Roberto Colombo - ultimi interventi
Roberto Colombo - 13-11-2017
RISPOSTA ALLE CONSIDERAZIONI SULLA MALASCUOLA, OVVERO COME PASSARE DALLA "BUONA SCUOLA" ALL'"OTTIMA SCUOLA" Le Considerazioni sulla "malascuola" recentemente apparse a firma di tale Rodrigo Catalani, che sicuramente sono opera di un insegnante non ...
Roberto Colombo - 11-11-2017
La legge 107 non è stato che l'ultimo e più incisivo tassello di una strategia, in corso da decenni, di ristrutturazione dei poteri nel sistema scolastico. L'aspetto più vistoso, e più deleterio, di questa ristrutturazione è l'aumento esponenziale del potere dei Dirigenti Scolastici...
Roberto Colombo - 01-03-2011
Sì, Lei ha ragione, Presidente Berlusconi: noi insegnanti della scuola pubblica italiana (non tutti, per carità: le generalizzazioni sono tutte stupide e volgari) qualcosa effettivamente cerchiamo di "inculcare" ai nostri alunni. Non però l'"indottrinamento ideologico" che Lei forse - impegnato in ben altre faccende - non si è accorto che è tramontato da molto tempo (ammesso che fosse anche un tempo così diffusamente praticato). Noi cerchiamo semmai di "inculcare" i seguenti (antichi, e forse inattuali) "valori"...
Roberto Colombo - 08-03-2005
Com’è facile, nel clima commosso e fittizio di un’”unità nazionale” che non esiste, o nell’aspirazione ad una “memoria condivisa” che non è condivisa, dimenticare l’esistenza, nella nostra serva Italia come suppongo in qualunque Paese, di un “ventre molle”, di un lato oscuro della “Gente” con cui, nonostante le molte riflessioni sulla “banalità del male”, stentiamo a fare i conti.
Come fare i conti, del resto, con quella massa di pulsioni oscure, impermeabili a qualsiasi opera civilizzatrice del linguaggio, che esplodeva nei pogrom, e che riaffiora fragilmente mascherata nella barbarie delle platee televisive lobotomizzate, nell’edonismo totalitario della “telecrazia”... Siamo ancora la stessa razza delle antiche plebi spettatrici di circhi sanguinolenti...

Cronaca di ieri mattina, lunedì 7 marzo 2005, in una scuola superiore della Bassa Padana. Cerco di parlare, e di far parlare i miei alunni, di questa vicenda terribile che è la morte di Nicola Calipari. Qualcuno, perfino, non ne sapeva ancora niente (alla faccia della “società trasparente” teorizzata da Gianni Vattimo!). Un silenzio forse ostile, comunque opaco. (Eppure come sono loquaci, questi “giovani” che non sono né la meglio né la peggio gioventù, nelle trasmissioni delle Tv di regime che li allevano nell’idolatria dei propri ombelichi...).
Dico che proporrò alla Preside di far osservare un minuto di silenzio in tutta la scuola, in concomitanza dei funerali di Stato, per onorare la memoria di questa persona che è veramente “una bella persona” (altro che Mike Tyson, caro Bonolis!); e chiedo che cosa ne pensano. Qualcuno timidamente azzarda che non capisce che cosa ci sia di eroico nella sua morte, che ha semplicemente “fatto il suo lavoro”. Qualcun altro finalmente dice quel che pensa: che “è colpa” di Giuliana Sgrena quel che è successo, che la giornalista (e gli altri come lei) “mettono in pericolo” la vita dei poliziotti che devono poi andare a recuperarli, che lei è andata in Iraq “per i suoi interessi”, e che “sta speculando” politicamente sulla vicenda. Sottolineo che le parole virgolettate le ho realmente sentite pronunciare stamattina da alcuni miei alunni. (Sì, non molti, ma neanche pochi – e sempre troppi, comunque – le condividono, almeno credo).
E poi penso che il mio scandalo, la mia indignazione – per quanto cerchi di dominarli contestualizzandoli (sono ragazzi, non leggono nessun giornale, tranne – quando “va bene” – la Gazzetta dello Sport, le Tv di regime sono quello che sono) – sono residui di “anima bella”, tracce superstiti di moralismo (perché in questo Paese cinico e idolatrico questa è l’accusa ricorrente per chi crede ancora al rispetto delle regole, e magari a un minimo senso di umanità: “moralismo”).
Ma almeno non stupiamoci che passino nell’indifferenza generale proposte di concedere la pensione di guerra agli aguzzini di Salò (e perché non qualche monumento?), o che fogliacci basso-intestinali aggrediscano con becera violenza le “vispe Terese” e i “bamba”, o che ci sia questa sistematica prostituzione del linguaggio per cui i più loschi interessi privati vengano spacciati per “il Bene” contro il Male (ah, buon vecchio Tacito, torna e sostituisci a “pace” “democrazia”, il nuovo nome con cui si ribattezzano i deserti e i cimiteri di bambini sventrati dalle cluster bomb!).
No, non stupiamoci, la narcotizzazione di massa sta semplicemente facendo il suo corso, e a volte il legno storto dell’umanità vira decisamente verso la marcescenza, quando gli ultracorpi sono arrivati al potere...
Roberto Colombo - 20-06-2003
PENSIERI SUGLI ESAMI, SULLA SCUOLA, SULL'ITALIA

In questi giorni chi vive, da insegnante, il sempre più esausto e inutile rito degli Esami di Stato, può avere sensazioni che è forse bene cercare di nominare, senza ricorrere a riduttive letture ...
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