Anno scolastico 2008-2009 - mese di settembre
I genitori dell'assemblea permanente XXI Aprile, Bologna - 30-09-2008
Abbiamo assaporato che cosa vuole dire una buona scuola, al passo con i tempi, una scuola in cui i nostri figli vanno volentieri e che apre loro la mente, che insegna loro a confrontarsi su tutto, a comprendere e rispettare le diversità, ad essere attivi, propositivi, critici, una scuola in cui c'è il tempo per essere guardati ed ascoltati.

Vogliamo che anche chi verrà dopo abbia queste opportunità.

E capiamo anche che se "lassù" intendono riformare la scuola in questo modo, a suon di decreti di fine stagione nel nome dei tagli e del risparmio, l'intero futuro scolastico dei nostri figli è a rischio.
Gianni Amodeo - 29-09-2008
Ok, Ok, la Ministra della pubblica Istruzione è arrivata improvvisamente nella scuola dove insegno.
Stranamente non sono rimasto sorpreso. Stavo in laboratorio con la mia quarta a programmare il lavoro da fare durante quest'anno scolastico, quando arriva un collega che mi dice che c'è la Gelmini in aula magna. Incredulo, lascio per un momento la classe al mio collega, in buone mani, e vedo una graziosa signora che discorre più che amabilmente, con varie persone, che, mi è stato accennato, stavano lì per una riunione inerente un progetto, uno dei tanti. Anche qualche altro collega era presente, ma tutti con l'aria annoiata e leggermente infastidita. A nessuno è venuta la voglia di cantarcele.
prof. Salvatore Miraglia - 29-09-2008
ovvero...
...Lenta agonia del sistema scuola



Della scuola di questa nuova legislatura s'è già detto tutto. Tutto e di più. Nella mia vita scolastica, iniziata nel 1978, ho conosciuto tanti Ministri della Pubblica Istruzione, e alcuni di questi a volte si sono prodigati abbastanza per affossare l'agenzia formativa per antonomasia. Dal centro, passando per la destra e la sinistra c'è stato un gran da fare per rendere poco funzionale il settore dell'istruzione. Questo IV governo Berlusconi (ricordo l'enfasi delle famose tre "I", dell'emancipazione, dell'aziendalismo, dell'avanguardia, dell'americanismo ripresi dal precedente consesso) s'è dimostrato da subito il più debole e il più incompetente di tutti. Il neo Ministro Maria Stella Gelmini, nome prezioso e caro al Presidente del Consiglio, ha mostrato da subito la sua "competenza nell'incompetenza". A prescindere dal fatto che non ha ancora spiegato agli italiani il perché dei suoi esami di stato per diventare avvocato da Brescia a Reggio Calabria. Lei per coprire le sue "debolezze", visto che alcune "dritte" le sono arrivate direttamente dal Ministro Tremonti, un defenestrato del precedente Governo Berlusconi, s'è nascosta dietro il dito affermando che nella sua famiglia madre e sorella sono delle docenti, per cui lei, per la proprietà transitiva, ha acquisito quelle competenze (incompetenze) che le permettono di dirigere un dicastero così importante. Alla "ministra" io sento di dire che pur non essendo ingegnere, considerato che nella mia scuola vi sono tanti bravi docenti ingegneri, io, per la stessa proprietà transitiva, ho acquisite quelle competenze tecniche che fanno di me un altrettanto bravo ingegnere. Detto questo andiamo a conoscere le prime stupidità del neo ministro.
Michele Corsi - 29-09-2008
Gli avversari della scuola stanno correndo a passo di carica, ma quelli che dovrebbero contrastarli, in primis le organizzazioni sindacali maggioritarie, rimangono prigionieri di tempi da prima repubblica.
E questo è particolarmente grave per la Cgil che al contrario di Cisl e Uil ha una vasta base di iscritti che non è abituata a starsene con le mani in mano mentre la destra combina sfracelli. I "un momento, stiamo sondando", e anche i "se proprio non ci stanno allora, forse, andremo da soli", e pure i "non possiamo apparire come quelli che rompono l'unità sindacale", non possono più essere considerati solo parte di una stanca liturgia: aiutano direttamente, anche se involontariamente, l'avversario.
Gruppo di Firenze - 27-09-2008
Gentile Ministro,

il comma 3 del D.L. 1 settembre 2008 stabilisce: "Sono ammessi alla classe successiva, ovvero all'esame di Stato a conclusione del ciclo, gli studenti che hanno ottenuto un voto non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline". Verrebbe così esteso alla scuola primaria e alla secondaria di 1° grado un criterio già vigente nella secondaria di 2° grado. In quest'ultima, però, tale criterio è stato integrato da norme relative al recupero delle carenze, che prevedono corsi di recupero estivi (pare con buoni risultati) e una verifica a settembre, il cui esito è decisivo per l'ammissione alla classe successiva.
Cosimo De Nitto - 27-09-2008
"Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse. E il mondo appare diverso da quassù! Non vi ho convinti? Venite a vedere voi stessi. Coraggio! E' proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardarla da un'altra prospettiva!".

