Anno scolastico 2006-2007 - mese di marzo
Scuolanostra - 31-03-2007
Al Parlamento, al Governo, con particolare riferimento ai Ministri Fioroni e Padoa Schioppa

L'ultima Legge Finanziaria prevede un piano di assunzioni di 150.000 insegnanti e di 20.000 lavoratori ATA.
Considerato, peraltro, il numero altissimo di pensionamenti previsto per il prossimo anno scolastico - che libereranno cattedre che vanno ad aggiungersi al grande numero di posti vacanti già disponibili nell'anno scolastico in corso - riteniamo incredibile che, a tutt'oggi, non vi siano ancora certezze sulle immissioni in ruolo!
Rete Aut Of Roma - 30-03-2007
C'era una volta il partito della non-violenza. Il suo segretario sosteneva che, per uscire dal Novecento, i movimenti dovevano essere pacifici.

Novecentesco non è conservare la vigenza della forma-partito laddove ha cessato di essere valida, ma mettersi un casco per ripararsi dalle manganellate della polizia era posto sullo stesso piano della strage
dei kulaki. Oggi quel partito è al governo: in appena dieci mesi, di guerre ne stanno facendo due.

Oggi quel segretario è presidente della camera. Oggi quell'appello alla non-violenza si dimostra per quello che era fin dall'inizio: un tentativo di deprivare i movimenti della loro autonomia, per subordinarli al sistema della rappresentanza politica.

Con linguaggio orwelliano, ci raccontano che stanno facendo la guerra per costruire la pace. Col linguaggio della ragione, rispondiamo che non
esistono guerre buone e guerre cattive: unilaterali o multilaterali, sotto l'egida dell'amministrazione Bush o dell'Onu, le guerre sono dispositivi costituenti dell'ordine imperiale. C'è chi è complice, e c'è chi si oppone.

Tutto il resto sono chiacchiere. E oggi più che mai, le chiacchiere stanno a zero.
Cosimo Scarinzi - 30-03-2007

Oggi 30 marzo si è svolto lo sciopero generale del Pubblico Impiego della Scuola e dei lavoratori e delle lavoratrici dei servizi pubblici in appalto procalmato dalla CUB. A Roma hanno sfilato 25.000 manifestanti in un corteo partecipato, colorato e combattivo. Al termine del corteo una delegazione è stata ricevuta dalla Presidenza del Consiglio e dai Ministeri interessati dalla mobilitazione.
Dedalus - 29-03-2007
Sono sempre piu' evidenti, nel mondo della scuola, i segnali di delusione e di disorientamento. E' indubbio che, dopo gli anni della Moratti, ci si aspettava una netta inversione di tendenza. Una discontinuità che non c'è stata o che comunque non è avvertita dalla gran parte degli operatori scolastici. Dopotutto la scuola era un caposaldo importante del programma dell'Unione ("l'Italia cresce se investe sulla conoscenza... L'intero sistema Paese dovrà investire nell'istruzione con politiche integrate...Strategico sarà l'investimento delle risorse..."). La scuola è stata anche recentemente indicata fra le priorità nei 12 punti di Prodi. Eppure, dopo qualche fiammata iniziale, non si registrano sostanziali cambiamenti e tanto meno appare all'orizzonte un "nuovo corso" per la scuola.
Marino Bocchi - 29-03-2007
Da oggi le mie alunne conoscono un po' della storia di Renato Curcio. E' nato quasi per caso. Me ne andavo a scuola in bici, stamattina presto, insieme al mio amico Carlo, che e' un genovese dai bicipiti forti, da me molto invidiati, quando, passando presso un'edicoletta, ho letto sulla locandina del Resto del Carlino, che il nostro sindaco Ds di una giunta di centro-sinistra, si diceva molto indignato per la presenza di Curcio ad un circolo culturale, prevista per sabato prossimo.
Genitori e insegnanti - 28-03-2007
Incontriamoci sabato 21 aprile a Bologna per costruire insieme una grande mobilitazione nazionale, per:

- una legge che riconosca il tempo pieno vero (con 2 docenti per classe e 4 ore di compresenza) come modello didattico, garantito per tutti quelli che ne fanno richiesta;

- l'integrazione immediata negli organici di fatto delle/degli insegnanti necessari per coprire tutte le domande di tempo pieno per il prossimo anno scolastico;

- l'abrogazione della legge Moratti e dei suoi decreti attuativi che hanno frammentato il carattere unitario e costituzionale della scuola italiana (dallo spezzatino orario, alle pagelle "fai da te", alle indicazioni nazionali spazzatura);

- un grande investimento di risorse nella scuola pubblica statale, oggi martoriata dai tagli, che colpiscono non solo i tempi pieni, ma tutti gli ordini di scuola, i settori più deboli (disabili, alunne e alunni migranti), e perfino l'ordinario funzionamento delle scuole con l'esaurimento dei fondi per le supplenze.
CONBS - 27-03-2007
Al termine della prima Assemblea nazionale del personale della scuola collocato in altre mansioni per motivi di salute (i cosiddetti "inidonei"), coindetta da Cobas scuola e Conbs e tenutasi a Roma il 23 marzo, è stato proclamato lo stato di agitazione nelle scuole.

L'assemblea che ha visto la presenza di insegnanti provenienti da tutta Italia, è stata affollata e partecipata ma, soprattutto, determinata nell'affermare i diritti di quanti si sentono parte attiva e integrante nella scuola. Durante l'assemblea è stato tracciato l'escursus normativo che ha portato agli articoli capestro delle due finanziarie, quella del 2003 e quella del 2007, che hanno decretato la mobilità o il licenziamento del personale in questione e che ha reso palese la sostanziale continuità del governo di centro-sinistra con quello di centro-destra.
Tale analisi ha individuato nell'Autonomia scolastica, e nella successiva visione aziendalistica che ne è derivata, l'elemento portante di una miope politica di razionalizzazione applicata alla scuola, che attacca le componenti ritenute più deboli e depriva l'Istituzione Scuola di figure fondamentali per il buon andamento della stessa didattica (bibliotecari, insegnanti con funzioni di supporto alla didattica, etc).
G.P.Trevisani - insegnante - 26-03-2007
Ditemi che non è vero che le trattenute - imposte regionali - sono aumentate sul mio stipendio del 94% mentre quelle comunali del 62% rispetto allo scorso anno.

