Anno scolastico 2011-2012 - mese di marzo
Gian Paolo Trevisani - 30-03-2012
A proposito di credibilità, a proposito di articolo 18, a proposito di riforma del lavoro, a proposito delle intenzioni di voler garantire un futuro migliore alle nuove generazioni ho trovato la circolare n. 9 del 18 marzo 2004 con la quale il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali sosteneva che le modifiche introdotte dal decreto legislativo n. 276 del 10 settembre 2003 (riforma Biagi) "sono volte a favorire il ricorso a questa tipologia contrattuale, che in tutti i Paesi europei ha dimostrato di fornire occasione di lavoro di qualità rispetto a prestazioni flessibile o atipiche prive di tutele adeguate per i lavoratori, soprattutto per le fasce deboli altrimenti escluse dal mercato del lavoro (donne, giovani in cerca di prima occupazione e anziani).
Maria Rosaria Marella - 28-03-2012
La questione "valutazione" mi mette a disagio. Mi turba la convinzione che le classifiche di atenei e facoltà che ogni santo luglio ci vengono propinate da Repubblica, Sole 24ore, ecc. utilizzano parametri che chi fa l'università mai eleggerebbe a indicatori di qualità. Mi angoscia la consapevolezza che l'operazione di mistificazione che la retorica del merito mette in atto resta immune ad ogni tentativo di "controinformazione". La lettura di documenti come quello dell'ANVUR, dedicato a «Criteri e parametri di valutazione dei candidati e dei commissari dell'abilitazione scientifica nazionale», così pieno di competizione, internazionalizzazione, capacità di attrarre fondi esterni - concetti vuoti, manipolabili, ovvero del tutto estranei all'idea di ricerca che in molti condividiamo, crea in me un senso di profondo disorientamento.
Severo Laleo - 26-03-2012
Leggiamo insieme le ultime notizie sul fronte del "dialogo" (si fa per dire!) a distanza tra le forze politiche e sociali.
La Ministra Fornero puntualizza con disumile piglio professorale: "Sull'articolo 18 il governo non cederà", e il Premier Monti, citando per l'occasione - guarda caso - Andreotti, sfodera, già novello andreottiano, con più umile piglio: "Se il Paese non è pronto, il governo potrebbe anche non restare ... ma finora l'Italia si è mostrata più pronta del previsto".
E' una maledizione, questo Paese non cambierà mai!
Pasquale Piergiovanni - 24-03-2012
Per quanto possa apparire paradossale - detto da un libertario - le iniziative del duo Monti/Fornero messe in campo in ambito sociale hanno l'indubbio merito di fare chiarezza e di evidenziare quello che anni di "concertazione" - in cui non si capiva chi fosse il governante e chi fosse il governato - avevano sopito e "annacquato" nella coscienza e nella memoria collettiva: l'esistenza del conflitto sociale. Ovvero l'insanabile conflitto che, da sempre, contrappone gli sfruttati agli sfruttatori. I servi dai padroni. Un conflitto che si attenuerà solo quando uno dei due - storici - contendenti della dinamica sociale avrà definitivamente prevalso.
Gennaro Tedesco - 24-03-2012
Per Croce il periodo che va dai primi del'9OO agli albori della prima guerra mondiale rappresenta il migliore della storia d'Italia e l'artefice, meglio il demiurgo, di questa "prosperità" è Giovanni Giolitti.
Ma nel vedere solo le"luci" dell'età giolittiana, poi, Croce non può spiegarsi gli avvenimenti successivi, il fascismo, che giudica come un male nel corpo sano della nazione. Ma naturalmente le ombre che Croce non vuole o non può scoprire nel periodo giolittiano, altri storici hanno "scoperto" al suo posto: Gramsci, Candeloro, Carocci. Ma guardiamo più da vicino la politica giolittiana.