Quanta intelligente sapienza, è in queste parole che pronuncia Robin Williams nel film "L'attimo fuggente".
Quanta verità scientifica, pedagogica e didattica.
Quanta educazione umana e sociale alla diversità, alla pluralità dei punti di vista e al loro riconoscimento e accoglienza.
In questo principio c'è tutta la bellezza e la fatica dell'insegnare oggi, e dell'apprendere direi anche.
Gigi Monello - 26-09-2008
Quando nel corso del 2007 si cominciò a scoprire in quale selvaggio circo equestre si era trasformata la scuola, mi pare che tutti ci scandalizzammo e il giro di vite di Fioroni sembrò giusto. Adesso, con il centro destra al potere, torna il 5 in condotta. Qualunque speculazione politica vi si voglia trovare, la cosa, in sé, non è sbagliata. Dopo 10 anni viene restituita ai Consigli di classe (ai soli Docenti, dunque) la possibilità di far pesare la condotta sui finali esiti di profitto, sino all'estrema ipotesi (con 5/10) di far ripetere l'anno scolastico. Era già così prima del 1998, quando esisteva anche l'opzione "7 in condotta", con l'automatico rinvio a settembre in tutte le materie. Sanzioni raramente inflitte (ma le norme servono anche per il loro potere di deterrenza).
Collegio Docenti IC Arta e Paullaro - 25-09-2008
Il Collegio dei Docenti dell'Istituto comprensivo di Arta e Paularo, durante la riunione del 16/09/2008, letto il Decreto Legge n. 137 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 1 Settembre 2008 n. 204, esprime all'unanimità il proprio parere contrario alla decisione di introdurre la figura del maestro unico nella Scuola primaria, segmento educativo il cui operato riscuote generalmente fiducia e consenso da parte delle famiglie ed è valutato positivamente dagli studi nazionali ed internazionali di rilevazione delle competenze.
Elena - 25-09-2008
Genitori ed insegnanti, al termine dell'assemblea informativa tenuta oggi pomeriggio [23 settembre 08 - ndr], hanno deciso di occupare la scuola dalle 16,30 di mercoledì 24 settembre fino alle 8,30 di venerdì 26 settembre.
Verrà salvaguardata l'attività didattica, quindi tutte le iniziative si svolgeranno dalle 16,30 fino alle 8,30 del giorno successivo.
Ulivo scuola Milano - 24-09-2008
Una questione di metodo

L'improvvisa accelerazione estiva del ministro Gelmini verso una vera e propria controriforma del sistema di istruzione e formazione solleva, ancor prima delle sciagurate conseguenze che si determineranno sul piano dei contenuti, una questione di metodo. Istruzione e formazione costituiscono un diritto ed un bene di interesse individuale e collettivo, le cui finalità e la cui fruizione non possono essere definite a colpi di maggioranza ed in assenza di confronto con le forze politiche e sociali. Con lo strumento del decreto-legge la ministra, dimentica dei buoni propositi iniziali, sceglie consapevolmente di sequestrare il dibattito.
Claudia Fanti - 24-09-2008
Leggo e rileggo di notte, quando il buio cala sulle nostre fatiche, articoli e dichiarazioni di diversi soggetti che, a vario titolo, scrivono di scuola. Non ci ritrovo mai la sofferenza e l'entusiasmo per la vita: esercizio di retorica sì, i "ve lo avevo detto" anche, i numeri dei tagli, tanti...
Ci trovo:
notizie come quella di un sindacalista che lascia ora;
notizie di scioperi quasi niente, se non fosse per i Cobas.
Ma sofferenza ed entusiasmo niente...

Eppure è sofferenza quella che brilla nella scuola che, ancora per poco, con entusiasmo, c'è.
Quella, nelle aule stipate, in cui i banchi sembrano fagocitare il numero strabordante delle bimbe e dei bimbi che le affollano ignari delle decisioni dei grandi, con le loro maestre mortificate, ma entusiaste del proprio compito.

