Anno scolastico 2011-2012 - mese di dicembre
Francesco Di Lorenzo - 30-12-2011
Dallo Speciale Notizie dal fronte 2011-2012



In Italia, ascoltando il neoministro, si potrebbe dire, dal punto di vista generale, che il 2011 è iniziato male ed è finito peggio, con timidi segnali di speranza solo negli ultimi giorni di dicembre. Tali segnali, è chiaro, dovranno essere confermati dai fatti.
in Australia, una ricerca dell'Università di Sidney sostiene che la bocciatura scolastica non porta nessun beneficio. Naturalmente la ricerca non servirà a convincere i duri e puri che pensano di salvare la scuola con le bocciature. Darà, però, un po' di ossigeno a tutti gli altri, quelli che negli ultimi tre anni erano guardati a vista e indicati come degli zombi. Arriva sempre il momento della riscossa. E a fine anno una piccola rivincita, è benaugurante.
Claudia Fanti - 29-12-2011
Mentre il governo in carica si affanna per riportarci almeno a galla, noi della scuola non sappiamo quale sia il nostro destino e quello delle nostre fatiche per reggere l'impatto del tempo tiranno in cui viviamo.
Eppure a qualcuno di noi piace ancora pensare a un futuro auspicabile nel quale sarà possibile insegnare e apprendere nel rispetto di ogni singolarità, umanità. Un rispetto che tenga conto dei volti delle persone che ci guarderanno dai banchi, nei corridoi spogli, nelle aule, nei laboratori. Ecco, mi piacerebbe che quando si scrive o ragiona di scuola, lo si facesse senza definire per categorie la cosiddetta utenza: i giovani, le famiglie, i disabili, gli stranieri...mi piacerebbe che si decidesse di "vedere" le persone e le loro infinite modalità di approccio all'esistente, al sapere, al quotidiano vivere.
Vincenzo Pascuzzi - 27-12-2011
E' inconfutabile, anche se sapientemente sottaciuto e ignorato, il fatto che, negli ultimi 20-25 anni e con governi orientati sia a destra che a sinistra, le risorse economiche (i soldi) destinati alla scuola e all'istruzione sono state costantemente ridotte. Con riferimento al Pil, i finanziamenti alla scuola erano pari al 5,5% del Pil nel 1990, sono stai poi ridotti al 4,6% nel 2008, al 4,2% nel 2010 e ora puntano al 3,7% programmato per il 2015 e al 3,2% per il 2030! L'OCSE conferma e denuncia questa situazione. La situazione sta producendo una emorragia, una massiccia fuga all'estero di giovani "talenti" allevati ed istruiti in Italia: 50-100 mila espatri all'anno, di cui 60-65 mila "under 40" e in prevalenza non dal Sud Italia (!) ma dal Centro-Nord...
Enrico Maranzana - 27-12-2011
Il ministro Profumo ha detto: "Se uno dei miei nonni si svegliasse: capirebbe poco degli strumenti con cui funziona la società italiana .. poi se tornasse a scuola... beh, lì gli si presenterebbe un panorama sostanzialmente uguale .. con gli stessi banchi di formica verde". "I nostri ragazzi sono nativi digitali e a scuola si impara solo il 20%". "Una scuola che ha bisogno di strumenti diversi". "I libri si spostino sui tablet".
La sostanziale immutabilità del servizio è stata riconosciuta mentre la direzione della futura azione del governo non appare convincente in quanto deriva da una visione di superficie e dalla mancata percezione dell'origine del male che ammorba l'istituzione scuola.
In questa nota si tratteggeranno alcuni interventi di natura culturale, giuridica, sistemica, organizzativa, utili al riallineamento della scuola al mondo contemporaneo.
Laura Alberico - 23-12-2011
Un termine nuovo che ricorre sempre più spesso e ci fa riflettere sulle difficoltà economiche che aumentano sempre di più nel nostro paese. I nuovi poveri non mostrano il volto dell'emarginazione e della solitudine, difendono ancora la loro dignità lottando ogni giorno contro le difficoltà della vita quotidiana, un treno che non si ferma più per accompagnare e accogliere chi ha bisogno di lavorare e di contare ancora per gli altri e per la società. I nuovi poveri hanno perso la loro visibilità, giovani ancora per arrendersi alle evidenze e troppo vecchi per credere ancora di ricominciare una nuova vita.
