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Fuoriregistro n. 30 - a.s. 12/13
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newsletter del 05/05/2013
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Sommario

DENTRO LA SCUOLA

Linee di credito scadute

di Francesco Di Lorenzo
Facciamo l'ipotesi
di Piero Calamandrei
I sottosegretari delle scuole paritarie
di Giuseppe Aragno
Una terribile violenza
di Patrizia Rapanà

DENTRO I PALAZZI

Il buon governo

di Maurizio Tirittico
Don Milani, l'on. Speranza e Maria Chiara Carrozza
di Giuseppe Aragno
On. ministro, non dimentichi d'essere donna di scienza
di Enrico Maranzana


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Linee di credito scadute
di Francesco Di Lorenzo

Dallo Speciale "Notizie dal fronte 2012-2013"

Che la scuola vada ripensata è un dato di fatto. Il perché è tutto scritto e documentato negli ultimi anni, diciamo venti, nei quali lì al ministero veramente si è visto di tutto. Gli avvicendamenti dei vari ministri con i loro staff sono stati, a guardarli adesso, un qualcosa di comico, se non fosse che contemporaneamente la cosa si è fatta anche tragica. Tragica per la scuola, per tutti quelli che ci lavorano e principalmente per gli studenti. In questi anni non c'è stata nessuna linea comune di intenti e di prospettiva, nemmeno tra chi era dello stesso schieramento. Tranne una, forse, che era quella di navigare nella genericità più assoluta, proponendo una scuola di parte (ognuno la sua) ma neanche tanto e scimmiottando tendenze esterofile ormai fallite per farci precipitare nella confusione più totale.
Sul neoministro naturalmente è inutile fare previsioni. La linea di credito che un anno e mezzo fa fu aperta per Profumo, sembra che non sia andata a buon fine. Inutile, quindi, oltre che dannoso, aprirne altre.




Facciamo l'ipotesi
di Piero Calamandrei

così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci).



I sottosegretari delle scuole paritarie
di Giuseppe Aragno

"Zavorre d'Italia". Così, con questa sprezzante definizione, in un libro privo di intenti autobiografici e di una sia pur minima punta di autoironia, Antonio Catricalà descrisse anni fa ciò che frena la crescita. La definizione mi ritorna in mente mentre provo a evitare la valanga di dotte analisi sui sottosegretari del governo Letta. Tranne rare eccezioni, silenzio di tomba sul grumo d'interessi corporativi, protezioni e privilegi di classi sociali forti strette attorno alla "squadra di governo"; la parola d'ordine è chiara: sorvolare sul cuore del problema italiano, ignorare che in una repubblica parlamentare, quali che ne siano gli esponenti, questo governo, nato tradendo gli impegni presi con gli elettori e vincolato alle condizioni dettate alle Camere da un Presidente della Repubblica rieletto, soffre di anemia costituzionale e scarsa legittimità democratica. Più che ministri o sottosegretari, gli uomini di Letta sono, in realtà, esecutori d'ordini, scelti col manuale Cencelli tra sacerdoti del liberismo e sperimentati portaborse dei capi fazione di una maggioranza rifiutata dal voto popolare.

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Una terribile violenza
di Patrizia Rapanà

A cosa è ridotta la scuola, ha scritto ieri sul "Fatto Quotidiano" Eleonora Carrano, gli italiani lo hanno potuto capire "alle recenti elezioni dello scorso febbraio, [...] qualunque fosse la loro estrazione sociale". Per buona parte dei docenti lo spettacolo è abituale e quasi non ci si bada più: crepe e erba maligna nei cortili, muri stinti pieni di macchie e graffiti, ai piani bassi finestre protette da grate arrugginite. La sicurezza messa a repentaglio da pareti infiltrate e cadenti. Uno spettacolo indecente che fa a pugni con le chiacchiere e le promesse di governi incapaci, ministri impreparati e bugiardi,
Ho sentito il discorso di Letta quando ha chiesto la fiducia al Parlamento. Sembravano le parole di un uomo che non mette piede in una scuola statale da decenni. Chiacchiere, formule prive di agganci con la realtà: "La società della conoscenza e dell'integrazione si costruisce sui banchi di scuola e nelle università", ha detto il Presidente di un governo che nessun leader di partito aveva proposto agli elettori durante la campagna elettorale.