Giuseppe Aragno - 23-09-2008
Non so se il diavolo e l'acqua santa accechino davvero chi è destinato alla rovina. So che a volte, leggendo "il Manifesto", non puoi fare a meno di pensarlo: Gesù, ma allora i preti hanno ragione! Non basta il rischio "eutanasia di un giornale nutrito d'indipendenza", lucidamente descritto il 21 da Giancarlo Aresta? Di suo "il Manifesto" ci mette pure una pericolosa inclinazione al suicidio e, contro la Gelmini, chiama in aiuto il "maestro" Rossi Doria, che a Napoli, per conquistare la poltrona di sindaco, piantò in asso baracca, burattini e ragazzi e tentò la scalata del Palazzo! Ve le immaginate le capriole di Gelmini e Berlusconi?
Emanuela Cerutti - 23-09-2008
Il titolo è rubato a Robecchi, che qualche giorno fa pubblicava la sua denuncia...
Siamo sempre portati a pensare che gli estremisti estremizzino e gli esagerati esagerino. In più, io guardo veramente poco la televisione e quasi per nulla i talk show. Così ieri sera è stato un caso che dopo le ultime battute dell'Infedele mi sia sorbita le prime di Porta a Porta.
Ho retto poco, ma quel tanto che basta per aver voglia di dire a Robecchi che ha ragione...
Lucio Garofalo - 22-09-2008
Il "maestro unico" ha continuato ad esistere attraverso la televisione-spazzatura, nell'impero globale delle merci e dei consumi, nel pensiero unico dell'ideologia edonistica e consumistica trasmessa dalla pubblicità commerciale, nell'omologazione e nell'appiattimento culturale imposto alle giovani generazioni degli ultimi anni dal "Grande Fratello" televisivo, un potere economico-ideologico asceso stabilmente al governo della nazione. Un dominio totalitario che include ed oltrepassa il fenomeno del berlusconismo, avendolo assimilato ed inglobato nella propria sfera di influenza.
Giuseppe Aragno - 20-09-2008
Non ho dubbi. La sensazione che provo da tempo di una pericolosa afonia dei filosofi, di una sorta di desertificazione del pensiero speculativo, è figla naturale della mia ignoranza. Sono portato a credere, anzi, che donne e uomini di Stato come Gelmini, Bossi, Carfagna, Brambilla e La Russa, che ci parlano spesso di un loro disegno riformista, siano padroni dei delicati strumenti di lettura della storia e abbiano maturato, nel corso di una vita che giunge a gravarli di pesanti responsabilità di governo, un'adeguata filosofia della storia. Si può governare male anche solo per ignoranza, ma è difficile non crederlo: Gelmini e compagni saprebbero rispondere senza esitare agli studenti che domandano spesso A che serve un governo? E qual è l'obiettivo di istituzioni sociali liberamente costituite in un Paese di moderna democrazia borghese?
Gianfranco Pignatelli - 20-09-2008
Dio solo sa se l'educazione civica serva. Il Paese ne ha fame. Ma basterà un'ora settimanale per restituire, al mattino, quel senso civico, sottratto, di sera, dai vari TG? È proprio durante i telegiornali, infatti, che sfilano il dito medio di Bossi e le corna di Berlusconi, le aggressioni istituzionali e gli sputi onorevoli, il meretricio preelettorale e la compravendita parlamentare, le insolenze e il turpiloquio bicamerale, l'arroganza e la villania, le illazioni e le diffamazioni ministeriali, la sete di potere e i privilegi, l'impunità pretesa e quella estorta.
Francesco Di Lorenzo - 20-09-2008
Come può venire in mente ad una qualsiasi persona che abbia a cuore i problemi della scuola italiana di mettere gli insegnanti gli uni contro gli altri, giocando su concetti pseudo-geografici senza senso, senza storia, senza costrutto. Facendo finta o non conoscendo gli umori profondi che si agitano intorno. ( Ma forse, è impossibile conoscere alcuni umori quando si è il prodotto degli stessi).
Intanto c'è in un angolo un insegnante che ride, ride da solo.
Cosimo De Nitto - 20-09-2008
Mi scusi, ministro, ma secondo lei come sono i bambini di oggi? (La ministra pare un po' perplessa). Lo sa che la definizione del bambino, il modo in cui la società se lo rappresenta, i suoi bisogni formativi, sociali sono determinanti ai fini della costruzione dei Programmi di studio e quindi determinanti per il modello, anche organizzativo, di scuola? La ministra risponde sì, certo che lo sa. Bene, allora mi dica: come definivano il bambino i Programmi Ermini del '55? (la ministra perde la sua apparente sicurezza, qualche macchia rossa prende a tingerle il visino, il panico comincia ad assalirla vieppiù (sono ricascato negli arcaismi). Volendo aiutarla, le suggerisco: "fanciullo, tutto intuizione, fantasia, sentimento".
Cidi Forlì - 20-09-2008
"Un documentario che a passi di colomba ci parla di cose immense": di bambine e bambini, della scuola di base, di chi la "abita" lavorando insieme...
Collegio congiunto I Circolo Forlì - 19-09-2008
ci sentiamo chiamati a rispondere alla società e all'opinione pubblica sul perché siamo contrari al ripristino di un'unica figura tuttologa, e lo facciamo in tutta serenità e pacatezza, ma con grande determinazione.
Infatti siamo convinti che sia un valore aggiunto per i figli di tutti, in qualsiasi situazione sociale, fisica e psichica essi si trovino all'ingresso della scuola primaria, dopo aver già conosciuto in quella dell'infanzia più figure di riferimento e averne tratto benefici profondi, l'avere a disposizione più docenti dei diversi ambiti previsti. Dai campi di esperienza della scuola dell'infanzia agli ambiti della scuola primaria, non certo all'enciclopedismo generico di un maestro che sa di ogni disciplina e di ogni didattica un po'.
Mario Menziani - 19-09-2008
E' la scuola modello Mani di forbice Gelmini, attillata come le sue mises, asciutta come un cinque in condotta, risicata come la promozione a settembre.
Ma soprattutto è una scuola ingiusta. Nettamente, palesemente, sfacciatamente ingiusta. Perchè è così poca che, a chi ha già, non serve a nulla e a chi non ha nulla, non può far altro che nulla. Perchè è così poco organica che a chi non ha guida non potrà fornire riferimento. Perchè è così arida da avere la consistenza di uno slogan pubblicitario.
Pasquale D'Avolio - 18-09-2008
"Quarant'anni da smantellare" questo il titolo del Corriere della Sera all'intervento del ministro Gelmini di fine agosto. Sono i miei quarant'anni, ho pensato subito: infatti ho iniziato proprio 40 anni fa e a maggio ho deciso di porre fine alla attività di "operatore scolastico" (20 da docente e 20 da Preside) andando pensione.
Mi sono "smantellato" da solo, prima che lo facessero altri.
Non c'è amarezza né rassegnazione in quello che dico: infatti da settembre sono diventato un "pensionato dello Stato", ma non mi considero affatto "in quiescenza".
Mi si perdonerà questo intervento sul filo dell'autobiografia, che non è solo la mia ma di quanti in questi 40 anni non si sono limitati a svolgere onestamente e diligentemente il lavoro nella scuola, ma hanno "preteso" di cambiare, innovando, il nostro sistema scolastico (e non solo), anche sull'onda di quel movimento, che prendendo le mosse dal '68, portò alla grande stagione delle riforme negli anni 70: una scuola di massa e di qualità, una scuola "aperta" al futuro, "democratica" nel senso vero della parola, che superasse le angustie crociane gentiliane che ci portavamo dietro da decenni.
Andrea Serra - 18-09-2008
La scuola è una nave
do io la rotta,
risolvo i problemi
col voto in condotta.
Sono o non sono
il Ministro Gelmini,
forza, indossate
i grembiulini.
Lucio Garofalo - 17-09-2008
La scuola (pubblica) è sempre più sconquassata e smantellata, deprivata e derubata di tutto, dei valori più preziosi: risorse umane, morali, intellettuali e finanziarie. i fondi economici ci sono, ma vengono sottratti alle scuole statali e dirottati altrove, per sovvenzionare le scuole private.

