Anno scolastico 2008-2009 - mese di dicembre
Avv. Salvatore Nocera - 30-12-2008
"Le parole sono pietre". Così intitolava Carlo Levi un suo famoso libro, nel quale evidenziava come con le parole non si scherza perché hanno un loro forte peso semantico e di contenuto. Non la pensava però così il Governo, quando, il 18 Dicembre scorso ha approvato lo schema di regolamento sugli organici e la formazione delle classi, in attuazione dell'art 64 del DLn. 112/08, convertito dalla L.n. 133/08.Infatti all'rart 7 comma 2 di tale schema si legge che
Le classi frequentate da alunni con disabilità non possono avere, di norma, più di 20 alunni.
Maurizio Tirittico - 29-12-2008
La valutazione è per la scuola una verifica dell'efficacia delle azioni messe in atto per favorire il raggiungimento di livelli adeguati di apprendimento per ciascun alunno La possibilità di migliorare tali livelli ha le radici nella ricchezza degli ambienti di apprendimento e nell'efficacia dell'insegnamento. Per raggiungere tale scopo può essere opportuno utilizzare la flessibilità didattica e organizzativa dell'autonomia scolastica (articoli 4 e 5 del dpr 275/99). Il contesto normativo di riferimento evidenzia come la valutazione abbia prevalentemente finalità formativa e concorra al miglioramento degli apprendimenti e al successo formativo di ciascun alunno.
Vittorio Del Moro - 26-12-2008
Dopo lo sciopero generale del 12 dicembre mi pare che Retescuole abbia invitato a ritornare al chiuso delle scuole, per giocare lì la prossima partita degli organici e delle iscrizioni che vi sono legate.
In effetti il Verbale uscito dall'incontro tra governo e sindacati dell'11 dicembre sembrava aver aperto qualche spiraglio, consegnando di fatto la riforma alle scelte dei genitori e ci eravamo un po' tranquillizzati, visto che la passata esperienza morattiana aveva visto un compatto fronte genitoriale schierato per l'opzione massima loro offerta.
miha - 24-12-2008
Il regista sporcaccione per eccellenza ha annunciato recentemente che il suo sogno è di avere la Gelmini in un suo film. Saremmo quasi portati a prendere la battuta sul ridere mentre immaginiamo una commedia all'italiana girata a scuola e condotta dall'inflessibile direttrice (Valentina Aprea) con la severa ma ammiccante prof. Gelmini e l'allupato bidello (Alvaro Vitali).
A ripensarci bene però c'è ben poco da ridere perchè l'avere scelto, in una fase così complicata per la scuola, un ministro per l'unica ragione che è fotogenica getta un'ulteriore fosca tinta sulle novità in arrivo.
Gianfranco Pignatelli - 24-12-2008
Insegnare a leggere, scrivere e far di conto. Questo, e tanto altro, si chiedeva alla nostra scuola primaria. E, smentendo i diffamatori politici ed i loro zerbini mediatici, le elementari hanno risposto alla grande. Ecco gli ultimi dati. Nel rapporto Timss 2007 (Trend in international Mathematics and Science study), che misura le competenze in matematica e scienze degli alunni al quarto e all'ottavo anno di scolarità di 59 paesi distribuiti nei 5 continenti, la scuola elementare italiana consolida il suo primato internazionale.
Gian Paolo Trevisani - 20-12-2008
Oggi mia moglie ed io abbiamo ricevuto le buste paga. Grande gioia!
Finalmente abbiamo avuto gli arretrati della vacanza contrattuale:

Euro 86 circa lordi

Finalmente abbiamo la vacanza contrattuale:

Euro 14.31 lordi

Da subito ...
Doriana Goracci - 20-12-2008
E' accaduto qualcosa di nuovo che può farci fermare un momento? Le notizie - si sa - quelle vere, vanno a a finire nei cassonetti, come la carta dei regali scartati, dopo il 25 dicembre. Per carità, due ragalini, robbette da niente...ma come si fa a non fare nulla? E' quello che mi chiedo anche io. E stiamo fermi, come tanti alberi di natale.
Sul mulo e l'asinello, ci camminano altri, anzi alcuni vanno a piedi.
Per chi avesse voglia di continuare a leggere e trovare qualcosa di nuovo, niente di eccitante premetto, consiglio di leggere e guardare Baruda.
Ha delle foto splendide, perchè l' autrice, giovane e reale, è una piccola donna di quelle dure, tenera quando le pare e fotografa e scrive...
Giuseppe Aragno - 20-12-2008
Vada dove gli pare, quest'anno non è venuto invano e ha torto chi dispera. Come in ogni caserma, il rancio è certamente ottimo e abbondante, la truppa marcia in riga e il morale è alle stelle. Faccetta nera non si canta ancora e la politica è sempre più malaffare, ma la Folgore ha in pugno la Campania, al Dal Molin si va come un rullo compressore e il Paese ha ritrovato l'orgoglio nazionale. Questo consegna agli archivi l'Istituto Luce, questo scrive la stampa, questo, sbattendo i tacchi, sostengono impettiti i colonnelli e questo ripetono a comando tamburini, trombettieri, porta ordini e staffette affidate alla strategia di "Porta a Porta", a Vespa e alla tattica volpina di Riotta.
Giocondo Talamonti - 20-12-2008
Quella che fino a poco tempo fa sembrava essere la semplice difesa di un'idea, oggi si rivela pura ostinazione all'eutanasia.
L'IPSIA deve morire, scomparire dalla storia della città, senza troppi sentimentalismi e senza che una Fenice, neppure spennacchiata, si profili all'orizzonte delle sue ceneri.
Che avrà mai fatto l'Istituto e il Dirigente che lo gestisce di tanto grave da meritare l'esecuzione capitale, la fucilazione, la ghigliottina, la sedia elettrica e l'iniezione letale?
La colpa inconfessabile, qui confessata, sta tutta nei numeri: 400 alunni, invece di 500. E poco importa che l'IPSIA svolga attività didattiche nella Comunità-Incontro di Amelia, o nella Casa Circondariale di Terni, o svolga corsi pomeridiani per l'educazione permanente degli adulti per, almeno, il doppio degli iscritti ai corsi mattutini.
A poco serve che cammini di pari passo con le aziende del territorio e le aiuti nella crescita.
L'IPSIA deve sparire.
ilaria ricciotti - 20-12-2008
E' con il cuore che auguro a tutti voi un Natale ed un 2009 stracolmo di speranze e di sogni per un futuro che dovremmo saper guardare con occhi di chi non sa arrendersi e lotta perché esso sia migliore per sé e per gli altri.

Rivolgere lo sguardo verso il futuro e sperare intensamente che non ci riservi brutte sorprese penso sia l'augurio che ognuno di noi fa , inconsciamente, a se stesso esorcizzando le tante negatività che ci circondano.