Il buon governo
di Maurizio Tirittico

Investire in istruzione, in ricerca, in cultura significa investire sui cervelli, che sono l'acciaio e il carbone della società della conoscenza. E' un impegno, è un dovere, a fronte di chi sostiene che con la cultura non si mangia. Nulla di più idiota! Maria Chiara Carrozza è una garanzia! Il mio augurio, il mio sostegno, il mio impegno!
Il mio ultimo pezzo sui test e sui reattivi terminava così: "Voglio sperare che il nuovo ministro faccia un po' di chiarezza sui compiti dell'Invalsi e sui limiti 'oggettivi' delle prove 'imposte' alle scuole! Ormai sono anni che mi auguro la nomina di un ministro di alto profilo, all'altezza di una situazione difficile e complessa! Ma non sono mai ascoltato!!! Vogliamo sperare? Mah!!!"
Ebbene! Oggi penso di avere una buona ragione per sperare, e non solo per il ministro Carrozza, persona di alto profilo, ma per l'intera compagine ministeriale in cui figurano volti nuovi, persone giovani e tante donne! Anche una nera!!! E' la fine di Borghezio!



Don Milani, l'on. Speranza e Maria Chiara Carrozza
di Giuseppe Aragno

Dopo Milano e il Palazzo di Giustizia assalito con furia giacobina come fosse la Bastiglia, anche Roma è caduta. Il Parlamento è in mano a una destra autentica e alla sua dozzinale imitazione di sinistra. Qualcuno domani titolerà che l'Italia ha un nuovo governo e molti, ingenui, speranzosi o compromessi col potere, andranno a cercare nel nome dei ministri la dignità delle Istituzioni violate. Si può esserne certi purtroppo: chi ama la scuola troverà nei molti e prestigiosi titoli della ministra dell'Istruzione, professoressa Maria Chiara Carrozza, ragioni di speranza che Profumo, Rossi Doria e Ugolini non potevano offrire e per un po' molti lavoratori traditi sogneranno di certo impossibili miglioramenti, solo perché tra i ministri non troveranno più la tragica figura della Fornero. La verità però è diversa e veramente amara: nonostante l'aperto rifiuto manifestato dagli elettori, oggi un Parlamento commissariato ha votato la fiducia a un nuovo governo Monti. Identica maggioranza, coincidenti priorità - anzitutto i mercati, poi l'umanità dolente in lotta con la disperazione - e una legittimità democratica ancora più impalpabile.



On. ministro, non dimentichi d'essere donna di scienza
di Enrico Maranzana

La formazione scientifica del nuovo ministro dell'istruzione dovrebbe favorire la percezione e la rimozione di uno dei "bug" che sbarra all'istituzione la via al successo: un lessico specifico disarmonico rispetto al sistema di regole in cui la scuola è immersa.
L'indeterminatezza terminologica è l'infezione che ha snaturato, sterilizzandoli, i decreti delegati del 74, la qualità, l'autonomia delle istituzioni scolastiche .... Si propone una piattaforma per la ricerca di un lessico condiviso.



 

Brevi di cronaca
E' illegittimo predisporre ora le graduatorie dei soprannumerari ATA
Sindacato SAB - 02-05-2013
Continuano a pervenire alla scrivente O.S. sindacato SAB richieste d'intervento e di compilazione delle schede per l'individuazione del personale ATA soprannumerario per l'a.s. 2013/14 e che dette schede debbano essere consegnate urgentemente. Il SAB, tramite il segretario generale prof. Francesco Sola, fa rilevare che tale richiesta è illegittima ed è disposta in violazione dell'art. 48, comma 5 che regola la mobilità per l'a.s. 2013/14 come di seguito riportato,

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Concorso Scuola Miur: l'ingiustizia delle griglie di valutazione
Cervelliamo blogspot - 30-04-2013
Fioccheggiano le lamentele dei candidati del concorso a Cattedra del Miur, dopo I primi risultati della correzione delle prove scritte.
Il problema principale sorge proprio dalla pubblicazione e posteriori delle griglie, che presentano descrittori che non erano intuibili nelle tracce svolte.
I candidati hanno basato i loro elaborati sulle scarse tracce che aveva fornito il Miur, ma molte commissioni hanno poi rivoluzionato i criteri nazionali, stabilendo des crittori che il candidato non poteva sapere di dover soddisfare.