Andrea Tornago - 24-03-2012
Dallo Speciale brace brace brace

Ex cava Piccinelli - San Polo - Brescia

La testimonianza di un ragazzo di San Polo: "Non potevamo sapere, non è segnalata"

Il servizio è andato in onda venerdì 23 marzo su Radio Popolare nella trasmissione ...
Giuseppe Aragno - 22-03-2012
Di "estremismo liberista" e dell'illusione del governo "tecnico", scrive con accenti ormai preoccupati Lelio Demichelis, a proposito di Monti, ricordando "la grande differenza che c'è tra politiche liberiste e liberali". E non è certo un caso isolato. "Abbiamo sentito con fastidio e anche con rabbia le ultime parole del Presidente Napolitano sulla trattativa sindacale sull'articolo 18", scrive a sua volta Cremaschi su Micromega, ricordando a Napolitano che l'Italia non è una monarchia. In quanto a Matteo Pucciarelli, pacato nella forma, rischia il vilipendio nella sostanza e trova l'animo di dirlo: "Il Presidente del Consiglio è Giorgio Napolitano" e fa apertamente cenno a una "tecnica del colpo di Stato".
Salvatore Nocera - 22-03-2012
Un recente articolo della Stampa di Torino sta diffondendo una notizia che crea disorientamento anche negli organi locali del Ministero dell'Istruzione: Alcune AASSLL pretendono siano applicate alle certificazione di disabilità ai fini dell'integrazione scolastica le recenti norme sull'accertamento medico-legale dell'invalidità civile.
Il fatto è questo il decretolegge n. 78 del 2009, convertito dalla l.n. 102/09, all'art 20 ha previsto due nuove norme per l'accertamento dell'invalidità civile e cioè ha pevisto che le commissioni medicolegali siano integrate da un medico dell'INPS ed inoltre ha introdotto una procedura telematica con la quale il medico di famiglia richiede all'INPS un codice, col quale l'interessato, sempre on line chiede all'INPS la fissazione della visita.
Maurizio Tiriticco - 22-03-2012
Alcuni amici mi fanno osservare che nel mio ultimo "Ipotesi di riordino del sistema di istruzione", quando ipotizzo dopo il conseguimento dell'obbligo di istruzione un percorso di "istruzione letteraria", di fatto intenderei liquidare il liceo classico, proprio quel percorso di studi che, nel marasma degli impasticciati riordini degli ultimi decenni, bene o male sarebbe riuscito a conservare una sua identità e valenza culturale. E sostengono anche che non è proprio un caso che gli studenti migliori scelgono tale tipo di studi e che i migliori ingegneri hanno avuto una formazione classica. Constato che i luoghi comuni a proposito del liceo classico abbondano da anni e non voglio discuterli, anche se sono duri a morire e anche se si continua a pensare che solo il classico apra le menti, insegni a ragionare, offra una vera e solida cultura e via dicendo.
Enrico Maranzana - 21-03-2012
L'autogoverno è l'obiettivo dichiarato del DDL Aprea: l'esatta e circostanziata definizione dell'ambito in cui sorge il problema é la necessaria premessa alla ricerca dell'itinerario risolutivo.
Come il governo di una nave richiede la conoscenza delle correnti marine, dei venti, della rotta, della velatura e il possesso di una bussola e di un timone ben funzionante .. così quello della scuola implica l'identificazione delle caratteristiche dell'ambiente socioeconomico - culturale in cui è immersa, la specificazione dei caratteri del traguardo, l'ideazione di una struttura organizzativa, adeguata alla tipologia e alla dimensione del problema, assetto da equipaggiare con meccanismi di autoregolazione. Si tratta di introdurre procedimenti di controllo che capitalizzino le informazioni contenute negli scostamenti obiettivi -
risultati: il feed-back.