Giuseppe Aragno - 23-12-2011
Dallo Speciale Racconti


- E' andata così e non si tratta di fare i filosofi e tirar fuori le grandi verità universali, esclamò Francesco, con aria avvilita. Queste cose le fanno gli intellettuali, quando vendono parole al miglior offerente. Raccontano guerre, date, battaglie, generali e cancellano i soldati, le popolazioni colpite, le donne, gli uomini e il dolore. E' così che la storia diventa la scienza dell'inganno. Mi ricordo di uno che alla televisione una sera parlava dell'Asiento...
- L'Asiento? E cos'è? chiese Lucia incuriosita.
- La parola è affascinante, ma tremenda. Si parlava dei grandi Stati, di quelli che tutti considerano fari di civiltà, e tu capivi che c'era stata guerra tra loro per il possesso di questa cosa che pare una musica: l'Asiento.
Coordinamento Scuole Elementari di Roma - 22-12-2011
A seguito dell'assemblea del 24 novembre 2011 e del presidio al Ministero dell'Istruzione del 19 dicembre 2011, il Coordinamento Scuole Elementari di Roma ha deciso di sostenere un ricorso collettivo per l'assegnazione del numero delle ore di sostegno necessarie agli alunni diversamente abili e per il rispetto del tetto massimo di 20 alunni per classe in presenza di alunni diversamente abili.
I genitori interessati al ricorso devono, al più presto, richiedere negli Uffici di Segreteria della scuola l'accesso agli atti: l'avvocato ha detto che è molto importante che la data del protocollo sia entro dicembre.
Una bimba e la sua mamma - 21-12-2011
anche quest'anno ti scrivo per ricevere dei doni.
Mi chiamo Giulia e faccio la IV elementare in una bella scuola. A volte starei a casa volentieri con la mia mamma, ma poi penso agli amici e alle maestre ai giochi fatti insieme, alle discussioni ma anche alle tante cose che imparo, che la mia mamma dice mi serviranno da grande, e allora corro verso la mia scuola.
Nella mia scuola sono cambiate tante cose, da quando ci veniva mia sorella che ora fa la prima media. Quando sono entrata io avevamo due bidelle che ci aiutavano per andare in bagno o per trovare la giacca giusta all'uscita. Ora ne abbiamo mezza e al mattino la campanella la suona una delle maestre.
Emanuele Rainone - 21-12-2011
Caro Ministro della Pubblica Istruzione, se vuole bene alla scuola, si dimetta. Non mi riferisco ovviamente al Prof. Profumo, ma proprio al Ministro, al suo ruolo e alla sua funzione. È una semplice constatazione: negli ultimi vent'anni, se non ci fossero stati ministri dell'istruzione, la scuola sarebbe andata sicuramente meglio. Tutte le grandi riforme annunciate e attuate a metà sono andate contro la scuola e non hanno fatto altro che aggravare una situazione di crisi permanente. La scuola, come del resto la società italiana, ha resistito alle incompetenze e alle bizzarrie - per usare un eufemismo - della politica. Ha resistito significa che ha in sé il movimento vitale del tutto autonomo per continuare da sola e la politica è stata semplicemente un corpo estraneo legittimato a strapazzarla a seconda dei capricci dei potentati di turno. Ma guardiamo all'oggi: tale regola purtroppo non aveva ancora la possibilità di essere falsificata o riconfermata dal nuovo ministro, ma sono bastati pochi giorni ed ecco che il brivido della falsificazione dovrà attendere forse ancora qualche tempo: 'concorso per 300.000 insegnanti entro il 2012; motivo: vogliamo i giovani!'.
Le illustro il mio caso personale...
