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Intercultura
Educazione linguistica Italiano come lingua seconda
Ti senti straniero? No, mi sento a casa. Migranti, un'intervista.

Lingua: Italiana
Destinatari: Alunni scuola media inferiore, Formazione permanente
Tipologia: Materiale di studio

Abstract:

TORNERO' IN GHANA PER AIUTARE LA MIA GENTE

Partito dal Ghana 13 anni fa, Richard Kofi vive e lavora a Bologna, "una delle migliori città d'Europa", ma non si sente ancora un cittadino italiano: il suo sogno è tornare in Ghana, avviare un'attività e dare un lavoro a molti suoi fratelli africani.

Richard vive in Italia dal 1989. Ci racconta la sua esperienza di migrante con l'orgoglio di chi ce l'ha fatta, ma anche con una grande nostalgia della sua terra, dove spera di tornare con la sua famiglia.
Quali sono le tue origini? Perché sei venuto in Italia?
Mi chiamo Richard Kofi Ampofo. Ho 35 anni e sono del Ghana. Da 13 anni sono in Italia, da 9 vivo a Bologna. Sono operaio e vivo con mia moglie e due figli. Sono venuto a Bologna per studiare all'università. Ma ho cambiato idea, sono andato a Palermo e ho cominciato a lavorare. All'inizio è stato difficile, non conoscevo nessuno, ho lavorato in nero. Poi grazie ad un mio amico italiano sono stato "messo in regola" e ho ottenuto il permesso di soggiorno. Allora sono venuto nel "Nord" per trovare un lavoro più regolare. Adesso ho la carta di soggiorno che è a tempo indeterminato.
Qual è stato l'impatto con l'Italia delle Istituzioni, della burocrazia? E' stato facile avere il permesso di soggiorno?
Per me è stato facile, perché conoscevo persone che mi hanno accettato e mi volevano bene. Ma andare in Questura è una brutta esperienza. Si deve fare la fila dalla 4 di mattina, sotto la pioggia o sotto il sole. La polizia ti spinge indietro. Trattano gli stranieri come animali. Dovrebbero creare degli spazi più grandi. Ottenere il permesso è difficile e molti vengono come clandestini, perché in Italia è possibile solo il congiungimento familiare. Mentre in altri paesi ottieni sempre il permesso, se hai i documenti in regola, qui bisogna aspettare la nuova legge sull'immigrazione, intanto sarai sempre clandestino.
Le leggi vi vengono spiegate in qualche modo?
No, ci sono solo moduli da riempire: per rinnovare il permesso, per la carta di soggiorno ecc. C'è troppa burocrazia! E ai tantissimi stranieri che non parlano l'italiano è riservato un trattamento pessimo.
Si dovrebbe creare un ufficio-informazioni con delle file differenziate.
In questi anni qualcosa è cambiato?
La situazione in generale è migliorata molto, nell'89 non si era preparati agli stranieri. Però la nuova legge Bossi-Fini è troppo dura, allunga le procedure per ottenere il permesso, andrebbe cancellata.
Trovare una casa è stato facile?
Non affittano facilmente casa agli stranieri perché dicono che siamo in troppi: è vero, ma quando la troviamo cerchiamo di ospitare i nostri fratelli. Ultimamente tanti stranieri hanno cominciato a comprarla, anche se costa moltissimo. Anche io penso di farlo.
In questi anni hai avuto problemi a trovare lavoro?
Nell'89 era più difficile, non c'era ancora l'abitudine di assumere stranieri. Oggi invece molti proprietari ci preferiscono per certi lavori "pesanti" che gli italiani non vogliono più fare. Ora il lavoro si trova immediatamente.
Avete diritto all'assistenza sanitaria?
La legge non considera chi è appena arrivato ed è senza permesso di soggiorno: non puoi andare in ospedale. L'unica possibilità è il centro di accoglienza. E' un aspetto che deve migliorare.
Hai riscontrato delle differenze di trattamento tra voi migranti?
Sì, ad esempio gli arabi sono sempre trattati peggio, come fossero tutti delinquenti, spacciatori o terroristi. Oppure si pensa che tutte le donne nigeriane siano prostitute.
Secondo te gli stranieri sono ancora trattati come cittadini di serie B?
Alcuni italiani ci trattano male. Certe diversità di trattamento ci sono e ci saranno sempre. Per i più anziani è normale che ci voglia del tempo. Ma giovani sono meravigliosi. E poi a Bologna le disparità sono molte meno…
Qual è stato il tuo rapporto con Bologna?
E'ottimo, bellissimo. Bologna per me è una delle migliori città d'Europa, mi piace perché è molto aperta. Nelle città di studenti si vive molto bene perché sono socievoli e simpatici. Anche coi palermitani mi sono trovato bene: hanno un gran cuore verso gli stranieri, ci aiutano molto. Quindi ti trovi bene con la gente… Ho ottimi rapporti con la gente. Ho quasi più amici italiani che stranieri. Ci sono degli anziani che hanno "adottato" i miei bambini come loro nipotini, il prossimo anno andremo tutti in Ghana. I miei bambini si trovano bene anche a scuola. E' un aspetto che è migliorato nel tempo, nell'89 non c'era ancora una mentalità aperta.
Ricordi qualche episodio sgradevole?
A Palermo in una chiesa, una signora anziana si alzava ogni volta che uno straniero si sedeva vicino a lei. Poi stette molto male e andò in ospedale. Io e altri miei amici donammo il sangue per lei. Quando si riprese, piangendo, ci disse: "Pensavo che fossimo diversi, ma ora che vivo col vostro sangue ho capito che siamo uguali". Un altro episodio: una volta al lavoro un ragazzo italiano ha accusato noi stranieri del furto di un carrello dicendo che, quando non siamo spacciatori, siamo ladri! Il carrello è stato ritrovato e il ragazzo ha chiesto scusa. Ma la sua dichiarazione è stata offensiva.
E il Comune, le istituzioni bolognesi ti hanno aiutato?
Ho chiesto la casa del comune, ma dicono che devono aiutare chi ha problemi più gravi. Il Comune dovrebbe risolvere il problema della delinquenza. Gli immigrati non sono tutti delinquenti, ma allo stesso tempo bisognerebbe essere più severi.
Dopo questi anni in Italia, puoi dire di sentirti a casa? Ti senti ormai un cittadino italiano?
No, mi sento ancora uno straniero. Tutti mi trattano con rispetto, ma non credo mi sentirò mai un italiano. Sento la mancanza della mia terra. E poi non ho nessuno qui, a parte mia moglie e i miei due figli. E forse mi sento limitato anche per la lingua, perché conosco meglio l'inglese che l'italiano.
Hai ricevuto aiuti dal tuo paese? Hai mantenuto contatti?
Il Governo del Ghana non può aiutarci: mia madre ha venduto un terreno per farmi venire in Italia. La mia intenzione è di lavorare molto qui e accumulare soldi per poi tornare e aprire un albergo turistico, o una fabbrica per assumere molte persone. Voglio tornare in Africa, dove posso vivere bene e aiutare la mia gente. Se qui in Italia riesci a mettere da parte 500.000 lire al mese, in Ghana puoi diventare ricco. Voglio tornare a vedere il mio mare, a mangiare pesce,a respirare aria pura!

Alessandro Ricciotti
partecipante al laboratorio formativo Professione Cittadino presso il corso di laurea in Scienze della Comunicazione, a.a.2002-2003

http://www.migranti.it/01/01-05.htm



http://www.migranti.it/

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