Graziella Priulla - 20-03-2012
Si parla ossessivamente dello spread finanziario, ma ce n'è un altro molto più insidioso, di cui invece si parla pochissimo: lo spread culturale. Il ristagno produttivo italiano, che dura dagli anni Novanta insieme alla scarsa capacità d'innovazione, è frutto anche del limitato bagaglio culturale della popolazione. Dalle indagini comparative emerge un dato d'insieme di cui nessuno parla volentieri: solo una parte minoritaria degli italiani ha strumenti sufficienti per orientarsi nella complessità di una società moderna. In Italia c'è ancora (constata Tullio De Mauro) un 66% di persone con insufficiente alfabetizzazione, mentre in Svezia sono al di sotto del 30%: in cifre assolute si tratta di più di trentadue milioni di persone.
Goffredo Fofi - 19-03-2012
A 88 anni Adele Corradi, un'insegnante che fu stretta collaboratrice a Barbiana di don Lorenzo Milani nei suoi ultimi anni di vita (dal 1963, quando aveva 39 anni) ha scritto delle memorie, brani lunghi o brevi che evocano una vicenda molto nota, perché su don Milani si è scritto moltissimo, in chiave agiografica e talvolta, molto quando era in vita, denigratoria.
La Corradi ha voluto essere assolutamente sincera, ha voluto dare di don Lorenzo l'immagine il più possibile rispondente al vero, e occorre subito dire che è riuscita a farlo: il don Milani che narra, quello che lei ha conosciuto, è, con quello delle lettere, il don Milani che resterà; con la sua grandezza e con le sue contraddizioni ma modello di un rigore di cui pochi italiani sono stati capaci e di cui, negli ultimi decenni, anche in ambiente religioso e in ambiente scolastico, sembra essersi perduto, speriamo transitoriamente, il seme.
Gennaro Tedesco - 17-03-2012
Si intende produrre e portare avanti un modello possibile e alternativo del mondo antico e mediterraneo alla luce di una didattica dialettica della Storia interdisciplinare al centro della quale venga posto il ruolo protagonistico e attivistico degli allievi nelle scuole secondarie di secondo grado . La società del mondo antico viene rivisitata con gli occhi del problematico presente degli allievi e dei docenti in un continuo flusso e riflusso tra il passato e il presente . Strategie mediterranee , classi sociali , ideologie , tecnologie , economia , politica e letteratura al servizio di una didattica ermeneutica , problematica e transazionale .
Enrico Maranzana - 17-03-2012
Il concetto di competenza è stato introdotto nell'ordinamento scolastico da molti decenni ma, solo in questi ultimi tempi, ha assunto rilevanza e centralità. Il fatto che sia stata necessaria una sollecitazione dell'Europa per innescare questo cambiamento di prospettiva è carico di significato.
L'innovazione ha generato un acceso dibattito che si è concentrato sulla ricerca di analogie, differenze, conflitti tra una scuola orientata alle conoscenze e un'altra che mira alla promozione di competenze.
Questo scritto vuole illuminare le ragioni che hanno impedito l'univoca interpretazione del termine "competenza".
Giuseppe Aragno - 16-03-2012
"Paccata". Così si esprime, equivoca e ringhiosa, la gentildonna ricca di milioni e titoli accademici, chiamata al Ministero del lavoro perché, a dar retta ai numerosi sponsor, dal Quirinale in giù, fino ai ben pasciuti custodi dei Palazzi romani, è il meglio che passa il convento. "Orate fratres", verrebbe da chiosare sorridendo, se la farsa non fosse già tragedia.
"Paccata" non è un lapsus freudiano, non sta per "vaccata" come, al di là della forma, apertamente suggerisce la sostanza. Nel dizionario la parola non c'è e non ha radice anglosassone - l'inglese pack indicava in origine una balla di lana - non viene da pacco, sostantivo maschile che indica uno o più oggetti avvolti in carta, tela o quant'altro legata e sigillata., non nasce da pacca, che è un colpo amichevole, non si rifa, per estensione, alla sberla, perché altrimenti assai più chiaro sarebbe stato "sberlata".
