Anno scolastico 2005-2006 - mese di maggio
Roberto Albertini - Palermo - 31-05-2006
( in tre parti + soluzione )

I parte

Finalmente vengono smentiti tanti luoghi comuni sulla nostra Sicilia e sulla sua capitale: frotte di analisti economici ci hanno raccontato per anni che l'economia della nostra regione era "drogata" dalla gestione delle risorse pubbliche intrisa di parassitismo e di clientelismo politico. Fondi pubblici europei, nazionali, regionali finivano per soffocare l'iniziativa privata demotivando al rischio gli imprenditori e inducendo i cittadini alla ricerca del posto pubblico piuttosto che alle opportunità offerte dal privato. Ebbene, non è vero nulla! In Sicilia ci sono settori privati che tirano a più non posso, che hanno incrementi annui di fatturato a due cifre, meglio della Cina, che allargano continuamente la loro clientela: a Palermo soltanto c'è un'area della clientela di queste imprese che raggiunge il triplo della Lombardia !!
A cosa saranno dovuti tali strabilianti successi ? E' ovvio, alla genialità naturale dei siciliani ! Siete curiosi, vero, di sapere di cosa parlo, specie voi elettori di centro-sinistra, sempre abituati a gettare fango e a criticare Berlusconi o Cuffaro, per ora non ve lo dico.

II parte.

Supponete di andare con un folto gruppo di amici in un ristorante di gran fama. Immaginate poi di dire al Maître che, dopo aver gustato l'antipasto vorreste direttamente passare al caffè e ai liquori e che, però, intendete pagare il conto per un pasto completo: unica condizione che ponete oltre alla ricevuta, che il ristoratore vi rilasci un attestato in cui si affermi che la cena era eccellente e che voi vi siete dimostrati dei veri Gourmet, degli intenditori di cibi e di vini. Credete che ne sarebbe contento il titolare del ristorante ? Pensate poi che, presentando la ricevuta, la Regione Sicilia vi rimborserebbe buona parte delle spese e che, grazie all'attestazione del ristoratore, usandola come autorevole referenza, possiate trovare un buon posto come inviato assaggiatore ad esempio del Gambero Rosso o della guida Michelin. Vi piacerebbe ? Non vi pare verosimile che possa succedere ? E invece succede, non con i ristoranti ma in un altro settore economico. Capito quale ?

III parte.

Immaginate di partecipare ad una gara. Il premio per chi totalizza molti punti ha un certo valore. I partecipanti ogni anno, però, sono molti e le prove sono difficili. La quota di iscrizione è bassa ma i giudici sono neutrali e gli allenamenti lunghi e faticosi. Voi però siete furbi e avete un po' di capitale da investire: venite a sapere che pagando un extra a chi di dovere, costui ha a libro paga coloro che vi assegneranno il punteggio e vi farà sostenere la gara senza troppi allenamenti. Tra l'altro c'è un ente pubblico che vi rimborserà buona parte del capitale investito. Non vi sembra una cuccagna ? Vi iscrivete ? In Sicilia si iscrivono in massa. Avete capito di che gara si tratta ?
Coordinamento - 30-05-2006
Chi siamo

Il circolo Arci Don Durito è composto esclusivamente da giovani di età compresa tra i 15 e i 27 anni che da anni si occupa di progetti che tentano di ricostruire una socialità alternativa a Bergamo.
Da parecchio tempo siamo in contatto con le associazioni di migranti della nostra città, in particolar modo con quella marocchina. L'anno scorso ci è stato proposto da alcuni esponenti di quest'ultima di sostenere e partecipare attivamente al progetto che viene di seguito descritto. Abbiamo accettato con entusiasmo questa sfida, anche spinti dall'intensità dell'esperienza che alcuni di noi hanno vissuto quando, due anni fa, si sono recati in Marocco e hanno potuto vedere con i propri occhi quanto sarebbe necessario e utile avviare dei progetti di ri-costruzione e messa in opera di alcuni servizi fondamentali quali scuole, ospedali, ecc. Così, raccontando della nostra esperienza, siamo venuti a conoscenza di questo progetto, peraltro sostenuto da una serie di associazioni partner distribuite sul territorio italiano, marocchino e francese.

Il progetto

Il progetto "una scuola a Casablanca" si pone come obiettivo quello di ristrutturare due edifici in disuso che si trovano a Mohammedia (vicino a Casablanca) per trasformarli in un complesso scolastico. In effetti due sono le parti di cui il progetto si compone, una per edificio. Il primo, destinato ad accogliere una scuola media, è molto grande e parecchio fatiscente. Richiede interventi di muratura oltre che la costruzione degli impianti elettrico e idraulico. Il secondo edificio, invece, è più piccolo e in condizioni decisamente migliori, necessitando solo di piccoli lavoretti quali l'imbiancatura delle pareti, la sostituzione di lampadine e tubature rotte, la riparazione di diverse porte e finestre, ecc. In effetti, quindi, non richiede lavori di muratura imponenti ma solo di una "risistemata". Noi ci occuperemo di quest'ultimo edificio, non disponendo né dei fondi né delle competenze per poter intervenire sul primo, di cui si occuperà invece l'associazione francese....
Il progetto, della durata indicativa di quindici giorni, avrà luogo durante i mesi di luglio/agosto 2006, in data ancora da decidere anche in base alle esigenze di tutti i partecipanti. Durante la permanenza in Marocco, oltre alle attività di ristrutturazione, i membri delle associazioni marocchine ci porteranno a visitare alcune tra le più belle città del Marocco (Rabat, Marrakesh, Casablanca...).
Il progetto infatti non si pone come unico obiettivo la ricostruzione delle due scuole ma anche la scoperta di una cultura diversa dalla nostra con cui però molto spesso ci troviamo in contatto. Ciò nella speranza che questo possa favorire la conoscenza e il rispetto reciproco e da qui la rimozione dei principali ostacoli allo sviluppo di una socialità multientica che abbia ricadute positive anche in Italia.

