Anno scolastico 2012-2013 - mese di dicembre
Vincenzo Pascuzzi - 30-12-2012
L'Agenda Monti per tutte le stagioni


Sorprende l'esordio: "Bisogna prendere sul serio l'istruzione, la formazione professionale e la ricerca." È il titolo del paragrafo relativo alla scuola - alle pagg. 9, 10, 11 - dell'Agenda Monti. Sì, lo stesso Mario Monti che è ancora, e lo sarà fino a febbraio 2013, p.m. (primo ministro) o premier italiano, cioè capo del governo in carica.

Viene da chiedergli: "ma allora fin'adesso il tuo governo non l'ha forse presa sul serio l'istruzione?" La risposta è "purtroppo sì!", visti i risultati. Ma chi è titolare della responsabilità di questa situazione non può esordire un documento programmatico con una simile affermazione! Si dà la zappa sui piedi!
Enrico Maranzana - 29-12-2012
Il senatore Monti ha scritto nell'agenda che

"La scuola e l'università sono le chiavi per far ripartire il Paese e renderlo più capace di affrontare le sfide globali".

Una dichiarazione di principio condivisibile, in quanto generale, astratta e quindi vacua. Non si dice quali siano le strategie,i modi, i tempi, le risorse per conseguire gli obbiettivi. In mancanza di queste notizie è difficile esprimere approvazione o dissenso.

Questo scritto si limita alle proposte dell'agenda Monti a proposito delle problematiche della scuola.
Giuseppe Aragno - 28-12-2012
Si recita a soggetto. E' il gioco delle parti tra chi in politica è "sceso" e chi invece pretende di "salirvi". E non si tratta solo delle ambizioni malate di quanti esaltano nel potere anche ciò che il potere disprezza. In discussione sono le sorti della democrazia e la formazione dei nostri giovani.
Ogni scienza ha i suoi limiti. Attendersi che un economista si orienti tra le ragioni dantesche del De Vulgari eloquentia e del Convito sarebbe veramente troppo. Monti, poi, che si sente chiamato a una missione, non sfugge a una regola quasi universale: misura se stesso col metro con cui "misura le sue cose" e si pensa "magnanimo", sicché non solo "", ma si sopravvaluta. Troppo "inglese", per curarsi della lingua materna, parla, direbbe Dante, il volgare peggiore: "quello che suona sulla lingua meretrice di questi adulteri".
Claudia Fanti - 28-12-2012
Caro ministro, che ancora non sei tale, ricordati di Alice e sappi pensare in grande, un grande che non è fatto di grandi cose costose, ma di libertà di azione, di sperimentazione, di autonomia reale delle singole scuole affinché esse crescano e, liberando la propria inventiva e originalità, producano mirabilia. Caro ministro, lascia che la scuola vada oltre il regime dell'azienda, pensala al di sopra, pensala un po' folle, per nulla irregimentata, dalle fiducia, abbi coraggio. Sii diverso da ogni altro ministro della storia, pensala in grande, non fare che essa divenga un carnaio di centinaia e centinaia di persone gerarchizzate, dispiega la tua fiducia, sii grande e fai volare lo spirito di iniziativa di tanti e tante che vogliono misurarsi con idee di organizzazioni e gestioni inimmaginate, serviti dei docenti che ancora vivono ai margini della scuola con l'angoscia del precariato, non umiliare la loro professionalità giovane e compressa, gioca anche tu a fare Alice.
Vincenzo Pascuzzi - 27-12-2012
Nei fatti concreti e nei propositi del Miur, la c.d. meritocrazia non è altro che "la meritocrazia dei test e quindi dell'Invalsi". Cioè parte di una strategia utile per giustificare poi i tagli, stilare classifiche, auto-assolversi e colpevolizzare altri invece di stimolare, sostenere, potenziare. Infatti "merito" e "meritocrazia" sono termini positivi, suggestivi, che inducono approvazione. Chi potrebbe dire NO al merito od opporsi ad esso oppure contrastare la meritocrazia? Invece nei fatti si intende tutt'altro. È stato abilmente introdotto un equivoco, un inganno dialettico-mediastico, un trucco ai confini della truffa. L'uso dei termini "merito" e "meritocrazia" ha, di per sé, una finalità politica incistata e subdola ... La finalità è proprio quella di agevolare, forzare, giustificare certe scelte politiche. Da qui la necessità di testimoniare questo scambio astuto di significati e anche di cercare di sostituire i termini farlocchi di "merito" e "meritocrazia" con termini più appropriati, corrispondenti ai fatti concreti, come potrebbero essere "quiz" e "quiz-crazia"!
Ida Oliva - 26-12-2012
Condivido con voi l'augurio che ho fatto ad una delle due scuole dove insegno quest'anno. il preside ci ha fatto gli auguri scritti e invitato noi tutti a rispondere qualora avessimo voluto. Poiché questa è una delle poche scuole dove mi sono trovata davvero bene per tanti motivi allora ho sentito di dire loro grazie e ho accolto la richiesta del dirigente rispondendo come segue. La condivido con voi, perché ci dia forza che ancora del bene c'è nella scuola.