La scuola è ridotta ad un luogo inerte ed esanime, un ambiente di non-vita e non-cultura, un mondo alienato/alienante in cui il piacere della lettura e dello studio, la passione per l'arte e la creatività, l'amore per il sapere e il libero pensiero, per l'autonomia di giudizio, per l'educazione (non quella formale e bigotta), per la convivenza e la partecipazione democratica, sono bisogni/diritti violati e calpestati.
Michele Corsi - 16-09-2008
Domanda. Quali sono i sindacati di categoria che non sciopererebbero vedendosi tagliati un sesto dei posti di lavoro? Risposta: le federazioni scuola di CGIL, CISL e UIL. Lasciamo stare CISL e UIL alla cui passività siamo abituati. Ci occupiamo della CGIL scuola, oggi FLC, che dice sulle malefatte della Gelmini cose assai giuste, per poi fare però per contrastarle cose assai confuse, e rade. Breve riassunto dei fatti.
Francesco Masala - 16-09-2008
Tutti i governi quando c'è l'inflazione dicono che bisogna depurare il tasso d'inflazione da qualcosa, per esempio i prezzi dell'energia. Esattamente come dice Confindustria anche questi giorni, che bisogna depurare l'inflazione totale da quella importata, e, anche se tutto costa di più, qualcuno ancora crede che il tasso d'inflazione è più basso del reale. Mi sembra una cattiva depurazione, perché imbroglia tutti i lavoratori e i pensionati.
Francesco Di Lorenzo - 15-09-2008
C'è sulla vicenda che appassiona o annoia, a seconda dei casi, della cosiddetta commissione Attali romana, e sulle vicissitudini del presidente Amato, che va avanti tra precisazioni e 'stizze' sulla sua partecipazione o meno (a quanto si legge sui giornali), qualcosa che non convince perché non detto o non spiegato bene.
Direttivo Nazionale C.I.P - Comitati Insegnanti Precari - 15-09-2008
Nel metodo, si è fatto ricorso ad un linciaggio senza precedenti. La scuola è stata assimilata ad uno "stipendificio", secondo la Gelmini; gli insegnanti, a detta di Sacconi, scelgono la scuola "perché è sempre meglio che lavorare". Oppure sono classificati come "fannulloni" da Brunetta. Per gli altri sono vecchi, ignoranti e incapaci, specie se "terroni". È proprio questa la maniera scelta dagli amministratori della scuola statale per preparare nel modo più sereno e proficuo l'imminente avvio del nuovo anno scolastico.
Cosimo De Nitto - 13-09-2008
Il duetto Tremonti-Gelmini fa un ragionamento semplice-semplice. Noi (loro) vogliamo cambiare la scuola, perché così non si può andare avanti. Il Paese non sopporta una spesa così alta. Il nocciolo della faccenda è questo. E' un problema di bilancio. La scuola è un ente più o meno inutile, talvolta dannoso ("rovina" i giovani), e costoso. Bisogna tagliare. Cosa, dove? Il 97% della spesa se ne va in stipendi, infatti non ci sono investimenti, con buona pace dell'Europa. Allora bisogna far fuori una parte consistente del "personale" scolastico. Non si pronuncia la parola docenti, perché è controproducente. Bene, dice Tremonti alla Gelmini, pensa tu, paga un po' di consulenti se non sei capace, basta che trovi delle ragioni "pedagogiche", che giustifichino questa decisione.
La Gelmini cosa fa? Pesca nel peggiore armamentario del conservatorismo e cosa trova? Ordine, gerarchia, autorità, voto di condotta, divisa per tutti, merito, voti all'elementare, e, perché no, magari anche alla scuola dell'infanzia e al nido.
Sono quisquilie e pinzellacchere, direbbe Totò, l'invenzione più efficace è il maestro unico o tutor di gruppi di livello. Quello sì che risolve i problemi di Tremonti, anche se fa fare un rovinoso passo indietro alla scuola italiana. A coloro che si oppongono lanciano l'anatema che sono conservatori e non vogliono cambiare; essi sì, Tremonti e Gelmini, sono i veri innovatori, e via dicendo...
Forum Precariscuola - 13-09-2008
I precari della scuola sono i grandi assenti dal dibattito sulle riforme proposte dal ministro Gelmini: si parla di grembiuli, di voto in condotta, di maestro unico, ma nessuno sembra curarsi del taglio di 90.000 docenti e 47.000 ATA.
Il ministro si limita ad assicurare che i docenti di ruolo possono stare tranquilli e che i precari possono sempre essere riciclati nel turismo. La proposta è umiliante visto che si tratta di personale laureato, abilitato ed idoneo all'insegnamento e spesso in possesso di master e corsi di specializzazione; oltretutto non sembra che ci sia bisogno di 150.000 guide turistiche o addetti nei musei.
Francesco Masala - 13-09-2008
Nel 2006 Marchionne, a.d. della Fiat, diceva che "...il costo del lavoro rappresenta il 7-8 per cento (di tutti i costi) e dunque è inutile picchiare su chi sta alla linea di montaggio pensando di risolvere i problemi..." (1). Oggi la signora Gelmini dice che "quando la spesa per il personale assorbe il 96,98% del bilancio, significa che la scuola italiana rischia di non avere più gli strumenti per modernizzarsi" (2), pensando (forse?) che occorre diminuire i dipendenti, o farli lavorare di più, cioè, usando le parole di Marchionne, picchiare i dipendenti per risolvere i problemi.
Roberto Sconocchini - 13-09-2008
Intervendo in sede di Commissione parlamentare il sottosopra segretario Valentina Aprea nel giustificare la riduzione a 24 del tempo scuola alla primaria ed il ritorno all'insegnante unico, afferma testualmente: "Con ciò si ottengono due effetti sicuramente positivi per il sistema educativo: si amplia la libertà di scelta delle famiglie che volessero occuparsi dell'educazione dei propri figli in orario pomeridiano e si recupera la funzione educativa del docente, quale punto di riferimento, non solo per gli insegnamenti, ma anche dal punto di vista relazionale". Quindi il tempo scuola verrebbe ridotto per fare un favore alle famiglie che, come è noto solo a lei, vorrebbero disporre di più ore al pomeriggio per educare i propri figli (o delegare nonni e tate a tali funzioni). A noi, che a scuola viviamo, risulta che le famiglie esigono un'offerta fomativa più ampia, ed una delle conferma è costituita dal fatto che nessuno rinuncia alle ore opzionali e il format a 30 ore è scelto da tutti, nessuno escluso.
Giocondo Talamonti - 13-09-2008
Sulle ali dell'euforia per i discreti risultati raggiunti, gli atleti italiani vincitori di premi in denaro sono riusciti ad ottenere la defiscalizzazione delle somme.
Esempio pessimo, non tanto per gli osservatori ed opinioni pubbliche straniere, quanto per i lavoratori italiani che, con il medesimo impegno, capacità, volontà e destrezza, sono riusciti a meritare un riconoscimento analogo, seppure millesimale, dalle loro aziende, spogliato e denudato degli oneri a favore del fisco.