Questo approccio augurale verso un Anno che verrà, sconosciuto ed enigmatico, ritengo sia un atteggiamento positivo che dovremmo assumere per andare incontro al tempo senza la paura che i minuti, i giorni, le settimane ed i 12 mesi siano portatori soltanto di nero carbone.
Antonellina - 19-12-2008
Nel mio istituto, ITIS e LICEO Scientifico Tecnologico, i soliti furbi, tentano di inserire nel POF la valutazione dei docenti senza specificarne i criteri, anticipando la politica aziendale e privatistica tanto cara al governo e all'opposizione, introducendo un pericoloso capitolo al 'buio' senza un percorso attento di studio e comprensione degli obiettivi ,
dei criteri e della 'storia ' della sperimentazione e applicazione in questo campo, a mio avviso, così controverso e strumentalizzabile.
Libero Tassella - 17-12-2008
Premesso che la stipula dei contratti a tempo indeterminato è da effettuare sul 100% dei posti vacanti a seguito delle operazioni di mobilità (trasferimenti), la nostra proposta, articolata in sei punti ha lo scopo di rispondere in modo efficace all'esigenza di stabilizzazione degli organici e di lotta al precariato attraverso l'azione congiunta dello scorrimento delle graduatorie ad esaurimento, trasformate in graduatorie nazionali e il varo di piano programmatico di immissioni in ruolo.
Miha - 17-12-2008
Per dimostrare che la scuola italiana stia andando a pezzi non c'è neppure bisogno di cercare molte metafore, basta leggere la cronaca dell'ultimo mese: il 5 dicembre crolla un controsoffitto nella scuola elementare Malerba di Catania, 16 dicembre a Naro (AG) crolla il soffitto di un'aula, per fortuna gli alunni erano a provare la recita di Natale nella classe accanto, 22 novembre crolla il controsoffito nel liceo Darwin di Rivoli, muore uno studente e 20 rimangono feriti. In una nazione normale questo dovrebbe scatenare un'ondata di proteste e indignazione e il governo dovrebbe mettersi all'opera per risanare una situazione evidentemente critica. Invece in Italia lo stato decide che si spende troppo per la scuola che bisogna risparmiare su stipendi, numero di insegnanti e bidelli. Per l'edilizia scolastica si può aspettare. Vengono tagliati anche i fondi per i Comuni, proprietari e responsabili nella maggior parte dei casi dell'edilizia scolastica.
Severo Laleo - 16-12-2008
E' proprio strano. Molto strano.
Ed è forse il segno più terribile della nostra radicale sconfitta di "sognatori".
Perché non riusciamo nemmeno a "sognare".
E l'assenza di un sogno pesa e impedisce, alla lunga, il cambiamento necessario.
Nel gioco "Vorrei una scuola" di Trevisani, nemmeno tra i commenti a dire il vero (tranne forse, ma solo timidamente, e grazie alla sua sincerità forte, il commento di Giuliano Galiardi), mai si pronuncia, nemmeno tra i "vorrei" appunto, questo semplicissimo pensiero-sogno: "Vorrei una scuola all'altezza/capace, per risorse umane e materiali, per missione, di "PROMUOVERE" tutte le persone in età di apprendimento, almeno fino ai diciotto anni".
Perché?
La Fenice - 16-12-2008
Il TIMSS (Trends in International Mathematics and Science Study) è un progetto dell'IEA (International Association for the Evaluation of Educational Achievement) che si pone l'obiettivo di misurare i risultati in matematica e scienze degli studenti che frequentano il quarto anno della scuola primaria e l'ottavo anno del primo ciclo di istruzione.
Giorni fa, il 9 dicembre, sono stati presentati i risultati dell'ultima sua indagine che colloca il nostro paese, nelle graduatorie internazionali, a un buon livello grazie ai punteggi ottenuti dagli studenti che frequentano il quarto anno della scuola primaria.
L'esito di questa ricerca non sembra, per ora, interessare gli esperti e tutti coloro che si occupano, a vario titolo, delle politiche scolastiche...

Elena Miglietta - 15-12-2008
Giusto per informazione, ieri ho relazionato al mio collegio docenti per l'occasione composto solo dalle due scuole elementari Puglie e Martinengo su richiesta della direttrice. Per preparare la relazione ci ho messo un paio di giorni ma sono saltate fuori diverse cose interessanti: il Piano Programmatico della Commissione Cultura datato 18 novembre sembra ci regali un sacco di cose tra cui le insegnanti di inglese che rimangono e affiancano le insegnanti di classe, il tempo pieno con le due maestre; ebbene se leggete il Piano Programmatico della Commissione Bilancio del 26 novembre che all'apparenza cerca di non contraddire quello della C. Cultura, in realtà con giri di parole non fa altro che confermare il primo Piano Programmatico, quello di settembre, con la possibilità di attenuare qualcosa (qualche piccola concessione).
Rosanna Vttori - 15-12-2008
Una scuola debole, malata per la lunga incuria, ferita dall' arrogante superficialità del governo è riuscita a svegliare un intero paese. Un'onda pacifica e travolgente di protesta si è levata ed il paese si è stretto, come mai prima, attorno alla 'sua' scuola. E alla fine il paese ha vinto.
Solo pochi mesi fa non si sarebbe potuta immaginare tanta attenzione per la scuola in Italia: per questo la dobbiamo ringraziare, ministro. Avremmo fatto a meno dei tagli, però ... che ci sono ancora tutti. Nelle dichiarazioni con cui annunciava nei giorni scorsi il dietrofront, si è dimenticata di dire che ci sono ancora. Ci dice, ministro, dove li prenderà adesso quei quasi otto miliardi di euro? Immaginiamo che Tremonti li avesse già impegnati tutti nel buco nero di Alitalia (o per le banche)...
Francesco Masala - 15-12-2008
È ben triste leggere le parole di Bill Gates:

- Non c'è dubbio che le aliquote fiscali sui più ricchi dovranno essere aumentate. E trovo questa una cosa molto giusta. Il pendolo sta oscillando nuovamente verso l'imposizione progressiva. E' inevitabile in questa situazione di crisi, dove il deficit spending è l'unica strada appropriata che abbiamo per uscirne e ricominciare a crescere. D'altronde, il margine per aumentare la pressione fiscale su chi guadagna di più esiste....

