Il chiarimento di Ranieri non fa luce
Gemma Gentile - 24-11-2005
Si è fatta chiarezza? Non mi pare. Andrea Ranieri inizia la nota di chiarimento (pag.2-3 del bollettino n.55 del Dip. Sapere Formazione Cultura dei DS) con un'accusa totalmente gratuita verso coloro che chiedono l'abrogazione della "deforma" (usando la sua terminologia) Moratti. Afferma che costoro vorrebbero tornare al "pre" di tutto (Moratti, Berlinguer, Titolo V...), perché non vorrebbero cambiare la scuola.
La scorrettezza del metodo di Ranieri, che usa l'espediente di deformare le posizioni che non piacciono, rivela chiusura al dialogo e ai metodi della democrazia.
Come mai a questi sono sfuggite tutte le proposte che sono state fatte e si fanno, nel corso del grande dibattito che si è svolto e si sta svolgendo sulla "scuola che vorremmo", tra insegnanti e genitori, che hanno coinvolto nella discussione esponenti dei partiti dell'Unione, del mondo della cultura, dei sindacati e delle istituzioni?
Ho il forte sospetto che si preferisca ignorarli per non entrare nel merito! Se dovesse essere così, diciamola tutta, il problema non consisterebbe nel fatto che gli "abrogazionisti" vorrebbero far girare indietro le ruote della storia, mentre gli altri vorrebbero andare avanti, perché la questione invece risiederebbe nei contenuti di riforma proposti dal movimento che non piacerebbero a Ranieri.

Afferma questi di non essere "tiepido" verso la Moratti e di volere anzi eliminare i guasti, che lei ha provocato, con i dovuti interventi normativi. Ma, ci chiediamo, se la "deforma" è così negativa, non si fa prima a cancellarla ed intervenire poi con questi sapienti interventi? Caso mai, dopo essersi assicurato che , su tali misure, esiste una reale condivisione da parte dei destinatari!
Andrea Ranieri ha parlato di un programma sulla scuola, elaborato dai DS e presentato al tavolo del programma dell'Unione. Non mi sembra che questo sia stato discusso prima con gli interessati, almeno attraverso l' ampio dibattito che la cosa avrebbe meritata. Ci chiediamo anche se siano stati realmente coinvolti gli stessi iscritti ai DS che lavorano nella scuola. Ne dubitiamo fortemente.
Se non ricordo male, lo scorso governo di centrosinistra, valutando la necessità di rafforzare la scuola, mise in campo una riforma (Berlinguer), che non fu condivisa da coloro che in questa lavoravano, che contestarono la suddetta riforma (principali punti di scontro: apertura al privato, tendenza alla gerarchizzazione del corpo docente mediante l'adozione di meccanismi meritocratici di carriera, diminuzione degli anni scolastici, ecc.). A questo punto arrivò la Moratti che mise in campo, in sostituzione, le leggi che hanno prodotto gli effetti nefasti, riconosciuti dallo stesso Ranieri. Per eliminarli, sembra evidente la necessità di abrogare tutto e scrivere le norme valide e condivise, adatte a rafforzare realmente la scuola della Repubblica, che tutti dicono di avere a cuore.

Limitandosi a questi dati, la posizione assunta da Andrea Ranieri appare davvero strana ed inspiegabile. In effetti, lo è solo per quelli che non hanno seguito il dibattito di questi anni sulla scuola.
Il problema è che la "tiepidezza" di Ranieri, nei confronti della Moratti, è innegabile non solo, ma è pure di vecchia data, come pure non nuovi sono tutti i discorsi che si stanno facendo in questi giorni contro i "fanatici della cancellazione".
Ricercando tra i vecchi documenti conservati, ci torna alla memoria che la redattrice del programma sulla scuola della Margherita, Fiorella Farinelli, ha collaborato con Bertagna , la "mente" della Moratti, e con tanti altri altri nel 2003 al Progetto "Buonsenso", lavoro "bipartisan" che avrebbe dovuto servire a mettere insieme forze collocate nei diversi schieramenti allo scopo di "costruire un'ipotesi di attuazione delle riforme di sistema della scuola, che vada oltre gli schieramenti partitici o ideologici". Nella realtà, per garantire il successo dell'operazione "Distruggi la scuola pubblica e consegnala ai privati", secondo il senso che diedero all'iniziativa coloro che all'epoca la criticarono. [1]
Ricordo solo che il testo del "buonsenso", oltre ad appoggiare il rafforzamento del ruolo dell'iniziativa privata nella scuola, ipotizzava : "Le Regioni devono vedersi affidare tutte le istituzioni scolastiche e formative e, sulla base delle norme generali che per tutte devono venire dallo Stato, organizzarle e gestirle. " E' esattamente quanto abbiamo letto nel programma della Margherita, redatto da Fiorella Farinelli. Non solo l'Istruzione Professionale, ma tutta l' lstruzione deve essere decentrata e affidata alle Regioni. Da qui alla devolution il passo è breve, anche se Ranieri afferma il contrario.
Riscontriamo anche che questo progetto fu sostanzialmente appoggiato da Andrea Ranieri che, come collaboratore della Fondazione Italiani Europei (con D'Alema), rese pubblico tale appoggio in un contributo rilasciato all'Unità, in occasione di un seminario sulla scuola, indetto dalla Fondazione. Nell'articolo Ranieri dichiarava :" Il 'buon senso' si sintetizzerebbe in queste due proposizioni: 'non si può cambiare tutto nella scuola ogni volta che cambia il governo'; 'la scuola è di tutti, e quindi è necessario individuare un sentire comune oltre gli stessi schieramenti politici, da mettere alla base delle politiche scolastiche' ". Anche D'Alema, allo stesso seminario, aveva dichiarato che la scuola non può ogni cinque anni fare punto e a capo. Non sono forse gli stessi argomenti, affermati oggi?
In sostanza Ranieri condivide sostanzialmente il documento del "Buonsenso" e assicura che intende solo modificare la legge Moratti.
Ranieri collabora anche (ci sarà un legame?) all'Associazione Treelle, promossa dalla Confindustria (fondatori: Umberto Agnelli presidente, Attilio Oliva, Fedele Confalonieri presidente Mediaset, Abete, ecc.) che ha il chiaro scopo di facilitare le aziende ad allungare le mani sulla scuola.