Il Ministro Brunetta si trova in grande difficoltà: somme detassate o tassate?
A chi fa il suo dovere la scelta importa poco...

Forum Precariscuola - 12-09-2008
Alcuni docenti precari, che dal prossimo anno rischiano di non lavorare più a causa dei pesanti tagli agli organici previsti dal ministro Gelmini, stavano contestando in modo assolutamente pacifico il ministro; immediatamente due agenti in borghese hanno zittito ed identificato chi protestava.
Chiediamo a tutti i sindacati, alle forze politiche ed associative, alla stampa libera di lottare con noi contro questo ritorno del paese ai tempi bui e barbari del ventennio in cui non si poteva esprimere liberamente la propria opinione, tempi che credevamo superati per sempre.

Dedalus - 12-09-2008
E' fuori di dubbio che la destra al governo sta facendo il suo mestiere, vale a dire una politica di destra. Che altro dovrebbe fare? Le scelte del duo Gelmini-Tremonti da un lato puntano ad un forte contenimento della spesa sociale nella scuola pubblica, dall'altro ripropongono contenuti ideologici e valori, un'idea di scuola tipicamente conservatrice (la scuola seria d'antan, il ritorno ai voti, al maestro unico, ecc.).
E' piuttosto da sottolineare il fatto che l'iniziativa della destra va a colmare un vuoto di pensiero lasciato aperto in questi anni dalla sinistra.
Dalla riforma di Berlinguer - il riordino dei cicli, che si fondava su un idea forte di scuola (una scuola di base unitaria, il curricolo continuo, ecc.) - in poi la sinistra ha giocato di rimessa.