Sullo statino di marzo 2007 c'è una voce:
addizionale regionale irpef
2006 Euro 28,03 - 2007 euro 54,39 aumento 94%

Poi c'è un'altravoce...
Coordinamento dirigenti scolastici Cgil-Cisl Milano - 26-03-2007
In provincia di Milano, ma più in generale in Lombardia, si sta prospettando una situazione estremamente preoccupante. Molte scuole -soprattutto di base - hanno esaurito il budget loro assegnato per l'anno 2006 per le supplenze brevi e hanno potuto pagare gli stipendi ai supplenti facendo ricorso alla disponibilità di cassa (a rischio quindi di non poter sostenere altre spese o attività didattiche per le quali quei fondi erano destinati).
Il ministero ha dato indicazione ai CSA di "sostenere" le scuole utilizzando i fondi delle contabilità speciali ma anche questi fondi risultano essere esauriti. I CSA non sono quindi in grado di effettuare interventi compensativi nei confronti degli istituti che non hanno più soldi per "saldare" il 2006.
Emanuela Cerutti - 24-03-2007
Settimana dura per i bambini sans-papiers della zona nord-est di Parigi.
Lunedì la polizia ha bloccato una signora che attendeva la figlia all'uscita di una scuola materna. I presenti, insegnanti, genitori, passanti anche, hanno reagito e la signora ha potuto per il momento tornarsene a casa con la piccola.
Stessa sorpresa per un nonno che, il giorno dopo, aspettava i due nipoti alla fine delle lezioni: il nuovo intervento dei cittadini, però, questa volta non ha avuto successo: la polizia ha fatto ricorso ai gas lacrimogeni per disperdere la folla e il nonno è stato arrestato.
Alcuni esempi tra i tanti.
I Sindacati stigmatizzano e denunciano il clima di violenza che si respira: una violenza che provoca paura e ostilità.
La paura di chi si sente rifiutato, minacciato, impedito nel suo minimo diritto ad un'esistenza degna di un tale nome; di chi deve nascondersi senza aver commesso nessun delitto; di chi ha chiesto all'occidente scintillante di tenere accesa una lampadina per lui.
L'ostilità verso istituzioni e strutture di chi ogni giorno si fa carico del problema, uomini e donne, mamme, papà, amici, che cercano mediazioni tra la legge e la giustizia, prima che sia troppo tardi per l'una e per l'altra.
V. Mariani - 24-03-2007
"Non voglio finire sul giornale io!" Quest'enunciato mi è venuto fuori quasi incontrollato al termine di uno degli incontri, stavolta straordinario, rivolto a valutare l'andamento delle classi ma con la massima cura (troppo spesso nel senso etimologico di preoccupazione!) per le individualità e singole personalità che le compongono, il più delle volte intorno alla terza decina.
Non posso assolutamente rimanere tranquilla se, quasi tutti i giorni ormai, anche dalla scuola giungono notizie inquietanti di alunni/e docenti e dirigenti di volta in volta protagonisti, attivi o passivi, di atti di violenza o di comportamenti indecenti che finiscono come gesta eroiche pure su internet. Senza parlare delle famiglie che, a dire dei cantastorie della carta stampata che tali informazioni ci riportano di continuo (bramosi, forse, di cavalcare l'onda della notizia di tendenza?), difendono strenuamente la propria prole. Difesa che, secondo me, lì dove non è istinto animalesco, altro non è che il tentativo disperato di assolversi per la diseducazione trasmessa.
Flavio Cucco - 23-03-2007
La " Sperimentazione" di educazione motoria, avviata dal Ministero della P.I. per l'anno scolastico 2006/07, che ha coinvolto 3 scuole primarie in ogni Provincia per 100 ore di consulenza da parte di un laureato in Scienze motorie o diplomato ISEF, se pur un "buon inizio", è sicuramente molto lontana dalle modalità organizzative e finanziarie necessarie per raggiungere lo scopo di pervenire nel medio termine ad utilizzare almeno un docente di educazione motoria per circolo didattico e istituto comprensivo.

Per tradurre in azioni le linee di indirizzo enunciate e per non disperdere il patrimonio di energie e di iniziative costruito in questo anno scolastico, riteniamo necessario che, nell'articolato della Direttiva 2007/08 rivolta alla "Individuazione degli interventi prioritari e dei criteri generali per la ripartizione delle somme" ai sensi dell' articolo 2 della legge 18 dicembre 1997, n 440, si indichi, anche per il prossimo anno scolastico, tra gli interventi prioritari, il "potenziamento dell' educazione motoria, fisica e sportiva", destinando a tale scopo almeno il triplo delle risorse previste per l'a.s. 2006/07 (nel 2006 : 6milioni e 600mila euro + 900 mila).
I.T.C. Costa - 22-03-2007
I giovani dell'Istituto Costa di Lecce nella loro formazione in cooperativa di lavoro sono entrati in Confindustria con grande soddisfazione del direttore Corvino e del preside Greco...e non solo, la quota di iscrizione l'ha voluta donare la Banca di Terra D'Otranto!

Ieri 21 marzo, data non casuale, è entrata la primavera nella sezione leccese di Confindustria, infatti la giovane cooperativa di lavoro "Arianoa", nata nel grembo dell'Istituto Costa di Lecce e costituita dai suoi diplomati, ha accettato la proposta ricevuta e si è iscritta nella sezione dei servizi avanzati del terziario, visto che la loro attività principale è orientata all'utilizzo delle nuove tecnologie di comunicazione attraverso la rete internet.
RSU scuole superiori - 22-03-2007
Le RSU delle scuole superiori di Carpi, dopo l'assemblea autoconvocata del 15 marzo scorso, propongono ai lavoratori e alle lavoratrici della scuola la firma di questo appello da inviare alle segreterie sindacali locali e nazionali, ai partiti di governo, agli enti locali, e ai mezzi di informazione, per rappresentare le istanze e le preoccupazioni di chi la scuola la fa tutti i giorni in mezzo a mille difficoltà.

Le RSU delle scuole superiori di Carpi



LA SCUOLA E' UN INVESTIMENTO, NON UNA SPESA!!!

Dopo l'assemblea delle scuole superiori di Carpi del 15 marzo scorso, autoconvocata dalle RSU, le lavoratrici e i lavoratori firmatari di questo appello, ritengono insostenibile il taglio ai finanziamenti e agli organici che la scuola sta subendo. Non si può fare appello sui mass media al ruolo della scuola nell'educazione dei giovani, di futuro del paese, e continuare parallelamente una politica basata solo sul risparmio indiscriminato in ambito scolastico, come è successo negli ultimi anni.
Giuseppe Aragno - 22-03-2007
Uno studente mi fa: - chi è Renato Curcio?
Lo guardo e non capisco.
- Perché me lo chiedi? - domando.
- Beh, sono stato a Galassia Gutemberg e ho assistito a una manifestazione che mi ha scosso. C'era questo Curcio che presentava un libro, ma nella sala ha fatto irruzione gente che urlava, mostrava striscioni e chiedeva il carcere a vita per i terroristi. E' intervenuta la polizia, ne è nato un tafferuglio, poi per fortuna è tornata la calma. Ma a me è rimasta la curiosità e la voglia di capire. Ho sentito dire che è un terrorista ...
Lo guardo e se potessi, preferirei sottrarmi. Ma è lì, davanti a me, ha gli occhi chiari e leali: si fida di me ciecamente. E di me devo fidarmi anch'io: il mio mestiere è insegnare.
precariscuola - 22-03-2007
E' uscito ormai da qualche giorno il decreto che riapre le graduatorie ad esaurimento per i docenti precari, per cui entro il 19 aprile le domande di aggiornamento, trasferimento o nuova inclusione dovranno già essere state recapitate, tuttavia per molti docenti precari non sarà possibile inoltrare subito le suddette domande. Questo perché non è ancora stato pubblicato il regolamento per le supplenze brevi; di conseguenza non ci è dato sapere quante sedi potranno essere scelte, né se sono previste, così come voci di corridoio hanno preannunciato, sanzioni da applicare ai docenti che, pur non risultando occupati in altra supplenza, rifiutino di accettarne una (sperando in una chiamata più vantaggiosa).
Antonia Arcuri - 21-03-2007
Le nuvole,
le increspature del mare,
il volo degli uccelli,
il colore del cielo notturno,
la luna in Venere :
ciò che non dipende da noi.
Marino Bocchi - 21-03-2007
Magari ci fosse ancora la poesia.
Avremmo ancora Pasolini. Avremmo ancora Faber.

