IL GATS Oggi - ''L'insegnamento non è un mercato''
Traduzione dal francese a cura di Paola Capozzi
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IL GATS Oggi

"L'insegnamento non è un mercato"

18 gennaio 2005, di Horst Bethge*


A proposito del GATS - L'educazione non è un mercato

Per ricordare : Il GATS (Accordo Generale sul Commercio dei Servizi) è stato raggiunto nel 1995 tra i 112 stati allora  membri dell'OMC e attualmente si applica a 148 stati. Si tratta di un accordo di diritto internazionale che include lunghe liste enumeranti i settori nei quali gli stati firmatari s'impegnano a liberalizzare il commercio dei servizi. Le 156 categorie di servizi sono stati suddivise in 12 settori  - dalle finanze alla sanità, passando per i trasporti. L'educazione vi è definita un servizio come gli altri.
Nel 2000 i negoziati sono ripresi con l'obiettivo di ampliare ulteriormente la liberalizzazione del commercio dei servizi ;  a dire che devono essere abolite le disposizioni e le normative nazionali in materia di protezione ambientale, di sicurezza sociale e le esigenze in materia di qualificazione considerate d'ostacolo al commercio. Il finanziamento pubblico rischia di non essere più tollerato in quanto strumento di sovvenzione, a meno che tutti i fornitori di servizi, privati o stranieri che siano, non vi abbiano ugualmente accesso.

Non sono i governi nazionali ad aver condotto i negoziati, bensì la Commissione Europea. Nondimeno, i grandi  fornitori di servizi - come Bertelsmann e Siemens per la Germania - vi sono rappresentati attraverso le loro lobbies operanti a livello mondiale. Nel 1995, l'UE aveva stipulato che dall'AGCS fosse escluso l'insegnamento pubblico in quanto organizzato dallo Stato; una misura che resterà in vigore fino al 2010 .

Per gli esperti di diritto pubblico internazionale, l'AGCS rappresenta un accordo di tipo inedito perché gli Stati firmatari si sono impegnati a non emendarlo se non nella direzione di allargare ulteriormente la liberalizzazione del commercio dei servizi. Nel momento in cui una tipologia di servizio o un intero settore sono stati liberalizzati, nessuno Stato ha più il diritto di regolamentali internamente. Le direttive generali dell'OMC precisano che è possibile "sporgere querela", una procedura che si basa su pesanti sanzioni in caso di violazione degli accordi. E su tale base che la Boing ha intentato una causa contro l'EADS Airbus con l'accusa di sovvenzioni illecite da parte dello Stato.

Molto schematicamente, ecco come avvengono i negoziati. Uno Stato esige da un altro Stato certe cose; per esempio gli Usa, l'Australia, la Nuova Zelanda e il Giappone hanno chiesto a tutti gli altri Stati di accedere ai loro mercati dei servizi nei settori dell'insegnamento superiore, della formazione professionale e dei servizi relativi alle verifiche di livello. A questo punto, gli altri Stati possono rivendicare a loro volta altre cose in cambio: L'UE ha così preteso dagli USA l'apertura dei suoi mercati dei servizi per l'insegnamento superiore e così via, con un sistema del tipo:  "se tu apri il tuo mercato della sanità alle mie imprese io apro alle tue il mio mercato delle verifiche di livello»..
Ecco perchè numerosi gruppi che si oppongono all'AGCS, come l'Internazionale dell'Educazione, il Sindacato degli insegnanti tedeschi (GEW: Gewerkschaft Erziehung und Wissenschaft) o Attac, esigono che l'AGCS venga ritirato o che, almeno, vengano eliminati, per esempio, i cinque settori che riguardano l'insegnamento (prescolare, della scuola primaria, della secondaria inferiore e secondaria superiore), nonchè gli altri servizi ad esso connessi ( amministrazione, formazione continua, servizi inerenti le prove di livello, etc). Questi gruppi sostengono che : « L'insegnamento è un diritto, non una merce».

In effetti, se le grosse imprese del settore dilagano nelle scuole imponendosi sul mercato dell'educazione, è da ritenersi che il livello di privatizzazione nel campo dell'insegnamento aumenti in misura considerevole prima del 2010,.

A che punto siamo adesso?

Nei fatti, i negoziati del GATS dovrebbero già essersi conclusi nel 2004. Ma, dal momento che i negoziati generali dell'OMC che si sono tenuti a Cancun nel 2003 sono falliti, anche quelli del GATS  si sono bloccati - perché il GATS, benchè indipendente, resta legato ad essi. I paesi in via di sviluppo, il così detto  G20, guidati dal Brasile, dal Sud Africa, dalla Cina e dall'India, hanno preteso l'apertura del mercato agricolo degli Usa e dell'UE e il ritiro del loro protezionismo in materia di investimenti. Ma Usa e UE non erano disposti a concederglielo e i negoziati sono falliti.