Dedalus - 13-12-2008
Così ha sentenziato Mariastella Gelmini in una intervista a La Stampa "Voglio essere chiara subito: il maestro unico resta. Chiaro? Anzi: resta "solo" il maestro unico. Il modulo dei tre docenti su due classi è morto e sepolto per sempre".
Ora, è evidente il tentativo da parte del fronte governativo di nascondere lo stato di difficoltà in cui si è venuto a trovare dopo le ingenti manifestazioni di dissenso e di protesta di genitori, insegnanti e studenti. Alcuni parziali passi indietro sono stati fatti. Congelata la situazione sulle superiori. Ammessa, almeno a parole, l'assegnazione di due insegnanti per ogni classe di tempo pieno. Confermato il tempo di 40 ore nella scuola dell'infanzia. E via dicendo. Ma a queste parziali e non ancora ben definite aperture il ministro Gelmini ha voluto far seguire alcune precisazioni, ribadendo alcuni punti fermi.
Gabriele Attilio Turci - 13-12-2008
Dopo scioperi generosi, manifestazioni combattive e anche ragionate, dopo una campagna di controinformazione difficile ed estenuante ecco il ben servito alla scuola elementare, come alcuni si attendevano con timore, come troppi forse speravano di esorcizzare.
Abbiamo perduto! Questa è la semplice sacrosanta verità, perduto su tutta la linea e le cose si faranno, d'ora in avanti ancora più difficili.
Questo è bene sapere anche se, proprio per il livello di arroganza esercitato e d'incompetenza didattica dimostrata (anche se si sciacquano la bocca di tutela della psicologia infantile) da parte della classe politica e da questa miseria di ministra, o dai vari pasdaran alla Cota pronti a sproloquiare con panzane inventate di sana pianta (tipo l'arretramento, assolutamente non dimostrato, dei bambini dopo l'introduzione dei team di maestri), sta ora a noi cominciare a "mettere i puntini sulle i".
Miha - 12-12-2008
Le recenti mosse del governo sulla scuola hanno spinto molti commentatori a gioire sulla retromarcia innestata dalla Gelmini con i body-guard Sacconi e Brunetta. Più realisticamente altri evidenziano il possibile Cavallo di Troia contenuto nelle ultime disposizioni.

Innanzitutto valutiamo i tempi: nello stesso giorno esce la prima Circolare parzialmente attuativa della legge 169 e il governo incontra in magna pompa i sindacati sbandierando dialogo e tempi distesi, esibendo sorrisi e pacche sulle spalle per tutti alla vigilia dell'ennesimo sciopero. Per chi ha seguito con un po' di attenzione le relazioni delle Commissioni cultura di Camera e Senato però queste modifiche risultano il frutto non tanto dei pareri della società civile o del sindacato quanto di membri della stessa maggioranza. La concomitanza tra i due fatti è comunque sospetta e ricorda il solito inganno del mago che attrae l'attenzione da una parte mentre vi prepara il trucco dall'altra.

