Anno scolastico 2009-2010 - mese di ottobre
Francesco Masala - 30-10-2009
Tutti dicono che bisogna abbassare le imposte, oggi la minoranza delle grandi imprese paga imposte, l'evasione fiscale, per i non dipendenti, è alta; buon ultimo Marino, del PD, ha parlato di regalare ai dipendenti e pensionati le imposte della tredicesima, proposta che spesso lanciano tutti, a destra e sinistra.
Provo a spiegare perché è una castroneria...
Giuseppe Aragno - 29-10-2009

Non ne parlo. Salto a piè pari il fosso dei temi dominanti: "escort", calzini e bisogni sessuali di politici e giornalisti. E' su questa via che si intende ridurre il ragionamento, Non faccio distunguo e non generalizzo. Non so né volgio sapere se il caso sia diverso, se in fondo "questo è il mondo", se più bravo è chi lascia o è migliore chi resta.
Non è questo che conta.
Importa che il fango di Messina è povera cosa a paragoine della melma in cui stiamo affondando. Politica e sesso hanno avuto da sempre rapporti più o meno stretti. Marco Antonio si giocò l'nore e la carriera per Cleopatra e, per stare all'oggi, gli americani non hanno consentito a nessuno di seppellire sotto cumuli di letame la bandiera a stelle e strisce solo perché Monica Lewinski, una "stagista" aveva avuto rapporti sessuali col presidente Clinton. Qui da noi, al contrario, è quello che sta accadendo: qualcosa di atroce e tragico allo stesso tempo e non ci ribelliamo.
Andrea Tornago - 29-10-2009

Via Gradoli non è Palazzo Grazioli. Un particolare che salta agli occhi guardando le finestre dell'appartamento dove Piero Marrazzo, presidente della Regione Lazio, è stato trovato con un transessuale e qualche striscia di coca.
Siamo nella periferia di Roma, le case popolari sono disegnate con il righello, e per una velenosa ironia della storia il civico 96 è proprio lo stesso che ospitò il covo delle Br durante il rapimento Moro, 31 anni fa.
Franco Labella - 28-10-2009
Gentili senatrici e senatori,
abbiamo letto con notevole attenzione ed interesse la mozione che avete presentato in difesa della Costituzione.
Ne condividiamo lo spirito di intervento a tutela di un sistema di ruoli e competenze che, fino alla sua modifica formale secondo le procedure dell'art.138, non può che essere rispettato evitando fughe in avanti e suggestioni pericolose.
E' necessario, però, che le vostre dichiarazioni di principio siano accompagnate anche da atteggiamenti conseguenti.
Come docenti vi diciamo che alle giovani generazioni non si può lasciare l'onere di difendere una Costituzione che per essere difesa deve essere prima conosciuta e studiata.
Nel disegno di riforma della scuola superiore italiana, così come delineata nei Regolamenti in via di approvazione definitiva, questa necessità di assicurare la conoscenza dei contenuti della Costituzione agli studenti italiani non è assolutamente stata prevista né perseguita.
Giulio Cesare Viva - 27-10-2009
Qualche tempo fa nel vecchio giardino di famiglia è venuto meno l'ultimo residuo di un mastodontico albero di fico che negli anni della mia fanciullezza era stato scenario naturale per giochi ed avventure. Era stato anche fornitore di frutti genuini e dal sapore intenso che noi tutti bambini, a partire dall'inizio dell'estate, aiutavamo a maturare presto seguendo i consigli di Nonno Peppino che ci aveva suggerito di "ungere" con olio di oliva il foro che ogni frutto aveva in basso . In seguito, con l'avanzare dell'estate, i rami dell'albero avrebbero finito col toccare terra fornendo, a noi bambini, ottime occasioni durante gli impegnativi giochi a nascondino.
Gennaro Tedesco - 26-10-2009
a Sulle orme di Jurassic Park

Il lavoro che qui si presenta coinvolge una pratica didattica interdisciplinare laboratoriale ed operativa anche nel contesto delle nuove tecnologie e di Internet.
