flc-cgil - ultimi interventi
flc-cgil - 27-10-2005
Non abbiamo mai pensato che la riconduzione a 18 ore delle cattedre al di fuori dell'ordinamento potesse produrre effetti positivi, casomai oggi, dopo tre anni, bisognerebbe chiedersi se siano tornati i conti di Tremonti visto che quelli della ...
Segreteria Cgil e Flc-Cgil Marche - 02-09-2005
LA CGIL E LA FLC-CGIL SU: L'INDIRIZZO METODOLOGICO MONTESSORI
DELLE CLASSI DI SCUOLA PRIMARIA SUL TERRITORIO DI CHIARAVALLE (ANCONA).



In riferimento alla vostra lettera pervenutaci in agosto all'inizio della quale ci ringraziate "per aver disatteso clamorosamente le promesse fatte", vi diciamo che, al contrario, siamo stati coerenti con gli impegni assunti.
Confermiamo che per la CGIL i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori non sono altra cosa rispetto alla difesa e alla promozione dei diritti di cittadinanza.
Confermiamo altresì che ci siamo adoperati, negli ultimi mesi, per trovare una soluzione (sinora mai individuata) che potesse garantire l'esigibilità del diritto dei docenti alla programmazione in cui si riconoscono e credono e dei genitori di avere risposte ad una richiesta alternativa di metodo d'insegnamento, nel caso specifico, del metodo Montessori.
Inoltre teniamo a precisare che nessun nostro legale ha sostenuto il ricorso al TAR delle Marche del 20.6.05 proposto da 56 insegnanti.
Questi hanno autonomamente e legittimamente intrapreso l'iniziativa, nel merito della quale la CGIL non è entrata (e neppure ne è stata minimamente investita).
Detto questo, evitando di commentare toni ed affermazioni della vostra missiva, che comunque respingiamo, teniamo a richiamare alcuni aspetti.
Non deve sfuggire che esistono luoghi deputati alle decisioni - istituzioni scolastiche ed enti locali - e altri ove si esercitano funzioni di orientamento.
Appare, quindi, pretestuoso attribuire alla CGIL entrambi i ruoli e le responsabilità.
La "vicenda Montessori" si protrae da molti anni e vede coinvolti diversi soggetti: i docenti, i genitori, le istituzioni pubbliche - quelle scolastiche e quelle istituzionali -oltre al sindacato.
La situazione che si è determinata nel tempo, probabilmente per responsabilità diverse, richiede una capacità di governo straordinaria , equilibrata, che esige tempo, disponibilità, affidamenti reciproci.
E' in questo senso che ci siamo mossi e proviamo a muoverci, con oggettiva difficoltà, ma con assoluta trasparenza e correttezza, che seppur in parte comprensibili, quanto ingiustificate reazioni e moralistiche affermazioni, non riusciranno ad appannare.
Per la CGIL è chiaro, perchè lo abbiamo sperimentato, che senza una reale volontà di ascolto, di rispetto, finora molto difficili da ottenere ed un pieno coinvolgimento di tutti i soggetti, in primis docenti e genitori, nessuno potrà mai risolvere una vicenda che si è avvitata su sé stessa e che coinvolge ormai l'intera comunità di Chiaravalle.
Con la necessaria pazienza e determinazione, noi pensiamo ad una soluzione praticabile, ispirata ai principi sopra citati, da proporre ai soggetti che dovranno poi condividerla e praticarla.
Tale soluzione noi la intravediamo nella costituzione - nell'ambito della scuola primaria - di un numero ben determinato di sezioni dedicate al metodo Montessori.
Ovviamente garantendo, nel contempo, l'esercizio delle altre diverse opzioni metodologiche che il Collegio dei docenti intenderà adottare.
E' ovvio che a un sindacato come il nostro compete la proposta, è altrettanto ovvio che le decisioni di merito competono ai soggetti istituzionali e professionali individuati dalle leggi di questo Stato.

Ancona, 31 Agosto 2005
flc-cgil - 28-05-2005
Riceviamo da Flc - cgil il Comunicato Stampa di Enrico Panini, Segretario generale Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL. (Red)


Un brutto provvedimento per due ragioni.

La prima riguarda il metodo.
Il Consiglio dei Ministri ha ...
flc-cgil - 25-10-2004
Sintesi della relazione introduttiva di Enrico Panini

Presentazione

La Cgil e la Federazione Lavoratori della Conoscenza della Cgil (un nuovo sindacato di categoria che mette insieme in una casa comune tutti coloro che operano nella conoscenza a partire dalla scuola, dall’università e dalla ricerca) sono convinti che occorra definire rapidamente un programma sulla conoscenza in cui siano chiaramente esplicitati gli obiettivi su cui ci si impegna e che solleciti un contributo ampio e partecipato.
Intendiamo avviare questo percorso e dire quanto vogliamo fare, con l’autorevolezza che ci deriva dall’essere, insieme, la maggiore confederazione ed il maggiore sindacato di categoria.