Rimane poi sullo sfondo la sinistra figura di Tremonti e della sua "clausola di garanzia"...
Mario Ambel e altri - 12-12-2008
Riteniamo che, anziché adottare soluzioni inadeguate, che potrebbero favorire il ritorno a pratiche didattiche e valutative anacronistiche e controproducenti, sarebbe utile avviare una elaborazione seria e competente su tutte le modalità di valutazione, sia continua che finale. Nel contempo riteniamo decisivo che nelle scuole si continuino a esercitare e a consolidare le pratiche di valutazione qualitativa e descrittiva, che avvengono contestualmente ai processi di insegnamento/apprendimento e si basano sull'osservazione sistematica e sulla documentazione.
In tal senso, anche sulla base delle esperienze didattiche e delle ricerche più accreditate, riteniamo indispensabile in questo frangente ribadire la necessità di difendere e rinforzare una valutazione descrittiva, attenta ai ritmi di crescita e alla complessità dei processi di apprendimento, non invasiva, rispettosa delle diversità e delle differenze, progressivamente coerente con il livello di sviluppo raggiunto.
Giuseppe Aragno - 11-12-2008
In tempi di repubblica traballante, nostalgie repubblichine e voglie autoritarie, pudicamente coperte di governabilità imbellettate da vallette ministre e ministri Brunetta, la perfida Albione non perde l'occasione per raccontare ai lettori "an italian story of a selfmade man [2] che se la prende con tutti e tutti demonizza: giudici psicolabli, giornalisti protagonisti di una bolscevica congiura internazionale, televisioni pubbliche e private misteriosamente controllate dal nemico comunista e giovani facinorosi che si oppongono ai decreti sovrani e ai valletti del re perché li hanno tirati su i professori sessantottini che infestano la nostra scuola e si sono irrimediabilmente persi dietro gli orrori le nefandezze del "Manifesto" e "Capitale".
Movimento per la Cooperazione Educativa - 11-12-2008
Da tempo nelle nostre scuole abbiamo segnalato l'aumento di fenomeni di vulnerabilità sociale, ovvero del rischio che, a causa dei fenomeni di impoverimento e migrazione molti soggetti, che vivono "dentro il recinto del benessere e della conoscenza", rischiano di perdere i livelli di qualità della vita di cui hanno goduto e sono spinti ai margini della società; in questo modo perdono il ritmo e la motivazione alla partecipazione sociale allo studio e provano senso di fallimento, mancanza di futuro.
Oggi alla crisi economica vediamo aggiungersi azioni che ci inquietano.
Quale disegno vi può essere dietro atti come il tentativo di prendere le impronte ai minori Rom; di schedare i clochard, di sottoporre i ragazzi stranieri a test d'ingresso per inviarli a classi separate?
Noi educatori del Movimento di Cooperazione educativa vediamo una unica volontà: innalzare muri per la difesa a oltranza del privilegio di alcuni e impedire l'accesso ad altri. Vediamo la volontà di negare l'art. 2 della Costituzione che ci chiama tutti non solo al diritto, ma anche al dovere della solidarietà.
Gianfranco Pignatelli - 11-12-2008
L'azione predatoria della CEI s'è fatta sfrontata e più onerosa del solito. Lo ha dimostrato lo scorso venerdì 5 dicembre monsignor Stenco, direttore dell'Ufficio nazionale per l'educazione della Cei, la Conferenza episcopale italiana. Ecco le sue parole rivolte, con tono intimidatorio, al governo Berlusconi per ottenere il finanziamento integrale alle scuole confessionali: «le federazioni delle scuole cattoliche si mobiliteranno in tutto il Paese». Ignorando tutto quanto già fatto dall'attuale governo in favore della scuola cattolica, l'alto prelato ha aggiunto: «qui si vuole la scuola statale e la scuola commerciale, lo stato e il mercato ma non il privato sociale che rappresentiamo noi e che fa la scuola non per interesse privato, ma per interessi pubblici». E non solo. «Tra stato e mercato - ha tuonato ancora - perché colpire proprio il privato sociale?». Dichiarazioni sfrontate di chi mente sapendo di mentire.
Francesco Di Lorenzo - 10-12-2008
È veramente inammissibile trattare così i giovani. Ci si lamenta sempre, da sempre, che non si interessano, che sono apatici, che non hanno valori, che sono ignoranti (detto, fateci caso, da signoroni e professori di un'ignoranza abissale) e chi più ne ha più ne metta. Storia antica, tanto antica da destare stupore per l'ignoranza di chi ancora continua a proporla. Ma tant'è, è questo che ci meritiamo e dobbiamo tenercelo.
Libero Tassella - 09-12-2008