Magari ci fossero ancora le Artemisie, adesso saremmo qui a ricordarne l'anniversario, dato che si celebravano nei mesi di marzo-aprile ad Efeso, ma erano di carattere orgiastico e dev'essere per questo che sono state rimosse dalla nostra cattiva coscienza.

Se ci fosse ancora la poesia, Totò, guardando le nuvole, direbbe ancora a Ninetto della straziante e meravigliosa bellezza del creato e Ippolit continuerebbe a chiedere a Miskin: "Principe, voi avete detto una volta che la bellezza salverà il mondo: principe, quale bellezza salverà il mondo?".
Lorenzo Picunio - 20-03-2007
Ridurre il numero degli insegnanti di sostegno è una delle richieste fatte da qualcuno per ridurre i costi dell'istruzione.
Tutti i lettori sanno cos'è un insegnante di sostegno? Una legge, la 517 del 1977 ha riconosciuto il diritto dei bambini con handicap ad essere inseriti nella scuola di tutti. Veniva riconosciuto un intervento di 6 ore settimanali, allora, per ogni bambino, creando quindi la figura di un insegnante apposito per questo compito. Questa scelta portò vantaggi tanto ai bambini con handicap quanto a tutti i loro compagni, portati - tramite l'esperienza - a capire che la diversità è una risorsa prima che un problema.
Pasquale D'Avolio - 19-03-2007

Quanto si parla di "continuità didattica" si pensa solitamente a quella tra i vari gradi di scuola o comunque alla ipotesi di un "curricolo verticale" che superi l'attuale discontinuità, addirittura all'interno dello stesso ciclo (tra elementari e medie o tra biennio e triennio nelle superiori). Ma la continuità ha senso soprattutto se riguarda gli stessi docenti, i quali non possono cambiare, come avviene oggi, addirittura più volte nel corso dello stesso anno.
Il ricorso alle nomine "fino all'avente diritto" introdotto nella normativa per evitare vuoti nelle cattedre per lungo tempo all'inizio dell'anno, ha finito per diventare un alibi perché le graduatorie annuali di Istituto escano ogni anno a novembre o a dicembre; e così il valzer delle supplenze diventa la norma con grave pregiudizio per la qualità dell'insegnamento, soprattutto nelle scuola di periferia o di montagna, in cui il numero dei docenti precari è elevato.
Ma c'è una discontinuità addirittura "fisiologica" che affligge ancora una volta le scuole di montagna e delle piccole isole, ma non solo, ed è il ricambio annuale dei supplenti, le cui nomine avvengono annualmente.
Il caso di Paularo, paese di montagna in Friuli, (dove 12 docenti su 13 sono supplenti annuali , con un ricambio continuo in 4 anni di TUTTI i docenti della locale Scuola Media, e dove il Comune e i genitori hanno deciso di passare all'autogestione della Scuola per richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica e del Ministro, ha suscitato scalpore sulla stampa, non è unico né eccezionale. Una veloce indagine da affidare agli Uffici delle USR o USP potrebbe dimostrare come il fenomeno sia ricorrente nelle scuole di periferia, anche urbane. Ciò porta, oltre che a inevitabili conseguenze sul piano della preparazione complessiva degli alunni di tali Scuole, anche alla "fuga" delle iscrizioni da parte di molti genitori verso le Scuole di città, depauperando ulteriormente il tessuto civile e culturale delle piccole comunità.
Ma è davvero inevitabile il fenomeno del "turnover"? Certo, finché il livello del precariato rimane agli attuali livelli non ci sono molte speranze di garantire stabilità all'insegnamento. Ma anche in attesa di una maggiore stabilizzazione del corpo docenti, alcune misure si possono adottare sia per garantire una maggiore qualità del servizio alle famiglie sia per diminuire il tasso di precarietà dei docenti non di ruolo. Si tratta della proposta di "nomine pluriennali", esistente da tempo in Trentino (che gode di una certa autonomia in questo campo) e sulla quale concorda la stessa UIL-Scuola
Così, lotta al precariato e qualità del servizio alle famiglie possono unire gli utenti e gli operatori della Scuola. Di qui nasce la proposta che vado di seguito ad illustrare e che sta alla base di un appello-proposta del Comune di Paularo, inviato oltre che al Ministro Fioroni, alla Regione FVG, agli altri Comuni del territorio carnico. Si attende che il Ministro risponda!
Fuoriregistro - 17-03-2007
In meno di due mesi il filodiretto Lo vogliamo questo Ministro o no? si è popolato di 80 interventi. Meno di quelli che avremmo ipotizzato, più di quelli necessari per avere un quadro generale e significativo del malcontento.

Tranne due, che vorrebbero un certo ordine nelle scuole (uno chiede di ripulirle dalla "massa di incapaci" che approfitta della situazione confusa e l'altro lamenta le troppe vacanze degli insegnanti, che dovrebbero recuperare), ma non rispondono precisamente alla domanda posta, gli altri elencano una serie di ragioni per le quali un'evidente, cocente delusione fa dire no, questo Ministro non lo vogliamo.

Nel dichiarare chiuso lo spazio, volutamente stringato e percettivo, e nel ringraziare chi ha positivamente collaborato, le elenchiamo tentando una sintesi.
Mirco Pieralisi - 17-03-2007
Sono arrivate e arrivati a migliaia, da decine di scuole, mamme, papà bambini e bambini. Si sono rivisti i vecchi striscioni delle scuole riverniciati per l'occasione e tanti nuovi cartelli, adesivi fatti in casa, palloncini. C'erano le vecchie bandiere riforma Moratti bocciata, ma un apposito adesivo trasformava Moratti in Fioratti. C'era l'allegra confusione di tutte le manifestazioni vere, nate dal basso, dove ci si cerca, ci si perde e ci si ritrova, con gruppi di bambine e bambini che scappano in testa al corteo per farsi fotografare e qualcuno che, cercando quelli della sua scuola, li trova in tre posti diversi. Un corteo allegro, stupito di se stesso, che ricordava i giorni della protesta contro la Moratti, ma con tantissima gente che allora non c'era perché a scuola stava solo per entrarci. Le mamme che in questi giorni hanno parlato nelle assemblee, tenuto la conferenza stampa, preparato cartelli e convinto tante come loro a venire in piazza, si guardavano intorno e si scambiavano infiniti "hai visto?"
Vincenzo Andraous - 17-03-2007
In questi giorni i legislatori si incontrano per varare un nuovo disegno di legge, il tentativo in atto è quello di riformare la legge Fini-Giovanardi ereditata dal governo precedente.
Da molti mesi rimbombano nelle orecchie autocelebrazioni e autoreferenzialità, pilotate da ideologie cadute in disuso, tarlate dalle storie personali di tanti uomini devastati e a volte "terminati" dalle sostanze.
Si fa strada il messaggio che la droga sia un bene di consumo normale, a tal punto da pensare che assumere stupefacenti sia un passatempo accettabile, tutto all'interno di un'accezione diventata normalità.
Flavio Cucco - 17-03-2007
Al Ministro della P.I.
Giuseppe Fioroni