In seguito, i vari governi, l'UE e le grosse imprese hanno proseguito la discussione in maniera bilaterale e in sordina, per la ripresa dei negoziati ufficiali anche questo in sordina.  Tutti i dirigenti dell'OMC sono stati sostituiti. Nell'agosto 2004, tutti gli Stati membri dell'OMC si sono accordati su un'agenda di lavori. I paesi industriali hanno promesso che s'impegneranno a sopprimere le sovvenzioni alle esportazioni agricole, quelli in via di sviluppo che ridurranno i dazi doganali per i prodotti industriali e aboliranno le limitazioni ai fornitori di servizi. Trentasette paesi hanno avanzato proposte relativamente ai settori di servizio per i quali vorrebbero sopprimere le proprie normative nazionali limitanti l'accesso ai fornitori privati internazionali;
Tra questi, 10 hanno avanzato offerte concernenti il settore dell'insegnamento: Taiwan, Turchia, Italia, Cina, Israele, Sud Africa, Grecia, Irlanda, Spagna e Svezia. Tra tali offerte ci sono, per esempio, l'autorizzazione a partenariati pubblico-privati nelle scuole, la soppressione del divieto agli operatori stranieri nel campo dell'insegnamento -principalmente nell'ambito della formazione professionale e dell'insegnamento superiore - l'abolizione dei regolamenti concernenti certificazioni e diplomi. Gli USA, la Nuova Zelanda, il Giappone e l'Australia hanno preteso dall'UE l'apertura  per le loro imprese private ai servizi inerenti la formazione professionale, le valutazioni di livello e l'insegnamento superiore;  l'UE ha chiesto agli USA di fare lo stesso per l'insegnamento superiore ed esige, inoltre, da 111 paesi 146 aperture di mercato molto precise nel campo dei servizi. Inoltre gli USA chiedono alla Svezia, alla Finlandia e all'Austria di aprire rapidamente l'insegnamento ai fornitori stranieri, cosa che l'UE aveva già fatto nel 1995 quando questi tre paesi non erano ancora Stati membri.
L'UE ha ricevuto in tutto 30 domande di apertura del mercato, di cui 10 nel campo dell'insegnamento, principalmente in relazione ai test di valutazione, alle università private e alla formazione professionale. Dalla sua,  il Giappone chiede che le proprie imprese possano essere beneficiarie di sovvenzioni (questo è il nome dato nel GATS ai finanziamenti pubblici ) per " servizi diversi nel settore dell'insegnamento"; quindi, per esempio, quelli amministrativi, per la valutazione etc. Visto che allo stato attuale non è ancora chiaro cosa s'intenda con " diversi servizi" e cosa sia da considerarsi  " dovere dello Stato",  gli osservatori temono che le normative nazionali concernenti la cultura e l'educazione siano sacrificate alla mercificazione. Il che ha determinato l'intervento dell'UNESCO nello sforzo di limitare i danni.

Secondo l'Internazionale dell'Educazione, quest'anno si deciderà  se l'insegnamento sia una merce che si può comprare o un bene pubblico ed un diritto sociale. La Commissione Europea si è fin ora astenuta dallo stabilire una lista dei settori che non possono essere privatizzati, come le era stato chiesto dai sindacati europei dei servizi pubblici. La Corte di Giustizia europea ha deciso che ogni settore la cui attività di servizio fosse fatta oggetto di un'offerta di privatizzazione non può più rientrare sotto la sovranità dello stato.

Susan George (attac-Francia) non è l'unica a pensare che l'adozione della direttiva Bolkestein  in seno all'UE raggiungerà quegli obiettivi che i laboriosi negoziati del GATS non sono ancora riusciti a raggiungere..

E' chiaro che ci pone delle domande sul senso della democrazia che ha spinto l'autorità competente in Germania (il ministero federale dell'economia) - ma anche tutti i Länder e i comuni - ad abbandonarsi alla sorte dei negoziati internazionali e al loro mistero pur sapendo che le decisioni prese sul piano internazionale avranno un'incidenza profonda sulla nostra vita futura. E' così che i diritti ottenuti al termine di dure lotte sono perduti, che l'insegnamento, e lo stesso mondo, si trasformano in un mercato senza alcuna discussione su larga scala quanto al problema di sapere se il privato è davvero così sensazionale come si dice, e se il diritto all'educazione, all'acqua, alla sanità, debba veramente essere associato al denaro.

Le iniziative popolari organizzate ad Amburgo sui temi della privatizzazione di ospedali, centri di formazione professionale e risorse idriche hanno incontrato un sincero successo e dimostrano che si può discutere di tutti questi problemi con la popolazione.

(Sources : Newsletter de l'Internationale de l'Éducation (Bruxelles), Junge Welt du 2 août 2004, divers exposés présentés lors du 3ème Forum Social à Londres et débats sur place, discussions avec des participants et des observateurs lors des négociations au sein de l'AGCS entre l'Allemagne, le Danemark et la France. E-mail : elie.jouen@ei-ie.org Web :
http://www.education-is-not-for-sale.org et diverses expertises et informations du "Network against merchandisation of education")

*Horst Bethge
Membro del gruppo di lavoro « educazione » nel comitato direttivo del PDS (Germania)

(Traduzione dal francese a cura di Paola Capozzi)



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