Si è tentato di scorporare un romanzo fantascientifico e d'avventura alla ricerca delle interconnessioni interno-esterno, mettendo in risalto le implicazioni neotecnologiche, biotecnologiche , ma soprattutto "frattaliche" e "neogenetiche". Inoltre l'opera crichtoniana ha fornito l'opportunità , entro certi limiti, di scandagliare il nuovo immaginario studentesco e la sua capacità di influire su rinnovate modalità d'apprendimento.

La Redazione - 24-10-2009
"Brace, brace, brace" (prepararsi all'impatto) è l'ordine che il comandante dà ai passeggeri prima del disastro.

Da qui il nome di una nuova "rubrica" che Fuoriregistro propone e apre, come sempre, alla collaborazione di chiunque ne abbia voglia.

Il tentativo sarebbe quello di descrivere, raccogliere storie, analizzare ciò che di peggio sta nel nostro paese, con la convinzione che "where everything is bad, it must be good to know the worst".

E però anche con la speranza che la "conoscenza del peggio" smuova le coscienze e animi verso quel cambiamento nel pensiero e nell'azione che da molte parti ormai è riconosciuto come necessario.
Franco Buccino - 24-10-2009
L'anticipo del freddo ha portato all'anticipo delle occupazioni delle scuole. Ne continuerei a parlare con tono tranquillo e qualche ironia, se non fosse che la prima scuola ad essere stata occupata è la mia.
A scanso di equivoci dico subito che la protesta degli studenti, per come sta funzionando la scuola, per la scarsa considerazione in cui è tenuta dal governo, per un futuro ancora più nero che le si prospetta, è ampiamente fondata e motivata.
Gennaro Tedesco - 23-10-2009
A me sembra che il documento ministeriale per quanto riguarda gli standard d'apprendimento, competenze, traguardi e valutazione, abbia, per lo meno in parte, demandato volutamente ai docenti una loro maggiore possibilità e capacità di programmazione, curricolarizzazione e valutazione. Mi sembra che una delle logiche del documento in questione sia anche il tentativo di riportare al centro della Scuola e del suo gioco inesausto, protagonisticamente, le capacità di elaborazione intellettuale e professionale di autonomia e responsabilità del docente nei confronti della totalità della comunità educante in un contesto di scambio permanente e ricorrente col mondo, non solo scolastico, lavorativo e relazionale (alludo in questo caso ai genitori e agli agenti del territorio), ma soprattutto culturale, nel senso non solo di una pedagogia culturale, ma anche e soprattutto di una apertura totale e globale nei confronti dell'avventura intellettuale e umana .
Per quanto riguarda la valutazione, o la sua eventuale carenza nel documento ministeriale, essa mi sembra del tutto voluta e programmaticamente perseguita.
Vincenzo Andraous - 23-10-2009
La ragazzina è distesa a terra, il vomito alle labbra, un'adolescente in rianimazione, tra la vita e la morte, la balbuzie esistenziale che non porta conforto né riparazione, solamente disperazione, coma etilico a tredici anni, rischio di morire per abuso di sostanze.
Poco più di una bambina, strangolata dall'alcol, dalla cecità ottusa dell'età, dai desideri adulti improvvisamente insopportabili, sconosciuti e prepotenti.
Quando un ragazzo rotola giù dall'amore che non arriva al cuore, la consuetudine sta nell'uso delle parole sempre più inutili, anche false, perché giustificano sempre e comunque, oppure nel rifugiarsi nella riparazione della "deduzione logica ", negli editti delle buone intenzioni, le solite frasi a effetto.
Giuseppe Aragno - 22-10-2009
A inizio secolo - il "primo del nuovo millennio" ricorda la retorica dei pennivendoli - la terribile risposta del capitalismo ha spento sul nascere una voglia di cambiamento attraversata dai brividi di un'autentica ribellione. Sorpresa dalla luce di un'alba livida, la fragile impalcatura dei sogni, tuttavia, s'è sfasciata e il risveglio è stato doloroso.