Al preside
ai miei colleghi
al personale della segreteria
ai collaboratori tutti

Non so da dove iniziare, ma qualcuno un giorno mi disse: l'importante è farlo, anche in modo maldestro ma farlo. Allora lo faccio e dico subito GRAZIE. Grazie di essere miei colleghi e amici, grazie per il fatto di trattarmi alla pari, grazie di farmi sentire in famiglia.

Lorenzo Picunio - 22-12-2012
Scuola pubblica contro commercio indiscriminato delle armi. Scuola pubblica contro la facile etichetta di "autistico" appiccicata all'autore della strage.

Scuola pubblica come garanzia dei diritti di tutti, anche dei bambini; come sede naturale ...
Vincenzo Pascuzzi - 21-12-2012
Egregio Sig. Ministro Profumo,

ricordo benissimo che, giusto un anno fa, molti accolsero la sua nomina a ministro con enorme sollievo, molta fiducia e speranza. Anche perché sembrava impossibile non fare meglio - o almeno un po' meglio, un po' meno peggio - del ministro "giovane" precedente.
Ora invece, in particolare dopo il blitz rientrato sulle 24 ore/sett. e il concorsone, dilagano profonda delusione e immenso sconcerto.

Ma veniamo proprio al concorsone dei 300mila (il n. preciso è 327.798, circa quanti sono gli abitanti di Bologna, Firenze o Bari!) aspiranti docenti e alla prova preselettiva appena conclusa.

Giuseppe Aragno - 20-12-2012
Per sei milioni di euro Benigni racconta a un Paese instupidito la favola bella della Costituzione. Senza chiedere un soldo Calamandrei sarebbe stato chiarissimo: l'Assemblea Costituente si assunse "il compito di costruire giuridicamente un congegno di governo che avesse la forma repubblicana al luogo di quella monarchica, purché, al disotto di quella nuova forma politica, rimanessero invariate, [...] le strutture economiche e sociali dell'Italia prefascista. Benigni racconta, invece, il libro dei sogni e fa passare così sottotraccia l'agonia della democrazia. Mentre il telespettatore si compiace e la retorica patriottarda leva fitte cortine fumogene, le agenzie battono a toni smorzati la notizia che sa di beffa: l'università è a rischio defaul, ha avvertito Profumo, impegnato nella discussione del bilancio. Mentre il comico toscano si sforza di volare alto, ma il tema è sempre Berlusconi, il diritto allo studio è ormai cancellato. Benigni non lo dice, ma il Parlamento si dichiara sereno: i fondi alla formazione privata sono garantiti.
Sull'articolo undici l'artista naturalmente sorvola. Meglio lasciar perdere la guerra ripudiata, se in Afghanistan spendiamo in razzi, cartucce e blindati quanto basterebbe a rifare tutte le scuole pericolanti.
Mautizio Tirittico - 20-12-2012
Ho già avuto modo di elevare fiere critiche nei confronti del concorso con cui la nostra amministrazione si è voluta divertire ad umiliare e offendere circa trecentomila insegnanti che, invece, avrebbe dovuto in qualche modo incoraggiare e premiare per i sacrifici che da anni sono costretti ad affrontare e sopportare!