Maurizio Tiriticco - 21-12-2011
...e aggiungerei lungimiranza: a mio vedere, sono state le parole chiave, ovviamente molto implicite, della breve allocuzione del ministro Profumo per gli auguri di Natale oggi al Miur. Un "uomo di scuola", come si suol dire, che è convinto che l'istruzione è un valore, una forma di cultura che, contrariamente a quanto pensava un precedente ministro, si mangia... e come! Però un primo interrogativo l'avrei posto al ministro, se il turbinio delle felicitazioni e degli auguri me l'avesse permesso! Non ho capito come e perché, su questo slancio per un rinnovamento della scuola e dei suoi insegnanti, il ministro abbia potuto proporre giorni fa un nuovo concorso a cattedre!
Francesco Masala - 20-12-2011
Profumo è comunque intenzionato a procedere nella riapertura dei concorsi. Ha detto il ministro: "Oggi l'età media degli insegnanti è intorno ai 40 anni". Va abbassata per venire incontro alle esigenze delle nuove leve laureate e degli stessi studenti...

Giuseppe Aragno - 20-12-2011
In Italia il "dramma formazione" ha radici profonde e non a caso abbiamo un doppio record negativo: meno laureati rispetto alla media europea e un tasso di disoccupazione dei laureati che è più alto di quello degli altri paesi dell'Unione Europea. Non bastasse, chiunque provi a indagare si accorge che le quote più alte di lavoro precario si ritrovano, guarda caso, proprio tra i lavoratori laureati. Il paradosso è solo apparente e l'origine del problema non è la formazione, ma il capitalismo da rapina che fa da base al nostro sistema produttivo. I nostri "valorosi imprenditori" non guardano avanti, non è loro costume. Lo sguardo, se mai qualche volta si leva dal portamonete, è quello di chi si limita al piccolo cabotaggio, è abile tra le secche e gli scogli, ma non ha il coraggio di affrontare il mare aperto. E' fatale, perciò: la richiesta di manodopera è rivolta per lo più a profili professionali con basse qualifiche e il laureato non ha mercato.
Claudia Fanti - 19-12-2011
Quando sento parlare in ogni dove di patto intergenerazionale con la ragione che dovremmo cedere a qualsiasi ricatto-manovra in silenzio, mi arrabbio e mi indigno: si fa presto a falsificare la storia del dopoguerra quando la memoria è corta. Il '68 perché esplose? Perché negli anni '70 anche noi giovanissimi di allora eravamo precari? Perché molti fra noi erano costretti a lavorare in nero con compensi da fame come ora? Perché i figli dei disgraziati erano espulsi dal percorso scolastico molto più di ora? Quanti furono che poterono permettersi l'accesso all'università? Quanti soprattutto al sud (ma non solo), fra i giovani, furono costretti a lavorare all'estero? Magari alla catena di montaggio di un'industria tedesca per poi tornare con un po' di spiccioli da convertire in studio? Quanti fra noi avevano il riscaldamento in casa e mangiavamo proteine?
Maurizio Tiriticco - 17-12-2011
Occorre dare atto al Ministro Profumo di avere cominciato ... ad "aprire la borsa"! Era il mio auspicio nella lettera aperta dello scorso 19 novembre! Infatti, è di questi giorni la sottoscrizione del Patto d'azione e coesione con cui verranno investiti nelle scuole del Sud 1,3 miliardi di fondi europei. Si tratta di una iniziativa che segna una svolta riguardo alla politica dei tagli! Ma ora la buona volontà del ministro si deve misurare su un'altra questione, quella di cui alla citata lettera aperta: le prove Invalsi. Che fare?
Enrico Maranzana - 15-12-2011
La torre di Babele e la confusione dei linguaggi sono un'analogia calzante della situazione in cui versa la scuola italiana.