Giuseppe Aragno - 12-09-2008
Non è giusto sottovalutare l'ampiezza del suo disegno e la portata storica dei suoi provvedimenti, ministro Gelmini. Si faccia animo, quindi, lei che è così giovane, e senza timori riverenziali lo spieghi al vecchio trombone padano che siede con lei nel Gran Consiglio: per tenere in vita il federalismo fiscale, bisognerà sottomettere il Paese.

Occorrerà, ministro, e il suo ruolo si fa qui decisivo, smantellare la scuola statale in quanto luogo privilegiato della formazione e, quindi, della costruzione dell'intelligenza critica.
Bossi la calunnia, ministro Gelmini, e se lo lasci dire: lei fa bene a tirar diritto per la sua via. Il suo compito è vitale per le sorti del regime e lei, che è giovane e sa guardare lontano, ne è perfettamente consapevole: televisioni e giornali non bastano. Il terreno decisivo dello scontro tra la civiltà e barbarie è la scuola.
Giocondo Talamonti - 12-09-2008
La bufala dei tremila soldati con cui il governo ha sbandierato la soluzione del problema sicurezza in Italia, si è materializzata non appena c'è stato bisogno della presenza di almeno uno di loro per contrastare l'orda di lanzichenecchi travestiti da tifosi napoletani.
La parte più avvilente della spedizione non sono stati i danni provocati al loro passaggio, ma l'assenza non fisica delle forze dell'ordine, ridotte a semplici spettatrici del vandalismo gratuito dei delinquenti.
Docenti dell'I.C. n.9 di Bologna - 11-09-2008
Gentile Signora Ministro,

presa visione del D.L. 137/2008, sentiamo l'obbligo morale, che deriva dalla nostra professionalità e competenza docente ed educativa, di trasmetterLe alcune considerazioni, nella speranza che il dibattito parlamentare che porterà alla discussione del citato decreto possa tenere in considerazione le opinioni di chi quotidianamente opera per la formazione e l'istruzione delle nuove generazioni.

Ci limiteremo a due aspetti che riguardano il nostro ambito professionale:
• l'insegnante unico e le 24 ore nella scuola primaria (art. 4) e
• la valutazione finale nella scuola secondaria di primo grado (art.3).
Roberto Cammarata - 11-09-2008
La Ministra dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha fatto trapelare, da alcune notizie, la sua intenzione di bloccare trasferimenti e assegnazioni provvisorie, almeno per un paio di anni, e, se le riesce, addirittura per cinque anni. Lo scopo, apparentemente saggio e razionale, sarebbe quello di garantire agli alunni una maggiore continuità didattica....
Spero che la Ministra desista dal mettere in atto anche questo ulteriore sciagurato proposito.


Giuseppe Aragno - 10-09-2008
La verità è che in Italia la guerra civile non ci fu.
Guerra civile sarebbe stata quella che fosse stata scatenata il 26 aprile del 1943, quando il capillare apparato del partito fascista era ancora integro e mobilitabile, i membri del Gran Consiglio che avevano votato per Mussolini erano tutti a piede libero, lo erano i più truci e violenti gerarchi e centurioni del regime e le formazioni militari del fascismo, una d'esse, se la memoria non m'inganna, fornita di mezzi corazzati, erano tutte sul piede di guerra e vincolate da un giuramenlo di fedeltà a oltranza al fascismo e al suo capo.
Lino Milita - 10-09-2008
Martedì a Ballarò Concita di Gregorio ha denunciato con molta efficacia l'effetto sulla scuola quotidiana dei tagli di Tremonti.
Peccato che non abbia saputo o potuto replicare(neanche D'Alema peraltro) a due gravi bugie del Ministro berlusconiano.
Non é vero che attualmente nella scuola elementare ci siano tre maestri per classe (se mai tre per ogni due classi), non é vero che con la permanenza quinquennale delle nuove adozioni dei libri di testo le famiglie non devono più spendere soldi per il loro acquisto.
Rosanna Vittori - 10-09-2008
Il corposo taglio alla scuola di stato non ha risparmiato proprio nessuno! Ma come al solito, quando i tagli non seguono nessun'altra logica che quella di 'fare cassa' e, conseguentemente, non si usano criteri di buon senso, va a finire che chi ci rimette maggiormente sono i più deboli. Il modello spartano di scuola che ci propone la Gelmini, finirà a poco a poco per far fuori quegli studenti che rappresentano un costo troppo alto per questa scuola.
Gianfranco Pignatelli - 09-09-2008
Per il governo, quindi, la scuola va gestita come la monnezza. Va compattata: sopprimendo le scuole con meno di 600 alunni e riducendo da tre a uno i maestri nella scuola primaria. Va differenziata: tra scuole di pregio (al nord) e pessime (al sud). Va riciclata: trasformandola da pubblica in privata (confessionale o confindustriale) o riconvertita in fondazioni. Infine tocca ai "rifiuti speciali". Tra loro, vanno smaltiti 160.000 operatori scolastici, con tagli di organico, ed oltre 300.000 precari, per mancata assunzione, temporanea o definitiva.
Gianni Gandola - 08-09-2008
Le recenti scelte di politica scolastica del duo Gelmini-Tremonti, dettate principalmente da ragioni di carattere economico (la riduzione della spesa pubblica), vengono spesso accompagnate da considerazioni di natura culturale e pedagogica. Il Tremonti pensiero è a questo proposito di una chiarezza adamantina (esemplare l'articolo-intervento sul Corriere della sera del 22/8). Si riafferma la necessità di un ritorno al passato e di un azzeramento degli ultimi quarant'anni. Per restare in ambito numerico, l'ambito prediletto dal ministro dell'economia, 2008 meno 40 fa 1968. Occorre tornare a prima del '68, additato come data di origine di una vera e propria devastazione culturale protrattasi per un quarantennio con l'egemonia della sinistra nelle scuole, nelle università, nei luoghi di riproduzione del sapere.
Francesco Masala - 08-09-2008
Se non si guarda con l'ottica del giorno per giorno, quello che sta succedendo è semplice, stanno cambiando tutto, da molti anni, con molti passi e varianti, sembrano tante cose diverse, a seconda dei governi, delle sensibilità, dei momenti.
In realtà è come se in questi 25-30 anni ci si fosse, anche noi docenti, concentrati su cose singole, rispondendo ad attacchi singoli, come se ogni volta, guardassimo degli affluenti, senza avere chiaro qual è il grande fiume che ci sta sommergendo e forse ci sommergerà.
Forum Insegnanti - 08-09-2008
L' Appello alla mobilitazione contro la privatizzazione della Scuola raccoglie ogni giorno centinaia di adesioni, ma... non fa notizia sui giornali. E i dirigenti sindacali cosa rispondono ai firmatari sulle gravi questioni poste che chiamano in causa direttamente la loro funzione? Come se non li riguardasse...
La gravità delle questioni poste in evidenza, ma soprattutto il rispetto per le migliaia di persone che hanno sottoscritto l'appello meritano attenzione e considerazione, in particolar modo da parte di coloro che, rivestendo ruoli importanti nel sindacato o nella politica, si dichiarano schierati dalla parte dei lavoratori, ma poi, come in questo caso, puntualmente li ignorano.