Sono passati anni e, a ben vedere, tra i nostri giorni bui e le speranze di Genova 2001, non ci sono solo i "democratici" alla Fini installati nella cabina di regia della repressione, il colpo mortale tirato a Carlo Giuliani - ma il bersaglio vero qual era? - la Diaz, Bolzaneto e l'intoccabile De Gennaro. C'è, quantomeno, l'insanguinato stillicidio dei "testimoni scomodi", i giornalisti e quei fotografi che, per dirla con Josef Koudelka, le foto le "fanno coi piedi", perché camminano per chilometri tra mille rischi, e fissano in uno scatto o in una frase le rare verità che giungono ormai nelle nostre case assediate da menzogne di Stato. Chi ricorda Maria Grazia Cutuli? Chi conserva memoria di Baldoni o di Raffaele Ciriello freddato dal mitra d'un carro israeliano?
C'è dell'altro. E di peggio: un sonno pericoloso della ragione.
Francesco Masala - 21-10-2009
L'interpretazione dell'uscita del commercialista di evasori, come dice D'Alema (ogni mille una l'azzecca anche lui), sul posto fisso, è difficilmente interpretabile, e infatti tutti sono spiazzati. Ma diventa chiara con gli occhiali del ciclismo, un nuovo strumento interpretativo.
Uno (Tremonti) fa uno scatto per tentare la fuga, la maglia rosa (Berlusconi) lo raggiunge in scioltezza, il gruppo (la Lega , AN, Pdl) si ricongiunge.
L'obiettivo è la maglia rosa, il ruolo di piccolo padre, demagogico e populista. E spiegare a tutti che la precarietà nasce dai governi di centrosinistra (vedi Treu).
Giocondo Talamonti - 20-10-2009
"L'Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro", recita l'articolo 1 della Costituzione. Quindi, dire ad altri: "a lavorare, andate a lavorare...", non viola alcuna legge di buona creanza, anzi, è perfettamente costituzionale. Tuttavia, occorre fare delle distinzioni: analizzare bene a chi è diretta la frase e chi è che la pronuncia.
Se si tratta di un coro che parte dagli spalti di uno stadio di calcio, all'indirizzo di giocatori svogliati, può essere un invito a provare quanto sia duro il lavoro in fabbrica per portare a casa un millesimo dello stipendio che, di solito, i calciatori prendono per giocare, nonché uno sprone ad avere più rispetto per i soldi del biglietto tirati fuori da chi assiste alle loro mediocrità.
Se, al contrario, a pronunciare la stessa frase è un allenatore, rivolto al pubblico (Lippi, tanto per non fare nomi, ma solo cognomi), allora l'esortazione diventa offesa; offesa a chi sulle gradinate il lavoro ce l'ha, ma teme di perderlo, al precario che lo vede a sprazzi, all'ostinato che lo cerca senza trovarlo, al giovane che studia con tante paure per il suo futuro.
Doriana Goracci - 19-10-2009
Gentile Onorevole Jean-Leonard Touadi, sono una signora che ha fermato il 17 ottobre 2009 l'onorevole Franceschini, lungo il percorso della Manifestazione Nazionale a Roma contro il razzismo, per chiedergli se era al corrente dei fatti che riguardavano la signora Gelmini nel 2000 e lei era al suo fianco.
Giulio Cesare Viva - 17-10-2009
Se la conoscenza della nostra lingua e della nostra cultura è necessaria ai fini di una più rapida ed immediata integrazione perché la scuola deve separare i giovani stranieri dai loro coetanei italiani? Non si imparano le lingue soggiornando tra coloro che le parlano? I corsi di lingua italiana per stranieri, che sembrano stare nei pensieri dell'attuale Ministra, ben vengano se servono per "integrare" e non "per differenziare"; ben venga l'aiuto della scuola pubblica italiana alla migliore conoscenza del nostro paese da parte degli stranieri che, all'uopo, dovrebbero utilizzare quelle ore aggiuntive che gli alunni italiani utilizzano per studiare quelle discipline lasciate alla libera scelta delle famiglie. Gli alunni stranieri potrebbero così avere crediti scolastici extra curriculari in lingua e cultura italiana come gli altri alunni italiani potrebbero averli in musica, in storia della Cina, in cultura islamica, in lingua latina, etc.