L'attenta lettura dell'articolo cardine del D.P.R. sull'autonomia offre materia sufficiente per illuminare la scena e fornisce l'occasione per riflettere sul significato di alcuni concetti: "L'autonomia delle istituzioni scolastiche è garanzia di libertà di insegnamento e di pluralismo culturale e si sostanzia nella progettazione e nella realizzazione di interventi di educazione, formazione e istruzione mirati allo sviluppo della persona umana, adeguati ai diversi contesti, alla domanda delle famiglie e alle caratteristiche specifiche dei soggetti coinvolti, al fine di garantire loro il successo formativo, coerentemente con le finalità e gli obiettivi generali del sistema di istruzione e con l'esigenza di migliorare l'efficacia del processo di insegnamento e di apprendimento"
Gennaro Tedesco - 15-12-2011
Più che porre sacrosante domande e dare risposte che comunque sarebbero passionali, vorrei tentare di fornire alcuni flash, alcune istantanee, alcune impressioni personali sull'evoluzione della società adolescenziale, giovanile e studentesca nella scuola e nell'extrascuola.
Non molto tempo fa ho sperimentato con i miei alunni della media l'ascolto di musica leggera italiana e straniera in classe per tastare i loro interessi e i loro gusti, per farmi un'idea sul campo dell'evoluzione del loro immaginario collettivo nella sfera paraletteraria, musicale e del ballo.
Giuseppe Aragno - 14-12-2011
Non è stata pazzia.
La mano che ha armato la pistola omicida troppe volte l'abbiamo ignorata, non di rado incoraggiata e talora per fini oscuri addirittura utilizzata. Andiamo a cercare nelle pieghe del potere, tra i banchi del Parlamento, tra lo sfascismo e il razzismo leghista e suoi complici destri e sinistri. Controlliamo i calcoli di parrocchia, i complici silenzi, gli opportunismi elettorali, le radiografie rivoltanti alle costole d'una sinistra senza onore e senza dignità e troveremo la radice del problema, la formula del veleno che da troppo tempo ci intossica. Facciamo luce nelle zone d'ombra, nei vicoli bui del sottobosco travestito da classe dirigente. Lì troveremo l'indigenza culturale e la miseria morale che ha fatto e fa da brodo di cultura della tragedia infinita che viviamo.
Maria Antonia Stefanino - 14-12-2011
Restiamo umani era il credo di Vittorio Arrigoni, volontario italiano ucciso a Gaza. E' la prima voce di dentro che mi è salita alla gola sentendo le notizie dal baratro in cui stiamo precipitando. Ieri a Firenze ed in Belgio, ieri l'altro con un incendio in un campo rom a Torino, qualche tempo fa lo stesso avvenne a Ponticelli, con sempre più ravvicinata cadenza, il nostro tempo svela gli orrori verso i quali da tempo ci incamminiamo. La società degli individui che devono rispondere con "biografie individuali a crisi sistemiche" (Bauman) mostra i suoi lati ormai non più oscuri ma sempre più diffusi.
Doriana Goracci - 12-12-2011
E' un' Italia così, che reagisce "compostamente" a Torino, alla notizia che una ragazza di sedici anni denuncia un falso stupro da parte di due stranieri e si organizza un corteo organizzato dai suoi familiari per protestare contro la violenza, con la gente del quartiere, ignari della menzogna, e "degenera in un vero e proprio assalto a un campo rom alla periferia di Torino. Dieci-quindici minuti di violenza e paura, con qualche decina di persone, alcune armate di bastoni, che invadono il campo alla cascina Continassa, fanno fuggire i Rom, spaccano tutto quello che trovano e poi, con le stesse fiaccole usate per il corteo, danno fuoco alle baracche. A fermarli è il fratello della ragazza che, accompagnato dai Carabinieri, li avvicina mentre fiamme e fumo si alzano dalla cascina. Li convince a desistere e qualche minuto dopo le autobotti dei vigili del fuoco, fino a quel momento bloccate dai manifestanti violenti, entrano nel campo e cominciano a spegnere le fiamme. I violenti si allontanano alla spicciolata; il corteo, che era partito da piazza Montale si disperde e delle 400-500 persone che vi avevano aderito per esprimere solidarietà alla ragazza e protestare contro la violenza non vi è più alcuna traccia"
Andrea Tornago - 12-12-2011
Dallo Speciale brace brace brace



Sono due i nomi illustri di imprenditori bresciani che compaiono nelle intercettazioni dell'inchiesta che ha portato all'arresto di Franco Nicoli Cristiani: uno è Mauro Papa, amministratore della società «Ecoeternit» che gestisce una discussa discarica di amianto a Montichiari. L'altro è Alessandro Faustini, proprietario del «gruppo Faustini» di Brescia, una potenza nel campo dei rifiuti e della pavimentazione stradale.
