Ma quale memoria?
Marino Bocchi - 22-01-2008
Non se ne può più con questa pagliacciata del giorno delle memoria.
Memoria di che? Di un giorno d'inverno del '45 in cui una pattuglia a cavallo dell'Armata Rossa entrò ad Auschwitz e vide stracci striscianti nella neve, torrette vuote, perché le SS se n'erano andate con i deportati sani, per farli crepare lungo l'inverno di freddo, fame e gelo, verso una Germania distrutta. Lo sapevano gli alleati che i nazi stavano sterminando milioni di persone. Per ragioni strategiche, di tattica militare, finsero di non leggere le foto scattate dagli aerei. Per poi riconoscere, dopo 63 anni, che sì, lo sapevano, come ha ammesso il devoto cristiano Bush qualche giorno fa in Israele. Non se ne può più di questa memoria a tratti, che rammemora la Shoah e si scorda degli armeni, degli indios massacrati dai re cattolici, di Beziers distrutta e violentata, le donne, i bambini, i "puri" catari, da Simone di Monfort, uno dei tanti avventurieri sanguinari al servizio della Chiesa. E gli zingari? E gli omosessuali? E gli infiniti genocidi perpetrati dall'idolatria, dal fanatismo e dal capitalismo?

Facciamo di ogni giorno un giorno della memoria. Sarà il migliore omaggio che noi "salvati" renderemo ai "sommersi" di ogni strage dimenticata. Facciamo una giornata della memoria per quel giovane operaio dei cantieri navali che l'altro giorno è morto a Marghera mentre si stava calando nella stiva per salvare il suo compagno rimasto imprigionato dal gas. Facciamo una giornata della memoria per tutti i lavoratori, italiani e stranieri, che ogni giorno vengono assassinati dal Profitto. Sarebbe anche un buon modo, l'unico modo onesto, sincero, di ricordare e piangere i 6 milioni di morti ebrei.
Oso pensare, pensate la sfacciataggine, che il mio adorato Primo Levi, sarebbe d'accordo con me. Fatevela da voi la giornata della vostra memoria, fra tante giornate di normale e quotidiano abominio. Io da anni mi rifiuto di celebrarla.

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 Alberto Giovanni Biuso    - 24-01-2008
Parole di grande saggezza, quelle di Marino, che sottoscrivo per intero.

 Alberto    - 28-01-2008
Beh, Marino, non mi meraviglia che tu dica no anche alla giornata della memoria. Dici di no a tutto.
Senti, una curiosità: tu normalmente a che cosa, nella tua vita di uomo e di cittadino, dici di sì? Per che cosa, secondo te, vale la pena di vivere e morire?
Bada che non è una domanda provocatoria ma se vuoi l'apertura di una discussione; non è possibile che non esista niente di positivo e di valido in questo mondo di cinici, altrimenti l'alternativa sarebbe il suicidio.
Qual è la tua alternativa?