Cosimo De Nitto - 15-03-2012
La povertà linguistica, di cui la scrittura è solo parte, non è un fenomeno che trova soluzione nella lamentazione del tipo: non ci sono più i giovani di una volta, non si scrive più la lingua di una volta, i giovani non sanno più scrivere, i giovani non sanno più parlare, i giovani non sanno più pensare ecc., basta riflettere su quanto siano in aumento fenomeni come la disgrafia, disortografia, dislalia, discalculia ecc. che oggi sono studiati come vere e proprie patologie.
Il problema è molto complesso, difficile e la via per prenderlo in carico e cercare di risolverlo è quella, per esempio, che persegue il Giscel con il suo prossimo Convegno nazionale a Reggio Emilia il 12-14 aprile prossimo che ha per tema "L'italiano per capire e per studiare: educazione linguistica e oltre".
Cesp Bologna - 14-03-2012
Per la promozione di una relazione didattica rispettosa della sensibilità dei bambini e delle bambine, per una valutazione plurale, creativa e multiforme che valorizzi le potenzialità e non schiacci sulle capacità, che sia stimolo alla crescita e non educazione alla competitività.
Dal convegno di Bologna sulla Didattica Resistente/Resiliente parte l'invito a maestre e maestri a liberarsi dei voti, almeno nella pratica didattica del mese di aprile.
Maurizio Tiriticco - 13-03-2012
non voglio dire affatto che il declino del liceo mi faccia piacere tout court! Io sono per gli studi classici, ma sono per un loro assoluto ridimensionamento, per una loro diversa connotazione e collocazione. Finora lo studente che si iscrive al liceo, di fatto "viene iscritto", indipendentemente da una sua precisa volontà. Pesano la tradizione e il costume che vogliono che il figlio dell'operatore intellettuale - chiamiamolo così - o del borghese più o meno illuminato o arricchito che sia, vada dritto agli studi liceali indipendentemente da una sua precisa vocazione. Anche perché si dice che gli studi liceali "aprono le menti", "formano" o altre amenità di questo tipo. Non è così: gli studi tecnici non sono affatto meno severi e meno formativi di quelli liceali, anche perché l'avanzare delle ricerche ha conferito a una formazione tecnica input qualitativi per nulla inferiori rispetto a quelli della migliore tradizione classica. La svolta che si sta profilando in materia di scelte post-scuola media da un lato rafforzerà lo spessore degli studi tecnici e contribuirà ad una seria modifica dei curricoli liceali.
Claudia Fanti - 12-03-2012
L'amministratore e i suoi funzionari possono stravolgere ogni possibilità di miglioramento annichilendo, bloccando sul nascere e a volte a un passo dal traguardo qualsivoglia atto pedagogico agito in basso e questo accade con una ricorsività che lascia senza fiato, perciò l'azione del salvataggio spetta a noi. Noi possiamo neutralizzare le assurdità ricorrenti con la nostra visione pedagogica, con i nostri pensieri in situazione. Ma dobbiamo avere il coraggio, la passione, la caparbia convinzione che noi valiamo e che ciò che sosteniamo nell'esercizio della nostra professione è da difendere con ogni mezzo. Prendiamo l'iniziativa de "L'urlo della scuola" del prossimo 23 marzo. E' un bellissimo modo di mettere le orecchie a chi non vuol sentire. Auguro a tutti noi e al Paese che la giornata sia un successo, ma anche se non lo fosse (e mi dispiacerebbe alquanto!), credo che il fatto che tanti docenti, genitori, studenti, ricercatori abbiano lavorato insieme, riflettuto, scritto, comunicato all'esterno, sia un valore del quale essere fieri.
