Il piatto piange. La scuola anche.
Michele Bonicelli - 25-03-2006
Finiti i soldi per le supplenze in Emilia Romagna.

Non mi sembra sia stata adeguatamente evidenziata la situazione scandalosa venuta a crearsi nel feudo della Stellacci. Con una laconica nota del 7 marzo l'USR comunicava che, causa tagli e pregressi "buchi", non c'erano più soldi per pagare le supplenze brevi, perciò invitava i dirigenti scolastici a non nominarne più.
Sostanzialmente i Dirigenti scolastici vengono avvisati che si devono arrangiare. Molti di loro prendono alla lettera tutto e NON NOMINANO PIU' SUPPLENTI.
Le scuole cadono nel caos: insegnanti di sostegno devono fare da supplenti, contravvenendo la legge 104, altri docenti saltano le compresenze o fanno orari di 8 ore, contro quanto stabilito dal CCNL , le classi vengono sparpagliate e distribuite in altre, violando la normativa sulla sicurezza, i genitori vengono invitati a non portare a scuola gli alunni, andando contro i diritti sanciti dalla Costituzione.
C'è poi lo scandaloso e illecito "suggerimento" a estendere la norma alle materne e l'invito "punitivo" alla visita fiscale. Si sente odore di camicie nere...
Si parla di un buco di 70 milioni di euro in regione e che alcuni dirigenti usino i soldi del FIS per pagare le supplenze, altri non nominano più neppure per le supplenze lunghe.
Siamo allo sfascio totale mentre il Cavalier-gaudente si vanta in Confindustria delle splendide e progressive sorti della personalizzazione nella scuola moderna. Avesse almeno il pudore di starsene zitto e ammettere che le tre I stavano per Incompetenza, Intimidazione e Inciucio.
E i sindacati? Beh, i confederali strillano e si strappano le vesti, definiscono la situazione inaccettabile però, nei fatti, le cose non cambiano. I supplenti non vengono nominati e non mi sembra che siano state proposte particolari forme di lotta. Se io dico che una cosa è inaccettabile non la faccio e basta: i sindacati se davvero tutelassero la categoria avrebbero potuto convocare uno sciopero regionale o invitare i dirigenti a continuare a comportarsi come hanno sempre fatto oppure consigliare ai docenti di non piegarsi a una norma così palesemente illegittima.
Siamo decisamente alla frutta. Speriamo che il 9 aprile venga servito un buon caffè e aspettiamo fin d'ora di gustare il dessert (sempre che non si scopra che nel frattempo siamo diventati tutti diabetici e non possiamo più gustare dolci...o che non ci sono più soldi per pagare il conto)
A lucha continua?

Michele Bonicelli RSU I.C. Soliera (MO)


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 Sandra Coronella    - 25-03-2006
23/03/06
Resto del Carlino -Tagli ai supplenti, la frenata della Stellacci
Come promesso a Cgil, Cisl e Uil, il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale, Lucrezia Stellacci ha preso carta e penna per scrivere la contro-circolare a rettifica di quanto messo nella prima.


Smorza i toni, ribadisce la mancanza di fondi, salvo poi scaricare, stavolta con un tono più morbido, la responsabilità di ogni firma in calce al contratto dei supplenti sulle spalle dei presidi. Come promesso a Cgil, Cisl e Uil, il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale, Lucrezia Stellacci ha preso carta e penna per scrivere la contro-circolare a rettifica di quanto messo nella prima.
Dove invitava i suoi presidi ad avere la mano molto, ma molto leggera nel nominare i supplenti. Costringendoli, di fatto, a ricorrere a mille escamotage (dallo smembramento delle classi alle modifiche dell’orario scolastico) per cercare di tappare i buchi.
Oltre a ribadire l’impegno di Roma nel trovare fondi aggiuntivi per pagare le supplenze, nel testo Stellacci ammette che la ratio a monte della prima circolare non era di «spaventare o dissuadere» i presidi dall’esercitare una loro funzione. Quanto piuttosto di «avvertirli della situazione critica (l’esaurimento del fondo supplenze, ndr) che stiamo attraversando». Quindi ricorda che i presidi hanno «il potere-dovere» di assumere supplenti. E che, onde evitare di ledere il sacrosanto diritto allo studio, i dirigenti devono «assumere i provvedimenti idonei a creare il minor disservizio nella programmazione didattica, cercando di assicurare a parità di condizioni, il minor aggravio della spesa pubblica».
Federica Gieri
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Libertà-Piacenza - Tagli alle supplenze, è dietrofront

