Michele Bonicelli - ultimi interventi
Michele Bonicelli - 03-03-2008
L'altra sera ho incrociato per caso la notizia del rinnovo del contatto della sanità, siglato con 26 mesi di ritardo. Allora ho iniziato a capire che la squallida vicenda del nostro contatto scuola non è una caso isolato di malgoverno. E' proprio una cosa pianificata, voluta. Quando poi ho scoperto che anche i ferrovieri hanno avuto loro il rinnovo contrattuale a gennaio, con TRE anni di ritardo...ho pensato che i dubbi diventano certezze. Le convergenze parallele sono palesi : anche nella sanità c'è una vacanza contrattuale per il 2006 di 9 euri al mese, anche lì mancavano i soldi in un paio di finanziarie, ugualmente distribuite tra governi di "destra e sinistra", gli aumenti sono ampiamente sotto l'inflazione : 55 euro al mese per i ferrovieri.
Michele Bonicelli - 14-01-2008
Il rinnovo e il pagamento degli arretrati a docenti e ATA sta assumendo ogni giorno che passa toni sempre più paradossali. Non solo gli aumenti che dovevano essere corrisposti dal gennaio 2006 sono stati contrattati solo il 29 novembre 2007 con inclusa con un'indegna "vacanza contrattuale" che da sola avrebbe meritato barricate e scioperi a ripetizione.
Non solo il ri-rinnovo 2008-09 naviga nelle nebbie cimmerie nelle quali l'unica cosa certa è che il governo vuole triennalizzarlo e che quindi chissà quanto dovremo attendere prima di vederlo in busta paga.
Come ciliegina veniamo a sapere che al Tesoro di questi cambiamenti epocali non sanno niente: cosa abbiano fatto nei 40 giorni a disposizione i geniacci dell'Aran-Miur viene lasciato all'intuito del milione di lavoratori che rimarranno ancora senza aumenti dopo 25 mesi di attesa.
Allora io faccio una proposta per una protesta di base: magari non serve a nulla ma almeno ci proviamo.
Michele Bonicelli - 17-12-2007
Quando pensiamo ad una dittatura ci vengono in mente immagini di stadi pieni di oppositori, di arresti e torture, di giornale e partito unico. Per questo respingiamo istintivamente l'accostamento tra l'odierna "democrazia" italiana e un termine così forte. Eppure, se guardiamo in modo più approfondito la realtà possiamo scorgere alcuni tratti distintivi che dovrebbero preoccuparci. Innanzitutto l'informazione. Viviamo in una società della comunicazione e il fatto che l'Italia sia a poco a poco sprofondata al 79° posto nella specifica classifica mondiale sulla libertà di stampa redatta dalla "House of freedom" è già molto significativo. Siamo messi peggio della Mongolia e al pari del Botswana.
Ma pochi si curano di questa situazione, le edicole sono piene di giornali e la TV strabocca di notizie. Certo ma quali notizie? La notizia dei risultati dei test PISA 2006 che hanno visto la retrocessione della nazionale degli studenti quindicenni dal 26° al 37° posto è scivolata tra i media come una perturbazione estiva. Nel 2003 la Germania si era piazzata al 18° posto e questo aveva dato vita ad un profondo dibattito tra scuole, governo e famiglie con l'effetto di farla risalire quest'anno al 13°. Non che si debba essere vittime dell'ansia da prestazione ma pensate cosa sarebbe successo se lo stesso fosse accaduto alla nazionale di calcio. Pagine di dibattito, ore di discussione. Ma l'istruzione non è apparentemente un problema, ovvero lo è ma la dittatura soft lo risolve nel modo più efficace: non parlandone.
Michele Bonicelli - 08-04-2006
La chiesa cattolica come strumento di controllo sociale.

La chiesa e le organizzazioni sociali cattoliche svolgono sempre più chiaramente la funzione di mediatori sociali intenti a far accettare alla popolazione la visione socio-culturale liberista.
Questa prospettiva, anche relativamente al mondo scolastico, è particolarmente evidente nel comportamento della CEI e della CISL.
A tal proposito non mi sembra sia stata preso adeguatamente in considerazione il documento "La riforma del sistema educativo e le prospettive del Paese" appena pubblicato dal Consiglio nazionale della scuola cattolica, organismo della Conferenza Episcopale Italiana.
Questo scritto consiste sostanzialmente in una sperticata difesa della riforma Moratti vista come coerente conclusione di un disegno iniziato con la legge sull'autonomia e proseguito con la legge 30 di Berlinguer. Viene esaltata la personalizzazione e l'impianto aziendal-produttivo della riforma con valutazioni che si potrebbero comprendere da un manager delle comunicazioni ma stonano alquanto dalla in bocca ai pastori della chiesa. Di Vangelo e carità neanche una traccia, gli immigrati sono problemi e i figli degli operai "storicamente" devono continuare la loro via predestinata di servi della gleba.
La soluzione a tutto? Visto che la nella scuola italiana "la libertà educativa continua a essere gravemente disattesa" la proposta risolutiva è quella di dare più soldi alle scuole paritarie. Gli altri si arrangino. Questo ragionamento mostra palesemente il limite, anche in senso evangelico, dell'impostazione morale della CEI: se il fine del cristiano è l'aiuto al debole e la carità chi si rende conto di questa situazione di oppressione culturale non dovrebbe adoperarsi per rimuoverla invece che invitare alla fuga in paradisi privati? Non parliamo neppure del rispetto dell'art. 3 della Costituzione.
Adesso io non sono di quelli che pensano che la chiesa cattolica non si debba esprimere sulle questioni sociali e politiche. Tutti lo fanno e questo è il sugo della democrazia. Ogni partito, ogni associazione ha un suo statuto, una sua idea del mondo, una sua fede o filosofia ed è giusto che si esprima anche pubblicamente sugli argomenti di sua pertinenza. Ognuno di noi è qualcosa: new ager, buddista, popperiano, socialista, massone, interista... e in base a questi modelli si associa e esprime idee. Sono più rischiose decisamente le lobby di pensiero occulto.
No, qui il problema, e lo dico da cattolico praticante, è che questa gente della CEI sembra che si sia letta un Vangelo tutto particolare con fonti di ispirazione più vicine a Condoleeza Rice che Don Milani o San Francesco. Non è un discorso recente ed è almeno dal dopoguerra che la chiesa e la mafia fungono da digestivi sociali per la penetrazione culturale americana.

Se la chiesa fornisce il supporto ideologico a questa invasione la CISL completa il discorso sociale.
Michele Bonicelli - 25-03-2006
Finiti i soldi per le supplenze in Emilia Romagna.

Non mi sembra sia stata adeguatamente evidenziata la situazione scandalosa venuta a crearsi nel feudo della Stellacci. Con una laconica nota del 7 marzo l'USR comunicava che, causa tagli e ...
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