I partners

I soggetti coinvolti nel progetto complessivo sono diversi e coinvolgono tre paesi: l'Italia, la Francia e ovviamente il Marocco.
Da parte italiana l'associazione Marocchina "Associazione culturale Essalam" di Montello (Bergamo), il collettivo Giovani Zucche Piene di Ponteranica e il nostro circolo arci e da parte francese "Association Mina, Sourire aux enfants" e le associazioni marocchine di Mohammedia.
Tutte queste realtà cooperano già da tempo per la pianificazione del progetto, mantenendosi in contatto triangolarmente. Il coinvolgimento di più paesi partner (europei e non) così come la partecipazione di gruppi di giovani dai 15 ai 30 anni, e' riconosciuto come motivo di merito nell'assegnazione dei fondi destinati dall'Unione Europea per progetti di cooperazione internazionale di questo tipo. Il progetto nasce in Marocco, dove alcuni marocchini originari di Mohammedia e residenti in Italia e Francia mettono in contatto alcune associazioni di Casablanca e dintorni con le associazioni marocchine di cui fanno parte nei rispettivi paesi di residenza europea. A loro volta queste ultime associazioni hanno cercato contatti con realtà locali che potessero sostenere e partecipare insieme a loro alla realizzazione del progetto, nella fattispecie rivolgendosi a noi. Ci teniamo a sottolineare che il nostro rapporto con l'associazione marocchina di Bergamo non è estemporaneamente legato al progetto ma frutto di anni di collaborazione durante i quali abbiamo sviluppato un'importante amicizia e una solida fiducia.
Come già detto, i partner francesi si occuperanno della ricostruzione di un edificio, noi dell'altro, entrambi in collaborazione con le realtà del luogo.
Dunque le due parti del progetto si muoveranno parallelamente tra loro e in sinergia, con continui scambi di competenze ed esperienze, inscindibili l'una dall'altra. In questo modo, oltre alla realizzazione strettamente pratica del progetto, daremo il via ad un importante collaborazione tra paesi che potrà fruttare anche in futuro, non solo in termini concreti ma anche da un punto di vista di arricchimento sia sul piano multiculturale che su quello umano ed esperenziale.
Comitati Promotori Legge popolare - 29-05-2006
Ci rivolgiamo a Lei, Signor Presidente, in qualità di garante della nostra Carta Costituzionale, e a Lei, Signor Ministro, come responsabile di quella che speriamo possa essere una nuova stagione della Scuola Italiana, per richiedere la Vostra attenzione particolare ed il Vostro intervento immediato su quello che ci sembra essere un nodo centrale per il futuro del nostro Paese: la Scuola.

Siamo i Comitati Promotori sorti in tutta Italia a sostegno della proposta di Legge di Iniziativa Popolare "Per una Buona Scuola per la Repubblica" (depositata in Corte di Cassazione il 6/2 u.s. e denominata "Norme Generali sul Sistema Educativo di Istruzione Statale nella Scuola di Base e nella Scuola Superiore. Definizione dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di Nidi d'Infanzia"), e Vi scriviamo anche a nome degli oltre 65.000 cittadini italiani che, a raccolta delle firme ancora in corso, hanno finora sottoscritto la nostra proposta.
Siamo normali cittadini e cittadine, genitori, insegnanti, studenti che, indipendentemente da appartenenze ideologiche o politiche, in questi anni si sono impegnati ed hanno lottato per difendere la Scuola della Costituzione.

La Scuola della Costituzione, Pubblica, Laica e Pluralista, è una scuola inclusiva, una scuola che non ammette discriminazioni.
Oggi Vi chiediamo di aiutarci a difendere questa idea e questa pratica di Scuola.


Crediamo che difendere la Scuola significhi difendere lo Stato democratico, con l'obiettivo irrinunciabile di garantire la salvaguardia dei fondamentali diritti costituzionali.
A nostro parere, la possibilità di esercitare tali diritti dipende dall'opportunità, reale e concreta per tutti, indipendentemente dal ceto e dal censo, di accedere ad un'istruzione attenta, che sappia mettere in relazione il sapere ed il saper fare con lo sviluppo della personalità in senso cooperativo e solidale, non competitivo. La Scuola dovrà diventare sempre di più il luogo privilegiato per la formazione del cittadino consapevole.

In questo particolare frangente, è per noi necessario ed urgente salvaguardare il diritto di accesso all'istruzione per tutti e per tutte, in ogni ordine di scuola.

Sappiamo bene che quanto Vi illustreremo di seguito è già ampiamente conosciuto ed è oggetto del Vostro lavoro istituzionale, ma abbiamo deciso di rivolgerci a Voi per sottolineare ulteriormente che la situazione in cui versa la Scuola Italiana è realmente problematica e rende estremamente incerto il regolare avvio del prossimo anno scolastico.

Pur ritenendo che l'abrogazione della legge 53/2003 sia una misura obbligata per creare le condizioni per una reale risoluzione dei problemi, Vi scriviamo tuttavia per richiedere provvedimenti urgenti e mirati, che possano consentire almeno un normale avvio delle attività scolastiche fin dal prossimo settembre, per garantire l'effettivo rispetto del diritto allo studio, e quindi alla cittadinanza, di bambine e bambini, ragazze e ragazzi. Tale diritto, sancito dalla nostra Costituzione, è già divenuto precario negli ultimi anni e, se ulteriormente e gravemente compromesso, potrebbe giungere ad un punto di non ritorno.

Perché ciò non avvenga, Vi chiediamo....
Francesco Mele - 28-05-2006
Io ho la sensazione che ancora non ci si renda conto che è in corso la preparazione, da parte del governo, della classica polpetta avvelenata. Eppure i segnali dovrebbero essere ormai incontrovertibili.
Abbiamo fatto i peli alle uova quando i DS ...
Roberta Roberti - 28-05-2006
Insomma, proprio non c'è pace quando i politici parlano di scuola.
Alla nostra richiesta secca e semplice ABROGAZIONE ci siamo sentiti rispondere in questi anni con vocaboli attenuativi, tipo cancellazione, revisione, modifica, correzione, Ora ...
Gianni Mereghetti - 27-05-2006
Non mi aspettavo altro, anche se la speranza è sempre l'ultima a morire, e così come da copione il neoministro Fioroni ha annunciato che procederà a smantellare la Riforma Moratti. All'apprendista guastatore mi permetto solo di chiedere di fare ...
Fabrizio Dacrema - 26-05-2006
Poteva cominciare meglio: tra "revanche" partitocratrica e "spacchettamento" dei Ministeri la primissima impressione è stata all'insegna del ritorno a vecchie logiche politiche autoreferenziali.
Poi il neo-ministro Fioroni è andato a Barbiana, ha parlato di una scuola che non si rassegna all'esclusione e della scuola pubblica come scuola di tutti e per tutti.