OGGETTO : LETTERA CAPDI & LSM AL MINISTRO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE SU " SPORT A SCUOLA"


Egregio Ministro

Stiamo ricevendo in questi giorni numerose segnalazioni e proteste, da parte degli insegnanti di Educazione fisica di tutta Italia, riguardo le notizie riportate dalla stampa nazionale a seguito della presentazione ufficiale a Roma, da parte del Coni, dei " Giochi della Gioventù " il giorno 14 marzo 2007, alla quale anche Lei era presente.

Nello specifico si discutono le dichiarazioni a Lei attribuite riguardo due ordini di problemi: il primo, sul supposto "riconoscimento" dei nuovi " Giochi della Gioventù" organizzati dal Coni quale attività istituzionale dello " Sport a scuola " e il secondo, sulla ventilata possibilità da parte di questo ente di essere interlocutore privilegiato rispetto la formazione e gli interventi nella scuola primaria.

Quello che ci preoccupa ancora di più è che tali indicazioni vengono riportate facendo riferimento, da parte del Coni, ad una bozza di accordo Ministero-Coni , preludio di collaborazione al nuovo " Protocollo di intesa MPI-CONI ", del quale, si dice essere vicina la firma finale.
Francesco Mele - 17-03-2007
"La quota per alunno, che sarà indicata nella comunicazione del budget annuale alle singole istituzioni scolastiche, è determinata in funzione della media di riferimento riportata nella Tabella 2, Quadro A (24 € nel nostro caso, ndr), nonché della quota derivante dalle assegnazioni per l'anno 2006 e nei limiti delle risorse complessivamente disponibili nell'esercizio finanziario di riferimento."

Così recita un comma del decreto sulle nuove modalità di finanziamento delle scuole. Non lascia presagire nulla di buono avevo scritto qualche giorno fa.

E infatti.
Giovanni Ferracuti - 17-03-2007
Al Senato Accademico dell'Università degli Studi di Trieste

Considerato che

1. Si ha attualmente la conferma che il corso di Scienze e Tecniche dell'Interculturalità dispone dei finanziamenti adeguati a coprire le spese per la didattica negli Anni Accademici 2007/08 e successivo;
2. Il Ministro Mussi ha firmato le tabelle del nuovo ordinamento didattico, concedendo agli Atenei 18 mesi per adeguarsi alla nuova normativa del DL 270, il che modifica la normativa sui requisiti minimi, peraltro già rispettata dal Corso;
3. La minacciata chiusura del Corso ha suscitato vasta eco negli ambienti accademici italiani a causa dell'importante ruolo culturale universalmente riconosciuto al Corso stesso,

si chiede al Senato Accademico dell'Università degli studi di Trieste

di riaprire le immatricolazioni al Corso di Studi in Scienze e Tecniche dell'Interculturalità per l'Anno Accademico 2007/08, essendo venute meno le principali ragioni che ne avevano motivato la sospensione.

Comitato Docenti e Studenti per Interculturalità
Redazione di Scuolaoggi - 16-03-2007
La scuola come mai al centro di dibattiti dei media. Anche nelle trasmissioni di maggior seguito. Come Porta a porta. Oppure Otto e mezzo. Quando abbiamo visto Giuseppe Fioroni da Ferrara ci siamo detti: che non sia la volta buona per un dibattito serio, vista l'indiscutibile capacità di analisi di Ferrara e dei suoi ospiti? Illusione. Una pessima occasione, un'occasione persa. Probabilmente Ferrara era in serata no. Forse anche perchè stava sbagliando clamorosamente obiettivo. Voleva il nostro pretendere che il ministro si impegnasse a vietare l'ingresso dei telefonini a scuola. E su questo punto tutto il resto passava in secondo piano. Come se questo problema fosse il tema prioritario della scuola italiana oggi. Con il povero Fioroni che menava il can per l'aia. Non potendo fare altro.
Doriana Goracci - 16-03-2007
CONTRO LA GUERRA

La stampa non ha questa settimana amplificato o indotto nessun timore per la manifestazione di domani 17 marzo a Roma contro la guerra.
Domani scade l'ultimatum per Daniele Mastrogiacomo.
Oggi si aspettano conferme che il suo autista sia stato ucciso in Afghanistan.
Oggi il governo e la diplomazia stanno facendo il possibile per il rilascio del giornalista.
Oggi il governo e l'opposizione non stanno facendo nulla per uscire dai luoghi di guerra, per chiudere le basi, per disarmare gli eserciti, per investire nella vita le risorse monetarie dello stato italiano.
Forum insegnanti - 15-03-2007
Apprendiamo, ancora una volta da canali non ufficiali, la costituzione di una commissione per la revisione delle Indicazioni Nazionali.
Da notare che l'utilizzo, non certo casuale, del termine revisione piuttosto che riscrittura, lascia intendere trattarsi di un'operazione meramente emendativa, la quale assume come testo base le Indicazioni Nazionali provvisorie allegate alla Legge 53, piuttosto che i Programmi Ministeriali del '91 (Infanzia) '85 (Elementare) '79 (Media) preesistenti e tuttora vigenti, dal momento che nessuna disposizione formale li ha mai abrogati. In virtù di ciò non sussiste alcuna ragione ostativa dal punto di vista giuridico tale da impedire di considerarli documenti di riferimento sui quali innestare eventuali necessari adeguamenti alle mutate realtà, mentre fondate e legittime motivazioni inducono ad archiviare definitivamente le Indicazioni Nazionali ampiamente criticate dalla comunità scientifica e decisamente respinte dal mondo della scuola reale.
Giuseppe Aragno - 15-03-2007
I giovani italiani, che pure sono nella stragrande maggioranza cattolici cristiani, affidano alla Chiesa la propria vita in numero sempre minore. Nel 1878, quando non avevamo toccato i 28 milioni di abitanti, tra diocesani e religiosi contavamo 63755 sacerdoti. Oggi, in un Paese di oltre 60 milioni di abitanti non ci sono, a cercarli 50.000 sacerdoti [1]. I conti li faccia chi legge. Sta di fatto che, nel 1878, un governo ferocemente classista, espressione di poco più che mezzo milione di cittadini scelti in base al censo, l'élite dell'anemica rivoluzione della nostra borghesia, aveva da poco espugnato Roma a cannonate ed emanato, con atto unilaterale, la legge delle "Guarentigie", che regolava i rapporti dell'Italia unita con l'ultimo sovrano assoluto rimasto in trono nel nostro paese. Con gesto di infinita arroganza, Pio IX, sprezzando i sentimenti profondi dei cattolici, si chiuse allora in Vaticano con tutto ciò che restava dell'antico inganno di Sutri: la falsa donazione d'un falso Costantino, il voltafaccia consumato nei giochi di potere - in hoc signo vinces - la chiesa dei martiri ridotta a chiesa dei martirizzatori, la Provenza devastata, i fiumi di sangue delle guerre di religione, Moro, Galilei, Bruno, il Sillabo e il Sant'Uffizio. Tutto portò con sé, nei suoi palazzi d'oro e nel buio profondo della sua storia, e tutto portò poi al cospetto di quel Dio, in nome del quale la chiesa, che non sa leggere nel cuore dei suoi fedeli, l'ha voluto santo, ed al cui fianco siede coi morti fatti e le condanne a morte sottoscritte.
I Verdi mestrini - 14-03-2007
I Verdi denunciano con forza le scelte di taglio degli organici nella scuola pubblica attuate dal Ministero della Pubblica Istruzione.