Nicoli Cristiani e l'imprenditore bergamasco Locatelli, entrambi arrestati per smaltimento illecito di rifiuti e corruzione, si incontrano con Mauro Papa il 14 ottobre 2011 al ristorante «il Lorenzaccio» di Brescia: il vicepresidente del Consiglio regionale vuole favorire la formazione di un cartello di tre imprese che avrebbero dovuto spartirsi una grossa fetta del mercato dei rifiuti in Lombardia.
Emanuela Cerutti - 09-12-2011
Fa davvero impressione leggere il richiamo valutativo del prof. Profumo al ritorno dalle prove di accertamento linguistico indette dal Mae gli scorsi giorni.
Non entro in nessun altro tipo di merito, perché la questione degli insegnanti all'estero è annosa e conflittuale. Non mi soffermo sui ritardi enormi di tali prove, e neppure sull'intenzione direi piuttosto chiara di limitare fortemente il pubblico anche all'estero. Non cito nemmeno la nuova legge che, infilata nell'ultimo milleproroghe, ha modificato quasi di soppiatto la durata dei mandati, creando situazioni di evidente disequità.
Resto alla valutazione, quella finalizzata al miglioramento della scuola e organizzata per "prove".
Prove ripulite da rischi soggettivi, "strutturate e standardizzate" che, tra l'altro, permettano un trasparente e, appunto, oggettivo confronto.
Bene. E' la seconda volta in pochi mesi che i nostri apparati "valutativi" utilizzano questo sistema.
Lorenzo Picunio - 09-12-2011
Avevamo un'ottima scuola di base, in Italia. Mario Lodi, Bruno Ciari, andando indietro fino a Maria Montessori, ne sono stati - come dire - i padri fondatori. Innestata su un filone forte di attivismo cattolico e socialista, su una battaglia per l'istruzione che si è combattuta per cent'anni contro resistenze di ogni tipo. Il nerbo solido dell'Italia unita, nord con sud, città con campagna, fino alla grande conquista della legge 517/1977 con l'inserimento degli alunni disabili nella scuola di tutti; e fino all'altra grande battaglia ancora in corso, quella per l'inserimento dei "nuovi italiani".
Non l'hanno ancora del tutto sfasciata, questa scuola di base.
Giuseppe Aragno - 08-12-2011
Non sa bene di che parli - non è colpa sua e con un po' d'impegno qualcosa imparerà - tuttavia ne parla. Si limita alle formule della propaganda, ma parla e ogni volta fai fatica a capirlo. L'ultima esternazione la riferisce l'Adnkronos e lascia di stucco: non ci sono soldi per dotare le scuole italiane delle necessarie tecnologie, ha scoperto il neoministro rettore, poi, sibillino, ha subito chiosato: "questo non accade solo in Italia". "Occorrerà chiederle a Sarkozy e alla Merkell come fa la Grecia"?
Claudia Fanti - 08-12-2011
Mi permetto di attaccare senza preamboli questo mio breve scritto.
Mi riferisco all'incontro di ieri, 7 dicembre, al Cnr, che vedeva l'introduzione del Ministo Profumo.
In particolare mi riferisco alla questione del merito di scuole e prof.
E' incredibile. Ma è questo il problema dei problemi?!
Impensabile che si voglia vendere fumo mentre i giovani insegnanti non trovano posto, gli edifici invecchiano; mentre gli alunni aumentano e al contempo scarseggia tutto dentro aule, bagni, corridoi, biblioteche, segreterie, dentro le nostre tasche, nelle nostre menti bombardate di spread, tasse, nuovi e vitali problemi insorgenti...e nonostante ciò lavoriamo con senso del dovere.