Alla fine è arrivato il dietrofront: il direttore dell'Ufficio scolastico regionale Lucrezia Stellacci ha così fatto un passo indietro sul taglio ai fondi per le supplenze brevi, annunciato in una circolare dello stesso Ufficio scolastico nei giorni scorsi. La notizia viene interpretata dalle organizzazioni di categoria come una «grande vittoria tutta sindacale, risultato della nostra presa di posizione contraria al provvedimento». I contenuti stessi della nota del direttore Stellacci, pubblicata sul sito della Regione Emilia Romagna e dell'Ufficio scolastico, vengono ritenuti più che soddisfacenti, sottolineano Marina Molinari della Cisl Scuola e Raffaella Morsia della Flc Cgil, perché vi è l'ammissione dei continui tagli apportati alle risorse per l'istruzione.
«La nota inviata da questo Ufficio ai Centri servizi amministrativi della regione - scrive Stellacci - intende prendere atto della situazione di criticità presente nel bilancio dell'Ufficio scolastico regionale in relazione ai fondi destinati alle supplenze brevi e saltuarie. Condizione che richiede un atteggiamento di particolare responsabilità da parte dei dirigenti scolastici, chiamati a sottoscrivere i contratti. Si tratta di cifre ingenti: già lo scorso anno, a fronte di una spesa effettiva per le supplenze brevi e saltuarie di oltre 73 milioni di euro, c'è stata una copertura di 42 milioni. Quest'anno i fondi a disposizione sono circa 31 milioni. La nota non ha un carattere coercitivo, in quanto le scuole sono autonome e possono quindi, sotto la propria responsabilità, assumere le loro decisioni, ma si limita a richiamare le norme tuttora vigenti, auspicandone un'attenta applicazione da parte dei dirigenti scolastici. Esse prevedono che si provveda con personale interno alla scuola nel caso di sostituzioni inferiori ai cinque giorni nella primaria e ai 15 nella secondaria».
«In questo modo si afferma un diritto importantissimo: lo svolgimento - osserva Morsia - del piano di studio annuale deve svolgersi senza essere influenzato da eventuali interruzioni dovute ad indisposizioni degli insegnanti. E' infatti necessario garantire non solo i diritti dei lavoratori, ma anche quello dell'apprendimento per gli studenti. Le azioni da noi messe in campo, come la denuncia sindacale per interruzione di pubblico servizio (rivolta sia alla stessa Stellacci, sia alla preside dell'istituto comprensivo di Fiorenzuola, ndr), hanno come effetto positivo il far compiere retromarcia al direttore dell'Ufficio scolastico regionale».
«Nella nota si invita i dirigenti scolastici al rispetto delle norme, pur restando in attesa del ripristino dei fondi a livello nazionale - aggiunge Molinari -, quindi invitiamo i presidi che hanno deciso altrimenti, sospendendo le supplenze brevi, ad ottemperare a quanto contenuto nell'ultima nota del direttore Stellacci. Nella giornata di oggi incontreremo sia gli stessi dirigenti scolastici, sia le Rsu, per tenere monitorata la situazione».
Paola Pinotti
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Repubblica. Bologna - «Questa circolare mi è un po’ sfuggita di mano. Se avessi riflettuto di più, forse l’avrei scritta diversamente o non l’avrei fatta proprio». Spiazzante.

Nella bufera per avere spedito una circolare in cui invitava i presidi ad avere la mano ‘molto leggera’ nel nominare i supplenti, ieri Lucrezia Stellacci, direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale, ha incontrato i sindacati.
Che cosa vi siete detti?
«Ho chiarito le mie intenzioni nel mandare quella nota».
Quali erano?
«Non credo si possa leggere, fra le righe, un veto assoluto al fare le supplenze. Semmai, fra le righe, c’è un ‘achtung’ (attenzione; ndr) ad adottare provvedimenti visto che la situazione è critica. E qualcuno, un domani, potrebbe chiedere ragione del loro operato».
I suoi presidi, dopo quella circolare, però, per coprire le assenze degli insegnanti hanno smembrato classi, utilizzato le ore di compresenza...
«Tutte misure vietate dalla legge che non dovevano assumere».
Cosa avrebbero dovuto fare?
«La normativa va applicata in modo oggettivo, calandola però nelle situazioni concrete in cui vivono i dirigenti».
Ma lei in quel testo ha scritto niente supplenti se il titolare è assente per meno di cinque giorni alle elementari e per meno di quindici alle superiori.
«Quella circolare è stata mal compresa».
Adesso dovrà scrivere una contro-circolare che suona come rettifica.
«La stenderò direttamente io. Con la prima ho tentato di proteggere i dirigenti. Ho dato dei suggerimenti, ma è il dirigente che poi decide».
La situazione è critica?
«Sì».
Ma i presidi possono nominare i supplenti sì o no?
«Non possono, ma debbono. Laddove, però, esistano le condizioni per nominare. Non dico solo sulle supplenze lunghe, ma tutte le volte che ricorrono le condizioni di legge».
Intanto, però, mancano sempre i soldi per pagare gli stipendi dei supplenti.
«Stamattina (ieri mattina; ndr) ho dato ordine alla Ragioneria di sbloccare il primo acconto sui finanziamenti 2006 fermi ai Centri servizi amministrativi in attesa dell’esito sul monitoraggio sulle supplenze».
Quanti soldi sono?
«Circa 10 milioni di euro. Sappiamo che le scuole sono in affanno per la liquidità di cassa».
Un primo acconto. Poi?
«Siamo in attesa che il ministero dell’Istruzione incrementi i fondi 2006».
Sicura?
«Non è possibile che ci lascino a secco. Anche perché, oltre a noi, nelle stesse condizioni ci sono Piemonte, Lombardia e Veneto».
Onde evitare il ripetersi in futuro di un pasticcio simile, cosa si può fare?
«Come prima cosa, bisogna modificare la normativa. Nel frattempo, le famiglie possono stare tranquille: i loro diritti saranno garantiti».