ANIMAZIONE E TERRITORIO - La comunità territoriale come ambito di partecipazione attiva e garanzia di democrazia.
Laura TUSSI
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ANIMAZIONE E TERRITORIO
La comunità territoriale come ambito di partecipazione attiva e garanzia di democrazia.


Di LAURA TUSSI


Il termine comunità si riferisce a un sistema spaziale in cui esiste una relazione tra collettività e area territoriale, che connota la  “totalità di coloro che possiedono qualcosa in comune”.  “Sebbene la comunità sia oggetto continuo di studio da parte della sociologia, di essa sono stati approfonditi soprattutto gli aspetti strutturali (composizione, caratteristiche, della popolazione, densità ecc...) gli aspetti funzionali (economia, servizi, sistemi di trasporto ecc...) e quelli culturali (norme, valori, modelli di relazione ecc...). E' stata studiata poco nella sua dimensione psicologica, di sentimenti, vissuti, percezioni, cioè, proprio in quella dimensione che viene definita senso di comunità” La comunità si definisce tale quando la propria esistenza è caratterizzata da un elemento indispensabile quale l’appartenenza territoriale.  “Lo spazio esistenziale offre all’uomo un’immagine stabile del suo ambiente. E’ composto di gruppi di azioni coerenti in maniera operazionale noti con il termine di schemi che, in genere, incorporano tre serie di componenti, cioè strutture elementari universali (archetipi) - che mostrano un certo grado di invarianza, - strutture condizionate socialmente o culturalmente, - certe idiosincrasie personali. Tali gruppi costituiscono, in combinazione, un sistema stabile di relazioni tridimensionali fra gli oggetti percepiti: in breve l’immagine che l’uomo ha del suo ambiente”.
 “La comunità consiste di persone che interagiscono all’interno di un’area geografica ed hanno uno o più legami supplementari”, costituendo  “un sottosistema socio - territoriale a confini amministrativi definiti (piccolo comune, quartiere di grande città, distretto socio-sanitario) dove si dispongono, in un mutuo scambio di influenze, individui e gruppi, ambiente naturale e ambiente costruito dall’uomo, bisogni e attività di interpretazione e di trasformazione della vita e delle risorse di cui dispone la comunità stessa”. I caratteri che identificano una comunità comprendono elementi principali quali il fattore spaziale delimitante il territorio, l’ambiente costruito dall’uomo e l’area fisica naturale circostante.  “...il solo parlare di area metropolitana e non di metropoli introduce una prima distinzione ecologica, in quanto la metropoli è una grande città che conserva il carattere tradizionale della città, con la esatta delimitazione amministrativa dei suoi confini e con la differenziazione, iscritta nitidamente nel suolo, della città dalla campagna.”. Il territorio consiste in tutti gli elementi contenuti nell’ambiente artificiale: i segni della comunità. L’area geografica non solo offre le risorse indispensabili alla vita e allo sviluppo della collettività, ma soprattutto costituisce la base fondamentale su cui poggia la comunicazione tra individui e l’organizzazione dei rapporti sociali  “Nel concetto di comunità assumono rilievo, al di là del fenomeno puramente aggregativo, connotazioni sociali e psicologiche (senso di appartenenza, interessi comuni, atteggiamenti partecipativi) a cui viene generalmente attribuito un valore positivo sia sul piano dello sviluppo personale, sia sul piano delle relazioni sociali. Proprio per il fatto di rappresentare di per se stesso un valore, nel concetto di comunità si sono globalmente riassunte le condizioni e le finalità sociali del processo educativo. La vita della comunità (...) costituisce il contenuto della nozione di ambiente nel suo significato educativo’   (Borghi L. 1964, p. 16); in quanto garantisce quel clima di socialità che ‘è primario fattore costitutivo della personalità, rappresenta la dimensione educativa della società. (Borghi L., 1964, p.3)”. Il secondo elemento caratterizzante la comunità è quello psicologico, che esprime l’insieme dei rapporti di interdipendenza esplicantisi nell’ambito dell’unità spaziale, caratterizzati da sentimenti comuni interagenti con i relativi scambi di attività che si sviluppano in una pluralità di individui legati ad un certo intento di aspirazione. Queste tipologie di rapporto sono caratterizzate anche da sentimenti, apparentemente negativi di competizione e di conflitto che si rilevano necessari per il cambiamento ed il progresso.  “Il quartiere non va tanto definito in termini giuridico-amministrativi quanto piuttosto in funzione dei rapporti umani quotidiani, dei ritmi di vita, delle relazioni inter e intra famigliari, dei rapporti tra le generaziopni e tra le diverse categorie sessuali e sociali. Tradotto in termini di pratica questo significa che la nozione di quartiere richiede di essere definita nuovamente. Il ‘quartiere’ può essere sostituito dal concetto di comunità o anche di campo di intervento, e diviene, allora, un’entità che agisce in relazione ad altre unità e in riferimento ad un sistema totale. Una comunità è dunque una città, un quartiere, un villaggio, una sezione di un partito. In base a questa definizione la comunità implica legami di parentela, rapporti di parentela rituale, rapporti di amicizia, relazioni di vicinato, aggregazioni di gruppo di vario genere sulla gestione della comunità stessa.”. Il modello tipico delle relazioni sociali instauratosi nella comunità tradizionale, come per esempio quella rurale, è stato messo in crisi dal dilagante processo di urbanizzazione e industrializzazione.  “La società moderna è l’unica, tra tutti i tipi  di società conosciuti, per il fatto che attenua e mette in discussione, secondo la sua propria logica, ed, eventualmente, anche elimina la sacralità o intangibilità di ogni sistema di valori, istituzioni, norme, modelli di comportamento”.


LAURA TUSSI

nome:Laura cognome:Tussi email:tussi.laura@tiscalinet.it

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