IL COLORE DELL’ACQUA
PRESENTAZIONE ESPERIENZE - 3°Circolo di Modena
Arturo Ghinelli
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 SCHEDA PRESENTAZIONE ESPERIENZE


Dati informativi


 


1.Titolo:IL COLORE DELL’ACQUA


2.Autori: insegnanti delle classi/sezioni con inseriti alunni stranieri


3.Scuola: Modena 3°Circolo


4.Classe: tutte le classi del 3° Circolo, in particolare tutti gli alunni stranieri


5.Luogo e data della realizzazione: l’intero anno solare da oltre sei anni


6.Area tematica: educazione interculturale


7.Contenuto tematico: italiano L2, revisione interculturale del curricolo, accoglienza e inserimento alunni stranieri.


 


DESCRIZIONE DELL’ESPERIENZA


 


Analisi del contesto.


 Il colore della scuola deve essere come quello dell’acqua che assume il colore di chi ci sta dentro, perché la scuola pubblica è di tutti e di ciascuno, non uno di meno.


 Attualmente nel nostro Circolo ci sono 83 bambini stranieri su 701,più del 10%.


 Adesso nella scuola ci stanno questi bambini perciò la scuola ha assunto i loro colori.


 


Analisi dei bisogni e motivazioni


Per cercare di migliorare la propria offerta formativa ed offrire percorsi compensativi di intervento per tutti gli alunni(stranieri e non) con maggiori difficoltà sociali e culturali, il 3° Circolo, da almeno sei anni, articola il proprio intervento su questo versante con quattro progetti fra loro collegati e costituenti fasi successive della stessa attività mirata all’integrazione degli alunni.


 


Condizioni organizzative


 


1.Corso di approfondimento linguistico, che si svolge nelle ultime  due settimane di giugno.


2.Percorso di alfabetizzazione,che tiene monitorato l’inserimento durante l’intero anno.


3.Intervento di un mediatore,che segue le situazioni di normale conduzione.


4.Allestimento di un laboratorio interculturale,che funge da “casa”dei diversi interventi.


 


Questi sono gli strumenti individuati finora per rispondere in modo tempestivo ed efficace all’inserimento dei bambini figli di immigrati nelle classi del nostro Circolo.


 


Articolazione delle fasi di attività


 


1.Il corso di approfondimento linguistico è stato il primo strumento che ci siamo dati per favorire l’integrazione scolastica degli alunni stranieri.


 



Si svolge  nelle ultime due settimane del mese di giugno, quando le lezioni sono già terminate.


Si utilizzano come personale tre insegnanti di ruolo e tre studentesse del Liceo psicopedagogico “C.Sigonio”. Da alcuni anni a questa parte si è deciso di aprire il corso ai bambini stranieri obbligati nelle prime dell’anno successivo, che non stessero frequentando la scuola dell’infanzia. Per questi alunni si è trattato di coniugare un percorso linguistico ad uno di accoglienza e di prima scolarizzazione, che ha permesso un ingresso più dolce a settembre. Infatti questi bambini univano alle normali difficoltà di adattamento ad un  nuova realtà, una repentina uscita dal microcosmo famigliare e linguistico, che non pochi problemi aveva causato negli anni precedenti.


Il corso si svolge presso la scuola Giovanni XXIII, per due settimane dal lunedì al venerdì,dalle nove alle dodici. Vengono usati, oltre alle aule,il laboratorio informatico, quello di manipolazione/pittura e l’aula proiezioni per attività differenziate.


Nel mese di Aprile le insegnanti che curano il progetto integrazione alunni stranieri,iniziano la valutazione degli alunni da inviare al corso, in accordo con le insegnanti di classe. Parallelamente si prende contatto con l’Amministrazione Comunale per l’organizzazione del servizio di trasporto.Si raccolgono le adesioni degli insegnanti che vogliano svolgere l’attività. Le richieste sono a domanda individuale e sono valutate dall’insegnante referente sulla base di criteri decisi dal Collegio Docenti(competenze specifiche nell’insegnamento dell’italiano L2,continuità…). Le insegnanti referenti della scuola e del Liceo Sigonio incontrano le studentesse per proporre la loro partecipazione al corso. Sono inviati alle famiglie i moduli di adesione(tradotti in L1) e di richiesta del trasporto che saranno riconsegnate alle insegnanti.