Giuseppe Aragno - 10-03-2012
Ci sono iniziative di lotta per la scuola e circolano inviti a riunioni che intendono far sentire "l'urlo della scuola". Non urleremo più forte della Val di Susa, temo, ma va bene, sì, riuniamoci e parliamo. Da tempo appare evidente che la "scuola militante", debole e isolata, non riuscirà mai a modificare da sola la sua terribile condizione in un contesto di sconfitta generalizzata della democrazia, ma non c'è che fare: viva la scuola e pazienza se il resto va alla malora. Chi in questa scelta scorge i sintomi d'un male pernicioso, nuota controcorrente. C'è un che di non detto in questi giorni amari, un equivoco di fondo che ha mille ragioni d'essere, ma rischia di condurci all'ultimo atto di un tragedia annunciata.
Saverio Laleo - 10-03-2012
Il Ministro Andrea Riccardi, per unanime opinione, persona mite e di grande disponibilità al dialogo, con meraviglia di tutti, e sua anche, ha, in un momento di contrarietà, usato la parola "schifo" per definire, a suo giudizio, un certo modo di far politica.
Il suo riferimento era alla decisione/comportamento del segretario del Pdl di far saltare, con la sua assenza, il vertice di maggioranza a Palazzo Chigi.
"Vogliono solo strumentalizzare. E' la cosa - ha detto colloquialmente il ministro - che più mi fa schifo della politica".
Cosimo Scarinzi - 09-03-2012
Sembra che, per quanto riguarda la politica scolastica e non solo, l'attuale governo intenda allinearsi alle peggiori consuetudini dell'era Tremonti - Gelmini. In due giorni ci siamo trovati di fronte all'apparizione e sparizione di 10.000 immissioni in ruolo legate, per giunta, ai maggiori introiti derivanti dalla tassazione su giochi ed alcolici in un nauseante stile da cattivo cabaret; ad una modifica della certificazione della condizione di handicap per gli alunni che comporterà costi, difficoltà burocratiche, umiliazioni per le famiglie e per i ragazzi. Agli occhi di una burocrazia ottusa ed occhiuta i portatori di handicap sono solo un "costo" da ridurre.
Gigi Monello - 07-03-2012
Il più perverso piacere del burocrate ministeriale sta nell'apprendere che la sua formula - inventata per dare a vedere che il mondo è sotto controllo - viene devotamente ripetuta da legioni di impiegati. Creare balocchi di successo che scherzino con l'assurdo; ecco la sua "follia". Esempi da manuale nella scuola, dove trovi formule che assomigliano a scongiuri tribali; come, "sospeso dalle lezioni con obbligo di frequenza". Certo, se uno pneumologo prescrivesse a qualcuno tre giorni di tassativa astensione dal tabacco con obbligo di fumare, ne rideremmo e penseremmo a res manicomialis.
Francesco Mele - 05-03-2012
Car* tutt*
di seguito troverete la relazione illustrativa che abbiamo inviato insieme all'emendamento ai componenti delle commissioni interessate di Camera e Senato.
Sono contenute le ragioni che ci hanno portato alla formulazione dell'emendamento e per le quali vi rinnoviamo l'invito a firmare.
Come vedrete nella relazione si afferma quanto sia importante per noi la valutazione interna (autoanalisi e autovalutazione di istituto) resa obbligatoria dalla L 59/97 - ma che solo poche scuole fanno - e che vede coinvolti tutti gli attori del processo educativo - docenti, studenti, genitori, non docenti, dirigenti - in una "riflessione sistematica ... sulle pratiche professionali esistenti come primo passo di un processo di miglioramento" (adattato da progetto ISIP - OCSE CERI - 1982-86).

Enrico Maranzana - 05-03-2012
Il ciclone "valutazione" si è abbattuto sulla scuola, originato da raccomandazioni europee. Il fatto che l'INVALSI radichi su una sollecitazione esterna, formulata da un ente che opera per ottimizzare l'impiego delle risorse, è di notevole significatività: la scuola è vista come una entità impenetrabile, i cui processi interni sono privi di significato per cui il controllo sarà da esercitare sui risultati che l'istituzione produce. La lettura dell'articolo della legge che ha costituito l'istituto romano offre molti elementi a sostegno di questa tesi.