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Come in un racconto di Borges?
Tiscali.it - 29-04-2013
E ora facciamo un salto nella buona letteratura, che ha sempre qualcosa da insegnare. In un racconto di Borges due teologi si affrontano e si detestano per tutta la vita. Le loro posizioni sono diametralmente opposte, il pensiero di trasforma in inimicizia totale, le sottili elucubrazioni diventano guerra di posizione. Quando i due teologi muoiono e passano nell'aldilà, scoprono con infinito stupore che nella mente di Dio erano una sola persona.

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Tam Tam
Lettera aperta
Coordinamento Nazionale Bibliotecari Scolastici - 03-05-2013
 messaggio 
Egregia Ministra, abbiamo apprezzato le Sue dichiarazioni riguardo alla Scuola, perciò confidiamo che vorrà ascoltare le nostre istanze.
Il Conbs - Coordinamento nazionale bibliotecari scolastici- dal 2003 collega e rappresenta, su tutto il territorio nazionale, i docenti inidonei all'insegnamento per gravi motivi di salute e utilizzati prevalentemente nelle biblioteche scolastiche. Essi sono stati più volte presi di mira dai tagli governativi e sono oggetto, dal luglio 2012 dei rigori della spending review che li vuole far transitare nei ruoli amministrativi e tecnici, con perdita dello status di insegnanti, azzeramento delle competenze pregresse e necessità, per docenti anziani, di crearsi una professionalità ex novo.

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Storia e presente: un terribile Primo Maggio
Giuseppe Aragno - 01-05-2013
 storie 
Primo Maggio. Un tempo bastava la parola ad evocare un mondo: l'esposizione universale, a Parigi, le mille società dei lavoratori che acquistavano coscienza di sé, discutevano di diritti da conquistare, modalità di lotta, coscienza di classe e cultura operaia. Da alcuni anni tutto questo sembra svanito nel nulla. Nessuno ricorda e il Primo Maggio ha perso il suo significato profondo. E' stato giorno di lotta e non di rado di lutto, ma in questo tempo senz'anima e senza storia s'è ridotto al "concertone" romano ed è ormai una strana festa del lavoro: senza lavoro, senza memoria e senza verità. Quante scuole quest'anno hanno ricordato l'uno maggio del 1947, festeggiato a Portella della Ginestra, nel pianoro che si stende tra San Cipirello, San Giuseppe Jato e Piana degli Albanesi? Chi le ricorderà domani le migliaia di persone raccolte attorno alle bandiere rosse, e i sogni, le speranze della neonata repubblica stroncati sul nascere dal fuoco aperto sui contadini inermi? Chi li ricorderà i morti e i feriti fatti dai padroni quel giorno?

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La rabbia sociale
Laura Alberico - 29-04-2013
 espressioni 
Ci sono eventi che diventano "pubblici" quando la cronaca quotidiana mostra i segni dell'insofferenza, gesti estremi che segnano il passo di una crisi gravissima del sistema. L'emarginazione non è più un fenomeno isolato, si insinua nell'animo e nelle persone come una malattia contagiosa che parole e promesse, lungaggini e aspettative tradite non possono curare ne' forse comprendere ed accogliere.

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 Siti consigliati 
Aut aut
La rivista si rivolge a chi si occupa del dibattito filosofico, agli operatori culturali, agli studiosi di problemi sociali e psicologici, ma soprattutto si rivolge ai giovani che cercano strumenti di pensiero per la propria formazione critica e per la costruzione di una coscienza civile all'interno delle loro pratiche. Nel n. 358 aprile-giugno La scuola impossibile

f u o r i r e g i s t r o
FuoriRegistro si richiama al titolo di un bel libro di Domenico Starnone edito da Feltrinelli. Un romanzo gustoso e divertente sulla scuola vista dall'interno, attraverso l'agire concreto di chi ogni giorno si scontra con le sue mille contraddizioni. La rivista intende essere uno spazio aperto al racconto delle personali esperienze quotidiane, siano esse episodi di cronaca che muovono al riso o allo sdegno o riflessioni intorno ai più vasti temi di ordine politico-culturale che attraversano le nostre aule così come le nostre piazze. Questo il Progetto.
La newsletter, che ha una cadenza settimanale, è a disposizione di chiunque voglia partecipare; il modulo on-line permette di inviare contributi sotto forma di testi o di file, evitando i rischi di infezioni ai quali la posta elettronica, e particolarmente gli allegati, è purtroppo esposta.
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