Si riparte da Barbiana

Ottima scelta: Barbiana è il luogo più adatto per tornare a costruire una scuola secondo Costituzione, impegnata a rimuovere gli ostacoli e i condizionamenti negativi del contesto socio-culturale di provenienza.
La discriminazione positiva di Don Milani (dare di più a chi ha di meno) rappresenta, infatti, l'alternativa speculare alla versione Moratti della personalizzazione (dare ai più svantaggiati percorsi formativi inferiori e subalterni).
Messe le cose sul binario giusto dal punto di vista dei principi, ora si tratta di non sbagliare le prime mosse e di darsi una strategia di ampio respiro per riuscire a realizzare quei cambiamenti del sistema scolastico necessari al paese.
Da questo punto di vista il nuovo governo si ritrova di fronte i vecchi problemi strutturali: un paese sottoscolarizzato, una scuola che non promuove la mobilità sociale, forti disparità territoriali negli esiti di apprendimento, percorsi formativi per il lavoro deboli.
Problemi aggravati, ma non creati, dalla politica scolastica della Moratti, che di suo ha impoverito la scuola pubblica e ha cercato di imporre una riforma sbagliata e inattuabile, facendo perdere altri cinque anni al paese.

Subito discontinuità

Le prime mosse del ministro devono allora segnare una forte discontinuità con le scelte del governo precedente a partire dall'immediata sospensione del decreto sul secondo ciclo. Sarebbe inutile e dannoso far partire un modello di scuola secondaria in totale contrasto con l'innalzamento dell'obbligo a 16 anni contenuto nel programma dell'Unione. L'assetto duale (percorsi liceali statali e percorsi professionali regionali) contenuto nel decreto legislativo 226/05 è del tutto incompatibile con un modello unitario di scuola secondaria che realizzi l'effettiva pari dignità culturale dei diversi percorsi. Senza l'immediata sospensione del decreto, invece, le scuole e le famiglie, già dai primi mesi del nuovo anno scolastico, sarebbero costrette a orientare e scegliere tra i due canali previsti dalla legge 53/03.
Anche nel primo ciclo e nella scuola dell'infanzia occorre rendere immediatamente certo che già dal prossimo settembre le scuole non saranno più tenute ad applicare Indicazioni, tutor e portfolio. Già molti collegi docenti, a fronte delle forzature ministeriali (Indicazioni introdotte al di fuori della procedura legittima e invasione nelle competenze organizzative e didattiche delle scuole per tutor e portfolio), hanno utilizzato legittimamente le prerogative dell'autonomia scolastica per salvaguardare la qualità dell'offerta formativa. Ora si tratta di togliere ogni dubbio e di annunciare che il decreto sul primo ciclo sarà riscritto e, a questo fine, si procederà alla consultazione delle scuole; fermo restando il ripristino della effettiva possibilità di realizzare il tempo pieno e i modelli di qualità della scuola elementare e dell'infanzia (gruppo docente, tempi distesi, contemporaneità).
La nuova norma per il primo ciclo dovrà abolire l'anticipo a domanda delle famiglie, come previsto dal programma dell'Unione, per porre fine al processo di destrutturazione del percorso formativo della scuola dell'infanzia.
Al tempo stesso occorre evitare cadute della già scarsa offerta formativa di sevizi educativi per i bambini inferiori ai tre anni attraverso progetti di scuole ed enti locali che pongano le condizioni strutturali e professionali per l'apertura delle scuole dell'infanzia ai bambini tra i due e i tre anni (vedi esperienza emiliana delle sezioni primavera).
Giuseppe Aragno - 26-05-2006
Siamo alla fase delle buone intenzioni. Quella per la quale una politica non c'entra con gli uomini chiamati a realizzarla, Metti Crispi al posto di Giolitti e hai comunque l'idillio con Turati. E' il momento in cui lo slogan pubblicitario garantisce ...
Renza Bertuzzi - 25-05-2006
Fai un nodo al fazzoletto per ricordarti di andare a votare: sono in ballo la forma di governo del nostro Stato e la cessione alle Regioni di importanti prerogative.

Il 25 e il 26 giugno 2006, saremo chiamati a votare per un referendum ...
Marco Mayer - 24-05-2006
Con la costituzione dei gruppi unitari dell'Ulivo alla Camera ed al Senato il Partito Democratico è entrato nel vivo, ma il processo appena avviato appare ancora molto fragile. In questo momento è ancora forte il rischio che prevalga una logica di potere (oligarchica e "spartitoria") tra DS e Margherita con il conseguente emergere di veti incrociati ed il continuo risorgere di patriottismi di partito. Il punto centrale è che il Partito Democratico per avere successo deve aprire un nuovo orizzonte culturale. Ma su questo fronte l'elaborazione è ancora molto scarna e carente. Il pericolo maggiore è che il dibattito resti confinato nelle formule vaghe e si fermi alle enunciazioni di principio. Cosa c'è dietro le etichette? Com'è possibile passare dall'idea al progetto politico? In questo saggio Marco Mayer entra nel vivo dell'analisi e della ricerca politica. Il testo passa in rassegna ed analizza criticamente i principali temi politico-culturali che la costruzione del Partito democratico dovrà affrontare: l'immagine che emerge è quella di un cantiere difficile e impegnativo, un'agenda densa e stringente non solo per i partiti, ma anche per la società civile. All'orizzonte si profila un'operazione politica e culturale di grande spessore da iniziare subito a partire da Firenze e dalla Toscana, operazione che non può essere delegata all' "incontro/scontro" tra gruppi dirigenti ristretti ed autoreferenziali.
Ilaria Ricciotti - 24-05-2006
Giovanni Falcone, sua Moglie e gli Uomini della scorta

Vite spezzate
da individui
che
odiano la vita.