Non è messa in discussione l'importanza di un organismo di vigilanza che, in parallelo con l'ordinaria gestione, segnali le devianze dall'ordinato, coordinato, strutturato, finalizzato itinerario verso la meta, per migliorarne la percorribilità.
Cosimo De Nitto - 03-03-2012
Lo spettro della dispersione scolastica si fa sentire molto di più in Italia, quasi il doppio della Francia e della Germania. Questi paesi, infatti, investono nella scuola molto più di noi, che con la Gelmini abbiamo somministrato una cura da cavallo, tagliando le già magre e insufficienti risorse di ben 8 miliardi in tre anni. Rossi D'Oria e Profumo, sollecitati nella loro sensibilità, hanno deciso, bontà loro, di investire 30 milioni di fondi europei per aiutare le quattro regioni più disgraziate: Sicilia, Campania, Calabria, Puglia.
Certo togliere 8 miliardi in tre anni e poi aggiungere 30 milioni in due, sempre fondi europei, non è la stessa cosa e non c'è la benché minima compensazione. Andiamo più nello specifico e seguiamo Rossi D'Oria che nell'articolo "Scuola, è allarme abbandoni. Uno su cinque senza diploma. Italia tra i peggiori d'Europa", pubblicato su Repubblica lunedì 27 febbraio scorso...

Giuseppe Aragno - 03-03-2012
"Fanno profitto, si tratta di soldi, è giusto tassare!".
Monti l'aveva annunciato con la dovuta solennità, tra rulli di tamburi, squilli di fanfare, bandiere al vento e loden delle feste comandate: "Anche le scuole cattoliche pagheranno le imposte sugli immobili che utilizzano".
Ignorato il dettato costituzionale che, a quanto pare, non conta un bel nulla per i tecnici salvaitalia e per la maggioranza bulgara che li sostiene - la Costituzione in tema di soldi alle private è chiara come il sole - il mondo della scuola ha voluto stare al gioco. Crediamoci, si sono detti i tartassati docenti, diamogli fiducia: è solo un caso che i tecnici professori che ci governano siano colleghi del prof. Frati, il rettore della Sapienza che ha fatto dell'università una sorta di succursale della famiglia... "Crediamoci, qualcosa sta cambiando", si son detti i docenti.
Giocondo Talamonti - 03-03-2012
Attualmente, il compito di suggerire ai giovani che escono dalla scuola dell'obbligo quale percorso formativo intraprendere, è affidato alle cure materne delle insegnanti di lettere, spesso all'oscuro di strategie di mercato, le quali prendono come unico riferimento le inclinazioni del ragazzo, dedotte dai giudizi acquisiti in sede di scrutinio di classe.
Più che di 'orientamento', questa operazione può essere definita di 'smistamento'. La confusione è amplificata dalle famiglie, le quali, prive anch'esse di informazioni utili a ipotizzare i campi di maggior sviluppo occupazionale, decidono di far intraprendere ai propri pargoli indirizzi di studio condizionandoli alla scelta fatta dal vicino di casa, o dall'amichetto del cuore.
Severo Laleo - 01-03-2012
Il governo Monti ha un procedere davvero diverso dai tanti governi della storia repubblicana. E' terribile, riesce, ad una parte, a infliggere, sbagliando di grosso e per l'ideologia dei conti, sofferenze reali a troppe persone senza tutele; e, dall'altra, riesce a seguire una linea di "civiltà", a volte, oltre i valori liberali. E' il caso del limite, a 300 mila euro, per gli stipendi dei manager di Stato.

galassia scuola
Spazio aperto alle riflessioni e alle opinioni personali su quanto avviene nella scuola in generale, nella nostra scuola in particolare, nelle piazze e nei palazzi in cui la scuola è all’ordine del giorno. Insegnanti, ma anche studenti, operatori, genitori … possono dar vita a un confronto su tematiche attuali, a patto che la discussione sia corretta.
Astenersi anonimi e perditempo!
La Redazione
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