Non sarebbe stato meglio spendere soldi per cominciare ad assumere per via breve e straordinaria, anche cadenzata nel tempo, cittadini che da anni accumulano punteggi sperando in una di quelle tante sanatorie che ogni tanto caratterizzano il nostro strano e pressappochista assetto legislativo? Per anni l'amministrazione li ha costretti ad accedere a graduatorie che di volta in volta si sono venute sempre più impinguando fino ad allargare a dismisura la platea della precarietà. Per anni li ha illusi che "andavano bene" per coprire cattedre a tempo! E a un certo momento ha detto no! "Ora faccio sul serio e vi voglio mettere alla prova, giovani e vecchi, precari storici e precari novelli! Verifichiamo se siete all'altezza del vostro compito!" Ma come! Prima li avete spremuti come limoni con il miraggio della sanatoria finale e poi... Quale governo amministra così i suoi cittadini? Ma siamo veramente cittadini di una Repubblica che è fondata sul lavoro? O sul precariato? Questo è veramente il concorso della vergogna!
Vincenzo Pascuzzi - 17-12-2012
Ha cominciato nel 2008 a diffondere e propagandare il verbo della "meritocrazia" mediante un suo apprezzato saggio e poi con articoli e interventi vari. Si tratta di Roger Abravanel, ingegnere già a 22 anni, poi carriera prestigiosa, un c.v. di rispetto, ora presentato come saggista, advisor, guru. Dapprima si era proposto al governo di centro-destra e, nello specifico, si era affiancato - quale consulente prestigioso e a titolo gratuito - al ministro dell'Istruzione Gelmini (1). Ma sembra con scarsissimi esiti e risultati concreti. Da notare che R.A. non aveva, e non ha, alcuna esperienza diretta nel settore scuola, vanta esperienze di consulenza aziendale, perciò parla di scuola solo modellandola come un'azienda.
Claudia Fanti - 17-12-2012
Caspita, che analisi meticolosa e rigorosa!
L'articolo di oggi, 16 dicembre, sul Corriere della Sera, indigna ancor più di ogni corbelleria che ci è stata propinata negli ultimi anni sia dal potere politico, sia da quello "tecnico", sia dai vari cocchieri obbligati a diramare, sostenere, formare secondo i diktat di persone lontane anni luce dalla scuola, quindi non certo abilitate a decidere di organizzazione, metodi, didattica e pedagogia.
Chissà se a qualcuno interessa ancora, oltre alla politica spicciola e alle enormi difficoltà contingenti, indignarsi dinanzi ad articoli e analisi del tipo qui proposto! Un vero schiaffo all'intelligenza di tutti coloro che insegnano nella scuola primaria.
Cosimo De Nitto - 17-12-2012
Sul Corriere della Sera Alessandra Mangiarotti cerca di riflettere sul "Perché le nostre bambine leggono peggio di 5 anni fa" come segnala l'IEA con le sue rilevazioni che servono a compilare la classifica PIRLS. Nell'articolo si intervistano Mauro Palumbo, sociologo, e la scrittrice Chiara Gamberale, per due passaggi veloci e, soprattutto, viene affidato a Roberto Ricci il compito principale di un'analisi dettagliata del perché le bambine leggono peggio di 5 anni fa.
Se prima di aver letto questa intervista di Roberto Ricci, responsabile dell'area prove dell'Invalsi, ero solo per una diversa gestione e funzione dell'INVALSI, dopo averla letta sono per la totale chiusura e bonifica dell'Istituto, capendo sempre più quanto male facciano questi signori alla scuola, quanta responsabilità hanno dell'arretramento della stessa, dell'insignificanza della loro azione basata sull'incapacità di "leggere", interpretare la realtà scolastica, indicare soluzioni sistemiche strutturali.
Emanuela Cerutti - 15-12-2012
Mariangela non sa se ridere o piangere.
- Resto di certo fino a Natale.
Terza fascia, posizione non ottimale nella classifica precaria, è arrivata a novembre in una scuola impensata, e le è piaciuta.
Ripete:
- Potessi non me ne andrei.
Ma è sufficientemente realista per non farsi illusioni.
- Fino all'avente diritto. Poi usciranno le benedette graduatorie definitive e sarà quel che sarà.
Giuseppe Aragno - 15-12-2012
E' un foglio di carta povera e quasi trasparente. Quattro facciate fitte di stampa in una sorta di velo piegato in due, ma non saprei fare meglio e conviene riportarlo com'è. La lezione potrebbe tornare utile ai "tecnici professori" che sanno forse d'economia, ma zoppicano vistosamente se il discorso cade sulla storia e su una sua moderna filosofia.
"Il governo - spiega il giornale - intuì che l'istruzione è la vera liberatrice dell'uomo e lo rende conscio dei doveri, del diritti, delle sue fondamentali rivendicazioni; chi teme il popolo, vuole il gregge, la folla da sfruttare [...]. Per traviare l'opinione pubblica tarpa le ali al libero insegnamento, lo soggioga, lo vuole dominare [...] e produce perciò una costituzione sociale, fondata solo sulla potenza del denaro".
Marco Barone - 15-12-2012
E' stato firmato da Cisl, Uil, Snals e Gilda il 12 .12.12 alle ore 21.45 presso l'Aran l'accordo che riguarda il come reperire le risorse in tema di scatti di anzianità per il solo personale assunto a tempo indeterminato nella scuola. Quello precario, nonostante i dettati comunitari e la giurisprudenza affermata, ancora una volta sembra essere escluso.
Si attinge sempre dai fondi destinati alla scuola, non si attinge invece, come era auspicabile, da altre risorse che pure esistono.
Mi soffermo però su una questione specifica che è trattata come promemoria per il futuro contratto che verrà, che riguarda la produttività nella scuola.
Cosimo Scarinzi - 14-12-2012
"Oggetto: Graduatorie di istituto del personale docente - Pubblicazione graduatorie.