Salvo Bascone - 06-09-2008
Si chiama: "Concorso pubblico, per esami, a centoquarantacinque posti di dirigente tecnico, da assegnare agli uffici dell'amministrazione centrale e periferica del Ministero della Pubblica Istruzione, al fine di concorrere alla realizzazione delle finalità di istruzione e di formazione, affidate alle istituzioni scolastiche ed educative, oltre all'attività di studio, di ricerca e di consulenza tecnica per il Ministro e i Direttori Generali."
Miha - 06-09-2008
...e provi a guardare la situazione dall'esterno: facendo un paragone tra scuola e calcio è come se il Presidente Berlusconi dopo un'annata disastrosa del Milan, scivolato da anni in serie B, dicesse:"Bene adesso per migliorare la situazione della squadra ho deciso di tagliarvi i fondi anzi dirò di più la squadra d'ora in poi la deciderà il commercialista". Rivolta a S.Siro.
Invece nella scuola funziona così: se ci pensa la frase che apre l'art.64 della legge 133 " Ai fini di una migliore qualificazione dei servizi scolastici e di una piena valorizzazione professionale del personale docente, a decorrere dall'anno scolastico 2009/2010, sono adottati interventi e misure volti ad incrementare, gradualmente, di un punto il rapporto alunni/docente " è un brutto ossimoro. Come è possibile migliorare un servizio peggiorandolo?
Antonio Monarca - 06-09-2008
Un anno di trasferte proibite è stato inflitto ai supporters del Napoli per le vicende di Roma.
Una sanzione severa (e ne potrebbero arrivare altre) ed ingiusta, che umilia ed offende un'intera città.
Analizziamo come sono andati i fatti.
Giuseppe Aragno - 04-09-2008
Le piaccia o meno, Ministro Gelmini, a sentirla parlare è facile capirlo: lei s'è formata nella nostra scuola, ha respirato l'aria che abbiamo respirato, ha pregi e limiti dei nostri studenti e può capitare: lei sbaglia bersaglio. Dietro le sue ragioni, dietro la novità del maestro unico, la riscoperta delle miracolose virtù terapeutiche del grembiulino, dietro la favola della meritocrazia, non ci sono, come forse lei crede davvero, i quarant'anni che ci separano dal Sessantotto, ma i vent'anni che dalla sua adolescenza scivolano in malo modo sino a noi e ci precipitano addosso come una valanga.
Forum Insegnanti - 04-09-2008
Cresce in misura esponenziale la rabbia dei cittadini di fronte al virulento attacco alla Scuola Pubblica operato dal governo attraverso una serie di provvedimenti, ultimo in ordine di tempo quello relativo al ritorno al maestro unico, che, se non bloccati con fermezza, falcidieranno migliaia di posti di lavoro in tutti gli ordini di scuola ed abbasseranno la qualità dell'istruzione....

E' chiaro l'intento di trasformare la Scuola in un sistema aziendalistico-feudale mortificando così il principio della libertà d'insegnamento. I docenti , però, sono molto più svegli di quanto i governanti credano e non hanno avuto difficoltà a comprendere qual è la verità nascosta dietro l'ipocrita copertura dei proclami populisti della Gelmini: distruggere la scuola statale per svenderla ai privati, come del resto sta avvenendo per tutti i beni pubblici.

