L’APPROCCIO INTERCULTURALE A SCUOLA >>> 6.3. Valutazione
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6.3. Valutazione


Ad oggi, sono poche le valutazioni condotte a livello nazionale sul modo in cui le scuole applicano effettivamente le istruzioni o raccomandazioni del curriculum sull’ educazione interculturale. Nel caso di alcuni paesi ciò può dipendere dal fatto che considerazioni di questo tipo sono state introdotte nei curricoli solo molto recentemente, cosicché una valutazione del loro impatto sarebbe prematura.


Cinque paesi hanno fino ad oggi condotto valutazioni di questo tipo.



Nella Repubblica ceca, accanto a una valutazione generale sull’applicazione dell’approccio interculturale, esistono anche dei dispositivi di monitoraggio specifico della pratica nelle singole scuole. Gli ispettori controllano che i capi di istituto, gli insegnanti e il personale scolastico applichino le linee guida contenute nella direttiva del Ministero dell’educazione, gioventù e sport per la lotta contro il razzismo, la xenofobia e l’intolleranza nelle scuole. Questa direttiva prevede che venga insegnata la comprensione delle differenze fra gli individui e la loro valorizzazione, così come il rispetto per ogni persona, minoranza o cultura.


In Danimarca, la valutazione sulla dimensione internazionale nelle Folkeskolen svolta dall’Istituto danese per la valutazione nel 2003, mostra grandi differenze fra le scuole per la realizzazione trascurricolare della dimensione internazionale richiesta dalla legge. Il rapporto raccomanda lo sviluppo delle linee guida a livello nazionale e la cooperazione fra le scuole e i comuni.


Nei Paesi Bassi, i risultati rivelano che l’insegnamento interculturale non è stato sufficientemente attuato dalle scuole, a causa di una mancanza di impegno a livello di dirigenza scolastica, a causa della mancanza di tempo e della concorrenza di altre priorità.


Nel Regno Unito (Inghilterra), l’ispezione delle scuole deve valutare quello che viene realizzato dalla scuola per favorire lo sviluppo personale degli alunni. Gli ispettori controllano come la scuola effettivamente permette agli alunni di capire e rispettare i sentimenti, i valori e le opinioni altrui, e di apprezzare sia le loro tradizioni culturali che quelle degli altri. Due rapporti (rispettivamente per l’istruzione primaria e secondaria) pubblicati dall’Ofsted nel marzo 2004, dal titolo Managing the Ethnic Minority Achievement Grant (Gestione delle borse di studio per le minoranze etniche) hanno rilevato che le scuole che utilizzano i finanziamenti in maniera più efficace sono quelle che combattono maggiormente il razzismo e sviluppano in maniera migliore i valori di diversità culturale e di etica.


In Norvegia, un rapporto condotto di recente, ha messo in evidenza la necessità di rafforzare la prospettiva multiculturale nei programmi di insegnamento e nei manuali scolastici. Anche se questi ultimi contengono dei riferimenti multiculturali, riflettono ancora troppo le caratteristiche culturali della maggioranza della popolazione e della classe media (in termini di alimentazione, religione, stile di vita). Inoltre, da questo rapporto risulta che i manuali scolastici offrono opportunità per lo sviluppo di una prospettiva multiculturale, che sono raramente utilizzate nelle scuole e che non forniscono agli insegnanti un supporto pedagogico sufficiente per affrontare la gestione di classi che accolgono bambini provenienti da diverse minoranze culturali.


 


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