L'asfalto
tinto
di rosso
ricorda,
insegna.

Ieri,
oggi,
e domani,
i loro volti
sono stati,
sono,
e saranno incisi
nella ...
Rodolfo Marchisio - 23-05-2006
Fioroni: chi sarà costui?

E' stato un periodo in cui abbiamo trattenuto il fiato: prima per capire chi aveva vinto le elezioni, poi per capire chi e come avrebbe potuto governare, infine per capire chi sarebbe stato il nuovo ministro.

Fioroni! ...
Laura Tussi - 22-05-2006
APPRENDERE PER PENSARE

In primo piano si pone la questione della conoscenza che si trasmette a scuola, prendendo inizialmente in esame le relazioni tra i contenuti della conoscenza proposti e i processi cognitivi dell'allievo implicati nell'apprendimento di uno specifico contenuto.

Di recente la psicologia evolutiva ha dedicato attenzione allo sviluppo delle competenze sociali infantili.
Negli anni '40, Piaget individua le strutture formali della mente, quali stadi di sviluppo che determinano la modalità di procedere del soggetto in ogni campo del conoscere e le modalità sono indipendenti dal contenuto su cui operano. Piaget privilegia la descrizione strutturalistica della mente, mettendone da parte i processi....

Herbart è un precursore della scienza psicologica nel passaggio dalla psicologia filosofica coinvolta in altre dimensioni del sapere e dell'agire umano, per cui la psicologia è protesa alle soluzioni dei problemi umani....

In sintesi l'importanza della psicologia per la comprensione della realtà umana è fondamentale in Herbart, che vuole rendere intelleggibili e giustificare i processi cognitivi, smembrandoli nel loro elemento costitutivo: la rappresentazione. Il punto di arrivo dei processi cognitivi sono gli interessi che stanno alla base dell'apprendimento e dell'insegnamento educativo.
Flc Cgil - 20-05-2006
Nel fare gli auguri di buon lavoro al governo appena insediato, non possiamo che sottolineare l'urgenza di intervenire con chiari ed evidenti segni di discontinuità rispetto alle scelte del Governo Berlusconi. Questo in particolare nei settori della ...
Tavolo Fermiamo la Moratti - 20-05-2006
Per il ritiro immediato del Decreto Legislativo sul secondo ciclo del Sistema di Istruzione

Al prof. R. Prodi, Presidente del Consiglio
All'on.le Giuseppe Fioroni, Ministro dell'Istruzione
Ai Capigruppo dei gruppi parlamentari dell'Unione
Ai ...
Aldo Ettore Quagliozzi - 19-05-2006
Conosco una stimata signora, già insegnante nelle scuole pubbliche del bel paese, che nelle rare occasioni di confronto e di discussione politica con straordinaria convinzione e forse buona fede ha l'ardire, e con grande veemenza, di difendere il presunto primato suo di attenta, instancabile stazionatrice dinnanzi allo schermo televisivo ove, per sua ammirevole ammissione, passa in rassegna tutti i possibili programmi di intrattenimento e di discussione, programmi, ahimè, nei quali della ponderatezza e della riflessione si fa giovialmente e trionfalmente strame, sostenendo l'amica signora, convintamente, che sia preferibile quell'esercizio suo di stazionatrice instancabile all'impegno quotidiano dell'acquisto e della lettura del o dei giornali che " tanto dicono tutti le stesse cose ".
Alla ponderatezza della lettura ed allo sforzo che ne consegue l'amica " pseudo-culturalmente attrezzata " preferisce la comunicazione verbale, ove l'impegno alla riflessione è lieve e fuggevole: a questo punto il cerchio è ben chiuso. Con buona pace e soddisfazione degli spettri innumerevoli che volteggiano sul bel paese.
Lorenzo Picunio - 19-05-2006
Approvato dal Consiglio della Municipalità di Mestre Carpenedo, su proposta del capogruppo dei Verdi Federico Camporese (a maggioranza Ds, Verdi, Comunisti Italiani, Rifondazione, Italia dei valori, Margherita)

Considerato
che l'approvazione ...
Giuseppe Aragno - 18-05-2006
Non chiedetemi, perché. Non saprei che dirvi, non troverei parole per spiegarlo e non ci provo. Eppure è così: mentre il carrozzone massmediatico si scatena per Giorgio Napolitano che sale sul colle più alto della nostra - posso dirlo? - malandata ...
Luigi Guiso e Roberto Perotti - 17-05-2006
Riceviamo da La Voce.info e volentieri diffondiamo - Red

Nei tanti toto-ministri che si leggono sui giornali in questi giorni, il ministero dell'Università viene citato molto raramente; si ha la sensazione che questo dicastero svolga un ruolo ...
Comitato Fermiamo la Moratti - 16-05-2006
NO alla devolution ! NO alle leggi Moratti !

L'esito delle elezioni politiche, anche se non esaltante, ha comunque consentito la vittoria dell'UNIONE; ora è possibile abrogare le devastanti leggi Moratti ed avviare tutti assieme una politica ...
Laura Tussi - 15-05-2006
Ambiente e sviluppo cognitivo

Gli effetti dell'apprendimento (esperienza e influsso ambientale) sono filtrati dall'equilibrazione, fattore di regolazione interna di ogni organismo vivente, centrale nello sviluppo.

Il meccanismo dell'equilibrazione.

