Marcella Raiola - ultimi interventi
Marcella Raiola - 25-08-2014
Renzi dice che ci stupirà, come non ci avesse già lasciato letteralmente senza parole l'enormità dell'incostituzionale progetto di smantellamento della Scuola Pubblica
Marcella Raiola - 06-01-2014
Signora Ministra,
dovrei ringraziarla per gli auguri che mi ha mandato e che ho letto solo oggi, ma non riesco...
Marcella Raiola - 17-10-2013
E' iniziata la seconda campagna diffamatoria contro i docenti, per predisporre l'opinione pubblica a giustificare e, anzi, postulare l'introduzione dell'orario a 24 ore (siamo lavativi, abbiamo tre mesi di ferie, siamo privilegiati, facciamo il lavoro delle casalinghe e dei falliti) e della retribuzione "premiale" (più soldi a chi lavora anche la notte, a chi lava i cessi della scuola, a chi fa il mastino delatore dei colleghi e il tirapiedi del preside-padrone).
Marcella Raiola - 05-11-2012
L'abbiamo portata tutti, piegata in borsa; solo Giuseppe l'aveva indossata già, sotto la camicia blu scuro. Siamo titubanti; discutiamo ancora, in auto, ancora imbambolati e con gli occhi gonfi per le due notti quasi insonni trascorse a scacciare il lampo di quella maledetta lama con cui Carmine si è reciso la vita. Ho fatto confezionare un fascio di fiori bianchi. "Era un ragazzo? ", mi ha chiesto, con pietosa premura, il fioraio. No... Non era più un ragazzo; era un uomo, ma lo Stato pretendeva che continuasse a giocare allo studente, anche se aveva quasi 50 anni. Si sa: chi studia come Carmine ha fatto, conseguendo un'ulteriore laurea poco prima di essere assalito dal dèmone dello sconforto senza rimedio, va punito per il suo "snobismo", va tenuto fuori dal giro di quel lavoro intellettuale che deve risultare penoso, patetico, vile, inutile, quel lavoro che non deve dare pane, che mette in testa ai giovani idee strane, Storia, Bellezza, Giustizia, Diritto, idee che devono sparire, che fanno perdere tempo, che non sono "produttive"...
Marcella Raiola - 30-07-2012
Ore 2,40 del 26 luglio: Poche ore e sarò seduta davanti ad una quarantina di deputati ai quali dovrò illustrare quell'idea di scuola un po' giubilata, della cui funzionalità alla democrazia compiuta e reale, tra tante magagne e tanto scoramento (alunni svogliati e insolenti, presidi ignoranti o furboni, colleghi maligni e scansafatiche) c'eravamo quasi scordati, rischiando di gettarci nelle braccia di chi, col pretesto di "implementare" i nostri risultati, vorrebbe scaricare economicamente l'onere dell'istruzione su chi lo troverà un buon affare.

Ho pensato a tutt'altro, finora: alla redazione e revisione del documento programmatico; alla difesa del testo dai tentativi di uso improprio; alla dolorosa esclusione di chi avrebbe voluto essere parte di quelle rivendicazioni, che però dovevano essere ridotte all'essenziale e presentate al netto di ogni dettaglio tecnico che potesse compromettere l'eventuale esito, visto che da anni siamo in trincea e non riusciamo a uscirne; al perché ci abbiano spostato l'audizione alla mattina, proditoriamente e inopinatamente; ad avvisare tutti quelli che s'erano impegnati a venire al presidio; a rispondere alle telefonate di altri membri della delegazione ("Che dici, lo diciamo? Che dici? Lo trascuriamo? Che dici? La menzioniamo, la 449/97? Che dici? Ci sarà Profumo?"); a rispondere alle telefonate di chi, convinto che l'ingresso nel Palazzo del potere costituisse di per sé la garanzia di una vittoria, ha chiesto di menzionare questo o quel problema, convinto che fosse, che sia il problema-chiave, quello che, una volta risolto, porta alla panacea di tutti i mali, come in una "cascata" di armonie compresse...
Marcella Raiola - 11-07-2012
La scuola statale si è accorta di essere completamente e disperatamente sola quando ha visto il Pd difendere la legge sull'autonomia, primo passo verso l'aziendalizzazione della scuola, refrattaria, per la sua specificità, all'accoglienza di modelli di gestione mutuati dalla fabbrica o dall'impresa (come comprende facilmente chi ha un minimo di intelligenza e di sensibilità culturale), quando si è accorta che nessuno fermava gli interessati e vigliacchi attacchi diffamatori contro i docenti precari in lotta, quando ha visto cadere a pioggia, sulle scuole private e confessionali e su volgari diplomifici, milioni di euro sottratti alla scuola pubblica e statale, garante di quella mobilità sociale ridotta oggi al minimo dal concomitante blocco delle borse e degli incentivi che consentivano ai giovani meno abbienti di proseguire gli studi...

Non c'è stato ministro della P.I. che non abbia avuto la personale ambizione di "rivoluzionare" la Scuola solo per passare alla storia come il ministro capace di sostituire l'assetto gentiliano con un nuovo modello. Il problema è che, nel fare ciò, non si è tenuto affatto conto delle istanze di perequazione sociale, di istruzione e di educazione "olistica" cui la Scuola dovrebbe rispondere. Luciano Canfora, nel suo contributo intitolato: "Le ingannevoli riforme", scrive, molto opportunamente, a tal proposito: «Non si può purtroppo riformare davvero in senso egualitario la scuola senza rinnovare alla radice i rapporti tra le classi. Né controbattere che si tratterebbe di impresa smisurata basta a ridurre il contenuto di verità di questo elementare assunto».
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