Posso osare col dire che è volgare e iniquo?
Maria Antonia Stefanino - 06-12-2011
Credo che il prezzo chiesto alle donne rese paritarie nella malasorte, con la manovra Monti sia stato così offensivo e aspro, che ciò che provo non è più l'esserci ma il dismettermi. Si può rubare speranze e aspettative di vita a chi per 34 o 35 anni ha tenuto insieme tutto quello che ben conosciamo? Si poteva e si è preso reddito con il passaggio dal retributivo al contributivo, si poteva far pagare ulteriormente la possibilità di scegliere se pensionarsi o no, ma negarla come nei fatti avviene NO. Quelle fra di noi che non sono finite a fare le giornaliste, le attrici (ricordate Virzì di Caterina va in città) le opinioniste ecc., che ogni giorno lottano con un badge ed un bus, si sentono vampirizzate come non mai. Aggiungo una sensazione personale, mi ritrovo dopo aver onorato al mio meglio un patto, ad essere privata di libertà di scelta e della necessaria dignità per il futuro. E quando ti privano di ciò, la guerra che ti hanno condotta l'hai già persa.

Lucio Garofalo - 05-12-2011
Prime impressioni a caldo circa le "medicine amare" prescritte in conferenza stampa dal dottor Monti e dalla sua "equipe medica". Temo che i dubbi siano legittimi e fondati.

Siamo di fronte ad una sorta di cane che si morde la coda, per cui non trascorrerà molto tempo prima che l'andamento schizofrenico della speculazione nel settore dei mercati azionari travolga nuovamente l'Italia. Di conseguenza, servirà un'altra manovra finanziaria che stangherà puntualmente e inevitabilmente le fasce sociali più deboli, ossia i proletari. I quali non potranno sopportare troppo a lungo il peso e gli effetti provocati da una serie perpetua di manovre estorsive che costituiscono una sorta di rapina istituzionale reiterata ai loro danni.
Cosimo De Nitto - 02-12-2011
Ho ascoltato il discorso della Merkel al Bunderstag. Tralascio tutto quello che poi i giornali e commentatori più o meno interessati riportano e riporteranno. Mi ha colpito il suo richiamo alle "persone" nella crisi. C'è voluta la lady d'acciaio per sentire la parolina magica, lei così algida, così dura e inflessibile.
Persone.
Non le nomina nessuno, così presi da formule, cifre, statistiche, principi astratti pacchetti, vecchi ingordi e giovani vittime della loro ingordigia, equità sospetta e ipocrita, sviluppo che non si capisce cosa sia e in che cosa consista.
Persone.
Francesco Masala - 01-12-2011
Abbiamo imposto gli slogan "equità e sacrifici" e "patto generazionale".
Ecco come si fa: una patrimoniale straordinaria per i patrimoni a partire da 1,5 milioni di euro, a scaglioni verso l'alto, si riprende in mano lo scudo fiscale, si fanno patti con Svizzera e altri paesi semilegali, dal punto di vista finanziario, e si chiudono i rapporti con i paradisi fiscali, puntando all'esproprio di quelle ricchezze lì depositate, per tassarle come fa Equitalia a qualsiasi cittadino italiano.
Per quanto riguarda le pensione si mette un tetto alle pensioni, pari a cinque volte la pensione sociale, tanto chi ha avuto redditi e contributi alti qualcosa da parte l'avrà messo, ogni dirigente pubblico e privato dovrà percepire un reddito pari a 10 volte il reddito di un dipendente medio....
galassia scuola
Spazio aperto alle riflessioni e alle opinioni personali su quanto avviene nella scuola in generale, nella nostra scuola in particolare, nelle piazze e nei palazzi in cui la scuola è all’ordine del giorno. Insegnanti, ma anche studenti, operatori, genitori … possono dar vita a un confronto su tematiche attuali, a patto che la discussione sia corretta.
Astenersi anonimi e perditempo!
La Redazione
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