In giro nella zona di Baka
Shmuel Gertel
Condividi questo articolo



In giro nella zona di Baka


Oggi avevo delle commissioni da sbrigare a Gerusalemme nella zona di Baka.


Ho visto bellissimi edifici di pietra circondati da piccoli giardini pieni di alberi da frutta e viti. I residenti ebrei di Baka - un misto di anziani Mizrahim e giovani yuppies benestanti - sono molto fieri delle loro splendide case arabe. Il loro quartiere è un'oasi di pace e tranquillità nel cuore di una città caotica. Ho cercato di godermi una lenta passeggiata sotto il sole invernale. 



Ma i fantasmi della zona fanno un gran fracasso. Parlano della vita prima del 1948, dei campi profughi nel Libano ed a Gaza e di come le cose avrebbero potuto essere. Non ti danno un attimo di tregua, nascosti come sono in ogni androne e sotto ogni albero. 


Più tardi dovevo fare delle compere a Rehov Strauss, tra Zichron Moshe e Mea She'arim. Dalla strada principale riuscivo a vedere il minareto di una vecchia moschea in un parco. Non ero andato in quel parco da anni e non ricordavo se la moschea fosse ancora in piedi o se fosse sopravvissuto solo il minareto. Cos? sono andato a vedere ed ho trovato la moschea in parte murata, in parte chiusa con dei lucchetti. Sui muri c'erano graffiti in ebraico: "Fuori gli arabi" e "Fate saltare le moschee". A qualche metro dalla moschea c'era un piccolo edificio a cupola in stato di abbandono. Ho sbirciato dentro ed ho visto quattro tombe, una accanto all'altra. E un grazioso piccolo parco, anche se un po' trascurato, ed ho provato di nuovo a trovare un po' di pace per riflettere, ma quei dannati fantasmi erano tornati, bisbigliavano e chiacchieravano delle preghiere del Ramadan, della scuola che una volta era nell'edificio li accanto e di altre cose del genere. 


Mi sono rivolto molto gentilmente ai fantasmi chiedendo loro per piacere di lasciarmi in pace. Ho detto "Io nel 1948 non ero nemmeno nato e poi la casa dove abito è stata costruita nel 1961". Non è servito a niente. Mi hanno seguito, ogni fantasma insistendo per raccontrarmi la propria storia. Cos? ho deciso di ascoltare. 


Shmuel Gertel


 


Shmuel Gertel è di origine canadese. Vive a Gerusalemme con sua moglie Simona e la loro bambina Shaked. Lavora "free-lance" per giornali italiani ed israeliani.


Gli è stato chiesto di presentarsi: "Chi sono io? Sono un ebreo israeliano (traduttore di mestiere) che abita a Gerusalemme, e che vuole vivere in un Paese laico e democratico dove tutti - ebrei, mussulmani, cristiani, ecc. ecc. - sono uguali, con gli stessi diritti. L'alternativa - uno Stato dove un gruppo (anche se questo gruppo è quello di cui faccio parte io stesso) ha più diritti degli altri - per me è razzismo."


 



Condividi questo articolo

in Internet files: <b>BAMBINI DI STRADA A NAIROBI: IL PROGETTO DI KIVULI</b>I dannati del Darfur, tra machete e coleraIl muro del MediterraneoI mass media italiani e l’Africa. Dall’indifferenza alla visibilità?GLOBALIZZAZIONE DELL'ECONOMIA E CORRENTI  MIGRATORIEFONDATION POUR LA MEMOIRE DE LA SHOAH - Discours de Mme Simone Veilil Sale sulla Coda - Giusto rispettare le culture Ma fino a quale punto? Di Maraini DaciaNel vuoto dei grandi deserti c’è tutto il segreto dell’IslamIn giro nella zona di BakaFuga dall'Africa: in viaggio con i clandestini  


Copyright © 2002-2011 DIDAweb - Tutti i diritti riservati