Di nuovo, come molte volte abbiamo fatto, denunciamo le politiche di taglio all'istruzione e ribadiamo che la scuola e l'istruzione rappresentano investimenti per la società del futuro: ogni euro speso per la scuola rappresenta un risparmio per il futuro, un contenimento dei fenomeni di devianza, una maggiore levatura culturale ed una migliore qualità della vita per tutti i cittadini.

In modo particolare ribadiscono la necessità di garantire che sia sostenuta con adeguate risorse l'integrazione dei bambini stranieri: essi rappresentano una risorsa ed una ricchezza della società e delle classi in cui sono integrati. Ma l'iniziativa degli insegnanti va sostenuta mediante l'impiego di figure specialistiche, mediatori linguistici e culturali.
assemblea genitori insegnanti - 13-03-2007
LE SCUOLE SCENDONO IN PIAZZA

- perché il tempo pieno deve essere un diritto garantito a tutti coloro che lo richiedono

- perché la legge Moratti l'ha abolito e una legge sul tempo pieno non c'è

- perchè lo spezzatino di 27 ore di scuola + ...
Giovanni Cocchi - 13-03-2007
Resoconto riunione di lunedì 12 marzo, in preparazione della manifestazione di venerdì 16 marzo a Bologna

Presenti rappresentanti di 30 scuole, circoli, Itc (vedi elenco alla fine).

1. NOVITA' di oggi: i giornali, su input della Dirigenza scolastica, daranno notizia dell'assegnazione di 32 insegnanti, magari spacciando la notizia come risolutiva di tutte le questioni. In realtà tale nuova assegnazione serve unicamente a chiudere l'organico di diritto per il tempo pieno delle classi "consolidate", mentre nulla aggiunge per le nuove 102 richieste di prime a tempo pieno. Occorre diffondere la "controinformazione" nelle scuole.

2. PROMOZIONE DELLA MANIFESTAZIONE: ...
Doriana Goracci - 12-03-2007
Pochi giorni fà, ero nelle campagne pugliesi a godermi l'eclisse. La luna da bianca è diventata rossa, si è interposto qualcosa per un po' tra chi l'osservava e il corpo in cielo... Ecco io mi sto abituando semplicemente a guardare la vita spostandomi un po', basta poco, basta farlo anche da soli: un'eclisse che oscura la famiglia la chiesa la patria e tutti i suoi ministri.
Rosadele - 12-03-2007
Dal forno al frigorifero / dal primo al piano terra
vengo catapultata / sul fronte di una guerra:
è l'escursione termica / micidiale, direi
poco salvaguardata / dalla sei-due-sei.
Da un forte calorifero /a un siberiano gelo
invoco inutilmente /il soccorso del cielo:
il virus mi distrugge / il costato fa male,
è chiara la diagnosi / di catarro bronchiale.
E mi domando, livida / di freddo siberiano
che ferisce le spalle / pietrifica la mano,
se l'escursione termica /che mi uccide, direi,
verrà mai tutelata /dalla sei-due-sei.
Precariscuola - 12-03-2007
Apprendiamo che il Ministro Fioroni propone non solo un nuovo concorso per gli insegnanti di religione, ma anche l'incremento dei fondi per la formazione specifica di tali insegnanti, intendendo così potenziarne lo stato giuridico.
Ci chiediamo come possa un Ministro deputato all'istruzione pubblica e laica (e non a quella privata e religiosa) del nostro Paese affermare che " a un insegnamento cui si riconosce una forte valenza culturale, educativa ed esistenziale deve corrispondere un docente organicamente inserito nei ruoli della scuola e non più soggetto ai caroselli degli incarichi annuali".
Ci chiediamo come mai una simile attenzione non venga riservata anche ai docenti precari degli altri insegnamenti (OBBLIGATORI ) che, anno dopo anno, vengono utilizzati dallo Stato per garantire il regolare funzionamento della scuola pubblica italiana.
Rossana Sanges - 10-03-2007
Il ministro della "Pubblica d-istruzione" è riuscito là dove la Moratti non si era ancora spinta.
Dopo aver aumentato i finanziamenti alla scuola privata, aver dato alle scuole lo statuto di Fondazioni aziendali, evitato di aprire trattative per il rinnovo del contratto docenti e ATA, taglia ben 14.200 posti per il personale docente e 7.000 ATA per il prossimo anno scolastico. Gli alunni aumenteranno di 28.000 unità e i pensionamenti previsti saranno di circa 50.000 unità. Fino a qui nulla di nuovo rispetto a quello che da anni i governi attuano nei confronti della scuola!!!!!
La novità sta nel fatto che destina 4.000.000 di euro alle scuole napoletane per l'emergenza dispersione e per il fenomeno del bullismo e che 39 scuole dovranno utilizzare questi fondi per l'ampliamento dell'offerta formativa anche nei mesi estivi. Vi chiederete dove sta l'imbroglio, visto che destina soldi pubblici direttamente alle scuole che in "autonomia" possono progettare interventi a favore degli alunni a rischio? Non mi dilungo sull'inutilità di interventi non coordinati sulla dispersione e sulla scuola che sempre più diventa un'azienda che progetta in continuazione!
Vincenzo Andraous - 10-03-2007
Adolescenti come plotoni di esecuzione, pronti a destabilizzare i più deboli, sempre addosso a chi non può reagire.
Bullismo ed eroi di cartone, furbi e codardia sospesa a mezz'aria, una dimensione di imbecillità con la patente a punti di bravi ragazzi, il tutto ben nascosto dalla viltà del gruppo che opprime il singolo.
Se non ricordo male ai miei tempi, esisteva l'esatto contrario del bullismo attuale, infatti il disagio aggrediva il singolo, ponendolo solo contro tutti.
Il solitario scopriva gli strumenti della violenza e della diversità, per diventare protagonista, per apparire, nel tentativo di colmare il vuoto in famiglia, la precarietà finanziaria, la mancanza di riferimenti certi, di valori condivisi.
Lucio Garofalo - 09-03-2007
... il senatore Andreotti non è affatto nuovo a ... esternazioni pubbliche, che potremmo definire "pacifiste" e persino "filo-terzomondiste".
Come quando si schierò apertamente a sostegno della causa palestinese, ammettendo che anche lui sarebbe potuto diventare un terrorista se fosse nato in un campo-profughi e fosse vissuto sin dall'infanzia in uno stato di oppressione del proprio popolo e di occupazione della propria terra natale da parte di truppe straniere.
Il fatto è che se simili asserzioni le facesse un qualsiasi sconosciuto, un cittadino comune, il rischio minimo in cui potrebbe incorrere è di essere tacciato di filo-terrorismo, mentre se a rilasciarle è un personaggio potente e notoriamente moderato come il senatore a vita Giulio Andreotti, nessuno si azzarderebbe a muovergli simili accuse, anzi.
Doriana Goracci - 08-03-2007
A Bitonto, in Puglia, alla fine di questo febbraio, in un piano terra del centro, sono state trovate 25 donne alle macchine cucitrici a fare camice. C'erano, ma non sui libri paga dell'azienda. Due anni prima la Ditta aveva dichiarato che avevano "collaborato". Contemporaneamente anche in una stireria sono state trovate altre donne senza contratto, contributi, tutela.

