Le scelte del governo sulla scuola
flc-cgil - 27-10-2005
Non abbiamo mai pensato che la riconduzione a 18 ore delle cattedre al di fuori dell'ordinamento potesse produrre effetti positivi, casomai oggi, dopo tre anni, bisognerebbe chiedersi se siano tornati i conti di Tremonti visto che quelli della scuola reale sono decisamente negativi.
Che fosse solo un provvedimento "taglia-organici" FLC CGIL lo ha denunciato allora, nei mesi in cui si discuteva quella legge, e poi posto fra i motivi per i quali dichiarammo i primi scioperi, il 12 novembre del 2001 ed 18 ottobre 2002. Che abbia sacrificato ad una logica puramente contabile le esigenze fondamentali degli studenti e degli insegnanti e gli stessi criteri essenziali di funzionalità organizzativa ormai "si tocca con mano", come sottolinea anche il recente appello di Retescuole ed Ecole.
Un provvedimento inutilmente restrittivo, non il solo né l'unico, ahinoi, che ha creato cattedre instabili e casuali, portato ogni anno insegnanti nuovi nelle classi, aumentato il numero di classi per docente.
Una norma che ha inesorabilmente influito sulla qualità della scuola, sul lavoro dei singoli insegnanti, sulla vita scolastica degli alunni.
Imporre di costruire le cattedre senza tener conto né del numero di classi attribuite ad un insegnante, né della loro successione (a ciascuno potrebbe capitare una prima e una quinta), né dell'ordinamento ha determinato tante vistose casualità e, soprattutto , la rottura della continuità didattica per gli alunni. La disarticolazione delle cattedre, spezzando gli insegnamenti, ha comportato infatti che su un medesimo insegnamento alcune classi abbiano due insegnanti e altre uno, insistiamo , con criteri del tutto casuali, avulsi da qualunque progettazione didattica.
Una norma che sottolinea, se ce ne fosse bisogno, una concezione meccanicistica dell'insegnamento, senza relazione tra le discipline e soprattutto priva della cultura della progettazione didattica... pluriennale poi, che ardire!
FLC CGIL oggi, dopo quattro anni, può affermare, con l'amaro in bocca, che gli effetti prevedibili di quella norma sono tangibili nella scuola reale, quella che si fa ogni mattina: atto dopo atto emerge sempre più evidente la restaurazione di un sistema chiuso ad ogni rapporto con i protagonisti veri dei processi formativi, considerati nei fatti gregari.
FLC CGIL si ritiene impegnata, insieme agli insegnanti, agli studenti ed ai genitori, a sostenere ovunque l' abrogazione di quella norma, insieme ad altre norme regolamentari e legislative, perché occorre garantire alla scuola dell'autonomia un insieme di condizioni indispensabili, a partire dagli organici, per ripristinare quelle buone prassi, riconosciute e valorizzate per anni con la progettazione, oggi soffocate e mortificate.
Avvertiamo il bisogno prioritario di liberare le energie professionali nella ricerca condivisa di una proposta di cui gli insegnanti siano protagonisti, costruttori materiali, insieme agli altri, del valore del diritto alla conoscenza, se è vero, come noi sosteniamo, che il progresso del sapere costituisce uno strumento indispensabile per lo sviluppo del Paese.
Si stanno evidenziando in tutta la loro negatività gli effetti perversi di una delle tante, "piccole" norme della Finanziaria, che, in nome di un 'esigenza di carattere finanziario, altera, ed in maniera significativa, la qualità del servizio scolastico.
Appare, infatti, evidente ora che, aver introdotto all'art.35 comma 1 di quella legge l'obbligo a completare a 18 ore le cattedre con orario inferiore, era un provvedimento che avrebbe profondamente turbato il normale svolgimento del lavoro docente, con grave pregiudizio per la qualità della didattica. Lo abbiamo denunciato allora, nei mesi in cui si discuteva quella legge. Era, questo, fra i motivi per i quali dichiarammo lo sciopero del 18 ottobre 2002, per la difesa della qualità della scuola pubblica contro l'impianto complessivo della finanziaria sulla scuola che avrebbe messo ,a nostro giudizio, a dura prova il nostro sistema scolastico.
In questi giorni da più parti, collegi docenti, dirigenti scolastici, assemblee hanno cominciato a denunciare lo sconquasso di tipo organizzativo, ma che ha gravi ripercussioni sulla qualità dell'offerta scolastica pubblica, prodotto da quella norma della finanziaria.

interventi dello stesso autore  discussione chiusa  condividi pdf

 Precarius    - 27-10-2005
Si ha notizia della sentenza di merito del Tar Lazio sugli atti amministrativi della riforma impugnati dalla CGil Scuola?
Quella che si attendeva dopo il diniego del Tar sulla richiesta di sospensiva?
Il nucleo centrale di quel ricorso è ancora tutto in piedi a mio modesto parere.
L'obiettivo era ed è far pronunciare la Corte Costituzionale su aspetti che i ricorsi delle Regioni non possono sollevare.

