Un anno dopo, Fallujah è ancora una citta distrutta
Condividi questo articolo


Un anno dopo, Fallujah è ancora una citta distrutta


 


Osservatorio Iraq, 18 novembre 2005


 



 


Un anno dopo i bombardamenti del novembre 2004, nulla è cambiato a Fallujah. Mentre tutti scoprono l'effetto delle incursioni americane, la popolazione continua a subirne le conseguenze.


Intervista  a Mohammed Tareq Halderaji del Centro Studi per i diritti umani di Falluja, Iraq


 


(Intervista a cura di Tiziana Musto, traduzione dall'inglese di Barbara Dessì)


 


 


Osservatorio Iraq: Prima di tutto, puoi parlare ancora una volta della situazione generale della vita a Fallujah?


 


Mohammed: Forse il 95% delle scuole e dei mercati sono distrutti. A Fallujah () non c’é sicurezza, non si segue nessuna legge e la cittá é come una prigione. Non possiamo né entrare né uscire facilmente, dobbiamo aspettare a lungo.


Inoltre, gli Americani, per prevenire problemi, usano le armi:  per questo sparano dei colpi in aria (...) e quando entrano dentro, prendono chiunque dalla popolazione, come detenuti, anche sparando ai civili se i soldati lo vogliono.


Di notte un aereo vola a lungo sopra Fallujah. Perché? Forse soltanto per studiare i civili.


 


O: Supponevamo ci fosse un forte controllo a Fallujah. Abbiamo anche letto di controlli “biometrici”, quindi ci hai confermato quello che ci stavamo chiedendo.


Vorrei chiederti qualcosa dei risarcimenti, perché si supponeva che le famiglie dovessero ricevere del denaro come forma di risarcimento per i danni subiti durante la guerra. Quindi ti chiedo se effettivamente hanno avuto questi soldi e se la cittá ha ricevuto i soldi per tutti gli edifici, le strutture, come scuole, ospedali e per tutti gli altri centri (che fanno parte) della vita normale di una cittá.


 


M: La somma di denaro per scuole e ospedali é davvero esigua. La maggior parte di questi viene data senza nessuna considerazione per l’interesse locale.


É una cosa fatta soltanto per gli americani.


Perció il primo pagamento ai civili dentro la cittá, copre soltanto il 20% della somma del denaro per le case.


Gli edifici, le attivitá commerciali, non prendono alcun soldo;  ogni hotel, ogni attivitá commerciale, ogni palazzo é distrutto. Solo alle case va il 20% della cifra totale di risarcimento.


Ma gli americani e il governo iracheno cercano di (...) Fallujah, per prendere di piú dal risarcimento.


Per non parlare del risarcimento che si riferisce alla vita (...) dai civili.


Quindi se si entra dentro la cittá, é possibile vedere gli effetti del nucleare sugli edifici e sulle case. Ma inoltre, adesso, quando si entra dentro la cittá, si puó vedere che non c’é nessun miglioramento in piú in questi edifici e in queste case.


Si vedono solo i segni della nuova pittura e forse qualche nuovo tavolo. Ma se si va a vedere quanti soldi sono stati effettivamente spesi per questi edifici, allora é possibile capire quanti soldi sono stati rubati dagli americani e dal consiglio iracheno.


Da un altro lato, in piú parti all’interno di Fallujah, adesso, ci sono piú di 20 case che sono state prese dagli americani, non per farne dei quartieri centrali, ma come punti di avvistamento per i cecchini e per i soldati americani.


 


 


O: Questo é chiaro. C’é qualcosa che funziona davvero (all’interno della cittá)? Per esempio, qual é la situazione sanitaria?


 


M: A Fallujah ora ci sono molte malattie nuove, come cancro, nascite di bambini anormali, arrivate con i bombardamenti chimici in aprile e in novembre. Inoltre ci sono molte persone negli edifici clinici dentro Fallujah e negli ospedali generici.


Ma la situazione é molto tragica durante la notte, perché a causa del coprifuoco é proibito camminare dopo le 10:00 p.m.


In questo modo, come possiamo andare all’ospedale? Non é possibile. Se qualcuno sta male deve aspettare fino alla mattina dopo prima di andare all’ospedale. Uscire é davvero pericoloso, ma nel frattempo si puó morire.


Questo non é giusto nei confronti dei civili. É molto pericoloso.


 


O: Come sono le strutture all’interno degli ospedali? I dottori hanno effettivamente le medicine e i macchinari di cui hanno bisogno?