Antonio Vigilante - 17-10-2009
Nell'Italia regressiva, sclerocardica, tetramente autoritaria e al tempo stesso grottescamente libertina di questi anni la violenza contro i bambini non fa notizia. Non, almeno, la violenza di chi dovrebbe educare. Essa è benefica, in fondo, anche quando si esagera. A Mestre un maestro ha scaraventato un alunno di nove anni contro un armadio. Gli ha gonfiato la faccia, gli ha rotto gli occhiali. I giornali nazionali non ne parlano, ne danno notizia* solo quelli locali. Il maestro resta al suo posto, nessuno lo sospende, come è accaduto invece a Franco Coppoli**, colpevole di aver tolto il crocifisso dal muro. Il ministro Gelmini, che pochi giorni fa ha annunciato che le scuole che non hanno risposto all'invito di esservare un minuto di silenzio in onore dei soldati italiani morti in Afghanistan (non comprendendo, evidentemente, che nell'Italia di oggi un invito equivale ad un ordine) saranno sanzionate, non ha avuto nulla da dire. Altri invece parlano. E dicono cose terribilmente inquietanti. Alcuni docenti italiani discutono della vicenda nel loro gruppo di discussione (it.istruzione.scuola). Ecco le loro parole...
Maria Antonia Stefanino - 16-10-2009
Il tempo e la forza dell'erosione di cui esso dispone, sono l'intima essenza del potere, ecco perché ora più che mai la delegittimazione di Saviano, l'accusa di fanatismo ad alcuni giudici ci impone di non tacere.
Ognuno lo fa a suo modo, ma sono in tanti che, con tempismo consapevole del momento, sproloquiano sul giovane scrittore. Emilio Fede gli fa i conti in tasca; Vittorio Pisani, il capo della Squadra Mobile di Napoli, lo contrappone quale falso e celebrato mito ai misconosciuti eroi quotidiani e Tano Grasso, sputa sentenze, cianciando sull'inutilità dell'eroe solitario. Ognuno ci mette il suo, certi tutti che, nell'asfissia di pensiero del grave momento del paese, l'ora sia quella giusta.
Da tempo, vivendo a Napoli, percepivo il crescendo d'insofferenza verso chi aveva osato dire l' ovvia verità di una "Economia canaglia" che ormai non necessitava più del consenso e di accordi con la politica, ma irrompeva essa stessa nelle stanze del potere.
Irma Melandri - 15-10-2009
Sono una mamma innanzitutto e poi una rappresentante del plesso Viviani scuola dell'infanzia di Cavalleggeri a Napoli 53CD.
Abbiamo cominciato il 21 settembre a tornare nella ns. sede a piazza Neghelli dopo due anni di consolidamento statico dei ...
Aldo Ettore Quagliozzi - 15-10-2009
" Che ci faccio in cattedra? " è stato, tempo addietro, il titolo di una corrispondenza dello psichiatra Umberto Galimberti. Essa poneva, e penso ponga tuttora, domande inquietanti, in un paese nel quale il problema della scuola è ben ridotto alle solite comparsate ed alle invenzioni dei provvisori titolari del Ministero in parola. Sono addivenuto alla amara conclusione che il problema della scuola non interessi più di tanto agli abitatori del bel paese, tanto da delegarne completamente le problematiche ai soli addetti ai lavori, considerati, anche se non pubblicamente dichiarati, al pari dei giudici, " stralunati " esseri, nullafacenti o quasi, gloriosamente dediti, e senza tanti riconoscimenti e ricompense, a qualcosa per la quale la sedicente società civile d'oggigiorno - grassa ed operosa e mediaticamente asservita - ha ben poco da dedicare o da spendere. In tale contesto la scuola è divenuta purtroppo rifugio o approdo dei tanti che in verità avrebbero meglio potuto impiegare il loro tempo in altre faccende o mansioni socialmente più utili. Ne ho fatta esperienza personale in quanto genitore, per via naturale, ed in quanto insegnante, per scelta inizialmente molto convinta e motivante, e con il senno del poi, del tutto " sconclusionata ".
