizioni" che permettono alle singole scuole di chiedere organici necessari.

Pazzesco! Tutto qui? Dopo tutte le promesse fatte, la montagna ha partorito questo topolino?

La legge Moratti ha deciso di cancellare il tempo pieno nei fatti e quindi ha scelto di non nominarlo; ha stravolto l'unico spezzone di scuola italiana che ha prodotto eccellenza ed equità.
Il governo Prodi sceglie di continuare a non riconoscere il modello didattico del Tempo Pieno decidendo di non cancellare il decreto 59, che non lo cita, e sceglie di affidare la sua sopravvivenza alla richiesta del doppio organico da parte delle scuole di anno in anno.

Il Ministro infatti due righe dopo scrive: " Sulle caratteristiche del modello didattico, così come sulla strutturazione dei curricoli, l'impegno ad evitare qualsiasi forzatura statalista e dirigista è totale."

Ecco rispuntare la salvifica "Autonomia scolastica" che in molte realtà negli ultimi anni si è dimostrata essere in sostanza questo: "Tu fai pure le pensate che ritieni migliori nella tua situazione, ma ricordati che le risorse disponibili sono poche. Punto. Quindi arrangiati con quello che c'è. E nella scuola le risorse sono e saranno sempre meno. La "manovrina" è lì a testimoniarlo."

In definitiva e per farla breve, io capisco, e vorrei proprio sbagliarmi, che il tempo pieno non ci sarà più; non sarà più nominato in alcun atto legislativo.
Ogni anno subirà il ricatto delle disponibilità economiche; le due insegnanti sulla classe non saranno garantite, le ore di compresenza pure, esattamente come negli ultimi anni.

Questa scelta, mascherata da libertà delle autonomie scolastiche, è adeguata al piano di "risparmio" sui costi della scuola.

Ogni anno la possibilità di realizzare un buon tempo pieno, misterioso oggetto uscito dal testo legislativo, andrà riverificata, riconquistata.

Si spera che in definitiva il logoramento a cui sono sottoposte le scuole e le persone che lo difendono davvero lo faccia dimenticare?

Ci rivediamo a settembre.

Per una migliore documentazione, riporto qui sotto
1) la parte riguardante la scuola "primaria" contenuta nell'intervento del Ministro Fioroni
2) l'articolo 7 del decreto n° 59 del 19/02/2004

Milano 8 luglio 2006
Clara Bianchi
maestra elementare scuola a Tempo Pieno di Milano

Miha - 07-07-2006
Dopo le irritanti dichiarazioni di Padoa Schioppa sui tagli agli organici e della Bastico sulle Indicazioni nazionali mi è tornata in mente l'aria furbetta e sardonica con la quale Lucrezia Stellacci, una che la vice-ministo la conosceva bene, ...
Pino Scaccia - 06-07-2006
Secondo i magistrati milanesi che indagano sulla vicenda dell'Imam Abu Omar, il vicedirettore di "Libero", Renato Farina, sarebbe stata una fonte organica del Sismi, per cui era incaricato di raccogliere informazioni. Farina avrebbe avuto anche un ...
Bruna Sferra - 05-07-2006
30 giugno 2006, caldo torrido. Nella mia scuola undici docenti neoassunti saranno sottoposti ad un colloquio che concluderà il loro anno di formazione. La loro età anagrafica va dai 37 ai 61 anni e la loro carriera scolastica consta di almeno 12 anni ...
Forum insegnanti - 04-07-2006
Pubblichiamo di seguito la risposta dell' On. Tranfaglia alla lettera aperta del Forum insegnantiCari amici io sono con voi e mi batterò in parlamento perché assumano più precari e buttino a mare la legge Moratti. Spero di non restare solo ma lo farò ...
Claudia Fanti - 03-07-2006
Avete presente quella poesia di Garcia Lorca?
"Escono allegri i bambini da scuola..."

Ecco, in quel primo verso, c'è la magia che ha colorato la fine dell' anno scolastico 2005/2006!

In quelle file alquanto sgangherate di alunni e alunne, tra ...
Gemma Gentile - 01-07-2006
Pensieri senza traccia di un'insegnante nella calda estate del 2006


Non è scontato che la valanga di No al Referendum riescano a salvare la nostra Costituzione.
Il problema è che la Carta del '48 già è stata più volte colpita, per cui ha ...
Giuseppe Aragno - 01-07-2006
Una napoletana raccontò la guerra civile dalla radio della Spagna libera

Se la memoria non m'inganna, è stato Paul Ricoeur - non a caso un filosofo - a riflettere sull'intima relazione che corre tra "tempo" e narrazione e ad aprire con gli ...
galassia scuola
Spazio aperto alle riflessioni e alle opinioni personali su quanto avviene nella scuola in generale, nella nostra scuola in particolare, nelle piazze e nei palazzi in cui la scuola è all’ordine del giorno. Insegnanti, ma anche studenti, operatori, genitori … possono dar vita a un confronto su tematiche attuali, a patto che la discussione sia corretta.
Astenersi anonimi e perditempo!
La Redazione
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