Piaget afferma che la ristrutturazione endogena è un processo continuo e la natura di questo processo è la ricerca di stati di equilibrio. Il movimento verso l'equilibrio non si volge nel senso di una maggiore staticità, ma di un'attività crescente che permette la costruzione intellettiva di strutture più complesse. La vita è autoregolazione, per cui la conoscenza non risiede in un qualunque organo fisico, ma usufruisce dell'interazione di insiemi di organi per il suo funzionamento, in una prospettiva solipsistica. Lo scambio con l'ambiente (stimolo-risposta) è alla base del comportamento. Piaget parlando di ambiente si riferisce a quello fisico, mentre Vigotskj considera l'ambiente sociale. Piaget ha sempre rifiutato la prospettiva neodarwinista sull'evoluzione in quanto selezione naturale da lui vista come processo subito dall'organismo, senza partecipazione attiva; propone invece un modello in cui l'organismo sia perennemente attivo e prenda iniziativa di cambiamento, come parte del processo globale di autoregolazione. Questo è l'equilibrio, ossia la ricerca di omeostasi. Quando le pressioni esogene sono tali da rendere impossibile l'assimilazione, vale a dire l'apprendimento, si ha una situazione di squilibrio. L'organismo cerca la soluzione, costruendo una nuova struttura mentale che si adatti alle esigenze dell'ambiente e dell'organismo. Il problema fondamentale in questa prospettiva consiste nel dover insegnare la struttura al bambino o doverlo mettere nella situazione in cui è attivo e si crea la struttura. Secondo Piaget non si riesce a fermare il progresso dell'apprendimento specifico indipendentemente dal progresso stesso, ossia tramite l'idealismo meccanicista. Secondo lui l'apprendimento è una strategia di scoperta per cui le organizzazioni precedenti si trovano in un tutto coerente che è una nuova struttura di equilibrio. L'apprendimento è ricerca di equilibrio e lotta contro l'entropia, ossia il disordine. L'apprendimento non è in rapporto con la motivazione per una questione socioculturale, ma l'apprendimento nella nostra società è lo stato naturale del bambino e dell'adulto. L'ambiente preposto all'apprendimento è la scuola. Secondo Piaget il ruolo della stimolazione precoce non ha gran peso perché nella sua prospettiva lo sviluppo si svolge in una successione obbligatoria di stati. La ricchezza o la povertà dell'ambiente non costituiscono fattori importanti perché non alterano i meccanismi fondamentali dello sviluppo, nell'equilibrazione e nell'adattamento. Piaget ritiene importante l'articolazione interna delle strutture cognitive.

Legambiente Scuola news - 13-05-2006
I nodi della politica scolastica

La crisi di motivazione e di prospettive del sistema pubblico dell'educazione e dell'istruzione rappresentano un rischio per tutto il Paese, una priorità da affrontare per il nuovo Governo.

I segnali in questi ...
Libertà e giustizia - 13-05-2006
Libertà e Giustizia condivide il durissimo giudizio di Marcelle Padovani, la giornalista francese che scrisse con il giudice Falcone un fondamentale libro sulla mafia, sull'atteggiamento della dirigenza Rai che ha bloccato la messa in onda del film ...
Gianfranco Claudione - 13-05-2006
Spett. Redazione,
desidero segnalare che sul sito www.scuolainsiemeweb.it è disponibile il testo integrale degli Atti del convegno "Convivenza democratica e rispetto delle regole", organizzato dal Liceo Classico "N. Zingarelli" di Cerignola (FG) e tenutosi nei giorni 3 marzo, 9 aprile, 16 aprile 2005.
G.C.

S.B. - 12-05-2006
Riceviamo la segnalazione e volentieri (ma dovremmo dire malvolentieri) la diffondiamo - Red

Dal quotidiano l'Unità

Decapitata per strada con un coltello - non vi sfugga il dettaglio - tipo Rambo. Sepolta viva col pancione di nove mesi a una ...
Cosimo Scarinzi - 11-05-2006
Il viandante che percorresse Corso Venezia, a Torino, si troverebbe ad un certo punto di fronte ad un palazzo grigio e tristanzuolo che ospita l'ITIS Peano. Si tratta di uno dei tanti edifici scolastici che ci ricorda l'affinità genetica fra scuole, caserme, carceri, ospedali.
Non è, a differenza di molte scuole elementari, ingentilito da disegni, decorazioni, colori vivaci che tentano di rendere umano lo spazio scolastico e non ha nemmeno la sobria eleganza delle scuole costruite in stile liberty un secolo addietro. È, insomma, un Istituto Tecnico Industriale nella forma e nella sostanza.
E di questa sua natura industriale il Peano ha fornito prova recente ed irrefutabile introducendo l'obbligo per gli studenti di sottoporre al controllo di 12 lettori ottici sistemati ai piani un badge o, per dirlo in italiano, un cartellino.
Giovanna Lo Presti - 11-05-2006
Chi ama le poesiole per l'infanzia d'altri tempi senz'altro conosce una raccolta di versi intitolata "Pierino Porcospino".
Narra la storia di un bambino, Pierino porcospino appunto, che compare nell'esordio - oh che schifo quel bambino, è Pierino il porcospino - e che poi nel prosieguo viene sostituito da numerosi alter ego, accomunati da una vocazione all'indisciplina e da una irresistibile attrazione verso la trasgressione delle regole, cosa che li porta, nel breve volger di qualche strofa, a fare una brutta fine. Così Corrado che si succhia il pollice viene punito da un sarto mostruoso che, comparso all'improvviso, gli trancia via di netto i pollici criminali con il forbicione e il cattivo Federigo, tormentatore di bestie e nutrice, si becca un gran castigo. Ma la sorte peggiore tocca all'incauta Paolinetta che, lasciata in casa da sola, non sta buonina, come le ha raccomandato la mamma: si mette a giocare con gli zolfanelli, da vera sventata qual è. Finisce così: un po' di cenere e due scarpini/caro ricordo dei suoi piedini/è quel che resta/non c'è più nulla/di quell'indocile, vispa, fanciulla. Non è poco, come punizione.
Cub Scuola Torino - 11-05-2006
Note di lavoro

Le note che seguono sono state stese sulla base della riunione che la CUB Scuola di Torino ha tenuto il 28 ottobre 2004 sul tema "Sorvegliare e Punire" con la partecipazione di Domenico Chiesa e Marco Revelli. Le facciamo circolare come contributo ad una discussione che intendiamo, nel prossimo periodo, sviluppare ed approfondire e come strumento di orientamento per le prossime iniziative su questi temi.