 isa    - 27-10-2005
Strano però che con tutto questo rendersi conto, con tutte queste critiche nei confronti della Finanziaria, con tutto il malcontento che si sente in giro, le manifestazioni di studenti e docenti, con l'offerta del governo alle scuole private di 150 milioni di euro, con la possibilità che gli aumenti contrattuali slittino assieme agli arretrati a marzo dell'anno prossimo.. strano, ripeto, che con tutta questa carne al fuoco il giorno 25 novembre, i confederali organizzino uno sciopero di ben 1 ora ( !!! ) nella scuola.
Piacerebbe sapere le profonde motivazioni che hanno portato a questa decisione.
Intanto io propongo di aderire a uno sciopero vero.
Quello di tutta la giornata con relativa manifestazione , organizzato dai COBAS.. almeno loro..

isa

 roland49    - 27-10-2005
E' giusto che tutti abbiano, almeno, lo stesso orario frontale. Resta il fatto che permangono differenze di carico lavorativo , a parità di orario, fra insegnanti di materie diverse. Ci sono insegnanti costretti ad aggiornamenti continui, altri gravati da estenuanti correzioni di elaborati, ci sono, invece, insegnanti che possono cavarsela raccontantando la stessa solfa a mò di disco registrato (queste sono le vere questioni sindacali...) e senza elaborati da correggere e valutare, altri, peggio, imboscati da anni in sindacato, nei CSA ecc.ecc . I diversi carichi escludono , poi, alcuni docenti da progetti , collaborazioni ecc., in poche parole, da possibili sviluppi di carriera. La qualità c'entra poco quando uno entra in aula e compie il proprio dovere. Nelle riunioni di dipartimento si stabiliscono i saperi comuni alle classi parallele e perfino le prove di verifica. Lo scorso anno ho avuto 18 ore ed una classe in più, sono sopravvisuto ed ho potuto vantare risultati interessanti, con soddisfazione dei miei allievi. Non ho partecipato a progetti, ho solo collaborato a trovare posto per degli stages a 4 allievi di quarta. Quest'anno mi hano dato 15 ore ed una classe in meno. Nelle tre ore a disposizione mi tocca fare il tappabuchi per sostituire colleghi in tutt'altre faccende affaccendate con mia immensa gratificazione... E non parlate di qualità della scuola voi che avete fatto di tutto per mandare ex direttori didattici, laureati a tempo perso e totalmente privi di esperienza didattica a livello di scuole secondarie di secondo grado, a dirigerle . Lasciate perdere, interessatevi di collezioni di francobolli, è meglio. Oppure, tornate a scuola a lavorare, forse qualche cosa di buono potreste ancora farlo.

 Franco Dore    - 30-10-2005
nella mia scuola (si tratta di un Liceo Scientifico), da quando è entrata in vigore la norma in parola, se ne son viste di turche !!!!! La cattedra di Matematica e Fisica nel triennio, ad esempio, era di 17 ore +1 . Per decisione unanime del C.D. , vigente da oltre 10 anni e rinnovata annualmente, alla cattedra si assegnava la 18^ ora aumentando l'orario dell'insegnamento di fisica nella classe terza. Ciascuna sezione aveva quindi un unico insegnante in terza, quarta e quinta. Da quando è entrata in vigore questa disposizione ministeriale le cattedre sono state frammentate in modo davvero assurdo. Si è verificato che negli ultimi anni una classe terza si vedeva assegnare un insegnante, un'altro in classe quarta (magari uno per matematica e uno per fisica) e magari lo stesso insegnante della terza di nuovo in quinta !!!! Che senso ha tutto questo ??? Sopratutto alla luce degli innumerevoli pronunciamenti giurisprudenziali che hanno esaltato in modo inequivocabile il valore della "continuità didattica" !!!! Si badi che si è "passati bellamente" sopra la minisperimentazione a costo zero correttamente decisa dal C.D. che aumentava di un'ora l'insegnamento della fisica che, insieme alla matematica, è una materia di indirizzo per il Liceo Scientifico !!

 Sofia Caforio    - 01-11-2005
in un istituto tecnico industriale ad un'insegnante di lettere sono state affidate tre classi separando nella prima classe l'insegnamento di geografia che è stato affidato ad un altro docente (del triennio), nella seconda classe è stato separato l'insegnamento di Italiano dalla storia che è stato affidato ad un docente del triennio e a quest'ultima sono state date ben 5 classi, in due di queste dovrà insegnare per due ore storia!
Che tipo di scuola prevede questa ripartizione degli insegnamenti? lo sfascio della continuità didattica e l'assenza di apprendimento.