Dedalus - 03-09-2008
E' ormai evidente che il vero ministro ombra dell'Istruzione, o meglio l'ombra di un ministro, è Mariastella Gelmini e che la politica scolastica di questo governo la decide Giulio Tremonti. Questa non è un'affermazione pleonastica. Basta andarsi a rileggere l'articolo che Tremonti ha inviato al Corriere della Sera il 22 agosto scorso ("Il passato e il buon senso") intervenendo nel dibattito estivo aperto da Galli della Loggia, per rendersi conto che è proprio così. Così infatti si spiegano i fatti successivi, fra questi il decreto legge n.137 del 1 settembre, che tratta non a caso di voti, libri di testo e numero dei docenti per classe. Tutti temi toccati puntualmente, pardon, "anticipati" da Tremonti nel suo articolo.
Doriana Goracci - 03-09-2008
Dove si apposterà oggi a Viterbo, Berlusconi, con la sua folta squadra e scorta, per assistere al trasporto della Macchina di Santa Rosa?
La decisione del Premier ci ricorda il sindaco Giulio Marini, "nasce dal desiderio di ricordare la madre ed è la prima volta che un Presidente del Consiglio partecipa alla manifestazione. Si tratta di una scelta del tutto spontanea da parte del Presidente del Consiglio, senza che fosse sollecitata da alcuno. Il 26 marzo Berlusconi, visitando Viterbo e la tomba della santa Patrona, si impegnò sulle pagine del giornale 'Libero' a tornare in occasione del 750° anniversario del trasporto di Santa Rosa. Una decisione assunta anche dal desiderio di onorare il ricordo della madre, Rosa Bossi Berlusconi, scomparsa a febbraio. La nostra città sta vivendo questa attesa con la giusta attenzione e soddisfazione"

Monica Capezzuto - 02-09-2008
Si cambia registro. Già, quello che in classe è croce -per gli alunni - e delizia - per gli insegnanti.
Che stanno diventando una specie in via di estinzione. Perché sommando il ritorno del maestro unico, il blocco del turn-over e pochi pensionamenti , il risultato dell'operazione è presto che fatto: quest'anno l'ufficio scolastico provinciale di Napoli non darà alcun incarico annuale su posto comune alle elementari, pardon, scuola primaria.
Cinzia Ruozzi - 02-09-2008
In una lettera pubblicata il 27 agosto dal quotidiano "La Repubblica", una studentessa neo laureata è intervenuta per denunciare la chiusura della SSIS ( scuola di formazione per i futuri insegnanti) e ha "ringraziato" il Ministro Gelmini per averla "salvata" decidendo, nel silenzio dell'estate, del futuro di tanti giovani laureati senza nemmeno interpellarli.
Come insegnante e come formatore mi sento in dovere di ringraziare Francesca Cappella per aver messo a fuoco lo scenario futuro che forse ancora non è chiaro ai tanti laureati come lei e al Paese stesso.
Vediamo con ordine che cosa è successo e che cosa succederà ora.
Mario Piatti - 01-09-2008
LETTERA APERTA AL MINISTRO GELMINI

Gentilissima Sig.ra Ministro,
siamo docenti che lavorano nei Conservatori di Musica.
Abbiamo letto, sul sito della Camera dei Deputati, il testo del Suo intervento alla VII Commissione del giorno 31 luglio, e vorremmo esprimerLe, in proposito, alcune nostre considerazioni.
Gianni Gandola - 01-09-2008
Era ora! Finalmente, dopo anni di pedagogia cooperativa e collettivista, prodotto naturale e perverso del sessantotto, nella primaria si ritorna all'insegnamento tradizionale, alla scuola seria, quella basata sul maestro unico, unico dispensatore del sapere e autorità indiscussa nella classe. Al di là dei veli e delle veline ferragostane, tra grembiuli e voti di condotta, si comincia a intravedere quello che è il vero obiettivo di una corrente di pensiero che viene da lontano e che ha sempre riposto nel conservatorismo i propri valori.
Gianfranco Pignatelli - 01-09-2008
Tra diffamazioni, illazioni e ritrattazioni è finita anche l'estate del ministro Gelmini. Tornando a Roma si è recata in "pellegrinaggio" a Rimini per il meeting di Comunione e Liberazione. Qui, da un decennio, è prassi che il ministro di turno illustri la scuola prossima ventura, o quello che ne resta. Dopo aver assicurato devozione ai ciellini e lauti finanziamenti alla CEI in cambio dello scontato placet, l'indomani, il ministro ha presentato in CdM il ddl con tagli, ritagli e frattaglie di istruzione pubblica, come imposti da Tremonti.
galassia scuola
Spazio aperto alle riflessioni e alle opinioni personali su quanto avviene nella scuola in generale, nella nostra scuola in particolare, nelle piazze e nei palazzi in cui la scuola è all’ordine del giorno. Insegnanti, ma anche studenti, operatori, genitori … possono dar vita a un confronto su tematiche attuali, a patto che la discussione sia corretta.
Astenersi anonimi e perditempo!
La Redazione
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