Il fatto che sulle questioni della libertà di insegnamento, dell'opposizione all'introduzione delle videocamere e dei badge per insegnanti e studenti, della difesa di gruppi di minoranza presenti in categoria, la CUB Scuola si trovi sin troppo spesso in splendido isolamento non è, per diverse ragioni, casuale.
C'è, su queste questioni, un'attitudine consolidata nel sindacalismo scolastico e non solo scolastico, attitudine che possiamo così sintetizzare:
• la burocratizzazione e riconduzione alla dimensione giuridico dei problemi dei lavoratori come individui singoli. In altre parole, i sindacati tutelano, in qualche modo e con molte ambiguità, i lavoratori isolati a fronte delle vessazioni eccessive dell'amministrazione ribadendo, in questo modo, la propria funzione di avvocati dei lavoratori stessi. In una prospettiva del genere non ha senso una battaglia generale per affrontare alla radice i problemi. Paradossalmente, si può affermare che i sindacati hanno tutto l'interesse a che permanga la situazione attuale
• la tendenza a sottovalutare i problemi dei segmenti "minori" della categoria - per fare un solo esempio, i colleghi che insegnano alternativa alla religione cattolica e che non si vedono riconoscere il servizio. Va ribadito che, in realtà, tutti i lavoratori sono, in qualche modo, appartenenti a minoranze e che il lasciar passare comportamenti discriminatori nei confronti di singoli gruppi significa lasciare indifeso l'assieme dei lavoratori
• un certo qual perbenismo e moralismo che caratterizza settori della categoria e l'assieme dell'apparato sindacale. Per fare un paio di esempi, opporsi alla timbratrice appare come la difesa di un privilegio e non di un diritto, rifiutare le videocamere segnalerebbe una sorta di indifferenza alla scurezza dei bambini, dei ragazzi e delle attrezzature presenti nella scuola.
La discussione di giovedì è servita sia a fare un quadro dei problemi che a individuare delle linee di azione da sviluppare assieme e da portare alla discussione con i colleghi.
Ci limitiamo a indicare le questioni più importanti che sono state sollevate.
Maurizio Tiriticco - 10-05-2006
Relazione tenuta al convegno "Obiettivo Scuola Moderna"
organizzato dal Cidi e dalla Provincia di Siena - Siena, 4 maggio 2006


L'istruzione che non paga!

Nel recente mese di ottobre si è tenuto in Roma un convegno organizzato dalle associazioni professionali dei docenti dal titolo "L'insegnante, una risorsa sprecata?". Nel mio intervento ho posto allora un altro interrogativo, in effetti abbastanza provocatorio: l'insegnante è veramente una risorsa? O meglio, può essere una risorsa quando l'intera istruzione - il Sistema nazionale di istruzione - in questo quinquennio di buio morattiano non lo è? Ed ancora! La crisi dell'istruzione riguarda solo il nostro Paese o è un fenomeno più ampio che investe in larga misura tutti i Paesi delle società cosiddette ad alto sviluppo?
Da ottobre ad oggi molta acqua è passata sotto i ponti. Ma certi problemi di vasta portata restano! In effetti, viviamo una grossa contraddizione. Si parla molto della società della conoscenza, si afferma in tutte le risoluzioni europee ed internazionali che l'istruzione è la risorsa della società del futuro, che la conoscenza è la materia prima delle società postindustriali, come il carbone e l'acciaio lo sono state per le società industriali. Ed ancora, "conoscere è crescere" è la parola d'ordine delle forze politiche che si sono battute contro il governo della Destra, e dovrebbe costituire il clou del cambiamento in materia di istruzione.
La ricerca sociale e l'opzione politica illuminata sono concordi nell'attribuire all'istruzione una priorità assoluta! Ma, nei fatti, è veramente così?
Una cosa è certa! Che ieri il figlio dell'operaio poteva diventare dottore! Quanti figli dei contadini del Sud sono diventati insegnanti e professionisti nel corso degli ultimi decenni sull'onda del grande rinnovamento che negli anni Sessanta - pur tra tante difficoltà - estese la scuola dell'obbligo a tutti? E sono molti coloro che hanno avuto la possibilità di raggiungere alti gradi degli studi! Il nostro Paese è cresciuto, nell'economia, nel tenore di vita, nella cultura, grazie al grande balzo in avanti che ha compiuto anche nel settore dell'istruzione!
Oggi le cose sono molto diverse. Oggi, il figlio del dottore che cosa diventerà domani? Che cosa farà? Quali prospettive ha nel mondo del lavoro?
Il fatto che il fenomeno riguardi anche i Paese avanzati europei non deve consolarci! Che cosa sta veramente accadendo, oggi, nel mondo della cultura, delle conoscenze, dell'istruzione, del lavoro? Ci hanno detto che ormai le differenze tra lavoro intellettuale e manuale non esistono quasi più! Che non c'è professione che non richieda anche un grosso back ground di conoscenze! Il contadino e l'operaio di ieri non esistono più! Le tecnologie hanno trasformato mansioni e processi lavorativi. Ma è anche vero che le logiche della globalizzazione hanno trasformato lo stesso mercato del lavoro! Abbiamo a che fare con la delocalizzazione, da un lato, dall'altro con le nuove immigrazioni! Sono fenomeni che incidono profondamente sulla occupazione e sulla stessa occupabilità. E sono anche nati concetti nuovi, primo fra tutti quello della flessibilità! Con tutte le contraddizioni che questo concetto comporta. Dove finisce la flessibilità e dove comincia la precarietà? Ci dicono che il posto fisso è un concetto superato! Ciò che si richiede nel lavoro oggi sono l'inventiva, il coraggio, la capacità imprenditoriale! Il berlusconismo per certi versi affascina, per altri versi sconvolge! Ciò che è accaduto in Francia contro la prospettiva di contratti di lavoro iugolatori, che sancivano una occupazione precaria per legge, deve insegnare qualcosa!
Né può consolarci che un acuto sociologo come Zigmunt Bauman definisca "liquida" la società in cui viviamo, in cui tutto è provvisorio, nulla è certo, tutto è indefinito, nulla è definito. Le pagine di Bauman sono acute in merito, ci aiutano a capire, ma non sono sufficienti a rassicurarci.
Comitato Nazionale Buona Scuola - 10-05-2006
L'assemblea nazionale dei comitati per una buona scuola per la repubblica, riunita a Roma il 7 maggio 2006, ha valutato molto positivamente l'esito sin qui raggiunto dalla campagna di raccolta di firme sul testo della proposta di legge di iniziativa popolare "norme sul sistema educativo di istruzione statale nella scuola di base e nella scuola superiore. definizionedei livelli essenziali delle prestazioni in materia di nidi d'infanzia", che ha conseguito un grande successo e consenso da parte dei cittadini, rendendo possibile l'ampio superamento, già ad oggi, della soglia delle 50 mila firme necessarie per la sua presentazione al parlamento.
Tale consenso ha riguardato il metodo di costruzione dal basso del testo della legge e dell'elaborazione dei suoi contenuti, che si rifanno ai temi dibattuti e maturati dalla scuola democratica italiana durante molti anni di ricerca e che sono stati alla base dello spirito ispiratore del vasto movimento popolare contro la cosiddetta "Riforma Moratti".