Il tema della conoscenza è fondamentale

siamo di fronte ad un blocco di interventi su scuola, università e ricerca tali da delineare una delle peggiori riforme della storia della nostra repubblica;
ci sono centinaia e centinaia di migliaia di persone che si sono mobilitate e che hanno diritto ad una risposta.

Il bivio

Scuola, università e ricerca sono di fronte ad un bivio.
Si tratta, infatti, o di rassegnarsi ad assistere ad una progressiva delegittimazione della scuola pubblica, dell’Università, alla riduzione della ricerca a settore servente del mercato, con tutti i drammi sociali che ciò comporterà, o delineare una nuova politica della conoscenza in grado di interagire con lo sviluppo del mondo contemporaneo e dare una prospettiva di sviluppo al nostro Paese.
L’Italia sta scivolando inesorabilmente nella serie B dell’economia planetaria, fuori dal G7.
Ma già oggi siamo fuori da qualsiasi G7 della cultura, della scuola, dell’università, della ricerca e dell’innovazione: la Cina, nel 2002, ha speso 60 miliardi di dollari per la ricerca .
Solo Usa e Giappone hanno speso di più. Noi abbiamo speso meno che nel 2001.
Da tre anni, l´economia italiana è in panne. Francia e Germania non stanno meglio ma c´è una differenza sostanziale. Fra il 2000 e il 2004, la Germania, nonostante la crisi, ha aumentato le esportazioni del 15%. La Francia del 12%. In Italia sono diminuite del 7%. In Germania nel 2000 sono stati concessi 459 brevetti ogni 100.000 abitanti, in Francia 631, in Italia solo 70.

Perché tanta sensibilità alla congiuntura?

Perché nei settori più dinamici del commercio mondiale (farmaceutica, elettronica di consumo, ecc.) la quota italiana nel commercio mondiale si è ridotta negli ultimi anni di circa la metà.
Fra i paesi che compongono l’Ocse solo Polonia, Grecia e Turchia stanno peggio.
Una graduatoria Ocse relativa allo stato di cultura di un Paese misura gli «investimenti in sapere».
Il nostro tasso di aumento in questi investimenti è stato il più basso di tutto il mondo sviluppato.
Portogallo, Polonia, Messico e Grecia sono partiti più indietro di noi, ma i loro investimenti in conoscenza aumentano dell’´8% l´anno, i nostri dell’1,8%.

Il nostro giudizio sui provvedimenti del Governo

Consideriamo inaccettabili le politiche di questo Governo che riscrivono la storia di scuola, università e ricerca trasformandoli da luoghi in cui si dovrebbero superare le disuguaglianze e favorire il progresso a luoghi che affidano la regolazione dei diritti al mercato.
Riteniamo che sui provvedimenti del Governo e del Ministro Moratti non siano possibili mediazioni e che vadano abrogati.

I valori

Mettere in campo una proposta programmatica sulla conoscenza significa, innanzitutto, partire dai valori ed essere su questi molto netti e determinati.
La pace e il rifiuto della guerra e della violenza. Conoscere, accettare, ascoltare sono risorse di pace.
Il diritto alla formazione e alla conoscenza per tutto l’arco della vita.
La dimensione pubblica e laica della scuola, dell’università e della ricerca, come garanzia del pluralismo, della democrazia e delle pari opportunità.
La tutela delle persone da ogni mercificazione delle proprie condizioni in una società sempre più globale, in cui il ruolo della conoscenza e della ricerca diventano fondamentali.
Il riconoscimento e la valorizzazione delle professionalità di tutto il personale.
La professionalità dei lavoratori della scuola è garanzia del diritto ad una formazione di qualità.
L’autonomia della ricerca come condizione perché il nostro Paese diventi un punto di riferimento qualificato sui terreni delle risorse, energie, ambiente, innovazioni compatibili con la dignità ed il rispetto dell’essere umano e dell’ambiente che lo circonda.
L'Europa. Abbiamo proposta al Social Forum di Londra pochi giorni fa di dare vita ad un movimento europeo su questi temi.
Ma è anche necessaria una dimensione solidaristica più generale con decine di Paesi in via di sviluppo nei quali la Banca Mondiale costringe a tagliere le spese per il sapere. Sarà fondamentale l’impegno dell’Italia a non mandare soldati (rispettando l’art.11 della Costituzione) ma a mandare materiali e risorse per sostenere le culture locali e liberare dalla miseria dell’analfabetismo...

flc-CGIL - 09-09-2004
Comunicato stampa di Gugliemo Epifani segretario generale della Cgil


“L’anno scolastico sta partendo malissimo perché le risorse economiche per scuola, università e ricerca sono in costante diminuzione. L’azione del Ministero sta determinando ...
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