Cosa c'è di nuovo? Niente. Le banlieus del mondo insegnano, si chiama lavoro nero, sommerso, da sempre.

A Vienna quando si deciderà l'indipendenza del Kosovo, le madri bosniache bruceranno le loro stoffe, così come a Srebrenica le sopravvissute hanno già tagliato gli alberi dedicati ai loro cari uccisi nel '95.

Per avere una "Russia Unita", Putin ha varato leggi che vietano assembramenti con più di due persone per metro quadro, per cui solerti consiglieri sorvegliano che la protesta di piazza non dilaghi illegalmente e che legalmente si vada presto al voto.

L'Unione fa le sue prove generali il 14 marzo a Bari, ci sarà l'incontro Prodi-Putin, le loro mogli, dopo Alberobello, li raggiungeranno ma così non sarà per le signore baresi che non potranno neanche camminare, la zona diventerà Rossa.

Si discusse nel programma dell'Unione di chiudere i Cpt, cancellare la legge 40, creata dal binomio Turco-Napolitano. Si discusse appunto, i Cpt non si chiudono bensì si cambiano e si riformano:si identificheranno gli irregolari, si incentiveranno le espulsioni, saranno premiati, con permessi di soggiorno, quelli che hanno dato garanzie di interporsi bene, ad esempio le badanti, le assistenti famigliari.
Giuseppe Aragno - 08-03-2007
Non l'avremmo nemmeno saputo. La notizia è filtrata tra le strette maglie della disinformazione, tra i filtri dell'antiterrorismo, tra liberatori ed esportatori di democrazia armati fino ai denti, perché c'è ancora coraggio a questo mondo e un reporter ce l'ha fatta. Il mondo l'ha saputo: sedici civili inermi sono stati falciati a Kabul dai mitra dei pacifisti volontari di guerra umanitaria.
La pace ha i suoi costi, si sa, e mentre la maggiominoranza concordava nell'ombra dichiarazioni d'occasione e un turbinio di veline smentiva categoricamente che la guerra sia ormai giunta ad Harat, dove sono accampati i nostri arditi, bombe pacifiste facevano a pezzi nove sventurati per difenderli eroicamente dai soliti terroristi, nemici giurati dei valori occidentali e della sempre più brillante democrazia borghese. Si allunga così la fila dei morti di pace che naturalmente ringraziano i loro carnefici: la vita ci è data in prestito dalla imperscrutabile volontà celeste e occorre spenderla degnamente.
Giuliana De Tata - 07-03-2007
L' emergenza - scuola è uscita dal sommerso delle chiacchiere di corridoio tra docenti e dirigenti più o meno sensibili a fenomeni di inadeguatezza del sistema italiano alle istanze sociali più pressanti, si è sganciata dalla pressione dei mass-media sempre pronti a gettare addosso agli insegnanti la colpa dei guasti di una nazione intera, per essere portata, in quanto tale, all'evidenza dell'opinione pubblica. Il Ministro Fioroni,che ha anche competenze diagnostiche per il fatto di essere un medico, ha accertato che la scuola è malata, profondamente, ma, mi permetto di aggiungere, non da ora. Lo ha dichiarato ai microfoni delle tv private e non, ma soprattutto ha agito, per esempio affrontando il fenomeno del bullismo,su cui ha aperto una finestra ricca ed interessante sul sito ministeriale.
Analizzare cause e fattori del difficile momento che sta vivendo la scuola non è roba da poco: ci provo, senza alcuna presunzione di scientificità e cercando di mantenere una seraficità di giudizio ben difficile in momenti come questo per chi vive quotidianamente e con passione le contraddizioni dell'ambiente, forte del convincimento che solo individuando il bubbone si può sperare nella guarigione del malato.
Universo diviso - 07-03-2007
Poi? Non so quante volte ci avevamo pensato nei giorni luminosi della pazzia felice, ma risposte non ne sapevamo trovare. Un eterno momento di smarrimento era bastato a consigliarci di non cercarne. La verità che temi è quella che normalmente ignori, ed è istintivo: se davanti hai un abisso, lo sguardo si aggrappa a un appiglio e, mentre il pensiero oscilla col corpo che si tiene sul ciglio e si raggruma, davanti al volo terrificante nello strapiombo, mezzo metro di terra sotto i piedi impauriti ha l'ampiezza dei chilometri della tua vita. Mezzo metro è il tuo universo e può splendere di stelle nel buio della notte. Le nostre fragili sicurezze crescono nell'incertezza: un riparo precario è una fortezza per il viandante sorpreso da una tempesta notturna; una trave, scampata dio sa come al naufragio, ci fa sperare salvezza nell'orrore della burrasca. Chi sa vivere un sogno come fosse realtà, sfiora il fuoco tranquillo e non teme la furia che intorno divampa.
precari scuola - 06-03-2007
Premesso che intenzione di chi scrive non è quella di giustificare in alcun modo comportamenti ed atteggiamenti assolutamente scorretti e deplorevoli da parte di alcuni docenti nei confronti dei loro allievi, docenti che col loro operato rischiano di far passare l'intera categoria come problematica, impreparata, non "sana", incapace di affrontare le situazioni più difficili; d'altra parte però non si può fare a meno di chiedersi come mai nessuno si preoccupi di provare ad avere una visione più precisa, puntuale e veritiera su quella che è la situazione in cui i docenti di oggi sono chiamati ad operare.
Per vari motivi la scuola di oggi non è più quella di una volta, e questo è sotto gli occhi di tutti: un modello di educazione "liberista" ha generato individui sempre più irresponsabili, superficiali, privi di maturità e rispetto. E' per questo motivo che gli allievi si sentono autorizzati ad assumere in classe atteggiamenti intollerabili, e questo senza che ai docenti e alla scuola tutta sia lasciata la possibilità di intervenire, di correggere, di operare per il bene comune.
Valori come il rispetto, l' amore verso gli altri, la comprensione e l' accettazione delle diversità, sono stati sostituiti da altri modelli presi in prestito da chi oggi è il vero educatore: il mezzo televisivo.
Mario Menziani - 06-03-2007
Sotto sferzanti sventagliate di osa, precipitavamo nel gorgo del portfoglio! E' andata bene, ma, caspita!, ce la siamo vista brutta: un vero incubo questa inaspettata crisi di governo.
Adesso che è tutto risolto, possiamo tornare al nostro anno ponte ad attendere con animo sereno e fiducioso, così come ci raccomandano di avere i nostri governanti.