 


Il corso di approfondimento linguistico è l’intervento che fa da cerniera tra un anno scolastico e l’altro. Durante l’anno scolastico e per la sua intera durata funzionano gli altri strumenti: il percorso di alfabetizzazione in L2,l’intervento del mediatore e il laboratorio interculturale.


 


2.Il percorso di alfabetizzazione in L2 viene attuato per gruppi di livello di competenza e/o bisogni linguistici. Sono possibili due differenti modelli che vengono scelti dopo una preventiva analisi della situazione:


 



a)una forte differenziazione dei livelli di competenza(nuovi arrivati,di recente immigrazione,con medie competenze)



-livello zero: alfabetizzazione primaria in L2,attenzione rivolta alla lingua d’uso nella sua forma orale


-livello uno: alfabetizzazione  primaria in L2,attenzione rivolta alle prime struttura formali della lingua anche scritta


-livello due: attenzione rivolta sia alla forma orale sia alla forma scritta,con particolare riferimento alla comprensione.


b)sufficiente omogeneità dei livelli di competenza



-1°/2° attività centrate sulla forma orale e sulle prime strutture linguistiche


-3°/4° attività centrate sulla comprensione orale e scritta


-5° attività centrate sulla produzione orale e scritta.


Si tratta di un percorso d’insegnamento/apprendimento “dell’italiano per la scuola”, vale a dire di una programmazione mirata all’acquisizione di una lingua per lo studio, attraverso l’uso di testi semplificati e/o attività di comprensione del testo in attività individuali e/o di piccolo gruppo.


Per questo tipo di attività, non basta una formazione specifica sull’insegnamento dell’italiano come seconda lingua, occorre anche un ripensamento trasversale delle discipline in un’ottica interculturale.


Questo percorso si è svolto in tutte e quattro le scuole elementari del Circolo e nelle sezioni di scuola dell’infanzia  Madonnina, che è l’unica del terzo Circolo.


Le attività di insegnamento privilegiano,per i nuovi arrivati,l’acquisizione delle abilità della lingua orale. I progetti articolati vengono poi inseriti nel piano di lavoro annuale delle diverse classi. E’ un’occasione per sperimentare senso d’appartenenza. Chi si occupa di una lingua seconda sa che senso di appartenenza e desiderio comunicativo vanno a braccetto. Se non c’è desiderio di comunicare l’apprendimento di una seconda lingua scade, come sanno bene le professoresse di lingua straniera delle scuole medie. La nostra sfida è di riuscire a sviluppare nei nostri alunni un bilinguismo il più completo possibile, è la sfida di trovare la strada di un successo formativo e dunque di una integrazione possibile.


 


3.L’intervento del mediatore linguistico-culturale


 


L’integrazione è un percorso difficile che crea conflitti, costruire un percorso formativo di successo per un bambino straniero richiede molto lavoro e su più piani. La nostra scuola si è impegnata in questi anni a costruire rapporti con diverse realtà che lavorano sul territorio: organizzazioni straniere, associazionismo, per costruire percorsi che si aprano oltre la scuola.


In questo quadro si inserisce l’intervento del mediatore linguistico-culturale.


Le difficoltà che si incontrano nel processo di integrazione sono diverse a seconda dei soggetti:



1.per gli alunni



-difficoltà nella rielaborazione della propria enciclopedia personale in L2;


-progressiva perdita della lingua madre e consolidamento di situazioni di bilinguismo imperfetto che bloccano lo sviluppo armonica della L2 soprattutto nelle sue funzioni referenziali e metalinguistiche


 


2.per gli insegnanti



-difficoltà nello stringere il patto pedagogico con i genitori stranieri;


-difficoltà nella revisione del curricolo in un’ottica interculturale;


-difficoltà nella gestione dei comportamenti degli allievi con una forte connotazione culturale;


 


3.per i genitori



-difficoltà nella relazione con l’istituzione scolastica;


-difficoltà a seguire i propri figli nei percorsi scolastici.


