Elogio della scuola pubblica
Salvatore Nocera - 28-02-2011
Sono un cattolico praticante, sono stato presidente nazionale del Movimento apostolico ciechi e stimo molte scuole cattoliche per la loro serietà ed impegno culturale, oltre che per l'accoglienza di qualità che rivolgonoda tempo all'inclusione degli alunni con disabilitàed ora anche a quelli stranieri.

Però non posso accettare l'abominevole disprezzo con cui il Presidente del Consiglio ha, in questi giorni, ingiuriato la scuola pubblica italiana e quanti operano con professionalità ed impegno in essa.

Se egli, che parlava ad un convegno di cattolici, ha creduto in tal modo di fare cosa gradita a questi suoi potenziali elettori, ritengo che stavolta non abbia raggiunto lo scopo.

Infatti noi cattolici non contrapponiamo la scuola cattolica a quella pubblica laica, ma riteniamo col buon senso che ci siano positività nell'una e nell'altra e che possano esservi taluni disservizi nell'una e nell'altra; ma riteniamo ancor di più, con la Costituzione, che vi debba essere libertà per l'una e per l'altra.

Io e con me moltissimi cattolici riteniamo che chi sceglie la scuola cattolica lo faccia per una propria libera scelta e non per sottrarre i propri figli al lavaggio del cervello operato dai docenti della scuola pubblica nei confronti degli alunni per renderli contrapposti agli insegnamenti delle famiglie, come egli ha detto. Il Presidente del Consiglio, che si vanta di aver frequentato le scuole dei Salesiani, non ha esperienza diretta delle scuole pubbliche come ce l'ho io e moltissimi altri cattolici che hanno scelto di frequentare le scuole pubbliche e dove ci siamo trovati molto bene, malgrado la scarsità di risorse.
Io ho frequentato le scuole pubbliche negli anni Cinquanta nel profondo Sud a Gela da minorato della vista, quando ancora non esisteva alcuna norma sull'inclusione scolastica degli alunni con disabilità e sono grato ai miei docenti di allora che mi hanno accolto con professionalità realizzando la volontà della mia famiglia che rifiutava il mio internamento in un istituto speciale per ciechi. Nella scuola pubblica ho trovato compagni di differenti condizioni economiche eculturali e sociali ed ho cominciato a sperimentare il dialogo fra diverse mentalità e fra diverse concezioni della vita che mi hanno educato alla democrazia.

Ciò che mi ha ferito di più nel linguaggio del Presidente del Consiglio è che egli ha espresso questo suo giudizio di dileggio come Presidente del Consiglio che dovrebbe impegnarsi a rendere sempre più efficiente la scuola pubblica perché scuola "aperta a tutti " come recita l'art 34 della Costituzione; egli invece l'ha giudicata come luogo di corruzione dei giovani e di circonvenzione di minori.

Nessun cattolico, fedele laico o membro della Gerarchia ecclesiastica si era mai espresso in tali termini; nessun conservatore di formazione cattolica, per quanto potesse essere critico della scuola pubblica, si era mai spinto a tanto.

Ed anche la FIDAE, la Federazione delle scuole cattoliche che conosco da decenni per aver collaborato con essa sull'integrazione degli alunni con disabilità, non credo che sia grata al presidente del Consiglio per queste sue affermazioni gratuite ed ingiuriose; anzi credo che ne sia stata sgradevolmente colpita e mi auguro che faccia sentire la sua voce di dissenso e di dissociazione da questo denigratorio giudizio.

Il Presidente del Consiglio che ha il merito di aver firmato la L.n.
67/06 che condanna qualunque forma di discriminazione nei confronti delle persone con disabilità, ha col suo giudizio lesivo della verità, operato una inqualificabile discriminazioneai danni della scuola pubblica , cui dovrebbe riparare assicurandole maggiori risorse finanziarie per elevarne sempre di più la qualità.

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 G. Anna Di Gabriele    - 09-03-2011
Egregio Prof. Salvatore Nocera,
vorrei semplicemente ringraziarla per il suo bellissimo contributo sulla scuola pubblica che condivido pienamente avendo conosciuto entrambe le realtà come cattolica.
Una maestra della scuola pubblica