 


M: É possibile trovare solo una parte della strumentazione e dei macchinari, ma il resto delle apparecchiature non si trova.


Poiché, come é noto, il numero degli abitanti a Fallujah é di 300.000 persone, e tutte le apparecchiature e i macchinari, non sono sufficienti per gli tutti gli ospedali e per gli altri edifici medici.


 


O: E  per quanto riguarda Falluja e il voto alla Costituzione?


 


M: Come ho detto, il 95% dei civili a Fallujah é contrario alla Costituzione, rifiuta la Costituzione.


 


O: Cosa pensa la popolazione di Fallujah riguardo all’incontro di domani al Cairo, la riunione preliminare della Conferenza Nazionale di Riconciliazione, che é  promosso  dalla Lega Araba?


 


M: Nessuno dalla mia cittá, nessuno da Fallujah parteciperá alla conferenza del Cairo di domani.


Perché ci sono molte persone lì dentro che dicono di essere di Fallujah ma non sono di Fallujah. Dicono di avere fatto la guerra a Fallujah ma non sono rappresentativi.


Quindi pensiamo che molti da Fallujah sono rappresentanti non invitati a questa conferenza, perché gli americani non vogliono invitare tutte le persone che vengono dai luoghi dove si rifiuta l’occupazione.


 


http://www.osservatorioiraq.it/modules/wfsection/article.php?articleid=1691




Condividi questo articolo

in InVento di Pace: Un anno dopo, Fallujah è ancora una citta distrutta''L’Italia svergogna la guerra''. La lettera di Don Tonino Bello ai Parlamentari italianiLondra - I servizi cercano nuove spieSomalia - Ucciso un uomo di pace Abdulkadir Yahya Ali era l'unico capace di far dialogare le fazioni in lotta. Fino a che non è arrivata al QaedaIl mondo in guerra - Sono in corso almeno 24 conflitti. Costati finora 5 milioni e mezzo di vite umaneTariq Ramadan - Londra - Con voce forte e chiara, dobbiamo esprimere il nostro dissenso, la nostra condanna e il nostro impegnoCecenia (Russia) - Un popolo dimezzato - Ammissione ufficiale: 300 mila ceceni morti e 200 mila spariti nel nulla<img src=http://www.radiokcentrale.it/indeximages/grozny1.jpg border=0><br>Cecenia: il miraggio di un cambiamento sostanzialeLa guerra giusta - Il testo e l'audio della conferenza di Howard Zinn organizzata da Emergency che lo storico statunitense ha tenuto il 23 giugno a RomaL'anima e il profitto - di Emanuele SeverinoIl vero scontro di civiltà È religioso e culturale, come pensa Huntington, o politico, sui valori della democrazia? Colloquio tra Ferdinando Adornato e Franco CardiniLettera aperta all'Ammiraglio Francesco Ricci Comandante del Dipartimento marittimo dello Jonio e del Canale d'OtrantoNo ad un nuovo conflitto tra Etiopia ed EritreaAdotta un popolo - Ospita una persona: incontra un popolo in occasione dell´Assemblea e della Marcia Perugia-AssisiUna voce contro - Per la prima volta in Italia il rabbino pacifista Michael LernerTRA LE FORME DEL PENSIERO … Dell’azione emotiva sul comportamentoMarcia Perugia-Assisi per la giustizia e la pace - Io voglio. Tu vuoi. Noi possiamoLa prima bandiera della PaceOrrori di traduzione- Vietato criticare Israele. a proposito del ''Middle East Media Research Institute''Esportare la civiltà. Con la forza. Il diritto d'ingerenza umanitaria dopo la caduta del muro di Berlino:  ecco come ritorna il vecchio discorso coloniale sulla ''missione civilizzatrice''.Assisi: troppa autonomia, i frati sotto tutelaAssisi: Benedetto XVI ha intrapreso la via della restaurazione - di GAD LERNERLe armi biochimiche: percorso storico-giuridico<img 