Sono venuti fin qui, nella Modena satolla di pm10, per dirci che l'Ulivo cambia la scuola. Per due giorni ce lo hanno ripetuto, con parole sostanzialmente identiche, seppur con personalissime prestazioni retoriche. Poi, a convegno terminato, abbiamo letto del 20% in meno per il funzionamento della scuola e della fine del Tempo pieno...
Al convegno avevano parlato di "capitoloni e fondazioni", di "obbligo a 16 anni" e di "nuovi organismi di gestione": giacchè ciò che importa è che ogni scuola, nella sua autonomia... in un'autonomia rinnovata, rafforzata, conclamata... dal momento che l'innalzamento dell'obbligo costituisce il volano della riforma complessiva, non più riforma "fine" ma riforma "strumento", allora... ogni scuola, nella sua autonomia...
Fabrizio Dacrema - 06-03-2007
Ora che il governo ha riottenuto la fiducia, anche il popolo della scuola ha bisogno di una potente iniezione di fiducia. Se il governo non vuole limitarsi a tirare a campare in attesa di un'intesa sulla riforma elettorale, deve attuare il dodecalogo della ripartenza prodiana, al cui secondo punto campeggiano scuola e cultura: "Impegno forte per la cultura, scuola, università, ricerca e innovazione".
Su questi temi fino ad oggi non si è visto il progetto complessivo di cambiamento, ma soltanto una serie di provvedimenti che rischiano di apparire frammentati e giustapposti. Non è un problema di spot né di raffinate tecniche di comunicazione, ma di avviare efficaci e partecipati di processi di innovazione capaci di ottenere risultati effettivi per superare il deficit formativo italiano.
Già dal prossimo anno scolastico si devono vedere segnali concreti che l'innalzamento dell'obbligo di istruzione sta iniziando a cambiare la scuola in senso inclusivo, che aumentano i servizi educativi per i bambini con meno di tre anni, che crescono gli adulti che rientrano in formazione.
Se le riforme complessive rischiano di rovesciarsi nell'immobilismo, specie se calate dall'alto, il metodo del cacciavite, senza una visione generale del processo di cambiamento, sta rivelandosi incapace di creare quel clima di partecipazione indispensabile per innovare in una realtà come la scuola, ormai abituata a pensare che tutti i ministri pro-tempore passano e poco o nulla cambia.
Una docente precaria - 05-03-2007
Sono un'insegnante di una scuola "paritaria" (certo non per noi che continuiamo ad essere sottosottosottopagate!).

A proposito del mobbing credo che le situazioni che si verificano in questi istituti super ogni immaginazione... soprattutto al Sud, visto che, per scalare le ripide vette delle graduatorie permanenti, l'accumulo di punteggio grazie alle scuole private è un passaggio OBBLIGATO!. Vi faccio presente che queste "istituzioni", proprio per questa nostra necessità, vivono in un delirio di onnipotenza e godono di una immunità vergognosa! Otto ore di lavoro al giorno (refezione inclusa!), completa disponibilità verso le famiglie degli alunni che per il solo fatto di pagare una retta pensano di poter pretendere "l'anima dell'insegnante-babysitter" ed altro ancora per ben 450 EURO MENSILI.
Sierravento - 05-03-2007
Il 17 Marzo grande giornata di mobilitazione per liberare il Val di Noto -Siti Unesco - dal pericolo delle trivellazioni gas-petrolifere.


Il Giorno 17 Marzo il Val di Noto si mobilita per difendere il proprio patrimonio storico-architettonico-naturalistico, per proteggere il proprio futuro, per quello dei suoi figli.

Il Val di Noto dice NO alle trivellazioni perché oggi come trent'anni fa vogliamo scegliere noi il nostro futuro, vogliamo essere noi ad autodeterminarci.

Il Val di Noto dice NO alle le trivellazioni oggi perché ha investito nel turismo, nella difesa della natura e nell'agricoltura di qualità.

Il Val di Noto dice NO alla Panther e a tutti quei modelli di sviluppo che non sono in sintonia con ciò che nel corso degli anni ha faticosamente costruito e che si chiama sviluppo sostenibile.

Per tutto questo, per il nostro futuro, chiediamo che dalla Val di Susa al Val di Noto cittadini, associazioni, partiti, sindacati, mondo cattolico, partecipino alla manifestazione...
Comitati Insegnanti Precari - 03-03-2007
Posseduta da demoni o popolata da alunni e professori posseduti. E' questa la scuola raccontata da stampa e TV. Al traino, una pletora di tuttologi moralisti, pronti a domandarsi se vada chiusa o esorcizzata.

Nel dubbio, andrebbe sostenuta e rilanciata. Invece la cronaca ci narra di quotidiane gare a suon di molestie sessuali, violenze e pestaggi a cattedre e banchi contrapposti. I soli risultati sono l'ulteriore e generalizzato screditamento dell'insegnante e la contemporanea corsa all'emulazione al ribasso dei comportamenti giovanili. Si obietterà che il diritto di cronaca è inviolabile mentre l'immancabile corollario di linciaggi e giudizi sommari danno voce alla libertà d'opinione e al comune sentire. A quanti, però, viene il sospetto che la scuola, la strada, lo stadio o un qualunque altro contenitore non facciano altro che raccogliere quanto i singoli sono in grado di offrire? Miserie spicciole, frustrazioni e rabbie individuali sono tutte lì in attesa di sommarsi, deflagrare ed amplificarsi nel luogo comune, quello di tutti e, per questo, di nessuno. Certo indigna sapere che dove si gioca ci si ammazza, dove si educa si bulleggia. La cronaca riporta l'accaduto e, per forza di cose, trae bilanci affrettati e giudizi sommari. E poi? Spenti i riflettori sul fatto cruento, appagata ogni morbosa curiosità ed esternate tutte le più bacchettone frasi di circostanza, si torna alla normalità. Quella anomala e irrimediata, s'intende. Reazioni umorali a parte, poche analisi ponderate e serie, nessun rimedio efficace ma troppe strumentalizzazioni di parte.
Vincenzo Andraous - 03-03-2007
Accade sempre più sovente che personaggi pubblici, di quelli che bucano il video, che guadagnano milioni di euri per contratto televisivo o per pensione acquisita, dimentichino che, sì, la storia è creata dagli individui, ma solamente se determinata dall'azione del soggetto in questione.
Succede non di rado che dal video sbuchino volti sorridenti, che nel tentativo di condurci per percorsi educativi, scelgono di mostrarci strade esistenziali più o meno morbose, più o meno inebetenti, più o meno costruite a misura per quelle fragilità collettive, ereditate di generazione in generazione, e alimentate dalle ingiustizie sociali e generate dal benessere da raggiungere... a tutti i costi.
Questi famosi conduttori, che non sono quelli della famigerata " isola", ma fiore all'occhiello dell'etere nazionale, irrompono nelle nostre coscienze senza mai prospettarci una incertezza, infondendoci certezze salvifiche, con l'unico risultato di gettare chi è già nel panico esistenziale, in un inquietante stordimento.
Giuseppe Aragno - 02-03-2007
Al centro dei nostri interessi abbiamo la scuola e in una buona scuola, si è detto da sempre, "non si fa politica". Lo sostenevano, mi pare di vederli, con l'aria severa e convinta, anche quei professori che, insegnandoci l'alfabeto della filosofia, ci tenevano che lo imparassimo bene: l'uomo è per sua natura animale politico che si esprime con la parola e si realizza nella polis. Aristotele - precisavano - "La Politica".
Il mondo va così: ciò che facciamo non sempre è figlio delle cose in cui crediamo: ci vuole prudenza, si sono le convenzioni e l'opportunità. C''è qualche volta poi l'opportunismo e, d'altro canto, è scienza popolare: tra il ldire e il fare c'è di mezzo il mare e non fa meraviglia se abbiamo tra noi, e non sono pochi, lettori-elettori che espellerebbero Aristotele dalla storia del pensiero umano, così come Rifondazione espelle Turigliatto. Che dire?
Lucio Garofalo - 02-03-2007
...per la serie "a volte ritornano"...