Il progetto prevede la possibilità di coinvolgere personale qualificato nella mediazione linguistico-culturale per dare risposte più efficaci alle difficoltà che possono insorgere nella conduzione delle classi con inserimento ci alunni stranieri, per supportare gli alunni nel processo di acquisizione di un bilinguismo integrato, per aiutare le famiglie nella comprensione dei meccanismi e nella relazione con l’istituzione scolastica.


 


Questo progetto prevede un’autonomia finanziaria che permette l’utilizzo del mediatore non solo nelle situazioni di emergenza ,ma anche nelle situazioni di normale conduzione. In particolare le aree di intervento previste sono:



-incontri scuola famiglia


-incontri di discussione/programmazione con gli insegnanti relativamente alle difficoltà di relazione in classe e alla revisione del curricolo


-conduzione di attività di mediazione linguistica in particolari aree con gli studenti stranieri: rielaborazione in L2 dell’enciclopedia personale, ripresa in L1 di concetti…


-conduzione di attività di mantenimento della L1, prioritariamente per gli alunni arabofoni,da attuarsi in rete con altre istituzioni scolastiche e l’Amministrazione Comunale.


 


4.Il laboratorio interculturale.


 


Il progetto ,sopra descritto, in alcune sue fasi ha una ricaduta diretta su tutte le discipline del curricolo, in altre fasi si configura maggiormente come progetto di supporto all’organizzazione scolastica.


Proprio questa articolazione delle fasi di attività ha reso indispensabile la predisposizione di un


laboratorio interculturale per garantire una migliore qualità degli interventi.


Nel plesso Giovanni XXIII si troverà uno spazio in cui collocare quattro tavoli di lavoro e relative sedie, un armadio per contenere il materiale audiovisivo, scaffalature per il materiale bibliografico,un carrello per il computer. Il laboratorio contiene le seguenti attrezzature: un computer con lettore CD rom, un video proiettore,un televisore con videoregistratore, alcuni registratori con cuffie e microfoni.E’ prevista inoltre una dotazione di materiale bibliografico, di giochi,di audio e video cassette, di software specifici. Il laboratorio così strutturato potrà rispondere a diverse funzioni:



  1. Spazio di prima accoglienza per gli alunni appena arrivati
  2. Laboratorio attrezzato per l’insegnamento di italiano L2
  3. Offerta materiali di supporto per l’attuazione di percorsi interculturali
  4. Sportello di consulenza per gli insegnanti, con cadenza quindicinale

In attesa di poter organizzare uno spazio adeguato, le diverse funzioni del laboratorio si svolgeranno


nei locali della biblioteca della scuola, dove ha già trovato spazio da tempo immemorabile “lo scaffale multiculturale”suddiviso nelle seguenti sezioni:


-         Divulgazione:testi a carattere storico,geografico,naturalistico ed antropologico relativi ai paesi di provenienza degli alunni stranieri.


-         Narrativa:testi di narrativa dei paesi di provenienza degli alunni(per studenti e docenti),testi bilingui,narrativa dell’immigrazione


-         Didattica interculturale:testi di teoria della didattica interculturale, materiali bibliografici,raccolta di percorsi ed UD prodotti da insegnanti,giochi cooperativi.


-         Mediateca.raccolta di audiocassette di musica dei paesi di provenienza degli alunni immigrati,raccolta di documentari,raccolta di film di autori dei paesi extracomunitari,raccolta di film relativi ai fenomeni migratori


 


Arturo Ghinelli


funzione obiettivo per la documentazione del 3°Circolo di Modena



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