Francesco Masala - 14-10-2009
La tesi è: nell'età dell'obbligo scolastico tutti siano obbligati a frequentare la scuola pubblica, a totale spesa dello stato. Elenco i motivi a favore:

- Se esiste solo la scuola pubblica obbligatoria per tutti, da 1 a 16 anni, tutti saranno interessati a farla funzionare bene, se esiste anche quella privata in alternativa, chi può abbandona la pubblica, che avrà meno finanziamenti, perché i rappresentanti parlamentari dei gruppi più abbienti dirotteranno le risorse, sempre più scarse, verso la scuola privata, che spesso funzionerà a poco prezzo anche per chi non potrebbe permettersela, abbandonando ancora di più la scuola pubblica. La scuola privata esisterebbe, in più, per chi vuole, la sera, a totale sua spesa.
Vincenzo Andraous - 14-10-2009
I bambini non si toccano mai, non so chi ha coniato questo comandamento, ma chi lo fece, aveva ragione, ne aveva così tanta, che forse anche lui è finito pazzo per il dolore.
I bambini non si toccano mai, o più propriamente gli innocenti non si toccano mai: chi lo disse, è finito crocifisso su qualche croce dimenticata, per un momento infinito è rimasto da solo, con l'urlo in gola a strangolarlo, con le braccia aperte, gli occhi ribaltati, il volto reclinato degli innocenti.
I bambini non si toccano mai, muoiono per strada, sulle auto, sui campi di calcio, muoiono senza colpa né misfatti, per prossimità derivate da terzi, per una sorta di nemesi congenita, che propaga metastasi, come ogni condanna al silenzio.
Maurizio Tiriticco - 13-10-2009
Il riordino del secondo ciclo di istruzione si sta avviando verso la conclusione, anche se mancano fino ad oggi i necessari passaggi formali che lo rendano esecutivo. Dal canto loro, gli "esperti" stanno lavorando a riempire le ultime difficili caselle dei contenuti programmatici, quindi... non ci resta che attendere! Chissà se nel giro di qualche tempo si potrà giungere al difficile parto, anche e soprattutto perché scuole e famiglie sono in fibrillazione: è tempo di conoscere quali concrete opportunità di studio saranno offerte ai ragazzi che nel prossimo giugno avranno superato l'esame di licenza media.
Le attese, comunque, non possono essere molto alte, perché si tratta pur sempre di un riordino e non di una riforma complessiva. Il tutto discende da quanto disposto dalla legge 133/08 che converte con alcune modificazioni, il decreto-legge 112/08, il quale, com'è noto, riguarda "disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria".
Giuseppe Aragno - 12-10-2009
Succede a Napoli e, poiché ci vivo, non faccio fatica a capire: è l'incipit di un'offensiva destinata a durare. I neofascisti di "Casa Pound" occupano un vecchio monastero per farne un sedicente "centro sociale" e su "Repubblica Napoli" i soliti "intellettuali in cerca di sistemazione fanno da sponda e aprono la breccia. Il 9 ottobre Rossi Doria che, a suo dire, ha in odio il revisionismo, si inventa centri sociali di destra in una città misteriosa e inesistente, fatta solo di "esclusi" e di "protetti e propone che il sindaco abbia un ruolo di mediatore tra i centri sociali.
La Napoli di Rossi Doria è una mela divisa in due. Un taglio netto e dai confini oscuri: di qua i protetti, dall'altra parte gli esclusi. Un po' schematico, ma funzionale.
Masucci Ugo - 12-10-2009
Leggo Dal Sito del Ministero - Ufficio Stampa
Riordino istruzione tecnica e professionale
Roma, 28 maggio 2009
"Più ore di laboratorio
Il Regolamento prevede, inoltre, lo sviluppo di metodologie innovative basate sulla didattica laboratoriale, ovvero su una metodologia che considera il laboratorio un modo efficace di fare scuola in tutti gli ambiti disciplinari, compresi gli insegnamenti di cultura generale (per esempio. Italiano e storia).
Gli indirizzi del settore tecnologico hanno inoltre i seguenti spazi di insegnamento in laboratorio:
264 ore nel biennio;
891 ore nel triennio di cui 561 ore in terza e quarta e 330 ore in quinta
"
Giocondo Talamonti - 10-10-2009
Nell'intervento effettuato in qualità di relatore il 2 ottobre 2009, durante il Convegno organizzato dall'AGE Associazione dei genitori e dal Liceo Scientifico "Donatelli" di Terni, si sono esaminati, in sintesi, i comportamenti dei giovani in rapporto all'istituzione scolastica con particolare riferimento alle problematiche che sorgono sotto il profilo educativo.
