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area amministrativa
La lista si propone: di scambiare materiale normativo ; di discutere, sperimentare e produrre materiale amministrativo/contabile; di produrre o proporre materiali per l'autoaggiornamento del personale A.T.A.; di analizzare, proporre e scambiare informazioni relative a problematiche di amministrazione scolastica.
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Una lettera per il blog di Beppe Grillo
di Gruppo precari Caro Beppe,
siamo un gruppo di docenti precari che ti scrivono per esporre la loro difficile situazione.
I docenti precari, molti dei quali hanno più di 45 anni e più di 15 anni di servizio, vengono assunti a settembre per essere licenziati a giugno, non hanno scatti stipendiali di anzianità essendo sempre pagati come neoassunti, hanno molti meno diritti dei docenti di ruolo per quanto riguarda ferie e malattie, sono penalizzati rispetto agli insegnanti di religione, materia facoltativa, ormai quasi tutti di ruolo e che da precari hanno diritto ad aumenti quadriennali, devono ogni anno lasciare la loro classe e la loro scuola per ricominciare tutto daccapo senza alcuna possibilità di svolgere un lavoro continuo.
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Nota 1226 - 02/03/2006
Progetto "GENITORI E SCUOLA" a.s. 2005 - 2006
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CORSI DI GRECO MODERNO PER INSEGNANTI -
10/05/2008 - 15/05/2008 Corso, aggiornamento, formazione professionale Egina Grecia CORSI SPECIALI PER INSEGNANTI DI GRECO ANTICO.
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I ghetti
Affinché gli ebrei siano ovunque riconoscibili come tali e non possano quindi nascondersi o celarsi in alcun modo, siano obbligati e costretti, gli uomini a indossare un berretto ben visibile, le donne un altro segno di facile riconoscimento, entrambi di colore grigio (glaucum); ...che tutti gli ebrei debbano vivere in un’unica zona, o, se questo non è possibile, in due o tre o quante siano necessarie... Tali quartieri, stabiliti da Noi nell’Urbe e dai Nostri Magistrati nelle altre città, avranno un solo ingresso e quindi una sola uscita.
In Roma, nella Chiesa di S. Marco, 14 luglio 1555 - Papa Paolo IV Carafa
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L’ inflazione globale Un digiuno contro debito e carovita
Un digiuno planetario che tocca 36 stati, per chiedere la cancellazione del debito dei paesi del sud, e per sensibilizzare la comunità internazionale sulla scarsità dei beni alimentari e sull’aumento del costo della vita, che incide soprattutto sui paesi poveri.
Il messaggio di Alex Zanotelli
"Oggi 12 aprile, è partito il digiuno internazionale per sollecitare l’attenzione dell’opinione pubblica mondiale sul dramma delle 36 nazioni più impoverite, dove sta crescendo la tensione sociale sia per l’aumento che per la scarsità dei generi alimentari.
Sono scoppiate rivolte popolari ad Haiti come in Indonesia, in Egitto come in Camerun, in Marocco come in Burkina Faso, in Tunisia come in Costa d’ avorio. La tensione sociale sale in proporzione ai prezzi dei generi alimentari in molti paesi asiatici, dal Pakistan alle Filippine. Secondo dati della Banca Mondiale, dal 2005 al 2007 il grano è aumentato del 70%, i cereali dell’80% e i prodotti caseari del 90%. “L’ inflazione globale - ha detto il direttore generale della Fao, Jacques Diouf – non dipende solo da elementi contingenti, ma da fattori strutturali; se il cosidetto Nord del mondo non cambierà modello di sviluppo, la bolletta per i cereali nei paesi poveri continuerà a crescere".
Si tratta infatti di fattori strutturali: la 'finanziarizzazione dell’economia', l’inflazione galoppante, il pesante debito che grava sulle spalle dei poveri, l’ascesa dei prezzi del petrolio e soprattutto, ora, la scelta dei biocarburanti. Quest’ultima è particolarmente grave. Tanti paesi del Sud metteranno a disposizione milioni di ettari di terreni buoni, togliendoli alla produzione di cibo, che andrà sempre più scarseggiando: 14 milioni di ettari in Brasile, 120 milioni in India, 370 milioni in Africa per i biocarburanti.
Le scorte alimentari- afferma la Fao - sono al livello più basso da 25 anni a questa parte. E in compenso il prezzo di tali generi continuerà a salire. Per cui i poveri avranno sempre meno cibo e a prezzi sempre più alti. “Un nuovo tipo di fame urbana - ha detto un esponente del Programma Alimentare Mondiale - per cui vediamo cibo sugli scaffali e gente che non può comprare".
Tutto questo perché il mondo ricco non vuole assolutamente rimettere in discussione il proprio sistema economico, il proprio stile di vita. Chi ne pagherà le conseguenze saranno sempre i poveri. A questo bisogna aggiungere i cambiamenti climatici che faranno aumentare alluvioni e siccità che renderanno ancora più precaria la produzione di cibo.
Un digiuno contro debito e carovita
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