La Legge di Iniziativa Popolare si è imposta positivamente anche all'attenzione di tutte le forze politiche che oggi formano la nuova maggioranza politica parlamentare, delle Organizzazioni Sindacali e delle Associazioni, che ne hanno riconosciuto il valore e per le quali essa è diventata un ineludibile terreno di confronto.

L'Assemblea ha però deciso di proseguire la raccolta delle firme fino al raggiungimento di almeno 100 mila adesioni, rivolgendo particolare attenzione in questa fase ai genitori ai docenti e agli studenti di tutte le scuole del territorio nazionale.
Giuseppe Aragno - 09-05-2006
Li ho davanti: lavoratori-studenti dell'università nuova, che stipula accordi con stato e parastato ed offre a buon prezzo pillole di cultura usa e getta; tante pagine, tanti "crediti", tanti esami e lauree da consumare per ogni bisogno: brevi e ...
Ivan Cicconi - 08-05-2006
Lettera aperta

Cari amici,
Dopo che avete subito, per oltre dieci anni, il totale disinteresse per le vostre serie e puntuali ragioni e dopo la pretesa di aprire i cantieri manu-militari per un'opera ancora priva di un progetto degno di questo nome, nei prossimi giorni si dovrebbe, finalmente, aprire il confronto con l'avvio dei lavori dell'Osservatorio. L'auspicio è che il confronto sia effettivo, serio e di merito.

Se la vostra mobilitazione fosse, come alcuni vogliono fare apparire, la reazione di una comunita' affetta dalla sindrome "n.i.m.b.y.", la questione potrebbe anche ritornare nell'alveo della trattativa con la sola comunità locale. Le questioni che però avete posto e che comunque sono state proiettate sulla scena nazionale in questi mesi non riguardano solo la Valdisusa ma investono in modo evidente interessi e problemi che coinvolgono tutto il paese. Riguardano tutti noi, l'intero paese.

I problemi nazionali che avete posto e che, paradossalmente, solo la clamorosa arroganza del governo Berlusconi, del novembre-dicembre 2006, ha proiettato sulla scena nazionale, non ci pare abbiano ancora registrato alcuna seria risposta. Sarebbe però grave se l'insediamento dell'Osservatorio si realizzasse senza la necessaria chiarezza sulle sue finalita' e restringendo queste al solo monitoraggio di un progetto dato.
Pare infatti che, sia lo studio recentemente presentato dalla commissaria europea per il corridoio 5, Layola de Palacio, sia le dichiarazioni del presidente dell'osservatorio, Mario Virano, si muovano in una prospettiva nella quale il tema sia solo quello di come osservare e mitigare l'impatto di un progetto dato e dunque di contrattare con la comunita' locale le compensazioni per il disagio determinato da quel progetto.
Roberta, Patrizia e Francesco - 08-05-2006
Gentile Professor Prodi,
Lei si è detto molto indignato alla notizia dei fischi coi quali è stata accolta e "costretta" a lasciare il corteo del 1° maggio Letizia Moratti, candidata sindaco a Milano, nonché ministro dell'Istruzione ancora in ...
Vincenzo Andraous - 06-05-2006
Non c'è niente da fare, siamo italiani in ogni occasione che si presenta, anche in quella meno evidente, ma una volta individuata, non perdiamo tempo a imbracciare il lanciafiamme per bruciarci il deretano, anche quello più nobile, benché travestito ...
Cosimo Scarinzi - 05-05-2006
Denunce per "aver augurato un male ingiusto" contro i No Tav e risposta del movimento

Con la torpida violenza che la caratterizza, la lobby pro Tav tenta di colpire il movimento di opposizione al treno ad alta velocità.

Il 3 maggio, 9 avvisi ...
Indymedia - 04-05-2006
Riceviamo e diffondiamo - Red

APPELLO PER UN MOVIMENTO STUDENTESCO EUROPEO: INIZIAMO DAL SOCIAL FORUM EUROPEO DI ATENE DEL 4/7 MAGGIO

E´ sempre più evidente quanto l´attacco neoliberista agisca su scala globale, portando ad un rafforzamento a ...
Bruna Sferra - 03-05-2006
INTRODUZIONE

