Monica Capezzuto - ultimi interventi
Monica Capezzuto - 14-09-2012
E' iniziato un nuovo anno scolastico, ma le scuole del comune di Napoli (asili nido e scuole dell'infanzia che ospiterebbero ben 9000 bambini) non erano pronte. Fisicamente e psicologicamente. Perennemente sotto organico, con i vincoli di bilancio e una sudata delibera sull'indispensabilità dei servizi, con ben - ironico - 37 incarichi annuali conferiti a fronte di un fabbisogno che sfonda il muro delle 300 unità, è suonata la campanella. Ma sembrano più campane a lutto. Bambini in una fascia d'età delicatissima - 0 a 6 anni - si sono ritrovati facce nuove ad accoglierli. Se non hanno addirittura trovato i portoni chiusi. In un giorno si sono frantumati tutti i principi che vogliono, nell'accoglienza, una delle fasi più delicate di un intero anno: sbagliare l'accoglienza nei primi giorni, significa distruggere un anno scolastico.
Monica Capezzuto - 24-05-2012
Sono passati 20 anni da Capaci. Che cosa è cambiato? Hanno incarcerato i boss-che continuano a dirigere dal carcere-, trovato i mandanti, ma i veri responsabili dove sono? Le facce ai funerali dell'epoca erano le stesse di oggi: meno rughe ma sempre gli stessi gessati. Gli stessi colletti bianchi. In realtà siamo solo più vecchi di vent'anni, noi che abbiamo avuto la possibilità di invecchiare . E guardiamo quei volti per sempre giovani. Sorridenti. Chiedendoci come sarebbe stato se ...
Monica Capezzuto - 05-11-2011
Te li ritrovi dappertutto. Nelle sale d'attesa, per strada, mentre aspetti la metrò. E' un modo come un altro per rassicurare se stessi, condividere qualcosa con un estraneo per capire dove si sta andando a parare, se davvero negli altri c'è o non c'è la percezione della crisi, se davvero ci si deve preoccupare se quei quattro spiccioli conservati sul conto corrente ti saranno sottratti dalle banche. Ogni discorsetto dell'italiano medio sulla crisi vive di ciò che sente nel segno della più classica tradizione orale: ascolto, rielaboro e mi formo un'opinione. Che sia aderente ai fatti o meno è un altrodiscorso. Il tutto per esorcizzare il vento spettrale della bancarotta così come è vissuta nella vicina Grecia o negli States, con la gente finita a dormire sotto i ponti. Ma dov'è questa crisi?
Monica Capezzuto - 19-10-2011
Forrest Gump diceva: "Stupido è chi stupido fa".
Secondo uno studio di alcuni ricercatori di Boston, vivere in aree con alti livelli di inquinamento da traffico ridurrebbe le prestazioni nei test cognitivi.
Dunque, lo smog ci renderebbe più stupidi e, secondo l' OMS, ucciderebbe in media 2 milioni di persone l'anno nel mondo.
Ma c'è allora una giustificazione alla stupidità? Stupidi si diventa, non si nasce o, piuttosto, c'è un terreno fertile su cui le tossine attecchiscono più facilmente rispetto ad altri?
Con tali presupposti, si potrebbero trarre molteplici conclusioni, legate alle variabili ambientali, quali gli stili di vita che si conducono, la scelta di abitare in città o in campagna , l'effetto che i tubi di scappamento delle auto hanno sui bambini, visto che sono ad altezza passeggino.
Gli esempi sarebbero infiniti.
Monica Capezzuto - 28-09-2011
Ci sono talmente tante cose su cui scrivere. Riflettere. E cercare di formarsi un'idea priva di estremismi, priva di quegli inevitabili condizionamenti che ti girano intorno, diventano ostacoli e intralciano il cammino. Sono tanti gli ostacoli che impediscono a Napoli di risorgere o, perlomeno, di risollevarsi un poco. Le difficoltà sono in ogni cosa ed ogni cosa diventa problema. L'ultimo, riguarda l'inizio della refezione scolastica sul territorio napoletano. Infatti, visto che in fondo l'emergenza rifiuti - perché è sempre ancora emergenza - non è stata ancora risolta, sono state emanate dalla giunta delle disposizioni in base alle quali è stato fatto divieto nelle scuole dell'uso di bicchieri, piatti e posate monouso per ridurre il volume dei rifiuti che la referezione scolastica - inizierà dalla settimana prossima nelle scuole comunali napoletane - inevitabilmente causerà.
Monica Capezzuto - 30-05-2011
Oggi la città c'è. E vuole cambiare. Lo ha detto. Lo ha gridato. La maggioranza silenziosa che vive, lavora e si fa i fatti suoi, ha scelto finalmente di far sentire la propria voce. E ognuno di noi deve fare la propria parte, perché solo collaborando tutti insieme si può cercare di migliorare le cose. D'altronde, abbiamo scelto di restare qui, lancia in resta a difendere le nostre radici, il fortino da tanti abbandonato, ascoltando il "fuitevenne" di ecclesiastica memoria.
Chi non è scappato, ha aspettato il momento della rinascita.
Il momento è arrivato.
Monica Capezzuto - 19-04-2011
Italia: paese fossile, bistra-festeggiato. Paese, non Stato. Il termine paese ricorda tempi semplici di persone semplici, in cui la routine era dettata dalle sagre paesane e dai ritmi della natura fino a quando i mass-media non vi hanno fatto capolino, scardinando lentamente ed inesorabilmente quella routine. Oggi, nell'era ipertecnologica e globalizzata, sembra oltremodo anacronistico sentir parlare ancora di ideologie in una società che tende ad omogeneizzare e condizionare consumi, vite ed aspettative. Ma nel nostro archeozoico paese, invece che tesi a rinnovare, per i suoi "Alti" il must è quello di restaurare.
Monica Capezzuto - 22-11-2010
A proposito di Saviano e dintorni, se l'idea che la nuova proposta televisiva sia di qualità, resterebbe da definire l'idea stessa di qualità, se oggettiva e genericamente condivisa o soggettiva, e dunque opinabile per definizione. Riflessione di sostanza, non di forma, putrtroppo. Infatti, anche un qualsiasi reality molto in voga potrebbe essere di qualità: dipende dal tipo di utente che ne esprime il parere. E riflettevo che siamo davvero in crisi profonda se crediamo che basti un trio televisivo a restituire dignità ad un'Italia così sbeffeggiata.
Monica Capezzuto - 10-11-2010
Mi sento oltremodo stranìta a commentare una trasmissione televisiva, visto che detesto il mezzo televisivo, non per snobismo ma per la sua presunzione ad affermare dall'alto di una mai accertata autorevolezza delle verità inconfutabili.ma non si può prescindere da questo potente mezzo che ormai condiziona ogni nostra scelta e ci vomita addosso verità incontestabili per l'uomo comune che delle sue presunte verità si alimenta e vive. Orwell aveva ragione a temerla. Avevo scelto di non guardare "Via con me", ma la tentazione di ascoltare Benigni ha superato ogni reticenza.
Monica Capezzuto - 11-12-2009
Caro Babbo Natale,
questa è una lettera scritta dai grandi. Non quelli del potere, ma gli adulti, quelli che i bambini chiamano i grandi. Non chiediamo doni materiali ma un attimo di attenzione, perché anche questa è negata a chi di professione fa l'insegnante. Precario. Grandi a cui è negata ogni giorno la possibilità di progettare il futuro, persone alle quali la gioia di stare con i bambini è offuscata da quel continuo senso di incertezza e di ansia che rende precaria la stessa vita, una condizione permanente che pervade ogni piega della quotidianità.
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