I 120 milioni di euro che il Vaticano ha reclamato per le scuole cattoliche andranno al ministro Gelmini, sarà poi questa, di concerto con il Tesoro e con il ministro degli Affari Regionali, sentita la conferenza Stato-Regioni a destinarli o alla scuola statale, cosa che non accadrà di certo o alla scuola paritaria cattolica, quello che sicuramente avverrà, come è stato ampiamente assicurato, dopo la forte levata di scudi della Chiesa, immediatamente assecondata dal governo Berlusconi, tramite Letta.
Prof.ssa Maristella Curreli - 09-12-2008
Trenta denari, al cambio attuale, fanno 120 milioni di euro. È questo il malloppo intascato dalla CEI. Un "obolo" preteso ed ottenuto in appena un'ora dai vescovi italiani per aver crocifisso Prodi e salvato Barabba-sconi. 120 milioni in più per la scuola privata cattolica contro gli 8 miliardi in meno alla scuola statale. E non è tutto.
P.Citran - 09-12-2008
L'ex - Ministro della Pubblica Istruzione Fioroni ha fornito a suo tempo linee di indirizzo generali ed azioni a livello nazionale per la prevenzione e la lotta al bullismo. Con la medesima istituisce osservatori regionali permanenti sul bullismo. La circolare attribuisce ad essi, fra l'altro, il compito di ricercare e valorizzare tutto il patrimonio di buone pratiche, materiali e competenze (...) sviluppate localmente (...). Viene il dubbio a chi stende questa nota se non sarebbe utile ed interessante registrare anche la presenza nella scuola di cattive pratiche, non perché si voglia essere quello che vede il proverbiale bicchiere sempre mezzo vuoto, ma per una consapevolezza su quello che va e su quello che non va nella scuola, al fine di sostituire le pratiche cattive con quelle buone.
Non solo bullismo.
Damiano Cavallin - 09-12-2008
La legge 133 approvata dal parlamento il 6 Agosto 2008 prevede, come noto, la cancellazione di tutte le sperimentazioni attualmente vigenti nelle scuole superiori e la loro riconduzione ad un numero limitato di piani di studio uniformi a livello nazionale. In questo contesto il "Liceo Socio-psico-pedagogico" e il "Liceo delle Scienze sociali" scompariranno, assorbiti dal nuovo "Liceo delle Scienze umane". Osservando le bozze dei quadri orari predisposti dal governo, ispirati al curricolo già previsto dalla Riforma Moratti (L. 53/03), emerge con chiarezza una fortissima penalizzazione proprio di questo indirizzo, la cui natura viene decisamente compromessa.
Premesso che il "Liceo socio-psico-pedagogico" ha un monteore complessivo notevole e che una sua riduzione potrebbe essere effettivamente utile e proficua per gli studenti, riteniamo tuttavia che non sia possibile cancellare improvvisamente un indirizzo che, dal 1992 ad oggi, ha dimostrato concretamente la sua validità formativa.
Nello specifico, il piano di studi previsto dal nuovo "Liceo delle scienze umane" ci sembra inadeguato per diverse ragioni...
Libero Tassella - 05-12-2008
Signori ora si taglia, ora, acquisiti i pareri, peraltro non vincolanti di Camera e quello recentissimo del Senato, i tecnici ministeriali si potranno mettere all'opera o più semplicemente prenderanno il piano che avevano già concordato tra tesoro e istruzione da mesi e che tenevano chiuso nel cassetto; forse tra una fetta di panettone e un brindisi di auguri lo faranno anche vedere ai capoccia sindacali, prima che questi partano per le ferie e poi il pacco sarà completato e illustrato in pompa magna, poi a livello territoriale saranno programmate le solite conferenze di servizio affidate ai direttori regionali e rivolte ai dirigenti scolastici, assisteremo ai soliti comunicatini stampa inutili e alle solite assemblee sindacali di rito e i giornali specialistici ci inonderanno d' informazioni sul merito dei tagli; sotto l'albero quindi un bel pacco di tagli e tagliole, e i re magi ci porteranno anche gli aumenti contrattuali di Brunetta (secondo biennio), un po' di fumo d' incenso, senza naturalmente nè oro né mirra .
Insomma un Natale assai movimentato per governi, ministri, sindacalisti e affini.
Miha - 04-12-2008
Perchè in questo periodo e nello specifico dal D.L. 185 del 29/11/08 oltre all'ennesima truffa della vacanza contrattuale il governo sta introducendo la pericolosa pratica del "decido io" punto. Vuol dire che non c'è più contrattazione ovvero se le parti sociali sono d'accordo allora firmano altrimenti ciccia, il governo mette in busta gli aumenti che ha deciso e i lavoratori si attaccano. Dovrete ammettere che per quanto sgarrupati siano i sindacati questa alternativa è decisamente poco allettante. Si cancella in un sol colpo un secolo di lotte sociali e i sindacati si suicidano pubblicamente.
Manuela Rinaldi - 04-12-2008
Sono un' insegnante precaria, lavoro in una Scuola Primaria come maestra di sostegno, l' anno prossimo sarò disoccupata .