In attesa della risoluzione di alcuni problemi tecnici legati alla pubblicazione delle graduatorie di cui all'oggetto, si invitano gli uffici in indirizzo a dare disposizioni affinché nel frattempo le stesse non vengano utilizzate
"

In altri termini, graduatorie pubblicate con un ritardo incredibile sono SBAGLIATE.
Enrico Maranzana - 12-12-2012
I politici e gli esperti che auspicano l'introduzione del merito nella scuola hanno commesso un errore: hanno elaborato la loro proposta senza tener conto della natura del servizio scolastico.
Essi considerano i premi e la competizione come leve essenziali per l'innalzamento della qualità del servizio.
Un'idea assurda, traslata acriticamente dal mondo economico: i meccanismi di precisione che governano la gestione scolastica sono calpestati, l'oggetto dei mandato conferito alle scuole è banalizzato, la funzione docente è umiliata.
Corrado Mauceri - 11-12-2012
La "pensata" del Governo dei Professori di prevedere un aumento a 24 ore dell'orario di lezione del personale docente della scuola secondaria è stata dal Parlamento (vista la prossimità delle elezioni) tolta di mezzo, anche se la scuola subirà ugualmente tagli alla spesa in misura equivalente.
Difatti l'idea di fare cassa sulla scuola statale non è stata per niente superata. La scuola non è più un impegno primario dello Stato; ma soprattutto l'istruzione scolastica non è più considerata una funzione istituzionale dello Stato, è un servizio pubblico che può essere gestito indifferentemente o da scuole statali, organizzate però con i criteri privatistici delle aziende o da scuole paritarie (in gran parte confessionali) alle quali si riconosce la stessa funzione di servizio pubblico e che pertanto hanno diritto ad essere finanziate anche dallo Stato, Regioni e Comuni.
Fuoriregistro - 08-12-2012
Forse gli alieni esistono davvero. Viene da pensarlo in questi giorni duri e tristi per chi lavora e osserva, per chi si sente una pedina e lo dice, in uffici postali periferici, o in bar di quartiere. Lontani dal clamore delle telecamere democratiche o dei confronti impegnati. Di più. Per chi capisce che non c'è protezione sufficiente per le vite che ama, e non importa se a Cinisello Balsamo, a Gaza o a Scampia.
L'articolo, che ci viene segnalato dal Fatto Quotidiano di oggi, giunge mentre una news stringata si prepara per la solita spedizione.
Non ci colpiscono tanto le parole, forse ne siamo stanchi e forse anche loro sono ormai giunte al limite di un'accettabile spendibilità.
Quello che ci colpisce è il passaggio che evoca attimi. Bambini che disegnano, e che nel loro disegno mettono un cuore già grande. Un presente che segna un futuro.
Succede a Gaza, a Cinisello Balsamo, a Scampia: la durezza si racconta nello stesso modo e non chiede niente.
Esiste. Fossimo più capaci di ascoltarla.
Gianfranco Pignatelli - 08-12-2012
