Squallore (pensieri sparsi dopo Ballarò)
Claudia Fanti - 12-01-2011
Nello schermo: c'è una donna che scuote il capo, fa risolini, parla agli orecchi del compagno politico alleato, lo fa dopo aver enunciato una serie di frasi che nulla hanno a che fare con la logica.

Dall'altra parte c'è un anziano signore, dignitoso e severo, serio e compunto con una storia alle spalle diversa e complessa da quella della giovane signora senza storia che irride e fa mossettine irriguardose.

Ecco l'Italia spaccata in due che si fronteggia: un Ministro della Repubblica, la Gelmini, dalla parte dei vincitori e il Costituzionalista, Rodotà, con la Costituzione dentro l'anima, in bella mostra tra le mani dalla parte dei perdenti.

Dai sondaggi emerge che la maggioranza degli Italiani non si indigna più, non sa più nulla del rigore, del rispetto, dei diritti altrui e di argomentazioni stringenti, preferisce il pressappochismo, il buon sensismo, il macismo degli atteggiamenti, le palle del più forte, il fare disinvolto di chi fa del profitto l'unica legge.

Nella realtà: Marchionne, ricco da far schifo, "capace" da far schifo a risolvere situazioni estreme; dall'altra parte i lavoratori poveri ma mai abbastanza, provati ma mai abbastanza, sottomessi ma mai abbastanza, schiavi ma mai abbastanza...

Intorno a loro: un' Italia che accetta dall'alto al basso di piegare la testa alle leggi spietate del mercato, un' Italia denunciata per il suo squallore politico dal volto rigato di lacrime del vecchio operaio Fiat. Il vecchio operaio comprende a fondo il dramma dei compagni in servizio, non li giudica, non dice nulla, piange sconsolato perché sa che non c'è scampo, di nuovo e sempre, per chi si trova all'ultimo gradino della scala del mercato.

Ai cancelli della Fiat: brava gente, gente buona, gente forte e onesta che ha il coraggio di non vomitare dinanzi alle ingiustizie sociali, che si trattiene dall'odiare e dall'offendere: i media riprendono il dolore, l' impotenza, i litigi davanti alla fabbrica, la paura di non avere più il lavoro e quei quattro soldi per sfamare la famiglia.
Quella famiglia che dal centro vien sempre ricordata nelle aule del Parlamento è presto dimenticata quando si tratta di difenderla davanti ai cancelli delle industrie. Lasciata sola, disperatamente sola a scegliere il proprio destino al buio.

Che salto indietro per tutti noi.

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 Mario Pietro Lorenzo    - 16-01-2011
La ministra Gelmini ad un certo punto consegnando a Floris alcuni fogli ha detto che si trattava dei risultati dell'indagine OCSE PISA dai quali emergeva come la scuola italiana era migliorata guadagnando posizioni nella classifica internazionale.
Tutti sappiamo che si tratta di dati riferiti ai rilevamenti del 2009 quindi riferiti ad anni precedenti l'entrata in vigore della sua "riforma".
Al massimo si potrebbe dire che se di merito si deve questo va al governo precedente, quindi quello di centrosinistra.
Dall'altra parte (Finocchiaro, Rodotà, ecc.) silenzio assoluto.
Mi rendo conto che la pur brava Finocchiaro non possa essere a conoscenza di tutto lo scibile umano, ma sapendo che in studio ci sarebbe stata la Gelmini non avrebbe potuto portarsi un esperto di problemi scolastici? oppure la scuola ancora una volta è considerato "un non problema?"

 Ambra Prearo    - 16-01-2011
Che salto indietro, e che vergogna.
Pure, non bisogna mai arrendersi. Chi ancora mantiene intatti sentire democratico e dignità ha il dovere preciso di agire con la voce, con le azioni e con l'esempio.

 Sergio Betti    - 16-01-2011
Commentare?
Si, certo!
Ci stiamo liberando dei nostri valori (storici e culturali) come si fa di un fardello "inutile" perché così (ci spiegano) diventiamo concorrenziali sul mercato e ci guadagniamo tutti.
Che dire: chi sono i "tutti"? ...tutti loro ...tutti ...tranne noi!


 Oliver    - 16-01-2011
Non mi permetterei mai di fare un commento su uno scritto che ritengo MERAVIGLIOSO! Tutto quello che elenchi è lo spaccato di un'Italia che volentieri abbandonerei per andare ovunque!
Questa sera un signore di una certa età (76), ha fatto davanti ad un gruppo di persone un'affermazione: "meglio andare con le minorenni che prenderla in c.... come Vendola".
L'affermazione mostra quanto poco rispetto si ha per le persone omosessuali e come sia incredibile il confronto tra i due atteggiamenti.
Questo è quello che ci circonda ignoranza e violenza.

 Alba Chiara Zanatta    - 17-01-2011
Ogni volta che la Gelmini (non riesco a chiamarla nè signora nè Ministro) appare in Tv provo orrore e indignazione. Credo che la scuola italiana non si meriti tanta incompetenza e violenta superbia. Fino al 30 ottobre 2010 ero una sua dipendente. Sono felice di non dover entrare più nel palazzo di viale Trastevere che ospita questo personaggio.
Alba Chiara Zanatta
Ispettrice in pensione