Oggi mentre ero seduta accanto al bambino di cui mi occupo è entrata in classe la nostra responsabile di plesso per annunciarci il via libera al Piano Attuativo cioè l' insieme dei decreti che regolano la messa in opera della riforma Gelmini.

Conservo una copia dell' Unità datata venerdì 31 ottobre 2008, sul bordo in alto della prima pagina, con un pennarello rosso lo stesso giorno scrissi: c' ero anch'io .
Gian Paolo Trevisani - 03-12-2008
Vorrei iniziare il gioco del "vorrei" con oggetto la scuola.
Il risultato potrebe essere utilizzato quale base di discussione per una seria e condivisa riforma della scuola. Io ho buttato giù qualcosa, spero che i lettori di Fuoriregistro con la loro creatività arricchiscano l'elenco.
Cinzia Montagnani - 03-12-2008
Il Collegio, pur criticando l'intero impianto della legge, si sofferma in particolare su alcuni articoli del Decreto Legge 137 e del Piano Programmatico, quelli che ritiene maggiormente devastanti per la scuola pubblica italiana...

Per questi motivi e considerato che con il Decreto Legge 137 convertito nella Legge 169 del 31-10-2008 non viene abrogato nessun articolo del D.P.R. 275 dell'08-03-1999 (Regolamento recante norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche) né la Legge 176 del 25-10-2007 (Legge Fioroni che ripristina il doppio organico sul tempo pieno)

Il Collegio dei docenti del Circolo Didattico di Figline Valdarno delibera, secondo le prerogative concesse dalle norme sull'autonomia scolastica, di proporre per l'a.s. 2009-2010 lo stesso P.O.F.
presentato nel corrente anno scolastico, comprensivo
della stessa organizzazione a tempo modulare e a tempo pieno
e dello stesso monte orario settimanale.
Cosimo De Nitto - 02-12-2008
La buriana
Un grande vento di tempesta si è abbattuto questa estate sulla nostra scuola. Una buriana che, in brevissimo tempo, per esattezza nove minuti e mezzo con il cronometro di Tremonti, ha spazzato via, o per lo meno si illude di farlo, decenni di lavoro, studi, ricerche, sperimentazioni che il mondo della scuola ha svolto, spesso con fatica, contraddizioni, disomogeneità territoriali, di ordine di scuola. La stessa nozione di "scuola italiana" solo approssimativamente rende conto di diversità spesso profonde tra una scuola e un'altra. Anche sub categorie territoriali come scuola del nord, del centro, del sud sono estremamente approssimative, così come lo sono quelle relative agli ordini di scuola come primaria, secondaria di 1° e 2°. Non parliamo poi delle statistiche che, da cosa seria quali sono, a condizione che vengano usate con discrezione scientifica, utilizzate al contrario come strumento di certezza assoluta, definitiva, inoppugnabile finiscono per ottundere, recintare, chiudere, giudicare dove, al contrario, dovrebbero invece dare avvio ed aprire alla conoscenza, spingendo verso il discernimento e la distinzione, anziché verso la facile, superficiale e rozza sintesi, finendo inesorabilmente con il rievocare la vecchia, e mai passata di moda, storiella del "pollo a testa" per gli Italiani.
Libero Tassella - 02-12-2008
Sbollita la mobilitazione tra panettone e spumante, i guai saranno in primis per i docenti precari delle scuole, che giustamente si lamentano e preoccupano nei loro forum, soprattutto per quelli che il prossimo anno, spesso alla veneranda età di 40/50 anni, resteranno disoccupati per lunghi periodi dell'anno scolastico, ma credo che nessuno potrà tirarsi fuori, visto che anche per i docenti di ruolo inizierà in primavera una operazione gigantesca di risistemazione ( riconversione) del personale docente ,attraverso gli istituti della mobilità ( soprannumerari età e trasterimenti coatti) e della riconversione professionale
galassia scuola
Spazio aperto alle riflessioni e alle opinioni personali su quanto avviene nella scuola in generale, nella nostra scuola in particolare, nelle piazze e nei palazzi in cui la scuola è all’ordine del giorno. Insegnanti, ma anche studenti, operatori, genitori … possono dar vita a un confronto su tematiche attuali, a patto che la discussione sia corretta.
Astenersi anonimi e perditempo!
La Redazione
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