L'iniziativa bipartisan "buonsensista" veniva lanciata contemporaneamente al sorgere del forte movimento "anti-Moratti", che si coagulò appena fu reso noto il testo della legge delega.
Il movimento in questi anni si è rafforzato e si è esteso, è volato alto per affermarsi, ha resistito ed ha lottato, è riuscito a saldarsi all'opinione pubblica ed ai sindacati (al di là di qualche incomprensione). Ma quelli che aderirono al Progetto Buonsenso e i membri della Fondazione Italiani Europei sono ciechi e sono sordi. Oggi ripetono gli stessi discorsi di allora, senza cambiare una virgola.
Chi? Ma in primo luogo Fiorella Farinelli e Andrea Ranieri.

Se Andrea Ranieri vuole fare davvero chiarezza, nei confronti di compagni ed amici e di tutti i cittadini, sia conseguente ed ammetta che per eliminare gli effetti nefasti delle leggi Moratti, da lui stesso riconosciuti, è necessario cancellare le leggi Moratti.

Gemma Gentile

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[1] Cito, a questo proposito, solo qualche link:
Buonsenso per la scuola di Fuoriregistro (13-10-2003)
Dalema buonsensista di Vittorio Delmoro (Fuoriregistro 17-10-2003)
Un Buonsenso che non serve a nulla di Luigi Saragnese (Proteofaresapere 26-10- 2003)
Peloso buonsenso di Leonardo F. Barbatano (Fuoriregistro 29-10-2003)
Il buonsenso bipartisan di Fiammetta Colapaoli (Proteofaresapere 1-11-2003)
29 novembre: una grande manifestazione di buonsenso di Omer Bonezzi (Proteofaresapere 4-11-2003)
Riforma al di là della legge di Renata Puleo (Liberazione europea 23-5-2004)

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 marilù    - 24-11-2005
BRAVISSIMA!!!
non ci sono altre parole!

 Gabriele Attilio Turci    - 24-11-2005
Fassino ha già dichiarato che la legge Biagi sarà solo modificata e non abrogata.
Sulla Riforma Brichetto-Moratti han già detto gli ascari di regime Rutelli e Ranieri.
La Bolkestein ha avuto il plauso di Letta su Europa.
Dall'Iraq si andrà via un secondo dopo che l'avrà già dichiarato il piccolo duce fasciopiduista.
Preti e vescovi sono i benvenuti non solo ad inaugurazioni e funerali ma anche a benedire i crocefissi che campeggeranno, presto, sugli stemmi del PRC e dei partiti dell'Unione.
Insomma come ha recentemente fatto osservare un dirigente italiano di Action al convegno di VersoSinistra (altro fallimento storico): "ma siamo sicuri che tutto il programma dell'Unione ci vada bene?..."
Qui la tragedia è grande ed il vero problema è che tutta questa gente non ha nessuna intenzione di farsi da parte ed anzi troverà tantissimi desperados che, speranzosi, gli daranno anche il voto...

 Gigi    - 27-11-2005
penso di non essere un ascaro e condivido la posizione di Ranieri. Mi piacerebbe che si ragionasse di più e ci guardassimo intorno con l'umiltà necessaraia per comprendere che il mondo della scuola è in agonia a causa dei "riformatori radicali" tipo Moratti/Berlusconi. Calma e gesso!

 Giorgio Di Sacco    - 27-11-2005
Gemma Gentile ha perfettamente ragione: i principi ispiratori della riforma Moratti sono da rifiutare. Non si può mantenere la struttura portante all'interno di una prospettiva "migliorista". A meno che non la si ritenga utile perchè servita per fare quei tagli alla scuola pubblica che la sinistra non avrebbe mai avuto il coraggio di fare; o a meno che non si ritrovino in essa quei punti di continuità con la riforma Berlinguer, proprio quei punti che fecero "cadere" il Ministro eponimo. Non si tratta di riformare la scuola ogni cinque anni, ma di tentare di collegare il nuovo con quanto di buono si era stratificato nel sistema scolastico italiano e che gli ultimi interventi, a colpi di decreti, hanno demolito.
Un'ultima , cattiva domanda: da quanti anni il compagno Ranieri non entra in una classe? Non in visita accompagnato da presidi, direttori o colleghi, ma da solo, portando a termine un corso di studi?
che cosa sanno della realtà dei licei, delle elementari, degli ormai ex tecnici, queste menti pensanti che frizzano all'interno del centro studi della CGIL? Nella memoria storica dei docenti, specie di quelli di sinistra, risuonano ancora le dichiarazioni di Pizzinato alla fine degli anni 80.

 Roberta Vianello    - 27-11-2005
Dovremmo sommergere di mail, già da ora, i futuri governanti, ribadendo che noi insegnanti, in cambio del nostro voto,vogliamo l'assoluta e certa abrogazione della Legge Moratti.