"Pozzuoli ribolle, e non di solfatara". Così, giorni fa scrivevo a una mia ex alunna di Nola. Da oltre due settimane si alternano scioperi, manifestazioni, occupazioni, assemblee, collegi straordinari e didattica alternativa. Insomma, tutto quello che si fa in una scuola viva che sa guardare fuori dai propri cancelli. Per mio conto - le riferivo - sto "lavorando" comunque. Gli alunni, anche di classi non mie, mi cercano per le loro assemblee, per aggiornarli sugli iter legislativi in materia scolastica e per altro ancora. È magnifico. Mi fanno sentire di casa benché sia l'ultimo arrivato in questa scuola.
Vincenzo Pascuzzi - 07-12-2012
Quelli dell'Age Toscana si sono adombrati, quasi offesi, o proprio davvero offesi, e perciò lamentano nei loro confronti "Contumelie, lettere fiume, sfoghi amari" da parte di quei cattivacci dei prof! Alcuni dei quali devono averle risposto per le rime, replicato punto per punto, con argomenti affilati e magari con eccessi inopportuni. In precedenza c'era stata la provocazione pesante, gratuita, a freddo della stessa Age. Infatti il 22 nov. era stata pubblicata la nota "I prof e le 24 ore" che è all'origine della contrapposizione e del clamore. Vediamo le due frasi iniziali di questa nota.
Giuseppe Aragno - 05-12-2012
E' molto difficile capire che intendono, quando parlano di scuola e lavoro, i ministri di un governo che ha per programma solo una miserabile lettera della Banca Centrale Europea. L'altro ieri, alla Camera, Patroni Griffi ha dichiarato che per il 2013 sono previsti 7.300 esuberi tra gli statali e ha aggiunto che, tenuto conto dei mille volti della flessibilità, ci sono almeno 260mila precari. E poiché il governo tiene alla partita doppia e ai cacciabombardieri molto più che alla qualità della vita dei cittadini, il ministro ha prontamente puntualizzato: "impossibile pensare a una stabilizzazione di massa".
Per quel che riguarda la sorte della scuola, quindi, mentre i 130mila precari non hanno alcuna speranza di lavorare, sulla qualità del servizio da offrire al bestiame votante, sulla religione del merito e sulle chiacchiere amene del trio Profumo, Ugolini e Rossi Doria cala inesorabile una pietra tombale.
Maurizio Tiriticco - 04-12-2012
Entro qualche mese gli studenti della terza media e le loro famiglie dovranno scegliere una delle quattro opzioni che sono loro offerte: il liceo, l'istituto tecnico, l'istituto professionale, tutti di competenza statale, e l'istruzione e formazione professionale, di competenza regionale. Com'è noto, si tratta di percorsi che sono stati recentemente riordinati e sui quali, da parte dell'opinione pubblica non sempre vi è una conoscenza compiuta. Vanno comunque ricordate tutte le iniziative che i singoli istituti superiori attivano per far conoscere agli alunni della scuola media il piano della loro offerta formativa, in altri termini le finalità e gli obiettivi che si propongono e i corsi che attivano.
Indubbiamente, non sarà cosa facile la scelta.
galassia scuola
Spazio aperto alle riflessioni e alle opinioni personali su quanto avviene nella scuola in generale, nella nostra scuola in particolare, nelle piazze e nei palazzi in cui la scuola è all’ordine del giorno. Insegnanti, ma anche studenti, operatori, genitori … possono dar vita a un confronto su tematiche attuali, a patto che la discussione sia corretta.
Astenersi anonimi e perditempo!
La Redazione
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