I nostri ineffabili governanti/dipendenti, come giustamente li definisce Beppe Grillo nel suo blog, non solo ci mancano continuamente di rispetto offendendo la nostra intelligenza, ma violano il mandato elettorale che gli abbiamo assegnato (ma quando ci toglieremo il brutto vizio di andare a votare?) contravvenendo ad un patto siglato con chi li ha deputati in Parlamento.
Ormai è fin troppo chiaro che questi nuovi democristiani ci hanno elegantemente raggirato, sfruttando il nostro voto solo per scalare il potere, facendoci credere di salvare l'Italia e la povera democrazia italica dall'insidia costituita dal "cavaliere nero", che non è Zorro, il giustiziere dei poveri, bensì un bandito mascherato che vive ad Arcore e fa il giustiziere dei ricchi, ma soprattutto tutela e persegue i propri interessi di arcimiliardario.
Non certo in funzione antiberlusconiana, ma in chiave antioperaia ed anticomunista va interpretata e spiegata la caduta e la (finta) crisi del governo Prodi, avvenuta il giorno delle Ceneri, data di inizio della Quaresima. Ebbene, in questo dettaglio temporale, non casuale, io ravviso un segnale e un messaggio ben preciso proveniente dalla curia vaticana, alleatasi con i vertici confindustriali e l'establishment militare filoamericano.
Grazia Perrone - 01-03-2007
Cominciamo dal principio.

Ovvero da quando per il personale docente - eravamo nel secolo scorso - per guadagnare la pagnotta era previsto il giuramento di fedeltà allo Stato (fascista) promulgato con le leggi "fascistissime" alcune delle quali - pudicamente ribattezzate codice Rocco - sono state conservate anche dalla Repubblica ... nata dalla Resistenza.

Giuramento che è stato cancellato sul finire degli anni '70 - su interessamento di Sandro Pertini - grazie alla lotta solitaria di un unico docente.

Poi si è cercato di (re)introdurre il medesimo principio (fascista!) per ... contratto. Ve lo ricordate - a "corollario" dell'art. 29 più noto come "concorsaccio" - l'art. 38, comma 12, del Contratto Integrativo sottoscritto il 31 agosto 1999? Articolo che, prevedendo esplicitamente una forma di controllo o verifica periodica per il mantenimento dei 6milioni annui previsti dall'art. 29, di fatto introduceva, sotto altra forma, la famigerata formula del giuramento di fedeltà non più - come in passato - allo Stato ma alle "mode" didattiche, e politiche, del momento?

Tentativo spazzato via dallo sciopero del 17 febbraio 2000 indetto dal sindacalismo di base al quale aderirono oltre 300mila docenti molti dei quali con la tessera CGIL in tasca.

Per tornare ai giorni nostri.

Due soggetti "colpevoli" di aver chiesto, da sinistra, il rispetto del programma preelettorale (ovvero stipulato prima delle elezioni) sono stati "massacrati" mediaticamente dai rispettivi ... compagni (!?) di partito.

Lo stesso era accaduto....
Francesco Mele - 01-03-2007
Mi rendo conto che il mio intervento potrà sembrare a qualcuno divergente rispetto alla centralità di ben altri temi caldi sul tappeto, in generale nel paese e in particolare nella scuola.
Ma siccome non posso essere certo accusato di non occuparmi delle questioni "nobili", mi permetto di riportare la vostra attenzione su un tema che, per quanto venale, riguarda i diritti di oltre un milione di lavoratori.

Mi riferisco al contratto di lavoro della scuola scaduto ormai da oltre un anno, 423 giorni per la precisione.

Mi rendo conto che mi inoltro su un terreno scivoloso, perché non solo mi tocca permettermi qualche critica al governo, ma mi toccherà addirittura criticare i sindacati che, per alcuni, quanto a sacralità, stanno un gradino più sopra dello stesso governo amico.

Bene allora, ho deciso di sfidare le ire dei difensori dell'immobilismo del meno peggio, per denunciare quello che a me sembra un vero e proprio patto scellerato sulla pelle dei lavoratori.

Come sapete, ho proposto un appello per chiedere ai sindacati (tutti) di indire assemblee dei lavoratori della scuola sia per parlare delle riforme sia per parlare del contratto. Hanno risposto Gilda, Cisl Scuola, FLC Cgil, con parole, informazioni, dichiarazioni di principio, rimandi ai rispettivi siti, ma di assemblee di lavoratori non se ne parla.

Nella mia città abbiamo allora deciso di autoconvocare un'assemblea, intanto delle scuole superiori, con un'azione congiunta delle RSU di queste scuole. Inviteremo tutti i sindacati e vedremo cosa hanno da dirci. E se non verrà nessuno ci auto-informeremo sulle iniziative del governo sulla scuola.

Ma sul contratto la situazione è diversa, le responsabilità dei sindacati sono gravi, e mi riferisco in particolare a CGIL-CISL-UIL che sono bellamente latitanti da oltre un anno. Per farvi rendere conto che quanto dico non è dettato da livore antisindacale o spirito di parte (io del resto, come molti sanno, sono un iscritto FLC CGIL) vi ricostruisco come andarono le cose nell'ultimo rinnovo contrattuale quadriennale, poi ognuno tragga le sue conseguenze.
galassia scuola
Spazio aperto alle riflessioni e alle opinioni personali su quanto avviene nella scuola in generale, nella nostra scuola in particolare, nelle piazze e nei palazzi in cui la scuola è all’ordine del giorno. Insegnanti, ma anche studenti, operatori, genitori … possono dar vita a un confronto su tematiche attuali, a patto che la discussione sia corretta.
Astenersi anonimi e perditempo!
La Redazione
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