Tag: studio - ultimi interventi
Solamente una questione di cellule?
Francesco di Lorenzo - 28-11-2015
Gli studenti hanno detto no alle proposte, secondo loro propagandistiche, di Renzi. Il bonus di 500 euro ai neodiciottenni è solo fumo negli occhi e la cifra stanziata per le borse di studio è insufficiente. Sono su questa linea gli aderenti alla Rete della Conoscenza, di Link-Coorinamento Universitario e l'Unione degli studenti. Se si vuole fare sul serio e non lanciare solamente degli spot, dicono, le strade sono altre. Insomma è una questione di idee, di prospettive e di DNA: a questo governo non interessa la scuola di tutti e per tutti, e, specialmente, non interessa aiutare chi è economicamente svantaggiato. Per fortuna a Teramo sul problema del telefonino in classe, i dirigenti scolastici, in maggioranza, hanno assunto una posizione conciliante, di dialogo anziché di repressione.
Ritorno alle origini?
Francesco di Lorenzo - 30-05-2015
In Italia i giovani 'Neet', cioè non occupati né iscritti a scuola o in apprendistato, sono il 26,09% degli under 30. Nel confronto internazionale con i paesi della nostra area, deteniamo il quarto posto tra i dati più elevati. Prima della crisi del 2008, comunque, la percentuale era del 19%. E non è una gran consolazione. Per abbandoni scolastici siamo ancora al secondo posto tra i paesi europei per percentuale più alta. E in Sicilia le iscrizioni all'università negli ultimi dieci anni sono diminuite del 50%. Non tutto è perduto, però, se alla fine si può sempre imparare a fare il contadino. Il corso sostenuto dal Ministero del lavoro e coordinato dal Chiantiform è nato con il preciso intento di far riprendere la scuola ad un gruppo di ragazzi che l'avevano abbandonata...
La scuola di domani e gli studenti
Chiara Alinovi - 26-11-2014
In questi giorni si sente spesso parlare della grande informatizzazione a cui la scuola andrà incontro nei prossimi anni: lavagne interattive...
'Coding' lungo
Francesco di Lorenzo - 08-09-2014
Il programma di Renzi sulla scuola non è di destra né di sinistra e neanche di centro, non è un programma. Infatti lui stesso lo chiama patto. In pratica non è niente, parole del tutto inutili che non servono ad affrontare veramente i problemi della scuola italiana, tanto che le ha rivendicate in toto l'ex ministro Gelmini. Purtroppo le probabilità di essere turlupinati sono parecchie e non campate in aria. La dinamica delle reazioni alle parole di Renzi e del governo sulla scuola è la solita: si va dalla cautela del giudizio della Cisl, alle perplessità della Uil e le preoccupazioni della Cgil. Il Movimento Cinque Stelle è critico insieme ai Cobas e al Partito della Rifondazione Comunista. Le associazioni non sono da meno: tra quelle dei dirigenti, dei genitori e degli studenti, alcune sono direttamente contrarie, alcune sono più attendiste e possibiliste. Alcune ancora si sono rese disponibili a collaborare su tutto, pur di dare il proprio contributo, anche su cose difficili da capire o addirittura inesistenti, come per esempio il 'codesign'. Che cos'è? Un refuso? Una parola nuova, una presa per i fondelli?
Senza discussione
Francesco Di Lorenzo - 16-02-2013
Dallo Speciale Notizie dal fronte 2012-2013


Tutto è andato secondo le previsioni. La commissione cultura e istruzione del Senato ha approvato il provvedimento sulla valutazione delle scuole e dei suoi dirigenti. Alla fine saranno l'Invalsi, l'Indire e gli ispettori del Miur, a dettare legge sull'argomento. C'è stata opposizione al passaggio del provvedimento, ma i voti di PDL e Lega hanno vanificato ogni tentativo di discussione. Appunto, discussione. Sembra che l'attuale ministro dimissionario Profumo abbia dimenticato proprio questo passaggio fondamentale: era stato lui stesso a dire, all'inizio del suo mandato, che tutti i provvedimenti del suo ministero sarebbero stati presi dopo 'ampia discussione'.
Tra esami e sprechi
Francesco Di Lorenzo - 05-07-2012
Dallo Speciale Notizie dal fronte 2011-2012



L'ex ministro dell'istruzione Luigi Berlinguer si è pronunciato sugli esami di Stato. Ha detto che il nostro esame finale ha bisogno di una manutenzione, di un aggiornamento.
Quando, sotto la sua direzione ministeriale, si mise mano alla vecchia maturità eravamo nel 1997, ed erano trascorsi 28 anni dall'entrata in vigore dell'esame sperimentale diventato ormai una specie di barzelletta. Infatti, si portavano all'esame orale solo due materie, una scelta dallo studente e una dalla commissione. Insomma, allora riformare fu un atto dovuto e necessario, ma Berlinguer ha detto che è il tempo di fare un altro passo avanti. Ad esempio, smetterla con il rito della composizione e dell'interrogazione...

Associazioni e dissociazioni mentali
Cosimo De Nitto - 28-01-2012
Caro ministro Profumo, come pensa che reagiranno i suoi studenti di ingegneria del Politecnico di Torino, del quale è (ancora?) Magnifico Rettore, alla notizia che Lei è per l'abolizione del valore legale del titolo di studio? Come pensa di "motivarli" allo studio, a spendere sempre più soldi, a affrontare disagi di ogni tipo (specie i fuori sede), a studiare con applicazione fatica rigore, sapendo che alla fine del percorso di studi c'è una laurea che non vale niente? Con l'abolizione del valore legale dei titoli di studio, pensa che aumenterà o diminuirà il numero dei laureati in Italia?
Riscatto impossibile
Emanuela Cerutti - 30-08-2011
La notizia è fresca e nota: gli anni di laurea non serviranno più per "anticipare" la pensione, e chi ha già versato i contributi può solo sperare di non vederseli riassorbiti, rimandati o spalmati sul pane quotidiano in mancanza di altro companatico.
Non so se questa proposta sarà confermata e nemmeno voglio addentrarmi nel dibattito sulla sua convenienza per cui qualcuno ci perde più di qualcun altro e la legge di Murphy trionfa.
Vorrei invece cogliere un nesso tra questa idea e altre emerse negli ultimi anni, per capire, sostanzialmente, quale è il modello di cittadino desiderato e perseguito da parte dei suoi cosidetti e apparenti rappresentanti.
Lavoro e conoscenza
Roberto Albertini - 08-03-2011
La diffusione del sapere, l'aumento delle competenze, la formazione di massa diventano SUPERFLUE.
In quale altro modo potremmo spiegare la crisi formativa che attraversa le società sviluppate? Perché giovani sempre più qualificati possono, debbono, cambiare mestiere continuamente se non con il fatto che quei mestieri si possono apprendere con un breve ADDESTRAMENTO? Eppure si produce, anzi si sarebbe in grado di produrre molto di più pur con una diffusa dequalificazione di massa del lavoro. Se i giovani non trovano lavoro non è come amano dire i nostri ottimisti-riformisti perché non sono qualificati. E' vero il contrario, non ci sono lavori qualificati a sufficienza per i nostri giovani. Anzi non ci sono lavori comunque qualificati a sufficienza per tutti i nostri giovani.
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