Anno scolastico 2010-2011 - mese di luglio
Rosanna - 22-07-2011
Salve, sono un'insegnante di scuola primaria con circa 30 anni di servizio, ho conquistato il mio ruolo con il concorso magistrale dell'82, avevo 19 anni, il mio sogno era quello di diventare direttore didattico e per questo mi sono iscritta in "Vigilanza scolastica" (il magistero) dove ho completato i miei studi per poi partecipare all'ultimo concorso per direttore didattico (quando si tenevano a Roma) ma non e' andata come volevo; ho aspettato il successivo concorso ma, nel frattempo erano cambiate le regole per l'accesso quindi, il mio bel diploma in Vigilanza scolastica non valeva piu' nulla e malgrado avessi partecipato al precedente concorso, sono stata esclusa per carenza di titolo di studio. Purtroppo, non ho fatto ricorso al Tar in quell'occasione ma io non mi arrendo quindi presentero' domanda di partecipazione al nuovo concorso e questa volta si andra' al Tar!!! Vi chiedo di aiutarmi in questa assurda ed incostituzionale vicenda dandomi il vostro supporto per quanto riguarda le leggi di riferimento alle quali appigliarmi per far valere i miei sacrosanti diritti.
Maurizio Tiriticco - 18-07-2011
Franco De Anna è sempre un acuto lettore dello stato della scuola oggi e, perché no?, anche della scuola di domani! E anche lui è portato a leggere i concreti tagli di Giulio e le vacue giustificazioni di Mariastella non tanto e non solo come una "cattiva volontà" dell'attuale maggioranza, ma come un primo segnale di una svolta che si sta verificando - della quale peraltro non possediamo a tutt'oggi tutti gli elementi per un'analisi compiuta - e che condurrà ad un ridimensionamento di quella istruzione per tutti (gli auspici dei tanti Delors della fine del secolo scorso) che una vagheggiata società della conoscenza aveva reso non solo auspicabile, ma addirittura necessaria e possibile.
Francesco Masala - 12-07-2011
All'inizio di marzo del 2009 avevo scritto proprio qui quello che trovate poche righe sotto.
Temo che le cose siano solo peggiorate.
Purtroppo si pensa questi giorni a fare manovre che permettano incassi con cartolarizzazioni e vendite di pezzi di Stato, cose che io vedo come un attentato ai beni comuni.
Da un sacco di tempo ci raccontano che il debito pubblico italiano è altissimo, ma c'è una grandissima ricchezza privata a garanzia. Il punto è: si deve abbattere il debito pubblico toccando le ricchezze private? Subito dopo il nodo è: imposta patrimoniale regressiva, o progressiva da uno stock di ricchezza in su?
Questi giorni c'è lo psicodramma dei soldi che Mediaset deve a De Benedetti, soldi rubati molti anni fa attraverso la corruzione di un giudice. Qualche giornale che piange per questo risarcimento, piange per chi non paga le rate del mutuo e gli portano via la casa, piange per chi perde il lavoro, per i giovani senza futuro? - Dopo tanti anni di redistribuzione dai poveri ai ricchi, qualcuno vorrà invertire la tendenza? - Esiste una sinistra ancora in questo paese, anche solo una socialdemocrazia per la quale la parola redistribuzione non è una parolaccia?
Liana Gerbi - 07-07-2011
Molti hanno l'aria di esserne ben convinti: leader e manager si diventa ...dopo aver frequentato l'apposito Corso, obbligatoriamente -e gratuitamente- previsto dal Ministero. Si diventa, cioè si acquisiscono d'emblée, e fino alla fine della propria carriera, abilità e capacità, attitudini alla comunicazione efficace, al sostegno e alla valorizzazione delle risorse umane, ecc...
Se anche voi nutrite qualche dubbio in proposito e noi ne abbiamo (e di fondati) molti, abbiate la cortesia di seguirci in questo breve itinerario che ci conduce lontano dalla nostra terra, proprio per meglio osservare e comprendere la nostra realtà culturale, ambientale, emotiva.
Maurizio Tiriticco - 05-07-2011
Ho ricordato più volte in altri scritti quanto sia stato importante il contributo dei descolarizzatori che negli anni Settanta, con una visione certamente tutta utopica e ottimistica, dichiaravano che il ruolo della scuola fosse ormai in dirittura di arrivo, stante il fatto che la società democratica, civilmente cresciuta e ampiamente acculturata, potesse da sola far fronte ai problemi dell'istruzione senza più attivare luoghi da essa separati.
In effetti, la scuola è una istituzione recente per le nostre società. Per migliaia di anni i nuovi nati apprendevano dal e nel sociale che cosa fosse necessario per sopravvivere: alimentarsi, difendersi, riprodursi. Ciò che il gruppo - maschi e femmine, padri e madri, una volta incerti, poi, con le prime organizzazioni famigliari, sempre più certi - faceva, i nuovi nati facevano. E il progresso indotto dalle invenzioni era lento, quanto lente erano le stesse invenzioni.
Gianfranco Pignatelli - 01-07-2011
La certezza del dritto è essere più uguale degli altri. Agire con destrezza, trovare escamotage, lucrare vantaggi dalle smagliature normative. È il modus operandi italico. È, per l'appunto, l'etica del dritto. Uno stile di vita dilagante ed imperante al quale educare i giovani fino a piegare alla bisogna le istituzioni scolastiche, specie se private. Così accade che un notissimo liceo parificato sia associato a uno statale. A scorgere l'elenco dei candidati già si potrebbe malignare: 34 del parificato contro i 9 dello statale. Ma il mercato, si sa, è il mercato. Al suo imperio non ci si può sottrarre.
galassia scuola
Spazio aperto alle riflessioni e alle opinioni personali su quanto avviene nella scuola in generale, nella nostra scuola in particolare, nelle piazze e nei palazzi in cui la scuola è all’ordine del giorno. Insegnanti, ma anche studenti, operatori, genitori … possono dar vita a un confronto su tematiche attuali, a patto che la discussione sia corretta.
Astenersi anonimi e perditempo!
La Redazione
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