La prima e sicuramente la più grave riguarda la tendenza a sottovalutare l'impronta formativa che, insieme alla famiglia, la scuola si sforza di lasciare in chi la frequenta. Fra i moltissimi giovani convinti che l'elevazione culturale giova a progettare il loro futuro tanti , purtroppo, sono coloro che pensano di poterne fare a meno. Da qui il triste fenomeno della dispersione scolastica che registra ragioni di ordine intrinseco come la sfiducia verso l'organizzazione sociale, maturata in condizioni valoriali e culturali avverse, insieme ad altre di natura estrinseca attribuibili alle difficoltà che si generano nell'ambiente di vita o nel nucleo familiare; cito ad esempio la disoccupazione, i bassi redditi, la bassa qualificazione al lavoro, il clima affettivo ostile ecc.
Giulio Cesare Viva - 08-10-2009
Un rigurgito di individualismo sfrenato e di rivendicazioni regionalistiche frastorna ed irrita, da qualche mese, soprattutto gli ITALIANI delle regioni meridionali che non condividono le motivazioni dei PADANI i quali, per inseguire egoistici sogni di regionali autonomie, aspirano a tirarsi fuori dalla NAZIONE ITALIA. Certa stampa e certa TV assecondano questo progetto e fanno intendere che le autonomie regionali siano un vantaggio per tutti. Il MERIDIONE è preoccupato circa le vere intenzioni e ed alle condizioni di terra coloniale, di riserva di mano d'opera a basso prezzo, di carro al traino del Nord non intende ritornare ed osserva che quando le cose andavano bene il Nord era paladino del libero commercio e blaterava contro i governi che assistevano il Sud; ora che la situazione è diventata critica lo stesso Nord, o almeno parte di esso, si è convertita allo statalismo puro e semplice ed ha chiesto e preteso dalle casse dello Stato, aiuti e assistenza finanziaria. Per chi realmente muore di fame ha ritenuto bastevoli misere sovvenzioni per l'acquisto di generi di prima necessità finalizzati al semplice mantenimento in vita. Incentivi su incentivi ha promesso ad altri per l'acquisto di quei beni di consumo che altrimenti rimarrebbero nei depositi degli stabilimenti delle industrie produttrici. Si tratta di tenere in vita l'asino per continuare a trarne i soliti vantaggi che verrebbero meno se il povero animale dovesse morire.
Cosimo De Nitto - 06-10-2009
In una situazione in cui si privilegia la cassa, eretta a criterio assoluto e dominante, anche solo a pensare alla continuità didattica, alla efficienza ed efficacia degli insegnamenti, alla profondità, solidità e durata di apprendimenti che sviluppano competenze, alla centralità dei diritti degli alunni all'apprendimento, ci fa sentire come naviganti nell'empireo dei massimi sistemi, in un'altra dimensione, quella del dover essere, troppo alta e distante, purtroppo, da quella manicomiale e insulsa, vuota e inadeguata della realtà attuale delle nostre scuole, così ridotte da questo ministro e da questo governo.
Giuseppe Aragno - 06-10-2009
Non so se sia vero, ma si dice che il dolore d'una pugnalata non si senta subito acuto com'è destinato a diventare dopo che la ferita è inferta. Certo è che il colpo vibrato alla schiena della scuola dall'avvocato Gelmini sul momento non è apparso agli insegnanti devastante agli insegnanti, quanto invece intuirono che fosse gli studenti. Un anno fa, di questi tempi - me ne ricordo bene - l'onda montante della protesta studentesca si muoveva nelle vie e nelle piazze come un corpo vivo, multicolore, forte della giovinezza e, per ciò stesso, tanto sicuro di sé quanto evidentemente solo e, paradossalmente orgoglioso d'una solitudine destinata a produrre debolezza. Un anno fa, di questi tempi, nelle scuole già ferite a morte, gli studenti erano in armi e i docenti assenti.