Le Indicazioni Nazionali per i Piani di Studio Personalizzati, allegate al D.lvo n. 59/04 applicativo della L.53/03, dovrebbero sostituire i Programmi Nazionali del 1985 (DPR 104/85). Già ad una prima lettura si evince in modo evidente l'estrema povertà ed il basso profilo culturale e pedagogico delle Indicazioni Nazionali; sembrano scopiazzate dai Programmi del 1985 in modo estremamente disordinato e confuso e con il preciso intento di stravolgerne il progetto culturale, pedagogico e politico che essi intendevano realizzare e quindi le finalità che ne costituivano il fondamento.
Per tali tematiche, gli estensori, di cui non si conoscono i nomi, sembrano ispirarsi ai ben più vecchi Programmi del 1955. Infatti, ad una lettura più attenta, emergono diverse similitudini tra le Indicazioni Nazionali e i Programmi del 1955.
Chi conosce la scuola elementare ha denunciato il regresso di 30 anni che la riforma Moratti ha apportato ad essa, ma questo raffronto dimostra come questo ritorno al passato sia ben più consistente.
I Programmi del 1955, sebbene abbiano avuto una durata formale trentennale, furono sostituiti de facto ben prima del 1985 da una serie di radicali innovazioni sia nel campo della legislazione sia in quello pedagogico. Oltre all'istituzione della scuola media nel 1962 e della scuola materna nel 1968, che pure hanno influito sulla natura stessa della scuola elementare, ci furono la L.820 del 1971 che istituì il tempo pieno, i Decreti delegati del 1974 e la L.517 del 1977 che modificò i tratti fondamentali del rapporto tra maestro e scolaro sotto i profili della valutazione, della programmazione e dell'integrazione dei bambini portatori di handicap. La logica della programmazione portò al rifiuto del concetto stesso di programma ministeriale. Alcuni evidenti parallelismi tra le Indicazioni Nazionali per i Piani di Studio Personalizzati e i Programmi del 1955 possono tristemente ricondurre i fini della scuola elementare "morattiana" a quelli di 50 anni fa.

SOMMARIO

• Esplicazione articolata e commentata sulle sostanziali similitudini e differenze tra i tre programmi in merito alla personalità dell'alunno, al rapporto scuola- famiglia- extrascuola, al dettato costituzionale, alle pari opportunità, alle difficoltà d'apprendimento e all'handicap.
• I cicli scolastici nella scuola elementare nei tre programmi.
• Educazione alla convivenza democratica (Programmi del 1985) ed Educazione alla convivenza civile (Indicazioni Nazionali).
Maurizio Tiriticco - 02-05-2006
Un compito per il nuovo ministro

Sul recente numero 8 di "Scuola Secondaria" Giuseppe Bertagna interviene con un lungo e documentato saggio sulla questione degli Obiettivi Specifici di Apprendimento, sostenendo che questi devono assolutamente costituire i Livelli Essenziali delle Prestazioni che le istituzioni scolastiche devono garantire sull'intero territorio nazionale e che nulla devono avere a che fare con le prestazioni che si richiedono agli alunni. Ed in questo senso - come è noto - si esprimono le attuatali Indicazioni nazionali.
A tale tesi si oppongono vivamente sia la ricerca educativa più accreditata sia la gran parte degli operatori scolastici. Le ragioni sono semplici. Non è possibile avviare un percorso di istruzione o di formazione se non si hanno chiari gli obiettivi che si propongono allo studente e che questo deve raggiungere. La scuola si è comportata sempre così. La mia nipotina ieri aveva a che fare con le "sottrazioni con il riporto" e insieme a lei si cimentano con le prime regole dell'aritmetica non solo i suoi compagni di classe ma anche i milioni di coetanei di tutte le scuole del mondo! I bambini tutti devono comunque giungere al fatto che 42 meno 29 fa 13! E c'è anche la riprova che tutte le calcolatrici tascabili del mondo danno lo stesso risultato!
Si tratta di una semplicissima prestazione che la Scuola deve garantire, ma che l'Alunno deve anche acquisire! Ma il banalissimo esempio può trovare maggior conforto in ambiti di saperi e competenze ben più elevate. Un architetto, un giudice, un cuoco, un parrucchiere, per essere tali, non possono non avere conseguito competenze che, per ciascun profilo professionale, non siano tali e non altre! Nessun parrucchiere potrà usare il coltello per tagliare i capelli, o un architetto un dialogo di Platone per costruire una villa! Ciascuno di essi deve - dico "deve" - possedere determinate competenze, ciascuno nel suo campo! E gli ordini professionali sono abbastanza attenti e rigorosi in tale materia.
In altre parole, è giusto o non è giusto accertare che alla fine di un processo di apprendimento uno studente, piccolo o grande che sia, od un adulto in formazione continua, abbiano realizzato obiettivi chiaramente preventivati? Ma lo stesso Bertagna, quando esamina un suo studente, non pretende che certe conoscenze - o abilità, o capacità, o competenze - siano state acquisite?
Ed ancora! Quando si parla di competenze in determinati campi del sapere e del saper fare, non si pretende forse che siano leggibili, comprese e condivise da altri in situazioni diverse? I sei livelli delle competenze, di cui al portfolio europeo delle lingue, non costituiscono forse un riferimento preciso per chi insegna lingua, ed anche per chi la apprende? Tant' vero che due dei suddetti livelli hanno trovato posto in quella parte della scheda di valutazione (vedi la cm 84/05) relativa a quella certificazione delle competenze (operazione opportunamente annullata, per la sua approssimazione ed inconsistenza, con la nota del Miur del 9 febbraio u. s)!
Pensare, quindi, a degli standard condivisi non significa affatto essere statalisti, come pensa Bertagna, essere per uno Stato occhiuto ed invadente che usurpa tutti i campi dell'istruzione e pretende di dettar legge alle scuole e agli insegnanti!
Perché sono le stesse scuole e gli stessi insegnanti che, di fronte alla proposta della scheda faidaté, hanno dimostrato tutto il loro disorientamento e disappunto! La strada per la realizzazione di quanto indicato dal Titolo V non significa affatto polverizzare curricoli e processi di apprendimento! Anzi! Proprio perché l'autonomia delle istituzioni scolastiche è un processo irreversibile, è necessario che queste abbiano punti di riferimento certi.
galassia scuola
Spazio aperto alle riflessioni e alle opinioni personali su quanto avviene nella scuola in generale, nella nostra scuola in particolare, nelle piazze e nei palazzi in cui la scuola è all’ordine del giorno. Insegnanti, ma anche studenti, operatori, genitori … possono dar vita a un confronto su tematiche attuali, a patto che la discussione sia corretta.
Astenersi anonimi e perditempo!
La Redazione
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