src=http://www.nuovofriuli.com/photo/2005.03/2005.0311.05.falluja.jpg border=0><br>COMUNICATO DEL COMITATO SCIENZIATE E SCIENZIATI CONTRO LA GUERRAIraq - 15.11.2005 - I numeri del massacro - Secondo l'Onu, più di 30mila i civili uccisi dal marzo 2003 <i>''Il costo pagato dai civili deve condurre a una nuova riflessione sulla natura del conflitto e sulla proporzionalità dell'impiego della forza''</i>Io sono stato a Falluja - Javier Couso, fratello di José, il cameraman di Tele5 assassinato a Baghdad dagli statunitensi, ha visitato Falluja ed ha raccolto eccezionali testimonianzeFallujah - L'inchiesta ed il videoAtto pubblico in luogo oscenoCiampi - LE FASI DELLA GESTIONE EDUCATIVA DEL CONFLITTOLione - Un buddista Tendai: dal ricordo di Hiroshima l’appello ad ''un umanesimo spirituale di pace''Brasile - Un referendum che ci riguarda da vicinoDISOBBEDIENZA PROGETTO DI SE' PARTECIPAZIONE - La riflessione filosofica su individuo e politica nel '900LA PSICANALISI SOCIALE DI FRANCO FORNARI L’estensione della psicanalisi ad applicazioni politico-socialiL'INSEGNANTE DIALOGICO E AFFETTIVO <b>L’educazione alla Pace e alla gestione dei conflitti come guida per l’allievo</b>Un omicidio a freddo ad un posto di blocco non e' un Un omicidio a freddo ad un posto di blocco non e' un Peace Games - ''Giriamo per il mondo tenendoci per mano''Forum del Movimento contro la Guerra - Sessione tematica ''Informazione di guerra, massmedia e organizzazione del consenso''TRIBUNALE MONDIALE SULL'IRAQ - Sessione su 'Illegalità della guerra in Iraq ed i crimini commessi in violazione delle norme internazionali e costituzionaliL'Iraq è un giro di prova - Noam Chomsky aprile 2003Fermiamo la censura preventiva sulla guerraAmiche a Baghdad di SIMONA PARI e SIMONA TORRETTAInformazione dall'Iraq occupatoFermate il massacro- Appello per Falluja - di Giuliana SgrenaVerso le elezioni iracheneNon si raggiunge la pace con un trattato. Si deve cominciare dalle vittime, dal basso.Il buon soldato GranerRIFLESSIONE di HAIFA ZANGANA: <b>DONNE E DEMOCRAZIA IN IRAQ</b>Londra ha dato rifugio a diversi esponenti del radicalismo islamico in base a un patto di non belligeranza. Ma dopo l'11 settembre tutto è cambiatoLuisa Muraro - <b>Altrimenti, che vita è? </b>Riflessioni sul sequestro e la liberazione di Giuliana SgrenaL'omaggio di Assia Djebar a Giuliana SgrenaLA CULTURA DELLA PACE - Il superamento della deumanizzazione dell’altroDINAMICHE DI CONFLITTO - Aggressività, sicurezza identitaria e valorizzazione del sèATTUALITA’ DELLA LOTTA GANDHIANA IN INDIAL’AUTODETERMINAZIONE POLITICA DEI VILLAGGI PROMOSSA DA GANDHI E’ LA VIA DI DIO PER LA PACE NEL MONDO. UN NUOVO TESTAMENTO PER IL 21° SECOLOQuinta Conferenza Internazionale del museo della pace: <b>il ruolo dell'arte, della memoria , dell'educazione. Di Carla AmatoLA PEDAGOGIA DEL DIALOGO - Le modalità relazionali di fiducia e confronto con l’alterità. La relazione socio-affettiva come stimolo ad una pedagogia alternativa alla cultura dominante.La Campagna Control Arms in Italia 
Controlla le armi!!EDUCARE ALLA GESTIONE DEI CONFLITTI - L’educazione alla pace all’interno delle dinamiche sociocomunitarie per prevenire i conflitti a livello internazionale.L’EDUCAZIONE ALLA PACE. CONFLITTI, AFFETTI, CULTURA: FRANCO FORNARI 2005. Convegno InternazionaleGli Usa e il ''nemico universale'' di William PfaffLA FASE DI START-UP DI UN PROGETTO DI PREVENZIONE DEL BULLISMO.<b>Crescere in pace </b>- Proposte didattiche nell'ambito della campagna di sostegno a distanza dei bambini afghani orfani in PakistanDIECI PAROLE DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINONON C' È PACE SENZA GIUSTIZIA NON C' È GIUSTIZIA SENZA PERDONO - MESSAGGIO DI SUA SANTITÀ GIOVANNI PAOLO II PER LA CELEBRAZIONE DELLA GIORNATA MONDIALE DELLA PACE<b><IMG src=http://www.unponteper.it/images/news/newroz.jpg border=0> <br>Kurdistan terra divisa, compendio storico di Mauro di ViesteTRA LE FORME DEL PENSIERO… Dell’azione emotiva sul comportamento.  


Copyright © 2002-2011 DIDAweb - Tutti i diritti riservati