Florenti - 05-10-2009
Cari colleghi,

in espressione del coordinamento di lettere del biennio s'intende con questo sensibilizzare su come i tagli progettati dalla riforma Gelmini , nella prospettiva delle ore di studio per l'istruzione secondaria superiore , vadano in larga misura a toccare le materie d'italiano, storia e geografia e in che modo ciò possa influire negativamente sulla formazione dell'alunno e del cittadino, favorita soprattutto dall'insegnamento umanistico per ciò che concerne gli aspetti psico-pedagogici e socio-culturali.
Gennaro Tedesco - 03-10-2009
il formatore svolge una funzione socratica, di maieutica socio-scolastica oltre che individuale. Egli porta a galla i problemi presenti nell'anima sociale, li fa risalire, nel senso freudiano, dal profondo alla superficie "guarendo" il corpo sociale e scolastico : il formatore quindi opera anche una chiarificazione logica del linguaggio, dei problemi, nel senso wittgensteiniano. Egli, tentando di "guarire" il corpo socio-scolastico, lo conduce anche o lo dovrebbe condurre a mete più alte.
Francesco Masala - 02-10-2009
Frugando nel sito http://www.ellisisland.org, nel quale sono registrati gli ingressi, solo negli Stati Uniti d'America, nell'isola di Ellis Island ( per ricordare, o sapere, si può iniziare dal bel film di Emanuele Crialese "Nuovomondo", del 2006), ...
Giuseppe Aragno - 02-10-2009
Un tempo carnevale era il cosmopolitismo e la partecipazione collettiva del mondo greco ai riti per Dioniso, o il gioco orgiastico dei Saturnali latini che simulava la sovversione dell'ordine sociale. Il punto politico, però, era chiaro: il carattere rituale della festa cancellava la connotazione di "classe" e - lo sapevano tutti - piuttosto che aprire, carnevale chiudeva lo scontro sociale. Di bello ci rimane il gioco delle parti, l'illusione dell'emancipazione dalle regole e del ribaltamento di ruoli e gerarchie sociali....
Da un po' il carnevale, a Napoli, lo fanno le "occupazioni" dei "bravi ragazzi fascisti" che odiano il SIM, lo "Stato Imperialista delle Multinazionali", e senza saperlo, sposano così le tesi delle Brigate Rosse, attaccano la Charitas che, a sentirli, alimenta la guerra dei poveri favorendo gli immigrati, sognano l'autarchia e il ritorno alla geopolitica degli "anni Trenta", con le "cannoniere" in rotta dal Mediterraneo all'Oceano Indiano.
E' solo un carnevale, un garbuglio cristiano che ha radici pagane e natura quasi "animale", però stiamo attenti a non ribaltare l'antica logica e a non assegnare alla caricatura il valore della realtà.
Claudia Fanti - 01-10-2009
Obama parla al mondo della catastrofe climatica e dà inizio all'era del darsi da fare entro breve per rimediare.
Ok, si sa che i GRANDI della Terra possono con le parole esorcizzare addirittura il senso del tempo che è passato inesorabilmente vuoto di contenuti e idee. Parlano, e i media si occupano delle loro parole, le ripetono fino a farle sembrare concrete, foriere di cambiamenti possibili. Potenza del potere dei GRANDI!

La realtà però sta lì inosservata, incapace di essere, di farsi verità. La guardiamo scorrere, mutare, trasformarsi. Per secoli l'essere umano ha la possibilità di guardarla in faccia, ma non la sa osservare, non la sa amare, non la sa gestire a suo favore, non la sa misurare col futuro possibile.

E' quella della catastrofe culturale che abbiamo sotto gli occhi, il nulla.
Lentamente le idee devastanti della conservazione della propria specie per mezzo di quella dei processi produttivi, economici, consumistici, divengono azioni di governo, azioni spaventate di irrigidimento, inflessibili politiche di rigore.
galassia scuola
Spazio aperto alle riflessioni e alle opinioni personali su quanto avviene nella scuola in generale, nella nostra scuola in particolare, nelle piazze e nei palazzi in cui la scuola è all’ordine del giorno. Insegnanti, ma anche studenti, operatori, genitori … possono dar vita a un confronto su tematiche attuali, a patto che la discussione sia corretta.
Astenersi anonimi e perditempo!
La Redazione
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